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SPETTACOLO

LE INTERVISTE - 28.1.12

GILETTI: VINCO PERCHÉ CERCO SEMPRE LA SECONDA VERITÀ

I cinquant’anni - li compie a marzo - fanno bene a Massimo Giletti. L’Arena, pezzo forte di Domenica in, ha toccato il record stagionale d’ascolti. Cinque milioni 737 mila spettatori, share 28,07 nella prima parte, con replay non troppo minore nelle altre due. Trecentomila persone in più della settimana precedente, che aveva inanellato l’annuncio in diretta dei contendenti di Sanremo e lo scoop sulla partecipazione di Steve Wonder.

Giletti, la maturità le giova. Vince con l’audience, aumenta la grinta, graffia. Lo ha fatto anche all’esordio di Ballando con le stelle, quando ha parlato dell’intelligenza dei calciatori.

Beh, anche lì ho voluto portare la verve. Se sei finto, la gente lo sente subito. La mia provocazione ha innescato una reazione a catena: la frecciata di Gianni Rivera a Baila! programma Mediaset e la replica piccata di Stefano Campagna, il giornalista Rai in gara. Ma insomma, io volevo solo dire che intelligenza non equivale a cultura e che appartiene a chi ce l’ha.

Però non neghi che la verve, come la chiama, è direttamente proporzionale alla sua età.

Non appartengo al mondo fatto di ipocrisie e di inchini, per evocare quello nefasto all’isola del Giglio. Ho cominciato in casa, quando per un anno e mezzo ho lavorato nell’azienda di famiglia, la Giletti Spa Filati, che produce cotone e che mio padre, 86 anni, guida ancora con mano sicura. Me ne andai perché gli rivelavo la verità su come agivano i suoi più stretti collaboratori. Dirla tutta, con educazione, non tradisce mai. L’ho fatto anche dalla mia amica Milly Carlucci. E badate, non amo fare l’ospite, specie il sabato sera, quando sono concentrato su L’Arena.

Già, com’è il dietro le quinte?

Scavo e scavo, fino all’ultimo momento. Così si raccontano cose che altri tralasciano.

Anche sul naufragio Costa ha scovato novità.

Mi sono preso la soddisfazione di mostrare la reale manovra effettuata da Schettino, dopo giorni e giorni di grafica tv sbagliata. La dritta ce l’ha data un sito olandese, QPS, che rielabora la traiettoria delle navi. È una bufala che la Concordia fece una manovra per avvicinarsi all’isola, dopo l’impatto con gli scogli. Ha invece buttato l’ancora e poi è stata portata dalla corrente. E abbiamo anche rivelato che due ore dopo il botto, alle 23,30, una piccola azienda di Savona ha ricevuto una chiamata dalla Costa che chiedeva di tappare una falla.

Dunque, la cronaca dura e pura proposta ai telespettatori dopo il pranzo della domenica paga in termini d’ascolto.

La mia esperienza mi dice di sì. Cominciai con L’Arena nel 2004, spazio di 25 minuti. A credere nel mio progetto fu Fabrizio Del Noce, che convinsi a rompere il tabù del programma domenicale soft, di nani e ballerine, per dirla con franchezza. Mauro Mazza si è poi reso conto che la cosa funziona. Sulle altre reti ho avuto contro tutti: Costanzo, De Filippi, Brachino, che quest’anno ha chiuso. Ora L’Arena dura due ore e mezza.

Lascerebbe Mamma Rai?

Mi piace stare a Viale Mazzini. Sono l’unico caso di programmista regista diventato conduttore. Conosco tutti. L’Arena ha costo zero, funziona da anni ed è un marchio Rai, mica come tanti altri programmi venduti per esempio ad Endemol, che poi li ha rivenduti alla Rai. Mi galvanizzano le sfide, come fossi un ammutinato del Bounty. L’Arena è quella che dura da più tempo. È cresciuta anche grazie agli scontri intellettuali con l’autore che mi affianca da sempre, Fabio Buttarelli.

Giovanni Minoli è stato il suo primo maestro. Che cosa le ha insegnato?

Che c’è sempre una doppia verità. Che la notizia non si aspetta. Si va a cercarla. Per strada. LIDIA LOMBARDI

MANNOIA, IL GRANDE BLUFF DELL’UNITÀ D’ITALIA

FU UN SACCHEGGIO - 28.1.12

Fiorella Mannoia, è appena uscito il suo nuovo cd intitolato «Sud». Dopo tanto tempo un concept album. Com’è nata l’idea?

Ho maturato questo disco dopo aver letto il libro di Pino Aprile «Terroni»: è stato talmente scioccante constatare che quello che avevamo letto nei libri di scuola era lontano da quello che realmente era successo intorno all’unità d’Italia, che nel mio piccolo sentivo di voler fare qualcosa per contribuire a ridare al sud un po’ della dignità che gli era stata tolta.

Quali sono i problemi del nostro Mezzogiorno?

L’educazione e la cultura fanno paura. Sul fatto che il sud resti arretrato ci hanno mangiato tutti, la politica, la religione. Il sud è ucciso dalla criminalità perché non c’è lo Stato. Basterebbe fermare la corruzione. L’Italia non è un Paese in crisi, è un Paese corrotto.

L’intero album è dedicato a Thomas Sankara, presidente del Burkina Faso tra l’84 e l’87 e assassinato a soli 38 anni. Il suo disco parla di tutti i sud del mondo?

Ragionando sul nostro sud era inevitabile che lo sguardo si estendesse a tutti i sud del mondo che condividono più o meno la stessa storia e lo stesso destino: depredati, saccheggiati, tenuti lontani dal progresso e abbandonati a se stessi e il pensiero naturalmente è andato all’Africa, terra di conquista e di saccheggio per eccellenza.

Per la prima volta è anche autrice di alcuni testi, come quello di «Se solo mi guardassi». A cosa si è ispirata?

Questa canzone vuole essere il punto di vista dei tanti «invisibili» fratelli stranieri che vivono intorno a noi, ai quali non chiediamo mai nulla delle loro vite e che avrebbero in realtà tanto da raccontarci se solo avessimo voglia di ascoltarli. Il testo nasce proprio dai racconti diretti che mi hanno fatto sui loro Paesi lontani.

Il suo tour partirà emblematicamente da Napoli il 21 marzo e Napoli è presente nel disco anche nel testo scritto da Titina De Filippo. Com’è riuscita ad avere il permesso di cantarlo?

Il mio omaggio a Napoli s’intitola «Quanne vuo bene». Finora la famiglia non ha voluto dare a nessuno il testo di Titina. Quando hanno saputo che sarei stata io a cantarlo, hanno accettato. È un onore per me. Un’amica napoletana mi ha fatto da coach per la pronuncia. Si sente che non sono napoletana, ma spero di esserci andata vicino.

Quest’anno le hanno chiesto di partecipare anche a Sanremo ma lei ha rifiutato. Perché?

Non me la sento, non mi serve. Sono vecchia per andare al televoto. A Sanremo ci sono stata già quattro volte e so che mi è servito. Ma dopo tanti anni di attenzione, lavoro e carriera non ce la faccio.

Cosa pensa del ritiro dalle scene di Ivano Fossati?

Dopo averlo saputo, l’ho incontrato di persona. L’ho trovato sereno e felice e non posso che rispettare la sua scelta anche se io non ne sarei capace. Però mi sono fatta subito promettere che continuerà a scrivere canzoni per me. CARLO ANTINI



J.LO PENSA A SANREMO: "IN GARA? PERCHÉ NO"- 14.1.2012

Jennifer Lopez potrebbe partecipare al Festival come cantante dopo l'esperienza da ospite nel 2010. Botta e risposta su Twitter tra Emanuele Filiberto e Morgan: "Andiamo all\'Ariston", "io no".

J.Lo a Sanremo ma non da ospite, come nel 2010. La star americana potrebbe partecipare come concorrente al Festival. Lo sostiene Mtv Italia, che ricorda come Jennifer Lopez sia stata ospite in riviera già due anni fa e come non abbia mai nascosto il suo amore per l'Italia, tanto che qualche estate fa fu a un passo dall\'acquisto di una splendida villa sul lago di Como come George Clooney.FLIRT CON LAPO ELKAN Ad alcuni amici l'artista avrebbe confidato: "Tengo tantissimo a Sanremo, l'esperienza del 2010 fu davvero magica. Andrei anche a cantare in italiano. In gara? Perché no?". L'emittente musicale rivela anche un possibile flirt tra Jennifer Lopez e Lapo Elkann. Sono numerose, infatti, le "voci virtuali" italiane e statunitensi che parlano di un'amicizia molto affettuosa tra i due, che si sono conosciuti mesi fa a New York durante le riprese fatte per la campagna pubblicitaria della Fiat 500.EMANUELE FILIBERTO E MORGAN Le indiscrezioni sui cantanti in gara non mancano anche al di qua dell\'oceano. Emanuele Filiberto di Savoia ha pubblicato su Twitter una sua foto insieme a Morgan. "Attenzione... andiamo a Sanremo... Morgan ha scritto un bellissimo pezzo... ", è il tweet del principe. Sempre sul social network è arrivata la replica di Marco Castoldi. "Nonostante quello che dice Emanuele Filiberto di Savoia... Morgan NON sarà al Festival di Sanremo". Rimane la possibilità che il principe partecipi sul palco dell'Ariston da solo con un pezzo dell\'ex Bluvertigo.