Braille News

Utilità

ECONOMIA

Pensioni, Padoan: "Nessun intervento sulla reversibilità" –Braille News 20.2.2016

Il governo non ha allo studio alcuna revisione delle pensioni di reversibilità e, soprattutto, non ha bisogno di fare cassa per coprire il buco dei conti pubblici. I dati, infatti, confermano che la crescita del Pil nel 2015 è in linea con le stime dell\'esecutivo e, di conseguenza, non ci sarà la necessità di ricorrere a una manovra correttiva. Il ministro dell\'Economia, Pier Carlo Padoan, nel ciclo di risposte del question time, smonta la teoria che parte dall\'ipotesi di una minore crescita del prodotto interno lordo dello scorso anno rispetto alle stime, un conseguente effetto negativo sui coni pubblici, e la necessità di reperire nuove risorse anche dal sistema previdenziale. "La proposta di legge delega - assicura Padoan - lascia intatti tutti trattamenti in essere. Per il futuro non è allo studio nessun intervento sulle pensioni di reversibilità ma tutto quello che la delega si propone è il superamento di sovrapposizioni e situazioni anomale". Più in generale il governo non sta lavorando a una manovra correttiva, visto che "tutti i principali indicatori relativi alla domanda interna, in particolare consumi e occupazione, sono in linea se non migliori rispetto alle attese del governo". Rispetto alle stime dell\'Istat, "preliminari e passibili di revisione" che non coincidono con quelle del governo, il ministro spiega che l\'esecutivo ha formulato la previsione più recente a settembre e, sulla base del dato grezzo, è pari allo 0,9%. "Nel corso del prossimo mese il governo aggiornerà le previsioni di crescita economica", ma il ministro annuncia già da ora che, sulla base dei dati in possesso, "non sussisterebbero rischi di scollamento dell\'evoluzione attuale dallo scenario programmatico dello scorso autunno". "Anche le ultime previsioni della commissione Ue - ribadisce Padoan - sono sostanzialmente in linea con quelle del governo".



Addio Telecom, da oggi c'è solo Tim- Braille News 16.1.16

I tempi del caro vecchio telefono poggiato su una mensola di casa è già passato da un pezzo. La Telecom Italia cambia veste. Nuovo logo, nuovo indirizzo e tanta voglia di futuro. "Un brand molto pulito, abbiamo mantenuto i nostri colori, rosso e blu". Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom, presenta il nuovo logo Tim e la campagna pubblicitaria istituzionale che ne accompagnerà il lancio.

Il nuovo logo Si tratta di un\'icona rossa che rappresenta una T e il nome in bianco su fondo blu. E\' la T di Tim che da oggi caratterizzerà tutte le offerte del gruppo. Il nome Telecom Italia resta infatti solo da un punto di vista societario.

Basta con l\'alternativa fisso-mobile Il brand unificato fisso-mobile offre l\'occasione per lanciare la Telecom Italia del futuro. "Oggi celebriamo una tappa importante del percorso di rinnovamento della nostra identità aziendale", ha sottolineato l\'ad. "Abbiamo deciso da tempo di far convergere tutte le offerte commerciali dei nostri segmenti di mercato verso TIM, costruendo una brand experience capace di unire la solidità e la grandezza di Telecom Italia alla personalità innovativa di TIM. Un\'operazione di sintesi che riflette un fenomeno concreto: la convergenza fisso-mobile abilitata da Internet, dai nuovi device, dalla tecnologia e dalle piattaforme digitali. Saremo il meglio di TIM e di Telecom Italia, da oggi con un nuovo logo che segna anche un importante cambiamento nella ridefinizione del nostro ruolo, da puro operatore telefonico a player industriale e tecnologico in grado di offrire prodotti e servizi innovativi mediante lo sviluppo di piattaforme abilitanti. Dalle reti ultrabroadband fisse e mobili, al cloud computing fino all\'information technology di nuova generazione".

Una nuova identità La trasformazione dell\'identità di TIM è accompagnata da una campagna istituzionale che vede coinvolti tre testimonial d\'eccezione: Sir Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web, Fabio Fazio e Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif. Attraverso il loro punto di vista, gli spot racconteranno le opportunità date dal nuovo mondo connesso grazie all\'innovazione offerta da TIM.

La nuova sede Parte integrante del progetto di evoluzione della marca è anche la nuova sede centrale della società, che sorgerà a Roma dal recupero delle Torri realizzate nel quartiere dell\'EUR negli anni Cinquanta dall\'architetto Cesare Ligini. Si tratta di un importante progetto di risanamento del complesso edilizio che restituirà alla capitale un tassello fondamentale della sua storia e del suo tessuto urbano, la cui architettura diventerà, per il periodo di cantiere, l\'inedito supporto per un\'installazione artistica ideata da Matteo Cibic, a cura di Caroline Corbetta. L\'headquarter TIM, progettato dallo studio di architettura UNO-A che si è aggiudicato un bando rivolto ad architetti italiani under 40, adotterà i più avanzati principi di sostenibilità ambientale e di efficienza energetica, nel rispetto di quanto indicato nelle nuove linee guida predisposte dal Gruppo Telecom Italia. Rappresenterà uno dei complessi edilizi più all\'avanguardia dal punto di vista architettonico e bioclimatico in Italia, realizzato secondo le tendenze più attuali dello smart working per garantire flessibilità organizzativa e qualità degli ambienti di lavoro.

I nuovi investimenti Il nuovo marchio identificherà il Gruppo presente in Italia con 30 milioni di linee mobili e 12 milioni di collegamenti alla rete fissa, e in Brasile con oltre 72,6 milioni di clienti. TIM si conferma così tra i principali artefici dello sviluppo economico del Paese, con un programma di investimenti che prevede 10 miliardi di euro, di cui 5 esclusivamente dedicati alle tecnologie innovative digitali fisse e mobili e alla realizzazione di datacenter e infrastrutture cloud, nel triennio 2015-2017. In generale per i progetti immobiliari, ha spiegato Patuano, Telecom investirà "400 milioni in dieci città in due-tre anni". Grazie a questo impegno TIM ha già raggiunto oggi una copertura delle unità immobiliari superiore al 41% con la fibra e oltre l\'87% della popolazione con la tecnologia LTE con l\'obiettivo di raggiungere nel 2017 il 95% della popolazione con LTE e il 75% con la fibra ottica.

 

- Ferrovie privatizzate Ma i binari restano allo Stato- Braille News 16.1.16

 

 La privatizzazione delle Ferrovie dello Stato interesserà l\'intera holding, e non singiole pezzi e attività. Mentre la rete di binari resterà nelle mani pubbliche. Pier Carlo Padoan, ministro dell\'Economia, azionista unico del gruppo, fissa i paletti dell\'operazione scattata nello scorso novembre con il via libera del Governo al Dpcm, ora all\'esame delle competenti Commissioni parlamentari. Un\'operazione che prevede la quotazione, attraverso un\'offerta pubblica di vendita, di una quota di minoranza, fino al 40% della società, e i cui tempi terranno conto, oltre che delle condizioni di mercato, della «preparazione» dell\'azienda perchè possa trarne i massimi benefici in termini di sviluppo del business.

Su uno dei capisaldi della privatizzazione delle Fs, il ministro Padoan non ha dubbi. «Il modello di valorizzazione della holding è quello più efficiente», evidenzia nel corso di un\'audizione alla Camera, seguita subito dopo dall\'audizione al Senato. E cita l\'esempio positivo di grandi gruppi come Enel, Eni e Poste. Infatti, «se si privatizza soltanto l\'alta velocità - spiega Padoan - il rischio che si corre è quello di fermarsi lì e di perdere gli altri gioielli di famiglia». Piuttosto, aggiunge, la privatizzazione, che tra gli obiettivi prioritari ha quello dell\'efficientamento dell\'impresa, offre l\'opportunità di «portare a livelli più alti gli altri segmenti di trasporti», aumentandone efficienza e produttività.

Un altro paletto è però il fatto che la proprietà della rete resterà pubblica, «fermo restando che esiste una separazione tra proprietà e gestione». «C\'è una fortissima identità di vedute tra il ministro Delrio e me», assicura Padoan. C\'è, aggiunge, una «visione condivisa del governo» sulla possibilità di «concepire una proprietà pubblica e una gestione non pubblica della rete». Padoan chiarisce, poi, che «ci dovranno essere questioni specifiche, che andranno risolte caso per caso» ma la cosa importante è «avere una strategia in mente».

Il ministro dell\'Economia non indica scadenze temporali. I tempi della privatizzazione «dipenderanno dall\'efficienza della gestione per ottenere il massimo ricavo da questa operazione». La quotazione «è prevista in un arco temporale che dovrà tener conto delle condizioni di mercato e della preparazione dell\'azienda» all\'operazione. Uno degli obiettivi prioritari «è lo sviluppo del gruppo» in termini di volume del business e di miglioramento della qualità del servizio».