| LA ROMA GUARDA AVANTI– 21.1.12 | |
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De Rossi è il tormentone del momento, Luis Enrique quello che verrà, Sabatini uno potenziale. Bolle parecchia acqua nel pentolone della Roma. Mentre sta tentando di chiudere il rinnovo del centrocampista e vede la meta vicina, la società ha già individuato le priorità del futuro: l’allenatore e il ds. Luis Enrique ha stregato tutti in pochi mesi di lavoro, dalla proprietà americana, ai dirigenti che vivono la quotidianità di Trigoria fino a gran parte della squadra, a tal punto da accelerare nei pensieri della Roma l’idea di blindarlo con un contratto più lungo. Non è un’urgenza, ma risolvere in largo anticipo la questione agevolerebbe la programmazione del mercato e la gestione dello spogliatoio. Il contratto attuale dello spagnolo scade nel 2013, con un’opzione di rinnovo per un’altra stagione, e all’orizzonte c’è già una nuova proposta triennale da presentare all’allenatore, suggerita dagli americani (Pallotta in primi) e sposata in pieno dal dg Baldini. La Roma vuole offrire a Luis Enrique un accordo fino al 2015, con lieve ritocco verso l’alto dello stipendio. In questa stagione il tecnico asturiano guadagna 2,9 milioni lordi più premi, l’anno prossimo salirà a 3,1: cifre che lo hanno fatto entrare subito nell’elite dei tecnici più pagati della serie A e potrebbero ancora aumentare. A patto che Luis Enrique accetti di legarsi così a lungo al progetto romanista. E qui viene il problema, perché l’asturiano continua a osservare con grande interesse le vicende della «casa madre». Non è un mistero che Guardiola sia arrivato quasi al capolinea della sua straordinaria esperienza con il Barcellona e tra i papabili successori c’è sicuramente l’ex tecnico della squadra B catalana. Probabile, quindi, che Luis Enrique prenderà tempo dopo aver ricevuto la proposta formale della Roma. Quello che Sabatini ha già fatto, nonostante sia l’unico nella nuova «triade» di dirigenti ad avere il contratto in scadenza a giugno. Persino l’«esonerato» Pradè e il «dirottato» Conti sono legati al club fino al 2013, un anno in più di Sabatini che ha voluto firmare per una sola stagione alle stesse cifre di Baldini (600mila euro), un po’ perché, quando ha accettato di salire a bordo, la nave americana era appena partita dal porto, un po’ perché non ama i contratti troppo lunghi. Ma la proprietà è molto soddisfatta della sua opera sul mercato - gli acquisti azzeccati superano di gran lunga quelli finora deludenti - lo considera un punto fermo del progetto tecnico al pari di Luis Enrique e gli ha già proposto di rinnovare l’accordo alle medesime condizioni attuali per uno o più anni. Sabatini, al momento concentrato sul mercato di gennaio, ha chiesto di rinviare la questione ad aprile-maggio, quando i risultati del suo lavoro saranno ancor più evidenti. Tutto lascia pensare che la sua seconda esperienza da romanista, dopo quella poco fortunata da giocatore, possa durare a lungo, anche se la Fiorentina resta lì a corteggiarlo. Intanto un altro dirigente è pronto a prendere possesso della scrivania nei già affollati piani alti di Trigoria: Christhop Winterling si insedierà nel ruolo il direttore commerciale della Roma (attraverso la Soccer Sas) dal 1° febbraio. La valorizzazione del marchio è un’altra priorità e sarà utile in questo senso la tournée estiva in America. C’è già una prima data: amichevole con il Liverpool fissata il 25 luglio al Fenway Park di Boston, a casa DiBenedetto. New York e Chicago le tappe successive. ALESSANDRO AUSTINI HERNANES HA L’INTER NEL MIRINO– 21.1.12
Quando ha posizionato il pallone vicino al vertice dell’area, all’ultimo minuto della sfida di Coppa Italia con il Verona, in molti hanno pensato che era la stessa identica posizione dalla quale, più o meno un anno fa, aveva fatto gol all’Inter. Alla fine anche l’esito è stato lo stesso: palla sul secondo palo e portiere battuto. In questo modo Hernanes ha interrotto un lungo digiuno dal gol e, appena cinque giorni dopo, ha bissato in campionato trasformando il rigore contro l’Atalanta. Poi l’infortunio che l’ha costretto a lasciare anzitempo il campo e che ha tenuto col fiato sospeso i tifosi della Lazio. Il Profeta ha tranquillizzato tutti: domenica contro l’Inter ci sarò al 100%». Una buona notizia per Reja, che potrà fare ancora affidamento sull’uomo che, nella passata stagione, contribuì in maniera decisiva all’unico successo biancoceleste contro una big del campionato: «Ho visto il secondo tempo del derby - ha continuato Hernanes - e devo dire che l’Inter mi è sembrata veramente una squadra forte, ma noi siamo convinti di poter interrompere la loro marcia, andiamo a Milano con questo obiettivo». La Lazio ci arriva dopo una vittoria, quella con l’Atalanta, che è servita a scacciare le nubi sorte dopo la batosta di Siena: «Già prima di Natale non stavamo giocando bene - confessa il Profeta - era un momento un po’ così. Ora ci stiamo riprendendo e stanno arrivando delle vittorie che ci aiutano a lavorare meglio. Quando si vince è tutto un altro ambiente, c’è tanto entusiasmo, speriamo di continuare così». Il momento peggiore sembra alle spalle: «Quando devi affrontare contemporaneamente l’Europa League è normale pagare qualcosa sul piano fisico. Ma le cose stanno andando meglio e io sono pronto a dare il massimo per i prossimi cinque mesi». Anche mister Reja, all’indomani della vittoria dell’Olimpico, ha proiettato il primo sguardo verso la sfida di Milano: «L’idea è quella di fare la partita - dice il tecnico - almeno per quanto l’Inter ci concederà. Contro l’Atalanta abbiamo dimostrato di essere in crescita, ma ci mancano ancora alcune cose per tornare al massimo. E per fare risultato a San Siro dovremo giocare al 100% delle nostre possibilità». Poi Reja si concentra sui singoli e dedica ancora parole al miele ad Alfaro: «Le caratteristiche di questo giocatore noi in rosa non le abbiamo - la sua analisi - assomiglia un po’ a un Rocchi, attacca lo spazio, è tosto fisicamente, una buna velocità e reattività in area. Chiarmaente l’ho visto in spazi ridotti e dobbiamo vederlo in partita. Ma in allenamento mi ha dato l’impressione di essere un buon giocatore. Può farti anche la seconda punta, ha caratteristiche di Sculli anche se è più attaccante». La marcia verso la grande sfida di San Siro è cominciata. CARLANTONIO SOLIMENE | |
| LUIS ENRIQUE NON SI ACCONTENTA– 14.01.2012 | |
All\'Olimpico ottavo di finale con la Fiorentina: gara secca. Il tecnico giallorosso ci crede: "Possiamo vincere la Coppa Italia". Ancora la Fiorentina, ancora Delio Rossi. Ma dall'altra parte del campo stavolta ci sarà tutta un'altra Roma. Una squadra che proprio dal naufragio di Firenze (3-0 con i giallorossi che avevano chiuso in otto: espulsi Juan, Gago e Bojan) ha tratto la forza e gli stimoli giusti per rimettersi in carreggiata e presentarsi, trentasette giorni dopo, in tutt'altra condizione all'ottavo di finale di coppa Italia in programma stasera all'Olimpico. Luis Enrique ha quella partita ben chiara in mente, «un ricordo incancellabile per tutto quello che è successo» e parte proprio da questo per aggiungere stimoli al suo gruppo. «Può essere una motivazione extra per affrontare la gara: un riferimento chiarissimo. La Fiorentina è una squadra che sta ottenendo buoni risultati e sta andando bene: hanno giocatori di qualità e una bella piazza, sappiamo che non sarà facile ma siamo fiduciosi». Il tecnico giallorosso in questo momento del suo percorso alla guida della Roma, non molla nulla e non nasconde l'ambizione di portare a casa questo trofeo tanto fin troppo disprezzato, ma che da qui in avanti tutti vorranno vincere. «Se confermiamo il nostro livello di gioco possiamo vincere la coppa Italia, anche se visto il calendario sarà molto difficile». Ma la crescita della sua nuova creatura lo soddisfa appieno e gli trasmette la fiducia necessaria per crederci. «Quattro settimane fa avrei detto una cosa per quello che succedeva, ma noi allenatori dipendiamo dai risultati. Quello che vedo ora mi piace, mi è piaciuto anche a Firenze, anche se è stato un casino come tutti ricordiamo. Mi è piaciuto l'atteggiamento. Quello che vedo adesso mi dà fiducia e mi aspetto che la squadra continui a migliorare e capisca che quel modo di giocare ci darà la possibilità di vincere e farlo nel modo più bello per noi, i tifosi e la classifica». Intanto c'è la coppa Italia appunto, competizione per la quale Luis Enrique non fa sconti mantenendo il solito riserbo sulal formazione titolare. «Schiererò quella che riterrò la Roma migliore per la partita. Non vado a cambiare niente, la mentalità è la stessa. La squadra deve sapere che ha la possibilità di giocare e di rappresentare la società: ogni volta che si indossa la maglia della Roma si deve essere al cento per cento». Diktat imposto dal nuovo corso di James Pallotta che il giorno prima si era prodigato in un tuffo a sorpresa nella piscina (gelida) di Trigoria sotto gli occhi increduli dei «dipendenti» al grido: «La Roma non deve temere nulla!». «Credo che la sua presenza - chiude Luis Enrique - e la sua voce siano stati importanti. Ha fatto una riunione con staff, calciatori, dirigenti e dipendenti: ha spiegato cosa vuole fare con la Roma. È importante per tutti coloro che lavorano qui sapere qual è la strada da percorrere. Lui ce l'ha illustrata e il gesto finale è stato simpatico. Credo spieghi un pò come è lui: una persona aperta, ottimista, con tanta voglia di fare bene qui a Roma». Formula 1 Montezemolo battezza la nuova Rossa. Il 3 febbraio la presentazione a Fiorano «Voglio una Ferrari schifosa e vincente»– 14.01.2012 Brutta, anzi schifosa. È la nuova Ferrari nelle intenzioni del capo delle corse, Stefano Domenicali, e del Presidente, Luca Cordero di Montezemolo. La monoposto, che deve obbligatoriamente tornare a vincere, sarà presentata il 3 febbraio a Maranello. «Brutta e veloce», diceva Enzo Ferrari, lo ripete Domenicali: «Diversa perché è un taglio netto rispetto al passato, bruttina perché le forme imposte dal regolamento tecnico non lasciano molti spazi, ma, veramente, veloce, almeno lo spero!». Quando l\'estate scorsa si accorsero di essere incatenati alle tradizioni, promisero ad Alonso di prendere qualche rischio: «Nessuno lavora per la squadra come fa lui, merita di più. Ho chiesto ai nostri tecnici di infilarsi in ogni piega del regolamento per arrivare al limite ma fino al Gp di Melbourne non sapremo se siamo arrivati ai confini estremi o meno. I test sono poco indicativi». Anche Montezemolo bada al sodo: «Può essere orrenda o schifosa ma voglio che sia competitiva» e stuzzica Domenicali: «Bisogna che vinca assolutamente quest'anno, stiamo allevando un cinese pronto a prendere il suo posto». Pulcinella scherzando diceva la verità. Vero è che la rossa è di nuovo multilingue. Per l'aerodinamica, punto debole delle recenti vetture, è stato assunto, come responsabile dell'ingegneria di pista, Steve Clark, ex McLaren, e per lo sviluppo delle gomme, proprio il cinese Hiroshi Hamashima, un passato in Bridgestone. Intanto nuovo incidente per Kubica, il pilota che sembra destinato alla Ferrari nel 2013. Il polacco è scivolato su una lastra di ghiaccio a Pietrasanta cadendo sulla gamba destra politraumatizzata nel rally d'Andorra del 6 febbraio scorso. Ha raggiunto l'ospedale di Pietra Ligure dove fu curato allora. Gia. Ori. | |