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IX GIORNATA NAZIONALE DEL BRAILLE

Ferrazza (Handy Systems): “Braille News compie 10 anni. Ma molto ancora c’è da fare per le pari opportunità.”

 

Si celebra oggi la IX Giornata Nazionale del Braille, quale unico codice basato sui punti inventato nel 1829 dal francese Louis Braille. La conoscenza di questo alfabeto permette, ancora oggi, al non vedente di leggere e di scrivere, nonostante il grande passo in avanti fatto con le nuove tecnologie. Chi non conosce il braille non può neanche usare a pieno regime i nuovissimi dispositivi tecnologici tanto in voga oggi, come gli smartphone e i tablet dove alcuni programmi richiedono la conoscenza di questo codice a punti. Nuovo e vecchio interagiscono e di questo devono farsi una ragione coloro che vorrebbero mandare il Braille in pensione. E’ quanto dichiara Caterina Ferrazza, presidente Handy Systems e fondatrice di Braille News, primo giornale italiano per non vedenti in edicola.

 

“L’Italia, rispetto a molti altri paesi Europei e agli Stati Uniti, - spiega Ferrazza - continua ad essere molto indietro per quanto riguarda l’adeguamento di targhe, avvisi, indicazioni, percorsi tattili per far sentire i non vedenti cittadini a tutti gli effetti. Come possiamo parlare di pari opportunità, se recandoci in un ufficio pubblico non possiamo leggere neanche un avviso, fosse quello del pericolo di antincendio, o del divieto di fumare? Per non parlare della mancanza di tatto in alcuni ristoranti, sono infatti in pochi ad avere un menù in braille”.

 

“Per quanto riguarda il settore d’informazione, devo amaramente constatare che in Italia continua ad esserci in edicola un solo giornale in braille, Braille News, che quest’anno compie dieci anni. Edito dalla Handy Systems e diretto da Angela Francesca D’Atri, esce ogni sabato in allegato al quotidiano Il Tempo, unica testata in Italia, fino ad oggi, ad aver compreso la necessità di un non vedente di potersi sentire libero di prendere autonomamente il giornale in edicola. Oggi Braille News, nonostante sia un settimanale del Lazio, è richiestissimo in tutta Italia. Da un anno stampiamo anche Notizia Cristiana, in collaborazione con Famiglia Cristiana, a cui è possibile abbonarsi. Molto ancora, però, c’è da fare. Un non vedente dovrebbe avere più opportunità, come tutti, per scegliere nella vasta gamma dell’editoria italiana. Un percorso per ora tutto in salita, ma un sogno – conclude Ferrazza - in cui possiamo continuare a credere grazie a Louis Braille e al suo codice a punti”.

 

 

Roma, 21 febbraio 2016



Notizie dalla Regione Lazio –Braille News 20.2.2016

- 1 milione di euro per le attrezzature sportive nelle scuole del Lazio
 
È la prima volta che la Regione mette a disposizione risorse per l’acquisto di attrezzature sportive nelle scuole: a marzo sarà inviata una lettera a tutti gli istituti interessati per conoscere il fabbisogno reale delle attrezzature e contestualmente si avvierà la gara che consentirà di avere le attrezzature richieste in previsione dell’apertura del prossimo anno scolastico
La Regione mette a disposizione 1 milione di euro per l’acquisto di  attrezzature sportive e per favorire lo sport nelle scuole. A marzo sarà inviata una lettera a tutte le scuole interessate per conoscere il fabbisogno reale delle attrezzature e contestualmente si avvierà la gara che consentirà di avere le attrezzature richieste in previsione dell’apertura del prossimo anno scolastico.  Le scuole coinvolte saranno in totale 271. Con il progetto \"Scuola di Squadra\" per la prima volta la Regione mette a disposizione risorse per l’acquisto di queste attrezzature.
Già lo scorso anno insieme alla Fipav, Federazione italiana pallavolo, la Regione aveva dotato 100 scuole del Lazio di reti e palloni da volley ed è anche per questo che la Regione ha deciso di sostenere il Torneo Volley Scuola, un progetto importante che è stato  inserito anche nel piano dell’offerta formativa destinata alle scuole, organizzato dal Comitato Regionale FIPAV Lazio, a cui partecipano le Scuole Secondarie di II grado di Roma e Provincia.
“L’anno scorso, visitando una scuola di Roma, incontrai degli insegnanti che mi chiesero un aiuto per acquistare una rete da pallavolo. Grazie alla Fipav ci siamo riusciti – ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti,  - abbiamo pensato allora al progetto “Scuola di squadra” per comprare palloni, reti, strutture. Ogni scuola potrà scegliere quali sono i materiali di cui ha bisogno per la propria palestra e noi abbiamo i fondi a disposizione\".
 
- sociale: 1,8 milioni di finanziamento straordinario per i piccoli comuni
 
L’obiettivo è garantire la completa continuità dei servizi sociali essenziali nei comuni sotto i 2000 abitanti allontanando ogni rischio di sospensione o riduzione di interventi assistenziali destinati alle famiglie e ai cittadini più fragili e bisognosi delle comunità
Dalla Regione un intervento straordinario da oltre 1,8 milioni di euro per garantire la continuità dei servizi essenziali in 72 piccoli Comuni di nove Distretti socio-assistenziali del Lazio. Le risorse saranno ripartite tra gli Ambiti territoriali FR B, FR C, FR D, LT 5, RI 3, RMG 4, RMG 5, VT 1 e VT 2.
Una risposta alle difficoltà nei piccoli comuni. Il finanziamento straordinario della Regione è stato stanziato in risposta alle difficoltà emerse in queste settimane nei nove Distretti rispetto alla gestione e programmazione dei servizi sociali territoriali nei Comuni con popolazione inferiore ai 2000 abitanti. Con questo provvedimento si garantisce la completa continuità di gestione ed erogazione dei servizi essenziali, allontanando ogni rischio di sospensione o riduzione di fondamentali interventi assistenziali destinati alle famiglie e ai cittadini più fragili e bisognosi delle comunità.
“Il nostro è un segnale importante di attenzione nei confronti dei piccoli Comuni del Lazio, che hanno bisogno di un sostegno supplementare per fronteggiare le emergenze sociali e assistenziali per le quali le risorse comunali e quelle ordinarie della Regione non bastano”- ha dichiarato Rita Visini, assessore politiche sociali, sport e sicurezza.
 
-Un nuovo bando per sostenere la creatività e le imprese creative
 
La Regione finanzia almeno 40 progetti con un importo massimo di 30 mila euro a fondo perduto. Le domande possono essere presentate dal 16 febbraio al 31 marzo. Nel 2016 sono previsti 1,2 milioni di euro che andranno tutti a finanziare la seconda edizione del Bando Creatività.
Un nuovo bando da 1,2 milioni a favore della cultura e della creatività con l’obiettivo di sostenere almeno 40 imprese creative attraverso un finanziamento massimo di 30 mila euro a fondo perduto, cofinanziando i costi di avvio e di primo investimento. Un altro provvedimento importante per sostenere le imprese creative.
Il bando è disponibile sulla piattaforma Gecoweb. Le domande possono essere presentate dal 16 febbraio al 31 marzo. Nel 2016 sono previsti 1,2 milioni di euro che andranno tutti a finanziare la seconda edizione del Bando Creatività.
Il fondo Lazio creativo: 1,5 milioni sono già stati investiti con il precedente Bando Creatività che ha permesso di sostenere la nascita e lo sviluppo di startup innovative nei settori dell’audiovisivo, delle tecnologie applicate ai beni culturali, dell’artigianato artistico, del design, dell’architettura e della musica, cofinanziandone fino all’80% i costi di avvio e di primo investimento. I progetti ritenuti idonei e finanziabili a seguito delle procedure di istruttoria e di valutazione sono stati 41. 
Un impegno che va avanti anche nei prossimi anni: nella nuova programmazione la Regione investe 100 milioni di fondi europei e regionali per le startup innovative e creative e altri 20 milioni destinati a e-commerce e manifattura digitale. Nel 2017 la Regione investirà un ulteriore milione sul fondo creatività.  Tutte queste azioni fanno seguito all’impegno già intrapreso in questi mesi.
\"Vogliamo creare lavoro e riaccendere i motori di questa Regione – ha detto il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: in parte ci stiamo riuscendo, ma per farlo dobbiamo costruire un nuovo sistema economico e non c\'è dubbio che la creatività, le industrie creative, cioè  quelle imprese che partendo da un\'idea la trasformano in prodotto, sono uno dei pilastri fondamentali di un nuovo modello di sviluppo della nostra Regione: mettere in campo una politica della creatività significa eliminare i limiti e valorizzare le opportunità che ci sono. Il bando di 1,2 milioni va incontro proprio a questa esigenza\".
“Con il Fondo per la creatività finanziamo chi ha maturato una buona idea. Nella prima edizione del bando le domande ricevute sono state 642, i progetti vincitori 41. Significa che il Fondo ha funzionato\" – è il commento di Lidia Ravera, assessore alla Cultura, che ha aggiunto: gli obiettivi sono due: allargare i nostri orizzonti e incoraggiare chi vuol diventare imprenditore di se stesso”.
Per tutte le info puoi scrivere una mail all’indirizzo infobandiimprese@lazioinnova.it o contattare il numero verde 800.989.796
 
- garanzia giovani: Regione Lazio, 3 milioni di euro per avvio di imprese giovanili
 
Tre milioni di euro destinati dalla Regione Lazio per l’avvio di impresa e supporto a start up per i giovani che scelgono la misura dell’autoimpiego, nell’ambito del programma europeo della Garanzia Giovani. La Regione, tramite Invitalia, finanzia progetti di impresa presentati dai giovani con un finanziamento agevolato senza interessi fino a 50mila euro. I finanziamenti potranno essere spesi per l’avvio dell’impresa come, per esempio, acquisto di attrezzature o macchinari, pagamento del canone d’affitto, dei salari e degli stipendi. Le imprese finanziabili possono essere individuali, società di persone o cooperative e associazioni professionali. Le risorse potrebbero in un secondo tempo essere integrate anche da risorse nazionali.
Le domande dovranno essere presentate on-line su www.invitalia.it a partire dal 1° marzo 2016 alle ore 12.

-Gli stipendi degli italiani più bassi d\'Europa –Braille News 20.2.2016
 
Italiani non solo stritolati dalle tasse ma anche pagati meno del resto d\'Europa. Secondo un\'indagine di Willis Towers Watson, a livello europeo il nostro Paese è nelle ultime posizioni della classifica media delle retribuzioni: specialmente sui salari d\'ingresso, che viaggiano a una media di 27mila euro annui. La ricerca confronta 15 economie del Vecchio continente, e contiene rilevazioni di mercato su retribuzione e benefit relativi a 50 posizioni organizzative in 60 paesi. Sui salari ai neolaureati l\'Italia, è ultima come nel 2014: anzi, vede il divario sulla Spagna penultima ampliarsi del 12%, e le posizioni intermedie come l\'Olanda sono a -47% da qui. Migliora invece di una posizione il dato italiano sulle retribuzioni dei manager intermedi, passati dall\'11° a 12° posto con una media che sfiora i 71.000 Euro, e superiore rispetto a Francia, Svezia, Finlandia e Spagna. Domina, ed è una conferma, la Svizzera, con retribuzione media in europari a 83.600 per i neofiti e 144.400 euro per i quadri.
 
-\"Nostro figlio Giulio non era un agente segreto\" –Braille News 20.2.2016
 
 La famiglia Regeni è netta: Giulio non era un agente segreto e non collaborava con alcun servizio italiano o estero. Mentre in Egitto e Italia di indaga sulla morte, attraverso il proprio legale, l\'avvocato Alessandra Ballerini, i genitori del ventottenne ricercatore friulano fanno sapere che «provare ad avvalorare l\'ipotesi che Giulio Regeni fosse un uomo al servizio dell\'intelligence significa offendere la memoria di un giovane e brillante universitario che aveva fatto della ricerca sul campo una legittima ambizione di studio e di vita». E la Oxford Analytica, l\'importante azienda di analisi strategica per la quale Regeni ha lavorato in passato, si chiude dietro un secco «no comment», confermando solo che sapevano chi era.
Il mistero sulla sparizione e sulla morte del ricercatore italiano continua, dunque, e le indagini condotte in Italia e in Egitto non sembrano ancora aver condotto a nulla di concreto. Ieri a Il Cairo sono stati interrogati, con la presenza anche degli investigatori italiani, due coinquilini di Regeni. In particolare, le domande si sarebbero concentrate su due persone che in passato avrebbero chiesto informazioni sul giovane all\'interno del palazzo in cui viveva. Una circostanza sulla quale chi indaga vuole vederci chiaro, anche alla luce delle notizie su un presunto fermo da parte dei servizi segreti egiziani avvenuto il 25 gennaio scorso, giorno in cui il ventottenne è scomparso.
E proprio sul presunto coinvolgimento nella vicenda delle forze di sicurezza, ieri sono arrivate le parole dell\'ambasciatore egiziano a Roma, Amr Helmy, che in un comunicato ha voluto chiarire che il ricercatore italiano «non è mai stato arrestato dalla sicurezza egiziana». Per il diplomatico, inoltre, «non è assolutamente vero che le autorità egiziane sono coinvolte nella tortura e nella morte del giovane italiano e queste non sono collegate nè agli apparati di sicurezza egiziani, nè ad alcuni membri indisciplinati/disobbedienti degli stessi apparti di sicurezza». E poi ha concluso spiegando che «l\'Egitto non ha nulla da nascondere e il nostro obiettivo comune è giungere alla verità intensificando gli sforzi con gli investigatori italiani per svelare il movente ed arrestare il colpevole».
 
- Segretaria uccisa: fermato l\'ex amante –Braille News 20.2.2016
 
 Strangolata e gettata nel fiume Brenta da un terzetto malefico che ne ha inscenato l\'allontanamento volontario. Alle diciannove di ieri pomeriggio il mistero legato alla scomparsa della segretaria di Albignasego, Isabella Noventa, piacente cinquantacinquenne di gran carattere, è stato svelato.
La donna è stata uccisa e per l\'omicidio sono finiti in galera Freddy Sorgato, 45 anni, autotrasportatore, maestro di ballo e ciclista, la sorella di lui Debora e la compagna dell\'uomo, la tabaccaia Emanuela Cacco. Fermati tutti e tre con le accuse di omicidio volontario ed occultamento di cadavere. Una confessione non c\'è stata, solo parziali ammissioni. Il movente che si nasconde dietro la trama tutta «inglese» di questo giallo padovano è di carattere passionale. Isabella Noventa era una donna divorziata e senza figli, attraente e tosta. Finita nei guai insieme al fratello Paolo a causa dell\'attività abusiva di lui che lavorava come odontoiatra senza averne i titoli ad Abignasego, intratteneva da quattro anni una relazione tempestosa con Freddy Sorgato. La relazione si era interrotta dopo una serie di messaggi minacciosi ricevuti da Isabella Noventa dal settembre 2013 all\'anno successivo. Un\'amica rimasta sconosciuta le rivelava le infedeltà del maestro di ballo. Storia interrotta tra litigi e reciproche recriminazioni ma lui non si era rassegnato e l\'aveva fatta seguire da un investigatore privato. Si erano poi riavvicinati. Al momento della scomparsa della donna, avvenuta il 15 gennaio scorso, erano amici e amanti, sebbene lui avesse una compagna ufficiosa, Emanuela Cacco. La sera delle sparizione Isabella Noventa era uscita con Freddy Sorgato per andare a mangiare una pizza. Aveva lasciato la stufa di casa accesa, non si era portata dietro borsa nè documenti. Freddy aveva dichiarato il giorno dopo di essere stato con lei fino a mezzanotte e mezza e di averla accopagnata fino a piazza Insurrezione, a Padova, dove lei gli aveva detto di dover incontrare un\'amica. Quanto riferito da Sorgato aveva trovato riscontro. Di più: le telecamere di piazza dei Signori avevano ripreso una donna con il giubbino bianco indossato da Isabella attraversare a passo svelto la strada. Un mese di indagini e niente contro Freddy che, dopo essere tornato a casa, era andato a ballare con Emanuela Cacco. Tutto tornava, l\'alibi era perfetto e l\'ipotesi dell\'allontanamento volontario non sembrava così remota dal momento che il 3 febbraio Isabella avrebbe dovuto affrontare un processo insieme al fratello.
Un mese di indagini, il passaporto di lei scomparso, quei «frame« che fotografavano una donna nel centro di Padova, l\'ombra di una stalker: ingredienti che farcivano di ombre la scomparsa della segretaria. Senonchè ieri si è avuta la svolta. La sera del 15 febbraio Manuela Cacco è stata messa sotto torchio e ha fatto qualche ammissione. Ha detto in sostanza che era lei la donna ripresa dalle telecamere, era lei ad aver finto di essere Isabella. Ieri notte, alle tre, i poliziotti hanno svegliato Freddy Sorgato e la sorella Debora, li hanno portati in questura e li hanno interrogati per dodici ore, separatamente. Alle diciannove di ieri sera il fermo.
 
- Sanità e mazzette nella Lega di Maroni –Braille News 20.2.2016
 
 Bufera giudiziaria in Lombardia. In manette 21 persone, tra le quali il braccio destro del governatore Roberto Maroni, l\'ex senatore e consigliere regionale leghista Fabio Rizzi, \"padre\" della riforma sanitaria lombarda, e Mario Longo, del suo staff. Nei confronti di tutti sono ipotizzati, a vario titolo e secondo le posizioni, i reati di associazione per delinquere, corruzione per un atto contrario ai doveri d\'ufficio e per un atto dell\'ufficio, turbata libertà degli incanti e riciclaggio.
L\'indagine è del Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano che, col coordinamento della Procura della Repubblica, ha smantellato una presunta associazione che avrebbe avuto lo scopo di far incassare appalti nella sanità all\'imprenditrice Maria Paola Canegrati, cui è riconducibile la società Odontoquality. Stando all\'accusa, gli indagati avrebbero avuto dei ruoli ben definiti. La Canegrati, per esempio, sarebbe stata il «capo e promotore dell\'organizzazione, nella sua qualità di amministratrice di diritto e di fatto di un complesso sistema societario attivo nel campo dell\'odontoiatria e ortodonzia», avrebbe procurato «attraverso turbative d\'asta, la corruzione degli associati Longo e Rizzi e la corruzione dei funzionari pubblici preposti alla gestione dei servizi di odontoiatria affidati in service ai privati dalle singole aziende ospedaliere e alla fornitura del materiale odontoiatrico e ortodontico per i medesimi servizi». Rizzi e Longo, anche loro presunti «promotori dell\'organizzazione» avrebbero utilizzato la loro posizione istituzionale per favorire l\'imprenditrice. In particolare, Rizzi - quale primo consigliere regionale della Lombardia e presidente della commissione Sanità - e Longo «inducevano i funzionari pubblici preposti alla gestione dei servizi di odontoiatria e alle forniture odontoiatriche delle aziende ospedaliere della Regione, nonchè gli amministratori delle strutture private e convenzionate con la Regione, a favorire nell\'indizione delle gare d\'appalto o nella scelta del contraente privato le società riconducibili alla Canegrati». Sulla vicenda è intervenuto lo stesso governatore Maroni: «Non vogliamo coprire nessuno, non abbiamo nessuno da difendere. Se qualcuno ha sbagliato, pagherà, chiunque sia. Sono molto incazzato, subito una commissione ispettiva». Contro chi chiede le dimissioni di Maroni, interviene l\'ex ministro Maurizio Lupi: «Meno che mai l\'indagine su un componente della maggioranza del Consiglio regionale può comportare le dimissioni del presidente. Maroni ha tutto il nostro sostegno nel portare avanti l\'esperienza d\'eccellenza del Governo che un centrodestra unito ha assicurato da più legislature alla Regione Lombardia».
 
- Finita la fuga dei due evasi da Rebibbia: preso anche il secondo –Braille News 20.2.2016
 
È finita la fuga dei due romeni evasi da Rebibbia lo scorso 14 febbraio: è stato catturato dai Carabinieri del Comando provinciale di Roma anche il secondo detenuto romeno evaso da Rebibbia la settimana scorsa insieme al suo compagno di cella costituitosi nella tarda serata di ieri ai Carabinieri di Tivoli.
La fuga dell\'uomo è terminata nella notte durante un posto di blocco vicino a Tivoli Terme, infatti è stato trovato a bordo di un furgone. L\'evaso ha tentato la fuga a piedi, ma è stato bloccato ed arrestato dai militari. I due evasi, Catalin Ciobanu e Mihai Florin Diaconescu, di 28 e di 33 anni, condannati rispettivamente uno per omicidio e sequestro di persona e l\'altro per rapina, erano compagni di cella e avrebbero tagliato le sbarre del magazzino e poi sarebbero scappati scavalcando la rete e il muro di cinta del penitenziario per darsi infine alla fuga a piedi lungo via Tiburtina.
Ciobanu sotto stretta vigilanza Ciobanu, fa sapere il Sappe, 2è stato prontamente accompagnato dal personale dell\'Arma presso il pronto soccorso dell\'ospedale San Giovanni di Tivoli per la frattura della costola ed escoriazioni alla mano sinistra (trauma provocato durante l\'evasione)\" e successivamente è stato portato alla Casa circondariale Regina Coeli di Roma, dove è stata disposta 2l\'applicazione di una attenta vigilanza per motivi precauzionali\". \"Ai colleghi va la nostra vicinanza e solidarietà- spiegano il segretario generale del Sappe Donato Capece e il segretario provinciale Sappe di Roma Giovanni Passaro. In particolare, la spontanea costituzione del detenuto è stata il frutto di un attento lavoro di indagine degli uomini della polizia penitenziaria. Infatti, sembrerebbe che Ciobanu sentendosi braccato abbia trascorso 3 giorni senza bere e mangiare, nascosto in una struttura abbandonata di fronte al carcere di Rebibbia. Solo il 17 febbraio ha presso un autobus di linea e raggiunto un amico presso un campo rom di Tivoli, dove non trovando solidarietà e inseguito dalle forze dell\'ordine ha deciso di costituirsi\"
 
 
- Caos concessioni, stangato il Campidoglio –Braille News 20.2.2016
I pm contabili citano le nostre inchieste. Condannata dirigente: deve restituire 40mila euro

 
È il Comune di Roma responsabile della \"cuccagna\" di cui hanno goduto per anni associazioni di dubbia utilità sociale, partiti politici e circoli pseudo-culturali trasformati in macchine per far soldi. Il Tempo lo sostiene da più di un anno, ma ora a certificarlo, con una sentenza che farà scuola, sono i giudici contabili. La Corte dei conti del Lazio ha condannato una ex dirigente del dipartimento al Patrimonio a ripagare il danno erariale causato alle casse comunali per aver concesso in locazione, dal 2009 all’anno scorso, con uno sconto dell’80% sul prezzo di mercato, un immobile di 155 metri quadrati (nel quartiere Prati) all’associazione Assoforum 2007, di cui è presidente l’ex europarlamentare Pdl Potito Salatto, che nel 2008 contribuì con una lista civica all’elezione a sindaco di Gianni Alemanno.
La consegna dei locali di via Sabotino n.4 è avvenuta il 3 settembre 2009, sulla base di un’ordinanza sindacale del 6 agosto 2009 a firma dell’ex assessore alla Casa Alfredo Antoniozzi e della dirigente Cinzia Marani, all’epoca a capo del dipartimento Patrimonio. «Può accadere (e accade spesso) - si legge nella sentenza del 4 dicembre 2015 - che l’assessorato al Patrimonio, ricevuta la richiesta di un’associazione, ritenga opportuno procedere a una concessione provvisoria del bene immobile». In tal caso, l’iter istruttorio per la verifica dei requisiti deve essere concluso entro 120 giorni. In questi 4 mesi l’associazione è chiamata a corrispondere un’«indennità d’uso» pari al 20% del prezzo di mercato. Considerato che il canone mensile dei locali di via Sabotino è stato stimato dal Campidoglio in 3.079 euro, l’indennità chiesta per 6 anni all’associazione di Potito Salatto era di soli 615 euro. Scaduti i 120 giorni, il dipartimento al Patrimonio avrebbe dovuto chiedere il pagamento del canone integrale, stipulando un contratto d’affitto, o riprendere possesso dell’immobile. Così, non è stato.
Secondo i calcoli della Procura, il danno causato alle casse capitoline, dal primo gennaio 2010 al 30 settembre 2015, è pari a 182.262 euro. I pm contabili hanno citato in giudizio i 10 dirigenti che si sono alternati alla direzione del servizio amministrativo Spazi sociali. Tra loro compare anche Mirella Di Giovine, finita nell’inchiesta \"Mafia Capitale\" perché avrebbe consentito la dismissione di una parte del patrimonio immobiliare del Comune per favorire le coop. di Salvatore Buzzi.
La Corte dei conti del Lazio, però, ha condannato solo Cinzia Marani a pagare all’erario di Roma Capitale 40 mila euro, perché «al momento della firma dell’ordinanza sindacale, non poteva non avere contezza della possibilità concreta che la procedura così instaurata non si concludesse nel termine perentorio di 120 giorni (come già avvenuto per altri casi)». Ciò «ha consentito - secondo i giudici - il refluire dell’assegnazione di questo immobile in quell’indistinta congerie di situazioni irregolari esistenti». Gli altri 9 dirigenti, invece, sono stati assolti perché mancava l’elemento della colpa grave, sia per il ridotto periodo temporale in cui hanno svolto le loro funzioni, sia per gli sforzi di alcuni «per fronteggiare l’evidente stato di disservizio della struttura». La sentenza sul caso Assoforum 2007 potrebbe essere la prima di una lunga serie. Infatti, «nel corso di tutto il periodo preso in considerazione - spiega l’istruttoria della Procura - sono state tenute in vita quasi 100 concessioni interinali senza che sia stata regolarizzata \"una\" posizione». «Si trattava (e si tratta) di situazioni in cui è stata posta in essere una procedura di estremo favore per i beneficiari - si legge nella sentenza - Lo dimostra il fatto che l’emanazione dell’ordinanza sindacale d’urgenza prevista dall’articolo 4 della delibera del Consiglio comunale n. 202 del 1996, è ammessa soltanto in caso di associazioni con forte valenza sociale espletanti servizi della collettività che non possono essere interrotti (sicuramente non rinvenibili nel caso dell’associazione Assoforum 2007)».

 

 



Notizie dalla Regione Lazio- Braille News 16.1.16

apre il 27 gennaio alla Sapienza Porta futuro città universitaria

\"Oggi iniziamo l\'anno solare con un\'iniziativa dedicata ai giovani e al lavoro. E non è un caso\". Così il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che con il vicepresidente, Massimiliano Smeriglio, ha visitato lo scorso 11 gennaio a Roma Porta Futuro Città Universitaria, uno dei centri che costituiranno il network Porta Futuro University,  progetto della regione che nasce con l\'obiettivo di mettere a disposizione dei cittadini i servizi per le persone e per le imprese per favorire lo sviluppo dell\'occupabilità. L’inaugurazione ufficiale della struttura ci sarà invece il prossimo 27 gennaio.

\"La prima pietra  del network arriva dopo due anni di lavoro\", ha sottolineato Smeriglio spiegando l\'importanza dell\'iniziativa con le strutture che saranno poste all\'interno degli Atenei o nei pressi delle più importanti sedi universitarie. In particolare, oltre alla Città Universitaria, le nuove sedi saranno a RomaTre, Tor Vergata, Università Tuscia di Viterbo, Università di Cassino e del Lazio Meridionale, Latina e Rieti.

Le Porta Futuro Network University, i cui servizi specialistici sono realizzati in collaborazione con gli Atenei, sono primariamente dirette all\'aumento dell\'occupabilità di laureati e laureandi ma potranno accedervi liberamente tutti i cittadini in età lavorativa che desiderano aumentare l\'efficacia delle proprie tecniche di ricerca del lavoro e tutte le aziende che intendono innovare i processi produttivi.

Oltre ai servizi di accoglienza, orientamento, bilancio delle competenze, ci saranno a disposizione anche servizi formativi brevi per l\'aumento dell\'occupabilità, consulenze per lo start up delle imprese, organizzazione di eventi e convegni e consulenza giuslavoristica tra le peculiarità de network.

La sede Porta Futuro Città Universitaria è stata realizzata in uno spazio precedentemente utilizzato nella zona mensa per il consumo pasti (che è stato spostato in una struttura adiacente) e comprende in totale 19 postazioni modulabili. Nella struttura sono state realizzate anche 2  aule formative con monitor LCD per i seminari che comprendono la partecipazione attiva degli utenti, con un investimento di 450 mila euro.

\"Abbiamo una attenzione forte all\'università pubblica al fine di rendere più semplici, gestibili e alla portata di tutti i servizi. Il fatto di aver scelto questo luogo storico tra la mensa e il bar, dunque nella mischia, dove gli studenti si muovono è una grande sfida. Non devono essere servizi separati ma devono stare nel cuore della vita studentesca e la stessa cosa faremo nelle altre università. Il tema non è solo l\'occupabilità, ma anche la formazione, la mobilità europea ma anche le opportunità che arrivano da tutto il mondo portandole qui perché sappiamo quanto è difficile oggi confrontarsi col mondo del lavoro. Non è vero che non si può fare niente, si può fare molto se mettiamo in un unico luogo tutti i dati e le opportunità che il pubblico e anche il privati sanno esprimere per i giovani\" ha concluso Smeriglio.

 

- agricoltura, Ricci: spesi tutti i fondi europei del PSR LAZIO 2007-2013

 

\"La Regione Lazio ha speso tutti i fondi attribuitele dal Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, circa 700 milioni di euro, non rimandando indietro in Europa nemmeno un centesimo di euro”, a darne l’annuncio  l\'Assessore all\'Agricoltura, Caccia e Pesca, Sonia Ricci.

“Nel 2015 – ha aggiunto Ricci - sono stati effettuati ordinativi di pagamento, ovvero aiuti e contributi erogati da AGEA e incassati dalle aziende agricole e da tutti gli operatori del mondo rurale, per ben 142 milioni di euro di spesa pubblica. Con la Giunta Zingaretti, nel periodo compreso tra il 1 giugno 2013 e il 31 dicembre 2015, sono stati erogati 342 milioni di euro, il 50% delle risorse disponibili di una programmazione avviata 9 anni prima\".

\"In un \'Sistema Italia\' -  prosegue la Ricci - con un rischio disimpegno drammaticamente alto, il modello Lazio si è saputo distinguere per la sua assoluta efficienza ed efficacia. Grazie a una elevata capacità programmatoria   e a una organizzazione funzionale delle risorse umane e strumentali, abbiamo potuto centrare il nostro obiettivo di spesa\". \"Una spesa di qualità - precisa l\'assessore -  Infatti, la quasi totalità

dei progetti che hanno contribuito alla spesa del PSR 2007/2013 sono interventi conclusi e rendicontati, coerenti con gli intendimenti programmatori e le finalità perseguite dal programma, in grado di produrre

effetti positivi sul sistema agricolo e sullo sviluppo del mondo rurale\". \"Il mio ringraziamento - conclude Sonia Ricci - va a tutti i dipendenti  della Direzione agricoltura della Regione Lazio, che ancora una volta hanno saputo dimostrare come la pubblica amministrazione possa essere efficiente e organizzata, con spirito di squadra e dedizione al lavoro\".

 

- Regione, 10 milioni per opere pubbliche ad Acilia e Dragona

 

Oltre dieci milioni di euro di finanziamento regionale per una serie di interventi destinati al territorio del Municipio X, che si sbloccano dopo 23 anni di attesa. È quanto prevede il piano di rimodulazione degli interventi del Programma di Recupero Urbano di Acilia e Dragona, presentato oggi dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e dall\'assessore regionale alle Infrastrutture, Ambiente e Politiche abitative, Fabio Refrigeri, alla presenza del Prefetto Domenico Vulpiani. Cinque gli interventi pubblici previsti dalla rimodulazione delle opere del Pru (Programma di recupero urbano) grazie a una delibera approvata dalla Giunta regionale, in armonia con quanto chiesto dall\'amministrazione capitolina: un sottopasso, tra via Ostiense e via del Mare, e un sovrappasso di collegamento con Dragona, un parcheggio a piazza della stazione di Acilia Dragona, la manutenzione straordinaria di via Macchia Saponara e la realizzazione della scuola materna in via Amato. Per i lavori da realizzarsi relativi alla sede del Municipio e alla Biblioteca comunale, inizialmente compresi nel programma di interventi, sono invece previsti ulteriori 6 milioni di euro con finanziamento comunale e privato, a seguito di rimodulazione.

 

\"Dopo 23 anni si sbloccano oltre 10 milioni di euro di interventi - ha dichiarato Zingaretti – E’ passato tanto tempo, eppure incredibilmente queste risorse, figlie di una legge del \'93, erano rimaste nel cassetto\". E ha aggiunto: \"Ora, grazie alla collaborazione con il prefetto Vulpiani e con quel Municipio che sappiamo essere stato al centro di tante attenzioni magari per cose non positive nell\'ultimo anno, abbiamo fatto una rimodulazione degli interventi rispetto a quelli pensati 20 anni fa e queste risorse diventeranno opere pubbliche al servizio dei cittadini. Questo è il nostro modo di essere vicini a un Municipio, che è stato al centro di vicende non belle, e che invece ha bisogno di una presenza positiva e attiva dello Stato\". \"Ringrazio la Regione per quest\'accelerazione verso il finanziamento di opere attese dalla popolazione - ha commentato Vulpiani - in un punto nevralgico del territorio, e alleggerendo snodi fondamentali del traffico\".



La guerra della Corte dei Conti sulle spese segrete del Csm- Braille News 16.1.16

 Il Consiglio superiore della magistratura non vuole che si «ficchi il naso» nei suoi conti. È dal lontano 1998 che il Csm non presenta i conti giudiziali alla Corte dei conti. In pratica, sono ben diciotto anni che i giudici contabili non possono esaminare la corretta rendicontazione delle spese effettuate, anno per anno, per il funzionamento dell\'organo di autogoverno della magistratura. «Non siamo tenuti a farlo», è l\'interpretazione difensiva del Csm. Ora saranno i magistrati di via Baiamonti a decidere se questo organo dello Stato può ritenersi effettivamente «immune» dal controllo della Corte dei conti o se invece non ha agito correttamente, per tutti questi anni, aggirando il controllo dei giudici contabili. Domani si terrà, davanti alla sezione giurisdizionale per il Lazio, il cosiddetto giudizio per la resa del conto. In sostanza, si discuterà sull\'assoggettabilità del Consiglio superiore della magistratura all\'obbligo di presentare il rendiconto delle sue entrate e delle sue uscite.

Il conto giudiziale è un documento in cui viene certificato come sono stati utilizzati i soldi pubblici. La compilazione è delegata agli agenti contabili, cioè a coloro che hanno maneggio di denaro o di valori dello Stato. Spetta a loro dimostrare come sono stati spesi i fondi stanziati per il funzionamento degli enti pubblici o degli organi dello Stato, allegando ricevute e giustificazioni. Il conto giudiziale deve prima essere approvato dalla stessa amministrazione e poi inviato alla Corte dei conti. I magistrati non sono chiamati a valutare nel merito come sono stati spesi i soldi pubblici, ma se tutte le uscite sono giustificate correttamente. La sentenza finale può essere di «discarico», quando il conto è regolare, o di condanna, quando vi sono voci di spesa che risultano non giustificate. In quest\'ultimo caso l\'agente contabile viene condannato a rifondere le spese. Ogni volta che il conto giudiziale non viene presentato alla Corte dei conti, ne nasce un giudizio per la resa del conto.

 

Nel caso di specie, gli agenti contabili che operano in seno al Csm sono dipendenti pubblici che fanno capo all\'Economo, all\'Istituto Cassiere e al Consegnatario dei beni. Sono incaricati di gestire i fondi stanziati dal ministero dell\'Economia per il funzionamento degli uffici di piazza dell\'Indipendenza. Una volta incamerato questo denaro, devono dimostrare come viene erogato: dal pagamento degli stipendi del personale, alle spese di cancelleria o di guardiania. Ebbene, si è scoperto che dal 1998 il Csm non presenta i conti giudiziali alla Corte dei conti. Il giudice relatore, Ivan De Musso, nonchè presidente della sezione contabile per il Lazio, ha inviato una lettera di ricognizione al Csm. La risposta del segretario generale è stata perentoria: il Consiglio non è soggetto a questo controllo. Da qui si è aperto il processo che verrà discusso domani. La memoria difensiva con cui il Csm si è costituito in giudizio verte su due punti: in primo luogo, l\'organo è dotato di autonomia contabile e amministrativa, il controllo sulle spese viene effettuato in virtù di un regolamento interno; in secondo luogo, in quanto organo costituzionale, il Csm non sarebbe soggetto alla giurisdizione della Corte dei conti. Secondo invece l\'interpretazione del giudice relatore, la giurisprudenza della Corte costituzionale e della Corte di Cassazione parla chiaro al riguardo: solo gli organi costituzionali «supremi» non sono obbligati a presentare il conto giudiziale, e tra questi non rientra il Csm. Come organi costituzionali «supremi», infatti, vengono contemplati solo la Presidenza della Repubblica, i due rami del Parlamento e la Corte costituzionale. Se questa interpretazione verrà accolta dal collegio, il Csm sarà costretto a mostrare tutte le sue spese, senza più scuse.



"Sale parto in tilt con le emergenze"- Braille News 16.1.16

 

Mentre il ministero della Salute invia gli ispettori per far luce sulle tanti, troppe morti in sala parto, una ragazza muore a Napoli durante l\'aborto. Aborto praticato proprio in ospedale, al Cardarelli per la precisione. La diciannovenne aveva chiesto di interrompere una gravidanza non desiderata. «Ho chiesto una relazione, dobbiamo capire quello che è accaduto. Possiamo esprimere solo dolore per la morte della ragazza», afferma il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.
Difficoltà a gestire le emergenze. È quanto rilevato dall\'indagine del Ministero della Salute sulle sale parto italiane. Sarebbero numerose le «criticità» che non avrebbero permesso di far fronte a situazioni difficili. Le osservazioni e le valutazioni preliminari della task force del dicastero sono state effettuate in base all\'analisi della documentazione immediatamente disponibile, alle testimonianze raccolte dal personale medico e dai racconti dei familiari delle persone decedute. Dal lavoro è emerso che sulla morte della signora Giovanna Lazzari, all\'ottavo mese di gravidanza, giovedì 31 dicembre negli Spedali Civili di Brescia, «l\'esame della documentazione clinica resa immediatamente disponibile, ha mostrato un certo disallineamento rispetto ai colloqui intercorsi con il personale dell\'ospedale coinvolto nei fatti e alla prima relazione sintetica (fornita dalla direzione aziendale), e ha fatto emergere alcuni aspetti di criticità sia di carattere organizzativo, sia clinico», si legge. «La comunicazione con i parenti, mezzi di informazione e tra i professionisti richiede azioni correttive, anche in base a quanto previsto dalle Linee guida del 2011 per gestire e comunicare gli eventi avversi in sanità - ricordano gli ispettori - Dal punto di vista organizzativo è necessario predisporre e diffondere procedure che permettano una chiara definizione del percorso assistenziale e delle responsabilità ad esso connesso». È emersa inoltre la necessità di migliorare «la valutazione delle condizioni di rischio potenzialmente presenti in gravidanza e al momento del ricovero, con riferimento alle infezioni e la necessità dell\'aderenza a linee guida sul trattamento della sepsi, trattandosi di patologia ad elevata letalità e le cui probabilità di sopravvivenza sono anche tempo-dipendenti».
Infine il caso di Angela Nesta e della piccola Elisa accaduto al Sant\'Anna di Torino: «La gestione delle due pazienti non sembra presentare elementi di inappropriatezza, relativamente alla gestione della complicanza occorsa, e che ha portato al decesso della signora e della neonata pare siano stati attuati tutti gli accertamenti necessari e le manovre di emergenza sia per la rianimazione materna, sia neonatale». La relazione degli ispettori sottolinea comunque «la necessità che siano resi disponibili protocolli diagnostico terapeutici assistenziali (Pdta) per la selezione delle donne da avviare al parto indotto e per la gestione delle donne con agitazione psicomotoria in pre-partum. Un ulteriore aspetto da considerare è l\'integrazione tra l\'ospedale e il territorio per la gestione delle donne con indice di massa corporea elevato e con significativo aumento di peso in gravidanza».