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CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO

Seduta Pubblica n. 39 (2ª sessione)

Martedì 20 Gennaio 2015

 

(ore 11,00)

CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO

39. 

SEDUTA DI

MARTEDI’ 20 GENNAIO 2015

(2ª sessione)

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LEODORI

INDI

DEL VICE PRESIDENTE VALERIANI (ore 12,28)

INDI

DEL PRESIDENTE LEODORI (ore 12,40)

INDI

DEL VICE PRESIDENTE VALERIANI (ore 16,24)

INDI

DEL PRESIDENTE LEODORI (ore 17,41)

 

**********

 

Ufficio di Presidenza

Presidente: Daniele Leodori

Vicepresidenti: Francesco Storace; Massimiliano Valeriani

 Consiglieri Segretari: Maria Teresa Petrangolini; Gianluca Quadrana; Giuseppe Simeone

 

Gruppi consiliari

Centro Democratico: Cd (c.g. Piero Petrassi); Fratelli d’Italia: FdI (c.g. Giancarlo Righini); Gruppo misto: Misto (c.g. Pietro Sbardella); Il Popolo della Libertà: PdL-FI (c.g. Antonio Aurigemma); La Destra: LaD (c.g. Francesco Storace); Lista Civica Bongiorno: LcB (c.g. Marino Fardelli); Lista Civica Nicola Zingaretti: LcZ (c.g. Michele Baldi); Lista per il Lazio: LpL (c.g. Riccardo Valentini); Lista Storace: LS (c.g. Olimpia Tarzia); Movimento 5 stelle Beppegrillo.it: M5s (c.g. Gianluca Perilli); Nuovo Centrodestra: Ncd (c.g. Pietro Di Paolantonio); Partito Democratico: Pd (c.g. Marco Vincenzi); Partito Socialista Italiano: Psi (c.g. Oscar Tortosa); Sinistra Ecologia Libertà: Sel (c.g. Gino De Paolis).

 

Giunta regionale

Presidente: Nicola Zingaretti

Vicepresidente: Massimiliano Smeriglio

Assessori: Formazione, Università, Scuola e Ricerca: Massimiliano Smeriglio; Semplificazione, Trasparenza e Pari opportunità: Concettina Ciminiello; Politiche del Territorio, della Mobilità e dei Rifiuti: Michele Civita; Attività produttive e Sviluppo economico: Guido Fabiani; Cultura e Sport: Lidia Ravera; Infrastrutture, Politiche abitative e Ambiente: Fabio Refrigeri; Agricoltura, Caccia e Pesca: Sonia Ricci; Bilancio, Patrimonio e Demanio: Alessandra Sartore; Lavoro: Lucia Valente; Politiche Sociali: Rita Visini.

 

 

INDICE


Ordine del giorno

 

(La seduta riprende  alle ore 12,14)

PRESIDENTE

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE

Elezione dei tre delegati della Regione Lazio per l’elezione del Presidente della Repubblica

Votazione e proclamazione

PRESIDENTE

(La seduta è sospesa alle ore 12,51 e riprende alle ore 13,14)

PRESIDENTE

Proposta di deliberazione consiliare n. 39 del 20 gennaio 2015,  di iniziativa del Presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori, concernente: “Elezione di tre delegati della Regione Lazio per l’elezione del Presidente della Repubblica”

Votazione

PRESIDENTE

Estratto del processo verbale della seduta  consiliare n.  39 del 14 e 20 gennaio 2015

PRESIDENTE

(La seduta è sospesa alle ore 13, 15 e riprende alle ore 15,33)

PRESIDENTE

Proposta di legge regionale n. 60 del giorno 09 settembre 2013, di iniziativa dei consiglieri Petrassi, Manzella, Sabatini, Bianchi, Denicolò, Pernarella, Giancola, Abbruzzese, Patanè, Buschini, concernente: “Disciplina della partecipazione  alla formazione e attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea nonché delle attività di rilievo internazionale della Regione” (Prosecuzione esame)

Discussione generale

PRESIDENTE

MANZELLA (LpL)

PERNARELLA (M5s)

ABBRUZZESE (PdL-FI)

BALDI (LcZ)

STORACE (LaD)

Discussione e votazione dell’articolato

PRESIDENTE

STORACE (LaD)

SARTORE, Assessora

PETRASSI (Cd)

MANZELLA (LpL)

RIGHINI (FdI)

PERNARELLA (M5s)

DENICOLO’ (M5s)

QUADRANA (LpL)

SIMEONE (PdL-FI)

MITOLO (LpL)

(La seduta è sospesa alle ore 17,35 e riprende alle ore 17,41)

PRESIDENTE

STORACE (LaD)

LUPI (Pd)

(La seduta è sospesa alle ore 17,49)

Allegati

n. 1 - Interrogazioni a risposta scritta presentate

n. 2 - Interrogazioni a risposta immediata presentate

 

 



La seduta riprende alle ore 12,14

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LEODORI

 

PRESIDENTE. Iniziamo i lavori del Consiglio.

            Invito i componenti dell’Ufficio di Presidenza ad avvicinarsi al tavolo per iniziare i lavori, sia i consiglieri Segretari che i vice Presidenti.

 

Comunicazioni del Presidente

 

PRESIDENTE. Comunico Ai sensi del Regolamento del Consiglio che sono stati presentati i seguenti atti:

 

Interrogazioni a risposta scritta: dal n. 775 al n. 777 (Allegato n. 1);

 

Interrogazioni a risposta immediata: dal n. 57 al n. 61 (Allegato n. 2).

 

La proposta di legge n. 151 è stata sottoscritta dal consigliere Panunzi.

 

Il consigliere Tortosa ha sottoscritto le proposte di legge n. 202, n. 205 e n. 215.

 

La proposta di legge n. 215 è stata sottoscritta dal consigliere Bianchi.

 

            Comunico infine che il Presidente della Regione Nicola Zingaretti dalle ore 13,30 si assenterà dalla seduta odierna perché impegnato in attività istituzionali; ai sensi dell’articolo 34, comma 5, del Regolamento del Consiglio regionale sarà computato come presente ai fini della fissazione del numero legale dell’Aula.

 

*****

 

Elezione di tre delegati della Regione Lazio per l’elezione del Presidente della  Repubblica

 

Votazione e proclamazione

PRESIDENTE.          Sospendiamo il punto 2, del quale era stata già fatta l’illustrazione generale, quindi lo accantoniamo momentaneamente e procediamo con l’argomento che costituisce l’ordine del giorno aggiuntivo.

            L’ordine del giorno aggiuntivo, al punto 1bis reca: Elezione di tre delegati della Regione Lazio per l’elezione del Presidente della  Repubblica.

            Quindi io procederei con la chiama dei consiglieri e la votazione, se non ci sono interventi in proposito, per l’elezione dei tre delegati. Ricordo che il voto è limitato a due delegati, quindi ogni consigliere può esprimere massimo due preferenze.

            Prego i consiglieri segretari di procedere all’appello dei consiglieri.

(Consiglieri segretari: Petrangolini, Simeone, Quadrana)

 

(Seguono le operazioni di voto)

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE

VALERIANI

(ore 12,28)

 

(Proseguono le operazioni di voto)

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE

LEODORI

(ore 12, 40)

 

(Proseguono le operazioni di voto)

 

La votazione è chiusa. Dunque procediamo, a questo punto, allo spoglio.

 

(Seguono le operazioni di scrutinio)

 

Comunico l’esito della votazione:

 

Votanti   50

Voti validi    48

Schede bianche          2

Schede nulle        0

 

            Hanno votato al primo appello i consiglieri: AGOSTINI Riccardo (Pd), AVENALI Cristiana (LpL), BALDI  Michele (LcZ), BARILLARI Davide (M5s), BELLINI Fabio (Pd), BIANCHI Daniela (LpL), BLASI Silvia (M5s), BONAFONI  Marta (LpL), BUSCHINI Mauro (Pd), CARRARA Cristian (LpL), CIARLA Mario (Pd), CORRADO Valentina (M5s), DE PAOLIS Gino (Sel), DENICOLO’ Silvana (M5s), DI PAOLANTONIO Pietro (Ncd), FARDELLI Marino (LcB), FAVARA Baldassarre (LpL), FORTE Enrico Maria (Pd), GIANCOLA Rosa (LpL), LENA Rodolfo (Pd), LEODORI Daniele (Pd), LUPI Simone (Pd), MANZELLA Gian Paolo (LpL), MITOLO Daniele (LpL), PANUNZI Enrico (Pd), PATANE’ Eugenio (Pd), PERILLI Gianluca (M5s), PERNARELLA Gaia (M5s), PETRANGOLINI Maria Teresa (LpL), PETRASSI Piero (Cd), PORRELLO Devid (M5s), RIGHINI Giancarlo (FdI), SABATINI Daniele (Ncd), SANTORI Fabrizio (Misto), STORACE Francesco (LaD), TARZIA Olimpia (LS), TORTOSA Oscar (Psi), VALENTINI Riccardo (LpL), VALERIANI Massimiliano (Pd), VINCENZI Marco (Pd), ZAMBELLI Gianfranco (Pd), ZINGARETTI Nicola (Pd).

 

            Hanno votato al secondo appello i consiglieri: ABBRUZZESE Mario (PdL-FI), AURIGEMMA Antonio (PdL-FI), CANGEMI Giuseppe Emanuele (Ncd), GRAMAZIO Luca (PdL-FI), PALOZZI  Adriano (PdL-FI), QUADRANA Gianluca (LcZ), SBARDELLA Pietro (Misto), SIMEONE Giuseppe (PdL-FI).

 

Hanno riportato voti:

Zingaretti Nicola        30

Leodori Daniele         30

Perilli Gianluca           10

Cangemi Giuseppe Emanuele            9

 

Proclamo, pertanto, eletti quali delegati della Regione Lazio per l’elezione del Presidente della Repubblica il Presidente della Giunta Zingaretti e i consiglieri Leodori e Perilli.

Sospendiamo la seduta per quindici minuti per procedere alla verbalizzazione; dopodiché, procederemo all’approvazione della proposta di deliberazione. Poi sospenderemo per la pausa pranzo e riprenderemo alle ore 15,00.

La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 13,10.

 

(La seduta è sospesa alle ore 12,51 e riprende alle ore 13,14)

 

PRESIDENTE. La seduta riprende.

 

Proposta di deliberazione consiliare n. 39 del 20 gennaio 2015,  di iniziativa del Presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori, concernente: “Elezione di tre delegati della Regione Lazio per l’elezione del Presidente della Repubblica”

 

Votazione

 

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori con la votazione della proposta di deliberazione consiliare n. 39 e dell’estratto del verbale che invieremo alla Presidenza della Camera dei deputati con l’esito dell’elezione.

Pongo in votazione la proposta di deliberazione consiliare n. 39 del 20 gennaio 2015.

 

(Il Consiglio approva)

 

Pongo in votazione, ai sensi del Regolamento del Consiglio, l’autorizzazione al coordinamento formale per la proposta di deliberazione in questione.

 

(Il Consiglio approva)

 

Estratto del processo verbale della seduta  consiliare n.  39 del 14 e 20 gennaio 2015

 

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’estratto del verbale da inviare, come ricordavo, alla Presidenza della Camera dei deputati.

 

(Il Consiglio approva)

A questo punto sospendiamo la seduta, riprenderemo i lavori d’Aula alle ore 15,00.

La seduta è sospesa.

 

(La seduta è sospesa alle ore 13,15 e riprende alle ore 15,33)

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE

LEODORI

 

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori con il punto che avevamo accantonato.

 

Proposta di legge regionale n. 60 del giorno 09 settembre 2013, di iniziativa dei consiglieri Petrassi, Manzella, Sabatini, Bianchi, Denicolò, Pernarella, Giancola, Abbruzzese, Patanè, Buschini concernente: “Disciplina della partecipazione alla formazione e attuazione della normativa e delle politiche dell’unione Europea nonché delle attività di rilievo internazionale della Regione” (Prosecuzione esame)

 

Discussione generale

 

PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto 2, reca: Proposta di legge regionale n. 60 del giorno 09 settembre 2013, di iniziativa dei consiglieri Petrassi, Manzella, Sabatini, Bianchi, Denicolò, Pernarella, Giancola, Abbruzzese, Patanè, Buschini concernente: “Disciplina della partecipazione alla formazione e attuazione della normativa e delle politiche dell’unione Europea nonché delle attività di rilievo internazionale della Regione”.

Rammento che, lo scorso Consiglio, avevamo accantonato il punto 2 all’ordine del giorno riguardante la proposta di legge regionale n. 60. Eravamo alla discussione generale. Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha chiesto di parlare il consigliere Manzella. Ne ha facoltà.

 

MANZELLA (LpL). Un intervento su questa proposta di legge non può che partire dallo Statuto della Regione Lazio, uno Statuto che mostra un’attenzione speciale alla dimensione europea, e non potrebbe essere altrimenti, potrebbe dirsi, considerato il legame di reciprocità che unisce Unione e livello regionale.

E’ un’attenzione sul piano dei principi con il riferimento ad un’Europa libera e unita e all’integrazione europea come valore, un riferimento alla Carta europea dei diritti. E’ un’attenzione sul piano procedurale dato che si occupa dell’adeguamento dell’ordinamento regionale alle norme comunitarie. E’ un’attenzione sul piano organizzativo quando tra le Commissioni istituzionalmente permanenti ve n’è una dedicata alle questioni europee.

Ma è un’attenzione anche su un orizzonte strategico dato che c’è un riferimento al fatto che il Lazio deve essere un primario polo di sviluppo europeo e nell’area mediterranea. Ed è un riferimento che è anche testimoniato, anche se sembra una notazione banale, dai numeri, lo Statuto della Regione Lazio ha 24 riferimenti all’Europa e alla Comunità europea, l’Emilia Romagna 22, il Piemonte e il Veneto 16, la Toscana 13, la Lombardia 4.

C’è, secondo me, nella quantità e nell’ampiezza dei riferimenti anche qualcosa in più. Il continuo ritornare all’Europa testimonia, o a me piace pensarlo così, così lo voglio leggere, il fatto che la Regione Lazio, oltre a essere una delle grandi regioni europee, è una delle grandi regioni della costruzione europea. E’ qui che si è fatta l’Europa, prima con le intuizioni di Colorni, Spinelli e Rossi a Ventotene, e non è un caso che unico tra tutti gli Statuti delle Regioni italiane lo Statuto della Regione Lazio faccia un espresso riferimento a Ventotene, ma questa è anche la Regione in cui si è firmato il Trattato di Roma. Spesso lo dimentichiamo, ma io penso che sia in momenti come questi che è giusto ricordare l’europeità della nostra Regione.

Voglio partire da una domanda semplice per introdurre questa proposta: cosa deve fare un Consiglio regionale in un contesto europeo, in questo contesto europeo? A me sembra ci siano quattro missioni fondamentali.

La prima è assicurarsi di avere un ordinamento regionale in ordine, quindi con le norme comunitarie adottate, senza contrasti con i principi dell’Unione, senza sistemi di incentivazione che siano aiuti di Stato.

La seconda è fare in modo che le esigenze della Regione entrino nel discorso europeo, sia in un’ottica difensiva, quindi contrastando invasioni di campo contrarie al principio di sussidiarietà, sia in un’ottica offensiva, inserendo quindi gli interessi della Regione nella dinamica giuridica europea, per arrivare a regolamenti, direttive e comunicazioni che incorporino anche il nostro punto di vista, le nostre problematiche, i nostri interessi.

Se l’Europa parla di beni culturali, il punto di vista del Lazio va considerato, così quando parla di innovazione, di turismo, di aree metropolitane, di ambiente, di reindustrializzazione, e si potrebbe continuare.

Il terzo punto è controllare che la Giunta stia in Europa come una Regione europea deve stare, senza sprecare le risorse disponibili, cogliendo tutte le opportunità sul piano politico e amministrativo, stabilendo rapporti con le Regioni con cui maggiori sono le affinità dal punto di vista economico, geografico, strategico.

Vi è infine il capitolo cruciale, oggi più che mai, della promozione dei valori europei tra cittadini e istituzioni, facendo sino in fondo il proprio mestiere di collegamento e stimolo con la cittadinanza, facendo conoscere opportunità, ascoltando problematiche, facendo da tramite con l’esecutivo, un lavoro tanto più importante in questo momento di disaffezione per la costruzione europea.

Questa legge a me sembra tocchi tutti questi punti, e lo fa, secondo me, in maniera equilibrata, riconoscendo prerogative importanti al Consiglio, stabilendo i termini di un rapporto dialettico con la Giunta che faccia salve le esigenze di speditezza proprie dei rapporti con l’Unione, prevedendo a tal fine un ruolo della Commissione - una Commissione rafforzata, come si è detto - ben preciso e definito…

 

PRESIDENTE. Scusate, chiedo un po’ di silenzio.

 

MANZELLA (LpL). Ed è proprio per questo equilibrio, ottenuto grazie a un prezioso lavoro degli uffici e a un confronto con le migliori esperienze nazionali, che questa legge è stata votata all’unanimità in Commissione e affronta l’Aula con un numero tutto sommato limitato di emendamenti.

Tuttavia questa legge, come si dice spesso, è un punto di partenza e non di arrivo. Lo dobbiamo avere molto chiaro, è una legge che a mio modo di vedere chiama noi per primi, e quando dico noi mi riferisco a noi consiglieri innanzitutto, ad una modifica della nostra attenzione al tema. E’ una legge che parla alla macchina politico-amministrativa, non ad altri. E, voglio dire, questo ci impone proprio per il particolare momento storico che viviamo, non deve sfuggirci come oggi la dimensione territoriale chiave, a livello europeo, sia la regione metropolitana, la nostra, insomma. E’ da qui che dovrà ripartire un’economia basata sull’innovazione ma è da qui che deve partire anche una società più giusta, perché il secondo versante delle politiche per lo sviluppo è il contrasto alle differenziazioni, alla povertà, all’esclusione.

Quando i nostri territori ancora conoscono, accanto ad aree di eccellenza, anche ampie zone di emarginazione, ecco che il Lazio è una Regione “identikit”. L’Europa di questo tempo è su Regioni come la nostra che fa le sue politiche. Non possiamo perdere questo appuntamento.

Cosa significa in concreto? Significa studiare il programma di lavoro annuale della Commissione europea, riflettere sugli ambiti nei quali si può e si deve spingere con la legislazione dell’attività regionale, significa collaborare passo passo con la Giunta sulla trasposizione delle norme comunitarie nel nostro ordinamento, significa controllare l’Esecutivo sull’attuazione in maniera continuativa, verificandone l’operato, spingendo per migliorarne l’effettività, significa guardare fuori dai nostri confini, avviare rapporti con i Parlamenti delle realtà europee più avanzate sui temi chiave per la nostra attività. Come possiamo migliorare la qualità delle nostre leggi? Come possiamo assicurare la trasparenza e il nostro operato al meglio? Come possiamo valutare l’attività legislativa che facciamo? A domande così dobbiamo e possiamo rispondere in questa chiave europea.

Usare le risorse, diffondere valori, prendere prassi migliori e portarle da noi, avviare grandi progetti di collaborazione, sono queste le cose da fare per migliorarci e allo stesso tempo per far capire ai cittadini che l’Europa è opportunità innanzitutto. Alcuni passi si stanno facendo, il miglioramento del processo di spesa dei fondi europei ne è un indicatore, la qualità della programmazione 2014-2020 ed il fatto che i programmi del Lazio sono nella pattuglia di testa di quelli approvati ne sono degli altri.

Questa legge ci dà la base per continuare a tenere il Consiglio in questa corrente, per assicurargli il massimo protagonismo nella vicenda europea, sta a noi adesso stare su questa base in maniera vigile, guardando quotidianamente a quello che accade a Bruxelles, pensando a come può comunicarsi sul nostro territorio e le nostre comunità e viceversa. Se è legge di iniziativa europea per aiutare le produzioni tradizionali, ogni consigliere deve pensare a come far sì che sia utilizzata nel Lazio. Se trova dei giovani artisti laziali di qualità, ogni consigliere deve lavorare per capire se a livello comunitario ci siano opportunità per loro. Se viene a sapere di nuove iniziative di formazione per i disoccupati di lungo periodo deve spingere affinché se ne studi l’applicabilità nelle nostre zone più difficili.

Questo è il movimento di andata e ritorno che va fatto, ogni giorno. E’ in questa navetta che sta il lavoro di raccordo che siamo chiamati a fare, considerando l’Europa per quello che è, in fondo, un luogo in cui identità e interessi si incontrano, quindi un luogo di opportunità e di confronto, di cose che uniscono e che dividono, di somiglianze e differenze, un luogo di personalità, proprio com’è una casa.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Pernarella. Ne ha facoltà.

 

PERNARELLA (M5s). Grazie, Presidente, per affermare convintamente che la Pdl 60 ci trova in completo accordo, tant’è che io e la consigliera Denicolò siamo tra le firmatarie di questa proposta di legge. Lo facciamo in maniera convinta perché siamo convinte di portare avanti i principi che vengono sanciti da questa legge, che sono principi di integrazione, di solidarietà tra i popoli, di partecipazione dei cittadini, di portare avanti il principio di sussidiarietà, e sicuramente sono principi condivisibili, sono i principi secondo i quali tutta la normativa regionale dovrebbe andare avanti.

Ci siamo permessi con un emendamento di inserire anche un altro principio legislativo, che è il principio dell’armonizzazione, perché siamo convinti del fatto che portare avanti delle leggi armoniche all’interno degli Stati della comunità europea sì, ma anche all’interno dei vari livelli della legislatura italiana, sia importante, in modo che i cittadini si sentano riconosciuti da una legislazione comune che non vada in contraddizione e in contrasto l’una con l’altra.

Di questa legge ci piace anche l’apparato organizzativo, ci piace che si siano dati i tempi, siano scanditi, che siano chiari i ruoli, il ruolo della Giunta regionale, che deve presentare una relazione, che deve spiegare alla Commissione competente quali sono le attività che intende portare avanti per armonizzare, appunto, e per andare a supplire là dove la Regione Lazio non è conforme alla normativa europea. Ci piace farlo in maniera programmata perché non vogliamo più correre per adeguare la normativa, come abbiamo fatto fino adesso, in questo anno e mezzo, con l’unico spauracchio di sanzioni da parte dell’Europa.

Ci piace l’idea della relazione tecnica, come dicevo, ci piace l’idea di un Consiglio regionale, di una sessione del Consiglio regionale europeo, ci piace l’idea della legge regionale europea, ed è una novità per la Regione Lazio. Sono cose che già esistono in altre Regioni, ma per noi sarebbe la prima volta. E quindi mi auguro che tutta questa buona organizzazione, questa scansione degli impegni venga rispettata nei vari livelli, dalla Giunta, dalla Commissione, dagli Uffici competenti e poi finalmente anche dal Consiglio.

Ci piace parecchio l’idea che questa legge abbia una verifica. C’è scritto - forse per la prima volta in una legge, da quando mi capita di leggerla - che tra due anni dovremo vedere qual è effettivamente il risultato che ha avuto questa legge. Ecco, facciamo delle verifiche, per la prima volta penso che sia il caso di mettere delle verifiche, come nella relazione la Giunta avrà, appunto, l’obbligo di spiegare come è andata la programmazione dell’anno precedente. Sono cose - la programmazione - che noi chiediamo spesso e che ci piace, siamo contenti di vedere scritte nero su bianco in un articolato.

Insomma, Presidente, non sono impazzita, ci piace la partecipazione che viene ricordata e sancita in questa legge. Probabilmente ci piacciono troppe cose perché questa legge era una legge che abbiamo ereditato dalla Giunta precedente, probabilmente anche per questo. Sicuramente ci abbiamo lavorato, l’abbiamo condivisa come Commissione, e diciamo che i commissari ci stanno mettendo tutta la buona volontà. Stiamo, anche in maniera antecedente l’approvazione di questa legge, portando già avanti il cronoprogramma per quanto riguarda l’aspetto della Commissione, siamo in attesa della relazione di Giunta, che sappiamo arriverà entro febbraio.

Naturalmente, come abbiamo detto, abbiamo preparato un solo emendamento che va a toccare le finalità e non l’articolato della legge, siamo in attesa di vedere in che modo riusciremo a portare avanti questo programma così rigido e stringente, ma vogliamo essere in questo caso collaborativi, anche perché questa legge per la prima volta dà la possibilità ad un singolo consigliere, laddove la Giunta e la Commissione non portino avanti il programma, anche un singolo consigliere può farsi promotore di attività dal punto di vista della legislazione europea.

Io ho finito, mi auguro che questa legge non rimanga solo sulla carta ma che venga applicata. Grazie.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Ne ha facoltà.

 

ABBRUZZESE (PdL-FI). Grazie, Presidente, la legge che siamo chiamati oggi a discutere, della quale sono uno dei firmatari, mira a disciplinare le modalità di partecipazione della Regione alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, prevedendo la partecipazione dei propri organi, in particolare le Commissioni consiliari appositamente dedicate alla materia, nell’ambito delle proprie competenze e prerogative, nelle sedi di concertazione, collaborazione e cooperazione interistituzionale tra Unione europea, Stato e altre Regioni.

Come hanno già annunciato sia la collega Pernarella che il collega Manzella, questa legge è stata approvata in Commissione all’unanimità, quindi segno di un lavoro intelligente, segno di un lavoro di grande collaborazione, quella collaborazione che serve per costruire una Regione più forte, per costruire le imprese più forti, per costruire un rapporto più forte con l’Unione europea.

Proprio questa legge attribuisce alle Assemblee legislative di Italia, ma in modo particolare alla nostra, un compito importante, il compito di pianificare, di programmare e di stimolare l’azione politica e non l’azione burocratica a sostegno del nostro territorio.

Condivido quando il collega Manzella fa riferimento a una Regione fortissima, non solo per alcuni primati nei confronti dell’Unione europea, ma anche e soprattutto per la centralità che questa Regione ha a livello nazionale come ricchezza, come produzione, come Pil, come forza trainante del nostro Paese.

Ecco perché credo che sia opportuno e giusto, di fronte ad argomenti così importanti, che si trovi un momento di sintesi proprio in un momento difficile come questo, un momento difficile da un punto di vista economico, un momento difficile da un punto di vista occupazionale.

Prima facevo riferimento a una legge che non sia solo un atto burocratico da parte del Consiglio regionale, ma una legge che deve servire al Consiglio regionale, a noi consiglieri regionali per svolgere un ruolo importante di stimolo, di sostegno anche alle comunità locali, perché spesso accade che molti dei 378 Comuni del Lazio non riescano neanche ad avere le informazioni necessarie.

Ecco perché credo che sia opportuno anche creare un Ufficio Europa in questa sede, nel Consiglio regionale del Lazio, rafforzarlo, qualificarlo ancora di più perché possa in qualche modo non solo interagire con i consiglieri regionali, ma possa dare quel contributo necessario di informazione a tutti gli utenti, a tutti i cittadini, a tutte le imprese.

Allora, una legge che deve servire soprattutto a orientare, a pianificare e a programmare, una legge che deve portare a conoscenza la grande opportunità che l’Europa mette a disposizione del nostro Paese, e quindi vedere l’Europa e far percepire l’Europa come una opportunità e non un’Europa solo vista come un momento di austerità. Questo dipende soprattutto da noi, dipende dalla capacità di tutti quanti noi di veicolare anche una serie di interventi che sono stati anche approvati in quest’Aula con il contributo delle opposizioni per quanto riguarda le linee guida ovviamente, con il contributo e il consenso della Giunta regionale proprio per dare quel contributo necessario alle nostre imprese.

Allora lavorare e rafforzare quel concetto di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, un’azione che deve qualificare in modo particolare il nostro Consiglio regionale, un’azione che deve portare a conoscenza anche una serie di interventi importanti come per esempio i progetti COSME e Horizon, che sono stati emanati e pubblicati dall’Unione europea, e quindi parliamo di circa 80 miliardi di euro per le piccole e medie imprese, per l’attuazione del programma per la competitività e soprattutto per quanto riguarda il programma per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico ed altro.

Allora solo attraverso questa grande azione, questa grande azione concertata all’interno del Consiglio regionale - e questa è la dimostrazione, l’approvazione di questa proposta di legge, di questo clima di serenità - si può garantire quello sviluppo necessario di cui la nostra regione ha bisogno.

Sicuramente verrà migliorata questa legge durante gli interventi, ci sono emendamenti che possono migliorare ulteriormente questa legge, quindi noi come gruppo di Forza Italia abbiamo dato il nostro consenso all’interno della Commissione, daremo il consenso in Aula per dimostrare ancora una volta quel senso di responsabilità, quel senso di attaccamento ai nostri valori, alla nostra terra e alle nostre imprese, ma soprattutto in questo momento, un momento difficile, un momento che vede le nostre imprese soffrire e vede soprattutto una disoccupazione elevatissima nella nostra regione, con milioni di ore di cassa integrazione.

Quindi rafforziamo questa Assemblea legislativa, rafforziamo ancora di più un potere di indirizzo e di controllo nei confronti della Giunta in questa tematica, una tematica, ovviamente, che deve rappresentare la vera legge finanziaria di questa Regione, perché ormai le grandi risorse finanziarie passano solo ed esclusivamente attraverso questi grandi finanziamenti. Grazie, Presidente.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Baldi. Ne ha facoltà.

 

BALDI (LcZ). Grazie, Presidente. A me piace pensare che quello di oggi sia un momento che continua e porta avanti un filo che era stato teso tanti anni fa a Ventotene.

La patria dell’Europa è l’Italia, è da Ventotene che si è snodato tutto un percorso che ha visto personaggi importanti credere in un sogno, che era quello dell’Europa, un sogno che oggi nell’immaginario collettivo non può diventare un incubo o qualcosa di negativo, ma che deve continuare a rappresentare un sogno. Un sogno come quello che ebbe Altiero Spinelli, del quale vorrei ricordare un famoso intervento, quando nel Parlamento europeo raccontò una storia, che era quella che aveva raccontato Hemingway in un famoso libro, Il vecchio e il mare, la storia di un pescatore che dopo una vita corona il suo sogno pescando un pesce enorme. Però, mentre rientra in porto, viene aggredito da tutta una serie di squali che piano piano mangiano questo pesce, e alla fine si trovò solamente con la lisca!

Ecco noi, come all’epoca i padri costituenti dell’Europa, quando fecero l’Europa ma poi non riuscirono ad applicare certi principi, quell’Europa che si fece con i Trattati di Roma, nel nostro piccolo questo grosso pesce l’abbiamo preso, primi come modello in tutta Italia portiamo avanti una legge sull’Europa, e vorrei che fra due anni, quando andremo a fare un bilancio su quello che è stata questa legge, io vorrei che quello che abbiamo fatto, e le reti che abbiamo teso e quello che abbiamo preso in questo momento rimanesse e non fosse mangiato dai tanti squali che invece hanno interessi diversi.

Questo Consiglio regionale, dico “questo Consiglio regionale”, maggioranza e opposizione, come è stato sottolineato…, ringrazio il Presidente della Commissione Piero Petrassi che è stato bravissimo nel saper mettere da parte ragioni di maggioranza o di opposizione per fare un discorso unitario, facendo in modo di contribuire a quel modello Lazio a cui tutti quanti dobbiamo tendere, che è appunto la voglia di fare una cosa importante.

Perché, vedete, dietro a questa proposta di legge, l’inizio di un percorso, ci sono tante strade che noi dobbiamo percorrere che sono faticose e difficili da percorrere.

La prima strada, lo dico con grande chiarezza e lo dico a tutti i componenti della Commissione che hanno svolto un ottimo lavoro, maggioranza e opposizione, il primo lavoro va fatto al nostro interno, all’interno della Regione Lazio, cioè dobbiamo potenziare tutte quelle realtà che si occupano di Europa. Magari, mentre certa stampa si occupava più di guardare certe cose, tanto per fare scandalismo, in realtà in silenzio c’erano cose molto più importanti che si stavano facendo, e c’erano delle battaglie, condotte in Europa da questa Regione, sui fondi FESR, su tutta quanta una serie di altre realtà, per cercare di avere risorse da poter dare alla Regione Lazio e all’occupazione.

Io penso, l’ho detto sempre, e lo ripeto, che l’impegno di ogni politico serio in questo momento deve essere quello di svegliarsi la mattina e pensare come risolvere i problemi occupazionali. Vedo davanti a me la bravissima assessora Sartore, che tutti i giorni cerca di raschiare il fondo del barile per trovare risorse, e poi penso alle tante risorse che ci sono in Europa e che possiamo andare a prendere solamente attraverso la nostra capacità e la nostra volontà di poter dire in Europa che noi, come grande Regione europea, abbiamo le capacità per accedere a tutto questo. Per cui è un discorso innanzitutto rivolto al nostro interno.

E poi c’è un discorso invece rivolto all’esterno, di dare una speranza ai giovani, a coloro che in questa Europa non ci credono, forse giustamente, perché non è questa l’Europa dei popoli, non è questa l’Europa della gente, forse è più l’Europa delle banche, degli interessi! Be’, diamogli noi quest’anima, quell’anima che cercano attraverso i loro contributi di passione, di entusiasmo, di capacità, per esempio penso ai giovani federalisti europei, penso ai giovani di Alternativa europea, penso a tutte quelle realtà che condividendo un sogno, un progetto europeo, vorrebbero un’Europa per la gente e per i popoli, ma che passi attraverso le istituzioni. Ecco, noi siamo un modello, ma abbiamo anche questa grande responsabilità, dobbiamo dimostrare, come Regione Lazio, anche attraverso questa legge, ancora di più nel nostro percorso che sappiamo attrarre risorse, che sappiamo crearle, che sappiano creare occupazione attraverso questa sinergia con l’Europa, ma nello stesso tempo senza tradire quelli che sono i sogni europei, perché il nostro obiettivo finale, almeno per quanto mi riguarda, deve essere quello di un’Europa federale, degli Stati Uniti d’Europa, perché oggi ancora troppe cose ci dividono dalla vera Europa.

Bene, saremo capaci di fare tutto questo? Saremo capaci da una parte, come Regione, di fare in modo che le sinergie con Bruxelles possano significare per noi più occupazione, più risorse, più sviluppo? Sapremo fare in modo di dare risposte a quei ragazzi che credono che con i sogni di una grande Europa, con i sogni che nacquero a Ventotene da dei ragazzi, allora, che si chiamavano Altiero Spinelli e tanti altri, possano essere oggi portati ancora più avanti? Io dico di sì.

Io penso che questa legge sia un punto importante, sia un punto fondamentale, ecco perché con piacere fra poco, spero, migliorata da quegli emendamenti che ci sono, si possa tutti quanti insieme, in questo Consiglio regionale, poterla votare all’unanimità per dire: “Il Lazio c’è”.

In questo stiamo avanti a tutti, in questo guardiamo a Bruxelles, dove in questo momento nevica, fa freddo, è gelata, manca di calore, bene, quel cuore, quel calore glielo diamo noi qui, in questo momento, in quest’Aula. Grazie.

 

PRESIDENTE. Prima di dare la parola al consigliere Storace, vorrei comunicare che è stato presentato l’emendamento della Giunta distribuzione D/06, e abbiamo un’ora di tempo per eventuali subemendamenti, che pertanto dovranno essere presentati entro le ore 17,10.

Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Presidente, intervengo nella discussione generale perché questa è una proposta di legge importante. E credo che ciascuno di noi, lo dico sia all’assessora Sartore che al presidente Petrassi, abbia il dovere di spiegare il proprio punto di vista sulla questione e tentare di portare all’attenzione del Consiglio regionale qualcosa che campeggia sulla discussione attorno a questa legge.

Assessora, lei vedrà nel fascicolo d’Aula una serie di emendamenti che abbiamo fatto insieme al collega Righini, una ventina, non sono tanti, non sono ostruzionistici, certo rappresentano un punto di vista, un’idea diversa anche del rapporto con l’Europa, che non è detto contrasti con il testo della legge. Quando ci siamo riuniti con Righini abbiamo ragionato attorno a un’ipotesi, vogliamo fare una battaglia che ci caratterizzi in senso ostruzionistico contro una semplice presa d’atto di normative che qui diventano legge regionale? Avremmo potuto fare quella scelta, sarebbe stato anche coerente con una posizione, si è recentemente anche disputata un’accesa campagna elettorale europea, ci sono forze politiche sempre più ostili all’Unione europea. Allora il tema che ci siamo proposti è il protagonismo della Regione nei processi legislativi, nelle direttive che riguardano l’Europa e il rapporto con la nostra Regione e poi quello che deve fare il Consiglio affinché non sia semplicemente una questione riferita al rapporto tra la Giunta e l’Europa.

Il tema grande, assessora Sartore, è quello che rubrichiamo sotto l’egida, sotto il tema, l’etichetta della sovranità nazionale, lo slogan, che però, ahimè, non è più uno slogan solamente, è una drammatica necessità! Questo è un Paese che soffre d’Europa! Ciascuno di noi ha toccato con mano l’Europa da diversi punti di vista, da giovane c’è chi sognava l’Europa “nazione”! Ho sentito parlare di “Stati Uniti d’Europa”, che è questione diversa, però certo che in questi anni abbiamo assistito a una spoliazione della sovranità nazionale continua.

Io ho ascoltato con molta attenzione l’intervento del collega Manzella, però è evidente che ci sono delle linee di pensiero assolutamente alternative, dobbiamo capire come ricondurle a una tentando di cercare e trovare la chiave per quel protagonismo regionale che possa consentirci di tutelare i cittadini di questa regione. Alzi la mano chi di voi conosce uno solo nel Lazio contento del rapporto che abbiamo con l’Unione europea! Chi ci lavora, ma le imprese, le famiglie, i lavoratori, persino gli studenti hanno difficoltà con l’Europa. La ricerca! E’ sufficiente, presidente Petrassi, questa legge? Credo che sia complicato sostenerlo.

Allora noi vorremmo capire come si può favorire il processo di integrazione europea - perché questo è scritto anche nel nostro Statuto, quindi è un’intuizione che viene da lontano - mediante la partecipazione di soggetti pubblici e privati alle iniziative e alle attività di rilievo internazionale ispirate alla solidarietà e alla collaborazione tra Stati. E su questo ci sono alcune proposte emendative.

C’è il grande tema della pubblicità che impone che le attività amministrative siano conoscibili all’esterno, questo è il grande tema trascurato dalle amministrazioni pubbliche del nostro Paese quando parlano di Europa. Come la Regione - ci poniamo il tema, il problema - possa partecipare alla formazione degli atti e delle politiche dell’Unione europea, mediante quale strumento vogliamo avviare questa partecipazione?  E abbiamo proposto, anche qui, un emendamento che vede il ruolo attivo della Commissione, del Consiglio regionale., abbiamo presentato emendamenti finalizzati a risolvere i temi portati dalla necessità di adeguare l’ordinamento agli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea. E non ci possono essere obblighi - questa è la questione più grande, colleghi - che compromettano la tutela della salute, dei servizi sociali e dello sviluppo.

Oggi l’Europa ci chiede e basta! Oggi l’Europa ci impone politiche che minano sanità, sviluppo, servizi sociali, e su questo bisogna dare una risposta, una risposta concreta

Poi ci sono altri articoli, il 3, diciamo, è abbastanza fumoso e vorremmo chiarire meglio come la Regione partecipa, attraverso i propri organi, ai processi europei, perché qui sembra che tutto quanto si debba svolgere semplicemente nel palazzo della Giunta.

Il resto delle questioni, Presidente Leodori, intendo affrontarlo poi nell’esame degli emendamenti e degli articoli. Abbiamo una quindicina di articoli sui quali esprimere delle opinioni, io spero che il Consiglio voglia affrontare queste questioni in un’ottica davvero autenticamente liberale e innovatrice, tentando cioè di dire anche alle altre Regioni - Baldi ha rivendicato il ruolo di capofila del Lazio su questa materia - che non ci possiamo accontentare di tradurre dal tedesco all’italiano quello che si stabilisce nell’Unione europea. Ecco, metterci qualcosa di nostro nei processi ascendenti, oltre che discendenti, credo che sia importante e se vogliamo è anche l’aspettativa che ci ha consegnato proprio lo Statuto.

Lo Statuto regionale da questo punto di vista è un gioiello, la normativa deve essere all’altezza di quella previsione statutaria che, ve lo ricordo, è norma di rango costituzionale. Auspico che si possa ragionare sugli emendamenti e ovviamente mi rimetterò, insieme al collega Righini, all’esito della discussione.

 

PRESIDENTE. Grazie, Presidente Storace.

 

Discussione e votazione dell’articolato

 

PRESIDENTE. Passiamo all’articolo 1…

 

(Interruzione del consigliere Storace)

 

E’ l’articolo 1:

 

CAPO I

Disposizioni generali

 

Art. 1

(Finalità)

 

1. La Regione, nel rispetto dell\'articolo 117 della Costituzione, dello Statuto e delle nonne di procedura stabilite dalle leggi dello Stato, favorisce il processo di integrazione europea nel proprio territorio, anche attraverso la partecipazione dei soggetti pubblici e privati alle iniziative europee, e promuove le attività di rilievo internazionale ispirate alla solidarietà e alla collaborazione reciproca tra gli Stati e tra i popoli.

 

Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Presidente, lungi da me voler ritardare i lavori, però se adesso cominciano a votare l’articolo 1, a discuterlo e a votarlo, è ben difficile poter capire un emendamento di Giunta che cosa comporta. Questa è la questione, o ci dà il tempo di poter leggere quello che ha scritto l’Assessora altrimenti diventa complicato, andiamo alla “carlona” e non credo che sia una cosa giusta.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessora Sartore. Ne ha facoltà.

 

SARTORE, Assessora. Si tratta di un emendamento che in qualche modo allinea all’emendamento di Giunta dell’articolo 21bis, però lo ritiro, comunque si capisce lo stesso. Siccome l’articolo 21 pone…, ci sono nella legge dei termini particolari - febbraio-aprile -, nell’articolo 21 diciamo che non sono perentori per quest’anno, perché la legge a febbraio sarà pubblicata tra una cosa e l’altra. Quindi lo ritiro perché in qualche modo si capisce.

 

PRESIDENTE. Passiamo alla discussione sull’articolo 1. Darei la parola all’Assessora per l’illustrazione.

Ha chiesto di parlare l’assessora Sartore. Ne ha facoltà.

 

SARTORE, Assessora. Vorrei ricordare quello che ha ricordato anche il Presidente Storace da ultimo e anche il consigliere Manzella e altri, il provvedimento è di iniziativa consiliare, a firma di più gruppi, quindi come Giunta lo segue in particolare la mia persona in quanto seguo in linea generale tutta la competenza dell’Unione europea. Però, ecco, ho recepito sostanzialmente il testo pervenuto dalla Commissione, quindi mi limiterò negli emendamenti ad esporre il parere della Giunta rispetto ad un testo che ha trovato una concordanza in Commissione dei vari gruppi. Quindi è evidente che io tengo, ho tenuto, e anche personalmente, in considerazione il testo così come elaborato dalla Commissione nelle sua linee generali. Questo lo dico con riferimento anche a quanto ha detto adesso da ultimo il Presidente Storace, perché ci sono più punti di vista logicamente, quindi è evidente che assumo come punto di vista sostanziale nel contenuto della proposta di legge quello che ha espresso il lavoro della Commissione, allo stato dell’arte, nella pl 16.

Sull’articolo 1 non posso dire altro che definisce, così come si legge, le finalità della legge, vale a dire che la Regione, nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, dello Statuto e delle norme di procedura stabilite dalle leggi dello Stato, favorisce il processo di integrazione europea nel proprio territorio anche attraverso la partecipazione dei soggetti pubblici e privati alle iniziative europee e promuove le attività di rilievo internazionale ispirate alla solidarietà e alla collaborazione reciproca tra gli Stati e i popoli.

E’ da tempo che si aspetta questa legge nella Regione Lazio, perché non è stata mai attuata, si tratta, appunto, di uno degli adeguamenti alle normative statali di recepimento delle direttive e degli indirizzi dell’Unione europea che è stato introdotto con modifiche da ultimo nella legge statale n. 234/2012, quindi noi adeguiamo, come hanno già fatto già altre Regioni, il recepimento nella cosiddetta fase ascendente e discendente del processo di produzione normativa di attuazione dell’Unione europea, sia verso la formazione che verso l’attuazione. Quindi nel primo articolo si definiscono le finalità della legge.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Intervengo nella discussione sull’articolo e spero che tra i numerosi firmatari della proposta di legge ci sia qualcuno che ce lo illustri. Perché giustamente l’Assessora ha detto: “Io mi sono rifatta al lavoro dei consiglieri”, però sa cosa succede, Assessora, ogni tanto in quest’Aula? Che ci sono alcuni consiglieri che non vengono mai coinvolti! Lo abbiamo visto questa mattina e lo vediamo anche adesso, e quindi è difficile poi poter dire pedissequamente di sì a un percorso nel quale non si è chiesto nemmeno un parere, un’opinione! Ecco perchè siamo stati costretti, Petrassi, io e Righini che non facciamo parte della Commissione, a riunirci da soli. Era anche un po’ triste quando ci siamo visti! Però, insomma, ce ne siamo fatti una ragione e abbiamo deciso di fare la nostra parte.

Allora qui noi poniamo su questo articolo il tema, appunto, che dicevo che è quello principale, e la Regione su questo non può semplicemente limitarsi, secondo me, il Consiglio, a esprimere un’opinione favorevole o contraria a un emendamento rifiutando financo la discussione.

Io non ho alcun dubbio che noi dobbiamo muoverci nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, che è anche un articolo di recente introduzione quando venne modificato il Titolo V, dobbiamo muoverci nel solco dello Statuto della Regione, ci sono le norme di procedura stabilite dalle leggi dello Stato. E voi fate bene con questo articolo a individuare le tre, le possiamo chiamare, Petrassi, pre-fonti normative? Cioè quelle che precedono la nostra discussione.

E attraverso queste fonti normative ci proponete l’obiettivo di favorire il processo di integrazione europea nel territorio, cioè in quelle che sono ancora le cinque Province del Lazio, che sono i quasi quattrocento comuni della nostra regione. Individuate nel principio anche la modalità, chi lo deve fare, sono i soggetti pubblici e i soggetti privati.

Cioè, diciamo, è abbastanza ampio, proviamo a immaginare questa legge senza questo articolo, basterebbero gli altri articoli per dirci che cosa fare. Quindi voi indicate nel primo articolo i principi, poi seguirà il “principato”, diceva un mio amico!

Con i principi dite come ci siamo mossi, la Regione è partita da quei punti certi, da questi riferimenti normativi vogliamo fare questo, dove poter partecipare, non direi più solo il pubblico o solo il privato, ma tutti, e potete capire che cosa vuol dire questo “tutti” in tutto il territorio, cioè rischia di essere una norma scarsamente efficace, è solo un manifesto, è solo un volantino, dice: “Promuove le attività di rilievo internazionale…”, per carità, la legge europea non è che può proporre attività del Comune di Norma, con tutto il rispetto per quello splendido Museo della Cioccolata, dove ogni volta che entri ingrassi due chili! E lo sa la Giancola! Ma cosa devono fare, qual è la caratteristica di queste attività? Ed entriamo nel concreto. La solidarietà e la collaborazione reciproca tra Stati e popoli, allora, collega Petrassi, possiamo tentare di uscire da questa, e non credo sia offensiva, espressione, “genericità del principio”? Vogliamo provare, e questo è lo sforzo che vi chiediamo, a ragionare, a porre la discussione sull’articolo? Poi gli emendamenti vedremo se possono essere declinati in questa maniera o in un’altra, però al tema ci teniamo troppo, perché ci sono battaglie politiche che si fanno anche, se vi è un concetto che diventa un altro principio della legge, che è la tutela della sovranità nazionale. E’ importante questo, facciamo scuola per le altre Regioni, per il sistema Paese! Quante volte ci siamo sentiti dire “ce lo impone l’Europa”? Fino a che punto deve arrivare questa pretesa dell’Europa rispetto alle materie su cui vorremmo essere sovranamente decisori? L’esperienza ci ha insegnato e dimostrato, infatti, che la sovranità dei Paesi membri ha subìto una vera e propria erosione. Oggi ci troviamo in una condizione di minorità e non di sovranità.

Io credo che sia dovere di una classe dirigente, ancorché regionale, tentare di mettere in luce quello che non va, e affermare la forza di un principio, una norma europea deve valere in questo Paese e in questa nostra Regione se sono rispettati i nostri diritti. Questo significa sovranità nazionale. Se invece è solo dare e mai avere, è un po’ più complicato accettare tutto quello che viene dall’Europa. Perché non dimentichiamocelo mai, dall’Europa sono venute anche cose che non c’entrano nulla con i diritti! Dall’Europa sono arrivate anche lettere ad agosto che cambiavano i Presidenti dei Consigli, dall’Europa sono venute le scelte di politica finanziaria, dall’Europa sono arrivate le cosiddette manovre volute dalla “troika”! Cioè l’Europa per molti è stato uno spettro che ha violato il principio di solidarietà nazionale, ecco perché vi chiediamo, vi scongiuriamo di non ignorare la necessità di garantire al nostro popolo, al nostro territorio, che ci sia chi si batte affinché l’Europa non sia un mostro, ma sia, sì, la grande risorsa. Lo dice chi appartiene a una cultura che è europeista per davvero, ma il tema è “l’euromania”, per cui tutto quello che decide l’Europa va bene! L’eurocrazia non è e non può essere il nostro destino!

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Petrassi. Ne ha facoltà.

 

PETRASSI (Cd). Volevo precisare la spiegazione ottima del Presidente Storace riguardo a un parlamento, non al parlamento regionale.

Noi qui legiferiamo per le materie di nostra competenza, cioè, l’articolo 117 ce le indica, e ce le indica in modo molto preciso, quindi la sovranità nazionale, come indicata nell’emendamento, non è una delle materie che secondo l’articolo 117 della Costituzione è demandata alla Regione. Quindi noi legiferiamo in materia di Unione europea riguardo alle materie di nostra competenza. Quindi non serve aggiungere, perché non è competenza nostra, legiferare in materia di sovranità, tutto qui.

 

PRESIDENTE. Non abbiamo altri interventi. Passiamo al...

 

(Interruzione del consigliere Manzella)

 

Ha chiesto di parlare il consigliere Manzella. Ne ha facoltà.

 

MANZELLA (LpL). Signor Presidente, io volevo semplicemente sottolineare due aspetti. Il primo è che l’articolo fa riferimento alle norme dello Statuto, e le norme dello Statuto già costituiscono una salvaguardia rispetto ad invasioni da parte dell’Unione europea. Il secondo aspetto è che le norme europee arrivano nell’ordinamento nazionale dopo aver passato tutta una serie di passaggi che vedono una rappresentanza nazionale, e comunque ci sono degli strumenti giuridici nell’ordinamento interno che vanno a scongiurare, per esempio, l’invasione del principio di sussidiarietà oppure la violazione di diritti.

Quindi io troverei eccessivo indicare all’interno di una norma, che va a collocarsi in attuazione di una disciplina statutaria che prevede l’integrazione europea come processo evolutivo naturale, una norma che introduce una sorta di attenzione alla cessione di sovranità che è, in qualche modo, il movimento fisiologico della costruzione comunitaria.

 

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi.

Passiamo all’emendamento a pagina 5 dei consiglieri Storace e Righini.

Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Grazie, Presidente, tento di spiegare perché insisto…, Petrassi, perché insistiamo, e cerchiamo di capirci su quelli che devono essere gli obiettivi della legge anche attraverso questo emendamento.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE

VALERIANI

(ore 16,24)

 

L’emendamento propone di aggiungere, dopo la parola “popoli”, “la collaborazione tra gli Stati e i popoli”, “nella tutela prevalente della sovranità nazionale”. Lei ci ha raccontato poco fa: “Sì, è molto bello, ma non lo possiamo fare noi”, quindi ci sta dicendo che possiamo fare le cose che avete scritto nell’articolo 1.

Allora, siccome io credo che voi non vogliate veder lesa la vostra capacità normativa, la nostra capacità normativa, devo immaginare che il processo di integrazione europea sia diventato improvvisamente una nostra competenza, perché la tutela della sovranità non la possiamo affrontare e il processo di integrazione europea sì. Quindi, con la stessa “agevolezza”, come si può dire, con la stessa fretta potremmo scrivere “favorisce” o “contrasta”, perché parliamo dei processi di integrazione europea.

Potremmo decidere di eliminare il privato o il pubblico dal testo di questo emendamento. Potremmo dire che le attività di rilievo internazionale perché devono essere ispirate alla solidarietà e alla collaborazione reciproca tra gli Stati e i popoli, colleghi, e non anche allo sviluppo? Cioè, si sostiene che alcune cose sono prerogativa della Regione, e ho tentato di portarvi testimonianza che così non è, perché sicuramente non avreste mai potuto scrivere una norma che contrasta il processo di integrazione europea.

Cioè, ci state dando l’idea di voler fare una legge che non dà il minimo spazio al legislatore regionale, e questo io credo che sia sbagliato. Credo che noi dobbiamo fare uno sforzo non di fantasia, ma di costruzione normativa che ci dia la possibilità di intervenire.

Assessora, io non credo di dire cose assolutamente campate per aria, con cinque parole può cambiare completamente questo testo, e io non chiedo di cambiare questo testo! Chiedo che ai principi che avete messo qui, che possono essere agevolmente ribaltati, se questa è la nostra competenza, si possa anche fare riferimento alla tutela della sovranità o se qualcuno ci può dire che l’integrazione europea è una nostra competenza e la sovranità nazionale no. Se è un principio, lo possiamo inserire, non ci sarà nessun organo di governo che potrà dire: “Come vi siete permessi”.

Io spero che ci sia voglia di ragionare attorno a questi temi, altrimenti se tutto questo non può avere cittadinanza nella legge del Lazio diventa complicato accettare una visione limitativa, limitante degli emendamenti, pochi, che abbiamo proposto all’Aula.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessora Sartore. Ne ha facoltà.

 

SARTORE, Assessora. Vorrei fare il solito discorso, cioè non è che voglio essere ripetitiva, però anche sotto questo profilo, e voglio leggere soltanto il 117, comma 1, della Costituzione, che dice: “La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali”. Quindi questo ce lo dice il 117, comma 1.

Le finalità descritte nell’articolo 1 tendono logicamente a favorire l’integrazione europea. Ora, questo lo dico anche all’Aula, aggiungere “…a solidarietà e collaborazione reciproca tra gli Stati e i popoli nella tutela prevalente della sovranità nazionale…” viola queste finalità che sono intrinseche nell’articolo 1, che tendono appunto a favorire l’integrazione europea? Punto di domanda. Questa credo sia la domanda che noi ci dobbiamo fare e forse anche chi nella Commissione in qualche modo ha guidato il testo si sarà posto il problema e forse si sarà dato una risposta. Non so se rispetto all’emendamento così come presentato lo stesso possa essere formulato forse cogliendo comunque l’ispirazione che tende a tutelare la sovranità nazionale, ma penso che lo Stato tuteli la sovranità nazionale, penso sia di competenza primaria dello Stato poter forse riformulare, ma questo lo dico all’Aula e in qualche modo ne faccio consapevole l’Aula e i promotori del disegno di legge inteso in un altro senso, ma che in qualche modo possa nel concetto prefigurare quello che era comunque l’intendimento dei firmatari, aggiungere “salvaguardando l’interesse nazionale”, invece che “nella tutela prevalente della sovranità nazionale”. Non so se…

 

PRESIDENTE. Scusi, assessora, salvaguardando?

 

SARTORE, Assessora. Salvaguardando l’interesse nazionale. Cioè, sarebbe così: “Promuovere le attività di rilievo internazionale ispirate alla solidarietà e collaborazione reciproca tra gli Stati e tra i popoli salvaguardando l’interesse nazionale”.

Io non so se questo può essere soddisfacente per i proponenti, ma se può anche essere accettato da chi ha nella Commissione in qualche modo lavorato a questo testo dell’articolo 1.

Quindi mi rimetto su questo, e nella nuova formulazione se può essere accettata dai commissari che in qualche modo sono promotori, da chi effettivamente l’ha sottoscritta, accettata nel senso di questa riformulazione, quindi mi rimetto, dicevo, in qualche modo all’Aula.

 

PRESIDENTE. Allora c’è una proposta da parte dell’assessora Sartore.

Ha chiesto di parlare il consigliere Righini. Ne ha facoltà.

 

RIGHINI (FdI). Grazie, Presidente, sono parole che condividiamo quelle espresse dall’assessora. Insomma la sovranità intesa proprio come tutela dell’interesse nazionale, quindi noi siamo assolutamente in sintonia con la proposta dell’assessora.

 

PRESIDENTE. Sulla riformulazione proposta dall’assessora, ci sono dichiarazioni di voto?

Ha chiesto di parlare il consigliere Manzella. Ne ha facoltà.

 

MANZELLA (LpL). Io faccio emergere, per come la vedo io, una questione tecnica, cioè l’emendamento  è formulato secondo me in maniera sbagliata, nel senso che l’emendamento si attacca alla questione delle attività di rilievo internazionale, quindi non ha nulla a che vedere con l’attività dell’Unione europea, che invece è l’altra gamba di questa legge. Quindi io penso che sia un emendamento formulato male, nel senso che semplicemente si attacca alla gamba sbagliata delle due.

Detto questo, io ribadisco quello che ho detto nella discussione generale sull’articolo. Cioè noi entriamo in una tematica, che è quella della sovranità, introducendo un principio o un’aggiunta che secondo me confonde! Nel senso che noi siamo una Regione europea, stiamo in un ordinamento giuridico europeo, abbiamo nel nostro Statuto una indicazione chiara che ci dice che andiamo verso l’integrazione europea, la norma di legge specifica il rispetto delle norme statutarie, queste norme si collocano all’interno della Costituzione italiana e dell’articolo 11, ci sono degli strumenti giuridici per contrastare eventuali invasioni di campo che minino, appunto, o il principio di sussidiarietà o casi di violazione dei diritti, e io troverei un po’ strano inserire questa questione della sovranità, oppure questa riformulazione della salvaguardia dell’interesse nazionale.

Secondo me la salvaguardia dell’interesse nazionale è nel fatto che questa norma si scrive a pieno titolo nella Costituzione, nello Statuto e nelle norme nazionali che disciplinano i rapporti con l’Unione europea.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Pernarella. Ne ha facoltà.

 

PERNARELLA (M5s). Grazie, Presidente, per esprimere il nostro voto contrario all’emendamento e anche alla riformulazione.

Diciamo che mentre il consigliere Manzella ne fa una questione tecnica, noi invece rimandiamo a quello che si diceva in discussione generale, cioè che si va a svilire quello che secondo noi è un principio fondamentale di questa legge, cioè la collaborazione tra i popoli.

Dover sottolineare che si porta come primo interesse quello nazionale secondo noi va purtroppo in contraddizione con tutto lo spirito della legge. Soprattutto così facendo si dovrebbe anche ammettere il fatto che noi riteniamo che il nostro Stato non stia lavorando in questa direzione.

Voi conoscete benissimo qual è il punto di vista del Cinque stelle per quanto riguarda una diversa posizione in Europa e sicuramente i nostri rappresentanti e quelli che ci hanno rappresentato finora in Europa dovranno sicuramente fare un mea culpa, ma come Istituzione, come consiglieri di questa Regione, noi non possiamo accettare un principio secondo il quale c’è qualcuno che all’interno delle istituzioni non lavora per il bene della nostra nazione.

Ecco perché ne faccio una questione di etica di questa legge che, secondo noi, viene in questo modo contraddetta da questo emendamento. Grazie.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Grazie, Presidente. Intervengo per dichiarazione di voto.

Dopo che il collega Righini ha accettato la riformulazione dell’Assessora, mi ha un po’ stupito l’intervento contrario del collega Manzella. E spero che ci possa essere un ripensamento su questo. Lo dico con il massimo del garbo possibile, anche ai colleghi del Cinque stelle. Con un po’ di ironia potremmo dire: “Meno male che questa mattina abbiamo votato un grande elettore della Repubblica italiana e non di quella europea”, perché se il vostro pensiero è questo e non quello che leggo ogni giorno sul Cinque stelle, sul blog, per carità, ne prendo atto, c’è una ulteriore innovazione all’interno del dibattito del Cinque stelle. Ci dite ogni giorno “fuori l’Italia, dall’Europa”, adesso vi preoccupate che non sia…

 

(Interruzione di vari consiglieri)

 

…chiedo scusa…

 

(Interruzione di un consigliere: “Hai sbagliato…”)

 

…no, non l’ho indovinato, tranquillo! Ho sbagliato il secondo, non il primo…, e la tutela dell’interesse nazionale per voi non è un dovere da garantire! Io credo nella collaborazione tra gli Stati, tra i popoli e ognuno di noi deve mettere avanti a sé l’interesse di chi rappresenta, guai a dimenticarlo! Però è legittima ogni opinione, per carità, non ne faremo una tragedia, spero che la maggioranza voglia seguire l’indicazione, che noi seguiamo, data dall’Assessora!

 

PRESIDENTE. Non mi pare vi siano altri interventi.

Pongo in votazione l’emendamento con la riformulazione proposta dall’Assessora. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

(Il Consiglio non approva)

 

Pongo in votazione l’articolo 1.

Ha chiesto di parlare il consigliere Righini. Ne ha facoltà.

 

RIGHINI (FdI). Grazie, Presidente, innanzitutto per ringraziare l’Assessora per la sensibilità, perché qui temo che si…

 

(Interruzione di un consigliere)

 

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, c’è un collega che sta parlando, per cortesia! Dai banchi del Pd, grazie!

 

RIGHINI (FdI). …temo che si confonda “principi autarchici” con la difesa dell’interesse nazionale, mi sembra un voto molto ideologico!

E’ di tutta evidenza come questa Europa, quella con cui ci confrontiamo in questi giorni, in questi mesi e in questi anni, sia un’Europa che fa del contrasto di interessi tra Paesi uno dei principali e più importanti elementi di discussione nel dibattito politico. Temo che lo stesso articolo, votato in qualunque altro Consiglio di qualunque altra Regione d’Europa, laddove si fosse affermato un principio di difesa dell’interesse nazionale, nel rispetto ovviamente dei principi generali, avrebbe incontrato il favore di quei Consigli. Che le Regioni della Germania, della Francia, o di tante altre Regioni importanti, anche da un punto di vista economico, come la nostra nell’Europa, non abbiano a cuore la tutela e la difesa dell’interesse nazionale, temo che sia un errore clamoroso. Motivo per cui il voto non potrà che essere contrario a questo articolo, che di fatto è un “copia e incolla”, e non enuncia nessun nuovo principio rispetto a quanto già conosciuto.

Era l’occasione per affermare che il Consiglio regionale del Lazio, nella sua legge, vuole riaffermare un principio di cui c’è tanto bisogno, che è quello della difesa dell’interesse nazionale, nella competizione interna e anche molto marcata e decisa che tante altre nazioni effettuano nei confronti della nostra.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.

 

DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Annuncio senz’altro il voto favorevole del Movimento cinque stelle a questo articolo 1 che, contrariamente ad altri testi di legge, molto succintamente e chiaramente enuncia quelle che sono proprio le azioni che possiamo fare a livello di Regione per favorire quelle che sono le note positive di questo Consesso dell’Unione europea.

Quali sono queste note positive? Sono senz’altro la partecipazione dei soggetti pubblici e privati alle varie iniziative, e poi non ci siamo dimenticati naturalmente che le attività debbono auspicabilmente essere improntate alla solidarietà e alla collaborazione reciproca, sia tra gli Stati, sia tra i popoli. Noi riteniamo che questo sia un inquadramento molto ben fatto a quello che segue nei prossimi articoli.

 

PRESIDENTE. Non mi pare ci siano altri interventi.

Pongo in votazione l’articolo 1. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

(Il Consiglio approva)

 

Articolo 2:

 

Art. 2

(Oggetto)

 

1. La presente legge, sulla base dei principi di attribuzione, sussidiarietà, proporzionalità, leale collaborazione, efficienza, trasparenza e partecipazione democratica, disciplina le attività europee e di rilievo internazionale della Regione e. in particolare:

a)         la partecipazione della Regione alla formazione degli atti e delle politiche dell\'Unione europea;

b)         l\'adeguamento dell\'ordinamento regionale agli obblighi derivanti dall\'appartenenza dell\'Italia all\'Unione europea;

c)         l\'esercizio dei poteri della Regione derivanti dall\'appartenenza dell\'Italia all\'Unione europea;

d)        la promozione della conoscenza delle istituzioni, delle politiche e delle attività dell\'Unione europea presso i cittadini, gli enti locali e gli altri soggetti pubblici e privati, anche al fine di favorire la più ampia partecipazione ai programmi e ai progetti promossi dall\'Unione europea;

nelle materie di propria competenza, la conclusione di accordi con Stati e di intese con enti territoriali interni ad altri Stati nonché l\'attuazione e l\'esecuzione di accordi internazionali conclusi dallo Stato.

 

Ha chiesto di parlare il consigliere Manzella. Ne ha facoltà.

 

MANZELLA (LpL). L’articolo 2 determina l’oggetto della normativa e i principi ai quali è ispirata, principi di attribuzione, di sussidiarietà, di proporzionalità, di leale collaborazione, di efficienza, trasparenza e partecipazione democratica, e individua cinque atti, cinque attività fondamentali di interesse della legge.

La prima è quella che viene definita la fase ascendente, quindi la partecipazione della Regione alla formazione degli atti e delle politiche dell’Unione europea; la seconda è la fase discendente, quindi l’adeguamento dell’ordinamento regionale a quelli che sono gli obblighi che derivano dall’appartenenza all’Unione europea; la terza è l’esercizio di quei poteri della Regione che derivano dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea; infine, il quarto attiene all’attività di diffusione, di conoscenza rispetto alle opportunità e rispetto all’evoluzione della costruzione europea, e invece il quinto, che ha a che vedere con quella che ho prima definito la “seconda gamba” della legge, cioè la gamba che attiene alle attività di rilievo internazionale, si riferisce, appunto, alle modalità e alle forme attraverso cui si concludono accordi ed intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nonché le modalità con cui si eseguono gli accordi internazionali dello Stato italiano.

 

PRESIDENTE. Passiamo al primo emendamento...

 

(Interruzione del consigliere Storace)

 

Non l’avevo vista. Chiedo scusa.

Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Lo so che a lei a destra non piace guardare!

 

PRESIDENTE. A destra mi rimane complicato! Comunque, chiedo scusa ancora. Prego.

 

STORACE (LaD). Allora, a me ha fatto molto piacere l’illustrazione del collega Manzella perché non abbiamo semplicemente copiato il primo articolo rispetto alle norme esistenti, copiamo anche questo e diciamo che è diverso dal primo!

In realtà io inviterei tutti quanti i colleghi a leggere molto lentamente l’articolo e cercare di capire quale fremito europeista possa suscitare! Cioè, un cittadino che dovesse leggere questo articolo direbbe: “Però, questa Regione...”. La Regione cosa fa? Partecipa alla formazione degli atti e delle politiche dell’Unione europea. Diciamo che è scritto da una decina d’anni questo percorso. Adegua l’ordinamento regionale agli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea. Guardate qui la contraddizione con il dibattito di prima, prima non potevamo dire noi: “Vogliamo essere protagonisti del nostro destino”  - tutela della sovranità o interesse nazionale - qui però dobbiamo dire: “Sissignore”! E’ coerente, non c’è dubbio, è coerente con l’asservimento!

Discipliniamo l’esercizio dei poteri della Regione derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea ovviamente senza poter dire nulla. Lo scriviamo attraverso, che so, l’intervento nella sede della Conferenza Stato Regioni. Non diciamo come esercitiamo tutto questo, promuoveremo la conoscenza - questo è il più bello - delle istituzioni, delle politiche, delle attività dell’Unione europea presso i cittadini, gli enti locali e gli altri soggetti pubblici o privati, cioè presso tutto il mondo che ruota attorno ai 378 Comuni del Lazio, anche al fine di favorire la più ampia partecipazione ai programmi e ai progetti promossi dall’Unione europea e sulle materie di propria competenza - ancora non si è capito quali -, la conclusione di accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altri Stati, nonché l’attuazione e l’esecuzione di accordi internazionali conclusi dallo Stato.

Ovviamente non vi chiederemo di tutelare l’interesse nazionale, perché siete assolutamente contrari! Nemmeno l’interesse regionale! Nemmeno quello paesano! Non vi chiederemo tutto questo, vi chiederemo, con le nostre proposte emendative... Anche se, Presidente Valeriani, devo notare che c’è un dibattito abbastanza fiacco attorno a questo tema, a me prima ha appassionato molto l’intervento del collega Baldi! Baldi hai rivendicato questo Consiglio regionale e quello che sta facendo, però tutti russavano attorno a te, solo io ti ascoltavo! E’ un onore, però a parte te e Manzella non vedo la passione che dovrebbe suscitare questo tema. E’ un tema che scatena le piazze pro e contro…

 

(Interruzione della consigliera Bianchi)

 

…ma sai, quando facciamo una legge dobbiamo tener conto, Bianchi, di quello che gira attorno a noi e attorno all’Europa…, dopo prenderai la parola e lo dirai. Non ho dubbi che se ti sveglio parli! Però il problema è che fino ad ora dormite…

 

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

 

STORACE (LaD). Io sto semplicemente tentando di fare un pezzo di quel mestiere per cui siamo pagati. Non è obbligatorio interrompermi! Sto cercando di spiegare perché mi dispiace che non ci sia passione attorno a questo tema, perché si possa dire con grande leggerezza, l’ho sentito prima dalla collega Pernarella e mi dispiace:“Ma no, noi dobbiamo fare altro, non dobbiamo tutelare l’interesse nazionale” senza aver capito perché, io eh, non te, io! Non ho capito il perchè. Però, pian piano, nel corso della discussione riuscirò a comprenderlo persino io, persino io!

Allora, vorrei chiedere una cosa al collega Manzella, possiamo prevedere almeno la forma della partecipazione della Regione alla formazione di atti e politiche dell’Unione europea? Attraverso quale strumento? Abbiamo discusso anche con il presidente Petrassi, credo che ci sia una posizione di favore rispetto alla parola “pubblicità” da inserire nel testo perché questa è una carenza della legge.

Io perché chiedo, Quadrana, se c’è assenso? Perché non vorrei ritrovarmi nella condizione di prima con la Giunta che esprime un parere, ci dice “riformulate”, accettiamo la riformulazione e poi voi votate contro!

Allora, se è uno scherzo, e non ne vale la pena, si dice “Guardate, noi non li vogliamo approvare gli emendamenti” e basta. Quello che è successo prima a me ha colpito molto, vedere la Giunta che si espone. Cioè l’assessora Sartore, al contrario del presidente Petrassi, che ha fatto? Ha letto la norma, se l’è studiata immagino, e ha detto: “Così può non andare bene”, ed era tutt’altro che offensiva, Assessora, la voglio rassicurare, lei non lo è mai, quindi non posso dire altrettanto di me quando mi pigliano i cinque minuti! Però lei ci ha proposto, proprio per venire incontro, dimostrando che non era estraneo alla materia quello che dicevamo, che si poteva fare, noi tutti contenti accettiamo l’invito dell’Assessora e voi fucilate, “cecchinate” la proposta dell’Assessora fatta nostra da noi.

Allora intervengo nella discussione dell’articolo in modo che ci regoliamo per il dopo, per capire chi comanda su questo tema in questa maggioranza? Così ce lo spiegate, scegliamo l’interlocutore e ci dite “questo sì e questo no”, perché non è detto che lo sforzo di mediazione che ha fatto il collega Righini con il presidente Petrassi poi arriva a un risultato se nemmeno la parola dell’Assessora vale! Allora siccome qui parliamo di cose concrete, perché ci volete sforzare a credere che sia tutto concreto, volete convincerci che tutto è concreto - perdonate se qualche parola sfugge per la stanchezza - però, colleghi, questi sono temi decisivi se questa è una legge seria per la vita futura del nostro territorio. Se è una legge seria, se non lo è possiamo anche approvarla in cinque minuti, non vi daremo fastidio, se è una legge seria bisogna che vi alzate e dite perché sì e perché no, e soprattutto dite tutti quanti la stessa cosa, Giunta e maggioranza.

Lo spettacolo della Giunta che dice una cosa e della maggioranza che ne dice un’altra, non sulla proposta nostra, sulla proposta sua che noi abbiamo fatto nostra, è un po’ curioso. Chiedo che magari ci sia più attenzione rispetto al dibattito perché rischia davvero di diventare molto triste una discussione di questo genere.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Manzella. Ne ha facoltà. Siamo sempre in discussione generale sull’articolo.

 

MANZELLA (LpL). Rispetto all’illustrazione evidentemente è un’illustrazione un po’ banale. Sono d’accordo con il Presidente Storace, ma è banale perché è un articolo che ha come riferimento l’oggetto della legge, quindi è un articolo che dà il quadro generale. Poi quando, come chiede il Presidente Storace, darà dei maggiori dettagli rispetto per esempio alle modalità di partecipazione della Regione quelli sono l’oggetto degli articoli successivi. Diciamo che questo è un articolo che va visto un po’ per quello che è, una specie di articolo quadro che ci dice qual è il contenuto che avrà la norma. Poi nelle disposizioni successive ognuno di questi capi della norma verrà ulteriormente specificato.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Intervengo per richiamo al Regolamento.

Siamo stati tutti abbastanza impegnati in questi giorni in riunioni, io ero abbastanza libero oggettivamente, però non riuscivo a trovare interlocutori con cui parlare, ma è stato modificato il Regolamento questa notte, per cui Manzella parla due volte in discussione generale sull’articolo?

 

PRESIDENTE. No, il consigliere Manzella ha fatto l’illustrazione dell’articolo…

 

STORACE (LaD). E poi si interviene uno per gruppo…

 

PRESIDENTE. Esatto.

STORACE (LaD). Come dice il nostro Regolamento.

 

PRESIDENTE. Esatto. Ha svolto due parti distinte.

 

STORACE (LaD). Due parti in commedia!

 

PRESIDENTE. Distinte. Non ha parlato sullo stesso ordine dei lavori.

 

STORACE (LaD). Ha fatto la replica al mio intervento e allora io tentavo di capire se si poteva suscitare un po’ di attenzione.

Se interviene lo stesso che ha illustrato, è evidente che chiude la discussione. La ratio della regola che abbiamo noi è di consentire il dibattito, non di comprimerlo. Se lei dà la parola a chi ha aperto, rinunciamo proprio agli interventi. Io non ho problemi, perché, guardate, siamo tutti molto stanchi, provati e io posso anche non intervenire, però non ci prendete in giro.

E’ intollerabile che ci sia quello che illustra che reinterviene per dire, l’ha detto con garbo: “Stai dicendo fesserie”, perché queste cose le abbiamo studiate anche noi.

 

PRESIDENTE. Con molto garbo le rispondo, perché ha fatto un’obiezione di sostanza e un accorato appello politico. L’accorato appello politico è all’Aula, di sostanza alla Presidenza se era stato cambiato il Regolamento.

Il collega Manzella ha fatto l’illustrazione dell’articolo, poi abbiamo aperto la discussione generale, è intervenuto lei e lui è intervenuto in discussione generale. Quindi informo l’Aula che non abbiamo cambiato nulla.

Non mi pare ci siano altri interventi in discussione generale, quindi, passiamo al primo emendamento a pagina 8 delle consigliere Pernarella e Denicolò.

Ha chiesto di parlare la consigliera Pernarella. Ne ha facoltà.

 

PERNARELLA (M5s). Grazie, Presidente. Come preannunciavo in discussione generale, questo è l’unico emendamento che abbiamo presentato perché ci tenevamo veramente a introdurre questo che è il principio legislativo dell’armonizzazione.

Questo principio effettivamente viene trattato per la prima volta nel Trattato di Roma e nasce come principio economico proprio, Assessora, nel senso che è un principio di armonizzazione della normativa dei vari Stati all’interno della Comunità europea e nasce come principio per il libero scambio delle merci e delle persone.

Successivamente si è reso necessario ampliare questo principio in modo che tutti gli Stati membri dell’Unione europea si impegnino affinché le leggi che vengono emanate in maniera indipendente, ma sempre secondo il principio della sussidiarietà, non vadano in contraddizione l’una con l’altra.

Ecco perché questa mancanza minima, ma che nella teoria a noi interessa sottolineare, è appunto quella dell’armonizzazione della norma di modo che ci sia la sicurezza per un cittadino europeo di non incorrere in una normativa che venga a trovarsi su argomenti in opposizione, ma invece è anche nostro impegno, come Regione Lazio, di rifarci a questo principio nel nostro ruolo legislativo. Grazie.

 

PRESIDENTE. Parere della Giunta?

 

SARTORE, Assessora. Parere favorevole.

 

PRESIDENTE. Non ci sono dichiarazioni di voto. Pongo in votazione l’emendamento, con il parere favorevole della Giunta. Favorevoli? Astenuti? Contrari?

 

(Il Consiglio approva)

 

Emendamento successivo P2/09 dei consiglieri Storace e Righini.

Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Questo emendamento è quello a cui ho fatto riferimento nella discussione dell’articolo e tratta la questione dell’introduzione della parola “pubblicità” rispetto agli strumenti di partecipazione della Regione, lo avevo scritto dopo la parola “trasparenza”, adesso che abbiamo messo “armonizzazione” poi nel coordinamento formale, se dovesse essere approvato, dovremo trovare la maniera per inserirlo.

E’ una questione che riguarda anche la necessità di garantire che la Regione investa sulla conoscenza degli atti, perché la pubblicità non è una “pubblicità progresso”, è un’altra cosa, e quindi informi compiutamente, con tutte le modalità del caso, i cittadini della sua Regione.

 

PRESIDENTE. Parere della Giunta?

 

SARTORE, Assessora. Favorevole.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Quadrana per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

 

QUADRANA (LcZ). Presidente, la ringrazio, l’onorevole Storace mi dà la possibilità di far parlare un vecchio della politica italiana, Marco Pannella, che questa mattina, da Radio Radicale, risottolineava proprio questo concetto.

Lui addirittura arrivava a dire che la parola “trasparenza” potesse e dovesse essere sempre sostituita da “pubblicità” ed è un’idea che io condivido da molti anni. Dietro la parola “trasparenza”, ahimè, in molti casi, e spero che non sia il caso della nostra Regione e del nostro Consiglio, si annidano procedimenti burocratici che finiscono per creare paludi rispetto alla certezza del diritto delle cittadine e dei cittadini, e anche rispetto all’efficienza e all’efficacia dell’azione amministrativa. Quindi avrei preferito votare un suo emendamento, onorevole Storace, nel quale la pubblicità sostituisse la trasparenza, ma anche questo mi sembra essere un buon compromesso.

 

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi.

Pongo in votazione l’emendamento a pagina 9 con il parere favorevole della Giunta. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

(Il Consiglio approva)

 

Passiamo all’emendamento successivo, P2/10 dei consiglieri Storace e Righini.

Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Questo emendamento all’articolo 2 fa riferimento, anche qui, al tema della partecipazione della Regione, alla formazione degli atti e delle politiche dell’Unione europea. Abbiamo proposto di inserire un periodo, spero che non si adonti, onorevole Manzella, sussurrerei l’ipotesi che il Consiglio regionale possa dire una parolina. Spero che non mi bocci quale alunno indisciplinato, persino sul ruolo democratico di questa Istituzione, perché il testo coordinato davvero darebbe il senso della partecipazione, secondo quella che è la rappresentanza che ciascuno di noi esercita - anche qui, vedi Costituzione e vedi Statuto - attraverso il ruolo attivo del Consiglio regionale, oltre che della competente commissione consiliare.

Va messa, questa cosa, va messa perché abbiamo il dovere di rendere conto ai cittadini, e se l’oggetto della legge è l’articolo 2, non si può vedere l’oggetto di una legge in cui non si sa che fine fa il Consiglio regionale.

Allora spero di poter avere la soddisfazione di vedere approvato questo emendamento, insieme al collega Righini, senza che ci sia un’ulteriore spiegazione accademica sul perché questo Consiglio deve essere estraneo!

 

PRESIDENTE. Parere della Giunta?

 

SARTORE, Assessora. Favorevole.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Simeone per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

 

SIMEONE (Pdl-FI). Intervengo per ribadire il nostro voto favorevole all’emendamento presentato dal Presidente Storace, mi sembra assolutamente condivisibile l’emendamento stesso. Non v’è dubbio che la centralità, l’abbiamo sempre sostenuta questa cosa, appartiene a questo Consiglio e non può essere, così com’è scritto nella lettera a): “la partecipazione della Regione” in maniera così generica, invece giustamente l’acuto Storace ha proposto questo emendamento dove dice: “…attraverso il ruolo attivo del Consiglio e della Commissione consiliare”, appunto per dare la centralità a questo Consiglio regionale.

Quindi, favorevolissimo all’emendamento presentato dal Presidente Storace.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Quadrana. Ne ha facoltà.

 

QUADRANA (LcZ). Signor Presidente, io a titolo personale, invece, esprimerò voto contrario, per una semplice ragione, che sebbene con i colleghi intervenuti condivida la necessità di ribadire sempre la centralità del Consiglio, nello stesso tempo mi sento rappresentato, come consigliere, e dal Presidente e dai commissari e, quindi, dall’insieme della commissione che si occupa di queste materie, e quindi, non vedo per quale motivo ci debba essere la necessità di aggiungere al ruolo...

 

(Interruzione del consigliere Simeone: “Non ci sta la commissione, se ci stava la commissione andava bene, ma non c’è la commissione…”)

 

…c’è più avanti…

 

(Interruzione del consigliere Storace)

 

…se per voi andasse bene, direi: “attraverso il ruolo attivo” non del Consiglio regionale, ma “attraverso il ruolo attivo della Commissione in rappresentanza…”...

 

(Interruzione del consigliere Simeone: “Che si esprime con la commissione”)

…io voglio affermare, però, la salvaguardia del ruolo della Commissione, anche perché - chiudo, Presidente, scusi se ho interloquito con i colleghi - sarebbe anche una novità rispetto ad altri provvedimenti che vedono sempre le commissioni competenti come le commissioni depositarie di un ruolo di rappresentanza dell’intera Assemblea.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Mitolo. Ne ha facoltà.

 

MITOLO (LpL). Grazie, Presidente, solo per proporre al proponente Storace una piccola riformulazione, semplicemente aggiungendo “anche”, cioè “anche attraverso”, perchè la Regione è tutta, non mi sembra sbagliato quindi “anche attraverso”, semplicemente aggiungendo “anche”.

 

PRESIDENTE. Quindi propone “anche” all’inizio del capoverso: “Anche attraverso”. Benissimo.

Ha chiesto di parlare la consigliera Pernarella. Ne ha facoltà.

 

PERNARELLA (M5s). Grazie, Presidente, effettivamente io non vedo ostacoli a votare favorevolmente gli emendamenti proposti finora dai consiglieri Storace e Righini, certo è vero però quello che sottolinea il consigliere Quadrana, sembra che ci sia una volontà da parte di questi emendamenti di ribadire cose che poi effettivamente vengono espresse e normate in maniera più approfondita negli articoli successivi.

Io adesso non capisco la volontà politica di questi emendamenti e di stabilire queste cose nei primi due o tre articoli, diciamo che però non ci trova avversi ribadire il fatto che debba esserci la pubblicità, anche se ben spiegato nell’articolo 15, e anche il ruolo del Consiglio regionale, anche se ben spiegato, a nostro avviso, nell’articolo appunto dedicato.

In ogni caso per noi questo emendamento avrà voto favorevole.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Righini. Ne ha facoltà.

RIGHINI (FdI). Grazie, Presidente, in realtà, alcune delle questioni poste riguardo anche al ruolo della Commissione è una sensibilità che abbiamo, quindi al limite potremmo invertire, cioè ribadire che il ruolo principale è quello della Commissione senza trascurare quello del Consiglio. Quindi potremmo invertire l’emendamento Mitolo: “…anche attraverso il ruolo della competente Commissione consiliare, oltre che del Consiglio regionale”, quindi ribadendo la centralità della Commissione nel ruolo attivo che svolge riguardo a questa legge, senza ovviamente trascurare il ruolo del Consiglio.

Che poi da parte dei colleghi del Movimento cinque stelle francamente, con i quali abbiamo sempre condiviso le battaglie rivendicando il ruolo del Consiglio regionale, mi sembra strano che in questa legge, invece, il ruolo del Consiglio regionale possa essere totalmente esautorato dall’attività della Commissione. In ogni legge ribadiamo la centralità del Consiglio, fermo restando che il ruolo della Commissione lo potremmo anteporre, e anteponendolo riaffermiamo anche il principio della competenza specifica in prima battuta della Commissione, senza che però il Consiglio venga esautorato delle sue funzioni.

Quindi la mia proposta di riformulazione…

 

PRESIDENTE. Chiarissimo, è una proposta di riformulazione un po’ diversa da quella del collega Mitolo. Proviamo a trovare un punto di equilibrio.

Ha chiesto di parlare il consigliere Petrassi. Ne ha facoltà.

 

PETRASSI (Cd). Io ringrazio veramente il consigliere Righini che tendeva a risolvere un problema di questo emendamento, però credo che proprio lo spirito della legge sia quello di riconoscere il Consiglio e di utilizzare la Commissione proprio per i termini che poi andremo a verificare negli articoli successivi, quindi dare al Consiglio il ruolo che spetta al Consiglio e utilizzare poi il discorso della Commissione, che viene esplicitato nell’articolato di questa legge, quindi per me va bene lasciare anche “attraverso il ruolo del Consiglio oltre che della Commissione competente”, perché non andrebbero a sminuire le finalità della legge.

 

PRESIDENTE. Benissimo, mi pare che siamo sostanzialmente d’accordo a riformulare l’emendamento come ha suggerito il consigliere Mitolo, quindi “anche attraverso il ruolo attivo del Consiglio regionale oltre che della competente Commissione consiliare”.

Pongo in votazione l’emendamento, così come riformulato. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

(Il Consiglio approva)

 

Emendamento P2/11dei consiglieri Storace e Righini.

Ha chiesto di parlare il consigliere Righini. Ne ha facoltà.

 

RIGHINI (FdI). Grazie, Presidente, questo emendamento, come il primo che abbiamo discusso, vuole porre proprio l’attenzione su una serie di questioni che riguardano la legislazione europea.

Allora va detto con chiarezza che in tante occasioni ci siamo trovati a confrontarci con condizioni inaccettabili per le nostre sensibilità, per la nostra dignità delle volte anche nazionale di norme che in realtà dovrebbero essere avversate e dovremmo avere il coraggio, oltre che la capacità politica, di battagliare su alcuni temi. E’ all’ordine del giorno il dibattito sui “vongolari” veneti che incontrano difficoltà e rischiano multe e sanzioni anche penali nel caso in cui raccolgano delle vongole che non superano un certo diametro, ecco, queste condizioni sono quelle di inaccettabilità che noi dovremmo avere la forza di denunciare e avere la capacità politica di dire che all’interno della nostra legislazione delle volte queste norme possano anche non essere accettate e non possano essere integrate nella nostra legislazione.

Quindi, ogni qual volta noi ci dovessimo trovare a considerare una norma inaccettabile nel nostro ordinamento dovremmo avere la possibilità di affermare un principio, che intendiamo delle volte contestare queste norme, ovviamente anche attraverso l’attività di chi è eletto, dei tanti europarlamentari eletti che devono avere la capacità di battagliare, ma anche il Consiglio regionale con le sue leggi può e deve riaffermare questo principio, ancor più quando, così come enunciato nel nostro emendamento presentato insieme al Presidente Storace, queste cose riguardino i diritti umani.

Quindi noi vogliamo con questo emendamento riaffermare un principio, che è quello di avere la possibilità e la capacità politica di dichiarare alcune volte delle norme inaccettabili all’interno del nostro ordinamento.

 

PRESIDENTE. Parere della Giunta?

 

SARTORE, Assessora. La Giunta è contraria a questo emendamento in quanto nella sostanza sottoporrebbe a una condizione l’attuazione all’interno del nostro ordinamento degli impegni che derivano sia dai trattati che dalle decisioni europee e queste non possono essere sottoposte a condizioni. Questo è il motivo.

 

PRESIDENTE. Per dichiarazione di voto, ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.

 

DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente, prima ancora della dichiarazione di voto io avevo già alzato la mano, avevo intenzione di fare una domanda di approfondimento ai colleghi proponenti perché seppure l’emendamento è senz’altro accettabile e quindi votabile favorevolmente da noi nella sua essenza, nel suo senso, vogliamo capire meglio se le condizioni inaccettabili possono riguardare solamente i diritti delle persone o non anche ad esempio vocazione del territorio o caratteristiche di tipo ambientale o mission industriale del territorio, ecc., perché ci sono altre cose che potrebbero essere anche distrutte dalla normativa comunitaria, non ultimo il Trattato transatlantico sugli investimenti, che è il trattato che protegge, appunto, gli export americani verso il nostro continente, che potrebbe rivelarsi molto dannoso per esempio per la nostra agricoltura e anche per i nostri servizi, per altre cose.

In più aggiungo che si riscontra il solito problema, all’articolo 13 è già presente il fattore dell’impugnazione di atti dell’Unione europea, per cui chiedo se questo non sia un attimino differente da quello che viene precisato nell’articolo 13. Ovvero probabilmente qui ci sono delle condizioni inaccettabili da soddisfare quando l’Europa ci richiede un adeguamento alla sua normativa, mentre per quanto riguarda l’impugnazione prevista all’articolo 13, è un’impugnazione che può riguardare tutti gli atti dell’Unione europea, non solo quelli che richiedono l’adeguamento del Lazio come Regione. Grazie.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Petrassi. Ne ha facoltà.

 

PETRASSI (Cd). Voglio chiarire che stiamo parlando dell’adeguamento dell’ordinamento regionale agli obblighi derivanti, quindi significa che stiamo parlando di adeguamento della nostra normativa rispetto ad atti legislativi definiti dell’Unione europea. Rispetto a questi atti noi abbiamo l’obbligo di recepirli e di attuarli, non è che possiamo intervenire né come Stato né come Regione, cioè noi siamo obbligati a recepire un ordinamento definitivo dell’Unione europea. Quindi limitarli con questo articolo a mio avviso non è legittimo, non possiamo legiferare in questo modo.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). L’illustrazione che ha fatto il collega Righini penso fosse molto chiara. Quante volte, colleghi, avete partecipato ad assemblee in cui i cittadini - e arrivo, Denicolò, al tema delle persone - si sono mostrati infuriati con la Direttiva Bolkestein? Pensiamo ai balneari, lui ha fatto un altro esempio, le vongole.

Allora, noi non possiamo pensare che ci candidiamo alle elezioni, chiediamo i voti, veniamo in Regione, ci retribuiscono e poi tutto lo decide un signore che sta dall’altra parte rispetto a noi! E se quel signore decide, perché nel suo ragionamento Petrassi ha negato anche allo Stato la contestazione di quella norma...

 

(Interruzione del consigliere Petrassi)

 

…ma io voglio, “atto definito”, io pretendo con questa norma - io “Regione Lazio” - che  lo Stato faccia anche lui una norma del genere e faccia capire all’Europa che sulla pelle delle persone, attraverso i danni da qualunque normativa comunitaria che riguarda le imprese, ne abbiamo parlato…, quando ne parlammo con Righini di questa questione venne fuori proprio il tema che ha posto la Denicolò, avremmo dovuto fare cinquanta emendamenti per ogni fattispecie! Ecco perché alla fine c’è la persona, che è il soggetto che subisce quel tipo di legislazione.

Allora il tema dell’inaccettabilità delle norme c’è tutto, perché si fa sapere che c’è una Regione, un Paese che non è detto che accetti tutto. Se domani sulla sanità ci dice l’Europa: “Dovete avere posti letto in ragione dell’1 per cento…”, non del 3,5, del 3,6, dell’1 per cento, ce lo dice l’Europa, che facciamo? Siamo obbligati a far morire i cittadini di questa regione? Io non credo che sia questa la nostra missione. Se l’Europa ci mette norme stringenti, e lo sta facendo, sullo sviluppo, e la direttiva che ho citato è una di queste, se l’Europa ci dice che sul sociale ci dobbiamo fare i fatti nostri perché prima viene il debito pubblico, poi vengono le banche e poi vengono le persone, c’è chi dice che è inaccettabile!

Allora, prima di dire “no” in maniera così decisa e inammissibile, vuol dire che noi siamo dei burocrati, non siamo degli eletti, siamo dei burocrati: “Che cosa ha detto l’Europa? Facciamolo”! Ecco, io questo metodo di lavoro non riesco a concepirlo.

Noi dobbiamo rivendicare la nostra capacità dialettica e di rappresentanza dei cittadini che qui ci hanno mandato.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Manzella. Ne ha facoltà.

 

MANZELLA (LpL). Semplicemente per ribadire la posizione del presidente Petrassi. Cioè una cosa è un profilo di carattere politico, una cosa è un profilo di carattere strettamente giuridico. Qui, essendo l’oggetto di una normativa, si tratta di norme finali, gli interessi italiani vengono fatti valere in fase ascendente e nella fase negoziale, al momento in cui queste norme entrano nel nostro ordinamento, ci sono degli strumenti giuridici per contrastarle, quindi io non ritengo opportuno inserire una forma assolutamente abnorme. Che significa “salvo che non si ravvisino condizioni inaccettabili”? Ci sarebbe l’invenzione di un nuovo rimedio giuridico contro degli atti che venissero considerati contrari all’interesse regionale, propri della Regione Lazio? Cioè, diventeremmo un unicum a livello europeo per aver introdotto una forma di sindacato sulla legittimità comunitaria per asseriti contrasti con interessi regionali.

Noi apparteniamo a un ordinamento giuridico e ci sono gli strumenti per far valere i nostri diritti e le nostre esigenze all’interno di quell’ordinamento giuridico.

 

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi.

Pongo in votazione l’emendamento a pagina 11 con il voto contrario della Giunta. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

(Il Consiglio non approva)

 

Emendamento P2/12 dei consiglieri Storace e Righini.

Ha chiesto di parlare il consigliere Righini. Ne ha facoltà.

 

RIGHINI (FdI). Grazie, Presidente, questo terzo emendamento consecutivo pone la terza grande questione che i cittadini hanno a cuore nel loro rapporto con l’Europa.

Abbiamo parlato prima di interesse nazionale, che molto spesso non ha trovato la giusta difesa da parte dei nostri europarlamentari e della nostra legislazione quanto alle “condizioni inaccettabili” della direttiva Bolkestein e i tanti episodi citati anche dal collega Storace, e infine qui abbiamo la terza grande questione che pongono i cittadini, la burocrazia asfissiante che l’Europa ci continua ad imporre in maniera molto spesso inaccettabile. Quindi anche qui vorremmo che fosse enunciato questo principio, e cioè che noi nel recepimento, e laddove andiamo ad elencare le attività che nella legge verranno recepite, ci sia anche la possibilità, attraverso delle relazioni, di evidenziare come molto spesso questa burocrazia a cui l’Europa ci costringe ci impone tutta una serie di adempimenti che gravano molto spesso, anche e soprattutto da un punto di vista economico, sull’attività delle nostre aziende o delle nostre famiglie.

Ecco, vorremmo che su questo ci fosse un pronunciamento chiaro da parte del Consiglio regionale, perché questo grande problema venga recepito e inserito all’interno della legislazione regionale.

 

PRESIDENTE. Parere della Giunta?

 

SARTORE, Assessora. La Giunta si sarebbe permessa una riformulazione, se possibile, vediamo un attimo.

Allora, la riformulazione, perché questo si aggiunge alla fine della lettera d), che recita: “…oltre che denunciare gli ostacoli burocratici esistenti a livello comunitario…”, invece la riformulazione sarebbe: “…e di contribuire a rimuovere gli ostacoli burocratici che si dovessero manifestare a livello europeo”, se va bene anche ai proponenti della proposta di legge: “Che si manifestino”.

 

PRESIDENTE. Grazie, Assessora. Vediamo se la sua richiesta viene accolta.

Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Dopo una veloce consultazione con il collega Righini, è evidente che l’Assessora ha colto lo spirito della nostra norma, la parola “denunciare” è troppo forte, non si sa mai, Manzella s’inquieta, si arrabbia, va bene, però la sostanza è quella. Mi auguro che lo spirito della Merkel non blocchi il suo parere sulla proposta di riformulazione e ci aiuti, aleggiando altrove, a far approvare questo emendamento che ci siamo permessi di scrivere, accettando la riformulazione della Giunta, sperando, pregando che il Consiglio regionale non bocci questa proposta!

 

PRESIDENTE. Ci sono altri interventi? Faccio mio questo auspicio. Allora, con la riformulazione proposta dall’Assessora, pongo in votazione l’emendamento a pagina 12. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

(Il Consiglio approva)

 

Abbiamo terminato gli emendamenti.

Dichiarazioni di voto sull’articolo 2.

Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Grazie, Presidente, a dimostrazione che stiamo portando avanti, a differenza del professor Manzella, un discorso costruttivo, c’è stato un positivo atteggiamento rispetto ai pochissimi emendamenti che abbiamo presentato, quindi questo articolo, a differenza del primo, vedrà il nostro voto favorevole, proprio perché non siamo affetti da manicheismo antieuropeo, ma semplicemente cerchiamo di tener fede al nostro ruolo di rappresentanti dei cittadini.

Certo, oltre ai cittadini ci sono anche le università, e quindi, sono rappresentate anch’esse. Però, insomma, se ogni tanto si dice che pure l’altro forse ha ragione, non si sbaglia.

 

PRESIDENTE. Non ci sono altre dichiarazioni di voto.

Pongo in votazione l’articolo 2. Favorevoli? Contrari? Astenuti?

 

(Il Consiglio approva)

 

Articolo 3:

 

Art. 3

(Cooperazione interistituzionale. Obblighi di informazione e collaborazione tra Presidente della Regione, Giunta e Consiglio regionale)

 

1.         La Regione, allo scopo di rappresentare le proprie istanze in ambito europeo e internazionale, partecipa con i propri organi, ciascuno secondo le rispettive competenze e prerogative, alle sedi di collaborazione e di cooperazione interistituzionale.

2.         Il Presidente della Regione, la Giunta e il Consiglio regionale adottano ogni misura necessaria a realizzare la massima collaborazione nelle attività europee e di rilievo internazionale e. a tal fine, si informano reciprocamente sulle attività svolte in detto ambito.

3.         La Giunta regionale, in particolare, per il tramite della commissione consiliare permanente competente in materia di affari europei, assicura al Consiglio un\'informazione costante in merito a tutti gli aspetti dell\'attuazione delle politiche europee, ai negoziati in corso e a tutte le iniziative intraprese o da intraprendere in ambito europeo e internazionale.

4.         Il Presidente della Regione e l\'Ufficio di presidenza del Consiglio definiscono, d\'intesa, le modalità attuative del presente articolo, anche al fine di soddisfare le esigenze informative senza eccessivi oneri organizzativi e procedurali.

 

Lo illustra, immagino, il consigliere Petrassi, che ha chiesto di parlare. Ne ha facoltà. 

 

PETRASSI (Cd). Signor Presidente, non c’è una lotta tra chi lo illustra, era solo un problema di organizzazione.

Con questo articolo entriamo nella identificazione dei metodi per quanto riguarda la cooperazione interistituzionale tra Presidente, Giunta e Consiglio.

Nello specifico, elenchiamo ai commi 1, 2, 3 e 4 i ruoli e i compiti di ognuno, della Giunta, del Consiglio e del Presidente, rispetto alla partecipazione agli obblighi derivanti dall’appartenenza all’Unione europea. Quindi in questo articolo vengono esplicitati i compiti della Regione, i compiti del Presidente della Regione e della Giunta in un clima di collaborazione tra Giunta e Consiglio che viene meglio esplicitato tramite la Commissione competente Affari comunitari.

 

PRESIDENTE. Ci sono altri interventi sulla discussione generale? Non mi pare…

Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Signor Presidente, capisco che la maggioranza deve risparmiare sulla sanità, però anche se gira un po’ il collo verso destra non lievita la spesa!

Allora, il collega Petrassi non me ne vorrà, ma questo è un articolo un po’ fumoso. Capisco che definendolo così mi espongo a lezioni professorali durissime, però è una valutazione che si sarà liberi di dare di un articolo che fa riferimento meritoriamente alla cooperazione internazionale, che è quel grande arcipelago di cui si occupano le cronache giudiziarie di questo Paese, e gli obblighi di informazione e collaborazione tra Presidente della Regione, Giunta e Consiglio regionale. E’ stupendo il titolo, perché in pratica si dice che dobbiamo collaborare tra di noi!

Io credo che abbiate fatto una riunione per dire questa ovvietà assoluta! E che c’è bisogno di metterlo nel titolo della legge che dobbiamo collaborare? Nella rubrica, chiedo scusa, di un articolo? Io credo che sia l’abc della norma. Non trovate l’emendamento soppressivo - vi sto dicendo l’attenzione con la quale io e il collega Righini abbiamo letto la legge - perché non facciamo parte della Commissione.

Io non credo che esista una sola legge in Italia che faccia obbligo - pensate un po’, magari ci fosse in questo caso - di collaborazione tra il Governo e il Parlamento. Per carità, la sottomissione assoluta deve essere! Eppure manco lì c’è scritto, non c’è scritto l’obbligo di collaborazione tra il Governo e il Parlamento, in nessuna legge, noi lo scriviamo e facciamo questo dispetto al Presidente Zingaretti che deve collaborare con noi.

Poi, comma 1: “La Regione, allo scopo di rappresentare le proprie istanze in ambito europeo internazionale, partecipa con i nuovi organi, ciascuno secondo le rispettive competenze e prerogative, alle sedi di collaborazione e di cooperazione internazionale”, io mi metto nei panni di un concittadino di Petrassi e cerco di capire che vuol dire questo articolo che mi ha portato. Perché sono tre, e continuiamo a dire cose di principio, questo è il terzo articolo, siamo diventati un “principato”, non una regione!

Diciamo sempre cose che vogliamo fare e non si quaglia mai. Il comma 2 dice invece che il Presidente della Regione, la Giunta e il Consiglio regionale adottano ogni misura necessaria a realizzare la massima collaborazione alle attività europee e di rilievo internazionale e a tal fine si informano reciprocamente sulle attività svolte in detto ambito! Volevo fare un emendamento sostitutivo: “si telefonano”!

Poi io credo che “si informano” è qualcosa di molto riduttivo, Presidente Valeriani. Che vuol dire “si informano”? Si scambiano notizie? E la valutazione di queste notizie, i comportamenti da tenere, gli obiettivi da raggiungere vengono sottoposti o no a un voto? Questo è il grande tema che stiamo sforzandoci di portare avanti con i nostri limitatissimi emendamenti che tentano di introdurre una procedura autenticamente democratica nel rapporto con l’Unione europea.

Poi, per carità, arriva il comma successivo e dice: “No, tranquilli, perché in particolare la Giunta per il tramite della Commissione consiliare permanente competente in materia di affari europei assicura al Consiglio l’informazione costante in merito a tutti gli aspetti dell’attuazione della politica europea, i negoziati in corso e tutte le iniziative intraprese o da intraprendere in ambito europeo o internazionale”.

Cioè, il Consiglio stia tranquillo, sarà informato, c’è la Commissione. State scherzando? Qui ci annunciate una specie di dichiarazione di guerra al nemico, ci dite che dobbiamo intraprendere chissà quali iniziative internazionali per la collaborazione e la cooperazione e noi siamo informati attraverso la Commissione quando Petrassi la convoca e ci fa sapere! Perché non c’è la forma, poi voi ci direte fra poco: “No, c’è dopo”, tutto dopo c’è. Potevate fare un maxiemendamento, almeno risolvevamo tutto in una botta!

Il comma 4 è il più bello: “Il Presidente della Regione e l’Ufficio di Presidenza del Consiglio definiscono d’intesa le modalità attuative del presente articolo anche al fine di soddisfare le esigenze informative senza eccessivi oneri organizzativi e procedurali”.

Se leviamo la parola “eccessivi” e “senza oneri” questo comma manda in confusione perché io non credo che ci sia una legge che stabilisce questo rapporto tra l’Ufficio di Presidenza improvvisamente e il Presidente della Regione.

Qui davvero avrei capito di più la Commissione. Però si demandano le modalità attuative di quest’articolo, e perché il Presidente della Regione, che deve stabilire come si attua un articolo che dovrebbe riguardare anzitutto noi? Insomma, si mette in piedi una procedura che i miei uffici - chiedo scusa, ce li abbiamo anche noi - hanno definito un po’ inconsueta rispetto alla legislazione regionale di tutta Italia. Qui saremmo davvero degli innovatori, nel senso che non faremmo capire niente a nessuno. Saremo gli unici, caro collega Righini, e forse potremmo essere un po’ più gentili verso i nostri colleghi perché, insomma, stiamo smontando un castello di fantasie che però non porta assolutamente a nulla.

Abbiamo cercato di dare un contributo alla correzione delle “nuvole” che stanno attorno a questo articolo.

 

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi.

Colleghi, prima di mettere in discussione il subemendamento del collega Storace, l’Assessora mi ha chiesto un minuto di attesa.

Quindi sospendiamo per due minuti la seduta in attesa che rientri l’Assessora…

 

(Interruzione del Consigliere Storace)

 

…sì, io per essere più tranquillo farei due minuti.

Riprendiamo alle ore 17,40.

 

(La seduta è sospesa alle ore 17,35 e riprende alle ore 17,41)

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LEODORI

 

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio.

Prego i consiglieri di prendere posto. Passiamo al subemendamento distribuzione D0/1 presentato dal consigliere Storace.

Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Scusi, Presidente, nella pausa dei lavori determinata dall’Assessora, alla quale giustamente abbiamo aderito, c’è stata una riunione con il presidente Petrassi e con il professor Manzella, e ci è stato detto che c’era una modifica in corso da parte della Giunta sul titolo. Lei adesso già va agli emendamenti al testo. Allora diteci se sono utili le riunioni o se sono inutili le riunioni, perché potremmo anche evitarcele! Perché apprendere che mentre stiamo discutendo di una cosa che sta prima, si comincia da una cosa che sta dopo, io vi suggerirei, Assessora, siccome anche voi avete diritto alla stanchezza, di ricominciare domattina con questo articolo 3, e finisca questa storia, perché non si capisce più nulla! Che ci vediamo a fare per affrontare un tema e poi improvvisamente si comincia dal tema successivo?

Io suggerirei, tanto sono le 17,45, dovevamo concludere alle 18,00, domattina magari studiate un po’, il professore vi aiuterà e ci spiegate che cosa volete fare di questa norma!

 

PRESIDENTE. Potremmo fare anche l’articolo 3, oggi, adesso…

 

STORACE (LaD). Avevamo detto alle 18,00, Siccome c’è un’impasse su questa storia, io suggerirei di rinviare.

 

PRESIDENTE. Allora potremmo proporre l’emendamento sul titolo e poi abbiamo il tempo per fare eventualmente emendamenti e subemendamenti.

Ha chiesto di parlare il consigliere Lupi. Ne ha facoltà.

 

LUPI (Pd). Concordo con il consigliere Storace, con la proposta fatta, anche perché il sottoscritto nel gruppo del Pd era a conoscenza della proposta di modifica del titolo, e quindi anche noi vorremmo capire come si sta cercando di andare avanti rispetto ai lavori dell’Aula. Grazie.

 

PRESIDENTE. Procediamo con la formulazione dell’emendamento e poi sospendiamo i lavori del Consiglio dando i tempi per emendamenti e subemendamenti da presentare entro le ore 10,00 di domani mattina…

Stiamo aspettando la formulazione dell’emendamento da parte della Giunta, così viene distribuito ed entro domani alle 10,00 vengono presentati i subemendamenti. Questo nell’attesa.

E’ in corso la Distribuzione D/07, quindi i subemendamenti a questo emendamento presentato dalla Giunta potranno essere presentati entro le ore 10,00 del 21 gennaio.

Il Consiglio riprenderà alle ore 11,00 di domani mattina.

La seduta è sospesa.

 

La seduta è sospesa alle ore 17,49

 

************************************

 

Servizio Giuridico Istituzionale

Direttore Avv. Costantino Vespasiano

 

Resocontazione

Responsabile Stefano Mostarda

 

Resocontisti

Gabriella Mostarda, Cedat85

 

Revisore

Stefano Mostarda

 

 

 Allegato n. 1


Interrogazioni a risposta scritta

 

Interrogazione  a risposta scritta n. 775 del giorno 14 gennaio 2015, del consigliere Santori, concernente: “Procedure di trasparenza e controlli in merito ai bandi e agli affidamenti diretti anche sotto soglia nell\'ambito dell\'inchiesta \"Mafia Capitale\"

 

*****

 

Interrogazione  a risposta scritta n. 776 del giorno 14 gennaio 2015, dei consiglieri Barillari, Porrello, concernente: “Nomina Mobility Manager ASL laziali e Convenzioni in essere per i Dipendenti”

 

*****

 

Interrogazione  a risposta scritta n. 777 del giorno 19 gennaio 2015, del consigliere Palozzi, concernente: “UOC governo clinico in geriatria dell\'ospedale San Camillo-Forlanini e pronto soccorso”

 

*****************************

 

 Allegato n. 2


Interrogazioni a risposta immediata

 

Interrogazione  a risposta immediata n. 57 del giorno 13 gennaio 2015, del consigliere Righini, concernente: “Riattivazione linea ferroviaria Priverno-Terracina. opere di difesa della Linea dal km 113+800 al km 114+800 in località La Fiora in Comune di Terracina (LT)”

 

*****

 

Interrogazione  a risposta immediata n. 58 del giorno 13 gennaio 2015, del consigliere Fardelli, concernente: “Sicurezza area cassinate”

 

*****

 

Interrogazione  a risposta immediata n. 59 del giorno 13 gennaio 2015, del consigliere Storace, concernente: “Chiarimenti su aggressione Agenti del Corpo della Polizia locale di Roma Capitale”

 

*****

 

Interrogazione  a risposta immediata n. 60 del giorno 16 gennaio, dei consiglieri Pernarella, Perilli, concernente: “Richiesta sull\'istituzione dell\'elenco regionale delle località turistiche o città d\'arte”

 

*****

 

Interrogazione  a risposta immediata n. 61 del giorno 16 gennaio 2015, della consigliera Tarzia, concernente: “Chiarimenti su situazione bambini presso asili nido Roma Capitale”

 

******************************

 

Resocontazione

Responsabile Stefano Mostarda

 



Seduta Pubblica n. 39 (1ª sessione)

Di Mercoledì 14 Gennaio 2015

 

(ore 11,00)

CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO 39.

 

SEDUTA DI

MERCOLEDI’ 14 GENNAIO 2015

(1ª sessione)

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LEODORI

INDI

DEL VICEPRESIDENTE VALERIANI (ore 12,08)

INDI

DEL PRESIDENTE LEODORI (ore 12,35)

 

**********

 

Ufficio di Presidenza

Presidente: Daniele Leodori

Vicepresidenti: Francesco Storace; Massimiliano Valeriani

 Consiglieri Segretari: Maria Teresa Petrangolini; Gianluca Quadrana; Giuseppe Simeone

 

Gruppi consiliari

Centro Democratico: Cd (c.g. Piero Petrassi); Fratelli d’Italia: FdI (c.g. Giancarlo Righini); Gruppo misto: Misto (c.g. Pietro Sbardella); Il Popolo della Libertà: PdL-FI (c.g. Antonio Aurigemma); La Destra: LaD (c.g. Francesco Storace); Lista Civica Bongiorno Unione di Centro: LcB-Udc (c.g. Marino Fardelli); Lista Civica Nicola Zingaretti: LcZ (c.g. Michele Baldi); Lista per il Lazio: LpL (c.g. Riccardo Valentini); Lista Storace: LS (c.g. Olimpia Tarzia); Movimento 5 stelle Beppegrillo.it: M5s (c.g. Gianluca Perilli); Nuovo Centrodestra: Ncd (c.g. Pietro Di Paolantonio); Partito Democratico: Pd (c.g. Marco Vincenzi); Partito Socialista Italiano: Psi (c.g. Oscar Tortosa); Sinistra Ecologia Libertà: Sel (c.g. Gino De Paolis).

 

Giunta regionale

Presidente: Nicola Zingaretti

Vicepresidente: Massimiliano Smeriglio

Assessori: Formazione, Università, Scuola e Ricerca: Massimiliano Smeriglio; Semplificazione, Trasparenza e Pari opportunità: Concettina Ciminiello; Politiche del Territorio, della Mobilità e dei Rifiuti: Michele Civita; Attività produttive e Sviluppo economico: Guido Fabiani; Cultura e Sport: Lidia Ravera; Infrastrutture, Politiche abitative e Ambiente: Fabio Refrigeri; Agricoltura, Caccia e Pesca: Sonia Ricci; Bilancio, Patrimonio e Demanio: Alessandra Sartore; Lavoro: Lucia Valente; Politiche Sociali: Rita Visini.

 

 

INDICE


Ordine del giorno

 

(La seduta inizia  alle ore 11,22)

 

PRESIDENTE

Commemorazione delle vittime dei recenti attentati terroristici in Francia

PRESIDENTE

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE

Question time

PRESIDENTE

Interrogazione a risposta immediata n. 47 del giorno 16 dicembre 2014, posta dal consigliere Simeone, concernente: “Conferimento incarico di direttore dell’Ente regionale Parco dei Monti Aurunci. Verifica inconferibilità dell’incarico presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico a norma dell’art. 1 commi 49 e 50 della legge 6 novembre 2012, n. 190 - Decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39”

PRESIDENTE

SIMEONE (PdL-FI)

REFRIGERI, Assessore

Interrogazione a risposta immediata n. 50 del giorno 07 gennaio 2015, posta dal consigliere Storace, concernente: “Chiarimenti su rapporti intercorsi tra Salvatore Buzzi, capo della Cooperativa 29 Giugno, e il Presidente della Giunta regionale, Nicola Zingaretti”

PRESIDENTE

STORACE (LaD)

ZINGARETTI, Presidente della Giunta

Interrogazione a risposta immediata n. 51 del giorno 09 gennaio 2015, posta dai consiglieri Perilli e Porrello, concernente: “Richiesta di finanziamento per l’Altra scuola “A Tibullo” della Giunta regionale di Zagarolo del 12.09.2013, n. 125”

PRESIDENTE

PERILLI (M5s)

REFRIGERI, Assessore

Interrogazione a risposta immediata n. 52 del giorno 09 gennaio 2015, posta dai consiglieri Perilli e Porrello, concernente: “Legittimità Determinazione n. G19191 del 30 dicembre 2014 ricognizione personale Laziosanità - Asp”

PRESIDENTE

PERILLI (M5s)

CIMINIELLO, Assessore

Interrogazione a risposta immediata n. 42 del giorno 24 novembre 2014, posta dal consigliere Righini, concernente: “Produzione olearia stagione 2014”

PRESIDENTE

RIGHINI (FdI)

RICCI, Assessore

Interrogazione a risposta immediata n. 46 del giorno 16 dicembre 2014, posta dal consigliere Simeone, concernente: “Mancata riapertura Sportello Agricolo di Zona Terracina”

PRESIDENTE

SIMEONE (PdL-FI)

RICCI, Assessore

Nomina revisori della Regione, ai sensi della L.R. 4/2013

PRESIDENTE

 

(La seduta è sospesa alle ore 12,53 e riprende alle ore 13,49)

PRESIDENTE

Proposta di deliberazione consiliare del giorno 14 gennaio 2015, di iniziativa del consigliere Leodori, concernente: “Nomina dei membri del collegio dei revisori dei conti della Regione, ai sensi dell’articolo 26, comma 1 della legge regionale 28 giugno 2013, n. 4, a seguito dell’ordinanza del Consiglio di Stato (sezione quinta) n. 03874/2014 reg. prov. cau..” (Pdc n. 38)

PRESIDENTE

Ordine dei lavori

PRESIDENTE

CORRADO (M5s)

ABBRUZZESE (PdL-FI)

Votazione

PRESIDENTE

Proposta di legge regionale n. 60 del giorno 09 settembre 2013, di iniziativa dei consiglieri Petrassi, Manzella, Sabatini, Bianchi, Denicolò, Pernarella, Giancola, Abbruzzese, Patanè, Buschini, concernente: “Disciplina della partecipazione  alla formazione e attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea nonché delle attività di rilievo internazionale della Regione”

PRESIDENTE

Ordine dei lavori

PRESIDENTE

CANGEMI (Ncd)

DENICOLO’ (M5s)

PERILLI (M5s)

VALERIANI (Pd)

Relazione

PRESIDENTE

PETRASSI (Cd)

(La seduta è sospesa alle ore 14,11)

Allegati

n. 1 - Proposte di legge presentate

n. 2 - Mozioni presentate

n. 3 - Interrogazioni a risposta scritta presentate

n. 4 - Interrogazioni a risposta immediata presentate

n. 5 - Risposte pervenute alle interrogazioni nn. 51, 126, 362, 479, 514, 519, 579, 599, 602, 610, 632, 652, 655, 656, 662, 663, 667, 686, 688, 698, 701, 708, 719, 724, 731, 737, 742

 

 



La seduta inizia alle ore 11,22

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LEODORI

 

PRESIDENTE. Buon giorno.

            Prego di prendere posto.

Commemorazione delle vittime dei recenti attentati terroristici in Francia

PRESIDENTE. Prima di iniziare i lavori del Consiglio, credo sia opportuno un minuto di silenzio per le vittime degli attentati terroristici in Francia. Credo che questa Istituzione abbia il diritto di ricordare le vittime di questi attentati terroristici. Grazie.

 

(L’Aula osserva un minuto di silenzio)

 

            Grazie.

 

*****

 

Comunicazioni del Presidente

 

PRESIDENTE. Prima di iniziare con le question time, comunico ai sensi del Regolamento del Consiglio regionale…

 

(Interruzione del consigliere Cangemi rivolto al consigliere Barillari: “Buffone! Buffone!”)

 

…regionale, che sono stati presentati…

 

(Interruzione del consigliere Cangemi: “Buffone! Buffone!”)

 

…scusate, scusate, consigliere Cangemi!

 

(Interruzione del consigliere Cangemi: “Buffone! Buffone!”)

 

…consigliere Cangemi, consigliere Cangemi!

Comunico ai sensi del Regolamento del Consiglio regionale che sono stati presentati i seguenti atti:

 

Proposte di legge: dal n. 232 al n. 233…

 

(Interruzione del consigliere Cangemi: “Buffone! Sei un buffone!”)

 

            Consigliere Cangemi, io vi chiedo di rispettare i colleghi, non credo che sia opportuno questo comportamento, credo che serva il rispetto tra tutti i consiglieri presenti in questa Aula e spero di non dovere ulteriormente assistere a scene come quelle a cui ho appena assistito.

            Comunico che sono stati presentati i seguenti atti:

 

Proposte di legge: dal n. 232 al n. 233 (Allegato n. 1);

 

Interrogazioni a risposta scritta: dal n 767 al n. 774 (Allegato n. 3);

 

Interrogazioni a risposta immediata: dal n. 50 al n. 56 (Allegato n. 4);

 

Mozioni: dal n. 279 al n. 285 (Allegato n. 2);

 

Il consigliere Tarzia ha sottoscritto la proposta di legge n. 202.

 

Il consigliere Baldi ha ritirato le interrogazioni a risposta scritta n. 718 e 727.

 

Sono pervenute risposte scritte alle interrogazioni nn. 51, 126, 362, 479, 514, 519, 579, 599, 602, 610, 632, 652, 655, 656, 662, 663, 667, 686, 688, 698, 701, 708, 719, 724, 731, 737, 742 (Allegato n. 5).

 

Il consigliere  Fardelli ha comunicato che a fare data dal  12 novembre 2014 la denominazione del gruppo consiliare è la seguente: “Lista Civica Bongiorno”.

 

Comunico infine che, essendo decorsi i termini previsti dal Regolamento dei lavori, è stata iscritta all’ordine del giorno la designazione dei membri del Collegio dei revisori contabili dell’ente pubblico dipendente per il diritto agli studi universitari - LAZIODISU.

 

*****

 

Question time

 

PRESIDENTE. A questo punto passiamo al question time.

            Poiché non vedo presente, fino a questo momento, l’assessore Ricci che doveva rispondere ai primi due question time, ma arriverà, perché ci aveva detto che sarebbe arrivata in tempo, iniziamo dal terzo question time e poi torneremo ai primi due nel momento in cui arriverà l’assessore Ricci.

 

Interrogazione a risposta immediata n. 47 del giorno 16 dicembre 2014, posta dal consigliere Simeone, concernente: “Conferimento incarico di direttore dell’Ente regionale Parco dei Monti Aurunci. Verifica inconferibilità dell’incarico presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico a norma dell’art. 1 commi 49 e 50 della legge 6 novembre 2012, n. 190 - Decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39”

 

PRESIDENTE           . Interrogazione a risposta immediata n. 47 del giorno 16 dicembre 2014, posta dal consigliere Simeone, concernente: “Conferimento incarico di direttore dell’Ente regionale Parco dei Monti Aurunci. Verifica inconferibilità dell’incarico presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico a norma dell’art. 1 commi 49 e 50 della legge 6 novembre 2012, n. 190 - Decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39”.

            Do la parola al consigliere Simeone per l’illustrazione e poi la risposta a questa question time è affidata all’assessore Refrigeri.

            Prego, consigliere Simeone. Ne ha facoltà.

 

SIMEONE (PdL-FI). Questa interrogazione fa seguito ad un’altra interrogazione precedentemente fatta, non a risposta immediata ma a risposta scritta, rispetto alla quale però non è stata data alcuna comunicazione e siccome il tempo passa, non vorrei credere ad una teoria, ad una voce di corridoio che porterebbe a dire che si sta cercando di fare passare l’anno sabatico per poter mettere nella conferibilità la persona preposta per questo incarico di direttore del parco e mi riferisco al Parco dei Monti Aurunci.

In data 23 settembre 2014 abbiamo presentato una interrogazione per chiedere quali erano le intenzioni della Regione in merito a questo problema che si era posto all’indomani di questo incarico, perché il dottor Luigi De Filippis veniva incaricato con decreto T00285…

 

(Interruzione di un consigliere: “Lucio De Filippis!”)

 

…Luigi…

 

(Interruzione di un consigliere: “Lucio”)

 

            Lucio? Ho sbagliato, allora, va bene.

            Lucio De Filippis veniva incaricato con Decreto presidenziale T00285 del 08.08.2014, per un incarico di direttore di questo parco ma rientrava, almeno nella interrogazione che avevo posto, rientrava nella inconferibilità in quanto lo stesso Lucio De Filippis era già consigliere comunitario e, quindi, per effetto del decreto riguardante la inconferibilità degli incarichi, si trovava in una situazione di conflitto, questo proprio con la lettura combinata degli articoli 1 e 7 del Decreto legislativo n. 39 del 2013.

            Prendendo anche il parere dell’Anac che chiariva proprio in maniera inequivocabile che non può essere dato alcun incarico a persone che hanno ricoperto incarichi politici nell’area di riferimento, un anno per incarichi fatti da enti diversi e due anni per lo stesso ente, si chiedeva, appunto, al Presidente Zingaretti come si voleva procedere su questa cosa. Atteso che non è pervenuta nessuna risposta, bensì sono passati cinque mesi, mi era sembrato giusto riformulare la interrogazione con una risposta immediata in Aula.

E quindi chiediamo ancora con questa interrogazione per quali ragioni non abbia ancora preso atto della illegittimità dell’incarico conferito essendo il caso in oggetto evidentemente ascrivibile alla fattispecie prevista dal combinato disposto degli articoli 1 e 7, comma 1, lettera c) del Decreto legislativo n. 39 e per quali ragioni non abbia ancora posto in essere tutte le iniziative finalizzate alla revoca nel più breve tempo possibile del Decreto presidenziale T00285 dell’8.8.2014; se il dottor Bruno Placidi, direttore generale infrastrutture ambiente e politiche abitative ha fornito riscontro alla dottoressa Del Borrello in merito alle iniziative intraprese dalla propria Direzione e, in caso contrario, a quali ragioni sia attribuibile il mancato riscontro; se il signor Lucio De Filippis ha provveduto, in conformità all’articolo 20, comma 1 e 2 del Decreto legislativo n. 39/2013, a presentare una dichiarazione sulla insussistenza di una delle cause di inconferibilità ovvero di incompatibilità.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Refrigeri. Ne ha facoltà.

 

REFRIGERI, Assessore. E’ accolto l’annullamento del decreto emesso proprio per i motivi citati dal consigliere Simeone. Abbiamo ascoltato l’istruttoria che è venuta dal Parco, hanno rifatto un’istruttoria gli uffici regionali attraverso la dirigente dell’area, la dottoressa Ersilia Maffeo e, verificate anche le controdeduzioni che sono arrivate dall’interessato, si sta procedendo all’annullamento del decreto.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Simeone. Ne ha facoltà.

 

SIMEONE (PdL-FI). Non sono soddisfatto perché “si sta procedendo” non è un’espressione precisa. “Si sta procedendo” significa quando? Si stava procedendo, e questo l’abbiamo chiesto l’8 agosto 2014, quando è stato fatto il decreto presidenziale, e pure lì ci avevano dato rassicurazioni che si stava procedendo. Dall’8 agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre e gennaio, sono passati cinque mesi. Per questo motivo io non mi ritengo soddisfatto della risposta, ma soprattutto non mi ritengo soddisfatto della risposta per il ritardo con cui questa Regione risponde alle interrogazioni, risponde alle istanze della gente, cosa, questa, che credo non soddisfi il lavoro di nessuno di noi.

L’ho detto anche nell’intervento sulla legge di stabilità: tante volte, il marcio nelle amministrazioni inizia proprio da questo. La diffidenza che hanno nel credere nella bontà del lavoro delle amministrazioni dipende proprio da questo: i cittadini ricevono risposte dalla Regione Lazio, da questa Regione, per esempio su un parere paesaggistico, nel tempo di non meno di due anni. In questo alberga la corruzione, può trovare tutto quello che c’è di marcio in questa cosa. Per questo motivo, allora, le risposte devono essere date velocemente. Io immaginavo, speravo, stamattina, di ricevere la risposta che il decreto era stato già emesso, invece ho sentito ancora che si sta emettendo il decreto.

 

Interrogazione a risposta immediata n. 50 del giorno 07 gennaio 2015, proposta dal consigliere Storace, concernente: “Chiarimenti su rapporti intercorsi tra Salvatore Buzzi, capo della cooperativa 29 giugno, e il Presidente della Giunta regionale, Nicola Zingaretti”

 

PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto 0.4, reca: Interrogazione a risposta immediata n. 50 del giorno 07 gennaio 2015, proposta dal consigliere Storace, concernente: Chiarimenti su rapporti intercorsi tra Salvatore Buzzi, capo della cooperativa 29 giugno, e il Presidente della Giunta regionale, Nicola Zingaretti.

Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Grazie, Presidente, e un grazie non rituale al Presidente della Regione per essere presente per la risposta all’interrogazione a risposta, appunto, immediata, che ho proposto per sgombrare il campo da questioni che sono emerse e che lasciano il fianco aperto ai dubbi in tema di trasparenza, in un momento particolarmente delicato per le Istituzioni del territorio.

Nell’illustrazione parto, Presidente Zingaretti, da una domanda che mi ha fatto un cronista: ma cos’è, un attacco al Presidente della Regione? La si può leggere, questa interrogazione, in varie maniere. Io la invito a leggerla semplicemente con tre domande su come sono accaduti certi fatti, perché se c’è qualcosa che mi ha meravigliato è l’assenza di domande da parte dei giornalisti e l’assenza di comunicati da parte sua. Probabilmente oggi è l’occasione, nella sede istituzionale, di poter chiarire come stanno le cose sulla vicenda Buzzi.

Parliamo dell’inchiesta “Mafia capitale” che ha avuto e ha una grande esposizione mediatica e che, dobbiamo dirlo, ha sferrato anche un duro colpo alla credibilità della città, della Capitale d’Italia. Per settimane, con immagini che hanno fatto il giro del mondo, questa città è stata dipinta peggio di Chicago. Abbiamo i vertici apicali di questa banda, così com’è stata definita dalla magistratura, che sembrano quasi come Al Capone, e c’è stato anche un dibattito molto vivace su questa questione, sui cosiddetti due pesi e due misure, un dibattito anche sull’assenza di fatti criminali tipici della mafia, si parla cioè del metodo mafioso e non dello stampo mafioso, però su questo sarà la magistratura a farà il suo corso che io spero, e auspico che tutti abbiano lo stesso auspicio, rapido, perché sarebbe davvero inaccettabile portare avanti per uno, due, tre, sette anni un’inchiesta che rischia di rovinare le persone, ove fossero innocenti.

Quello che però ha dato fastidio a me, uomo orgogliosamente di destra, è che c’è stata una rincorsa da parte della grande stampa e della vostra classe politica, a esercitarsi nel giochino di scaricare tutte le responsabilità su un’unica Giunta, in cinquant’anni, di centrodestra, che c’è stata a Roma, quella presieduta da Alemanno, rispetto alla quale io ero all’opposizione, ma questo non significa poter attribuire patenti di mafiosità rispetto a una persona che, almeno a mio giudizio, non lo è.

E, invece, è sicuramente pluridecennale il rapporto tra la sinistra e l’altro dei principali indagati di questa inchiesta, Buzzi, come ha ricordato con grande onestà e coraggio Goffredo Bettini, che lo ha definito “un pezzo importante della sinistra romana”.

Lei, Presidente Zingaretti, come Veltroni e come Marino siete pezzi importanti, possiamo dire, della sinistra nazionale per i ruoli che ricoprite, perché insomma non è l’ultimo dei mestieri fare il Presidente della Regione o il Sindaco di Roma, tutti e tre accomunati, stando a quello che leggiamo, dai rapporti avuti con Salvatore Buzzi, che di lei è stato grande elettore alle Europee del 2004. Quando si parla di quella lettera scritta ai dipendenti si parla di una lettera scritta a migliaia di dipendenti. Parliamo di tre cooperative.

Mi permetta di dire, con un po’ di amarezza, che esultava al suo successo contro di me in un’intercettazione telefonica: “Ce l’abbiamo fatta”. Cito questa frase perché è la stessa frase che dice Marino di se stesso, pretendendo la canonizzazione pre mortem. Poi c’è Odevaine, che di Veltroni fu Vicecapo di Gabinetto e con lei Capo della Polizia provinciale e, soprattutto, c’è Marino, che ha raccontato tante di quelle bugie in questa vicenda, non sapeva chi fosse Buzzi, non lo aveva mai incontrato e poi abbiamo visto che lo conosceva, che l’aveva incontrato e che gli aveva pure pagato metà della campagna elettorale: 30.000 euro su 60.000 euro.

Allora, vede, Presidente, lei è personalità che comunica, io questo glielo rimprovero anche amabilmente certe volte, su tutto e su tutti. Su questo non ha detto una parola, sulla vicenda che l’ha riguardata il giorno della triste Befana, il 6 gennaio, quando è uscita sui giornali questa roba. Non c’è stato un giornalista che le abbia fatto una sola domanda, almeno a quello che risulta. Poi può darsi pure che l’abbiano cercata e che lei abbia detto di non volerne parlare, questo ce lo dirà lei.

Ecco, siccome io voglio rimanere un garantista e ho subìto in prima persona il fango mediatico, provi a immaginare se al posto suo ci fossi stato io che cosa sarebbe successo, mi sono difeso nei processi senza mai scappare, alla fine è andata bene su tutto, tranne su quello che, coincidenza, la giornata odierna ci può raccontare, anch’io saluto, ovviamente, il Presidente della Repubblica, però, voglio dire, non è stato in prigione in questi anni, è stato al Quirinale, mi dimisi da Ministro per un articolo di giornale, ecco, non è pensabile che il Presidente della Regione taccia, sarebbe un errore che lo indebolirebbe, al contrario, parole che facciano chiarezza, se convincenti, la renderebbero molto più credibile.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il Presidente Zingaretti. Ne ha facoltà.

 

ZINGARETTI, Presidente della Giunta regionale. La ringrazio, onorevole Storace. Nel testo della sua interrogazione, che ho letto e che è, ovviamente, alla base della mia risposta, lei sollecita risposte su tre questioni molto corrette e molto chiare, sulle quali non solo non ho problemi, ma mi fa addirittura piacere rispondere in questa sede, anche per superare rischi di incomprensioni che su temi così delicati, ha ragione lei, è bene che non ci siano.

La prima questione è, leggo testualmente, se ero a conoscenza dei reati commessi in passato dal signor Salvatore Buzzi. Come è noto, Buzzi era fondatore e presidente di una cooperativa di ex detenuti, la “29 giugno”, nata nel 1985 all’interno del movimento cooperativo come esperienza di riscatto sociale e riabilitazione, con il sostegno allora di figure di spicco, come sappiamo, nella storia della solidarietà e della lotta all’emarginazione di quegli anni ed era una struttura considerata a lungo e da molti, con numerosi attestati istituzionali, come un esempio di recupero e reinserimento per chi desiderava uscire dall’esperienza del carcere attraverso un percorso di ritorno alla vita civile.

Quindi, pur non sapendo, e lo dico, il merito dei reati che lo avevano condotto alla pena, la risposta è che, certo, sapevo che egli stesso aveva alle spalle un’esperienza di detenzione, non solo perché era la condizione palese e dichiarata ma perché direi che era proprio questo, cioè l’essere un ex detenuto, l’oggetto stesso della sua iniziativa e della sua funzione pubblica.

Per rispondere alla sua seconda domanda, legittima, è solo ed esclusivamente in questa veste, cioè quella di presidente di un’importante cooperativa sociale attiva in molti settori, che negli scorsi anni io ho avuto modo di conoscerlo. Conoscenza che, non per sospetti o per altro ma direi addirittura per caso, non mi ha comunque mai portato ad assidue frequentazioni, come peraltro risulta da settantamila pagine degli atti dell’inchiesta.

 E allora, alla domanda che lei giustamente pone se io abbia mai interrotto per qualche motivo questi rapporti o no, immagino ovviamente prima del suo arresto, rispondo con molta serenità: no, non li ho interrotti non vedendone, come ho detto, la ragione in quanto non ero a conoscenza né potevo personalmente neanche lontanamente immaginare, come molti, le gravissime vicende che ora stanno emergendo dalle indagini di queste settimane grazie al lavoro della Procura di Roma, che ringrazio di nuovo in questa sede per quanto ha fatto e sta facendo per smantellare non solo questa ma anche molte altre reti della criminalità organizzata, con un impegno che vuole affermare la legalità e il diritto.

Dal nostro punto di vista, ci tengo a dirlo, abbiamo tentato, in queste settimane, di evitare qualsiasi tentativo di ricostruzione faziosa o di parte di quanto è avvenuto e penso sia corretto esserci messi immediatamente a disposizione a sostenere l’attività inquirente e garantire trasparenza e chiarezza sull’attività dell’Amministrazione regionale anche per scongiurare rischi di dubbi sulla funzione di chi oggi governa questa Istituzione. Lo abbiamo fatto proprio perché non abbiamo mai voluto minimizzare e, anzi, abbiamo avuto fin dal primo momento presente l’entità gravissima di quanto stava emergendo.

Per questo, non appena appreso della notizia dell’inchiesta “Mondo di mezzo”, proprio in quelle ore abbiamo predisposto, anche raccogliendo una sua sollecitazione, un’accurata verifica di tutte le gare bandite a partire dall’insediamento di questa Amministrazione per salvaguardare l’onorabilità e la trasparenza di questa Istituzione, della quale oggi siamo in quest’Aula i diretti rappresentanti.

Ripeto, sono convinto, però, proprio perché non ho nulla da nascondere, che tutti dobbiamo essere coscienti che l’interlocuzione di questa struttura cooperativa con la pubblica amministrazione o con le pubbliche amministrazioni, e per questo l’inchiesta della magistratura è salutare e va salutata come elemento di trasparenza, è stata per molto tempo e in molti casi un’interlocuzione naturale con una cooperativa sociale che operava nella città di Roma, mentre le recenti indagini, appunto, stanno svelando un’altra realtà, sulla quale è giusto, importante e positivo che ora la magistratura faccia piena luce individuando le responsabilità, individuali o collettive, che verranno fuori dall’indagine. E io credo – condivido in questo, mi sembra, quello che lei voleva dire nell’intervento – che comunque si tratti di una situazione su cui le forze sociali, i partiti politici e gli amministratori avranno tema e bisogno di riflettere per capire quanto è avvenuto e perché è potuto accadere, e capire come le pubbliche amministrazioni, anche e soprattutto in una situazione di normalità, è bene non abbassino mai la guardia rispetto al rischio di infiltrazioni o di fenomeni degenerativi che possono addirittura commettere reati, ma anche quando i reati non sono commessi produrre opacità nel proprio funzionamento.

Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Grazie, “Presidenti”.

E’ difficile, rispetto a una risposta come la sua, esprimere soddisfazione o meno se non con un ragionamento che sarà brevissimo, nei tempi regolamentari.

Vede, Presidente, io apprezzo alcune cose che lei ha letto nell’interrogazione e mi fa molto piacere che lei abbia espresso con due parole, “correttezza” e “chiarezza”, il contenuto, l’abbia qualificato così, dell’atto di sindacato ispettivo. 

Perché ho chiesto se sapeva di quali reati si era macchiato questo signore?

Perché a me colpì molto quella intervista di Bettini: “un pezzo importante della sinistra romana”, un signore che aveva scannato una persona, trentaquattro coltellate, non so quante! E’ una fatica enorme persino accoltellare, io credo. A me non è mai capitato, per fortuna, né di farlo, né di riceverlo, però credo che sia qualcosa di terribile!

Come è possibile che tutto un mondo, “il mondo di fuori” in questo caso, non si accorga di che individuo si frequenta?

Per carità, nell’interrogazione non ho posto dubbi sulla sua qualità morale, ci mancherebbe, però sicuramente anche lei ha avuto, cito il caso Odevaine, personaggi che stanno in questa roba.

Allora, colleghi, qual è la morale che io voglio porre su questa vicenda? Vi pare normale che i collaboratori del Sindaco di ieri fanno scattare un’imputazione per il Sindaco di allora e per i collaboratori del Sindaco di oggi o quello che è stato il Presidente della Provincia non succede nulla?

Ecco perché sono preoccupato, Presidente, perché io non voglio i due pesi e le due misure. Io vorrei che ci fosse giustizia e ad oggi non sappiamo chi la garantirà!

Lei ha avuto la fortuna di leggere – ce l’ha raccontato lei, non lo sapevo – le settantamila pagine allegate agli atti in cui non c’è nulla che la riguardi e possiamo esserne contenti.

Di un’altra cosa sono contento, lei non ha mai pronunciato la parola “mafia”, ha parlato di criminalità organizzata, perché forse ci si rende conto che se c’è stata un’aggressione alle Istituzioni va perseguita, ma la mafia forse è un’altra cosa.

 

PRESIDENTE. Grazie. Passiamo all’interrogazione successiva.

 

Interrogazione a risposta immediata n. 51 del giorno 09 gennaio 2015, proposta dai consiglieri Perilli e Porrello, concernente: “Richiesta di finanziamento per l’altra scuola “A. Tibullo” della Giunta comunale di Zagarolo del 12.09.2013 n. 125”

 

PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto 0.5, reca: Interrogazione a risposta immediata n. 51 del giorno 09 gennaio 2015, proposta dai consiglieri Perilli e Porrello, concernente: Richiesta di finanziamento per l’altra scuola “A. Tibullo” della Giunta comunale di Zagarolo del 12.09.2013 n. 125.

Ha chiesto di parlare il consigliere capogruppo Perilli. Ne ha facoltà.

 

PERILLI (M5s). Grazie, Presidente.

Chiedo cortesemente l’attenzione di voi colleghi e del Presidente della Regione Zingaretti rispetto a un tema drammatico che si interseca con anche, ahimè, le lentezze, la burocrazia e tutto quello che c’è di peggio che può caratterizzare un’Amministrazione incapace di dare delle risposte ai cittadini in circostanze drammatiche. Io stesso ho delle emozioni a trattare una materia che richiede una sensibilità, un’attenzione e ad andare oltre quello che purtroppo sono dei pessimi risultati e delle evidenze quasi scoraggianti.

Io spero che gli assessori interpellati possano aiutarci, possano aiutare coloro i quali sono venuti qui ad ascoltare delle parole incoraggianti, a dipanare un nodo che veramente sembra non dipanabile.

Presidente, guardi, io, forse ancora devo arrivare ad esporre la questione, però veramente è una questione su cui chiederei ai colleghi la stessa attenzione che avete prestato per il minuto di silenzio. Grazie.

Presidente Leodori, mi rivolgo a lei, non c’è una condizione per poter parlare.

 

PRESIDENTE. Prego, consigliere Perilli.

 

PERILLI (M5s). Partiamo da un fatto drammatico, un dramma assoluto, sconvolgente. Il giorno 6 ottobre 2004 ha perso la vita una bambina di quattro anni, Ilaria Raschiatore, un cancello della scuola in via Colle dei Frati a Zagarolo le è crollato addosso, uccidendola. Due anni dopo è stata inoltrata dalla famiglia, che è qui presente,  trovando anche il favore del Presidente Leodori, che allora rivestiva la carica di Sindaco, una richiesta alla Regione Lazio per la concessione di un finanziamento per la costruzione di una scuola materna intitolata ad Ilaria, cosa assolutamente giusta, visti gli episodi che hanno coinvolto questa povera bambina. La famiglia, e penso di parlare anche a nome della cittadinanza di Zagarolo, ha accolto con favore questa proposta e ha riposto anche una certa fiducia a che questa scuola vedesse luce. Purtroppo è iniziato un vero e proprio calvario amministrativo,  queste persone e i cittadini di Zagarolo non hanno ancora ricevuto alcuna risposta.

Infatti, a seguito di questa domanda, con una delibera dirigenziale venne attribuito dalla Regione Lazio al Comune di Zagarolo un finanziamento cospicuo, circa 4,6 milioni, per la costruzione di una nuova scuola. La ditta che si aggiudicò, diciamo, l’esecutivo per i lavori è la ditta Anemone Costruzioni S.r.l. e la Tecno Edil S.r.l. perché presentarono un’offerta di circa 2,8 milioni. Da un’altra parte si è messo in moto un altro percorso di autorizzazioni, un percorso burocratico che ha visto il Comitato regionale dei lavori pubblici che ha esaminato il progetto definitivo, rinviandone, in attesa di integrazione, l’atto di approvazione da parte del Comune di Zagarolo. Il Comune stesso ha approvato il progetto definitivo con una delibera e ha trasmesso le integrazioni. Di nuovo il Comitato regionale lavori pubblici ha espresso un voto favorevole sul progetto, con prescrizioni, tra le quali quella di acquisire, come prassi, il parere sul vincolo paesaggistico di cui sempre a un decreto legislativo. Il Comune di Zagarolo ha poi richiesto, ai sensi dell’articolo 33…

Guardate che selva veramente di autorizzazioni, di lentezze e di impossibilità di arrivare a soddisfare un desiderio semplice di una cittadinanza e, quindi, ci sono state poi ancora proroghe finché, alla fine, la Regione Lazio, con determinazione del 2009, ha concesso la proroga come richiesto dal Comune di Zagarolo.

E’ opportuno ricordare, e su questo penso che ci siano i margini anche per indagini che vadano al di là dei compiti dell’Amministrazione, che a fronte della cifra iniziale stanziata, come dicevo, per la realizzazione e quindi per i lavori esecutivi della scuola, c’è stata poi una delibera successiva, che approva un importo maggiore di spesa, rispetto all’originaria offerta, di 4 milioni circa. Insomma, siamo passati da una cifra iniziale di 2,8 milioni, in seguito a varianti e a ulteriori modifiche del progetto, a una cifra di 7 milioni di euro, quindi la cifra è lievitata considerevolmente.

Qui abbiamo tre elementi: abbiamo, quindi, Presidente, un’amministrazione locale favorevole alla costruzione di una scuola; abbiamo anche una formale inaugurazione, perché questo il Paese delle inaugurazioni, nel senso che è stata posata, nel corso del 2012, addirittura la prima pietra, quindi si confidava che ci fosse un seguito, a questo atto formale, cioè quello di posare una pietra, ci sono i soldi da una parte, troppi, questo si vedrà, ma c’erano anche i finanziamenti.

Ebbene, da questo punto di vista, a seguito di questa prima cosa, non è successo nulla, questa scuola non ha visto la luce, non è stata messa nessun’altra pietra, c’è stato un rimpallo di responsabilità, di autorizzazioni, di procedure burocratiche, che hanno in qualche modo, Presidente Zingaretti, mi consenta, hanno offeso la memoria e lo spirito con i quali si è cercato di dare il giusto ricordo ad una bambina di soli quattro anni che ha perso la vita. Questa è una cosa, Presidente, lei lo sa benissimo, che non può essere neanche lontanamente sfiorata né dalla retorica, né dalla speculazione politica, né dall’appropriazione a qualsiasi fine che si voglia fare. Questo è semplicemente, con toni dimessi, oggettivi, rispondere delle proprie azioni e onorare la memoria di una piccolissima bambina. Questo è un fatto gravissimo, perché tuttora, sono state raccolte delle firme, la famiglia si è rivolta anche al sottosegretario Delrio, insomma, non si ha traccia di come questa vicenda possa essere dipanata.

Il tema, tra l’altro, della manutenzione scolastica, dell’edilizia scolastica è un tema abbastanza sentito, complesso, vario che riguarda molti dei nostri edifici. In effetti, con questo question time chiediamo anche ragione, ad esempio, di un finanziamento sempre nello stesso plesso di circa 700.000 euro che è stato destinato alla scuola Tibullo, vogliamo solo sapere se questo finanziamento è stato o meno o se è nelle disponibilità dell’Amministrazione, quindi se è stato erogato, ma, più in generale, adesso, chiediamo su questa questione anzitutto una cosa semplicissima: se queste persone, se la cittadinanza di Zagarolo, se la famiglia e, direi, noi tutti possiamo confidare che questa scuola finalmente porti il nome di Ilaria Raschiatore e sapere, effettivamente, quali sono gli ultimi adempimenti amministrativi e a che punto sono, Presidente. Su questo chiedo delle risposte chiare, come le chiedono tutti coloro i quali oggi sono intervenuti, e non più promesse, consentitemelo, assessori, Presidente e colleghi, non più prese in giro. Ci deve essere un limite necessario in tutte le azioni, ci deve essere una assunzione responsabile, anche nei limiti della dignità di quest’Aula e di questa Istituzione. Grazie.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Refrigeri per la risposta. Ne ha facoltà.

 

REFRIGERI, Assessore. Condividendo anche gli auspici del consigliere Perilli e la volontà anche mia personale, di quest’Amministrazione regionale, di questa Giunta di poter far sì che le volontà espresse di intitolare la scuola ad Ilaria si verifichino nel più breve tempo possibile, e su questo ho già incontrato la mamma e il papà, alla presenza del Sindaco, il 27 marzo, come ho avuto modo di ricordare direttamente e di garantire tutto ciò che fosse possibile da parte mia, anche con un’azione importante sugli uffici, al fine di far sì che almeno il ricordo e l’importante elemento di costruzione di questa scuola si concretizzassero nei tempi più brevi possibili.

Lei ha ricordato chiaramente la sequenza degli atti amministrativi. Io ho avuto modo di rispondere sia alla Presidenza della Repubblica sia al Sottosegretario Delrio. Lei ha ricordato che la scuola materna ed elementare Colle dei Frati risultò oggetto di un finanziamento di 685.000 euro nel primo piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici che insistono sul territorio soggetto a rischio sismico, con una deliberazione CIPE del 2006. L’intervento aveva ottenuto, come lei ha perfettamente ricordato, l’attestazione di coerenza da parte della Regione, fu fatto l’altro finanziamento di 4,6 milioni di euro proprio nel 2007, con la legge regionale n. 12/81, al fine di finanziare una nuova scuola materna a Colle Barco.

Il progetto è stato trasmesso − vi dico la parte che riguarda la nostra Amministrazione − all’esame del Comitato dei lavori pubblici in data 15 aprile 2013 per l’espressione del parere, ai sensi della legge regionale n. 5/2002; il Comitato, in data 16 maggio 2013, ha rinviato il parere chiedendo ulteriori documentazioni e l’adeguamento del progetto ad alcune prescrizioni, così come era stato citato; il 15 novembre 2013 il progetto è stato ripresentato all’esame del Comitato, ma a marzo 2014 è stato ritirato dall’Ente appaltatore, il Comune di Zagarolo e, pertanto, non è stato oggetto di valutazione.

Ci dichiariamo fin qui disponibili, nella misura in cui torniamo nella disponibilità del progetto, interessate le strutture regionali alla valutazione del progetto, a stringere i tempi e a comprimerli nel modo più legittimo e più efficace possibile.

Rinnovo anche la mia disponibilità personale rispetto anche ad una situazione la cui delicatezza e attenzione, anche dal punto di vista umano, non sfugge a nessuno. Grazie.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Perilli. Ne ha facoltà.

 

PERILLI (M5s). Presidente e assessore, una grande delusione. Ovviamente, dire che non siamo soddisfatti è poco. Io mi rivolgo, adesso, alla famiglia e ai cittadini di Zagarolo che tornano con l’esatta, credo, sensazione di quello a cui avrebbero assistito. Assessore, non si può leggere un’istruttoria che conosciamo a memoria tutti quanti e che abbiamo citato. Qui la domanda è: si procede a costruire questa scuola o non si procede? Si vuole continuare, dal 2012, dalla prima posa, ancora a ignorare una richiesta sacrosanta che riguarda e tocca la sensibilità umana delle persone?

Insomma, le Istituzioni su questo non possono trincerarsi semplicemente dietro la granitica formazione istituzionale, ma devono dare delle risposte! E se non le danno in Aula, se non le danno nei luoghi che sono ad essi deputate, dove devono essere date? Assessore, non mi ha dato una risposta! Non posso essere soddisfatto! Le persone adesso usciranno non sapendo ancora una volta quando verrà costruita, se verrà costruita, se si vuol dare attenzione a questa questione! E’ una cosa grave! Colleghi, mi rivolgo anche a voi perché evidentemente l’assessore adesso ha dato questa non risposta, ma sta a noi pretendere! Non è una questione che riguarda il Movimento cinque stelle, è una questione di dignità, è una questione di non essere presi in giro!

Io francamente, guardi, stento a riconoscermi anche nella formula della soddisfazione o della non soddisfazione. E’ qualcosa di più, è un’indignazione, una vergogna.

 

Interrogazione a risposta immediata n. 52 del giorno 09 gennaio 2015, proposta dai consiglieri Perilli e Porrello, concernente: “Legittimità determinazione n. G19191 del 30 dicembre 2014. Ricognizione personale Laziosanità - ASP”

 

PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto 0.6, reca: Interrogazione a risposta immediata n. 52 del giorno 09 gennaio 2015, proposta dai consiglieri Perilli e Porrello, concernente: Legittimità determinazione n. G19191 del 30 dicembre 2014. Ricognizione personale Laziosanità - ASP.

Ha chiesto di parlare il consigliere Perilli. Ne ha facoltà.

 

PERILLI (M5s). Grazie, Presidente.

Questo question time riguarda un problema abbastanza delicato che coinvolge l’Amministrazione, più in particolare l’Agenzia di sanità pubblica, che sappiamo adesso essere stata disciolta, e riguarda anche un po’ la questione amministrativa dei lavoratori e dei dipendenti di questa agenzia perché, con una determinazione la Regione ha provveduto alla ricognizione del personale che di queste agenzie è destinatario degli effetti del decreto legislativo 31/08/2013, n. 101, secondo cui le Regioni possono procedere all’assunzione a tempo indeterminato a domanda, ovviamente, del personale non dirigenziale assunto con contratto a tempo determinato, questo naturalmente a seguito di procedure selettive pubbliche e che abbiano maturato almeno tre anni di servizio alle loro dipendenze negli ultimi cinque anni. Quindi qui si sta dicendo che il personale a contratto a tempo determinato può diventare a contratto indeterminato ma con dei requisiti ben precisi.

Noi, adesso, sappiamo bene che il contenuto di questa prima delibera è di ricognizione, diciamo una short list di queste persone che avrebbero questi requisiti, e questo è nel segno di quello che sempre facciamo, cioè quello di dire: attenzione a che questi requisiti vengano rispettati, perché se no dopo naturalmente il problema è più ampio. E, più precisamente, chiediamo di verificare realmente che i contratti a tempo determinato stipulati a partire dal 1° settembre 2009 non siano stati stipulati a seguito di procedure selettive pubbliche bensì a seguito di avvisi interni, che i dipendenti di Laziosanità siano trasferiti alla Regione Lazio ai sensi della legge regionale n. 4/2013 a partire dal 1° dicembre 2013. Quindi, nessuno di loro, assessore, può aver maturato tre anni di anzianità presso l’Amministrazione che ora si vuole far avvalere.

Quindi mi raccomando che vengano rispettati questi tre requisiti fondamentali, che abbia superato una selezione pubblica, quindi che ci sia stato un bando, che il dipendente abbia maturato almeno tre anni, e naturalmente ci dovrà essere un altro bando per poter poi usufruire, come dicevo, di questo importante passaggio di rimodulazione del tipo del contratto, quindi passando dal contratto di lavoro a tempo determinato al contratto a tempo indeterminato.

Chiediamo quindi su questa materia, se si ritiene opportuno, alla luce di queste osservazioni, di revocare la determinazione in oggetto, anche se ricognitiva, e di procedere solo quando ci sarà una valutazione esatta del possesso dei requisiti in capo al personale che è oggetto, ovviamente, di questo provvedimento. Grazie.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE

VALERIANI

(ore 12,08)

 

PRESIDENTE. Grazie, consigliere.

Ha chiesto di parlare l’assessore Ciminiello. Ne ha facoltà.

 

CIMINIELLO, Assessore. L’interrogazione, nel richiamare la procedura avviata dalla Regione per la stabilizzazione del personale non dirigenziale ex ASP, sostiene che la stessa appare illegittima, in quanto i dipendenti assunti con contratto di lavoro a tempo determinato dalla citata Agenzia il 1° settembre 2009 non rientrano nei requisiti richiesti dall’articolo 4 del D.l. n. 101 per le seguenti motivazioni: perché i contratti a tempo determinato non sono stati stipulati in seguito a procedure selettive pubbliche, bensì in seguito ad avvisi interni; perché i dipendenti di Laziosanità sono stati trasferiti dalla Regione ai sensi dall’articolo 35 della legge regionale n. 4 del 2013 a partire dal 1° dicembre 2013 e, pertanto, nessuno di loro può aver maturato i tre anni di anzianità presso l’Amministrazione regionale; perché per i medici di controllo non ci possono essere dei casi in cui è stata maturata l’anzianità dei tre anni a causa dell’interruzione dei rapporti di lavoro a tempo determinato legati alla tempistica con la quale la Regione stanziava i finanziamenti.

Quindi l’interrogazione si conclude con la richiesta di revoca della sopra indicata determinazione e di spiegazioni sui criteri di selezione della lista allegata alla determinazione stessa.

Al riguardo si fa presente quanto segue. Con la DGR numero 139 del 25 marzo 2014 così come modificata dalla DGR numero 905 del 22 dicembre 2014, è stato approvato il documento di programmazione triennale del fabbisogno del personale, con il quale, tra l’altro, la Regione Lazio ha avviato le procedure volte a favorire il superamento del precariato previste dall’articolo 4 del Decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, tenuto conto degli indirizzi applicativi forniti dal Dipartimento della funzione pubblica. Tale disposizione destina alla stabilizzazione dei precari una quota non superiore al 50 per cento delle risorse finanziarie disponibili a legislazione vigente, l’80 per cento dei risparmi del turnover e introduce le seguenti procedure di reclutamento speciale transitorie che prevedono concorsi per titoli ed esami riservati al personale precario, procedure prioritarie di assunzione a domanda di personale precario di Regioni e Comuni già destinatari delle procedure di assunzione a tempo determinato previste dall’articolo 1, comma 560 della legge n. 266/2006.

Pertanto, la citata programmazione triennale del fabbisogno, nel riservare il 50 per cento delle risorse alla stabilizzazione del personale non dirigenziale precario ex ASP, prevede la possibilità di utilizzare entrambe le tipologie previste dai commi 6 e 6-quater proprio al fine di favorire il superamento del precariato ed il rinnovo generazionale delle P.A. fortemente voluto dal legislatore nazionale.

Quindi, in relazione ai tre punti oggetto di rilievo si forniscono i seguenti elementi.

Con riferimento al punto 1, l’ASP ha proceduto al reclutamento di personale a tempo determinato mediante selezione interna per titoli e colloquio sulla base di quanto previsto dall’articolo 1, comma 560 della legge n. 266/2006 il quale non prevede l’espressa attivazione di procedure pubbliche, bensì la riserva del 60 per cento del totale dei posti programmati ai soggetti che hanno stipulato uno o più contratti di collaborazione coordinata e continuativa per la durata di almeno un anno raggiunta la data del 29 settembre 2006.

Secondo punto: per quanto riguarda il presunto mancato possesso del requisito dell’anzianità dei tre anni di precariato, si fa presente che l’articolo 35 della legge regionale n. 4 del 2013 non prevede il trasferimento del personale a tempo determinato ex ASP come erroneamente sostenuto nell’interrogazione, bensì il subentro nella titolarità dei rapporti di lavoro a tempo determinato del personale non dirigenziale, ciò senza soluzione di continuità nei rapporti di lavoro e, pertanto, con la conservazione dell’anzianità di servizio come, peraltro, costantemente previsto dalla normativa nazionale di soppressione, fusione e incorporazione di Amministrazioni o Enti pubblici.

Per quanto riguarda il punto 3, il presunto mancato possesso del requisito dell’anzianità di tre anni di precariato da parte dei medici di controllo, si fa presente che tra il personale a tempo determinato della categoria D1, profilo professionale sociosanitario, vi sono alcuni dipendenti che sono adibiti alle attività di controllo delle cartelle cliniche, essendo in possesso dei requisiti richiesti (laurea in medicina) che hanno maturato i tre anni di precariato previsti dal D.l. n. 101 del 2013.  Per il restante personale addetto ai controlli medici l’Amministrazione ha attivato le procedure di stabilizzazione previste dal comma 6, mediante l’emanazione di un bando di concorso riservato per titoli ed esami.

Pertanto, la determinazione n. G19191 del 30 dicembre 2014 costituisce unicamente un atto ricognitivo del personale ex ASP, eventualmente in possesso dei requisiti per la stabilizzazione previsti dal comma 6-quater, con riserva di successiva verifica della sussistenza degli stessi.

Infine, si evidenzia che allo stato attuale tutte le procedure di stabilizzazione dei precari delle amministrazioni pubbliche sono congelate per il biennio 2015-2016, in quanto l’articolo 1, comma 424 della legge n. 190/2014,  legge di stabilità 2015, destina tutte le risorse finanziarie derivanti dal turnover, alla ricollocazione del personale delle Province e delle Città metropolitane, dichiarato in esubero a seguito del taglio delle dotazioni organiche dalle stesse previsto rispettivamente nella misura del 50 e del 30 per cento.

Si rimane a disposizione per ogni eventuale domanda o chiarimento.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Perilli per la replica. Ne ha facoltà.

 

PERILLI (M5s). Presidente, mi dichiaro non soddisfatto della risposta dell’Amministrazione, e dire anche di più, assessore, in realtà è un atto ricognitivo, l’ho precisato anch’io, che però ha preso una strada secondo noi sbagliata. Il nostro compito, con gli elementi che abbiamo e con gli approfondimenti che abbiamo fatto e, se consentite, anche con la normativa che abbiamo citato, che secondo noi invece va in tutt’altra direzione, è avvisare questa amministrazione che secondo noi persistono i tre motivi elencati di impossibilità di adempiere alla norma, così come si intende, con degli effetti che poi vedremo che non saranno certo ininfluenti, sia per le spese della Regione, sia, in effetti, per l’organizzazione generale.

Su questo tema, evidentemente, l’amministrazione, secondo noi, presterà il fianco ai ricorsi amministrativi, che avranno anche esito positivo.

 

PRESIDENTE. Grazie, consigliere Perilli.

 

Interrogazione a risposta immediata n. 42 del giorno 24 novembre 2014, proposta dal consigliere Righini, concernente: “Produzione olearia stagione 2014”

 

PRESIDENTE. A questo punto torniamo alla prima interrogazione che abbiamo dovuto rimandare perché non era presente l’assessore Ricci.

L’ordine del giorno, al punto 0.1, reca: Interrogazione a risposta immediata n. 42 del giorno 24 novembre 2014, proposta dal consigliere Righini, concernente: Produzione olearia stagione 2014.

Ha chiesto di parlare il consigliere Righini. Ne ha facoltà.

 

RIGHINI (FdI). Grazie, Presidente, grazie agli assessori presenti, in particolare all’assessore Ricci che è delegata alla risposta a questa mia interrogazione su cui avrà avuto sicuramente modo di apprendere i dati relativi al crollo che si è verificato quest’anno nella produzione olearia nella nostra regione, dati oggettivi su cui si sono susseguite anche comunicazioni nei confronti della Regione, quindi io non entrerò nello specifico del dato che è drammatico, ne cito uno per tutti, un crollo nella produzione intorno al 40 per cento, un calo nella produzione da circa 20.000 tonnellate a circa 12.000, con un conseguente crollo nella produzione di olio e quello che ne consegue direttamente, nei confronti dei tanti produttori di olio della nostra Regione.

Le conseguenze economiche di questi dati ovviamente sono catastrofiche e, quindi, volevo avere notizia di come l’Amministrazione regionale intenda affrontare questa situazione di oggettiva crisi in cui si è venuta a trovare la produzione nel settore oleario della nostra regione.

Io avevo anche presentato un emendamento alla legge di stabilità, che prevedesse un fondo da destinare proprio al riconoscimento della situazione di crisi, quindi un fondo per il sostegno alle aziende agricole nel settore oleario, poi la prassi, ormai in voga, della presentazione dei maxiemendamenti non consente neanche più la discussione e il dibattito, quindi molto spesso queste interrogazioni sono frutto dell’assenza di possibilità di discutere nel merito le problematiche. Però io voglio essere fiducioso che questa situazione venga affrontata con l’attenzione che i dati drammatici che abbiamo appena citato e che abbiamo avuto modo di leggere, ci inducono a tenere, quindi voglio sperare che ci sia, non dico il riconoscimento dello stato di calamità, ma quantomeno ci sia la possibilità di indennizzare in qualche modo, attraverso procedure che l’Amministrazione individuerà, i produttori, visti i dati drammatici con cui i tanti agricoltori della nostra regione si dovranno confrontare.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Ricci. Ne ha facoltà.

 

RICCI, Assessore. Grazie, Presidente.

Intanto ringrazio il consigliere Righini per l’interrogazione, perché è un tema su cui, come lei sa, abbiamo avuto modo di scambiare anche qualche...

 

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Grazie.

 

RICCI, Assessore. E’ stata veramente un’annata drammatica per la nostra parte riguardante l’olio, non solo sul calo di produzione, ma ha inciso anche molto sulla qualità. Ricordo a tutti noi, e a me per prima, che il Lazio, pur avendo poca produzione rispetto ad altre regioni di olio d’oliva, ha un grande potenziale sulla qualità. Questo è indubbio.

Prima di leggere la risposta, che ho predisposto con i decreti e i riferimenti precisi, le dico una cosa. Lei sa che, purtroppo, il fondo sulle calamità naturali e non, è un fondo nazionale, spesso anche non capiente per tutte le calamità avvenute, ma in questo caso c’è anche un altro problema di requisiti e di procedure. Altro è dire cosa facciamo noi, e poi proverò a dire qualcosa su quello che abbiamo fatto fino adesso. Quindi io la ringrazio anche perché di queste cose questa Assise dovrebbe parlare, di come noi aiutiamo, rispetto a fenomeni, alcune eccellenze, che questa regione ha, ad andare avanti.

Tutto parte da un decreto legislativo che è il n. 102 del 24 marzo 2004, e dal successivo decreto legislativo n. 82 del 18 aprile 2008, che prevede all’articolo 1 l’obiettivo di promuovere interventi di prevenzione per far fronte ai danni alle produzioni agricole e zootecniche, alle strutture aziendali agricole, agli impianti produttivi e alle infrastrutture agricole nelle zone colpite da calamità naturali o eventi eccezionali, alle indicazioni e modalità previste dalle disposizioni comunitarie vigenti in materia di aiuti di Stato, entro i limiti delle risorse disponibili sul fondo stesso.

Ai fini del sopracitato decreto legislativo, sono considerate calamità naturali o eventi eccezionali quelli previsti dagli ordinamenti e dai regolamenti comunitari in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo, nonché le avverse condizioni atmosferiche previste dagli ordinamenti comunitari.

La Giunta regionale ha approvato le procedure di attuazione del decreto legislativo n. 102/2004, e successivo decreto legislativo n. 82/2008, con DGR n. 933/2006 e successiva DGR n. 220/2009, che prevedono, tra l’altro, le disposizioni per la l’individuazione dei territori danneggiati e la tempistica perentoria, 60 giorni dalla cessazione dell’evento calamitoso, elevabile a 90 giorni per motivi accertati dalla Giunta stessa, di approvazione della proposta di deliberazione di declaratoria di eccezionalità di evento calamitoso da parte della stessa Giunta regionale.

Il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, ricevuta la deliberazione dalla Regione, previo accertamento degli effetti calamitosi, con DM dichiara l’esistenza o no del carattere eccezionale dell’evento calamitoso e individua i territori danneggiati e le provvidenze sulla base della richiesta regionale. Dalla data di pubblicazione del sopraccitato decreto di declaratoria dell’eccezionalità dell’evento calamitoso nella Gazzetta Ufficiale, entro il termine perentorio di 45 giorni, le imprese agricole, di cui all’articolo 2135 del Codice civile, ricadenti nel territorio delimitato e che abbiano subìto ordinaria [...], possono presentare domanda alle aree decentrate di agricoltura competenti per territorio per beneficiare degli interventi compensativi previsti dall’articolo 5 del decreto legislativo n. 102/2004.

Successivamente, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, con decreto del Ministro, tenuto conto del fabbisogno di spesa, dispone il piano di riparto delle somme da prelevare dal fondo di solidarietà nazionale e da trasferire, poi, alle Regioni. Si evidenzia che le somme assegnate alle Regioni sono nella maggior parte dei casi largamente inferiori al fabbisogno richiesto, come dicevo. Di conseguenza, questa direzione impegna i fondi a favore degli imprenditori agricoli in misura proporzionale. A titolo di esempio, solo per dire come questo fondo nazionale ha, poi, funzionato sull’Assessorato all’agricoltura, per l’evento calamitoso del 2012, dovuto alla neve, il fondo che è arrivato in Regione era di 460.000,629 euro, a fronte di un danno accertato di 1,3 milioni di euro; per quello della siccità del periodo 1 marzo-18 settembre 2012, era di 36.000 euro a fronte di 1.267.000 euro. Questi sono i termini di come noi abbiamo attinto negli anni al Fondo nazionale per gli eventi calamitosi.

Occorre tenere presente il comma 4 dell’articolo 5 del citato Decreto legislativo n. 102/2004 e successive modificazioni, che prevede - ed è questo il punto vero - l’esclusione dagli interventi compensativi dei danni causati da eventi calamitosi alle produzioni e alle strutture ammissibili ad assicurazione agevolata. Che cosa vuol dire? Che su tutto ciò che è assicurabile non possiamo richiedere la calamità. L’evento che ha colpito quest’anno, purtroppo, i nostri oliveti rientra tra le questioni assicurabili, tipo la mosca, ne cito uno perché poi i nostri oliveti quest’anno hanno subìto più di un evento, quali troppa acqua, la mosca e altri tipi di problemi che hanno colpito le colture. Gli eventi calamitosi, le colture e le strutture aziendali ammissibili ad assicurazione agevolata sono riportate nel Piano assicurativo agricolo annuale, approvato dal Ministero delle politiche agricole entro il 30 novembre di ogni anno, ai sensi dell’articolo 4 del famoso decreto legislativo n. 102. Il Piano assicurativo agricolo 2014, approvato con DM n. 24335 del 6 dicembre 2013, è consultabile, tra l’altro, sul sito, oltre che il nostro anche quello del Ministero.

La politica comunitaria favorisce interventi di carattere preventivo e tutto questo rientra in quello ovviamente. Ecco perché poi non ci fanno attingere dal fondo nazionale.

Il decreto legislativo n. 102 prevede misure atte a incentivare la stipula dei contratti assicurativi. Tali contributi sono concessi nella misura massima dell’80 per cento del costo dei premi dei contratti assicurativi che coprono i danni causati da avverse condizioni atmosferiche, fitopatie, infestazioni alle colture, alle strutture aziendali e agli allevamenti zootecnici inseriti nel Piano assicurativo agricolo annuale.

Si evidenzia che tali tematiche, sia i contributi ex post per i danni a strutture aziendali che i contributi per incentivare la stipula di polizze assicurative agevolate, sono state inserite nell’ambito della nuova programmazione dello sviluppo rurale, in particolare la misura “Gestione dei rischi in agricoltura”, che è quella gestita direttamente dal MIPAAF, la Misura 5 del PSR, “Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali ed eventi catastrofici e introduzione di adeguate misure di prevenzione gestite dalla Regione”.

Riguardo alle procedure di cui al decreto legislativo n. 102/2004, si rappresenta che esse sono state attivate sia dagli uffici decentrati che centrali di questa direzione sulla base di segnalazioni pervenute da alcuni comuni o da imprese agricole che richiedevano il riconoscimento dello stato di calamità naturale per i danni causati alla coltura dell’ulivo per gli eventi meteorologici verificatisi nel corso della stagione 2014 che, come già detto, non possono beneficiare di interventi compensativi previsti dal famoso articolo 5 del famoso Decreto legislativo n. 102.

Cosa voglio dire? Che sono consapevole, tant’è che la settimana prossima noi faremo un altro Tavolo agroalimentare e all’ordine del giorno c’è proprio questo tema, ovvero capire intanto l’entità del danno, perché le organizzazioni ci daranno una mano, una parte di risposta sta nel futuro PSR, perché metteremo una misura ad hoc per chi ha avuto dei danni, ma il tema vero, secondo me, rispetto all’evento di quest’anno lo dobbiamo trovare anche con una nuova modalità sui piani assicurativi e anche incentivando le nostre aziende a fare questo, nel senso che siccome poi è coperto fino all’80 per cento molte volte per una disinformazione molti agricoltori non lo fanno.

Quindi queste sono le iniziative e le azioni positive che abbiamo messo in campo, sapendo che però su questo dobbiamo fare un gioco di squadra più ampio per mettere i nostri agricoltori in grado di tutelarsi a monte su questo. Perché, purtroppo, guardate, sono sotto gli occhi di tutti i cambi climatici che abbiamo avuto negli ultimi dieci anni, questo è uno dei temi che riguarda direttamente l’agricoltura e, quindi, queste sono tutte azioni che noi abbiamo messo in campo. Però parte della risposta, sapendo i bilanci regionali, quindi mi fa piacere che lei voleva fare un emendamento, ma lo troviamo in una fiche di misura apposita nel nuovo PSR.

Grazie per l’interrogazione.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Righini. Ne ha facoltà.

 

RIGHINI (FdI). Grazie, Presidente.

Mi dichiaro soddisfatto della risposta ricevuta dall’assessore, che ringrazio. In particolare sulla misura del PSR che prevede appunto la possibilità di prevedere agevolazioni in materia assicurativa.

Le mutazioni climatiche a cui lei faceva riferimento stanno un po’ sconvolgendo le stagioni e molto spesso anche i cicli agricoli ne stanno risentendo in maniera significativa, quindi nel prossimo PSR questa misura penso che sia quanto mai opportuna proprio per garantire un’attenzione in via preventiva rispetto a questi rischi che poi hanno delle conseguenze economiche drammatiche, mettere a conoscenza con particolare importanza e quindi prestare grande attenzione comunicativamente all’aspetto legato alla possibilità di ricorrere a questo strumento, penso che questo sia un segnale importante e speriamo che il PSR possa dare una risposta adeguata a questa problematica. Grazie.

 

PRESIDENTE. Grazie, consigliere Righini.

 

Interrogazione a risposta immediata n. 46 del giorno 16 dicembre 2014, proposta dal consigliere Simeone, concernente: “Mancata riapertura sportello agricolo di zona Terracina”

 

PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto 0.2, reca: Interrogazione a risposta immediata n. 46 del giorno 16 dicembre 2014, proposta dal consigliere Simeone, concernente: Mancata riapertura sportello agricolo di zona Terracina.

Ha chiesto di parlare il consigliere Simeone. Ne ha facoltà.

 

SIMEONE (PdL-FI). So benissimo che su questa interrogazione l’assessore sarà preparata perché è persona competente, io ho sempre avuto modo di dirglielo e quindi anche in questa sede mi piace ribadirla questa cosa, ne ha data dimostrazione anche nella precedente interrogazione, però questo è un grosso problema che, appunto, l’assessore sa bene, conosce molto bene, sa quanto è importante l’agricoltura nella provincia di Latina e sa anche quanto è importante l’agricoltura, quindi tutto quello che è connesso all’agricoltura, anche gli uffici di supporto a queste imprese agricole, che stanno in quella zona, zona di Borgo Hermada a Terracina, quindi entriamo nell’Agropontino, nella prima parte della bonifica di quelle città di fondazioni.

Lo sportello agricolo di zona di Terracina fornisce servizi ad un’utenza di circa diecimila aziende agricole, oltre cinquanta cooperative ortofrutticole, cento aziende vivaistiche alcune delle quali di rilevanza nazionale, industrie vitivinicole, frantoi, industrie olearie e caseifici. Lo sportello agricolo di Terracina serve un territorio molto vasto che comprende i Comuni di Terracina, Pontinia, San Felice Circeo, Sabaudia e dell’area dei Monti Lepini. Tra il 2009 e il 2011 sono stati chiusi rispettivamente i SAZ di Priverno e Pontinia lasciando, di fatto, un’intera area priva di servizi fondamentali per le imprese. Questo fa riferimento a una delibera precedentemente adottata nel 2011 che in un’ottica di risparmio, di spending review, ha voluto ridimensionare i SAZ operanti nel Lazio e in questa è capitato anche quello di Terracina.

Do atto di nuovo all’assessore Ricci che nell’aprile 2013 ha modificato quella precedente delibera e ha inteso invece riaprire il SAZ di Terracina proprio per le ragioni evidentemente spiegate adesso, perché è molto importante, serve un numero grossissimo di imprese e quindi è un ufficio importante per quella zona.

Il motivo dell’interrogazione quindi qual è? E’ che sta ritardando, assessore, questa ristrutturazione dei locali, seppur di proprietà regionale, e quindi ancora non se ne vede la vera apertura, la vera riapertura perché era già aperto ed è stato chiuso, di questo importante ufficio e, quindi, un numero considerevole di imprese ogni giorno sono assoggettate a fare questi viaggi da Terracina a Latina per tutte le pratiche incombenti la loro attività.

Voglio ricordare – mi piace ricordarlo – che lo sportello agricolo di zona di Terracina fornisce servizi in quello che è definito il triangolo verde della provincia di Latina per le colture di qualità che lo contraddistinguono, così come fornisce, tra gli altri, informazione e assistenza per tutto il mondo dell’agricoltura curando l’erogazione di servizi integrati a favore degli imprenditori agricoli e delle filiere agroalimentari, come anche di tutti gli operatori del sistema del mondo agricolo e di tutti quei soggetti non direttamente coinvolti che hanno l’interesse di ricevere notizie circa l’agricoltura laziale e tutto il materiale a esso collegato.

Si chiede all’assessore di capire realmente come stanno le cose, quando s’intende riaprire questo SAZ, qual è realmente il giorno che possiamo andare a inaugurarlo di nuovo, visto che era già aperto.

Approfitto, assessore, questo non è scritto nell’interrogazione, ma mi piace chiederlo, perché è un’altra cosa che gira nelle piazze, gira voce che sarebbe intenzione del Dipartimento chiudere l’ufficio veterinario che è presente a Borgo Hermada. Mi auguro e spero che questo non corrisponda al vero, perché pure questo è un altro pezzo importante che completa l’opera dell’agricoltura e della zootecnia, cosa molto importante, lei come me è stato presente a quell’incontro a Latina e, poi, lei è una persona di Latina, è una persona del nostro territorio, non debbo ricordarle la validità e la valenza di queste cose, quindi mi aspetto una risposta in modo tale, pure io, che possa dire, come il consigliere Righini, che mi ritengo soddisfatto.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Ricci. Ne ha facoltà.

 

RICCI, Assessore. Grazie, Presidente.

Ringrazio il consigliere Simeone per l’interrogazione. Faccio una breve considerazione per onestà intellettuale. Io con la delibera del 2013, a cui lui fa riferimento, ho riaperto il SAZ di Terracina ma ho anche  in qualche modo capito perché l’assessore precedente aveva fatto quell’atto di chiusura, e non solo, consentitemelo, per una sorta di spending review, ma perché forse, alla luce di una riorganizzazione generale, e anche qui sui servizi in agricoltura, forse una riflessione più complessiva la dobbiamo fare, perché se mettiamo in campo alcune azioni di semplificazione, come voi sapete, io ho aperto anche la Casa dell’Agricoltura come luogo aperto, e non a caso la prima è stata proprio in provincia di Latina, perché comprendo che oggi i nostri imprenditori agricoli hanno bisogno di un luogo, anche fisico, dove scambiare idee e avere informazioni corrette.

Perché, guardate, io faccio sempre riferimento a una cosa che mi ha colpito. Quando parliamo di mondo imprenditoriale, specialmente in agricoltura, e stante la presentazione del vecchio PSR, su cento domande 65 erano inutili alla fine della valutazione. Capite di che cosa parliamo. Quindi, come dire, una capacità nostra di capire come riorganizziamo questo tipo di servizi, con gli uffici aperti, perché, vede, consigliere, lei lo sa come me, molte volte questi SAZ facevano solo i libretti fitosanitari che con tutto il rispetto per il libretto fitosanitario, molte volte però non rispondeva alle esigenze delle imprese agricole. Quindi, non disconosco totalmente, per onestà intellettuale, la natura di quell’atto che l’ex assessore aveva fatto. Io l’ho riaperto con un’idea, che era quella che nel famoso triangolo d’oro della Pianura Pontina, dove insistono su pochissimi metri circa 8.000 aziende agricole, quello potesse diventare, com’è giusto che sia, un punto non solo con i servizi di prima, ma addirittura, nella nota, come avrete letto nella determina c’è il collegamento AGEA, la possibilità di dialogare direttamente con la Centrale di Latina.

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE

LEODORI

(ore 12,35)

 

Il ritardo a che cosa è dovuto? Come lei ricordava molto bene, quella è una proprietà regionale. Abbiamo avuto due ordini di problemi: il primo è che nel periodo dell’effetto della vecchia delibera, che è stato chiuso, è stato occupato abusivamente, quindi abbiamo avuto problemi anche a togliere le persone che c’erano, che hanno fatto dei danni;  abbiamo avuto anche un altro tipo di problema, relativo al cambio di destinazione d’uso, perché con la mia amica, molto brava, assessore Sartore, deve essere tutto preciso, ci siamo accorti, adesso è uscita, che quella destinazione non era per uffici, ma abitativa, quindi abbiamo dovuto fare anche questa cosa. Comunque, per farla breve, l’ultimo mio sollecito al Dipartimento tecnico-manutentivo, perché abbiamo fatto i sopralluoghi e ci vogliono 20.000 euro per ripristinare, è stato fatto il 21 novembre del 2014. A dire che cosa? Che non so dare la data esatta, ma che sto sul pezzo e l’ultima lettera che ho fatto partire, ovviamente dopo l’interrogazione per venire qui, è stata della settimana scorsa.

Mi hanno promesso che entro la settimana prossima mi risponderanno con la tempistica, perché io gli ho detto che entro una data, non la dico per scaramanzia, voglio inaugurare nuovamente e non  solo inauguriamo di nuovo il SAZ, ma con più servizi. 

Cosa, però, mi piacerebbe, anche con voi e con questa Assise, poi in Commissione. Capire, rispetto alle Province, come noi facciamo una riorganizzazione vera dei nostri uffici per renderli efficienti ed efficaci, perché a livello nazionale ci sono anche delle semplificazioni molto interessanti che noi per primi potremmo sperimentare.

Perché io capisco, e non mi sottraggo a questo, che c’è anche tutto il personale che ci lavora, ma forse il salto proprio che dobbiamo fare è quello di capire quali esigenze ha l’azienda e poi provare a riorganizzare, specialmente nella nostra provincia, che non solo ha una grande produzione agricola, ma nella quale c’è anche un pezzo di zootecnia importante di cui, alle soglie di aprile, le famose quote che verranno meno, dobbiamo capire che fare.

Quindi, la data non gliela so dare, ma le assicuro che sto sul pezzo e che la settimana prossima, come mi girano la cosa, io gliela giro…

 

(Interruzione del consigliere Simeone: “Ma i tempi per l’inaugurazione sono settimane, mesi…”)

 

…settimane.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Simeone. Ne ha facoltà.

 

SIMEONE (PdL-FI). Con l’ultima precisazione, che saranno settimane il tempo occorrente per l’inaugurazione di questo SAZ, posso dirmi soddisfatto della risposta. Grazie.

 

PRESIDENTE. Grazie, consigliere Simeone.

 

*****

 

Nomina revisori della Regione, ai sensi della L.R. 4/2013

 

PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto 1, reca: Nomina Revisori dei Conti della Regione ai sensi della L.R. 4/2013.

Chiedo ai due Consiglieri segretari presenti di raggiungermi per procedere all’estrazione per la nomina dell’organo dei Revisori dei conti.

Procediamo, quindi, all’estrazione dei tre componenti effettivi del Collegio dei Revisori dei conti.

 

(Seguono le operazioni di estrazione)

 

Il primo numero estratto è il n. 25, che corrisponde al nome di Monforte Vincenzo, nato a Taormina e residente a Roma, iscritto al Registro dei Revisori legali pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 1995. Pertanto, il primo componente del Collegio dei Revisori dei conti è il dottor Monforte Vincenzo.

Il secondo numero estratto è il n. 33, che corrisponde al nome di Salani Paolo, nato a Viterbo e ivi residente, iscritto al Registro dei Revisori legali dal 1999. Pertanto, il secondo componente del Collegio dei Revisori dei conti è il dottor Salani Paolo.

Il terzo numero estratto è il n. 4, che corrisponde al nome di Bizzarri Antonio, residente in provincia di Teramo, iscritto al Registro dei Revisori legali dal 1995. Pertanto, il terzo componente del Collegio dei Revisori dei conti è il dottor Bizzarri Antonio.

Procediamo a questo punto all’estrazione dei due componenti supplenti del Collegio dei Revisori dei conti.

Il primo numero estratto è il n. 6, che è il dottor Cirilli Andrea, nato a Macerata e residente a Macerata, iscritto al Registro dei Revisori legali dal 1995. Pertanto, il primo membro supplente estratto è il dottor Cirilli Andrea.

Il secondo supplente estratto è il dottor Conti Sergio, nato a Grottaferrata e residente a Grottaferrata. Il secondo revisore dei conti supplente estratto è il dottor Conti Sergio, numero 7.

Procediamo pertanto alla verifica di tutti i numeri all’interno dell’urna.  

 

(Seguono le operazioni di verifica)

 

Completate le operazioni di estrazione del Collegio dei Revisori dei conti, dobbiamo effettuare una sospensione tecnica per permettere di sistemare la questione del Collegio dei revisori dei conti e riprenderemo alle ore 13,30 con la proposta di legge n. 60 per chiudere alle 15.00, come avevamo programmato ieri in Conferenza dei capigruppo.

Sospendiamo quindi la seduta, riprendiamo alle 13,30 con l’illustrazione della proposta di legge n. 60.

La seduta è sospesa.

 

(La seduta è sospesa alle ore 12,53 e riprende alle ore 13,49)

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LEODORI

 

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio. Chiedo ai consiglieri di prendere posto.

 

Proposta di deliberazione consiliare del giorno 14 gennaio 2015, di iniziativa del consigliere Leodori, concernente: “Nomina dei membri del collegio dei revisori dei conti della Regione, ai sensi dell’articolo 26, comma 1 della legge regionale 28 giugno 2013, n. 4, a seguito dell’ordinanza del Consiglio di Stato (sezione quinta) n. 03874/2014 reg. prov. cau..” (Pdc n. 38)

 

PRESIDENTE. Eravamo al punto 1 all’ordine del giorno, con l’estrazione relativa al Collegio dei Revisori dei conti. Dopo aver effettuato l’estrazione, dobbiamo procedere alla votazione della delibera e poi andiamo a incardinare il punto successivo, ossia la proposta di legge n. 60.

 

Ordine dei lavori

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sull’ordine dei lavori, la consigliera Corrado. Ne ha facoltà.

 

CORRADO (M5s). Sull’ordine dei lavori, signor Presidente, perché l’Aula è semideserta, se non deserta, quindi come facciamo a votare una delibera? Magari potrebbe attendere altri cinque minuti, almeno facciamo una votazione seria. Grazie.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Abbruzzese. Ne ha facoltà.

 

ABBRUZZESE (PdL-FI). Presidente, io invece, non voglio urtare la suscettibilità di nessuno, però è una delibera che viene votata per alzata di mano, quindi credo che possa essere tranquillamente messa in votazione e, soprattutto, invito il Presidente, siccome noi abbiamo un impegno politico, tra l’altro lo abbiamo già comunicato in Conferenza dei capigruppo, se è possibile incardinare la proposta di legge n. 60, magari ascoltare la relazione del proponente Presidente della Commissione e poi sospendere i lavori e continuare il dibattito nella prossima seduta consiliare. Grazie.

 

PRESIDENTE. Sì, credo che sia giusto passare all’illustrazione generale della proposta di legge e poi sospendere eventualmente il Consiglio.

Però i consiglieri, come vedete, stanno arrivando, quindi procederei con la votazione.

 

Votazione

 

PRESIDENTE. Pongo in votazione la proposta di deliberazione.

 

(Il Consiglio approva all’unanimità)

 

Pongo in votazione, ai sensi del Regolamento, l’autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva all’unanimità)

 

*****

 

Proposta di legge regionale n. 60 del giorno 09 settembre 2013, di iniziativa dei consiglieri Petrassi, Manzella, Sabatini, Bianchi, Denicolò, Pernarella, Giancola, Abbruzzese, Patanè, Buschini concernente: “Disciplina della partecipazione alla formazione e attuazione della normativa e delle politiche dell’unione Europea nonché delle attività di rilievo internazionale della Regione”

 

PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto 2, reca: Proposta di legge regionale n. 60 del giorno 09 settembre 2013, di iniziativa dei consiglieri Petrassi, Manzella, Sabatini, Bianchi, Denicolò, Pernarella, Giancola, Abbruzzese, Patanè, Buschini concernente: Disciplina della partecipazione alla formazione e attuazione della normativa e delle politiche dell’unione Europea nonché delle attività di rilievo internazionale della Regione.

Darei la parola al consigliere Petrassi per l’illustrazione generale della legge. Ne ha facoltà…

 

(Interruzione del consigliere Cangemi)

 

Ordine dei lavori

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà.

 

(Interruzione di un consigliere)

 

CANGEMI (Ncd). No, no, la procedura va bene, però voglio dire, se magari sospendiamo cinque minuti per far entrare tutti i colleghi in Aula, perché non c’è nessuno, quindi, voglio dire, interrompiamo dopo la relazione, ma anche per il lavoro della Commissione, altrimenti se la racconta da solo la legge. Quindi semmai  sospende cinque minuti, in modo da far rientrare tutti i colleghi e, dopo la relazione, si chiudono i lavori.

 

PRESIDENTE. Io credo che intanto l’illustrazione può essere portata avanti, tanto i colleghi stanno arrivando, quindi un’illustrazione generale può essere fatta. E poi dopo vediamo come procedere con i lavori.

Ha chiesto di parlare, sull’ordine dei lavori, la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.

 

DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Io, invece, credo che sia una totale mancanza di rispetto nei confronti del proponente, che in questo caso è anche un presidente di commissione, non essere qui in Aula per l’illustrazione di questa proposta di legge, che è molto importante, oltre che, mi permetta di dirlo, ben fatta.

Per cui chiedo sicuramente una sospensione al fine di riempire un po’ di più l’Aula di colleghi. Grazie.

 

PRESIDENTE. Credo che l’illustrazione può essere ascoltata anche nelle altre stanze del piano del Consiglio, quindi credo che ci siano consiglieri che stanno aspettando, io non credo che ci sia bisogno di una sospensione. E’ vero che sarebbe meglio una presenza maggiore in Aula, oltre a un’attenzione dei consiglieri, però credo che l’illustrazione intanto possa essere fatta dal consigliere Petrassi.

Ha chiesto di parlare il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà.

 

CANGEMI (Ncd). Solo per dire che non parteciperò ai lavori dell’Aula. Visto che non “frega” niente a voi, immagini quanto me ne può “fregare” a me sostanzialmente.

Quindi, voglio dire, ritenete giusto illustrare una proposta di legge senza nessuno in Aula e che gli altri se la sentano per radio o da un’altra parte, quindi auguri.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Perilli. Ne ha facoltà.

 

PERILLI (M5s). Presidente, quando si dice l’ascolto dell’Aula. Sono stati fatti tre interventi, di cui l’ultimo del consigliere Cangemi, che ha anche abbandonato l’Aula, perché, Presidente, scusi, ostinarsi a continuare a volere discutere una legge, fare una relazione, aver fatto votare dinanzi a un’Aula vuota! Questo veramente non si può capire, Presidente, perché non vuole ascoltare l’Aula. Adesso viene da un Capogruppo di un gruppo importante, adesso ci sono anche altri colleghi, perché non dare ascolto e costringere i colleghi ad abbandonare l’Aula?

Secondo me questo deve essere riportato al giusto e corretto modo di interfacciarsi. Insomma, Presidente, non si può condurre i lavori dell’Aula in questa maniera, quindi, le chiedo cortesemente di accordare quella sospensione. Se l’avesse accordata prima un consigliere non avrebbe abbandonato l’Aula.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Valeriani. Ne ha facoltà.

 

VALERIANI (Pd). Grazie, Presidente.

A me spiace che apriamo una polemica su questo. Francamente mi sembra sbagliato, perché c’è stata una richiesta, che l’Aula immagino voglia accogliere a nome del Presidente, a nome di tutta l’Aula, cioè la richiesta di fare l’illustrazione della proposta di legge per poi consentire, chiudendo i lavori, a un’importante forza di opposizione di seguire un’iniziativa legittima di partito, quindi, mentre l’Aula è disponibile ad accogliere una richiesta di questo tipo, ossia interrompere i lavori programmati dalla Conferenza dei capigruppo, secondo me cerchiamo di non accendere una polemica inutile, perché, è vero che c’è bisogno di rispetto per chi non è in Aula, e sarebbe auspicabile che chi è fuori rientri, però è anche vero che ci vuole pure un po’ di rispetto per chi in Aula c’è. Siccome io ci sono in Aula, penso che sia giusto, così come è stato proposto dall’opposizione, ascoltare l’esposizione della proposta di legge da parte del Presidente della Commissione e poi quando ci sarà… Ecco, è arrivato anche Storace, siamo sempre di più, non credo sia una mancanza di rispetto e che sia anche una mancanza di rispetto quella di sospendere i lavori, che sono ripresi con venti minuti di ritardo rispetto a quanto detto quando abbiamo sospeso un’ora fa, per chi invece in Aula c’è già e vorrebbe ascoltare la relazione del Presidente Petrassi. Grazie.

 

PRESIDENTE. Guardi, io senza voler far polemica, come vedete, l’Aula forse è anche in numero legale, io non ho verificato, però se voi contate i consiglieri presenti, al netto dell’assente che ha lasciato per polemica i lavori, ci siamo quasi. Quindi credo che sia opportuno, anche per rispetto per chi è venuto in Aula e ha…

(Interruzione del consigliere Cangemi che rientra in Aula))

 

No, consigliere Cangemi, non per polemica, dicendo che eravamo troppo pochi e non era giusto ricominciare, però credo che  se non siamo 26, forse, insomma, io credo che siamo 26, a occhio, quindi direi di iniziare l’illustrazione.

 

Relazione

 

PRESIDENTE. Prego, consigliere Petrassi. Ne ha facoltà.

 

PETRASSI (Cd). Grazie, Presidente.

Cari colleghi consiglieri e assessore, subito dopo l’entrata in vigore della riforma costituzionale del 2001, le Regioni italiane hanno mostrato particolare attenzione verso gli strumenti offerti dall’ordinamento per giocare un ruolo attivo nel processo di formazione e di attuazione delle norme europee.

Oggi il quadro normativo è cambiato. L’articolo 117 della Costituzione, come riformato, afferma che lo Stato e le Regioni esercitano il potere legislativo nel rispetto dei principi costituzionali e gli obblighi derivanti dall’ordinamento comunitario, dando rilievo costituzionale ai rapporti delle Regioni con l’Unione europea. A ciò si aggiunga che l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona del 2009 ha realizzato un’ulteriore apertura alle esigenze specifiche delle Regioni nel rispetto del principio di sussidiarietà.

La Commissione europea dovrà tener conto dell’impatto delle proprie proposte legislative, in particolare delle direttive, sulla legislazione regionale, mentre le Assemblee regionali con potere legislativo parteciperanno alla verifica del corretto esercizio della competenza a livello europeo.

L’intreccio tra la produzione di norme europee e regionali è evidente. Le norme dell’Unione europea incidono su settori sempre più ampi e che soventemente coincidono con gli ambiti di competenza regionale (agricoltura e pesca, tutela dell’ambiente, protezione dei consumatori, trasporti, energia), rischiando condanne al pagamento di sanzioni nel caso d’interventi regionali non conformi alla legislazione europea.

Nonostante la grande attenzione mostrata dallo Statuto per le tematiche europee di rilevanza regionale che ha istituito, nell’ambito delle Commissioni consiliari, la Commissione permanente per gli affari comunitari, manca a tutt’oggi nell’ordinamento regionale una specifica legge diretta a disciplinare gli aspetti procedurali relativi all’esercizio dei poteri e all’adempimento degli obblighi di competenza regionale derivanti dall’appartenenza all’Unione europea.

La presente proposta di legge intende colmare questa lacuna consentendo al Lazio di collocarsi su questo profilo accanto alla quasi totalità delle Regioni italiane che si sono già dotate di una legge di disciplina dei suddetti aspetti.

Il principio ispiratore della proposta di legge espresso dalle disposizioni generali del Capo I (Disposizioni generali) è rappresentato dall’esigenza di creare un rapporto collaborativo e un flusso informativo continuo tra la Giunta e il Consiglio regionale in merito all’esercizio delle rispettive competenze regionali in ambito europeo in modo da consentire tra l’altro al Consiglio di esercitare in piena consapevolezza la propria funzione di indirizzo e controllo sull’attività svolta dalla Giunta nei rapporti con l’Unione europea.

Il Capo II (Partecipazione della Regione alla formazione degli atti dell’Unione europea), articoli 4, 5, 6 e 7, disciplina la partecipazione della Regione alla cosiddetta fase ascendente del diritto dell’Unione europea, ossia alla formazione degli atti dell’Unione europea valorizzando il ruolo svolto in proposito dalla Commissione consiliare permanente competente in materia di affari europei.

La partecipazione regionale ai processi decisionali europei viene sostanzialmente articolata in due fasi. Il punto di partenza della partecipazione è rappresentato dall’esame del programma dei lavori della Commissione europea in cui sono indicate le iniziative legislative, e non, che la Commissione intende realizzare nell’anno di riferimento.

All’inizio di ogni anno il Consiglio regionale, su impulso della II Commissione, ha l’opportunità di effettuare una sorta di programmazione della partecipazione regionale alla cosiddetta fase ascendente effettuando una prima selezione politica degli argomenti ritenuti di prioritario interesse per la Regione.

L’esame del programma di lavoro annuale della Commissione consente di conoscere in anticipo, anche se in linea generale, gli atti dell’Unione europea alla cui formazione la Regione potrà avere interesse e partecipare rendendo possibile una preliminare attività preparatoria sia tecnica che politica.

Nel corso dell’anno poi si realizza la concreta partecipazione della Regione alla formazione di singoli atti dell’Unione europea attraverso la formulazione di osservazioni di merito al Governo ai sensi dell’articolo 24, comma 3, della legge n. 234 del 2012 e la verifica del rispetto del principio di sussidiarietà ai sensi dell’articolo 6 del protocollo sull’applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al Trattato di Lisbona.

In merito alla formulazione delle osservazioni regionali sui progetti di atti dell’Unione europea la proposta di legge ha seguito un modello collaborativo tra Giunta e Consiglio regionale caratterizzato dall’iniziativa della Giunta e dall’approvazione con risoluzione della Commissione affari europei e delle Commissioni competenti in materia, secondo le disposizioni del Regolamento dei lavori del Consiglio. Rimane ferma la facoltà di sottoporre all’approvazione dell’Aula nel caso di questioni di particolare rilevanza.

E’ poi previsto un meccanismo di salvaguardia per consentire la formulazione delle osservazioni della Regione anche in caso di inerzia di uno dei soggetti coinvolti. In assenza di iniziativa della Giunta le osservazioni possono essere approvate dalla Commissione o dall’Aula su iniziativa di ciascun consigliere. In assenza della risoluzione della Commissione o della delibera dell’Aula le osservazioni possono essere adottate dalla Giunta con propria deliberazione.

La proposta di legge delinea un ruolo preminente per la II Commissione anche relativamente al controllo del rispetto del principio di sussidiarietà nei progetti di atti legislativi dell’Unione europea. Alla Commissione, con il coinvolgimento delle Commissioni competenti per materia secondo le modalità del Regolamento dei lavori del Consiglio, la proposta di legge affida il compito di effettuare il controllo di sussidiarietà e di approvare con risoluzione le relative valutazioni da inviare alle Camere, ferma restando la facoltà di sottoporre l’approvazione all’Aula in caso di questioni di particolare rilevanza.

Per quanto concerne la partecipazione regionale diretta alla formazione degli atti dell’Unione europea è semplicemente previsto che il Presidente della Regione dia tempestiva informazione al Consiglio della partecipazione propria o di un suo delegato quale componente della delegazione italiana che prende parte alle attività del Consiglio dell’Unione europea, nonché della designazione di soggetti incaricati di partecipare alle delegazioni italiane, ai gruppi di lavoro e ai Comitati del Consiglio dell’Unione europea della Commissione.

La disciplina del Capo III, Adeguamento all’ordinamento regionale degli obblighi derivanti dall’appartenenza all’Unione europea (articoli 8, 9, 10, 11 e 12) della cosiddetta fase discendente del diritto dell’Unione europea, ossia, dell’attuazione delle direttive e degli altri atti dell’Unione europea, che comportano obblighi di adeguamento nelle materie di competenza legislativa regionale, è condizionata dalla scelta preferenziale operata dal legislatore statutario a favore di una legge regionale europea d’iniziativa della Giunta, da approvare annualmente nell’ambito di una sezione dei lavori a ciò espressamente riservata.

Oltre a disciplinare il contenuto della legge regionale europea e a prevedere la possibilità, nei casi di urgenza, di adeguare l’ordinamento regionale agli atti dell’Unione europea anche al di fuori di essa, la proposta di legge disciplina dettagliatamente il contenuto in una relazione informativa su tutte le competenze esercitate in ambito europeo e che la Giunta ha l’obbligo di presentare annualmente al Consiglio regionale contestualmente alla proposta di legge regionale europea e che il Consiglio esamina nel corso della sezione europea.

Nel Capo IV (Competenze del Presidente della Regione), articoli 13, 14 e 15, si prendono in considerazione alcune competenze del Presidente della Regione in ambito europeo. Si disciplina sia la possibilità di attivare, in via indiretta, il controllo giurisdizionale sugli atti dell’Unione ritenuti illegittimi attraverso la richiesta al Governo di proporre ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea, sia la possibilità della Regione di adire direttamente la Corte di giustizia, sia pure nelle ipotesi dell’articolo 263, per quanto nel Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, ossia, come una qualsiasi persona giuridica contro un atto che la riguarda direttamente e/o individualmente. In entrambe le ipotesi, questa prerogativa è esercitata dal Presidente della Giunta, come prevede l’articolo 41, comma 4 del nostro Statuto, previa delibera della Giunta, anche su proposta del Consiglio delle Autonomie locali, dandone comunicazione tempestiva al Consiglio regionale.

Prendendo poi atto di quanto avviene già nella prassi, la proposta di legge colloca in capo al Presidente della Regione il coordinamento delle politiche e delle attività regionali relative agli aiuti di Stato e prevede l’inserimento della clausola di sospensione dell’efficacia degli atti normativi e amministrativi della Regione che prevedono aiuti di Stato e che sono soggetti a decisioni e autorizzazioni della Commissione europea.

Il Capo V (Informazione e partecipazione), articolo 16, contiene una specifica norma sul ruolo del Consiglio regionale per la promozione della conoscenza delle Istituzioni, delle politiche e delle attività dell’Unione europea presso i cittadini e gli enti locali, anche al fine di favorire la partecipazione ai programmi e ai progetti promossi dall’Unione europea.

Il Capo VI (Rapporti internazionali), articoli 17, 18 e 19, riguarda infine le attività della Regione di rilievo internazionale, che dopo la riforma costituzionale si sono ampliate fino a ricevere espressa copertura costituzionale, arrivando ad includere nelle materie di competenza regionale l’attuazione e l’esecuzione degli accordi internazionali, nonché la conclusione di accordi con Stati e di intese con enti territoriali interni ad altri Stati.

Con riferimento a questi ultimi accordi e intese, la proposta di legge non può che conformarsi a quanto stabilito dall’articolo 23, dello Statuto, in ordine alla necessità di ratifica con legge.

Tra le disposizioni finali, Capo VII (Disposizioni finali), articoli 20, 21 e 22, la norma sulle modalità organizzative che è, come tutta la legge, improntata ad un modello collaborativo di rapporti tra Giunta e Consiglio. Essa sottolinea l’esigenza che i due organi regionali disciplinino gli aspetti organizzativi interni per lo svolgimento delle attività previste dalla presente legge, assicurando le necessarie risorse umane in possesso di adeguate e specifiche competenze professionali e attivando procedure di raccordo e coordinamento tra tutte le strutture interessate.

Di grande importanza è la norma che esprime la necessità di completare il nuovo quadro delle procedure determinato dalla proposta di legge attraverso le modifiche del Regolamento dei lavori del Consiglio, con particolare riguardo a quelle relative alla sessione europea, nonché alle modalità con cui la Commissione consiliare competente in materia affari europei svolge il proprio ruolo nella fase ascendente, sia relativamente alla formulazione delle osservazioni al Governo sui progetti dell’Unione europea, sia relativamente alla verifica del rispetto del principio di sussidiarietà.

In conclusione si tratta di cogliere le opportunità offerte dal nuovo quadro normativo, europeo e nazionale, volto a rafforzare l’integrazione europea. Attraverso questa legge, la Regione si dota di una procedura che consente di partecipare efficacemente al processo decisionale europeo e di conoscere contenuti e motivazioni delle norme europee in formazione, affinché possano essere meglio adattate alle specificità ed ai bisogni regionali in fase di recepimento. Grazie.

 

PRESIDENTE. Grazie, consigliere Petrassi.

E’ stata avanzata la richiesta, da parte del gruppo che ha un impegno politico nel pomeriggio, di anticipare la chiusura. Quindi, anziché chiudere alle ore 15,00 il Consiglio, come avevamo programmato ieri nella Conferenza dei capigruppo, c’è la richiesta di chiudere subito dopo l’illustrazione generale della proposta di legge n. 60. Credo sia giusto aderire a questa richiesta dovuta ad un impegno politico, come già abbiamo fatto per tutti i gruppi politici quando è stato richiesto, quindi sospendiamo la seduta e la stessa è aggiornata a martedì 20 alle ore 11,00.

Ricordo ai consiglieri che la prossima settimana il Consiglio si terrà martedì, mercoledì e giovedì, sempre con inizio alle ore 11,00.

La seduta è sospesa.

 

La seduta è sospesa alle ore 14,10

 

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Servizio Giuridico Istituzionale

Direttore Avv. Costantino Vespasiano

 

Resocontazione

Responsabile Stefano Mostarda

 

Resocontisti

Gabriella Mostarda, Cedat85

 

Revisore

Gabriella Mostarda

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Allegato n. 1


Proposte di legge presentate

 

Proposta di legge n. 232 del giorno 12 gennaio 2015, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 936 del 30.12.2014, concernente: “Modifiche alla Legge Regionale 6 luglio 1998, n. 24 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposte a vincolo paesistico)”

 

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Proposta di legge n. 233 del giorno 12 gennaio 2015, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 934 del 30.12.2014, concernente: “Norme regionali di riallocazione delle funzioni amministrative già esercitate dalle province alla luce della legge 7 aprile 2014, n. 56 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni) e successive modifiche”

 

 

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 Allegato n. 2

 


Mozioni presentate

 

Mozione n. 279 del giorno 22 dicembre 2014, dei consiglieri Barillari, Porrello, Denicolò, concernente: “Rilancio della Casa del Parto \"Acqualuce\" di Ostia”

 

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Mozione n. 280 del giorno 30 dicembre 2014, dei consiglieri Denicolò, Perilli, concernente: “Sostegno alle PMI per investimenti in ricerca e sviluppo”

 

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Mozione n. 281 del giorno 30 dicembre 2014, dei consiglieri Perilli, Denicolò, concernente: “Progetto parcheggio Via de Lollis (San Lorenzo) in Roma - ritrovamento sito archeologico”

 

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Mozione n. 282 del giorno 7 gennaio 2015, dei consiglieri Barillari, Porrello, concernente: “Rispetto delle norme relative al consenso informato sulle vaccinazioni”

 

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Mozione n. 283 del giorno 9 gennaio 2015, dei consiglieri Barillari, Porrello, concernente: “Riconoscimento della rete degli psiconcologi del Lazio”

 

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Mozione n. 284 del giorno 13 gennaio 2015, del consigliere Santori, concernente: “Sicurezza stradale all\'interno della rete viaria regionale”

 

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Mozione n. 285 del giorno 13 gennaio 2015, del consigliere Santori, concernente: “Organizzazione di percorsi condivisi per il riconoscimento e l\'individuazione e cura della Sindrome Fibromialgica; attivazione di un Coordinamento Regionale per la definizione e realizzazione di percorsi terapeutici dedicati”

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Allegato n. 3

 

 

Interrogazioni a risposta scritta presentate

 

Interrogazione a risposta scritta n. 767 del giorno 19 dicembre 2014, del consigliere Aurigemma, concernente: “UOC Patologie emergenti ASL RME”

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 768 del giorno 22 dicembre 2014, dei consiglieri Barillari, Porrello, concernente: “individuazione strutture sanitarie pubbliche per la somministrazione farmaco Off-label Avastin ai sensi della Determina Agenzia Italiana del farmaco 23 giugno 2014 - pubblicato su G.U. n. 147 del 27.6.14”

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 769 del giorno 23 dicembre 2014, del consigliere Palozzi, concernente: “Casa di riposo (IPAB) S. Raffaele Arcangelo di Bagnoregio (VT)”

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 770 del giorno 23 dicembre 2014, dei consiglieri Barillari, Porrello, concernente: “Svendita laboratori di analisi convenzionati con la Regione Lazio”

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 771 del giorno 29 dicembre 2014, dei consiglieri Barillari, Porrello, concernente: “Grave carenza di operatori DSM nella Asl RM D”

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 772 del giorno 29 dicembre 2014, dei consiglieri Barillari, Porrello, concernente: “Nuova cassa integrazione per Colle Cesarano e verifica criteri di accreditamento”

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 773 del giorno 29 dicembre 2014, dei consiglieri Barillari, Porrello, concernente: “Verifica dello stato di attuazione delle risoluzioni approvate dal Consiglio regionale del Lazio”

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 774 del giorno 29 dicembre 2014, dei consiglieri Barillari, Porrello, concernente: “Situazione Colle Cesarano”

 

 

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 Allegato n. 4

 


Interrogazioni a risposta immediata presentate

 

Interrogazione a risposta immediata n. 50 del giorno 7 gennaio 2015, del consigliere Storace, concernente: “Chiarimenti su rapporti intercorsi tra salvatore buzzi, capo della cooperativa 29 giugno, e il Presidente della Giunta regionale, Nicola Zingaretti”

 

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Interrogazione a risposta immediata n. 51 del giorno 9 gennaio 2015, dei consiglieri Perilli, Porrello, concernente: “Richiesta di finanziamento per l\'altra scuola \"A Tibullo\" della Giunta comunale di Zagarolo del 12.09.2013 n. 125”

 

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Interrogazione a risposta immediata n. 52 del giorno 9 gennaio 2015, dei consiglieri Perilli, Porrello, concernente: “Legittimità determinazione n. G19191 del 30 dicembre 2014 ricognizione personale Laziosanità - ASP”

 

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Interrogazione a risposta immediata n. 53 del giorno 9 gennaio 2015, del consigliere Aurigemma, concernente: “Chiusura stazione ferroviaria Val d\'Ala”

 

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Interrogazione a risposta immediata n. 54 del giorno 9 gennaio 2015, del consigliere Aurigemma, concernente: “Unione dei Comuni per riduzione rete trasporto pubblico”

 

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Interrogazione a risposta immediata n. 55 del giorno 12 gennaio 2015, del consigliere Baldi, concernente: “Tutela del diritto all\'interruzione volontaria di gravidanza nella Regione Lazio e Provincia di Roma”

 

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Interrogazione a risposta immediata n. 56 del giorno 12 gennaio 2015, del consigliere Baldi, concernente: “Manutenzione mezzi Cotral; prevenzione rischio incendio”

 

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Allegato n. 5


Risposte scritte pervenute alle interrogazioni nn. 51, 126, 362, 479, 514, 519, 579, 599, 602, 610, 632, 652, 655, 656, 662, 663, 667, 686, 688, 698, 701, 708, 719, 724, 731, 737, 742

 

Interrogazione a risposta scritta n. 51 del giorno 24 giugno 2013, dei consiglieri Santori, Storace, concernente: “Situazione rifiuti nella Provincia di Roma”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 126 del giorno 27 agosto 2013, della consigliera Corrado, concernente: “Nomina commissari Aziende Territoriali per l\'Edilizia Residenziale pubblica dei Comuni di Roma, Provincia di Roma, Provincia di Frosinone, Provincia di Latina, Provincia di Rieti, della Provincia di Viterbo, del Comprensorio di Civitavecchia”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 362 del giorno 7 febbraio 2014, del consigliere Righini, concernente: “Incendio autobus Cotral Tratta Subiaco Roma”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 479 del giorno 23 aprile 2014, del consigliere Righini, concernente: “Trasporto pendolare dalla Valle dell\'Aniene - nuova viabilità complanari del tratto urbano dell\'a A24”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 514 del giorno 21 maggio 2014, del consigliere Santori, concernente: “Chiarimenti in merito alle nomine di direttore UOC facente funzione presso l’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 519 del giorno 22 maggio 2\'014, dei consiglieri Denicolò, Perilli, Porrello, concernente: “Stato di esecuzione dei pagamenti della mobilità in deroga gravanti sulla Regione Lazio”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 579 del giorno 17 luglio 2014, del consigliere Tortosa, concernete: “Incompatibilità della carica elettiva per il consigliere comunale di Monterotondo, Marco Rolloni, in quanto attuale “Responsabile dell\'Unità Aziendale di Alta Specialità di Cardiologia Preventiva e Riabilitazione ASL RMG””

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 599 del giorno 28 luglio 2014, del consigliere Sabatini, concernente: “Chiarimenti in merito soppressione fermate CO.TRA.L. via Salaria (III Municipio)”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 602 del giorno 22 luglio 2014, del consigliere Santori, concernente: “Utilizzo mezzo privato e rimborsi per spostamenti Dirigenti a dipendenti asl”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 610 del giorno 5 agosto 2014, del consigliere Santori, concernente: “Carenza di assistenza sanitaria VI e VII Municipio di Roma, accorpamento presidi sanitari via Giuturna 18, via Aldo Capitini, viale Bruno Rizzieri 226, via delle Canapiglie 100, P.zza Erasmo Piaggio 35”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 623 del giorno 21 agosto 2014, del consigliere Storace, concernente: “Chiarimenti su situazione palazzo occupato a via Cavaglieri a Roma”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 652 del giorno 24 settembre 2014, del consigliere Sbardella, concernente: “Gara per l\'affidamento del servizio sanitario di emergenza 118”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 655 del giorno 26 settembre 2014, del consigliere Santori, concernente: “Centrale unica acquisti e Bando indetto dal Policlinico Tor Vergata finalizzato al conferimento di un incarico di collaborazione esterna a n. 1 laureato in discipline giuridico-economiche per l\'avvio del Progetto \"Reingegnerizzazione delle attività di governo e razionalizzazione della Spesa\" nell\'ambito della UOC Approvvigionamenti”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 656 del giorno 26 settembre 2014, del consigliere Santori, concernente: “Chiarimenti in merito alle procedure di comando in ingresso presso il PTV”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 662 del giorno 1 ottobre 2014, del consigliere Santori, concernente: “Sede Lazio Service - Via del Serafico 121 e ipotesi alternativa al trasferimento della Direzione regionale agricoltura e sviluppo rurale, caccia e pesca”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 663 del giorno 1 ottobre 2014, dei consiglieri Barillari, Perilli, Blasi, Denicolò, Porrello, Corrado, concernente: “Registrazione atti seduta Giunta del 30.09.2014 e nomina del Dott. Nereo Zamaro Direttore Politiche Sociali”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 667 del giorno 3 ottobre 2014, dei consiglieri Perilli, Porrello, concernente: “Regolarità il concorso di medicina generale indetto dalla Regione Lazio per gli 85 posti destinati al corso di formazione in medicina generale”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 686 del giorno 14 ottobre 2014, del consigliere Storace, concernente: “Chiarimenti su procedura indetta con atto n. 1039 del 23 dicembre 2011 dell\'Ifo”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 688 del giorno 15 ottobre 2014, dei consiglieri Barillari, Corrado, Perilli, Porrello, Denicolò, concernente: “DGR 637/2014 e riconoscimento di indennità di 170.000 euro a titolo risarcitorio a seguito delle dimissioni dell\'Amministratore unico di Lazio Service Sig.Massimiliano Martucci”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 698 del giorno 23 ottobre 2014, del consigliere Palozzi, concernente: “Copertura in amianto dei magazzini dell\'Ospedale \"Grassi\" di Ostia”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 701 del giorno 27 ottobre 2014, del consigliere Storace, concernente: “Taglio dei fondi ai gruppi consiliari comunali”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 708 del giorno 28 ottobre 2014, de consigliere Gramazio, concernente: “Servizio di elisoccorso presso l\'Azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 719 del giorno 6 novembre 2014, del consigliere Storace, concernente: “Chiarimenti su nomina comandante polizia locale comune Civita Castellana”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 724 del giorno 7 novembre 2014, de consigliere Gramazio, concernente: “Situazione del Collegio Nazareno di Roma”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 731 del giorno 17 novembre 2014, del consigliere De Lillo, concernente: “Convenzioni C.R.I. - Ares 118”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 737 del giorno 19 novembre 2014, del consigliere Perilli, concernente: “Bando \"Innovazione: Sostantivo Femminile\"”

 

RISPOSTA

 

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Interrogazione a risposta scritta n. 742 del giorno 26 novembre 2014, del consigliere Porrello, .concernete: “Illegittime trivellazioni e sondaggi sul territorio di Maccarese (RM) in Zona 1 e Zona 2 della Riserva del Litorale Romano, riconosciuta tramite decreto del Ministero dell\'Ambiente del 29/3/1996 - Gazzetta Ufficiale del 2/5/1996”

 

RISPOSTA

 

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Resocontazione

Responsabile Stefano Mostarda

 

 

 



Seduta Pubblica n. 38 (1ª sessione) Di Lunedì 22 Dicembre 2014 (ore 12,00)

CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO 38.

 

SEDUTA DI LUNEDI’ 22 DICEMBRE 2014

(1ª sessione)

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LEODORI

INDI

DEL VICEPRESIDENTE STORACE (ore 15,29)

INDI

DEL VICEPRESIDENTE VALERIANI (ore 16,17)

INDI

DEL VICEPRESIDENTE STORACE (ore 17,00)

INDI

DEL PRESIDENTE LEODORI (ore 18,32)

 

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Ufficio di Presidenza

Presidente: Daniele Leodori

Vicepresidenti: Francesco Storace; Massimiliano Valeriani

Consiglieri Segretari: Maria Teresa Petrangolini; Gianluca Quadrana; Giuseppe Simeone

 

Gruppi consiliari

Centro Democratico: Cd (c.g. Piero Petrassi); Fratelli d’Italia: FdI (c.g. Giancarlo Righini); Gruppo misto: Misto (c.g. Pietro Sbardella); Il Popolo della Libertà: PdL-FI (c.g. Luca Gramazio); La Destra: LaD (c.g. Francesco Storace); Lista Civica Bongiorno Unione di Centro: LcB-Udc (c.g. Marino Fardelli); Lista Civica Nicola Zingaretti: LcZ (c.g. Michele Baldi); Lista per il Lazio: LpL (c.g. Riccardo Valentini); Lista Storace: LS (c.g. Olimpia Tarzia); Movimento 5 stelle Beppegrillo.it: M5s (c.g. Gianluca Perilli); Nuovo Centrodestra: Ncd (c.g. Pietro Di Paolantonio); Partito Democratico: Pd (c.g. Marco Vincenzi); Partito Socialista Italiano: Psi (c.g. Oscar Tortosa); Sinistra Ecologia Libertà: Sel (c.g. Gino De Paolis).

 

Giunta regionale

Presidente: Nicola Zingaretti

Vicepresidente: Massimiliano Smeriglio

Assessori: Formazione, Università, Scuola e Ricerca: Massimiliano Smeriglio; Semplificazione, Trasparenza e Pari opportunità: Concettina Ciminiello; Politiche del Territorio, della Mobilità e dei Rifiuti: Michele Civita; Attività produttive e Sviluppo economico: Guido Fabiani; Cultura e Sport: Lidia Ravera; Infrastrutture, Politiche abitative e Ambiente: Fabio Refrigeri; Agricoltura, Caccia e Pesca: Sonia Ricci; Bilancio, Patrimonio e Demanio: Alessandra Sartore; Lavoro: Lucia Valente; Politiche Sociali: Rita Visini.

 

 

INDICE


Ordine del giorno

 

(La seduta inizia  alle ore 12,33)

PRESIDENTE

(La seduta è sospesa  alle ore 12,33 e riprende alle ore 15,07)

PRESIDENTE

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE

Approvazione processi verbali

PRESIDENTE

Proposta di deliberazione consiliare n. 35 del giorno 09 dicembre 2014, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 80 del giorno 05 dicembre 2014, concernente: “Documento di economia e finanza regionale 2015 anni 2015-2017”

Proposta di legge regionale n. 229 del giorno 09 dicembre 2014, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 855 del 05 dicembre 2014, concernente: “Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017”

Proposta di legge regionale n. 230 del giorno 09 dicembre 2014, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 854 del 05 dicembre 2014, concernente: “Legge di stabilità regionale 2015”

Relazioni

PRESIDENTE

SARTORE, Assessore

BUSCHINI, Presidente IV Commissione

Discussione generale

PRESIDENTE

CANGEMI (Ncd)

Relazione

PRESIDENTE

CORRADO, Presidente Corecoco

Discussione generale

PRESIDENTE

STORACE (LaD)

MITOLO (LpL)

DI PAOLANTONIO (Ncd)

AURIGEMMA (PdL-FI)

SBARDELLA (Misto)

LUPI (Pd)

RIGHINI (FdI)

SIMEONE PdL-FI)

SANTORI (Misto)

ZINGARETTI, Presidente della Giunta

(La seduta è sospesa alle ore 19,47)

Allegati

n. 1 - Proposte di legge presentate

n. 2 - Proposte di deliberazione presentate

n. 3 - Mozioni presentate

n. 4 - Interrogazioni a risposta orale presentate

n. 5 - Interrogazioni a risposta scritta presentate

n. 6 Interrogazioni a risposta immediata presentate

n. 7 - Risposte scritte pervenute alle interrogazioni nn. 101, 130, 190, 192, 262, 315, 349, 367, 371, 424, 428, 434, 485, 540, 559, 595, 614, 615 e 723 ed alla all\'interrogazione a risposta orale n. 95

 

 



La seduta inizia alle ore 12,33

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LEODORI

 PRESIDENTE. Buon giorno a tutti, ci hanno comunicato che i lavori del Co.Re.Co.Co.  hanno ancora bisogno di circa un’ora di ulteriori lavori, quindi aggiorniamo il Consiglio e lo apriamo direttamente alle ore 14,30.

 

La seduta è sospesa.

(La seduta è sospesa alle ore 12,33 e riprende alle ore 15,07)

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LEODORI

PRESIDENTE. Buona sera, iniziamo i lavori del Consiglio con alcune comunicazioni, prima istituzionali e poi riguardanti i lavori dell’Aula.

Prima però delle comunicazioni istituzionali, volevo formulare a nome mio e del Consiglio  gli auguri di buon compleanno all’assessore Sartore, perchè oggi è il compleanno, e penso di poter parlare a nome del Consiglio stesso, il regalo che possiamo farle è quello di interrompere in un’ora per la quale possa poi festeggiare con la famiglia questa ricorrenza. Quindi questo è il regalo del Consiglio. Poi decideremo…

 

(Interruzione del consigliere Storace)

 

…no, ad un orario che le permetterà di festeggiare questa ricorrenza.

 

Comunicazioni del Presidente

 

PRESIDENTE. Per ciò che riguarda le comunicazioni della seduta n. 38 del 21 dicembre 2014, comunico, ai sensi del Regolamento del Consiglio regionale, che sono stati presentati i seguenti atti:

 

Proposte di legge: dal n. 229 al n. 231 (Allegato n. 1);

Proposte di deliberazione: dal n. 33 al n. 37 (Allegato n. 2);

 

Interrogazioni a risposta scritta: dal n. 754 al n. 766 (Allegato n. 5);

 

Interrogazioni a risposta orale: n. 96 (Allegato n. 4);

 

Interrogazioni a risposta immediata: dal n. 43 al n. 49 (Allegato n. 6);

 

Mozioni: dal n. 274 al n. 278 (Allegato n. 3).

 

Il Consigliere Bianchi ha sottoscritto le Proposte di Legge nn. 99, 141, 161, 202 e 225.

 

Il Consigliere Corrado ha sottoscritto la Proposta di Legge n. 191.

 

I Consiglieri Blasi e Porrello hanno ritirato la Mozione n. 163.

 

Il Consigliere Righini ha sottoscritto la Mozione n. 265.

 

Sono pervenute le risposte alle interrogazioni a risposta scritta nn. 101, 130, 190, 192, 262, 315, 349, 367, 371, 424, 428, 434, 485, 540, 559, 595, 614, 615 e 723 ed alla all\'interrogazione a risposta orale n. 95 (Allegato n. 7).

 

E\' pervenuta inoltre la relazione annuale di sintesi delle attività 2013/2014 del Comitato per la Legislazione.

 

Ai sensi dell\'articolo 28 comma 6 della L.R. n. 25 del 20.11.2011 comunico che sono pervenute copie delle deliberazioni di Giunta dal n. 833 al n. 838 e n. 894 concernenti le variazioni di bilancio ai capitoli di spesa.

 

E’ pervenuta in data 16 dicembre 2014 la comunicazione di nomina a Presidente del Gruppo consiliare Forza Italia del Consigliere Antonio Aurigemma, in sostituzione del Consigliere Luca Gramazio.

Informo che i fascicoli d\'Aula dell\'odierna seduta sono stati ordinati come segue:

 

I PARTE che include tutti i testi dei Provvedimento all’ordine del giorno;

 

II PARTE contenente gli allegati alla Proposta di legge n. 226 (Rendiconto generale della Regione Lazio per l’esercizio finanziario 2013); è stata consegnata una copia per gruppo consiliare;

 

III PARTE  contenente la Proposta di deliberazione n. 30 (Approvazione del conto consuntivo del Consiglio regionale del Lazio esercizio 2013) nonché la Proposta di legge n. 226.

 

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Approvazione processi verbali

 

PRESIDENTE. Sono stati trasmessi per l’approvazione da parte del Consiglio i processi verbali concernenti le sedute n. 36 del 12, 13, 24 e 26 novembre e 3 dicembre 2014 e n. 37 del 17 e 19 novembre 2014.

Se non vi sono obiezioni i processi verbali si intendono approvati.

 

(Sono approvati)

 

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Proposta di deliberazione consiliare n. 35 del giorno 09 dicembre 2014, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 80 del giorno 05 dicembre 2014, concernente: “Documento di economia e finanza regionale 2015 anni 2015-2017”

 

Proposta di legge regionale n. 229 del giorno 09 dicembre 2014, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 855 del 05 dicembre 2014, concernente: “Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017”

 

Proposta di legge regionale n. 230 del giorno 09 dicembre 2014, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 854 del 05 dicembre 2014, concernente: “Legge di stabilità regionale 2015”

 

Relazioni

 

PRESIDENTE. Procediamo a questo punto con i lavori del Consiglio regionale n. 38 del 22 dicembre.

Poiché non è ancora pervenuto il verbale con il parere del Co.Re.Co.Co., noi passiamo alla discussione generale dei punti 3, 4, 5, accantonando i punti 1 e 2, scusate, 3, 4, 6, accantonando i punti 1, 2, 5; che sono il Def, la legge di stabilità e il bilancio di previsione, la discussione generale con l’illustrazione dell’Assessore…

 

(Interruzione di un consigliere)

 

…congiunta, la discussione congiunta dei tre punti posti all’ordine del giorno, poi apriamo il dibattito e nel momento in cui arriverà il parere del Co.Re.Co.Co., questa sera o domani, riprendiamo i punti accantonati.

Cedo subito la parola all’assessore Sartore. Grazie.

 

SARTORE, Assessore. Gentile Presidente  e gentili assessori, sottoponiamo  all’esame del Consiglio regionale i Documenti di bilancio per l’anno 2015 e il triennio 2015-2017, il Documento di economia e finanza regionale 2015- 2017,  la Proposta di legge di stabilità per l’anno 2015, il Progetto di bilancio 2015 e pluriennale 2015-2017.

Prima di delineare in sintesi il contenuto dei predetti documenti voglio ringraziare i consiglieri di maggioranza e di opposizione ed in  particolare il Presidente della Commissione bilancio, partecipazione, demanio  e patrimonio, programmazione economica e finanziaria ed i suoi componenti per l’apporto alla discussione dei provvedimenti al loro esame in Commissione, anche con la presenza in audizione degli assessori di settore che ha potuto permettere una analisi maggiormente approfondita di tematiche settoriali afferenti i singoli assessorati. Si sono peraltro espressi in audizione le parti sociali ed il Consiglio delle autonomie locali che ha espresso il proprio parere in data 19 dicembre scorso.

Voglio ricordare che sul primo dei tre documenti, di cui esporrò in sintesi il contenuto, il Documento di economia e finanza regionale, si è discusso ed approfondito in Commissione con l’esame di molteplici emendamenti molti dei quali presentati dall’opposizione e che la Commissione bilancio ha ritenuto di fare propri approvandoli. Conseguentemente tale documento perviene all’esame dell’Aula arricchito e migliorato dal dibattito effettuato nella predetta commissione.

Per l’elaborazione di tale documento ricordo che è stato seguito l’allegato 4/1 del principio contabile applicato concernente la programmazione di bilancio del Decreto legislativo 126 del 2014, modificativo del Decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118 recante disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli Enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della Legge 5 maggio 2009 n. 42, nonché in coerenza con le linee di indirizzo assunte nella mozione 31 del Consiglio regionale del novembre 2013 e della deliberazione consiliare 10 aprile 2014 n. 2 che ha approvato le linee di indirizzo per un uso efficiente delle risorse finanziarie destinate allo sviluppo 2014-2020.

Il Documento di economia e finanza regionale 2015 è stato articolato in  due sezioni. Nella prima sezione viene analizzata l’azione di governo regionale dall’avvio della X Legislatura, il profilo  congiunturale regionale alla base delle previsioni economiche per il triennio 2015-2017, gli obiettivi strategici e gli strumenti di politica regionale in campo  economico, sociale e territoriale. A corredo di questa prima sezione è stata predisposta una appendice in cui sono  stati analizzati e descritti il contesto economico-finanziario all’interno del quale è stata sviluppata la programmazione delle politiche pubbliche di medio e lungo periodo, gli elementi strutturali  della programmazione economico-finanziaria nazionale che interagiscono con la pianificazione, programmazione e controllo dell’azione regionale, i contenuti degli strumenti di programmazione comunitaria 2014-2020.

L’azione di governo si è sostanziata per le politiche di bilancio negli specifici temi che hanno riguardato il debito finanziario verso le imprese e gli enti locali e, quindi, l’adesione ai Decreti legge 35, 102 e 66 per il pagamento dei debiti pregressi, la riqualificazione della spesa pubblica e la riorganizzazione amministrativa, in particolare la complessa riorganizzazione del gruppo Sviluppo Lazio.

Per le politiche di investimento per lo sviluppo regionale riguardanti i cicli di programmazione comunitaria 2007-2013, 2014-2020 e la programmazione degli interventi per la competitività del sistema economico-sociale, l’azione ha riguardato varie tematiche, quali ad esempio l’accesso al credito, la patrimonializzazione delle imprese, le start up, la formazione e l’occupabililtà delle classi giovani, la competitività del sistema e dei territori.

Per le politiche inerenti il mercato del lavoro l’azione si è concretizzata e si concretizza negli interventi di politica attiva e passiva per il lavoro e nelle azioni mirate all’occupazione settoriale. Sono state attuate politiche settoriali nell’ambito della cultura, dell’istruzione, dell’urbanistica, del territorio, nel settore dei trasporti e nel settore socio sanitario.

L’andamento tendenziale dell’economia regionale potrà essere influenzato in modo programmatico per il dispiegarsi degli effetti di impatto positivo recati dagli investimenti previsti dalla politica di coesione 2014-2020, dalla chiusura della programmazione 2007-2013 che concentrerà ancora molteplici risorse da spendere sul territorio nell’anno 2015, nonché degli investimenti in conto capitale previsti per il triennio 2015-2017, nonché per l’impatto macro-economico relativo ai pagamenti dei debiti della PA verso i creditori i cui effetti si faranno ancora sentire nel corso del 2015.

In termini programmatici il Pil nominale del 2015 si stima, proprio per queste motivazioni, possa essere incrementato di 0,3 punti percentuali rispetto al valore tendenziale nominale.

Le misure che qualificano il bilancio di previsione 2015-2017 e, dunque, la manovra da parte delle entrate e delle uscite del bilancio libero sono state elaborate in base ai vincoli stabiliti dalle norme relative al raggiungimento del pareggio di bilancio, delle norme che autorizzano nuove spese solo in relazione alle effettive disponibilità di cassa e, soprattutto, dall’entità delle voci di spesa connesse con il servizio del debito conseguente all’adesione della Regione Lazio all’anticipazione di liquidità per il pagamento dei debiti pregressi.

Nello specifico, l’obbligo del pareggio di bilancio e la riduzione della capacità di contrarre mutuo a pareggio rispetto al 2014 comporterà per il 2015 un ricorso al mercato per soli 180 milioni.

L’obbligo di inserire in bilancio una quota finanziaria minima per smaltire i debiti pregressi, così come previsto dal decreto legislativo 126/2014, comporterà per il 2015 una spesa stimata in 250 milioni.

A questi vincoli assunti nella manovra si aggiungono i provvedimenti in seno alla leva fiscale per il 2015. Dopo aver per l’anno in corso esentato l’addizionale Irpef per i redditi inferiori a 28.000 euro, per l’anno prossimo si stima possibile elevare la soglia di esenzione con riferimento a redditi inferiori a 35.000 euro, prevedendo l’incremento della dotazione del Fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale. La redistribuzione del carico fiscale potrà esonerare una platea di 2.330.000 contribuenti.

Le entrate a libera destinazione sono attese come ammontare per l’anno 2015 a 3 miliardi e 314 milioni e per il biennio successivo è stato previsto un incremento stimato attorno al 3,5 per cento.

Per una maggiore definizione dell’impatto della manovra 2015-2017, debbono essere considerate, come ho detto anche prima, le spese per lo sviluppo socioeconomico del territorio regionale, stimate per il triennio in oltre 2,4 miliardi di euro, 779 milioni per il 2015, 816 milioni per il 2016 e 835 per il 2017, in parte derivanti dai fondi strutturali europei che potranno essere attivati già per la partita 2014-2020 nel 2015 per circa 331 milioni.

Il quadro di finanza pubblica programmatico in conclusione è teso ad uno sforzo per il progressivo riequilibrio dell’indebitamento netto nel triennio di previsione. Con riferimento agli altri documenti al nostro esame, ricordo che stiamo operando in un sistema contabile complesso. Relativamente al progetto di legge di stabilità e di bilancio 2015-2017, entrambi sono stati predisposti sulla base delle nuove disposizioni contabili vigenti in materia di contabilità regionale, secondo quanto previsto, come già ho detto, dal decreto legislativo 126/2014, nonché sulla base delle disposizioni della legge di stabilità nazionale che per le Regioni a statuto ordinario ha introdotto già dal 2015 il principio del pareggio di bilancio.

In sintesi, la legge di stabilità si compone di sette articoli. Ai sensi del principio di programmazione di bilancio allegato al suddetto decreto, la legge di stabilità regionale è lo strumento mediante il quale, attraverso l’adozione di norme tese a realizzare effetti finanziari con decorrenza dal primo anno considerato nel bilancio di previsione, è definito il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio triennale prossimo.

All’articolo 1, recante “Norme in materia di leggi regionali di spesa e di misure di controllo della spesa regionale”, al comma 1 si dispone l’approvazione dell’elenco ricognitivo delle leggi di spesa vigenti nel triennio 2015-2017. Tenuto conto della nuova classificazione del bilancio, l’elenco è elaborato raggruppando le leggi regionali per missioni e programmi, sotto questi vi sono i capitoli di spesa. Ai successivi commi, in riferimento alle leggi regionali autorizzate da specifici interventi di spesa a carico del bilancio della Regione, si dispone il relativo limite di spesa pari a rispettivi stanziamenti iscritti nel bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017.

All’articolo 2 si provvede a definire le misure dell’addizionale regionale Irpef in vigore, con riferimento all’anno d’imposta 2015. Specificatamente, al comma 1 sono definite le misure delle aliquote applicate per ciascuno degli scaglioni di reddito definiti ai sensi dell’articolo 1 del Testo Unico delle imposte, il 917/1986, conformemente alle disposizioni di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 68/2011, con l’obiettivo di perseguire la finalità di realizzare una progressività impositiva per scaglioni di tale imposta. Al comma 2 si provvede a determinare per l’anno 2015 la dotazione del Fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale, ai sensi di quanto disposto dall’articolo 8, comma 9, della legge regionale 30 dicembre 2013, n. 13, mentre al comma 3 viene data espressa autorizzazione nei confronti della Giunta regionale a presentare, entro il 30 aprile 2015, una proposta di legge regionale che preveda per l’anno medesimo la mancata applicazione della maggiorazione dell’aliquota dell’addizionale regionale Irpef, di cui al primo comma, per i soggetti con reddito imponibile a fini di addizionale Irpef non superiore ad euro 35.000 e per i nuclei familiari con reddito imponibile fino a 50.000 euro e con tre o più figli a carico.

All’articolo 3 si prevede l’istituzione di un fondo con la dotazione pari a 1,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015-2017 destinato alla copertura, anche parziale, degli oneri di natura fiscale sostenuti per i primi ventiquattro mesi di attività delle start up innovative iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese di cui all’articolo 25, comma 8, del decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179. Ai relativi oneri si provvede nell’ambito delle residue disponibilità del fondo regionale per le piccole e medie imprese, di cui all’articolo 68 della legge regionale 28 dicembre 2006, n. 27.

All’articolo 4 si provvede all’eliminazione della tassa di concessione regionale dovuta, ai sensi dell’articolo 196 del Testo Unico n. 1265/1934, dai possessori di apparecchi radiologici per l’attività di ispezione degli stessi, in quanto sono venuti meno i presupposti giuridici a sostegno dell’applicazione di tale imposta. Tale intervento inoltre consente di ridurre gli oneri derivanti dalla gestione del tributo, sia nella fase di riscossione ordinaria che in quella di riscossione coattiva, nonché il notevole contenzioso.

Alla copertura di tali minori entrate, valutate in 50.000 euro a decorrere dal 2015, si provvede mediante le risorse iscritte a valere sul Bilancio regionale 2015-2017 nel fondo speciale di parte corrente, di cui al Programma 03 della missione “fondi e accantonamenti”.

All’articolo 5 si provvede a disciplinare la procedura di definanziamento delle opere pubbliche interamente coperte da finanziamenti regionali che, a distanza di oltre un triennio, non siano ancora state utilizzate dai beneficiari delle stesse.

All’articolo 6, recante “Disposizioni varie”, si provvede, con il comma 1, ad introdurre modifiche all’articolo 6 della legge n. 2/2013, concernente la disciplina organica dell’imposta regionale sulle concessioni statali dei beni del demanio marittimo. Tali modifiche sono necessarie dall’introduzione di nuovi termini per il versamento dei canoni e delle concessioni demaniali marittime, come definite dall’articolo 12bis, comma 1, del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito con modificazioni in legge 23 giugno 2014, n. 89.

Al fine di perseguire le finalità di razionalità, coerenza e semplificazione degli adempimenti posti a carico del contribuente, è opportuno provvedere ad un aggiornamento dei termini previsti dalla legge regionale n. 2 del 2013, con l’obiettivo di allineare la disciplina regionale a quella nazionale.

Il comma 2, recante “Modifica all’articolo 5, comma 12, della legge 30 dicembre 2013, n. 13”, estende il novero degli intermediari autorizzati alla riscossione della tassa automobilistica, ricomprendendovi, oltre ai soggetti che svolgono attività bancaria, anche gli istituti di pagamento, al fine di facilitare gli adempimenti a carico del contribuente.

Sempre in materia di tassa automobilistica regionale, il comma 3 persegue l’obiettivo di contenere i costi del servizio di riscossione e controllo della suddetta tassa affidando mediante procedura ad evidenza pubblica che ne consenta un maggiore efficientamento.

Con i commi 4 e 5 dell’articolo 5, al fine di consentire un più efficace recupero delle somme tributarie e non, iscritte a ruolo e non riscosse, si intende autorizzare la Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, ad adottare le iniziative idonee necessarie a tale scopo.

L’articolo 7, infine, è volto a garantire, per i contributi previsti nella legge di stabilità regionale 2015 e nella legge regionale di bilancio 2015-2017, il rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, con particolare riferimento alle norme procedurali.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE

STORACE

(ore 15,29)

 

Passando al documento di bilancio, segnalo che il bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017 è stato anch’esso predisposto in conformità delle disposizioni contabili vigenti in tale materia, così come disciplinato anche per il disegno di legge di stabilità.

Alle norme in materia di entrata e di spesa, di cui agli articoli 1 e 2, che quantificano il bilancio al lordo delle poste tecniche delle partite di giro in euro 38.663.867.141,53 per l’anno 2015, in termini di competenza, ed in euro 41.668.878.759,41, in termini di cassa; in euro 31.834.521.494,31 per l’anno 2016 e in euro 31.835.172.995,93 per l’anno 2017, solo in termini logicamente di competenza, fanno seguito le norme di natura tecnica volte a definire la composizione del bilancio 2015-2017 e a garantirne la relativa gestione nel corso degli esercizi finanziari di riferimento.

Conseguentemente, il bilancio, al netto delle poste tecniche e le partite di giro, è pari a euro 16.160.441.407,71 per l’anno 2015, in termini di competenza, e in euro 19.909.307.041,66 in termini di cassa; in euro 15.595.409.494,31 per l’anno 2016 e 15.592.060.995,93 per l’anno 2017, solo in termini di competenza.

Come già avvenuto per il bilancio dell’anno scorso, il bilancio 2015-2017 non prevede distinzione tra gli allegati riferiti al bilancio annuale e quelli relativi al bilancio pluriennale e, separatamente per le entrate e per le spese, la rappresentazione delle poste contabili è avvenuta in un unico schema nel quale sono riportati gli stanziamenti previsti per il triennio. Tale rappresentazione, oltre a semplificare la lettura del bilancio stesso, consente di avere una visione immediata della natura programmatica delle entrate ed in particolare della spesa.

Il bilancio è articolato in titoli e tipologie per le entrate e in missioni e programmi per le spese. Si compone di sedici allegati, redatti nel rispetto delle disposizioni di cui agli articoli 11 e 39 del decreto legislativo 118 del 2011.

L’articolo 3 elenca gli allegati che compongono il bilancio di previsione finanziario, alla cui approvazione provvede il Consiglio regionale, ai sensi dell’articolo 13 del decreto 118 del 2011, per cui l’unità di voto per l’approvazione del bilancio è costituita dai programmi. Tale approvazione rappresenta la fase del cosiddetto bilancio decisionale, distinto dal bilancio gestionale, alla cui adozione provvede la Giunta regionale.

Ai sensi del comma 2 dell’articolo 3, infatti, con apposita deliberazione della Giunta regionale, contestualmente all’approvazione del bilancio da parte del Consiglio regionale, si approva il documento tecnico di accompagnamento ripartito in tipologie e categorie per le entrate e in missioni e programmi macro aggregati per le spese, del bilancio finanziario gestionale ripartito in capitoli, al quale è allegato il prospetto riguardante le previsioni di competenza e di cassa dei capitoli della gestione sanitaria accentrata.

L’articolo 4 della proposta di legge quantifica gli importi stanziati per i fondi di riserva iscritti nella missione 20 del bilancio di previsione, distinguendo il fondo di riserva per le spese obbligatorie e il fondo di riserva per le spese impreviste, il fondo di riserva per le autorizzazioni di cassa, i fondi speciali, i fondi relativi al pagamento delle somme derivanti dalle reiscrizioni di partite di debiti cadute in perenzione amministrativa, i fondi per il pagamento delle perdite potenziali ed i fondi relativi ai cofinanziamenti regionali. Inoltre, al comma 5 del medesimo articolo, si dispone che a decorrere dal primo gennaio 2015 si applica quanto previsto dall’articolo 60, comma 3 del decreto legislativo 118/2011 e successive modificazioni, per cui non è più consentita la cancellazione dei residui passivi dalle scritture contabili per la perenzione. All’articolo 5, oltre a essere stabilito il livello massimo di ricorso al mercato finanziario nel limite di 3.555.479.963,66 è autorizzata la contrazione di mutui e/o altre forme di indebitamento finalizzati a nuovi investimenti fino a un massimo di 182.443.093,09 euro, in misura non superiore alle quote di capitale rimborsate.

L’articolo 6 dispone che per le spese obbligatorie, le spese a destinazione vincolata e i relativi cofinanziamenti, le spese connesse ad interventi per calamità naturali, le spese inderogabili concernenti il trasporto pubblico, la sanità, le politiche sociali e l’istruzione, la facoltà di impegnare gli stanziamenti per il triennio 2015-2017 è pienamente esercitata. Per le altre spese si applica quanto previsto agli articoli 39 comma 4 e 56 comma 6 del decreto legislativo 118/2011, laddove in particolare per quel che concerne l’articolo 56, comma 6, si dispone l’obbligo, per chiunque adotti provvedimenti che comportano impegni di spesa, di accertare preventivamente che il programma dei conseguenti pagamenti sia compatibilità con gli stanziamenti di bilancio e con le regole di finanza pubblica, pena la responsabilità in termini disciplinari ed amministrativi. L’articolo 7 concerne le variazioni di bilancio. Sono applicate le disposizioni dell’articolo 51 del decreto legislativo 118/2011. Per quanto non espressamente indicato nel suddetto decreto e nei relativi principi applicativi, sono definite le ulteriori modalità di variazione al bilancio di previsione.

Con l’articolo 8 si approvano i singoli bilanci degli enti dipendenti della Regione e all’articolo 9 si prevedono gli allegati di cui al decreto legge 25 giugno 112 del 2008, nonché quelli previsti concernenti la nota sui derivati e l’elenco degli immobili soggetti a valorizzazione e alienazione. Infine, l’articolo 10 dispone che per quanto non espressamente previsto dalla presente proposta di legge, si applicano le disposizioni del 118/2011 e successive modifiche e integrazioni. Ai sensi del suddetto decreto, infatti, a decorrere dal primo gennaio 2015, cessano di avere efficacia le disposizioni legislative regionali con esso incompatibili.

 

PRESIDENTE. Grazie, assessore.

Ha chiesto di parlare il presidente Buschini. Ne ha facoltà.

I colleghi che si vogliono iscrivere a parlare lo segnalino alla Presidenza.

 

BUSCHINI (Pd). Signor Presidente, assessori, carissimi colleghi, dopo i lavori della Commissione i documenti programmatori per il triennio 2015-2017 giungono all’esame e all’approvazione dell’Aula. Il contesto regionale di riferimento riscontrato nell’anno 2014 non si discosta in maniera marcata dallo scenario più generale nazionale ed europeo, che ha riscontrato generalmente una fragilità in termini di crescita ed espansione. Alla fase della crescita, riscontrata tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 è seguito un nuovo periodo di stagnazione dell’economia nella seconda metà del 2014.

Il Pil regionale, che si è contratto di ben 6,5 punti percentuali nell’ultimo quinquennio, ha chiuso il 2013 con una flessione di 1,3 punti e si avvia a un timido rialzo nel 2014, pari allo 0,1 per cento rispetto ad un -0,3 su scala nazionale.

In tale contesto segnali di fiducia arrivano rapportando i dati del terzo trimestre 2014 con lo stesso periodo del 2013, dove si registrano 85.000 occupati in più e un indicatore “sentiment” delle imprese che per la prima volta risulta positivo dopo più di due anni.

Le previsioni per il triennio 2015-2017 indicano incrementi della ricchezza lorda per il Lazio pari rispettivamente a +0,5 per cento, +1,1 per cento e +1,1 per cento. Questi dati ci indicano un percorso di ripresa, seppur lenta, ma non in grado di mettere la nostra Regione al riparo da turbolenze future.

La parifica ottenuta dalla Corte dei conti e la conseguente approvazione del rendiconto generale della Regione per l’anno 2013 ci consegnano un quadro generale dei conti che evidenzia da un lato la certezza dei numeri proposti, dall’altro segnali di miglioramento della finanza regionale della Regione.

Il disavanzo annuale, infatti, passa dai 5,24 miliardi di euro del 2012 ai 4,97 miliardi del 2013, che inverte una tendenza al rialzo che caratterizzava i rendiconti della Regione fin dal 2006.

L’esposizione debitoria complessiva regionale ammonta alla fine del 2013 a complessivi 14,8 miliardi di euro, di cui 3,78 miliardi riconducibili alla voce “Anticipazioni di liquidità del decreto 35”.

L’adesione ai benefici previsti dai decreti normativi in tema di pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione ha portato nelle casse della Regione trasferimenti straordinari complessivi di 8,7 miliardi di euro, la maggior parte dei quali è stata utilizzata per pagare le migliaia di obbligazioni contratte negli anni passati dalla Regione nei confronti di imprese, cittadini, studenti ed enti locali. Allo Stato la Regione ha pagato quasi tutti i suoi debiti liquidi ed esigibili contratti fino al 31.12.2012.

L’adesione ai decreti e il pagamento dei debiti hanno consentito un importante ritorno di gettito di tributi, con particolare riferimento all’IVA, maggiore rispetto al trend nazionale. I dati riferiti al periodo gennaio-agosto 2014 dicono che il gettito Irpef regionale è aumentato rispetto al 2013 dell’1,13 per cento, mentre quello nazionale è -0,8 per cento.

Gli incassi delle imposte dirette sono aumentati nello stesso periodo del 5,64 per cento, mentre il trend nazionale è pari al 3,4 per cento. Ancora più marcato è, all’interno dell’ultimo dato, l’aumento di gettito IVA, che registra un +7,53 per cento su base regionale rispetto ad un +3,2 per cento su scala nazionale.

Inoltre l’accordo già raggiunto con il MEF, ai sensi del decreto n. 66/2014, riserverà nelle casse della Regione ulteriori 1,47 miliardi di euro per far fronte al pagamento dei debiti contratti fino al 31.12.2013.

I maggiori oneri sul bilancio della Regione conseguenti alla contrazione dei mutui per il reperimento della liquidità saranno attenuati dalla rinegoziazione dei mutui pregressi contratti con il MEF, che già oggi sono quantificabili in 90 milioni di euro l’anno.

In merito a quest’ultimo dato è bene precisare, oltre ovviamente il ricarico dell’Irpef, come già spiegato dall’assessore Sartore, che attraverso un’apposita legge regionale, da emanare entro il 30 aprile, saranno esentati dal pagamento dell’addizionale tutti i redditi inferiori ai 35.000 euro, innalzando la soglia di esenzione rispetto al 2014, che era stata determinata a 28.000. In questo modo saranno esentati circa 2.330.000 contribuenti.

Oggi la Regione può considerarsi un partner affidabile per le imprese, per gli Enti locali, per i fornitori. Con l’introduzione della fatturazione elettronica, i tempi medi di pagamento delle obbligazioni contratte sono scesi da 253 giorni del 2013 agli attuali 60 nel settore sanitario e dai 3 anni del 2013 agli attuali 150 giorni negli altri settori.

Tutto ciò è dimostrato con evidenza concreta non solo dal giudizio di parifica che la Corte dei conti ha espresso sul rendiconto 2013, ma dalla valutazione del rating della Regione che l’agenzia Moody’s alza da negativo a stabile. Fatti concreti, avvenuti a solo diciotto mesi dal nostro insediamento.

I provvedimenti legislativi approvati finora nel corso di questa legislatura ridisegnano il quadro generale dello scenario e della mission della Regione Lazio. Le leggi 4 e 10 del 2013, la legge 7 del 2014 ci consegnano una serie di provvedimenti legislativi che, da un lato, razionalizzano ed efficientano la macchina regionale, e dall’altro producono risparmi a beneficio della collettività amministrata.

E’ quantificabile in 162 milioni di euro il risparmio annuo derivante dai complessi procedimenti di ristrutturazione e razionalizzazione della struttura delle società e degli enti regionali. La soppressione di Enti come l’Asp e l’Abecol, la fusione di Bic Lazio, Filas, Banca Impresa, Unionfidi nella nuova Sviluppo Lazio, la riduzione dei componenti dei collegi dei revisori dei conti negli enti collegati, l’introduzione della figura dell’amministratore unico al posto dei consigli di amministrazione, il ridisegno della struttura di vertice della governance della Giunta regionale e il taglio dell’indennità di mandato ai consiglieri e agli assessori regionali sono provvedimenti che non sono stati annunciati, ma di fatto sono realizzati, così come l’abolizione dei vitalizi e le altre norme previste dalla legge 4.

Il bilancio del Consiglio regionale passa dai 92 milioni di euro del 2012 ai 59 milioni in bilancio per il 2014. La razionalizzazione della macchina regionale produce risparmio, efficienza, trasparenza. La discussione in Commissione bilancio, e soprattutto le audizioni con le parti sociali e gli assessori, hanno evidenziato la necessità di aumentare il livello di trasparenza e di informazione dell’azione del governo della Regione non solo ai colleghi consiglieri, ma anche ai cittadini. Credo sia una giusta istanza che intendo raccogliere e portare avanti. Ed ho riscontrato una grande voglia dei cittadini di sapere e di essere parte attiva nelle scelte della Pubblica amministrazione.

Come accennavo in precedenza, penso sia doveroso sottolineare il ruolo che la Commissione e il Consiglio regionale stanno esercitando in questa legislatura. Il 2014 ha visto il varo di importanti provvedimenti che saranno l’ossatura dell’azione amministrativa dei prossimi anni. La deliberazione n. 2 del 2014 del Consiglio regionale dal titolo “Linee di indirizzo per un uso efficiente delle risorse da destinare allo sviluppo 2014-2020”, discussa e migliorata dai lavori in Commissione e di Consiglio regionale, rappresenta in maniera inequivocabile il cambio di passo adottato in questa X legislatura in tema di risorse destinate allo sviluppo, in maniera coerente e strategica in funzione degli obiettivi prefissati.

Le risorse, sia rimodulate e utilizzate nella programmazione 2013, che quelle nuove del 2020, partendo dal Documento di programmazione economico-finanziaria del triennio 2014-2016, confluiscono in un disegno unitario di sviluppo contenuto nelle azioni cardine dei 45 progetti con cui il Lazio cambia e riparte.

E’ in questo quadro di programmazione e sostegno all’economia e al sociale che la nostra Regione è riuscita, nel corso del 2014, ad utilizzare i soldi della vecchia programmazione, riportando il Lazio tra le prime Regioni in tema di capacità di utilizzo e spesa dei fondi europei.

Siamo stati i primi a far partire il progetto nazionale “Garanzia giovani”, con i bandi aperti di circa 66 milioni di euro. Abbiamo onorato le obbligazioni che la Regione da anni aveva nei confronti di studenti universitari, vincitori di borse di studio che da anni non venivano erogate. Abbiamo investito 31 milioni di euro in bandi per sostenere le imprese di start up innovative, la creatività dei giovani. Abbiamo introdotto il principio di impresa culturale, 103 milioni di euro gestiti per la cassa integrazione in deroga, 2765 accordi per gli ammortizzatori sociali, 3,5 milioni per finanziare l’indotto di Alitalia. Gli accordi di programma Anagni-Fiuggi e di Rieti generano 80 milioni il primo e 16 milioni di euro il secondo per il sostegno ad aree fortemente compromesse dalla crisi economica e da disastri ambientali come quelli della Valle del Sacco. E’ stata approvata la legge sullo spettacolo dal vivo, con uno stanziamento di 4,5 milioni di euro. Abbiamo sostenuto i processi di internazionalizzazione e di creazione di reti di impresa sia attraverso risorse dirette agli investimenti che attraverso sistemi di accesso al credito e patrimonializzazione delle PMI. Nei primi otto mesi del 2014 sono stati 437 i milioni di euro che il Fondo centrale di garanzia ha finanziato alle imprese del Lazio. Con il varo definitivo dei programmi operativi è partita la grande riorganizzazione della Sanità del Lazio; la rete delle Case della Salute è partita da Sezze, poi Pontecorvo e pochi giorni fa Rocca di Papa con un progetto che, inserito nella nuova programmazione 2014-2020, si estenderà a tutti i 48 distretti sanitari nel Lazio.

Il disavanzo certificato al 31.12.2013 del comparto sanità è stato al di sotto del 5 per cento del totale complessivo del fondo sanitario regionale, e ciò sta a significare che l’obiettivo strategico di uscire dalla gestione commissariale della sanità della Regione è un obiettivo al quale possiamo e dobbiamo tendere.

La chiusura della discarica di Malagrotta ci pone l’obiettivo di una nuova governance nella gestione e nel trattamento del ciclo dei rifiuti del Lazio, basata sulla raccolta differenziata per tutti i Comuni con un fondo che fino al 2016 stanzia 155 milioni di euro.

Così come sono stati affrontati i temi delicati ed importanti della vita quotidiana dei cittadini del Lazio, come i trasporti pubblici, attraverso l’acquisto di nuovi treni per complessivi 330.000 posti in più al giorno; per la copertura del disavanzo Cotral e il pagamento dei fondi del contratto di Trenitalia per il trasporto regionale.

Ho voluto rimarcare questi argomenti per sottolineare in maniera chiara ed inequivocabile il lavoro che dall’inizio di questa legislatura, insieme, Giunta, Commissioni e Consiglio, abbiamo portato avanti, nell’esclusivo interesse dei cittadini del Lazio.

La nuova Regione vogliamo costruirla su basi solide, rocciose e non sulla sabbia, anche attraverso una governance politico-programmatica che definisca le fasi di pianificazione, programmazione, valutazione e controllo con alla base tre principali criteri: nuovi orientamenti ai risultati; strette connessioni tra responsabilità, gli obiettivi di mandato e la disponibilità finanziaria; coordinamento e specializzazione dei sistemi di pianificazione e controllo rispetto alle principali funzioni istituzionali.

E sono d’accordo con le parole di questa mattina del Presidente Zingaretti, le istituzioni devono avere la lungimiranza di perdere potere a vantaggio dell’efficienza. Un nuovo modello di sviluppo che riporti il Lazio e la Regione di Roma Capitale ad un rango primario nello scenario nazionale ed europeo.

Non stiamo guardando al passato, ma al futuro e alle nuove generazioni. E’ su queste basi che nascono e si sviluppano i documenti contabili in discussione e l’approvazione del triennio 2015-2017. Nel corso del 2015 avremo la concomitanza di una serie di elementi concatenati tra loro, che insieme possono generare un effetto moltiplicatore importante per l’economia e lo sviluppo della nostra Regione. Sarà l’ultimo anno di gestione dei fondi strutturali della programmazione 2007-2013 e il primo della nuova programmazione 2014-2020.

Nei giorni scorsi si è concluso positivamente il partenariato per il fondo sociale europeo che assegna definitivamente alla nostra Regione circa 902 milioni di euro. Proseguirà il processo di pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione attraverso i residui del decreto 35 e lo sbocco di un’ulteriore liquidità finanziata ai sensi del 66. Sarà l’anno per l’Expo Milano 2015.

Il Lazio è la seconda Regione, dopo la Lombardia, a beneficiare dell’afflusso turistico e imprenditoriale proveniente da tutto il mondo che raggiungerà il nostro Paese nei mesi all’esposizione universale.

Le stime valutano in 18 milioni il numero dei visitatori che giungeranno in Italia e gran parte di loro soggiorneranno nella nostra Regione. Bene ha fatto la Giunta e il Presidente Zingaretti a investire su questo importante avvenimento, sia attraverso fondi per l’allestimento del padiglione Lazio a Milano, sia a sostegno dell’attività turistico-ricettive di imprese, strutture ed enti locali del Lazio.

La manovra di bilancio del 2015 prevede entrate complessive per 3,7 miliardi di euro, al netto del settore sanitario, delle altre risorse vincolate e delle partire tecniche. Le spese di investimento previste raggiungono 779 milioni di euro, mentre ammonta a 150 milioni il fondo dell’articolo 4 della legge regionale 10, a sostegno delle piccole e medie imprese del Lazio.

E’ prevista una legge di stabilità del fondo per la riduzione della pressione fiscale delle imprese start up innovative, con uno stanziamento pari a 1,5 milioni di euro ed il fondo di riduzione della pressione fiscale regionale è quantificato in 200 milioni di euro.

Il diritto allo studio, altra questione strategica del Lazio, è finanziato con un fondo di circa 60 milioni di euro tra sostegno diretto ed edilizia scolastica.

Così come già avvenuto nel corso del 2014, il fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo è rifinanziato con 15 milioni di euro per il triennio 2015-2017. La realizzazione e la ristrutturazione dei teatri regionali con un fondo di 6 milioni e le attività dei giovani finanziate da produzioni culturali di circa 4 milioni di euro.

In tema di infrastrutture stradali regionali, provinciali e comunali, appositi fondi prevedono un’attenzione in questo settore.

Partita nel 2015 la bonifica della Valle del Sacco in provincia di Frosinone, con un fondo triennale di 16 milioni di euro.

Come detto, il fondo dell’articolo 4 della legge regionale n.10, a sostegno delle piccole e medie imprese, è finanziato per circa 155 milioni di euro, attraverso interventi di sostegno all’accesso al credito, al rafforzamento delle garanzie, interventi infrastrutturali, riposizionamento competitivo, processi di internazionalizzazione, sostegni diretti all’artigianato e alla cooperazione.

Ancora, 15 milioni di euro investiti nella ricerca, lo sviluppo e il trasferimento tecnologico, 3,5 per il rifinanziamento della legge regionale 46 del 2002, riguardante le imprese ricadenti nell’indotto FIAT di Piedimonte San Germano, e 15 milioni di euro per lo sviluppo e la realizzazione di reti di impresa.

Carissimi colleghi, in maniera certamente non esaustiva, ho cercato di esporre i contenuti cruciali, secondo me, dei documenti programmatori che sono oggi in discussione ed approvazione da parte del Consiglio regionale. Documenti frutto di un processo di riorganizzazione importante dell’ente, in un contesto, come dicevo in apertura, che permane complesso. Penso di poter affermare che il tempo trascorso dall’inizio di questa X legislatura sia stato utilizzato per porre in essere azioni e decisioni nell’esclusivo interesse dei cittadini, con l’obiettivo del rilancio dell’ente Regione come attore e partner decisivo nei processi di sviluppo e crescita sociale ed economica del nostro territorio.

Permettetemi di rivolgere un ringraziamento doveroso a tutti i componenti della IV Commissione, sia essi di maggioranza che di minoranza, ai vicepresidenti, Di Paolantonio e Lupi, ai capigruppo, al presidente Storace, per il lavoro che insieme abbiamo svolto e che continueremo a svolgere nel prosieguo della legislatura.

Un ringraziamento rivolto a tutta la Giunta, al Presidente Zingaretti, all’assessore Sartore, che costantemente ha seguito i lavori della Commissione con competenza, dedizione, disponibilità e sensibilità. Grazie al personale del nostro Consiglio, al Consiglio regionale, per il lavoro e la disponibilità. Il poco tempo a disposizione purtroppo non ci ha consentito la piena discussione, anche approfondita, di tutti i documenti in approvazione nella sede della Commissione, sarà l’Aula a svolgere questo compito ed a giungere all’approvazione che mi auguro sia la più ampia possibile.

 

PRESIDENTE. Grazie, Presidente Buschini.

Comunico all’Aula che è pervenuta la richiesta, da parte dei colleghi Aurigemma, Di Paolo, Righini, del sottoscritto e Sbardella, di poter convocare, in deroga alla sessione di bilancio, la Commissione VIII per la delibera sui saldi. Se non ci sono osservazioni, così si intende stabilito.

Per quanto riguarda la discussione generale è iscritto a parlare il consigliere Cangemi, raccomando ai colleghi di affrettarsi per le iscrizioni altrimenti Cangemi sarà l’unico a parlare.

 

Discussione generale

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà.

 

CANGEMI (Ncd). Rompo il ghiaccio quindi, Presidente Storace. Non pensavo di essere il primo della lista dei colleghi a intervenire, ma va bene perché l’intervento del presidente Buschini sostanzialmente stimola, anche perché lui vive evidentemente in un’altra Regione! Toni trionfalistici, presidente Buschini, lei ha usato nella relazione, finalmente si è degnato di fare una relazione! Perché questa volta ha fatto una relazione politica, gliene do atto, ma questi toni stridono un po’ con la situazione attuale, con quello che sta vivendo la nostra Regione, con la situazione invece forse più giusta e più onesta che ha illustrato l’Assessore al bilancio.

Io ho partecipato a quasi tutti i lavori della Commissione, pur non essendo della Commissione, proprio perché sentivo il bisogno di partecipare per capire meglio alcuni aspetti in alcuni settori di competenza di alcuni assessori, di alcuni assessorati. In effetti mi è servito anche per entrare meglio nella questione relativa ad alcuni argomenti che poi porterò all’attenzione dell’Aula. Obiettivi e strategie, linee di indirizzo, scelte politiche, questa è la centralità che caratterizza l’azione politica di chi deve governare. Però io, ripeto, fatico a comprendere, lo dico al Presidente della Commissione, la sua relazione. Parla di un percorso di ripresa, parla di una Regione affidabile, parla di risparmi! Io approfitto anche della presenza del Presidente della Regione, Presidente, di risparmi ne abbiamo visti pochi, al di là di quelli che lei ha annunciato, e qualche giorno fa l’abbiamo vista in grande difficoltà durante una trasmissione televisiva dove non ha fatto, secondo me, una bella figura. E’ quello che noi abbiamo più volte sottolineato in Aula, quando vi abbiamo detto: “Attenzione che voi aumentate i costi della politica con i dirigenti che continuate a nominare”! Siete passati da 35 a 63 dirigenti! Questo dicono alcuni elementi che poi sono stati oggetto di una trasmissione che abbiamo visto tutti. Quando vi abbiamo detto che con quella legge peggioravate le cose, da quattro a ventiquattro era il tetto che innalzavate dei dirigenti regionali, avete detto che non era vero. E’ una brutta figura!

E’ una brutta figura anche quando lei ha detto - e glielo chiedo pubblicamente - che ha inviato migliaia, centinaia di migliaia, milioni di curricula a Londra! Ma a Londra a chi! Ci dice anche a chi li ha mandati, perché in effetti, voglio dire, c’è forse un’agenzia londinese che si occupa di questa roba? In effetti è una curiosità, presidente Zingaretti! Non la vediamo mai, una volta che la vediamo qualche domanda gliela facciamo. Quindi, voglio dire, per capire un po’ che è successo a Londra e con quale scelta gli inglesi hanno selezionato la classe dirigente della Regione.

Vede, ci siamo domandati in Commissione quali secondo noi sono criticità oggettive, vere rispetto per esempio al ruolo centrale e ai costi di Sviluppo Lazio, dell’azione di governo di Sviluppo Lazio, qui l’assessore Fabiani ci dice: “Attenzione perché anch’io ho difficoltà a capire bene…”…

 

(Interruzione dell’assessore Fabiani)

 

Non è una critica, Assessore, nel senso che ho registrato male io, perché parlare con lei è sempre difficile, perché ha sempre quel ruolo da professore! Ma non è così, nel senso che io dicevo che il ruolo centrale di Sviluppo Lazio è gestito in maniera complicata, non si capisce, lei pure ha sottolineato che ci sono delle difficoltà, ma, voglio dire, oggettive in base a questa holding che avete creato, e quindi su questo vogliamo capire di più, perché ha dei costi, ha una gestione complicata che è parallela a quella dell’Amministrazione.

Poi vogliamo sapere qualcosa in più rispetto anche a quello che dice Buschini. Io vorrei sapere del Padiglione Lazio per l’Expo di Milano, perché anche lì in Commissione…, presidente Storace, lei è un provocatore!... Sull’Expo di Milano io vorrei sapere un po’ quello che la Regione sta facendo. Mi dicono che la delega ce l’ha il Presidente della Regione come turismo, come gestione diretta di questo importante, come dice il consigliere Buschini, momento di valorizzazione anche del nostro territorio. Ecco, su questo vorrei capire qualcosa di più.

E poi i ruoli centrali. I ruoli centrali che hanno visto in questi mesi in difficoltà la nostra Regione. Io vorrei che qui il Presidente Zingaretti si prendesse la responsabilità di dire che aumenteranno le tasse per i cittadini della nostra regione in questo anno, non che diminuiranno. Bisogna dire le cose come stanno. Tecnicamente è stato annunciato, ma diciamo la verità su quanto aumenteranno le tasse per i cittadini di questa nostra regione.

Io, vede, non entro adesso nella polemica che vorrei fare, ma lo farò presto invitando alcuni commentatori televisivi in Regione per far capire bene quello che è stato veramente il taglio dei vitalizi, che poi non è vero che li abbiamo tagliati noi, i vitalizi sono stati tagliati precedentemente, poi vedremo quanti rinunceranno a qualcosa, insomma ci divertiremo su questo… Io ho firmato forse prima di lei, Presidente Storace!... Io pure ho rinunciato, ma mi divertirò poi in separata sede, sennò mischio tutto e faccio troppa confusione, mi divertirò proprio su questa roba, mi farò due risate su quelli che invece non rinunciano e non rinunceranno mai a quello che è tuttora un privilegio! Quindi io sull’abolizione dei vitalizi e su quanto si guadagna con questa operazione andrei veramente con i piedi di piombo.

Invece, Presidente, sulla questione “sanità” noi siamo entrati nell’argomento con l’assessore Sartore, io qui vorrei capire, oltre ai costi della Cabina di regia che ho visto nel bilancio, ma l’Assessore ce li ha detti, è stata molto precisa, che costa nell’insieme, quindi anche con il commissario nominato dal Governo, ci costa 600.000 euro, io vorrei capire qua che cosa fa il coordinatore della cabina di regia! Oltre a dare una poltrona a un ex politico “trombato”, vorrei capire, Presidente Zingaretti, qual è il ruolo centrale, qual è veramente la funzione di questo strumento che appesantisce ancora di più la struttura regionale.

Abbiamo capito in quella Commissione che c’è un riconoscimento della crescita della popolazione, ma non è questo un merito, voglio dire, “finalmente ci hanno riconosciuto l’aumento della...”, e che merito è? La popolazione è aumentata, e quindi se la popolazione è aumentata aumenta il fondo, quindi non è quella la vittoria che si deve, secondo me, rivendicare!

Comunque, voglio dire, ci sono tanti temi, avete tolto alcune società, le avete eliminate, abbiamo detto “va bene”. Io su alcune non ero d’accordo, tipo Abecol, l’avete chiusa, abbiamo capito che dovevate sostanzialmente riequilibrare alcuni assetti, però per esempio vedo che ancora non chiudete Aremol! Perché non chiudete Aremol? Cioè, quali interessi dovete difendere ancora in quell’agenzia? Questo va capito, perché su alcune cose avete fatto un salto in avanti, anche con il lavoro dell’opposizione, e su alcune questioni perdete tempo! Su questo io vorrei delle spiegazioni, su quei costi, di quelle agenzie. Perché poi se voi chiudete un’agenzia e ne aprite un’altra, e qui, Presidente, noi avevamo annunciato in aula chi è che diventava il nuovo direttore dell’Agenzia della protezione civile! Lo abbiamo detto, collega Valeriani, senza fare il nome e nel rispetto della figura dei dirigenti,  ma mesi prima abbiamo detto: “Sarà un ex vigile del fuoco della Provincia di Viterbo”, e si è avverato, Presidente! Perché chiaramente avete costruito intorno ad alcune figure un ruolo di interesse! Ma mi preoccupo nel momento in cui, però, non date importanza a determinate scelte. Per esempio per la Protezione civile avete voluto un’agenzia, l’abbiamo votata grazie all’aiuto del Presidente Storace, in un giorno abbiamo votato una legge qua dentro, e non l’avete neanche calendarizzata nei lavori della Commissione! Nel senso che il direttore dell’Agenzia della Protezione civile non è stato sentito dalla Commissione, non c’era nel calendario, è stato l’assessore che ha risposto sulla questione della Protezione civile perché non avevate calendarizzato il ruolo dell’Agenzia. Non l’avete neanche fatto in Commissione, su tagli che lì riguardano dal 60 al 70 per cento! Dal 60 al 70 per cento di tagli per il ruolo della Protezione civile! Avete voluto un’agenzia vuota, quindi peggiorando veramente quella che già era una situazione complessa. Allora  su questo noi ci preoccupiamo.

E poi, e vado a concludere, il tema della sicurezza. Lei parla di “legalità”, noi parliamo di “sicurezza”.

E qui abbiamo discusso a lungo nella Commissione bilancio con l’assessore Ciminiello. L’assessore Ciminiello grida: “Tagli al 60 per cento del mio assessorato sul comparto sicurezza”! Lo dice l’assessore, il suo assessore, non il mio, cioè è anche il mio, però quello che lei ha scelto, dice: “Avete tagliato il 60 per cento”, dico bene, assessore Sartore? Addirittura con un appello di massima - no? -: “Presentate emendamenti”, maggioranza e opposizione!

Quindi, voglio dire, è interessante anche come metodo di lavoro, ma capisco l’assessore che si preoccupa e dice: “Voi tagliate in maniera drastica”! E io le dico, per esempio, che fine hanno fatto quei famosi “Patti per Roma e per il Lazio sicuro”? Presidente, lei il Patto per Roma lo ha firmato, è stato elemento anche centrale, me lo ricordo, quando con i soldi della Regione l’allora Presidente della Provincia veniva a inaugurare la sala operativa della Questura di Roma! Mi ricordo, mi ricordo anche chi rappresentava la Provincia nella trattativa, non dirò il nome, ma ci arriviamo da soli a dire chi rappresentava la Provincia nel tavolo della sicurezza con il Prefetto di Roma, scelto da lei, nominato da lei! Quindi io le chiedo come mai su questo non c’è un dibattito, una riflessione, visto che lei era uno dei firmatari.

E poi un’altra questione, ho visto che nel bilancio avete messo “zero” sulle politiche per i diritti dei detenuti, zero! Allora se vogliamo fare di tutta l’erba un fascio, allora tutte le cooperative…, quando parlo di “fascio”, qualcuno vedo che…!

Allora, sulle cooperative, se tutte le cooperative sono cooperative di briganti, lo voglio sapere! Se tutto il lavoro fatto negli istituti penitenziari è da buttare via! Se tutta quell’attività fatta per il processo rieducativo che faceva la Regione Lazio negli anni, lei mi deve dire perché è “zero”! E poi rifinanziate il Garante dei detenuti! Cioè il Garante dei detenuti lo rifinanziate, però non rifinanziate l’attività che si faceva nelle carceri! Allora, scusate, facciamo il contrario, leviamo il Garante e teniamo l’attività nelle carceri a sostegno dell’operato dell’Assessorato.

Ma perché dobbiamo, ogni qualvolta c’è qualche situazione che coinvolge l’attività amministrativa della Regione, del Comune, azzerare tutto e dire: “Fa tutto schifo”! Non funziona così, ma questo lo dico perché le ho vissute alcune esperienze. Non si può mettere zero da una parte e dall’altra finanziare dirigenti e funzionari. Non si fa così! Le cose si fanno con coraggio, avete deciso di togliere? Togliete tutto, i garanti, anche dell’infanzia, perché poi troviamo altri garanti e altri osservatori! Perché abbiamo scoperto che ogni assessorato ha un osservatorio, anzi ogni delega ha un osservatorio!

Allora, osservatori, “case”, ogni tanto ci troviamo una “casetta” - che non è quella del Piano casa -, e poi ci troviamo praticamente “cabine di regia”, “tavoli di regia”! Voglio dire, ma è possibile che ogni assessorato ci dice che fa un osservatorio che costa zero e poi nel bilancio scopriamo che ogni osservatorio di questi costa un milione di euro, per esempio, per i progetti sull’osservatorio! E’ impossibile! Civita dice: “Ma sarà?”, è così, io pure non lo sapevo, però partecipando ai lavori scopro che gli osservatori non costano però hanno un milione di euro per la funzione, per le attività a sostegno, per le associazioni! E non si fa, non è questo il messaggio che noi vogliamo dare anche con il lavoro dell’opposizione. Perché, vede, quest’Aula comunque merita rispetto, lo dico perché nei momenti difficili, e in alcuni momenti storici, insieme abbiamo fatto un passo in avanti, molte leggi sono state condivise, alcune anche dolorose sono state condivise, in maniera seria, anche in uno scontro d’aula a volte piuttosto acceso, ma nel rispetto delle regole, perché, voglio dire, quest’Aula è civilissima rispetto all’Aula “barricadera” che abbiamo vissuto noi, Presidente Zingaretti! Glielo assicuro, ma lo sa, se lo ricorda.

Quindi può essere a volte, ripeto,  spigolosa, però è sempre rispettosa, io perlomeno così la sto vivendo, anche nel rapporto con la maggioranza, però qui nessuno deve pensare che poi le cose si facciano senza che vengano messe all’attenzione e alla luce.

Quindi, su queste questioni noi siamo fortemente critici, lo saremo e lo saremo ancora nel corso di queste giornate, perché vogliamo vedere se c’è la possibilità - e lo dico all’assessore Sartore - di accogliere alcune proposte che arriveranno in Aula da parte dell’opposizione con gli emendamenti, che, alcuni sì, saranno ostruzionistici, ma altri sono stati proposti perché l’opposizione vuole dare un contributo per migliorare questa legge e questa finanziaria.

Chiaramente rimaniamo con quei dubbi che erano i dubbi del Presidente Zingaretti a Report. Quei dubbi lì non ce li toglierà certo oggi, l’avevamo annunciato prima senza fare i “pierini” e senza fare denunce, l’abbiamo detto politicamente, Presidente, noi non siamo quelli delle denunce, noi siamo quelli della politica, cioè quelli che vogliono che quest’Aula sia veramente l’elemento centrale della discussione. Quello che ci dobbiamo dire ce lo diciamo qui, a microfoni accesi in Aula, senza usare agenzie, senza usare corridoi, senza usare stanze segrete! Ce lo diciamo qui, i dubbi qua dentro, nel luogo dove i cittadini ci hanno messo, dove i cittadini hanno chiesto una verifica, un controllo da parte di chi fa opposizione e scelte coraggiose da chi invece deve governare.

Queste scelte coraggiose, Presidente Zingaretti, ancora non le abbiamo viste.

 

Relazione

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la presidente del Co.re.co., Corrado. Ne ha facoltà.

 

CORRADO, Presidente Corecoco. Grazie, Presidente. Per quanto riguarda la programmazione regionale e quindi i documenti del Def, delle proposte di legge al nostro esame, la 229 e la 230, mi duole anche quest’anno precisare l’assoluta discordanza rispetto a come sono stati gestiti i tempi e le modalità di discussione di questi provvedimenti che ne hanno causato, anzi, anche la mancata discussione e l’approfondimento in Commissione, per ragioni di contingentamento dei tempi.

Cerco di andare per gradi. L’anno scorso abbiamo fatto una corsa esasperante per cercare di approvare il bilancio entro il 31, perché tutti, responsabilmente, avevamo sul “groppone” la necessità di dover accedere alla liquidità di cui al decreto legge 35, e responsabilmente sono stati affrontati i lavori con tempi contingentati, e io mi aspettavo quest’anno una migliore organizzazione dei lavori, anche in virtù dell’esperienza pregressa sia della Commissione che dell’Aula. Così non è stato, fortunatamente siamo riusciti a fare almeno le audizioni, innanzitutto degli assessori, audizioni importantissime, ogni anno riconfermiamo quanto sia importante avere gli assessori con la loro programmazione in Commissione per capire come ogni singolo assessorato ha intenzione di programmare le proprie spese.

In audizione abbiamo ascoltato per esempio l’assessore Refrigeri che ci ha chiarito l’intenzione di questa Amministrazione di procedere per esempio, almeno è un punto fermo, un punto chiaro, con la realizzazione dell’autostrada Roma-Latina. Perché in sede di giudizio di parifica dalla Corte dei conti, il Procuratore della Regione Lazio aveva affermato che si diceva ben lieto di vedere che l’Amministrazione regionale aveva messo in programmazione la messa in sicurezza della Pontina, e che i soldi - parlava di 408 milioni del Cipe - sarebbero andati appunto a questa finalità, alla messa in sicurezza.

Io che ero presente al giudizio di parifica e sono rimasta da una parte piacevolmente colpita perché, dico, finalmente anche uno dei tanti ordini del giorno approvati dal Consiglio, di istruzione alla Giunta, si sta attuando, quindi la prima strada italiana per mortalità finalmente avrà una definizione.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE

VALERIANI

(ore 16,17)

 

Invece scopriamo, dai chiarimenti dell’assessore Refrigeri in Commissione, che in realtà non è proprio così. La messa in sicurezza della Pontina, a detta dell’assessore Refrigeri è prevista attraverso uno stanziamento di 5 milioni all’agenzia che si occupa della manutenzione delle strade per la nostra Regione, e che gli stanziamenti che il Cipe ha deliberato per la realizzazione dell’autostrada a tal fine seguiranno, cioè serviranno per realizzare l’autostrada.

Ora io mi chiedo, ma è possibile, ma come può un governo, se è di buonsenso, pensare di spendere dei soldi che vengono dai contribuenti per la messa in sicurezza, che è un atto necessario e dovuto, per la sicurezza delle persone, e poi investire ulteriori soldi invece per distruggere quello che ha fatto, che ha messo in sicurezza, per realizzare l’autostrada. Perché di questo si tratta! Così come è emerso dalle audizioni degli assessori che la maggior parte delle programmazioni degli assessorati pende dalle labbra di “madre Unione europea”, perché in tema di dissesto idrogeologico, alla richiesta di chiarimenti all’Assessore per spiegare i motivi per i quali nel capitolo relativo al dissesto idrogeologico della nostra Regione ci fossero esigue risorse, ha motivato dicendo che si attendono risorse dall’Unione europea. Quindi la programmazione di un problema così importante per la sicurezza dei cittadini è rimesso in mano all’Unione europea, ai fondi, sempre che arrivino, erogati dall’Unione europea.

Così come abbiamo appreso, per esempio, dall’assessore Ricci che la programmazione e la gestione dell’agricoltura è totalmente affidata all’Arsial, visto che mangia la gran parte delle risorse attribuite al suo Assessorato! Arsial i cui bilanci sono alquanto disastrosi, infatti già nell’assestamento del 2013 non ha rispettato il pareggio di bilancio, Arsial che gestisce una fallimentare enoteca, che ha notevoli disavanzi e che dovrebbe occuparsi anche della gestione di tutto ciò che concerne il patrimonio immobiliare. Quindi vedremo poi come se la caverà con il fatto che verrà rinnovato anche il calcolo dell’IMU, e vedremo quanto andrà a pagare e quale sarà il risultato in futuro a seguito dell’adempimento alla normativa vigente in materia.

Così come dagli assessori che sono venuti in audizione è emerso per esempio, in tema di trasporti, che ci sono numerosi cantieri aperti, tutti bellissimi, che stanno rimettendo a posto le nostre ferrovie, le linee regionali. Peccato che ci continuano ad arrivare da diversi comitati segnalazioni, con tanto di foto, di cantieri inesistenti o comunque di problematiche che continuano a insistere nelle tratte ferroviarie molto critiche che a tutti noi sono note. Non voglio citarne soltanto una a discapito di un’altra perché come la Roma-Nettuno o la Orte-Civitavecchia ce ne sono tantissime, tutte, che hanno necessità di essere revisionate.

Così come abbiamo appreso dall’assessore Fabiani che anche tutta la parte che riguarda il suo Assessorato, dello sviluppo economico, in gran parte dipende, come dicevo, dalle risorse che ci dovrebbero arrivare dall’Unione europea.

Importantissima audizione è quella della Centrale di acquisti, del Segretario generale. Innanzitutto era la prima volta che avevamo una relazione, un confronto così importante su una parte di Direzione regionale che ha fatto parlare tanto ultimamente, viste le vicende note a tutti, e che dovrebbe relazionare non solo al Presidente, che è il soggetto direttamente interessato, ma anche alla Commissione bilancio, perché nella materia degli appalti, che sappiamo tutti essere materia delicatissima, per la quale va via la gran parte delle risorse regionali, il potere di indirizzo e di controllo dei consiglieri è fondamentale.

Mi preme precisare che, quando il Movimento cinque stelle chiede la pubblicazione di tutte le determinazioni dirigenziali, anche quelle del Consiglio, non lo fa perché la trasparenza è uno slogan, ma proprio perché quelli sono atti di spesa e da quegli atti è possibile controllare e verificare come vengono spesi i soldi e come vengono affidati gli appalti, a chi, come e quanto.

Programmazione, stiamo parlando del Documento di programmazione economica, bilancio previsionale, tema “Programmazione della Regione Lazio”. Ho sentito tante belle parole, peccato che c’è da dire una cosa, è una cosa che va detta per onestà intellettuale. In tema di programmazione, abbiamo detto che in Commissione abbiamo sentito più volte anche l’Assessore che giustamente diceva che siamo tutti orgogliosi del fatto che la Corte ha parificato il bilancio della Regione Lazio senza osservazioni, be’, bisognerebbe anche leggere la relazione che accompagna quel giudizio di parifica, perché in tema di programmazione la Corte dei conti per esempio, a pagina 57 della relazione allegata al giudizio, dice espressamente che le scelte legislative regionali in materia di finanziaria sono orientate alla riduzione della spesa non mediante una razionalizzazione e rimodulazione strutturale della stessa, finalizzata all’eliminazione di spese improduttive o riduzioni di spese comprimibili, quanto attraverso una generalizzata compressione della capacità di impegno e pagamento delle strutture regionali. Tali scelte determinano effetti destrutturanti sull’intero sistema normativo regionale, oltre ad essere in grado di creare disequilibri, anche prospettici, di bilancio e pongono delicatissime questioni in relazione agli equilibri politico-istituzionali”.

Ebbene, io ritengo che una simile osservazione in tema di programmazione sia fondamentale renderla nota all’Assemblea legislativa perché si parla proprio di scelte legislative regionali, e quindi forse la Giunta dovrebbe ascoltare un po’ di più i consiglieri qui in Consiglio quando propongono emendamenti che sono finalizzati, appunto, a ridurre quelle spese improduttive e non semplicemente a comprimere la capacità di impegno delle strutture regionali.

Altra questione che viene rilevata anche dalla Corte, che abbiamo rilevato più volte noi anche in Commissione bilancio e in altre occasioni, riguarda le variazioni e l’assestamento. E qui faccio riferimento anche all’audizione che abbiamo avuto con il Segretario generale.

Le variazioni. Qua praticamente ci troviamo di fronte alla situazione in cui una figura di diretta collaborazione della Giunta svolge compiti e atti amministrativi gestionali che non possono prescindere da una valutazione di merito e di legittimità. Questa è una cosa alquanto anomala, e anche qui voglio ricordare che un anno fa, anzi un anno e mezzo fa, durante la discussione del famoso collegato, quella che ora è legge n. 4/2013, proponemmo degli emendamenti su questa questione e portammo il problema all’attenzione di tutto il Consiglio sul fatto che una figura di diretta collaborazione, quindi molto più politica, entrava nel merito e firmava atti di tipo amministrativo. Questa è una questione del tutto irrisolta ad oggi, a meno che non venga specificato e chiarito una volta per tutte qual è il ruolo del Segretario generale.

L’assestamento. Allora, siamo in Consiglio, adesso noi ci troviamo ad approvare un bilancio di previsione che rappresenta - nei confronti della Giunta, l’organo che ci governa, che governa la Regione - un’autorizzazione a impegnare quelle somme che sono iscritte in bilancio e a spendere quelle somme scritte nelle voci della spesa. E’ un’autorizzazione, chi la dà questa autorizzazione? Il Consiglio. E allora perché le funzioni, tutti gli atti che hanno la funzione di aggiustare queste previsioni che vengono fatte con legge devono essere effettuati con determinazione del Segretario generale e non con legge, così come dovrebbe essere? Cioè è sempre il Consiglio che deve fare l’assestamento, tutto questo non è accaduto.

Quindi io vorrei che evitassimo di dare quest’anno l’autorizzazione a questo bilancio per trovarci nel prossimo anno di nuovo di fronte alla stessa situazione per cui poi, una volta terminata la manovra di bilancio previsionale, il Consiglio non viene più interpellato per quanto riguarda l’assestamento.

Inoltre ci ritroviamo ad affrontare un Documento di programmazione economica - e qui mi riferisco al Defr - che a mio avviso, come ho rilevato anche in Commissione, è un documento  che non assolve, per come è strutturato, alla funzione che ha, ovvero quella programmatoria, perché contiene una commistione tra i “desiderata” e gli obiettivi effettivamente raggiunti. Perchè si omettono determinate cose, si omettono determinati atti che dovrebbero essere invece inseriti nel Documento di programmazione, e quindi alla fine il Documento di programmazione diventa, come dire, semplicemente un documento propagandistico da vendere comunicativamente alle agenzie nella fase di approvazione del bilancio.

E’ per questo che la nostra attività emendativa si è concentrata maggiormente, sempre per quanto i tempi ci hanno concesso, sui due provvedimenti che poi effettivamente vanno a realizzare, con l’approvazione o meno degli emendamenti e degli articoli, degli effetti sui contribuenti, e che sono la legge di stabilità e il bilancio.

In questo senso i nostri emendamenti hanno ricalcato ovviamente quelle che sono le nostre linee guida programmatiche, il nostro programma elettorale. Per esempio abbiamo presentato degli emendamenti che prevedono che le entrate del fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale vengano non inserite genericamente nella Missione 1 “Servizi istituzionali”, lasciando alla Giunta interamente la destinazione poi di come destinare le uscite di questo fondo sostanziale, ma che parte di questo fondo venga utilizzato per esempio per il reddito di cittadinanza. Perché visto che chiediamo ai contribuenti uno sforzo per poter aumentare le entrate della Regione, è giusto che la Regione dia un segnale e un sostegno alle persone che non riescono a far fronte ai bisogni primari.

Sempre in tema di entrate, l’avanzo che emerge anche dai dati di controllo contabile che relazioneremo domani insieme al rendiconto, è chiaramente visibile che l’avanzo di gestione di parte capitale è un avanzo apparente, perché apparente? Perchè il dato positivo di un milione e 690 mila euro è dovuto alle anticipazioni, come avevo preannunciato, di liquidità da parte del MEF. Quindi con quella iniezione di liquidità, grazie ai decreti legge n. 35 e n. 102 del 2013, il dato finale è un dato che non ha un segno negativo, ma in realtà cosa succede? Succede che si sostituisce alla fine il soggetto nei confronti del quale abbiamo un debito di finanziamento, che è lo Stato, debito che durerà per trent’anni e sarà gravato anche da interessi.

Ed è evidente anche la crisi di liquidità che vive la Regione, pertanto l’inversione di tendenza che è stata anche annunciata, è vero che molti indicatori sono positivi, ma l’inversione di tendenza è frutto ovviamente del ricorso a queste anticipazioni di cassa che anche l’anno scorso avevamo sottolineato come dovessero essere uno strumento eccezionale e temporaneo, perchè altrimenti, aumenta l’esposizione debitoria della nostra Regione, così come è successo quest’anno, rispetto allo scorso, di più del 30 per cento.

Programmazione, agenzie ed enti. Noi abbiamo approvato ad agosto una legge che prevede l’accorpamento di LAit e Lazio Service, l’abbiamo fatto con una legge che era destinata ad altro, con un articolo che prevede semplicemente una delega in bianco alla Giunta per, appunto, decidere modalità e tempi di accorpamento di queste due società. Il problema è che mentre per gli altri accorpamenti si è proceduto sempre nel senso di una programmazione almeno un po’ più chiara, nel senso che grazie anche alla Commissione bilancio che ha preteso che le relazioni venissero portate all’attenzione dei consiglieri nella Commissione, ogni qual volta si è proceduto ad un accorpamento societario c’era l’assessore di riferimento che veniva a relazionare in Commissione sulle modalità e sugli obiettivi di quell’accorpamento, e noi potevamo anche chiedere per esempio numericamente il vantaggio o lo svantaggio derivanti da questo accorpamento, nonché intervenire sulle modalità. Tutto questo con LAit e Lazio Service non è accaduto, e su queste due società esistono grandissime questioni, importanti nodi da sciogliere.

Io mi chiedo, e l’abbiamo chiesto anche agli assessori intervenuti e al Segretario generale in particolare, se la Giunta ha intenzione di proseguire con questa delega in bianco senza coinvolgere il Consiglio e la Commissione, e quindi fare l’accorpamento, se necessario, previa ovviamente una relazione che descriva tempi e modalità, con legge, da parte del Consiglio.

A tal fine abbiamo presentato un emendamento soppressivo di quell’articolo che stabiliva in maniera sommaria l’accorpamento senza chiarire le modalità. Ripeto, non perché noi siamo contrari all’accorpamento, ma perché vogliamo che ci sia una norma chiara, come è stata fatta le altre volte con le altre società.

Non mi dilungo, non voglio rubare tempo agli altri, entreremo nel merito poi con gli emendamenti e con i vari articoli, di volta in volta, come abbiamo sempre fatto, e non anticipo ovviamente, in qualità di Presidente, le osservazioni che faremo domani, invece, sul rendiconto.

 

Discussione generale

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Presidente Zingaretti, assessori, colleghi, l’insieme dei documenti al nostro esame ha un pregio, è quello della coerenza! Coerenti con la campagna elettorale, quando il Presidente coniò uno slogan fortunatissimo “immagina”, e lasciano molto spazio all’immaginazione. Raccontano, lo vediamo soprattutto con il Documento di economia e finanza, una Regione nella quale auspichiamo di vivere, ma nella quale non ci siamo resi conto di vivere. E cercherò di sostanziare queste affermazioni attraverso la lettura di alcune delle frasi più significative del Documento di economia e finanza e poi soprattutto dei dati di bilancio. Su questo ci siamo confrontati, sempre molto civilmente con l’assessore Sartore in Commissione, però è evidente che c’è il dato di insoddisfazione. Si è arrivati anche ad evitare di affrontare in Commissione i temi della legge di stabilità e della legge di bilancio, ci siamo fermati solo sul Def proprio perché si comprendeva che sarebbe stato complicato andare avanti. E credo che sarebbe buona norma dare atto all’opposizione, tutta l’opposizione, dal centrodestra fino al Cinque stelle di aver consentito nella sostanza, almeno finora, l’approvazione di un documento che voi avete portato in Consiglio regionale dopo metà dicembre, in cui non avete avuto il tempo di approvare il Documento di economia e finanza almeno due mesi prima della discussione del bilancio, cioè avete fatto tutto con una “tardività” assolutamente inaccettabile! Eppure l’opposizione è stata al gioco, è stata al confronto, non abbiamo posto in essere atteggiamenti ostruzionistici, credo che questo sia il primo bilancio nella storia della Regione, questo sì lo può dire Zingaretti al suo ufficio stampa, “per la prima volta nella storia della Regione”, come dite sempre, ci saranno 600, 700 emendamenti in totale rispetto alle migliaia e migliaia di emendamenti a cui soprattutto quando la vostra parte politica era all’opposizione eravamo abituati a dover subire!

Quindi credo che, certo, sarà impossibile anticipare il Natale, diciamo così, dovremo andare per forza, secondo me, alla chiusura prima della fine dell’anno, scongiureremo anche l’esercizio provvisorio, ma, se permettete, questi sono tutti meriti che dobbiamo rivendicare noi, proprio per l’atteggiamento assolutamente responsabile, fin troppo responsabile, che abbiamo avuto e che però non è mai riconosciuto, perché si tende sempre a privilegiare l’aspetto della propaganda.

Ci sono, nel Documento di economia e finanza - su questo ci siamo intrattenuti in Commissione - degli svarioni clamorosi, io cito quello più evidente, quello che fa riferimento al fatto che la Giunta ha approvato la legge sul nuovo welfare! Perché, la Giunta approva le leggi? La Giunta non ha approvato niente, questa è una legge che sta ferma da un anno e resterà ferma altri due anni in quella Commissione, esattamente la stessa fine che farà - mi spiace, professor Fabiani -, la legge sul commercio, 120 articoli, io non so chi vi ha suggerito questa strada, perché è evidente che in Consiglio regionale 120 articoli ci vorranno due legislature e mezzo per poterli approvare! Vi auguro di restare ancora al vostro posto, a voi e non ai cittadini del Lazio, però oggettivamente è complicato far approvare questo gran numero di articoli di una legge nel Consiglio regionale.

Il Presidente Zingaretti sa quanto ci ho tenuto alla questione della trasparenza sulle gare, al punto che abbiamo messo anche noi l’allarme su una gara, che poi è stata annullata dopo una segnalazione molto netta, quella sul CUP, poi fateci capire se è vero il proposito che è stato annunciato di ribandirla addirittura, io sarei molto più prudente sul ribandire quella gara. Ci avete raccontato nel Documento di economia e finanza che il bando Multiservizi, il cosiddetto “garone”, è la dimostrazione di come si possono tagliare gli sprechi e risparmiare producendo una migliore qualità amministrativa, è talmente perfetto questo modello che l’avete portato da Cantone perché non si sa mai quello che può succedere! Se era così perfetto non c’era bisogno di scomodare l’Autorità nazionale anticorruzione.

Vengono usati toni trionfalistici sull’attività dell’Amministrazione, però è stata già ricordata prima, mi pare, dal collega Cangemi quella trasmissione televisiva, Report, in cui avete scomodato il vostro Ufficio stampa per fare addirittura la contro-inchiesta, ecco, Presidente Zingaretti, se le capiterà di intervenire nel dibattito, le chiedo di raccontarci questa storia di Londra, luogo di latitanza dorata di tanti ex terroristi, dove adesso però scopriamo si vanno a portare i curricula della Regione! E’ un indirizzo che sarebbe utile conoscere, magari se non si riesce a fare assumere qualcuno qui si va a Londra, si spende un po’ di più e arriva anche il bollo dell’Amministrazione di competenza!

Sul Def, insomma, ci sono cose anche abbastanza incredibili. In tema di raccolta differenziata, questa è una perla che le voglio leggere: “L’obiettivo della Regione in tema di rifiuti è quello di promuovere le politiche di prevenzione, riciclo e riuso al fine di invertire quelle tendenze consolidate da anni …”, l’assessore Sartore ha convenuto di togliere quel “consolidate da anni” perché veramente l’eccesso di propaganda contro le Amministrazioni che c’erano prima per far vedere che siete i migliori del mondo, era oggettivamente intollerabile, e su questo c’è stata una capacità di comprendere da parte dell’Assessore che non si poteva esagerare, e credo che lei ci debba ringraziare per aver letto sul Def che si sarebbero dovuti realizzare corsi di orientamento civico per i rifugiati presso il CARA di Castelnuovo di Porto, l’accoglimento di un nostro emendamento ha evitato di farci sbeffeggiare da tutti quelli che si dilettano sulla materia “Mafia Capitale”!

Ma questo per quanto riguarda il Def, cerco ovviamente di limitarmi per poter parlare di tutti i documenti al nostro esame e non abusare della pazienza del collega Valeriani!

Nella proposta di legge sulla stabilità, sul bilancio della nostra Regione, ci sono però questioni sulle quali auspichiamo risposte dal dibattito d’Aula. Penso al grande tema che è quello della sicurezza. Anch’io ho partecipato a quella seduta in cui ho ascoltato l’incredibile appello della collega Ciminiello, con l’imbarazzo giustificatissimo dell’assessore Sartore. A me capitò una cosa del genere, di un membro di Governo fare appello alla Commissione lasciando stupefatto il titolare dei conti, alla Camera - era il primo Governo Berlusconi - c’era il Ministro, se lo ricorderà, dell’Università, mi pare si chiamasse Podestà all’epoca, che fece l’appello all’opposizione a fare emendamenti perché c’era stato il taglio del Governo. Insomma, non credo che si facciano queste cose e sarebbe opportuno chiedere a Smeriglio un corso di formazione politica per gli assessori che impudentemente si mettono a chiedere quattrini alle Commissioni dopo non essere stati capaci di convincere l’Assessore al bilancio a destinarglieli!

Cangemi si è occupato in particolare delle questioni legate agli operatori degli istituti penitenziari, alla questione della rieducazione dei detenuti, ma c’è un problema che riguarda la soglia grazie alla quale viene percepita la legalità dal cittadino, la sicurezza dal cittadino. Ecco, c’è uno stanziamento di 150.000 euro per il “Patto Roma e Lazio sicuri” che è esattamente la stessa cifra destinata alle iniziative dell’Osservatorio per la legalità!

Allora, Presidente Zingaretti, io sono sicuro che queste cifre non sono a sua diretta conoscenza, probabilmente sono sfuggite anche all’Assessore, perché se il Patto per la sicurezza della nostra città equivale al costo di funzionamento dell’Osservatorio per la legalità e la sicurezza siamo a posto veramente, vuol dire non aver capito nulla di quello che sta accadendo nel territorio, e credo che bisognerà, invece, rimpinguare, e molto, quel patto sottraendo magari le risorse ad altri capitoli. Non è pensabile che possa essere sottovalutato il tema “sicurezza”. Ecco, su questo ci si gioca tutti la faccia, e credo che dobbiamo fare molto per rimpinguare quel settore.

Un certo imbarazzo lo dovreste provare, voi che dite di essere di centrosinistra, sul tema importante riguardante il “sociale”. Vedo il vuoto relativo alla formazione e all’integrazione scolastica degli alunni con disabilità! Stiamo parlando di un bilancio che è complicatissimo da leggere per questa storia dei programmi, delle missioni, dei capitoli, eppure alla fine, dopo attenta ricerca, ci siamo riusciti a capire dove mancano i soldi! C’è una malinconia di “capitoli bianchi” allineati alle leggi regionali relative al Fondo per i non autosufficienti, agli interventi integrati per la disabilità, al fondo per i soggiorni estivi per i disabili, ai disabili fisici o sensoriali, al fondo per i problemi della disabilità e dell’handicap. C’è tutto, manca tutto! “Immagina questi fondi” potremmo dire, che non ci sono, perché è stata fatta una scelta diversa!

In epoca di relativismo, ovviamente, non stupiscono gli appena 3 milioni di euro stanziati sul recupero degli edifici di culto e i 961.000 euro sulle parrocchie, cioè per realizzarle, per cofinanziare la loro realizzazione. Non c’è - a meno che non ci aiutiate a capire dove sta - un solo centesimo sul finanziamento della legge regionale 32 del 2001, quella sulla famiglia, spero che non sia legato all’andazzo che si pensa di seguire in questo nostro Paese! Assessore Sartore, non ho compreso che fine hanno fatto i capitoli pluriennali che lo scorso anno abbiamo re-istituito grazie a voi - lo voglio dire all’assessore Ravera - sulle Città di fondazione e sulla questione legata al ricordo dei caduti delle foibe, in compenso però troviamo un finanziamento di 60.000 euro, colleghi, per i mondiali di nuoto 2009! E’ fantastico, questa è una delle cose più inutili lasciateci dall’Amministrazione Veltroni, per quella che doveva essere la città dello sport, Tor Vergata, Calatrava e tutto quello che ne segue, ed è meglio che non ne parliamo, perché faremmo tutti uno sforzo di memoria che è bene mettere da parte, eppure in una politica illusionistica c’è spazio anche per questo tipo di finanziamenti.

Vado molto velocemente, perché non voglio sforare sui tempi e ho ancora qualche altra cosa da dire. Poi il tema della sanità. Per carità, a priori io non sono tra i critici delle Case della Salute, anche perché sono andato a rileggere il mio sfortunato programma elettorale e le Case della Salute erano l’unica cosa sicura che c’era, sia che vinceva uno sia che vinceva l’altro, però c’erano, ci dovevano essere. E’ possibile che il sabato e la domenica siano chiuse? E’ possibile che di notte siano chiuse? Cioè, io non pretendo tutto e subito, Presidente Zingaretti, perché capisco che ci sono difficoltà economiche e organizzative, però, Santo Cielo, a me è capitato in questi ultimi anni, con la vecchiaia incipiente, di essere ricoverato due volte, tutte e due le volte di notte, probabilmente per sciocchezze, probabilmente per una flebo che si poteva fare lì anziché andare a ingolfare il pronto soccorso del Gemelli! E per quale motivo non si riesce ad organizzare ancora, e parlo non a caso del Gemelli perché avete recentemente inaugurato la Casa della Salute a Piazzale degli Eroi, e quindi si può andare da quelle parti! Cioè, non si vede uno straccio di organizzazione. Ecco perchè va colto costruttivamente questo tipo di critiche, perché vorremmo una Regione che davvero desse risposta alla domanda di salute, puntando giustamente sul territorio piuttosto che sull’ospedalizzazione, e ci mancherebbe altro! Però poi, detto tutto questo, vediamo tanta propaganda, cito per flash - poi ci torneremo con gli emendamenti e avremo modo di confrontarci, spero seriamente -, il tema del ritardo dei pagamenti, al di là della propaganda, sta diventando endemico. Voi ogni giorno ci raccontate che in una settimana arrivi alla cassa e ti pagano! Conosco tante aziende, in particolare quella che fa soccorso aereo, che lamentano ritardi enormi sul fronte dei pagamenti.

Io spero che l’emendamento che ha proposto l’Assessore al bilancio riesca a cominciare a rispondere alla necessità di evitare che noi diventiamo compartecipi sostanziali degli Istituti di credito! Perché vi dovrebbero fare una medaglia le banche! Perché se un’azienda deve “cacciare” 2 milioni di interessi in banca ogni anno, deve arrivare il presidente della banca e dire: “Grazie, Presidente  Zingaretti, per lo sforzo che fa per le finanze nostre contro quelle delle aziende che forniscono servizi alla Regione”!

Ci sono i temi sollevati dagli operatori dei vari gruppi aziendali, gruppi privati della sanità, l’ultimo è quello del gruppo Garofalo, cioè c’è una serie di questioni in campo sulle quali vorremmo un po’ più di risposte concrete da parte dell’Amministrazione.

Io non so come intende regolarsi lei, ad esempio, visto che la materia è sua, sugli atti aziendali. E’ questa una questione molto delicata, ne abbiamo parlato anche con il Direttore della cabina di regia, con D’Amato. Anche qui faccio mie le osservazioni che ha fatto in linea generale prima Cangemi: Cabina di regia! Osservatori! Qui si viaggia tra i “guardoni”, perché ci sono osservatori dappertutto, e le cabine di regia e certe volte mi chiedo se Zingaretti, che abbiamo di fronte, è lui o il fratello! Perché ci sono gli attori, ci sono le comparse, c’è di tutto!

Ebbene, Presidente, al San Giovanni, l’atto aziendale, che voi dovete ancora approvare, già è attuato con le delibere! “Visto l’atto aziendale si procede”! Ma mica si può fare questa cosa. Lei è il Commissario, hanno commissariato il Commissario! Per cui lei arriva a non contare più nulla perché c’è il Direttore del San Giovanni - l’unico ospedale di cui mi è capitato di avere notizie, ma non so se ce ne sono anche altri - che decide l’atto aziendale, che pure con un ordine del giorno di questo Consiglio regionale si era convenuto di far passare per la Commissione presieduta da Lena. Non che abbiamo dei poteri su questo, però insomma, per poterlo guardare, per verificare, per dare un consiglio! No, già  vengono attuati.

Ecco, su queste questioni noi le chiederemo con emendamenti precisi di poter risolvere alcune questioni, certo non è che sposteranno - ma lei nemmeno lo pretende ovviamente - il voto finale sui provvedimenti, però il percorso più o meno accelerato credo che convenga a tutti.

A proposito delle questioni che ho citato, quella che mi preme veramente tanto è quella legata alla trasparenza sulle gare. Su questo, Presidente, noi ci giochiamo molte carte, io ho letto anche una sua intervista oggi sul futuro delle Regioni, su cui sarà bene, una volta tanto, esprimere più la rappresentanza del Consiglio regionale, per voce sua, che semplicemente la sua opinione, pensi, a me è piaciuta una proposta, non ho capito se a lei è piaciuta quella avanzata dai suoi colleghi di partito, Morassut e Ranucci, anche se ha dei limiti, perché a un certo punto spazza via il resto delle Province, che in realtà potrebbero formare una signora Regione accanto a quella di Roma, ma di questo avremo modo di parlarne, però siccome le Regioni vengono considerate più che come registe di una nuova costituzione, come le sprecone delle istituzioni - e se andiamo a vedere quello che hanno combinato invece al Parlamento con la legge di stabilità, lì sì che c’è da vergognarsi, però non sento nessun governatore che lo dice -, allora, su questa questione delle gare, può dire all’ottima dirigente della cabina di regia, che ho capito che risponde a lei formalmente - poi sostanzialmente gli uffici si muovono, non so in quale maniera - che non può dire a noi consiglieri: “Li pubblicheremo on line”! Per carità, ci mancherebbe, è la maniera migliore per non far capire nulla! Se ci sono dubbi sulle gare, e lei li ha manifestati, lei ci ha raccontato che ci sono stati in questi due anni 3 miliardi di gare gestite dalla Regione, io l’ho scoperto dalla sua intervista, ora dire nel suo comunicato che dobbiamo andare a leggere il BURL per sapere che ci sono 3 miliardi di gare in due anni in questa Regione, in un anno e mezzo, è un po’ grossolano come sistema, ci fate avere queste benedette carte? Ci spiegate che cosa accade? Invece no, ci si dice: “Le pubblicheremo on line”! Ecco, ci sarà un emendamento che chiederà alla Centrale acquisti di mettere a disposizione, se non altro della Commissione bilancio, gli atti che esamina, senza pretesa di ingerenza, ci mancherebbe altro, sapere solo quello che è successo. Credo che sarebbe qualcosa di importante, ad esempio, sul famoso “garone”, a me incuriosisce tanto questo aumento dei lotti da 4 a 7! Si dice: “Per poter ampliare”, ampliare a chi? Alle centrali cooperative? Perché questa è la voce che gira? Noi dobbiamo fugarli i dubbi, anche quando sono ingenerosi, anche quando sono messi ad arte in giro, però dobbiamo evitare che ci siano chiacchiere che non fanno bene alla Regione.

Presenteremo un’altra serie di emendamenti che non sta qui, in questa sede della discussione generale, dover riassumere, anche perché ognuno ha la sua ampiezza, però, Presidente, credo che lei debba dare, se non riuscirà a stare qui tutti i giorni delle sedute del Consiglio regionale, un mandato all’assessore Sartore ad essere molto attenta ai nostri emendamenti, proprio perché credo che tutti i gruppi abbiano fatto una selezione attenta delle proposte, non c’è stato l’arrembaggio, questa volta c’è stata la selezione delle proposte per poterle finalmente discutere. E credo che se noi riusciremo ad esempio ad approvare il bilancio della Regione senza dover far ricorso “all’emendamentone”, credo che faremmo una cosa buona. Non trovate di fronte un’opposizione ostruzionistica, ecco, il mio invito è a rispettarla.

 

PRESIDENTE. Informo i colleghi che stiamo per distribuire la relazione del Co.re.co.co. e abbiamo convenuto di distribuirne una copia per ogni g ruppo.

Ha chiesto di parlare il consigliere Mitolo. Ne ha facoltà.

 

MITOLO (LpL). Grazie, Presidente, Presidente Zingaretti, colleghi, io credo che con questo bilancio, con questa programmazione anche triennale che stiamo qui in Consiglio per deliberare, stiamo portando avanti tutti insieme, maggioranza e opposizione, una grossa opera di normalizzazione di una Regione. Una Regione che abbiamo trovato tutti, per responsabilità di tutti, in grosse difficoltà, che stiamo tutti insieme cercando di far tornare ad una normalità, in un quadro sicuramente difficile, in un quadro di grosse difficoltà, in un quadro di emergenze e di straordinarietà del momento. Questa è una Regione che sta cercando, grazie ad una riforma delle proprie emanazioni, delle proprie società, di evitare sprechi, che attraverso una centrale degli acquisti sta cercando anche qui di evitare sprechi quanto a risorse che non si possono più sprecare, perché non si potevano sprecare neanche prima ma ancor più oggi in questo quadro generale.

E’ una Regione che sta cercando di utilizzare al meglio, attraverso una programmazione che abbiamo fatto insieme in Consiglio, le linee guida di un POR che sarà la linea portante del bilanci dei prossimi anni, non solo della prossima programmazione triennale ma anche della programmazione successiva, perché è un POR che riguarda sette anni e che quindi mette in campo risorse fondamentali per lo sviluppo di questa Regione, risorse che in questo quadro generale di tagli la Regione, come bilancio proprio, vede sempre più assottigliare, sempre più ridurre in un’ottica sicuramente comprensibile di solidarietà nazionale e di tagli di una nazione che ha bisogno, anche qui, di tornare ad una normalità, ma che ovviamente ci colpisce in modo forte essendo la seconda Regione italiana.

Quindi siamo chiamati a rispondere in modo forte, pur in presenza di un grosso lavoro che è già stato fatto da questa Regione in questo anno e mezzo, a continuare a lavorare perché ci sia sempre una maggiore efficienza ed efficacia nella nostra azione.

E’ sicuramente una Regione che sta cercando, anche grazie a questa programmazione e anche attraverso la programmazione della sanità, di essere più vicina ai territori, cercando di cogliere le difficoltà che ci sono nei territori che sono al di là dell’area metropolitana di Roma, e questo lo sta facendo e questo fa parte di questa programmazione e di questo bilancio, in cui si cerca di affrontare le problematiche del lavoro attraverso la possibilità data ad una programmazione di fondi comunitari - è stata prima citata “Garanzia Giovani” - e tutto ciò che è possibile mettere in campo per dare stimolo alle imprese, per dare lavoro ai giovani, per fare in modo che anche nella nostra regione ci sia un futuro.

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE

STORACE

(ore 17,00)

 

E’ chiaro che questo si scontra con le difficoltà, dicevo, del momento, l’emergenza del momento, dai dissesti idrogeologici alle difficoltà grosse che stanno vivendo le nostre imprese. Abbiamo cercato, e con questo bilancio ancora si prosegue in quest’opera, di tagliare i debiti che abbiamo trovato, che sono sempre di meno, ma che ancora sono esistenti nei nostri bilanci, nei nostri residui, e che ovviamente ancora penalizzano una buona parte di enti locali e di imprese che devono ancora ricevere risorse importanti per il loro futuro e per i loro cittadini. Ma stiamo lavorando per questo, tanto è stato fatto e tanto ancora verrà fatto, e con questo bilancio si prosegue in questa opera.

E’ anche un momento straordinario, perché è un momento in cui si sta vivendo una riforma del quadro nazionale di riferimento. Penso a quello che sta avvenendo per le tanto vituperate Province, che sembra siano in questo momento il demonio da dover affrontare e sconfiggere, a me sembra in modo abbastanza raffazzonato e poco chiaro, e che potrebbe portare problemi anche a noi, come Regione Lazio, nel momento in cui ci troveremo ad affrontare, a breve, difficoltà connesse a questo quadro non chiaro di competenze, soprattutto di dipendenti che dovrebbero da parte delle Province essere messi in mobilità. Ci si aspetta non so che cosa anche da noi, al di là di una programmazione che dovremo fare, ma quanto a risorse da dare agli enti provinciali, e non capisco sinceramente dove dovremmo andare a prenderli.

Presidente, io credo che questo nostro lavoro di questo nostro bilancio sarà un lavoro importante, come lo è stato anche l’anno scorso, un lavoro in cui ci confronteremo, maggioranza e minoranza, rispetto alle questioni concrete. Mi auguro che riusciremo a farlo senza forzature, ma è evidente che abbiamo una necessità, l’urgenza che sarà quella di chiudere il nostro bilancio prima di fine anno per evitare di trovarci nei problemi di una gestione in dodicesimi che ci comporterebbe problemi sicuramente troppo grandi per un ente grande come il nostro.

Per cui mi auguro che in questo lavoro che insieme andremo a fare in questi giorni si trovi il giusto compromesso di un lavoro serio e fattivo. Grazie.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Di Paolantonio. Ne ha facoltà.

 

DI PAOLANTONIO (Ncd). Grazie Presidente, debbo dire che intanto noto un “micro aspetto” positivo che sta contraddistinguendo questo dibattito rispetto a tanti dibattiti importanti che abbiamo fatto nei mesi e nell’anno scorso, non solo su temi di bilancio e di finanziaria, ma anche sui principali Consigli che ci sono stati in quest’Aula, e cioè che finalmente la maggioranza partecipa al dibattito e non ci lascia soli a parlare fra tanta distrazione e in un’Aula quasi sempre deserta, come invece è accaduto in tante circostanze passate.

Lo metto in evidenza perché più di una volta ci è capitato di rimarcare questa cosa che era davvero fastidiosa e poco edificante per l’Aula, mi piace poter ascoltare i consiglieri di maggioranza, non solo la puntuale quanto doverosa relazione del Presidente Buschini della Commissione bilancio, ma anche di altri membri della maggioranza che possono dare il loro contributo e, magari, confutare quelle che sono le nostre puntuali critiche a questa finanziaria.

Se questa è una piccola nota positiva, devo dire che però qua finiscono gli aspetti che vanno in questa direzione, perchè per il resto abbiamo registrato e stiamo registrando una serie di provvedimenti e, soprattutto, un modo con il quale si è arrivati alla discussione di questa manovra che non solo non ci ha convinto, ma che rischia di peggiorare anche le nostre opinioni nel corso del dibattito.

Debbo dire che rarissimamente è capitato di dover chiudere in maniera quasi frettolosa la Commissione bilancio senza poter affrontare e approfondire tutti i documenti presentati e tutti i punti all’ordine del giorno, davvero pochissime volte è capitato, e credo che questo sia un aspetto sul piano procedurale che, in circostanze come queste, diventa però sostanziale, sul quale Giunta e maggioranza dovrebbero riflettere.

Perché, vedete, abbiamo sempre sostenuto come il dibattito in Commissione spesso sia risolutivo, esaustivo di gran parte delle criticità che sono presenti in tutti i provvedimenti di legge. Ora, aver asciugato in tempi così ristretti il dibattito in Commissione ha lasciato aperte non solo le tante curiosità che i singoli consiglieri delle opposizioni possono manifestare, ma anche quei nodi fondamentali e cruciali sui quali si dovrebbe sviluppare un dibattito politico prima dell’approvazione di un documento così importante che segnerà la programmazione di tutto il 2015 di questa Regione.

Allora, dicevo, questo dato non va sottovalutato, perché potrebbe accadere agli esordi di una Giunta, dove si paga un prezzo di rodaggio, dove magari alla prima finanziaria si arriva col fiato corto, perché magari la Giunta deve prendere le misure con i tanti problemi, con gli uffici, può capitare, che capiti però al secondo anno è a mio avviso decisamente più grave e, ripeto, è un dato sul quale riflettere perché non vorrei che diventasse una costante che non ci consentirà poi di poter affrontare in maniera approfondita alcune questioni che invece meritano di essere sviscerate.

Nello stesso tempo però, e lo dico senza ipocrisia, siamo riusciti a perdere tempo in una discussione che personalmente, anche se so che alcuni colleghi dell’opposizione hanno opinioni differenti su questo punto, diciamo, abbiamo perso tempo su una discussione come quella sul Def che io ho considerato e tutt’ora considero inutile, soprattutto se tale discussione arriva in concomitanza con la legge di stabilità, e di fatto ha testimoniato come quella discussione, che poteva avere un senso se affrontata due, tre mesi prima, ha sottratto tempo prezioso a dibattiti che potevano essere, oltre che di maggiore attualità, decisamente più cogenti e più importanti per la nostra Regione.

Cercando invece di entrare un po’ nel merito rispetto a queste considerazioni generali e preliminari sulla legge di stabilità, io debbo dire che quest’anno faccio fatica a esprimere una serie di valutazioni sull’interezza della manovra, per un paio di riflessioni.

La prima è più di natura politica. Noi abbiamo assistito - e lo dico anche in questo caso senza ipocrisia, ma sinceramente con assoluta condivisione di quel percorso - a diverse dichiarazioni del Presidente Zingaretti, nell’anno 2014, relativamente alla recuperata capacità di spesa che la Regione Lazio stava maturando a fronte dei buoni risultati sul Piano di rientro e sul disavanzo della sanità.

E, dicevo, lo dico davvero senza ironia, perché è un percorso che abbiamo osservato con attenzione, è un percorso che, seppur nella normale dialettica dell’opposizione, non poteva non farci piacere, perché da una parte confermava l’intuizione e i sacrifici avviati negli anni precedenti e dall’altra, però, fa uscire, o dovrebbe far uscire, definitivamente la Regione Lazio da quell’orbita di Regione “canaglia” che davvero non ci piace! Peccato però che, a fronte di queste numerose e anche enfatiche dichiarazioni del Presidente Zingaretti rispetto a questo percorso virtuoso, non ne abbiamo trovato traccia all’interno del bilancio. E cerco di spiegarmi.

Quella che doveva essere, come dicevo, una recuperata capacità di spesa, di fatto, sui capitoli di bilancio e sulle questioni più importanti, sulle priorità che dovrebbero contraddistinguere una Giunta regionale, non ha comportato nessun incremento di posta, e quindi le risorse, da poche che erano, tali sono rimaste. E’ vero che nel frattempo ci potrà essere ricordato che i governi nazionali cambiano di premier ma continuano in un’opera scientifica di martellamento delle spese regionali, alzando sempre più l’asticella, ritenevo però che quest’anno ci potessero essere gli spazi non solo per sopperire ai tagli del governo Renzi, ma anche perché i risparmi dovuti alla sanità potevano fare imboccare quella strada.

Contemporaneamente poi su questo tema, quello della sanità, abbiamo assistito a un altro passaggio che ci è piaciuto poco, ed è stato l’avvicendamento fra il subcommissario Botti e il nuovo subcommissario, il professor Bissoni.

Ora, su tale tema non è la prima volta che interveniamo, in più circostanze abbiamo tentato di far riflettere e il Presidente Zingaretti e il Ministro competente che tale nomina poteva essere inadatta, impropria e addirittura inopportuna! E lo dico non solo per la provenienza geopolitica del subcommissario Bissoni, che sicuramente ci lascia delle perplessità, perchè essendo già, il commissario, una figura non tecnica ma politica, dal momento che coincide con il Presidente della Giunta, ritenevo che la figura del subcommissario potesse invece avere un profilo puramente tecnico. Invece si è voluta anche umiliare la classe dirigente della nostra Regione, i tanti capaci manager che magari sono cresciuti, si sono formati, si sono affermati nella nostra Regione, si è ricorsi a una professionalità che viene dall’Emilia Romagna, ma che soprattutto in quella Regione ha fatto l’assessore alla sanità per Giunte di centrosinistra!

Ma quello che trovo più singolare e davvero inopportuno, forse ai limiti della incompatibilità, non è semplicemente questa questione geopolitica che, ripeto, non ci fa piacere e che trovo inelegante, ma la cosa più grave è che il subcommissario Bissoni, prima di essere chiamato a svolgere tale ruolo, era stato chiamato in Age.Na.S.! E, guardate caso, l’Age.Na.S. è quella struttura che lo scorso anno ha provveduto a fare la selezione e le short list per le nomine dei direttori generali che oggi, attualmente, governano tutte le Asl di questa Regione.

Allora, presidente Zingaretti, questo è un punto che io considero grave. Se il primo, cioè quello della provenienza geopolitica di Bissoni è semplicemente inelegante, questo trascorso in Age.Na.S. e la selezione dei direttori generali fatta da Bissoni, e poi la sua nomina a subcommissario, lo considero davvero grave. Perchè è la chiusura di un cerchio che avviene per governare in maniera stretta tutta la filiera che riguarda le politiche sanitarie. Su questo dispiace registrare che però non c’è stata una parola per tentare di fugare le nostre preoccupazioni, o anche semplicemente per spiegarci che quanto abbiamo sostenuto non fosse vero o perlomeno fosse in qualche maniera esagerato.

Vado oltre, cercando di non dilungarmi. Voglio mettere in risalto altri due, tre aspetti e poi mi avvio a concludere.

Cosa abbiamo trovato dentro la manovra? Debbo dire poco, poco, forse ancor meno rispetto alla manovra dell’anno scorso, non c’è nessuno sforzo, anche di fantasia, nel tentativo di recuperare competitività e di ri-iniziare una strada di crescita e di sviluppo per le aziende e i territori della nostra Regione, restano contraddizioni evidenti, in parte anche emerse nel poco tempo durante la discussione in Commissione, e poi troviamo qualche amara sorpresa, come ormai è tema già abusato, perché si parla solo di questo, come l’innalzamento delle tasse! Ma la cosa che considero singolare, da questo punto di vista, non è tanto l’effetto vero e proprio di tale innalzamento che comunque peserà come un macigno nel giudizio complessivo e finale sulla manovra, è il tentativo subdolo con il quale si cerca di mascherare quello che invece è l’unico reale provvedimento che la Giunta Zingaretti ha messo all’interno della legge di stabilità.

Ci piacerebbe poi sapere, e tocco un altro aspetto, perché è un tema sul quale si potrebbe invece respirare un’aria differente, si potrebbe uscire dalla costante emergenza nella quale questa Regione vive da anni,  è un tema però sul quale abbiamo smesso di capire quelle che saranno le iniziative, le proposte e le risorse che la Giunta vuole mettere in campo, e mi riferisco al tema dell’Expo.

Ormai siamo in prossimità dell’inaugurazione di tale evento, che se non ricordo male dovrebbe partire il 30 di aprile, la Regione Lazio all’interno di tale vetrina potrebbe contribuire a portare un bagaglio di idee, di iniziative, di esperienze, di capacità che potrebbero non solo arricchire la vetrina Expo ma essere invece e soprattutto un elemento reale di crescita delle nostre imprese e dei nostri territori, però siamo a fine 2014, anche qui, oltre a qualche conferenza stampa e a qualche dibattito, personalmente nonostante sul tema abbia cercato di ascoltare e carpire informazioni, le idee restano confuse.

C’è poi un ultimo aspetto che è emerso in queste ultime giornate che io trovo, anche questo, divertente se non fosse grave! Perché mi fa tornare indietro esattamente di dodici mesi quando prima in Commissione bilancio e poi esattamente in quest’Aula, da questo microfono, chiedevo, e al Presidente Zingaretti e all’assessore Fabiani, che mi fa piacere trovare ancora sui banchi della Giunta, per quale motivo la Regione Lazio tornasse ad impegnarsi in una società che già da tempo veniva considerata “decotta”, e cioè AltaRoma! Ci fu risposto, a fronte di un nostro ordine del giorno, presentato da tutte le opposizioni alla fine del dibattito sulla legge di stabilità, che su tale provvedimento si sarebbe tornati a ragionare e a valutare l’effettiva necessità per cui la Regione continua a spendere risorse per tale struttura, addirittura ci è arrivato Marino a chiarire che AltaRoma, così per come è nata, si è sviluppata e si è indebitata, non può rappresentare oggi un aspetto della moda, né tantomeno può rappresentare, al di là di quello che si dice per tentare di convincere ancora le istituzioni a restare dentro tale contenitore, un volano di sviluppo per le aziende artigiane che lavorano nell’indotto della moda. Non è così. Semplicemente continua a produrre debito! E siamo rimasti solo noi a continuare a scommettere su una partita che non è persa ma è fallita!

Allora, e chiudo, queste sono le impressioni e le motivazioni principali che ci indurranno a votare contro, ovviamente, a tale manovra e che comunque speriamo almeno in alcune parti possa essere corretta nel corso di questo dibattito fino all’approvazione.

Chiudo, però, con una riflessione finale che riguarda il Presidente Zingaretti. Presidente, a me sembra che in quest’ultima stagione politica, nell’anno 2014, la sua azione politica cominci a essere contrassegnata da una certa stanchezza, e a me questo preoccupa. Preoccupa perchè, che la nostra Regione non versava in ottima salute era un dato noto ed evidente, però alla guida della Regione Lazio serve un Presidente della Regione che su questo compito dia l’anima, ci creda, e che faccia sentire alla sua Giunta e alla sua maggioranza che il percorso che si è deciso e che avete deciso di intraprendere un anno e mezzo fa, quasi due anni, può avere uno sbocco amministrativo e politico.

Ora io le chiedo, da questo punto di vista, di rassicurarci sul fatto che la sua Giunta non sia a sua volta segnata da questa stanchezza che potrebbe portare alla palude, la Giunta della Regione Lazio, la Regione Lazio ha bisogno di una guida politica.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Aurigemma. Ne ha facoltà.

 

AURIGEMMA (PdL-FI). Grazie, Presidente, Siamo qui per il tour di rito e di prassi che viene effettuato ogni anno, dove il Presidente Zingaretti è obbligato ad ascoltare i nostri proclami, gran parte, circa il 70 per cento, degli assessori oggi è presente, sette su dieci, anche se forse ascolta un po’ di meno del Presidente, però solo qui in Aula. E’ una delle poche occasioni che ci capita, Presidente, di avere la possibilità di far ascoltare le nostre proposte.

Per questo mi associo agli interventi di chi mi ha preceduto, anche perché finora, tolto l’intervento del Presidente Buschini e del collega Mitolo, non abbiamo sentito grande entusiasmo, ma soprattutto grande partecipazione dai colleghi della maggioranza che dovrebbero essere qui a supportare questa proposta e questo lavoro che ha fatto l’assessore Sartore, assessore tecnico, ma con grande ruolo istituzionale, che ha presenziato la Commissione bilancio, a cui va il mio apprezzamento, ma naturalmente un apprezzamento come tecnico, perché io reputo che questo bilancio sia privo della parte più importante di quell’azione politica, Presidente, che dovrebbe essere il fulcro di questo documento, che è il documento più importante di una amministrazione e di un ente come quello della Regione Lazio.

Vede, noi in una settimana, con capacità propositiva e con senso di responsabilità all’interno della Commissione, abbiamo visto, letto, valutato tutti i documenti. Per evitare manovre ostruzionistiche, abbiamo condiviso con il Presidente e con i membri della Commissione anche la possibilità di discutere in Aula gli emendamenti che avrebbero paralizzato il lavoro della Commissione. Vede, io gradirei, per le prossime volte, un’organizzazione che consenta ai colleghi qui presenti di poter valutare il documento più importante, che è il Documento di programmazione economico-finanziaria, almeno 60, 90 giorni prima, perché su quel documento, Presidente, sono concentrati o dovrebbe esserci la possibilità di vedere concentrati gli aspetti più importanti e gli obiettivi più importanti di questa Amministrazione.

Tutto questo, per l’ennesima volta, anche quest’anno non è stato possibile, perché noi in appena tre giorni abbiamo discusso di questo documento, abbiamo rinviato la discussione delle nostre proposte, dei nostri emendamenti all’interno di quest’Aula per evitare la paralisi, ma soprattutto per evitare che questo bilancio portasse in esercizio provvisorio questa Amministrazione. Noi sappiamo che questo non è voluto né dai cittadini né soprattutto dalle imprese del nostro territorio. Non so se lo stesso senso di responsabilità lo avremmo visto a fasi alterne, e questo dovrebbe spingerla, forse, a cercare di dare più impulso.

Vede, io ho assistito in questi giorni - tutti quanti noi - a riunioni della Camera e del Senato fatte di sabato, di domenica, durante i giorni festivi, e noi all’interno di quest’Aula ci riuniamo una volta a settimana, e non tutte le settimane, abbiamo, come diceva anche chi mi ha preceduto, importanti leggi che sono passate in Commissione e che anche nelle audizioni delle parti sociali abbiamo avuto possibilità di ascoltare la grande voglia, la grande richiesta, la grande attesa di leggi che sono parcheggiate all’interno delle varie conferenze dei capigruppo.

Forse sarebbe il caso di stimolare un po’ più questa maggioranza, Presidente, nell’organizzare più volte a settimana il Consiglio, nel farlo qualche volta anche di sabato. Da parte nostra c’è tutta la disponibilità, quando queste cose vengono fatte nell’interesse dei cittadini e delle imprese del nostro territorio. Forse sarebbe il caso di convocare commissioni che sono a tutti gli effetti una sorta di “ministeri”, perché lei ha concentrato in alcune commissioni deleghe importantissime, ma queste commissioni purtroppo si riuniscono una volta a settimana, e sono commissioni che hanno importanti argomenti, o ci sono importanti richieste di audizioni da parte di parti sociali, imprese, categorie e quant’altro.

Da parte nostra c’è tutta la disponibilità nel cercare di riportare la fiducia nei confronti delle Istituzioni, ma soprattutto nei confronti della politica. E penso che di questo se ne debba far carico soprattutto lei e la sua maggioranza, nel cercare di convogliare maggiore interesse nei lavori, nelle Commissioni e soprattutto nelle convocazioni dell’Assemblea del Consiglio regionale.

Occorre cercare di far lavorare gli uffici nei tempi utili per consentire a noi consiglieri non solo di venire qui una volta a settimana, ma anche di presentare delle proposte. E, mi creda, io penso che la maggior parte dei miei colleghi abbia lavorato il sabato e la domenica per poter leggere attentamente le proposte che sono state inserite all’interno dei vari ordini del giorno che ci apprestiamo a votare, e per poter far questo, nonostante abbiamo trascorso numerose ore a leggerle di sabato e di domenica, abbiamo ancora qualche difficoltà di comprensione, e sicuramente l’attività che avremmo potuto svolgere con molta calma, che avremmo potuto svolgere anche confrontandoci in maniera diversa, è stata concentrata in poche ore e verrà concentrata in poche sedute dell’Aula consiliare!

Mi auguro che da questo possa essere preso spunto per le prossime volte per consentire l’approvazione di un documento di programmazione economica finanziaria verso il mese di ottobre, per consentire, nei 60 giorni successivi, di poter contribuire con il nostro apporto a risolvere le tante criticità che in questo momento di stagnazione e di questa crisi internazionale attanagliano anche la nostra Regione.

Soprattutto, Presidente, cercare di dare un giusto contributo, perché in questo bilancio - ne parlavo con l’assessore Sartore - noi paghiamo anche lo scotto di scelte nazionali, noi paghiamo sicuramente il contributo degli 80 euro mensili che, se non sbaglio, grava sulla nostra Regione per circa 700 milioni di euro, paghiamo poi lo scotto di una legge di stabilità, che grava sulla nostra Regione per altri 400 milioni di euro, per non parlare degli impegni assunti dal vecchio Governo Monti e che dal 2015 stanno gravando sulla nostra Regione.

A noi spetta l’ingrato compito forse di far capire che qualcuno, a livello nazionale, sta promettendo tagli di tasse che poi ricadranno obbligatoriamente sulla nostra Amministrazione, o come mancanza di servizi erogati, o peggio ancora come un aumento dell’imposizione fiscale, delle tasse regionali.

Questo penso sia un tema importante sul quale si concentra e si caratterizza il lavoro degli uffici. Non ho avuto modo ancora di capire come si è concentrato il lavoro della parte politica, ma sicuramente, per entrare nello specifico, i tanti annunci che sono stati proclamati all’interno di quest’Aula, da lei o da parte di qualche suo componente della Giunta, riecheggiano ancora nei corridoi di via della Pisana!

Ricordo ancora i numerosi Consigli che abbiamo fatto sulla discarica di rifiuti del Divino Amore, di Falcognana, quando, proprio da questi banchi, il sottoscritto, insieme a tanti altri colleghi di opposizione, spiegavano l’impossibilità di poter aprire, su quella zona, su quel sito anche una discarica di emergenza. Tutto ciò naturalmente è stato completamente inascoltato, per poi avere ragione per i numerosi vincoli che sono stati individuati su quel sito da parte dei numerosi enti preposti a rilasciare il loro parere.

Non voglio dilungarmi oltre, ma risale proprio a pochi giorni fa la chiusura della discarica di Colleferro da parte del NOE - così abbiamo letto sui giornali - che pare venga gestita in parte anche dalla nostra Regione, con Lazio Ambiente. Questo è un tema importante sul quale secondo me mancano sia strategia che pianificazione.

Oggi c’è un Piano rifiuti non ancora approvato a pieno, non ancora condiviso in particolar modo con il Comune di Roma e abbiamo visto sulla nostra Capitale quanto è costato l’aumento delle imposte per poter portare i nostri rifiuti all’estero o portarli in siti lontani dalla nostra Regione.

Per non parlare poi della sanità, Presidente, vede,  i tanti annunci che si sono susseguiti, dalle Case della salute ai protocolli d’intesa firmati, fatti firmare a lei dai suoi uffici e poi bloccati dai tavoli interministeriali per ben 36 criticità sollevate, che  sicuramente non danno un buon esempio della programmazione e della pianificazione che i suoi uffici hanno in questo settore così delicato.

Per non parlare poi del mantenimento dei punti di primo soccorso che hanno visto chiudere importanti reparti! Mi riferisco all’ospedale di Subiaco, all’ospedale di Monterotondo che proprio pochi giorni fa è stato oggetto da parte del Sindaco di centrosinistra di una missiva nei suoi confronti dove le chiedeva il mantenimento dei punti nascita. Dove lei ha spiegato, rispondendo pubblicamente, che ci sono poche nascite, e il Sindaco le ha risposto che continueranno a essere sempre di meno se verranno chiusi i reparti all’interno di quell’ospedale!

Sui trasporti. Sui trasporti proprio in quest’Aula il sottoscritto più volte ha segnalato la capacità, la possibilità di programmare, di individuare, con un comitato tecnico-scientifico, i costi standard del trasporto nella nostra Regione, dal trasporto su gomma, dal trasporto su ferro, del trasporto sulla rete metropolitana, che possa consentire alle tante aziende che effettuano questo servizio, ma in particolar modo alla più grande azienda d’Italia, tra le più grandi aziende d’Europa che sta all’interno della nostra Regione, come Atac, di poter, su questi costi, pianificare un piano industriale che possa consentire di andare a definire, una volta per tutte, quello che è il contributo della nostra Regione, quella che è la capacità di agire da parte del nuovo management dell’azienda, ma soprattutto evitare di ascoltare, come abbiamo ascoltato all’interno della Commissione regionale, un piano industriale che si basa principalmente su quanti soldi la Regione Lazio riesce a dare e su quant’è l’aumento dei biglietti e delle strisce blu che i cittadini romani o i cittadini laziali sono costretti a pagare per transitare all’interno della città di Roma!

Anche sui lavori pubblici, Presidente, noi abbiamo avuto modo di ascoltare un suo autorevole intervento, circa un anno fa, dove annunciava che a settembre del 2014 si sarebbe definitivamente conclusa l’aggiudicazione della Roma-Latina! Oggi siamo a dicembre e, non più tardi di una settimana fa, in audizione in Commissione bilancio, da parte dell’assessore Refrigeri, abbiamo avuto modo di ascoltare che anche a questo annuncio non è stato dato seguito perché la chiusura della gara è stata posticipata a febbraio del 2015, salvo imprevisti.

Io voglio sottolinearle, lo diceva prima la collega dei Cinque stelle, la collega Corrado, che questo ritardo porterà ad una spesa di oltre 5 milioni di euro per mettere in sicurezza la Pontina che, le ricordo, è la strada con il più alto tasso di mortalità d’Italia, l’Astral spenderà circa 5 milioni di euro per mettere dei “rattoppi” sulla Pontina, soldi che naturalmente verranno sprecati perché, nel momento in cui ci sarà l’aggiudicazione della gara, ci sarà un progetto completamente diverso e un cantiere che partirà in notevole ritardo, con la speranza che febbraio sia la data ultima.

Vede, questo cantiere penso sia uno dei cantieri, sicuramente il più grande della nostra regione e uno dei più grandi sul territorio nazionale, e l’indotto soltanto lavorativo che porterà questo cantiere parla di oltre mille persone che direttamente saranno coinvolte e di un altro migliaio di persone che verranno indirettamente coinvolte per occupazione. Penso quindi che questa Amministrazione dovrebbe prestare maggiore attenzione e maggiore interesse su un’opera di cui da troppo tempo si parla e su cui poche volte è stato fatto qualche atto concreto, diciamo che ci sono stati soltanto annunci a cui non è seguito nulla di concreto.

L’ultimo argomento, ultimo soltanto in ordine di scaletta ma primo per ordine di priorità, ed è un argomento penso che riguarda direttamente la possibilità di poter dare risposte immediate da parte della sua Amministrazione, Presidente, riguarda l’efficientamento amministrativo.

Troppo spesso i Comuni della nostra Regione vedono mandare in perenzione somme stanziate per fare dei lavori. Circa il 70 per cento di questi ritardi è dovuto agli uffici amministrativi della Regione Lazio, che, o per mancanza di personale o per mancanza di risorse, protraggono il loro parere, da quello paesaggistico a quello ambientale e quant’altro, mediamente fino ad un anno e mezzo! E questo ritardo comporta una perenzione della somma, rimettere la somma in bilancio, ritardi nell’apertura dei cantieri ma soprattutto migliaia e migliaia di posti di lavoro che non vengono utilizzati perché, non aprendo i cantieri, non c’è la possibilità di far lavorare tante persone.

Quindi su questo c’è la possibilità da parte sua, e sicuramente sarà oggetto di un emendamento, sarà oggetto di confronto all’interno di quest’Aula, per consentire con semplici gesti, con semplici attività, con semplici indicazioni da parte della sua Amministrazione, di potenziare gli uffici preposti a livello di personale e di risorse ma soprattutto di stabilire la necessaria trasparenza.

Vede, spesso quando su un cantiere ci sono dieci, venti o trenta enti che devono dare un parere, o all’interno di un ufficio, per poter licenziare una pratica, dall’impiegato fino al dirigente, quella pratica passa da dieci o quindici scrivanie, questo secondo me non è un atto di trasparenza, è un atto di complicazione, è un atto che crea problemi alle imprese, è un atto che forse mette quel parere a discrezionalità di qualche persona. E su questo secondo me, Presidente, lei ha fatto poco, forse si potrebbe fare molto di più cercando di far risparmiare tempo alle imprese, di far risparmiare tempo ai Comuni e alle amministrazioni che devono ritornare qui numerose volte per recuperare la somma o l’importo che è andato in perenzione.

Basta un piccolo gesto, una piccola indicazione da parte della sua Amministrazione su questo problema importante per riuscire a sbloccare numerose risorse e far partire numerosi cantieri.

Concludo questo intervento, Presidente, sperando che questo Consiglio, sperando che questo incontro che noi abbiamo possa dare buoni risultati, considerato soprattutto questo momento particolare che ci avvicina alle feste, dove siamo un po’ tutti più buoni e siamo presi da quello spirito della Divina Provvidenza a cui qualche suo esponente della Giunta ha fatto appello quando gli è stata rivolta la domanda se c’era qualche bando che aveva particolari criticità! Vede, noi sulla Divina Provvidenza, penso che tutti, chi più chi meno, ci appelliamo, ma mi auguro che non ci si appelli per la certezza dei bandi o per a trasparenza dei bandi, perché io sono convinto che questa Amministrazione sarà in grado di adottare tutte le opportune scelte e non quella di appellarsi alla Divina Provvidenza se un bando viene aggiudicato con trasparenza o meno!

M i appello a lei affinché non ci si rincorra ogni volta o dietro articoli di giornali o dietro cronache e quant’altro, che hanno riempito le pagine di quotidiani sia nazionali che locali, affinché noi siamo in grado di prevenire le scelte che questa Amministrazione può fare con un sistema chiaro, limpido, trasparente e non rincorrere i noti giornalisti o rincorrere l’opinione pubblica soltanto perché c’è stato un avvenimento, c’è stato un fatto eclatante, come quello di queste ultime settimane, ma noi possiamo farlo in maniera preventiva, al di là degli articoli dei giornali, al di là di quello che vediamo tutte le sere in televisione, lo possiamo fare perché siamo in grado di essere un’amministrazione trasparente, un’amministrazione capace, ma soprattutto siamo in grado, al di là degli schieramenti o del colore politico che può diversificarci, di trovare quella giusta sintesi negli argomenti più importanti, soprattutto in un momento di crisi come questo, da poter dare ai cittadini della nostra regione e alle imprese che hanno ancora la forza di sopravvivere su questo territorio.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Sbardella. Ne ha facoltà.

 

SBARDELLA (Misto). Signor Presidente, siamo al secondo anno, una sorta di tagliando, secondo me importante, con tutto quello che comunque in questi due anni si è tentato di affrontare.

Io faccio una premessa. E’ vero che, come ho tentato una volta di spiegare, forse anche improvvidamente, perché non era mio compito, a fronte di alcuni consiglieri che si rivalevano sulle scelte fatte e sulle modalità con cui si tentava di imporre che c’è una maggioranza che ha vinto, c’è un Presidente che ha vinto e c’è, perciò, non solo la legittimità ma il dovere di governare secondo le proprie idee, secondo il proprio programma, secondo il proprio interesse generale, così come è individuato nel programma e negli schieramenti che compongono la sua coalizione.

Però è pure vero, come diceva prima il collega Storace, che le leggi non le fa la Giunta, le fa il Consiglio! Questo lo dico in premessa, faccio una serie di citazioni, ho avuto la fortuna di parlare dopo una serie di interventi che mi hanno sollecitato qualche idea e qualche riflessione. Come diceva anche il collega Di Paolantonio, a noi piacerebbe avere un Presidente che guida anche l’Assemblea legislativa di questa Regione. Lei è un consigliere regionale, è il primo degli eletti tra i consiglieri regionali, vorremmo sentirla un po’ più consigliere regionale che Presidente della Giunta. In tante occasioni ci è mancato il confronto e, forse, anche lo scontro. Probabilmente non ci sarebbero serviti. Con alcuni dei suoi assessori delegati per materia c’è stato pure qualche scontro, perchè dal punto di vista dell’indirizzo politico ci siamo fraintesi, non ci siamo riusciti a capire. E vorremmo che inaugurassimo una nuova stagione, che è quella... non so se ha letto in giro per i blog questa teoria, non so nemmeno quanto campata in aria o quanto reale, però ha una suggestione - la riporto qua - quella dei vetri rotti! Se lascio la macchina in una via periferica o centrale con il vetro rotto rischio che, accanto a quelle con il vetro intero, quella la troverò distrutta di settimana in settimana perché lasciare nel degrado, lasciare nell’incuria alcune situazioni che andrebbero rattoppate genera ulteriore incuria e l’abitudine a rincorrere l’incuria. Forse anche lei - e arriviamo al bilancio - non ha fatto bene la politica degli annunci. Come diceva prima il collega Storace: “La Giunta ha approvato...”, la Giunta non ha approvato nessuna legge, perché noi abbiamo - se dovessi citarle a memoria - una decina di leggi annunciate, presentate alla stampa e non ai consiglieri regionali! Perché devo essere sincero, e ci entrerò perché ritengo che riguarderà molto del bilancio, della conformazione dei prossimi bilanci, e forse i ritocchi nei prossimi mesi in assestamento, per seguire quello, la devoluzione o non devoluzione di materie fondamentali o non fondamentali, alle Province, in particolare a Roma Capitale, Città Metropolitana.

Le dico questo perché, se ricorderà, io mi sono un po’ - ma è un fatto personale, perciò non è sicuramente né istituzionale né politico -, ci sono rimasto un po’ male che quando lei presentò davanti al Sindaco Marino, invitò forse qualcuno che l’aveva orecchiato, la devoluzione dei poteri a Roma Capitale, con tanto di slide e di presentazione, per esempio non mi chiamò!

Io ero stato Presidente della Commissione Statuto e avevo avuto il coraggio di far incontrare i partecipanti e di far sottoscrivere loro un protocollo su quella devoluzione, ex articolo 42, è vero, da un anno e mezzo, due anni, sembra passata un’era geologica, di queste materie me ne ero occupato, però anche solo come consigliere regionale, piuttosto che tanti consiglieri comunali di Roma, a quella sua presentazione mi sarebbe piaciuto assistere, cioè, ecco, che agli annunci su argomenti che potremmo tranquillamente condividere..., perché tanto quello è un vetro rotto, perché non abbiamo mai visto nulla di quanto è stato annunciato ormai mesi fa!

Come lei ricorderà, è rimasto un vetro rotto una serie di ordini del giorno sulla sanità! Ricorderà che lei mi rispose ormai, che era luglio forse? Due “lugli fa” - se mi si passa l’ingarbugliamento di parole -, quando sull’accorpamento delle Asl lei rispose: “Ma, io devo presentare dopo l’estate la riforma organica della sanità”. L’ha annunciata, e ad ogni occasione parla di un pilastro della riforma della sanità, ma noi in Consiglio non abbiamo visto niente!

Abbiamo visto le nuove convenzioni con l’università, bene; abbiamo visto il nuovo accordo con i medici di medicina generale, bene! Bene tra l’altro perché sarebbero tutte cose che erano all’interno dei programmi di tutte le forze politiche e di tutte le coalizioni che si sono presentate. Non le abbiamo viste! Non solo non le abbiamo viste e magari le avremmo potute condividere, ma non sappiamo quanto in termini di impatto economico e dei servizi queste cose avranno.

Sulla sanità, approfitto, “vetro rotto”, l’altro ordine del giorno approvato all’unanimità riguarda la possibilità che gli uffici applichino la legge votata, a firma, se non ricordo male, Sbardella con la consigliera dell’Italia dei Valori, la Rodano…, Giulia Rodano…

 

(Interruzione di un consigliere)

 

…e lo so, però inserimmo questa legge sull’accreditamento dei servizi di assistenza domiciliare. Presidente, noi votammo un anno e mezzo fa un ordine del giorno all’unanimità perché gli uffici nella Direzione dalla sanità applicassero quella legge. Questo ancora ad oggi non è, e alcuni Direttori di Asl, vedendo che i vetri rimangono rotti, continuano a bandire gare sul servizio di assistenza domiciliare.

Il cronoprogramma sulla legge…, tutte le volte che noi siamo sembrati ostruzionistici, riteniamo che le leggi siano uscite meglio. Il Piano casa, Presidente, mi assumo in parte la responsabilità di una serie di ritardi, dall’uscita della delibera dalla Giunta all’approvazione della legge dopo un anno, però - diciamocelo - la legge che era uscita dalla Giunta era un’altra cosa rispetto a quella approvata in questo Consiglio.

E io non ritengo che ci siano venature ideologiche, ritengo che sia andata a segno sugli obiettivi che si prefissava, anche di natura politica, perché sappiamo quello che è successo con la proposta di legge 76, avversata da noi, e che cosa è successo per migliorare gli effetti positivi sugli impianti di sviluppo economico di questa Regione per quanto riguarda la 75. Ecco, è il tentativo di dire che in una fase come questa su alcune reti di problemi gli annunci probabilmente sortirebbero un effetto immediato, anche nell’iter delle leggi, se condivisi. Noi abbiamo visto la speditezza con cui siamo andati avanti sulla legge sullo spettacolo dal vivo, c’era stato un grande lavoro in Commissione, ma su un impianto che sostanzialmente ha trovato tutti concordi anche nell’accelerare su un settore che aveva bisogno di un po’ d’ossigeno anche nella semplificazione e nelle certezze.

Questo per dirle che di alcune cose possiamo condividere sia l’urgenza che anche l’impianto. E’ ovvio, magari potremmo non ritrovarci, purtroppo, perché ritengo che rientri tra le istituzioni che ci aiutano a reggere la rete delle fragilità, cioè i fondi per gli oratori, io ritengo che questa sia una delle cose che magari ci distinguano! Magari avremmo messo qualche soldo in più sugli oratori - ci torneremo sul bilancio, ma non era questo il fine del mio intervento di oggi -, però ritengo che alcune cose potremmo condividerle a partire dai temi dello sviluppo, del reggere la rete delle fragilità, sul difendere alcuni impianti sui servizi sociali, sulla possibilità di mettere in campo misure reali, anche sulla sicurezza.

Quando parliamo della teoria del “vetro rotto”, Presidente Zingaretti, lei non ritiene che sia…, forse le nostre competenze sono relative, ma lei non ritiene vergognoso, come Presidente, ma penso anche per noi come rappresentanti, soprattutto nella città di Roma, vedere quei filmati in cui c’è la microcriminalità che si piazza davanti alla biglietteria della stazione Termini, che si mette a parcheggiare le macchine in terza fila, dove vediamo la gente costretta a pagare il pizzo al parcheggiatore di turno, a vedere campi abbandonati al degrado, situazioni di incertezza e di insicurezza nei quartieri, senza che questo susciti in noi nient’altro, a volte, che lo sdegno razzista o la difesa ad oltranza prettamente ideologica!

Io ritengo che questo sia un “vetro rotto” della nostra comunità, anche laziale. Ripeto, i nostri bilanci ormai sono ridotti all’osso, i continui trasferimenti! Io, gliel’ho già accennato anche nel bilancio dell’anno scorso, ero un fervente sostenitore, su alcune linee sostanziali, che sono quelle a cui ho accennato, dello sviluppo possibile, della semplificazione, del reggere la rete delle fragilità, ritengo che ci siano temi su cui non è essere bipartisan, è ragionare sul buonsenso delle poche risorse a disposizione, perciò reggere l’indispensabile insieme, senza per questo apparire consociativi, o senza per questo gridare a ipotesi complottistiche di “governissimo”! Ognuno ha vinto la sua battaglia e la politica ci dice i terreni sui quali ci possiamo incontrare e quelli su cui rimaniamo sostanzialmente divisi.

Io penso che su questa linea, per le incertezze su cui lasciamo anche i provvedimenti che abbiamo approvato come dei “vetri rotti”, ritengo che continuerà a essere contrario il voto a questo bilancio. Le dico l’ultima, l’anno scorso noi, stando alle parole dell’assessore Fabiani, ribadite positivamente dall’assessore Sartore, facemmo le 6 di mattina per votare una cosa in Commissione bilancio di cui non si ha traccia. Ci venne un signore a raccontare, distribuendoci un paio di foglietti, un’emergenza, l’assessore Fabiani si ricorderà, la corsa con cui dovevamo, per stare dietro a Bankitalia, fare qualcosa con Banca Impresa Lazio. Venne un sorridente - nelle settimane precedenti - consulente di KPMG a dirci quali erano le ipotesi e la più plausibile forse, per sentito dire, nelle intenzioni della Giunta, per garantire una rete di garanzie allacciata ai confidi, perciò una sorta di riassicurazione da mettere a gara. Signori, è passato un anno, siamo qui e non sappiamo nulla di tutto ciò, nessuno è venuto a raccontarci che cosa è successo anche solo di quell’aspetto specifico che era trasformare Banca Impresa Lazio in un sistema di garanzia, assorbendo anche Unionfidi, da mettere a disposizione come ramo del problema più generale di Sviluppo Lazio, da mettere a disposizione delle aziende, delle imprese tartassate dall’accesso al credito sempre più complesso. Ecco, non ne abbiamo più traccia.

Quel signore che con fare sdegnoso veniva a fare dinieghi o accenni presentandoci due foglietti con l’intestazione della società di cui era amministratore, senza firma, ha presentato proposte di cui ancora oggi non abbiamo visto nemmeno le ricadute in bilancio, che non hanno certificato nessun risultato concreto! Ecco, io ritengo che anche questo sia un vetro rotto!

E per finire, episodicamente, Presidente, sulla sanità io penso che anche in termini di informativa…, io non sono interessato a mettere l’occhio nel buco della serratura della Centrale di acquisti! Lo dico sinceramente, io sono stato eletto per altro, nemmeno per amministrare, per indirizzare, programmare, legiferare, però dobbiamo capirci anche sulla sanità che è commissariata, perciò ci vorrei entrare ancora di meno, tuttavia, se esiste un commissario, se esiste un subcommissario…, a proposito dell’ultimo io sono sempre poco per i tecnici al posto dei politici, si immagini quanto sono contrario ai politici che si infilano la casacca dei tecnici, e qui mi fermo! Però è solo per dire che è un’impressione, non è un problema di opportunità, magari sarà il miglior subcommissario della storia della Regione Lazio, però è uno che faceva l’assessore in Emilia Romagna con il Pd, e qui mi fermo! Però ricordiamocelo, perché poi è sempre una cosa per cui quasi ci incastriamo le mani nei giochi di opportunità o non opportunità. Però se quel subcommissario aveva fatto delle linee guida nuove rispetto alle linee guida che aveva fatto quello prima, che perciò, siccome le aveva fatte nuove, non si erano potuti fare gli atti aziendali e gli atti aziendali fatti si erano dovuti tutti riscrivere da capo… noi vorremmo che tutti si fermassero sull’approvazione degli atti aziendali e ci  si rispiegasse cosa vuole questo nuovo subcommissario.

Perché siccome in base alle linee guida emanate dal precedente subcommissario si sono fatte due commissioni tecniche, una secondo me la potevate risparmiare per decreto, perché è composta da tutti funzionari e dirigenti dell’Assessorato alla sanità, bisognava fare una commissione per valutare…? Probabilmente se ci davate un parere non vincolante, solo informativo, magari dicevamo qualcosa di più. Però pure li sappiamo, lo sappiamo perfettamente perché siamo sui territori, non serve il caso di Latina per capire che c’è qualcosa che continua a essere un “vetro rotto”, perchè se le linee guida valgono e hanno un senso, devono valere come un vetro che mettiamo a posto dappertutto! Se saltano fuori UOC, UOSD assolutamente incomprensibili, rompono il vetro anche degli atti aziendali che hanno più senso, perché significa che c’è qualcuno più furbo, più potente, più interessato o più interessante!

E allora dobbiamo secondo me fare, lei dovrebbe fare uno sforzo e comunque metterci nelle condizioni almeno di averne l’informazione, perché sembra che da questo punto di vista non possiamo dire nulla, ma  sembra che qualcuno se le voglia tener nascoste. Anche perché -  qui pure evitiamo i vetri rotti - se diamo un senso alla presenza di queste unità, che hanno un senso perché devono governare dei processi, ma devono stare pure all’interno dei meccanismi economici. Perchè se io lascio 13 medici in una struttura che ha la produttività della metà di un’altra struttura nella stessa Asl che ha il triplo della produttività, c’è qualcosa che non funziona, c’è qualcuno che si gira i pollici, qualcuno che è una schiappa, e non dico che va cacciato, ma va mandato alla periferia dell’impero! Perché sennò il vetro continuerà a rimanere rotto e noi daremo l’impressione ai cittadini, la certezza - perché poi i cittadini negli ospedali ci vanno - che il vetro rimane rotto!

Allora se il cittadino di una città di provincia, invece di andare all’ospedale che ha tredici medici in quell’unità, si fa sessanta chilometri per andare in un’altra struttura che ne ha sette e che stanno arrampicati con i capelli dritti per fare i turni e per tenere aperti i posti letto, significa che c’è qualcosa che non funziona e il vetro continua ad essere rotto!

Presidente, anche sulla sanità ci permetta di darle una mano a riaggiustare i vetri che per troppi anni, con tutte le colorazioni del nostro arco costituzionale, sono rimasti rotti.

Perciò è l’annuncio di una previsione - perché dubito che riuscirete a convincermi - di un voto contrario a questo bilancio, però è una richiesta di rimettersi alla guida di una Regione che deve essere governata, e deve essere governata anche con le leggi che approviamo in quest’Aula. E vorremmo che lei ritornasse o incominciasse a essere un po’ più un consigliere regionale insieme a noi, e magari qualche legge in più riusciremo anche a votarla insieme. Grazie.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Lupi. Ne ha facoltà. Si prepari Righini.

 

LUPI (Pd). Grazie Presidente, colleghi consiglieri, ci tengo ad iniziare questo mio intervento intanto ringraziando l’Assessore per il lavoro fatto, per il lavoro fatto in Commissione, il presidente Buschini. E ci tengo ad iniziare questo mio intervento partendo dai fatti che questa Amministrazione oggi può vantare e che in modo chiarissimo emergono dagli atti del conto consuntivo per l’anno 2013.

In modo particolare la forte riduzione dell’indebitamento della Regione, figlia sicuramente del grande sforzo di razionalizzazione e di riduzione dei costi legati alle società regionali, così come è stato fatto nella gestione della sanità, tagli a cui abbiamo dato un contributo sicuramente rilevante, come Consiglio, attraverso delle scelte chiare, nette, sulla nostra stessa indennità, sui costi generali del Consiglio regionale, così come sui costi dei Gruppi. Fatti, come dimostrato dal parere della Corte dei conti, che ha evidenziato la bontà di questo bilancio, e come dimostrano gli ulteriori atti che stiamo andando oggi a discutere e che discuteremo in questi giorni.

Innanzitutto, il bilancio presentatoci in Commissione dal Presidente Leodori, il bilancio del Consiglio, che ci chiede sicuramente ulteriori riduzioni dei costi nel nostro organo per ulteriori 5 milioni di euro, passando in tre anni da 90 milioni a 59 milioni di euro di spese per il nostro funzionamento, di cui ben 3 milioni di euro grazie alla scelta - devo dire da non tutti condivisa, però condivisa dalla maggior parte dell’Aula - della nuova regolamentazione dei vitalizi.

E’ chiaro che quelli ottenuti sulle spese del Consiglio sono risultati dovuti alla positività delle scelte che abbiamo condiviso, agli sforzi che sono stati portati avanti da tutti i Gruppi, ma su cui di certo c’è una linea di indirizzo chiara da parte della maggioranza, da parte di questa maggioranza, che fin dall’inizio ha voluto imporre una linea, una linea rigorosa di riduzione dei costi, di razionalizzazione delle spese. Allo stesso modo, penso sia doveroso ringraziare anche tutti i dipendenti dei gruppi, sui quali gravano spesso i tagli che vengono fatti all’interno del nostro Consiglio. E’ vero, dobbiamo ridurre i costi della macchina amministrativa per liberare risorse, per sostenere la ripresa economica del nostro territorio, per ridurre le tasse ai cittadini, nonostante l’enorme costo della sanità della nostra Regione ed il peso degli interessi sui debiti.

Questi sacrifici ci permettono oggi, però, di iniziare a vedere all’orizzonte il pareggio del bilancio sulla sanità, il rientro dal debito e quindi la fine del commissariamento. Una fine del commissariamento sicuramente in anticipo rispetto alle nostre previsioni. Quindi io dico al consigliere Di Paolantonio, che non vedo in Aula, ma quale stanchezza? Quale stanchezza dell’esecutivo? Quale stanchezza di questa maggioranza? Io sono certo che invece con questo bilancio potremmo veramente uscire dalla costrizione finanziaria che la nostra Regione ha avuto in questi anni e lanciare un triennio sicuramente di forti investimenti sul nostro territorio, per la sua economia, per i suoi cittadini.

Un bilancio, quello del 2015, con cui possiamo esentare le classi sociali più deboli dagli aumenti dell’addizionale Irpef regionale, previsti nel 2013, e addirittura possiamo allargare la fascia esentata, così come, grazie a queste scelte di bilancio, possiamo intervenire a sostegno dei nostri cittadini con la riduzione del bollo sulle autovetture. Segnali sicuramente che, ancora una volta, danno un indirizzo chiaro: meno sprechi, più innovazione, meno tasse e più risorse per il Lazio.

Non possiamo certo però nascondere la testa sotto la sabbia, non vedere la gravità di una situazione economica della nostra Regione, la mole di disoccupati ed il numero notevole delle crisi industriali. Non possiamo abbandonarci davanti alla crisi sicuramente dei poli a me più vicini, quali quelli della Provincia di Roma, di Colleferro e Pomezia. Così come dobbiamo sicuramente scommettere sulle riforme istituzionali, sulla forza dei settori produttivi del Lazio, sulle competenze dei suoi cittadini, sulla qualità delle professionalità presenti nelle nostre città e sull’elemento vitale, rappresentato dalla bellezza del nostro territorio, per tornare a creare occupazione per i lavoratori e le lavoratrici del Lazio. E bene ha fatto da questo punto di vista, soprattutto sul turismo, il nostro Presidente.

A questa azione di riduzione del carico fiscale si aggiunge il grande risultato dei 900 milioni sul fondo FESR per puntare sulla formazione professionale, sul diritto allo studio, sul sostegno a quei cittadini oggi emarginati per le loro condizioni economiche. E’ quindi fondamentale la scelta di accompagnare la riduzione delle tasse con quella di liberare le risorse per sostenere chi vuole scommettere nel Lazio, chi vuole investire soprattutto nei settori innovativi, e quindi bene il fondo sulle start up inserito in questa legge di stabilità.

Naturalmente proprio per questo dobbiamo essere al loro fianco, al fianco di chi innova, di chi crea lavoro, di chi, con la propria capacità e intelligenza, rende concrete le possibilità di migliorare la nostra realtà e crea opportunità economiche.

Inoltre non posso non menzionare che questa sarà la prima legge di stabilità a prevedere, in via ordinaria, un fondo rilevante a sostegno delle politiche contro la violenza di genere, come effetto della legge approvata, la n. 4 del 2014.

Mi preme sottolineare infine alcune azioni previste del bilancio e dal Def. Il forte impegno sulle infrastrutture come la Orte-Civitavecchia, strategiche per la mobilità e l’economia di tutta la Regione, oppure lo sblocco finalmente di ulteriori risorse per la tangenziale dei Castelli Romani, che finalmente forse riusciremo a vedere finita, e l’intervento per il raddoppio del tratto fra la Campoleone e Aprilia, che coinvolge sicuramente, questo sì, tutti i cittadini dell’area litoranea e dell’Appia.

L’impegno per le scuole e per il dissesto idrogeologico, temi che naturalmente non debbono essere temi su cui noi dobbiamo risparmiare ma dobbiamo sicuramente spendere bene. L’impegno sui temi ambientali, come il sostegno alla raccolta differenziata, oppure alla bonifica, al rilancio della bonifica e al sostegno della Valle del Sacco. Un forte investimento sulla mobilità pubblica e sostenibile, così com’è previsto il rinnovo del parco macchine degli autobus e dei treni.

Questo bilancio sì, è vero, come è stato detto anche dall’opposizione, può essere migliorato, può essere migliorato con qualche emendamento. E vedo che qualche assessore si è lamentato di qualche taglio in più che forse è stato fatto, ecco noi abbiamo proposto qualche emendamento, penso sia un bilancio che può essere migliorato rafforzando gli impegni sulla sicurezza, con l’istituzione dei vigili di prossimità, sull’accesso al trasporto pubblico estendendo le riduzioni tariffarie, sulla lotta alla povertà, anche sostenendo le nuove povertà, come nei casi dei genitori separati, oppure come nei casi delle giovani coppie che non hanno accesso ai mutui cercando di rifinanziare la legge n. 31 del 2008.

Ecco, e vado a chiudere, nonostante le difficoltà ereditate dalle gestioni passate, dovute a governi di centrosinistra o di centrodestra di questa Regione, quindi non gli do colore politico, nonostante la riduzione dei contributi da parte dello Stato, possiamo dire ai cittadini del Lazio oggi di avere un bilancio sano, fondato sicuramente su basi certe e che vanno incontro ai loro bisogni.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Righini. Ne ha facoltà.

 

RIGHINI (FdI). Grazie, Presidente, colleghi, un ringraziamento doveroso all’assessore Sartore per il prezioso lavoro svolto, per la costante presenza sia in Commissione che in Aula.

Io penso che la discussione su questi importanti documenti di programmazione economico-finanziaria sia quest’anno caratterizzata da una novità assoluta, cioè il ritardo grave con cui gli stessi sono stati prodotti e portati all’attenzione della Commissione prima e del Consiglio oggi.

Già l’anno scorso c’era stato un impegno, perché giudicammo tardiva l’approvazione da parte della Giunta degli atti che poi furono oggetto di attenzione da parte dalla Commissione, e questo l’anno scorso avvenne nei primi giorni di dicembre. Quest’anno la Commissione ha tenuto la sua prima seduta in data 15 e approda, questa mole di lavoro straordinaria, in Aula il giorno 22 dicembre, con un particolare, io non ho memoria ma mi riferiscono ai colleghi che hanno più anzianità di servizio di me, che per la prima volta il bilancio da parte della Commissione viene rinviato all’Aula senza che venga esaminato un solo articolo, un solo emendamento di quelli depositati in Commissione. Peraltro quest’anno penso che non si possa sfoderare l’argomento dell’ostruzionismo, che non c’è stato, perché abbiamo assecondato le richieste, ovviamente con il nostro voto contrario, ma anche per chiarire in maniera inconfutabile che non possa essere considerato come un precedente, e quindi la gentilezza e il sorriso dell’assessore Sartore hanno fatto il resto e oggi noi iniziamo la discussione in data 22 dicembre in Aula.

Il Dpf, contrariamente a quello dell’anno scorso che invece non avemmo modo di discutere, sicuramente anche nel contenuto è più scarno rispetto a quello del passato. Immagino che l’assessore abbia dovuto dedicare buona parte del suo tempo al giudizio di parifica della Corte dei Conti sui consuntivi. E di questo le diamo atto, abbiamo riconosciuto anche i risultati importanti che sono stati conseguiti in quella valutazione da parte della Corte dei conti. Giova, comunque, ricordare che i primi risultati positivi in termini di riduzione del deficit sono in buona parte ascrivibili alla Giunta che vi ha preceduto. E’ bene ricordare, infatti, che il bilancio del 2013 di fatto fu ratificato dal Consiglio in una sola seduta senza possibilità di presentare emendamenti a un bilancio che comunque era stato adottato dalla Giunta che vi aveva preceduto.

Quindi, così come diceva anche il collega Lupi, come le tante responsabilità dei pessimi numeri economici della nostra Regione sono ascrivibili a responsabilità tanto del centrodestra quanto del centrosinistra, ritengo che questi primi numeri che certificano meriti possano essere ascritti anche in questo caso ad un risultato bipartisan.

Penso al contempo che - come dicevo - il Documento di programmazione economico-finanziaria, su cui abbiamo strappato l’impegno in Commissione all’Amministrazione nella persona dell’assessore Sartore, per il futuro approderà con largo anticipo rispetto alla discussione che poi segue necessariamente un documento di programmazione, cioè la legge di stabilità e il bilancio.

Dico questo perché comunque so quanta attenzione l’assessore rivolge alla programmazione e quanto sia importante avere un documento di programmazione che arrivi in anticipo rispetto agli atti di bilancio, perché servono a tracciare una linea, servono a tracciare una rotta e rendono anche a noi consiglieri più agevole il compito di analisi, sapendo cosa viene posto a fondamento della redazione della legge di bilancio e della legge di stabilità.

In buona parte questo documento di programmazione, che ha utilizzato in troppe parti un’enfasi che probabilmente era meglio tenere più bassa almeno nei toni, che in alcuni casi è arrivata a prevedere in maniera iperbolica che le leggi fossero approvate dalla Giunta regionale, comunque lo abbiamo considerato un errore e lo abbiamo corretto in sede di emendamento, ma allo stesso tempo va detto che questo documento di programmazione per circa tre quarti non è altro che la riproposizione in altra forma delle linee di indirizzo POR-FESR, che avevamo già avuto modo di discutere e di approvare alcuni mesi fa. E penso che quelle risorse previste nel POR siano straordinariamente importanti a garantire il rilancio della nostra regione, perché in realtà i numeri che mi accingo a elencare sulle entrate e le uscite del bilancio della nostra Regione difficilmente potrebbero consentire all’Amministrazione Zingaretti di centrare gli obiettivi che si è prefissata. Quindi con il contributo determinante di fondi europei sarà possibile tentare di raggiungere quegli obiettivi.

Un’altra considerazione la voglio fare riguardo al presunto abbattimento Irpef che è contenuto all’interno di questa legge di bilancio.

Io ho riletto alcune volte l’articolo 2 e francamente faccio fatica a capire perché venga citato con assoluta certezza che si procederà alla riduzione dell’aliquota Irpef. Perché io leggo al comma 1 dell’articolo 2 che “…per l’anno d’imposta 2015 resta confermata la maggiorazione dell’aliquota addizionale regionale Irpef prevista all’articolo 2, comma 1, della legge regionale 29 aprile 2013, nelle seguenti misure…”. Quindi di fatto la possibilità che l’aliquota Irpef venga ridotta in realtà si terrà con un atto successivo che è previsto al comma 3. Nel comma 2 si istituisce un fondo che era già stato istituito sempre in quella legge e si comincia a stanziare risorse per garantire la possibilità, la previsione di poter ridurre l’aliquota Irpef o, meglio, più che ridurre l’aliquota Irpef, scongiurare il rischio dell’aumento. E questo perché noi facciamo il tifo, non apparteniamo alla categoria dei gufi, come è ben noto, facciano il tifo affinché entro il 30 aprile la Giunta possa presentare una proposta di legge che preveda la possibilità di scongiurare il rischio di aumento dell’aliquota Irpef.

Peraltro, oltre alle considerazioni riguardo all’aliquota Irpef, sorprende che non ci sia una sola parola in merito all’Irap, un’altra tassa odiosa che colpisce esclusivamente le imprese e le aziende della nostra Regione che meriterebbero, anch’esse, un sollievo. Mi rendo conto però, nel contempo, che la difficoltà a cui il Governo centrale ha sottoposto le Regioni, con i tagli di cui abbiamo parlato finora, rende il compito oltremodo difficoltoso.

Però, all’interno delle difficoltà con cui l’Amministrazione si muove, ci sono alcune cifre che balzano oggettivamente all’occhio. E qui, oltre che all’assessore Sartore, mi rivolgo anche al Presidente Zingaretti che guida la nostra Regione.

Perché, vede Presidente, la Missione 3, quella sull’ordine pubblico e la sicurezza, in un bilancio della nostra Regione di 30 miliardi di euro trovare uno stanziamento di 3 milioni di euro, di cui solamente 1,5 milioni da destinare alla Polizia locale..., io faccio fatica a calcolare la percentuale, perché sarebbe uno zero virgola…, talmente tanti zeri che faccio fatica a calcolare qual è il rapporto da 30 miliardi a 3 milioni…

 

(Interruzione di un consigliere)

 

…se mi calcoli la percentuale te ne sarò grato, perché faccio fatica…

 

(Interruzione di un consigliere)

 

…0,005. Allora, io voglio dire, è possibile? Ci sono degli emendamenti che spero possano trovare accoglimento ma, vede Presidente, non per farcene vanto, ma per dare la garanzia ai tanti operatori di Polizia locale che quest’anno potranno confidare sul sostegno della Regione. Perché garantire la possibilità di utilizzo di apparecchiature, di potenziamento e, in molti casi, anche di corsi di formazione del personale, come quello della Polizia locale, che in alcuni casi si è visto di recente aumentare in maniera esponenziale le proprie competenze di vigilanza, che non sono ovviamente quelle dell’ordine pubblico, che sono demandate ad altre autorità, ma quelle più complesse, perchè sono gli obblighi di verifica e di controllo da un punto di vista amministrativo.

E così abbiamo i Comandi di Polizia locale che si devono occupare in via esclusiva, ad esempio, della lotta all’abusivismo commerciale, con una normativa complessa, che richiede necessariamente che questo personale venga formato. I compiti in materia di vigilanza del territorio sono demandati ormai esclusivamente ai Comandi di Polizia locale; il controllo del territorio, la lotta all’abusivismo edilizio sono delegati in via esclusiva ai Comandi di Polizia locale. Tutte queste attività non possono trovare come riscontro queste cifre nel bilancio regionale, perché sono veramente da giudicare offensive per un’attività importantissima, straordinariamente importante, mai come in un momento come questo dove c’è anche la necessità di garantire un po’ di ordine pubblico, perché poi i Comandi di Polizia locale svolgono comunque anche attività di pattugliamento stradale, sulle proprie strade di competenza, e tante altre iniziative che meriterebbero sicuramente ben altra attenzione.

Poi abbiamo riscontrato, ad esempio, sulla Missione 5, quella della tutela dei beni e delle attività culturali, uno stanziamento complessivo di 65 milioni - di cui solamente 27 milioni per la valorizzazione dei beni culturali - nella regione che ospita la Capitale d’Italia, con i suoi monumenti e con il loro straordinario valore, vorremmo vedere qualche investimento in più sulla valorizzazione dei beni culturali.

Sorprende, nella Missione 6, lo stanziamento di meno di un milione di euro per lo sport. La spesa corrente per lo sport vale 970.000 euro nella nostra regione, così come c’è uno stanziamento di 10 milioni per le politiche giovanili. I giovani della nostra regione penso che valgano di più. Anche qui, abbiamo presentato una serie di emendamenti che possono offrire ai giovani della nostra regione maggiori opportunità.

E poi sulla alla Missione 7 rimango francamente sorpreso, perché è una delega, peraltro che detiene personalmente il Presidente Zingaretti, quella sul turismo, abbiamo trovato uno stanziamento pari a zero nella voce “Politica regionale unitaria per il turismo”.

Abbiamo approfondito, anche grazie alle schede che l’assessore Sartore ha allegato alla nota integrativa al bilancio, che lo stanziamento è pari a zero anche in particolare sullo sviluppo del litorale della nostra Regione, io non riesco a capire se si tratti di un errore o se sia qualcosa che è sfuggito e a cui, in sede di variazione di bilancio, si potrà porre rimedio. Anche in questo caso, Presidente, le segnalo che ci sono degli emendamenti che,  ripeto, hanno la sola finalità di fornire delle risposte a settori che, anche nelle tante relazioni, nei tanti atti programmatori di cui abbiamo discusso,  vengono giudicati strategici per il rilancio della nostra Regione, voglio sperare che nel corso del dibattito, nel corso dell’approvazione di emendamenti a questo errore si possa trovare correzione.

Abbiamo poi l’altra anomalia che mi ha sorpreso, sulla Missione 8, l’edilizia residenziale pubblica, un tema di grande attualità. Qui troviamo il capitolo sulle spese di investimento dell’ERP che passa da 260 a 200 milioni di euro. Quindi abbiamo una riduzione, una contrazione di 60 milioni di euro su una voce che mi sembra sia anche oggetto di dibattito quotidiano, le problematiche legate all’emergenza abitativa che si vive in tutta Italia, non solo nella nostra Regione, ma a cui sicuramente andrebbe data una risposta, penso sia difficile poterla garantire con una riduzione di 60 milioni di euro su questa missione.

Sulla Missione 9 abbiamo alcune anomalie che vanno denunciate con forza. Qui so che incontrerò il favore dell’assessore Sartore e quindi mi accanirò particolarmente su questa considerazione. Circa 15 milioni, nel programma sulle aree naturali protette, si continuano a riservare per il pagamento dei compensi ai tanti, troppi, commissari che guidano le aree naturali protette, così come gli 8 milioni che continuano a essere versati in favore delle Comunità montane, ma attenzione, non per effettuare investimenti, per continuare a garantire livelli di governo territoriale che nulla hanno a che vedere con gli investimenti di cui quelle comunità hanno necessità.

Infatti sulla stessa Missione 9, se andiamo a verificare le spese di investimento, troviamo che la difesa del suolo passa da 68 a 58 milioni di euro, quindi con una riduzione di 10 milioni di euro; che le spese di investimento per i rifiuti passano da 37 a 22, con una contrazione di 15 milioni di euro! Sempre di voce “spese di investimento” parliamo e francamente è un tema che purtroppo temo sia destinato a tornare ancora una volta alla ribalta perché, come abbiamo avuto modo di verificare ormai da anni, si continua a non  affrontare il tema dei rifiuti, il Piano regionale non arriva, non ce ne è notizia, nonostante i ripetuti annunci.

Lo stesso discorso riguarda le spese di investimento sulla qualità dell’aria che si contraggono di 12 milioni, passando da 23 a 11. Allora, le spese di investimento sulla difesa del territorio e dell’ambiente, di cui finalmente riusciamo a certificare che non è solamente il centrosinistra ad esserne paladino, anzi con questi numeri si rischia veramente di minare alla base l’opinione che la tutela dell’ambiente sia esclusiva prerogativa della sinistra, in questi stanziamenti certifichiamo definitivamente che tutto c’è meno che l’intenzione di difendere l’ambiente, il territorio e l’aria della nostra Regione.

Molto velocemente, perché vorrei restare nei tempi che mi vengono assegnati, evito di tornare sulla questione sanità che è stata oggetto di segnalazione e di denuncia forte anche di molti colleghi che mi hanno preceduto, in particolare il Presidente Storace, quando faceva riferimento ad atti aziendali, che nonostante ci sia stato un impegno ad un preventivo vaglio critico, perché, attenzione, siamo tutti consapevoli della situazione di commissariamento che vive la sanità e nessuno vuole interferire nell’attività propria del Commissario o nell’attività di programmazione che i Direttori generali hanno fatto all’interno delle Asl di cui sono stati nominati direttori, però ritengo che lasciare ai consiglieri regionali, che rappresentano i cittadini della Regione, la possibilità di effettuare un vaglio critico attraverso la formulazione di considerazioni, per tentare di correggere il tiro, offrendo delle soluzioni e delle considerazioni, penso che sia un atto doveroso.

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE

LEODORI

(ore 18,32)

 

L’altra cifra che balza evidentemente agli occhi è quella della Missione 10 sui trasporti, dove assistiamo ad un taglio di un miliardo di euro. Il TPL locale si riduce di 700 milioni di euro…, la vedo sorpresa, le leggo missione e programma assessore, così fughiamo ogni dubbio, mi dispiacerebbe - sì, si dimezza del 90 per cento -, se ho sbagliato me ne scuserò tempestivamente, ma temo che queste cifre siano confermate, infatti, ecco: totale Missione 10, “Trasporti e diritto alla mobilità”, previsioni definitive dell’anno precedente a quello cui si riferisce il bilancio 2 miliardi e 164 milioni, previsioni anno 2015 1 miliardo e 244 milioni. Non sono un miliardo, sono 900 milioni di euro.

Così come la voce che più preoccupa è la contrazione del TPL, “Trasporto pubblico locale”, passa da 1 miliardo e 485 milioni a 790 milioni! Quindi, anche qui, la riduzione lei ce l’aveva annunciata, però sinceramente verificare e riscontrare che le cifre siano queste desta non poca preoccupazione.

L’ultima considerazione, poi avremo modo ovviamente di approfondire le questioni nel corso del dibattito, riguarda la Missione 11, quella sulle politiche sociali della famiglia, c’è anche l’assessore Visini in Aula. Mi ha sorpreso una cosa, vedere uno stanziamento in favore degli anziani di soli 4 milioni di euro all’interno del bilancio. Anche su questo abbiamo presentato degli emendamenti, non strumentali né demagogici, puntano a togliere un po’ di risorse dalla Missione 1, quella sui servizi istituzionali, che è l’unica cresciuta di 250 milioni. Immagino che in buona parte sia il fondo per la riduzione della pressione fiscale, sono consapevole, ma il fondo per la pressione fiscale è 200 milioni, ne rimangono 50 rispetto all’incremento che abbiamo potuto riscontrare, se una parte di questi 50 milioni li potessimo destinare per offrire soluzioni a chi è più debole e a chi ne ha più bisogno, penso che renderemmo un servizio anche a noi stessi. Grazie.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Simeone. Ne ha facoltà.

 

SIMEONE (PdL-FI). Grazie Presidente. Allora, tasse, tante parole, promesse e nessuna risposta! Questa è la sintesi dell’inconsistenza della proposta di legge di stabilità del bilancio di previsione 2015-2017 e del connesso documento economico-finanziario. Pecco di fantasia forse, ma sono orgoglioso di soffrire di una gravissima malattia che si chiama pragmatismo.

Questa è la terza proposta di bilancio che ci apprestiamo ad esaminare. Il primo anno ci avete spiegato che c’era poco tempo e poco da fare, e il bilancio non era altro che il frutto dell’amministrazione precedente. Lo scorso anno ci avete sottoposto una proposta dove c’era tanta immaginazione ma poca, pochissima concretezza. Quest’anno immaginavo di esaminare un documento ricco di idee, progetti e iniziative, capace di racchiudere tempi e modi per cambiare questa Regione. Ebbene, non ho trovato nulla di tutto questo, ho trovato al contrario l’evoluzione del nostro Presidente che prima “immaginava” ed oggi “prevede”, come un Nostradamus moderno! Prevede sviluppo economico, la fine del commissariamento per la sanità, l’innalzamento del Pil, la nascita di una grande regione europea dell’innovazione, una regione che protegge e cura, che incrementa il diritto allo studio e alla formazione per lo sviluppo e l’occupazione. Peccato che non ci dica come!

E non pensi, caro Presidente, che per uscire dalla crisi, per dare futuro ai nostri cittadini possa bastare qualche bando, tra l’altro di non semplice interpretazione, e una decina di progetti per i quali non si conoscono modi e tempi di attuazione, che non hanno un cronoprogramma preciso, che non hanno una data d’inizio ed una fine, e che pertanto non esistono.

Analizzando queste proposte di legge ho capito, qualche dubbio l’avevo mantenuto per galanteria, che questa Regione non ha una direzione da seguire. Ci spiegate che le previsioni non sono state rispettate, che la crescita e il contenimento della disoccupazione non ci sono stati, ma non ho letto una sola volta che questa Regione si assume la responsabilità di quanto non è stato fatto per invertire la rotta, per dare risposte alle nostre comunità che soffrono e sono private anche degli strumenti per emergere da questa inerzia.

Vi limitate, caro Presidente, a spiegarci che la colpa è della crisi economica, della congiuntura astrale negativa, però non ci spiegate perché le azioni di cui tanto vi siete vantati sono state inefficienti.

Non ci dite come intendete correggere le misure assunte. L’economia non è ripartita, i consumi ristagnano, nell’ultimo quinquennio la domanda interna ha subìto un drastico arresto, pari al 3,6 per cento, la spesa delle famiglie si è ridotta del 6 per cento, la spesa pubblica diminuisce di pochi spiccioli, il debito pregresso verso imprese ed enti ammonta oggi a 9 miliardi di euro, contro i 15 del 2013. Il debito complessivo, quello che la Corte dei conti chiama “stock del debito effettivo”, si attesta a 9,3 miliardi, sono stati pagati solo 6 miliardi di debiti pregressi, mantenendo paralizzata l’economia.

Ci domandiamo quindi perché non sia stato ancora onorato l’impegno risarcitorio verso fornitori e creditori, siamo allo stesso punto, se non addirittura più indietro rispetto a dove ci trovavamo quando lei, Presidente, ha iniziato il suo cammino, e con molte aggravanti. Una su tutte, la crescita del prodotto interno lordo a fine del 2014 è pari soltanto allo 0,1 per cento in più rispetto al valore del 2013, contro ogni più nera aspettativa. Insomma, si prevedeva un incremento pari ad un punto percentuale, invece siamo a stento arrivati allo 0,1 per cento.

Leggendo le dichiarazioni dell’assessore Sartore mi chiedo se non siamo tornati alla semplice finanza creativa che molti danni ha creato nel passato. Se il 2014 chiude con un misero aumento dello 0,1 per cento, come può nel 2015 aumentare tutto d’un balzo addirittura dell’1,4 per cento, cioè quattordici volte in più rispetto all’aumento generato nel 2014! State buttando le mani avanti per non cadere indietro, giocando nello spostamento della crescita reale al 2016, state spostando di un altro anno l’occasione per assumervi le vostre responsabilità. E a questo punto siamo già preparati a scoprire che nel prossimo bilancio la data sarà spostata magari ancora al 2018 in vista della campagna elettorale.

La ragione semplice è solo fumo che non rimuove le catene che fino a questo momento impediscono al Lazio di riprendere la via della crescita economica. Ancora una volta, caro Presidente, pensate di raggiungere il riequilibrio dei conti regionali aumentando la pressa fiscale. Il risultato è il 79 per cento delle entrate della Regione esclusivamente di matrice fiscale!

Nel 2014 l’addizionale Irpef è passata dall’1,73 al 2,33, nel 2015 si conferma un ulteriore aumento dell’1 per cento, arrivando a un 3,3 per cento. Ma voi, anziché ammetterlo, preferite ribaltare la notizia, ci raccontate una cosa per un’altra.

Vede, Presidente, nel mio paese si dice che molte volte si mettono i maccheroni sopra e il sugo sotto! Voi così state facendo, voi, anziché dire alla popolazione che l’addizionale Irpef viene aumentata ancora di un altro punto percentuale, dite al contrario: “Eh, ma noi esentiamo, facciamo un numero tale di cittadini a cui non praticheremo l’addizionale Irpef”! Qui è l’esatto contrario, la notizia è che la Regione Lazio quest’anno aumenta ancora di un altro punto l’addizionale Irpef e colloca la Regione Lazio tra le prime in assoluto come addizionale Irpef!

Ma voi tutto questo non lo ammettete, non ammettete che l’Irpef dall’inizio del cammino del Presidente Zingaretti si è raddoppiata, vi fa più comodo dire che esentate un numero di cittadini dall’applicazione di questo. Come al solito, gettate fumo negli occhi dei cittadini sperando di ottenere credito a discapito della realtà dei fatti.

Questa legislatura passerà alla storia per una sola notevole capacità: ridistribuire le date di quelle “via crucis” di tasse da pagare che pesano sui cittadini lavoratori - i pochi rimasti - e le imprese, il tutto con previsioni di entrate per lo più approssimative ed imprecise.

Avete effettuato un monitoraggio del patrimonio immobiliare della Regione Lazio, avete scritto delibere per procedere alla sua alienazione, avete detto che tutto questo darà gettiti per oltre 375 milioni, ma di concreto non è stato fatto nulla, ancorando il pareggio di bilancio ad entrate che non esistono. Per un trasporto pubblico locale che ha le gomme sgonfie da tempo, dove ai servizi si sostituiscono disagi e inadempienze, questa Regione investe l’11 per cento della spesa totale, cioè circa 300 milioni di euro. Vogliamo conoscere nel dettaglio i risultati di questi investimenti, lo dobbiamo a tutti gli studenti che sono costretti a prendere autobus vecchi, a stare in piedi, contro ogni legge sulla sicurezza, perché orari e fermate non sono mai rispettati.

Il bilancio per il 2014, approvato con grande fatica in quest’Aula, è stato stravolto nelle segrete stanze della Giunta, abbiamo contato più di 500 variazioni di bilancio operate nel corso di quest’anno! Lo avete modificato senza renderci partecipi e contrariamente a quanto si usava fare in precedenza con l’assestamento di bilancio, che ha sempre rappresentato il vero momento di confronto e di indirizzo per la Regione sugli obiettivi da raggiungere.

Lo stesso Documento di economia e finanza, su cui il bilancio deve prendere forma, doveva essere approvato in autunno e doveva contenere le linee programmatiche che nel prossimo triennio caratterizzeranno questa Regione in termini di sviluppo e occupazione.

Le amministrazioni passano, i presidenti cambiano, sono gli atti fondamentali di questa Regione che restano. Per esempio la deliberazione n. 116 del 2011 che elenca le opere fondamentali per la Regione Lazio ed indica gli interventi infrastrutturali di rilevanza strategica regionale, sovraregionale e nazionale, come nel caso della Pedemontana di Formia, la realizzazione della Roma-Latina, il completamento della tratta ferroviaria Formia-Gaeta-Minturno-Cassino, tutte opere che non trovano posto nel Def che questa Amministrazione ci propone.

Non pensiamo che il Documento di economia e finanza regionale sia una lista della spesa, assolutamente no, ma siamo convinti che debba contenere le priorità di questa Regione e l’idea che questa Regione ha sul futuro dei territori. L’economia della nostra Regione è allo stremo, la disoccupazione è cresciuta sia per via dell’aumento di chi ha perso il lavoro sia per l’aumento di giovani in cerca di impiego. Quella giovanile è fuori controllo ed è salita ormai al 40 per cento, in sei anni la disoccupazione è aumentata di 5 punti percentuali: 7,5 era nel 2008 e 12,4 si attesta nel 2014. Le ore di cassa integrazione nel Lazio hanno subìto un’impennata: 15 milioni di ore usate nel 2008, 75 milioni di ore usate nel 2013, 100 milioni saranno le ore usate nel 2014! Al contrario, diminuisce la cassa integrazione in deroga, avvalorando un quadro tragico, questo significa che molte imprese hanno perso la speranza, non vedono più prospettive di ripresa, considerano strutturale e non passeggera la crisi ed utilizzano la cassa integrazione solo come scivolo verso il licenziamento.

Il tasso di occupazione è crollato: 60,2 nel 2008, 57 per cento nel 2013; 150.000 persone hanno perso il posto di lavoro dal 2008 ad oggi; più di 50 posti di lavoro si perdono ogni giorno; 300.000 sono le persone in cerca di occupazione; 200.000 gli inattivi; oltre il 40 per cento è il tasso di disoccupazione giovanile. E di fronte a questa situazione voi vi limitate a prendere atto!

Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli ed educarli? Questo non è un uomo libero. Questa legge di bilancio incide sulla democrazia, perché non prende in considerazione la libertà e il futuro dei nostri cittadini.

La nostra Regione oggi è in deflazione, la gente non compra, i prezzi calano e con un effetto domino ci sono meno profitti per le imprese, meno produzione, meno assunzioni, maggiori difficoltà per sostenere gli interessi sul debito, una catastrofe praticamente.

A causa della deflazione, il Giappone ha conosciuto una crisi che gli economisti hanno battezzato “del decennio perduto”, anche se gli effetti sono stati addirittura più lunghi. Per far fronte a tutto questo basterebbe mettere il naso fuori dalle proprie stanze, scendere nelle piazze, parlare con gli addetti ai lavori, conoscere ad ascoltare le proposte che arrivano da cittadini, imprenditori, associazioni di categoria, sindacati. Non ci vuole molta fantasia, ma senso pratico, per rimettere in moto la Regione con tutte le sue Province.

Per il comparto industriale abbiamo sottolineato - e l’hanno fatto in Commissione anche un’industria e le altre associazioni di categoria - che gli interventi sono concentrati solo sulle start up. Sarebbe il caso di pensare anche a tutte quelle aziende piccole, medie e grandi, che la crisi la stanno affrontando ogni giorno, che stanno tenendo il mercato superando le difficoltà quotidiane e che non sono tra i destinatari dello sgravio fiscale a totalità regionale, quando ne avrebbero tutto il diritto e tutta l’esigenza.

E’ interessante notare quale sia la posizione delle impresa del Lazio in merito alle scelte effettuate da questa Regione. La Federlazio, per esempio, ad ottobre ha presentato l’analisi congiunturale del 2014, rilevando che tutti i parametri sono peggiorati rispetto all’anno passato. Le iscrizioni sono sempre meno: 116 nel 2014, rispetto alle 154 del 2013; salgono le cessazioni; il tasso di sviluppo delle imprese industriali nel 2014 è in peggioramento rispetto all’anno precedente.

Rispetto al 2013 sono aumentate le aziende che chiudono, altro che ridurre le tasse su imprese e lavoro! Hanno chiesto di eliminare le inefficienze, gli sprechi nella pubblica amministrazione, agevolare la concessione di credito per immettere la liquidità nel sistema, semplificare le procedure burocratiche della pubblica amministrazione, combattere più duramente l’evasione fiscale, investire nella creazione di opere pubbliche.

Questa Regione non è riuscita a recuperare lo scollamento tra mondo reale e amministrazione pubblica, non ha ascoltato il grido di dolore delle nostre imprese, continua a far cadere nel silenzio la rabbia dei nostri cittadini che si vedono sottratti ogni giorno lavoro, servizi e diritti.

Non ci sono idee, caro Presidente, ci sono solo spot, e con gli spot i nostri cittadini non mangiano, le nostre imprese non reggono, il mercato, la nostra Regione non ha chance.

Questa Regione ha tra le sue priorità - l’avete scritto voi -: la valorizzazione del patrimonio architettonico, turistico, culturale, paesistico del Lazio; contribuisce alla realizzazione di progetti nel mondo del cinema e dell’audiovisivo per portare il Lazio alla ribalta del palcoscenico nazionale ed internazionale, e come lo attuiamo questo? Ci sono fiction, come quella di Altiero Spinelli, che anziché esse girata a Ventotene viene girata nelle Isole Tremiti! Abbiamo perso un’occasione e con il logo della Regione Lazio si è fatta pubblicità alla Puglia. Una strategia davvero notevole!

Non abbiamo nostalgia dell’intervento pubblico che ha fallito al tramonto della Prima Repubblica, quello che chiediamo è il ricorso a strumenti nuovi, ma soprattutto chiediamo coraggio. Qualcuno come la Thatcher è entrata nella storia per il coraggio dimostrato nello sfidare l’impopolarità con misure laceranti nell’immediato ma lungimiranti nel futuro; misure che rispondevano ad un disegno strategico di benessere e prosperità per il Paese, un disegno che nel medio periodo ha dato i suoi frutti, abbondanti e risolutivi. In questa Regione invece assistiamo a un movimento tattico, alla mossa furbetta, costruita esclusivamente per strizzare l’occhio a gran parte dell’elettorato. In queste settimane la nostra Regione è finita al centro di uno scandalo di proporzioni inaspettate che ha investito il mondo della politica e delle istituzioni come una valanga! Ci siamo fermati a leggere i nomi, ci siamo scandalizzati e siamo corsi ai ripari per dimostrare l’estraneità del singolo ai fatti.

Non ho sentito alcuno dire e ammettere che “mafia capitale” è il sintomo di un buco nero che sta nel sistema e da cui questa Regione non è esente. Voglio fare un esempio concreto, che conosce bene anche l’assessore Visini. Prendiamo una cooperativa sociale del nostro territorio che presenta l’istanza di iscrizione all’albo regionale del Terzo Settore, la pratica va a buon fine, passano cinque mesi durante i quali il rappresentante legale della cooperativa chiede aggiornamenti alla Regione sullo stato di avanzamento della pratica, ma nessuno dà risposte, i funzionari si negano anche al telefono, questa persona, rappresentante di questa cooperativa, chiede aiuto al proprio Sindaco, Sindaco che a sua volta chiede l’interessamento del consigliere regionale, il consigliere regionale che chiede a sua volta l’interessamento dell’assessore al ramo, la pratica sta ancora ferma! E questa pratica dovrebbe seguire il suo percorso senza la gentile intercessione di nessuno, perché è un atto dovuto dare risposte positive o negative che siano. Perché non è accettabile ma è assolutamente vergognoso che una cooperativa non possa accedere ai bandi perché la Regione impiega anni per sbrigare delle pratiche ordinarie! O volete che si venga a bussare con i piedi alle porte di dirigenti e funzionari che non si degnano nemmeno di rispondere al telefono? Questo dimostra che la corruzione alberga dove si creano nicchie di potere, cresce e si fortifica laddove non si generano risposte immediate, trova terreno fertile in un’amministrazione regionale, la nostra, che impiega cinque o sei mesi, quando siamo fortunati, per rispondere a mozioni e ad interrogazioni che vengono presentate dai consiglieri di quest’Aula! Dove si costringono i cittadini a cercare padri e padrini per bypassare l’ostacolo proprio dove non dovrebbe esserci. Il sistema della corruzione ha radice nelle piccole cose, sta nell’incapacità di rispondere all’ordinario. Basti pensare che per un parere paesaggistico non trascorrono meno di due anni! E’ direttamente proporzionale all’incapacità di questa pubblica amministrazione e di tutte le altre di essere efficienti. La Regione continua ad essere “l’ufficio complicazione degli affari semplici”!

Supponiamo, come diceva Mao Tze Tung, e ho finito, Presidente, che il nostro compito sia di attraversare un fiume, non lo realizzeremo senza ponti né barche, fino a quando la questione del ponte o delle barche non sia risolta a cosa serve parlare di attraversare il fiume?

Questa Regione, caro Presidente, enfatizzando questa frase di Mao, che magari è nelle vostre corde, ha il dovere oggi, non domani, non tra due o tre anni, di superare questo fiume in tempesta che si chiama “burocrazia, disoccupazione e crisi economica”. Per farlo ha bisogno di realizzare ponti, di costruire barche, se non deciderete di costruire ponti e barche è inutile parlare di attraversare il fiume. E la cosa peggiore è che voi di questo fiume prendete atto senza neanche domandarvi come superarlo.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Santori. Ne ha facoltà.

 

SANTORI (Misto). Grazie, Presidente, è un momento fondamentale dell’anno amministrativo e politico, ed è dunque importante dire come le cose stanno realmente. L’aumento delle tasse è previsto anche in questo bilancio, quindi i cittadini devono sapere che questa amministrazione, con aumento, va a finanziare i servizi istituzionali generali e di gestione. Perché questo è il tema fondamentale di questo bilancio: i servizi istituzionali generali e di gestione, escluse le questioni della diminuzione Irpef sugli scaglioni che sono stati previsti dalla Giunta, pesano per il 20 per cento sul bilancio del 2015, pesavano l’8,5 nel 2014.

Dunque il Presidente Zingaretti, il Presidente della Commissione, tutti coloro che sono intervenuti parlano di aumento dell’efficienza operativa, dicono delle falsità! Questo bilancio è falso sotto il profilo di quello che è stato detto politicamente in quest’Aula, si mantengono i privilegi, i “carrozzoni”, perché questi sono i numeri, la matematica non è un’opinione, nel momento in cui si va ad analizzare il bilancio si vede che cosa decide questa Giunta, come decide, come va a incidere sulla vita dei cittadini laziali. E’ questo quello che bisogna sapere in questo momento di crisi.

Mi dispiace che il presidente Zingaretti non sia presente in Aula, comunque in una sua agenzia ha detto pochi minuti fa: “La crisi richiede confronto e capacità decisionale”. Allora il confronto dove è stato? Dov’è? Non è mai esistito, lo hanno ripetuto alcuni colleghi, né in Commissione bilancio né in Aula visto che già circola la voce dell’arrivo di un maxiemendamento proprio per passare il Natale al calduccio considerato che il tema del bilancio giunge in Aula solo oggi, quindi con gravissimo ritardo rispetto alla reale capacità di confronto che questa opposizione ha dimostrato più volte. “Serve capacità decisionale”, ecco l’annuncio dell’arrivo di un maxiemendamento!

Quindi non basta tutto quello che avviene durante l’anno. Io invito i signori colleghi consiglieri di quest’Aula ad andare a vedere come si è stravolto il bilancio approvato a dicembre dello scorso anno rispetto alla valanga di variazioni di bilancio che ci sono state durante l’anno, una valanga di variazioni! Quindi l’assestamento è stato fatto durante il corso dell’anno spostando quello che c’era da spostare lì dove serviva alla Giunta, senza un minimo di confronto. E allora a che cosa serve per l’approvazione di questo bilancio il confronto che chiede il Presidente Zingaretti, se poi durante l’anno si svolgono questi processi di stravolgimento del bilancio stesso?

E allora come fa il Presidente Zingaretti, con quale faccia si presenta al Presidente Renzi chiedendo maggiori fondi per le Regioni? Che poi non sono stati ottenuti, non so, hanno fatto una piazzata enorme tra tutti i Presidenti delle Regioni chiedendo una maggiore attenzione: “Si tagliano i servizi sociali”, “Attenzione, cadrà tutta la Regione Lazio”! E poi si presenta questo bilancio, con i carrozzoni ancora presenti, si parla di taglio delle poltrone - poi ci arriveremo al taglio delle poltrone -, 500 poltrone tagliate! Lo dice anche ufficialmente sul suo profilo Facebook, e viene sponsorizzato di continuo! E’ un profilo personale, attenzione, io non so come viene pagata questa forma di sponsorizzazione della persona e non delle istituzioni. Ma, detto questo - andremo a controllare -, io voglio capire come si può dire tutto ciò che è stato detto in quest’Aula, come si può andare a chiedere al Presidente Zingaretti: “Non ci tagliare di 800 milioni di euro il nostro bilancio, perché noi stiamo facendo un grande lavoro”! Ma dov’è questo lavoro di taglio reale degli sprechi, degli sperperi? Non esiste! Non esiste!

Anche i sindacati sono stati leggeri nelle loro affermazioni. Durante l’anno anche loro chiedono attenzione, si incatenano, ma poi quando c’è realmente da chiedere un’azione forte a questa Regione vengono meno. Avevano detto: “Non passerà mai l’aumento dell’Irpef regionale. Ce l’hanno promesso. Abbiamo firmato accordi, l’abbiamo detto”! E poi aumenta l’Irpef regionale dell’1 per cento, rispetto a tutti gli aumenti è l’Irpef più alta d’Italia!

Non parliamo poi delle tasse comunali, non parliamo delle tasse nazionali. La tredicesima, per chi l’ha avuta, se ne è andata in tasse e chi non ce l’ha non so come ha fatto a pagare Però la crisi aumenta proprio perché si mantiene un sistema inalterato di sprechi e di sperperi. Una Regione che protegge e cura la legalità per lo sviluppo, soprattutto in questo momento in cui si parla, si dovrebbe parlare almeno di trasparenza, di pulizia, la Missione 2, giustizia, meno 74 per cento; ordine pubblico e sicurezza, meno 56 per cento!

Poi vogliamo parlare anche delle questioni legate all’istruzione, al diritto allo studio, meno 25 per cento. I numeri in termini di milioni sono già stati detti. Vorrei citare le percentuali, perché sono quelle che contano rispetto alla variazione del bilancio del 2014, e poi anche qualche chicca sul peso di ogni singola missione sul bilancio stesso. Abbiamo già detto che i “carrozzoni”, i servizi istituzionali generali e di gestione pesano il 20 per cento su questo bilancio! Solo il 15 per cento il trasporto e il diritto alla mobilità; il turismo pesa lo 0,87 per cento. Ci si riempie la bocca di questa grande Regione orientata al turismo, che ha una città come Roma, se vengono i turisti è perché c’è Roma, non perché la Regione sta lavorando in questa direzione!

Aumenta, però, la tutela e la valorizzazione dei beni e delle attività culturali, lì dove, appunto, c’è magari una diversa attenzione rispetto invece ad altre questioni che dovrebbero riguardare l’azione concreta di tutti i giorni dei cittadini: soccorso civile, meno 70 per cento; la tutela della salute, anche qui, io calcolo sulla legge di stabilità un meno 65 per cento; politiche per il lavoro e la formazione professionale, in questo momento di crisi, meno 32 per cento; meno 24 per cento l’agricoltura, politiche agroalimentari e pesca. Si fanno i bandi per dare le terre ai giovani e poi sono questi gli interventi che vengono fatti! Poi mi si dovrà spiegare perché le relazioni con le altre autonomie territoriali locali invece aumentano del 73 per cento.

Ecco, questo giusto per fare un esempio su come si sta gestendo questa realtà economica regionale da parte di un ente inesistente, che si muove soltanto sull’onda di quello che scrivono i giornali! Se ci scrivono contro, allora noi ci muoviamo in una certa direzione, vedi ad esempio oggi: “La Regione stanzia 480.000 euro per AltaRoma, AltaRoma non deve morire”! Bene. Va bene anche la moda, su questo però, ripeto, ci sono a mio avviso delle priorità che sono importanti per i nostri giovani, per i nostri anziani, per le politiche sociali del territorio che fortunatamente non vengono toccate, ma poi bisogna vedere come vengono spesi i soldi per le politiche sociali, se ci sono queste percentuali così enormi che vanno a immigrati e nomadi - invece di andare ai cittadini romani, italiani - che vivono sul nostro territorio.

Perché poi alla fine il tema della solidarietà è un tema del buon padre di famiglia, se noi possiamo aiutare le persone che vengono da fuori lo facciamo, ma in questo momento non possiamo aiutare nessuno, dobbiamo aiutare i nostri figli.

I sindacati hanno chiesto di togliere l’addizionale regionale sul carburante, hanno chiesto maggiore trasparenza, hanno chiesto delle spiegazioni sui 200 milioni di euro che riguardano le valorizzazioni immobiliari, i ticket sanitari perché non vengono divisi per fasce di reddito, insomma alcune richieste che poi neanche in parte sono state accolte, almeno in parte! Quindi una disattenzione anche nei confronti delle forze sociali del territorio, ma questa non è una mia principale preoccupazione, perché esistono anche quei cittadini che non vengono rappresentati dai sindacati, quei cittadini che onestamente vivono la loro vita ma subiscono queste angherie, cioè le angherie di questo bilancio che viene discusso in tre giorni! Ora, si porta in Consiglio regionale già con una visione chiara, ripeto, come ha detto il Presidente Zingaretti la crisi richiede confronto e capacità decisionale. Come al solito, si dice tutto e non si dice nulla! “Fare il bene della comunità”, benissimo, e allora pensate voi che fare il bene della comunità sia essere di fatto un “carrozzone”, che è quello della Regione Lazio perché ancora e così, in cui si è annunciato un taglio di 500 poltrone, frutto di ipotetici accorpamenti, tagli o soppressioni? Lei lo sa, Presidente Zingaretti, questa è una barzelletta! Può essere raccontata a Renzi, ma non a noi. Fino adesso ci sono solo buone intenzioni. Immaginate per l’appunto quelle 500 poltrone, salvo rarissimi casi, come Sviluppo Lazio, stanno ancora tutte lì, con proposte di legge che devono ancora arrivare nelle Commissioni, con l’ormai incredibile lentezza che le contraddistingue! Oppure, addirittura, cosa ancora più grave, in queste 500 poltrone tagliate vengono conteggiate anche solo iniziative che trovano spazio in memorie di Giunta: Ater, Consorzi di bonifica, Consorzi per lo sviluppo industriale!

Se si fosse lavorato meglio, soprattutto prima, magari questi risparmi si sarebbero potuti reinvestire per il territorio e per i cittadini e si sarebbe potuta raccontare realmente un’altra storia al Presidente del Consiglio Renzi.

Nei “paventati” risparmi, che non si sa come vengono calcolati, frutto di tutti questi accorpamenti, non si tiene minimamente conto dei costi di gestione, delle fusioni e delle gestioni del post fusione. Le difficoltà di BIC Lazio sono note a tutti, così come la gestione di Sviluppo Lazio, che già non funzionava prima e oltremodo non funziona oggi, nella veste di super holding, lo stesso problema che probabilmente toccherà all’agenzia TPL.

Si fa l’agenzia TPL, si accorpano, però il Presidente Zingaretti ha già indetto un bando per il mobility manager, che calcolerà i percorsi dei dipendenti regionali da casa al lavoro, insomma farà delle cose molto interessanti, però sarà un’altra, ennesima struttura!

Non parliamo del risparmio di Abecol, per la quale nel processo di trasferimento, come è stato detto, è necessario creare una struttura regionale dedicata. Allora dove sono i risparmi?

Intanto ancora attendiamo delle risposte sul patrimonio immobiliare confiscato alla mafia che non sta andando alle associazioni per fare un’attività realmente sociale sul territorio, per dare un segnale alla mafia che i loro beni andranno alle associazioni. Ma questo non si sa, non si sa che fine abbia fatto questo patrimonio mobiliare.

Non c’è un intervento concreto per stimolare l’economia. Sviluppo Lazio non funziona come dovrebbe, di fatto è inutile alla causa, anzi si varano provvedimenti assurdi che spazzano via proprio quel tessuto sociale e imprenditoriale in contrasto con i principi di medicina di prossimità tanto cari al nostro Commissario ad acta. Mi riferisco al riordino della rete laboratoristica privata che, così come è formulata, apre alla speculazione dei grandi gruppi stranieri, come già accaduto, a discapito di una rete capillare che il primo gennaio del 2015 vedrà di fatto 2000 nuovi laboratori precari, con un danno sull’intero indotto, e coinvolgerà 5000 posti di lavoro.

Questo ormai è il modus operandi di questa Giunta, non tener conto di ciò che si vota nel consesso istituzionale, perché anche in questo caso bisogna dire che tanti ordini del giorno, proposte, iniziative fatte dal Consiglio regionale non vengono minimamente tenuti in considerazione.

Mi riferisco anche semplicemente al gas Radon, il monitoraggio del gas Radon. Avevamo stanziato dei fondi, non sono stati spesi, non si sa dove sono andati a finire, però di fatto sugli specifici temi che sono stati affrontati, non solo dal sottoscritto, ancora dobbiamo vedere delle proposte concrete, o meglio una trasformazione in fondi per il rilancio di alcuni settori.

L’assessore Fabiani parla di collegamenti stradali, di potenziare la viabilità al servizio dei consorzi industriali, eccetera, eccetera, anche qui, sul bilancio, migliorare la viabilità! Sulla Pontina nulla è stato detto, lo stesso vale per i fondi dati ad Astral, 100 milioni di euro per gli interventi sulla rete viaria regionale, non c’è controllo, né linee guida, né trasparenza e nemmeno nessun collante con il territorio e con le esigenze prioritarie!

Si parla di TPL, di razionalizzazione ed efficienza nell’ambito dei trasferimenti dei fondi nazionali, dove sono i risparmi? Nemmeno un input sulla centralità della programmazione del TPL all’interno della Regione Lazio. E’ sostenibile, secondo voi, il piano aziendale di Atac così com’è stato presentato in Commissione? Anche su questo ci sono molti dubbi e anche su questo la Regione latita. Però si moltiplicano le strutture, Presidente Zingaretti, lei l’ha visto, è stato intervistato anche da Report sul record mondiale, da guinness dei primati, sui dirigenti esterni assunti all’interno della Regione Lazio! Una spending review che non esiste, si aumentano le indennità, non si sbloccano i fondi per la produttività del personale, non si procede con i gruppi di lavoro! Va bene tutto, anche il mobility manager, come detto, per gli spostamenti casa-lavoro, va bene la “Segreteria Europa”, Presidente Leodori, però i 3 milioni di euro per le spese di comunicazione nel 2013, 2 milioni nel 2014, oppure i 4 milioni di euro per spese per studi e monitoraggi di varia natura che potrebbero essere fatti benissimo internamente, gridano sinceramente vendetta!

Poi i 4 milioni per il sistema informativo territoriale della Regione Lazio, 140.000 euro per il sistema informativo “Difesa del suolo” e altri, altri ancora che non sto qui ad elencare.

Grida vendetta la questione legata ai fondi relativi a Lazio Service, con un comunicato fatto in fretta e furia, anche per rispondere all’inchiesta che riguarda un deputato del Partito democratico, in cui si diceva si era risparmiato su Lazio Service! E invece no, si passa da 40 milioni per il 2014, quindi con nessun risparmio in quell’anno, a 56 milioni nel 2015! E, appunto, alle mie denunce mi vedo rispondere dallo staff della Comunicazione del Presidente Zingaretti che lo stanziamento era diminuito grazie all’opera di spending review di questa Amministrazione. Veramente cose da pazzi! Basta calcolare tutti gli stanziamenti aggiuntivi sul capitolo di bilancio che ci sono stati durante il corso del tempo!

Ci vuole serietà, Presidente Zingaretti, Lazio Service è stato un “carrozzone” sicuramente, ma ora 1500 dipendenti che sono all’interno della Regione, che in alcuni casi tengono in piedi alcuni servizi, non si sa che fine faranno, si parla ora di una legge appunto, che è stata approvata recentemente, sull’integrazione con Lait, ma di questo ancora non si sa nulla di cosa la Giunta voglia fare.

Parliamo delle plusvalenze sulla valorizzazione degli immobili. Anche su questo, a parte le case cantoniere, a parte i bandi per i giovani agricoltori, ricordiamo che la valorizzazione degli immobili non può essere utilizzata come posta di bilancio, lo dice la Corte dei conti, però non ci fidiamo di tante altre situazioni, la riorganizzazione delle sedi regionali! Ci sono dubbi e incongruenze, tra locatari ricorrenti e canoni di occupazione, perché la Regione Lazio sta occupando un palazzo…

 

PRESIDENTE. Grazie…

 

…a via Capitan Bavastro; oppure sedi addirittura non conformi.

Sulla sanità abbiamo certificato sprechi, il flop della Centrale unica degli acquisti è chiaro a tutti; la questione dei rifiuti, anche su questo, non deve essere la Regione a pagare il post discarica e il capping di Malagrotta.

Vogliamo poi parlare del Consiglio regionale? Qui ci sono, ripeto, sei punti all’ordine del giorno di questo Consiglio sul bilancio, quindi tante sono le cose da dire, ma cerco di essere stringato e di chiudere, Presidente…

 

PRTESIDENTE. Grazie.

 

…Lei in un comunicato dice: “Lo stanziamento 2015 è di poco meno di 17 milioni contro i 19,7 milioni”, allora 2,7 milioni questo Consiglio regionale ha risparmiato in un anno, sui vitalizi quanto abbiamo risparmiato, Presidente Leodori? Anche su questo bisogna essere seri, bisogna dare un segnale forte. E allora lei pure lo scrive che c’è stato un risparmio così basso, ma come si fa a essere chiari nei confronti dei cittadini?

Tutto quello che accade, 684 milioni di euro per il Garante dell’infanzia, per il Garante dei detenuti, il Crel, il Cal, la Consulta femminile…

 

PRESIDENTE. …684 milioni di euro mi sembrano un po’ tanti.

 

SANTORI (Misto). …684.000 euro ho detto…

 

PRESIDENTE. No, ha detto 684 milioni!

 

SANTORI (Misto). Va be’, ha capito lei, Presidente, visto che l’ha scritto lei questo…

 

PRESIDENTE. Però va messo a verbale 684.000 euro, non 684 milioni.

 

SANTORI (Misto). ..202.000 euro per l’Autorità per le garanzie delle comunicazioni, per il Co.Re.Com., questo oltre ai 500.000 euro per lo Jemolo!

Questi servizi a mio avviso dovevano essere tagliati, io ho presentato una proposta di legge per l’abolizione del Garante dell’infanzia, ora andremo anche sulla questione del Garante dei detenuti, perché anche lì bisogna fare chiarezza su tante altre cose che sono accadute nel recente periodo.

E allora, le spese per i vitalizi. Noi stiamo facendo un dossier dettagliato su quello che è avvenuto quella notte in cui in fretta e furia si è approvata quella legge vergognosa in cui non si è andato a risparmiare nulla! Lo dice lei stesso, Presidente Leodori.

Quindi bisogna essere seri su tutto ciò che si fa e soprattutto su ciò che si comunica, perché bisogna dare un segnale forte di rinnovamento, se lo si vuole dare, perché questa è l’immaginazione che c’è stata da parte del Presidente Zingaretti stesso nella sua campagna elettorale. Bisogna dare un segnale forte di rilancio reale di quello che avviene in questo territorio, di rilancio a livello economico, rilancio a livello sociale, ma soprattutto un esempio da parte della politica di giustezza nelle decisioni, di confronto, cosa che non c’è stata, di attenzione reale alle esigenze dei cittadini.

E allora, su questo io ho presentato oltre 600 emendamenti…

 

PRESIDENTE. Consigliere Santori, sta tre minuti oltre, quindi la invito a chiudere.

 

SANTORI (Misto). Va bene, chiudo…

 

PRESIDENTE. Grazie.

 

SANTORI (Misto). …ho presentato oltre 600 emendamenti, io spero che in qualche modo si possa dare un segnale in questo senso per migliorare questo bilancio, però di fatto, così come è impostato il bilancio regionale, credo che non possa ricevere nessun tipo di accordo positivo, ma questo è chiaro, lo abbiamo detto, serve una rivoluzione totale, ma fino adesso, nonostante le promesse, gli annunci fatti sui giornali e in televisione, di tutto questo non si è visto nulla.

 

PRESIDENTE. Dichiaro chiuso il dibattito generale.

Adesso do la parola al Presidente Zingaretti e subito dopo all’assessore Sartore. Poi sospendiamo il Consiglio con aggiornamento a domani mattina.

Ha chiesto di parlare il Presidente Zingaretti. Ne ha facoltà.

 

ZINGARETTI, Presidente della Giunta. Grazie, Presidente, credo che possa essere utile anche in questa sede interloquire con una discussione che credo sia stata molto utile e anche perché giustamente da parte dei colleghi in particolare dell’opposizione sono venute, oltre a legittimissime critiche, anche domande di chiarimento, in un’atmosfera, in un clima di dialettica ovviamente, ma anche mi sembra di assunzione di responsabilità.

Dico subito che io non solo non ho mai negato l’esistenza di questo elemento in questi mesi di legislatura ma, anzi, ho sempre sottolineato questo dato come un atto vitale per la sopravvivenza stessa di questa Istituzione e la possibilità di andare avanti.

Perché, come sappiamo, ci troviamo ad operare certo da posizioni diverse ma in una congiuntura politica e istituzionale che ci accomuna e che è data da una dura campagna, o clima, atmosfera che vede troppo spesso purtroppo - e non sono d’accordo - nelle Regioni a volte addirittura il problema del funzionamento amministrativo e in più, oltre a un dato generale, una condizione di merito e di sostanza della nostra Regione che in effetti rischiava o rischia di far venire meno le proprie elementari e fondamentali prerogative.

E quindi io so che ha prevalso nei passaggi più importanti di questi mesi anche un senso collettivo di responsabilità. E io ho tentato a questo senso collettivo di responsabilità di rispondere anche con un atteggiamento politico mio, della Giunta e della maggioranza, che ha chiuso una fase storica nella quale troppo spesso in quest’Aula, a seconda di chi governava, ci si rinfacciava da una parte o dall’altra le colpe dei disastri che ci si trovava ad affrontare.

Credo che insieme, io da parte mia ho tentato di farlo, ma non ho problemi a riconoscere davvero che questo è stato uno sforzo collettivo, una delle novità di questa legislatura è che stiamo insieme provando a voltare pagina, altrimenti non ce la fa nessuno. Perché credo che la distanza tra cittadino e Stato, tra cittadino e Istituzione oggi passi addirittura, prima che dalla polemica politica, dalla capacità che debbono avere le Istituzioni di essere presenti e di andare avanti. Quindi insieme dobbiamo fare i conti con una condizione anomala di questa Regione, e della quale io mai ho dato colpa a uno schieramento politico, perché penso che ci sia casomai una responsabilità collettiva delle classi dirigenti regionali, e che però noi non possiamo non guardare in faccia, perché pesa anche nei numeri che sono stati presentati e che dovremo affrontare. E questa peculiarità nostra, scritta nelle relazioni della Corte dei conti, è che noi abbiamo un “convitato di pietra” da mesi nella nostra discussione e che è un immenso debito pubblico della Regione, 22 miliardi di euro di debiti, di cui 12 commerciali, ai quali la Regione non riusciva a fare fronte e che, quindi, hanno richiesto una scelta politica che oggi ha un costo e che già pesa in un bilancio annuale, se è vero che la rata annuale, che il 1° gennaio scompare dalle nostre economie, è di 1 miliardo e 300 milioni destinati a coprire i debiti degli ultimi 20, 25 anni di vita della Regione.

Perché - lo dico io senza problemi, parlando non contro qualcuno, ma prendendo e guardando in faccia l’enormità del problema - per troppi anni si è fatto l’elenco delle spese, delle cose bellissime da fare senza avere le risorse per poterle fare. Siamo arrivati ai 22 miliardi di debiti divisi nelle forme che ho detto.

La forza non di questa maggioranza, ma di questa legislatura nelle diverse collocazioni politiche che si hanno, è che finalmente abbiamo guardato il mostro in faccia! Perché non farlo scaricava sui cittadini e sulle imprese i costi di una situazione folle, indici di competitività del nostro sistema se non di rischio di messa in discussione di un intero settore economico e sociale. Perché fa la differenza se in Lombardia c’è un livello di fiscalità molto più basso che non nel Lazio e se in Lombardia chi vince un appalto veniva pagato in 60 giorni e da noi in 1014 giorni come tempi di pagamento, a proposito di lavoro, di sviluppo! E che senso ha pensare a politiche di sviluppo economico, a fondi europei se poi non si ha la forza di intaccare una condizione macroeconomica come quella?

Per non parlare delle procedure di infrazione contro l’Italia - Commissione Barroso, ma confermate dalla Commissione Juncker - che individuavano e individuano nei tempi di pagamento dello Stato uno dei problemi fondamentali della competitività di un Paese e che vedevano il Lazio come fanalino di coda italiano da questo punto di vista!

E allora qui noi abbiamo un bilancio nel quale comincia a ricadere in maniera pesante l’aver voluto affrontare questo tema, perché stiamo saldando 8 miliardi e 700 milioni di euro cash di debiti del passato, e questo comporta appunto una rata in più di 1 miliardo e 300 milioni, ma la sfida qual è stata e stata e qual è? E’ quella di dimostrare che è possibile uscire da questo incubo, perché ne stiamo uscendo, ma senza che questo voglia dire la bancarotta dell’Ente, perché parallelamente, in diciotto mesi di lavoro - e io ringrazio l’assessore Sartore e tutto il suo team, perché in questi diciotto mesi, insieme al Consiglio, però abbiamo scritto una parte di bella storia delle Istituzioni regionali - noi siamo riusciti ad arrivare all’appuntamento del miliardo e 300 milioni che incide su quei 3 miliardi di bilancio libero senza che questo provochi un default, ma perché facendo spending review, tagliando, riducendo le spese, rimettendo poste di bilancio, oggi possiamo puntare a un equilibrio di bilancio certificato già nel 2013 dalla Corte dei conti, quindi non è un giudizio su di me o su di noi, ma appunto sullo sforzo collettivo in diverse posizioni che noi abbiamo fatto, perché lo so e l’ho riconosciuto e lo riconosco che con alcune scelte - penso a quelle sulle società, che abbiamo fatto insieme - noi siamo riusciti ad aggredire questo mostro!

Questo cambia la situazione, la sta cambiando per l’economia del Lazio, perché il fatto di essere stati i primi a introdurre la fatturazione elettronica porta oggi le società iscritte all’albo della fatturazione elettronica regionale a vedersi le fatture saldate a 30, 34 giorni, o i pagamenti non sanitari dai 1014 ai 350, che è ancora tantissimo, perché la media europea è 60, o il sanitario a 60 che vuol dire, in termini di recupero di risorse tolte al credito, decine di milioni di euro che rientrano in una economia sana.

Questo incide nei numeri di bilancio? Certo che incide, perché tagli, tagli, tagli, puoi anche tagliare, ma è evidente che c’è un dibattito, c’è un bilancio ancora in forte tensione, ma la cosa positiva è che è inserito in un processo che sta rendendo nuovamente il Lazio un interlocutore credibile. Come hanno detto le agenzie di rating che ci controllano e ci fissano il rating dicendo: “Avete cominciato ad uscire aumentando il debito - ma perché l’abbiamo iscritto nel doverlo pagare - però con una forte operazione economico-finanziaria”. Lo avvertono i cittadini? In parte, non su tutto ovviamente, ma in parte sì, perché ad esempio i 26 treni che pensiamo di depositare sulle linee nei primi mesi dell’anno arrivano perché ci sono fatture pagate. Gli investimenti in tanti casi sono possibili perché c’è più liquidità.

Quindi, è in questo clima - non voglio nasconderlo certo - che si costruisce questo bilancio che riparte dallo sviluppo. Sono state dette, denunciate e segnalate tante mancanze, alcune sono vere e ora ne parlerò, su altre vorrei dire al collega Santori che non so dove ha letto tutti quei “meno 70 per cento”! Oppure, mi permetto di dire - visto che richiama alla serietà - che non è serio in una discussione di bilancio, tra le altre frasi, dire che non si sa che fine faranno i lavoratori di Lazio Service. Perché? Che fine dovrebbero fare? Chi ha mai messo in discussione il diritto al lavoro dentro la società di Lazio Service? Anche le scelte di efficientamento che si vogliono costruire - e di cui il Consiglio ovviamente sarà informato - di quelle due aziende non mirano a mettere in discussione il diritto al lavoro di chicchessia, ma casomai, visto che dovremo far tornare i conti, rendere le nostre società più compatibili con quelli che saranno i bilanci.

Quindi sì, ci dobbiamo sbrigare a efficientare anche la loro sostenibilità proprio per difendere il diritto al lavoro di Lazio Service, guardate che cosa sta succedendo con quel processo troppo affrettato dentro le Province, in termini di dramma per tante famiglie che oggi leggono un processo di riforma come il rischio del proprio diritto al lavoro Quindi non è che rimettere in discussione lo stato delle aziende significa rimettere in discussione il lavoro o il diritto al lavoro delle persone, secondo me, questo mi permetto di dirlo perché lei molte volte ha denunciato che non è serio, ecco, io mi permetto di dire che non è serio, su temi così delicati, fare dell’allarmismo sulla vita dei lavoratori che, ripeto, nessuno vuole mettere in discussione. Anzi, se ci muoviamo in tempo è proprio per evitare, viste le riforme che girano, che un domani noi ci troviamo senza la possibilità di far fronte alla macchina amministrativa che abbiano.

Ci sono, dicevo, cose da rivedere, certo, e anche sulla base del contributo non ci tireremo indietro, ma, attenzione però, c’è anche un’altra parte positiva, noi questa volta abbiamo scritto un bilancio che, essendo all’inizio del ciclo dei fondi europei, si integra con la programmazione europea, si accompagna alla programmazione europea pensata dentro a uno schema politico di sviluppo, la programmazione europea, le 45 linee e il programma si integrano e non si sovrappongono. E questo è stato possibile anche grazie al lavoro prezioso che è stato fatto in questi mesi. Noi abbiamo lì 3,2 miliardi, più i 500 del fondo coesione, 3,7 miliardi che vanno proprio su quelle voci che giustamente sono state segnalate come le più critiche: il sociale, il lavoro, le infrastrutture. E posso dire che abbiamo ottenuto un grande risultato, perché ad esempio, sull’FSE solo 11 Regioni italiane hanno avuto già approvato alla prima “botta” il programma dell’FSE, e noi siamo tra queste undici, e questo può voler dire che dal primo gennaio 2015 si apre una stagione - credo siano 953 milioni l’FSE - di risorse economiche nuove e fresche di banditure europee che integreranno quelle politiche. Quindi, quell’articolazione che viene fuori è anche figlia di un confronto che esiste, chiaramente, in uno sforzo di ricollocazione nostra dentro lo scenario politico e istituzionale che tenta di vendere anche e di valorizzare i passi in avanti che facciamo rispetto alle scelte europee, come di tutti, non di una maggioranza. Noi abbiamo, solo della vecchia programmazione 2007-2013, da spendere ancora 470 milioni non da programmare ma da spendere. E quindi sarà un lavoro enorme seguirla, perché non sarà facilissimo farlo, stiamo correndo contro il tempo, ma è un risultato di tutti se ce la facciamo, e così deve essere.

Più ruolo del Consiglio. Io adesso dirò, alcune sollecitazioni, quella sull’Expo, quella sulle gare mi sembrano giuste, io dico, e qui ha ragione il consigliere Aurigemma, c’è anche una sfida collettiva che noi dovremo discutere sul protagonismo del Consiglio, perché è depositata sulle Commissioni una montagna di testi legislativi che se venissero discussi, cambiati nell’autonomia totale del Consiglio e alla fine approvati, cambierebbero il volto di questa Regione per anni. Perché abbiamo testi sul sociale, sull’artigianato, sul commercio, complessi, anche da rivedere, perché il Consiglio certo che ha una funzione secondo me strategica di conoscenza, di rappresentanza, di controllo, ma anche e soprattutto, secondo me, per recuperare insieme come Istituzione un rapporto con i cittadini di qualità legislativa, di produzione legislativa. E qui, visto che è stato anche richiamato il dovere di essere non solo Presidente ma Consigliere, se potrò dare una mano lo farò molto volentieri. Certo, noi forse paghiamo non uno scotto, però una condizione alla quale nessuno di noi era preparato, e cioè che all’indomani, credo, della riforma Monti, le Commissioni consiliari sono otto, quindi c’è una mole di lavoro immensa chiusa in otto Commissioni e basta. Non siamo nelle condizioni di rimetterle in discussione, quindi c’è un tema anche strutturale che deve richiamarci ad una coerenza politica.

E poi, temi sollecitati sui quali io sono d’accordo. Sull’Expo è giusto, l’ha detto credo il collega Cangemi per primo, io penso che sia corretto che a gennaio io venga in Commissione ad illustrare, decidete voi quando, Presidente, in base allo stato dell’arte, il lavoro che stiamo facendo, la trasparenza degli atti, io ho avuto modo, in due o tre occasioni, di dire che siamo l’unica Regione italiana, assieme alla Lombardia, che sarà presente lì tutti i sei mesi. Ci sono due bandi aperti per i territori, per lo spazio lì, ci sono iniziative editoriali importanti, ci sono i Comuni che si stanno preparando a presentare progetti, questa a me sembra una giusta e corretta segnalazione.

Oppure il tema della trasparenza sulle gare, ne avete parlato tutti, il collega Storace l’ha sottolineato non solo in quest’Aula ma anche nei giorni precedenti. Io credo, non c’ero, ma che l’accenno all’utilizzo della rete fatto nella Commissione era finalizzato al fatto che anche sull’utilizzo dell’open data noi stiamo andando verso dei salti in avanti immensi nel campo della trasparenza, sia del Consiglio, sia da gennaio l’apertura dell’open data regionale che metterà fornitori, tempi dei pagamento, iter addirittura delle opere, consultabili e non, nel pacchetto delle delibere da leggere, a conoscenza di tutti. Ma io, per raccogliere un invito, penso che sia corretto, visto che è stato detto, di decidere che ogni quattro mesi, ogni tre mesi - decidetelo voi -, si tenga una riunione di commissione nella quale il dirigente, o valutiamo chi - perché poi deve essere chi le cose le sa e se ne interessa, perché altre figure più politiche non devono occuparsi di queste cose - riferisca al Consiglio su qual è l’iter e qual è lo stato dell’arte sulla massa di gare messe in campo dalla Centrale unica o, se ne abbiamo conoscenza ma sono corpi più variegati, lo stato dell’arte, e non relegarlo, in effetti in un momento come questo, ad una burocratica possibilità che c’è sempre dell’accesso agli atti, dico istituzionalizziamolo se può aiutare a costruire più fiducia, io non solo non sono contro, ma sono molto a favore, insieme all’open data, perché tutti i cittadini siano in grado di capire che cosa succede, ma che anche il Consiglio abbia una sua sede nella quale si può avere un confronto di questo tipo perché mi sembra una cosa giusta.

Su questa storia di Londra, dei curricula, mi fa piacere e ringrazio il consigliere Cangemi perché in effetti questa cosa mi tormenta da quella trasmissione, io confermo, ma dal montaggio della trasmissione sembra che io abbia detto che i curricula dei nostri dirigenti vengono mandati a Londra, io mi riferivo a un’altra procedura che è reale e che è avvenuta, e cioè nel processo di selezione dei direttori generali, come voi sapete, dopo la lista, quella degli idonei, si è proceduto ad un ulteriore processo di selezione per preparare una short list. In quell’occasione la valutazione della prova fatta ai computer fu valutata dentro una banca dati con sede a Londra, nella quale erano messi i dati di otto milioni di diversi test o curricula, che si sono confrontati dando poi un giudizio sulle persone valutate da noi non solo sulle loro risposte…

 

(Interruzione del consigliere Storace)

 

…va be’, ho capito! Però era questo l’arcano, e mi dispiace, e chiedo scusa soprattutto ai dirigenti se invece nel corso della trasmissione si possa essere incorsi nell’errore che io abbia sostenuto una cosa che ovviamente non è, ma è però reale nelle forme in cui è avvenuta.

Sulla sicurezza, io credo che anche qui, nelle more di una battaglia o di un confronto, emendativo possiamo tornarci, possiamo verificare spazi per aumentare le risorse, però attenzione perché anche qui noi abbiamo innanzitutto saldato e onorato gli impegni che ci eravamo presi sui patti sottoscritti su “Roma Sicura”, e comunico al Consiglio che stiamo trattando con tutte le forze dell’ordine, la Prefettura, la Questura, l’avvio, mi auguro nei primi sei mesi del 2015, di un grandissimo progetto italiano, che mutuiamo dall’esempio lombardo, finalmente dell’apertura del 112, che è il numero internazionale di accesso, con un centralino “laico”, cioè non gestito da nessuna delle forze dell’ordine, che lì dove sperimentato a detta delle forze dell’ordine cambia, e cambia non poco, la percezione di sicurezza, di affidabilità di intervento della struttura della sicurezza in tutto il Lazio. Non vorrei sbagliarmi - quindi uso il condizionale - ma sarebbe forse la prima Regione italiana che su tutto il territorio regionale mette in campo un processo come questo.

Comunque io sono d’accordo, andrà rifatto il patto “Roma Sicura”, bisogna vedere se poi Roma, le Forze dell’ordine, la Prefettura decideranno di ridotarsi di quello strumento del patto, comunque, se ci sono i margini, da parte nostra non c’è nessuna difficoltà a verificare quanto sarà possibile anche per andare incontro a una richiesta che è stata avanzata in questa nostra discussione.

Sulle società io credo che si siano fatti, sulle scelte che abbiamo fatto, dei salti di qualità enormi, la nuova società di sviluppo costerà meno di quelle cinque che noi avevamo, con un processo di pochi mesi - per chi ovviamente come tutti noi sa di diritto societario, chiudere cinque società e aprirne un’altra si sta facendo un mezzo miracolo da questo punto di vista -, comunque a conclusione del processo sarà giusto, oltre che andare avanti, anche verificare in una sessione, in una commissione lo stato dell’arte però, io mi sento di dire, di un processo positivo, perché anche il superamento di Banca Impresa Lazio, l’apertura del Fondo nazionale di garanzia, l’apertura del Fondo Lazio, ha rilanciato - e anche l’utilizzo e quindi il superamento di strutture - in maniera imponente l’accesso al credito da parte delle PMI nel Lazio, finalmente abbiamo dato ai nostri imprenditori una opportunità che prima non avevano.

Sulle Case della salute, io penso che stiano funzionando, aprono la notte quelle che hanno un punto di primo intervento, non le altre, ma soprattutto ogni struttura fa caso a sé, cioè è modulata sul proprio territorio. Le grandi novità qui sono questi effetti primi, ma a mio giudizio importanti, dei protocolli con i medici di medicina generale, che da ieri - stiamo aspettando i dati - fanno nella Capitale rimanere aperti dieci poliambulatori sabato, domenica e nei giorni festivi, e questa rete degli studi associati che dalle dieci, credo, alle venti tutti i giorni sarà aperta con una mappa georeferenziata sul sito e che costruisce quel pezzo che non c’è e che era un obiettivo comune, insieme alle Case della salute, anche nel programma del centrodestra del Presidente Storace, che sta nascendo. Ci saranno errori, sì, però intanto io ho visto i dati di quelli che sono aperti, dei letti a degenza infermieristica che sono occupati, della presa in carico dei malati cronici, che sono dati positivi che producono una salute e un diritto alla salute al quale si risponde in maniera diversa.

Quindi io volevo dire queste cose, noi abbiamo tutti sulle nostre spalle il peso della credibilità di questa Istituzione e credo che dentro questa consapevolezza siano giusti e opportuni anche i termini di una battaglia politica ma che, come vedete, non viene portata avanti da una maggioranza o da una Giunta che non vuole ascoltare i richiami. Se ci sono spazi saremo i primi ad affrontarli, perché credo che anche quanto sta avvenendo in questo nostro territorio richieda soprattutto una istituzione che sappia rispondere alle domande che vengono dai cittadini.

Alcuni mesi fa non l’avremmo potuto fare, ora l’abbiamo ricominciato a fare e io non ho nessun problema, l’ho fatto anche in passato, a dire che questo è anche figlio di una dialettica che in questo Consiglio c’è stata, a volte anche dura, però che ha aiutato tutti a migliorare e a condividere anche il concetto al quale credo molto, che esistono, certo, avversari politici, ma di questo non bisogna avere paura perché migliorano, dentro una dialettica democratica, la qualità del governo.

Grazie, Presidente…

 

(Interruzione del consigliere Cangemi: “Ci aspettavamo una parola sui detenuti”)

 

…io ho parlato con l’assessore Visini, i fondi sono in quel fondo di 5,5 milioni ex...

 

(Interruzione dell’assessore Visini)

 

…vediamo se si può fare, quando dico “sicurezza dei detenuti”, se ci sono risorse che si possono aggiungere per le iniziative io sono assolutamente d’accordo.

 

PRESIDENTE. Grazie. Sospendiamo la seduta e la aggiorniamo a domani, martedì 23 dicembre alle ore 11.

La seduta è sospesa.

 

La seduta è sospesa alle ore 19,47

 

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Servizio Giuridico Istituzionale

Direttore Avv. Costantino Vespasiano

 

Resocontazione

Responsabile Stefano Mostarda

 

Resocontisti

Gabriella Mostarda, Cedat85

 

Revisore

 

Stefano Mostarda

 

Allegato n. 1


Proposte di legge presentate

 

Proposta di legge regionale n. 229 del giorno 09 dicembre 2014, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 855 del 05 dicembre 2014, concernente: “Bilancio di previsione finanziario della Regione Lazio 2015-2017”

 

*****

 

Proposta di legge regionale n. 230 del giorno 09 dicembre 2014, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 854 del 05 dicembre 2014, concernente: “Legge di stabilità regionale 2015”

 

*****

 

Proposta di legge n. 231 del giorno 15 dicembre 2014, del consigliere Santori, concernente: “Sperimentazione della figura dello psicologo di base e adozione di nuovi metodi per la tutela della salute”

 

 

******************************

Allegato n. 2


Proposte di deliberazione presentate

 

Proposta di deliberazione consiliare n. 33 del giorno 5 dicembre 2014, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 70 del 25.11.2014 concernente: “Consorzio per lo Sviluppo Industriale Sud Pontino. Variante al Piano Regolatore Territoriale ASI, Comune di Minturno (LT). Verbale dell\'Assemblea Generale Consortile n. 2 del 28.07.2005. Approvazione con prescrizioni, condizioni, modifiche e integrazioni”

 

*****

 

Proposta di deliberazione consiliare n. 34 del giorno 9 dicembre 2014, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 69 del 25.11.2014 concernente: “Consorzio per lo Sviluppo Industriale Sud Pontino. Variante alle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Territoriale per l’agglomerato industriale “Penitro”, ricadente nei Comuni di Formia (LT), Minturno (LT) e Spigno Saturnia (LT). Verbale dell\'Assemblea Generale Consortile n. 4 del 21.12.2005. Approvazione con prescrizioni, integrazioni e modifiche”

 

*****

 

Proposta di deliberazione consiliare n. 35 del giorno 9 dicembre 2014, adottato dalla Giunta regionale con deliberazione n. 80 del 05.12.2014, concernente: “Documento di Economia e Finanza regionale 2015 anni 2015-2017”

 

*****

 

Proposta di deliberazione consiliare n. 36 del giorno 10 dicembre 2014, adottata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 81 del 05.12.2014, concernente: “Piano degli obiettivi prioritari, criteri e modalità operative per l’utilizzo del Fondo regionale per le piccole e medie imprese, nonché relativa ripartizione delle risorse ex art. 68 della legge regionale 28 dicembre 2006, n. 27”

 

 

******************************

Allegato n. 3


Mozioni presentate

 

Mozione n. 274 del giorno 3 dicembre 2014, del consigliere De Lillo, concernente: “Aumento del numero delle \"Culle per la Vita\" su tutto il territorio laziale”

 

*****

 

Mozione n. 275 del giorno 3 dicembre 2014, della consigliera Bianchi, concernente: “Sesta salvaguardia per gli esodati VDC TECNHOLOGIES SPA in fallimento”

 

*****

 

Mozione n. 276 del giorno 5 dicembre 2014, del consigliere Righini, concernente: “Settore balneare - Riordino del demanio marittimo - Conclusione anticipata delle concessioni in essere e aumento dei canoni”

 

*****

 

Mozione n. 277 del giorno 11 dicembre 2014, del consigliere Lupi, concernente: “Revisione Piano Energetico Ambientale della Regione Lazio”

 

*****

 

Mozione n. 278 del giorno 18 dicembre 2014, dei consiglieri Denicolò, Blasi, Corrado, Perilli, Porrello, concernente: “Opposizione al Trattato transatlantico di libero scambio USA-UE (T-TIP)”

 

 

******************************

Allegato n. 4


Interrogazioni a risposta orale presentate

 

Interrogazione a risposta orale n. 96 del giorno 17 dicembre 2014, della consigliera Bonafoni, concernente: “Verifica delle procedure di assegnazione degli appalti relativi alla gestione dei Centri di accoglienza per migranti nella Regione Lazio”

 

 

******************************

Allegato n. 5


Interrogazioni a risposta scritta presentate

 

Interrogazione a risposta scritta n. 754 del giorno 2 dicembre 2014, del consigliere Porrello, concernente: “Servizio di \"lavanolo\" presso l’I.N.M.I. Spallanzani di Roma”

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 755 del giorno 3 dicembre 2014, del consigliere Santori, concernente: “Programma di alienazione patrimonio residenziale pubblico, violazione dei diritti degli assegnatari di alloggi popolari del Lazio e mancata difesa delle classi sociali più deboli”

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 756 del giorno 4 dicembre 2014, del consigliere Perilli, concernente: “Irregolare ed illegittimo inquadramento della Dott.ssa Cinzia Felci nei Ruoli della dirigenza regionale”

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 757 del giorno 4 dicembre 2014, dei consiglieri Porrello, Denicolò, Blasi, concernente: “Problematiche del settore ittico della Regione Lazio”

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 758 del giorno 5 dicembre 2014, dei consiglieri Blasi, Porrello, concernente: “Soppressione del presidio di polizia ferroviaria alla stazione di Porta Fiorentina (VT)”

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 759 del giorno 11 dicembre 2014, del consigliere Sabatini, concernente: “Casa di Riposo S. Raffaele Arcangelo sita nel comune di Bagnoregio (VT)”

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 760 del giorno 11 dicembre 2014, del consigliere Sabatini, concernente: “Ufficio Legale ASL di Viterbo”

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 761 del giorno 15 dicembre 2014, del consigliere Santori, concernente: “Spostamento del reparto di maternità del San Camillo-Forlanini a fronte di una spesa di 7,91 milioni di euro presso il padiglione \"Flajani\" dove furono già spesi 10 mln di euro”

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 762 del giorno 15 dicembre 2014, dei consiglieri Porrello, Barillari, concernente: “Chiusura del Centro di Prevenzione Tumori - Centro di primo e secondo livello dei Programmi di Screening oncologici - ASL RM G”

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 763 del giorno 15 dicembre 2014, dei consiglieri Barillari, Porrello  concernente: “Vaccino esavalente ed obbligo vaccinale”

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 764 del giorno 15 dicembre 2014, dei consiglieri Denicolò, Perilli, Porrello, Corrado, concernente: “Monitoraggio, sviluppo e realizzazione progetto Lazio Expo 2015”

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 765 del giorno 15 dicembre 2014, del consigliere Palozzi, concernente: “Bonifica e risanamento ambientale del fiume Almone”

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 766 del giorno 16 dicembre 2014, del consigliere De Paolis, concernente: “Lago ex SNIA VISCOSA (ROMA)”

 

******************************

 

 

 

Allegato n. 6


Interrogazioni a risposta immediata presentate

 

Interrogazione a risposta immediata n. 43 del giorno 1 dicembre 2014, delle consigliere Corrado, Denicolò, concernente: “Edilizia residenziale pubblica - Piani di zona - Art.18 L. 179/1992”

 

*****

 

Interrogazione a risposta immediata n. 44 del giorno 12 dicembre 2014, del consigliere Fardelli, concernente: “Interventi a sostegno del settore olivicolo-oleario della Provincia di Frosinone e della Regione Lazio”

 

*****

 

Interrogazione a risposta immediata n. 45 del giorno 10 dicembre 2014, dei consiglieri Perilli, Porrello, Corrado, concernente: “Somme liquidate dalla Regione Lazio alle cooperative \"29 Giugno\", \"Formula Sociale\", \"Sarim\" e \"ABC SOS\", relativamente agli esercizi finanziari 2013-2014”

 

*****

 

Interrogazione a risposta immediata n. 46 del giorno 16 dicembre 2014, del consigliere Simeone, concernente: “Mancata riapertura Sportello Agricolo di Zona Terracina”

 

*****

 

Interrogazione a risposta immediata n. 47 del giorno 16 dicembre 2014, del consigliere Simeone, concernente: “Conferimento incarico di Direttore dell’Ente Regionale Parco dei Monti Aurunci. Verifica inconferibilità dell\'incarico presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico a norma dell\'art. 1 commi 49 e 50 della legge 6 novembre 2012, n. 190 - Decreto Legislativo 8 aprile 2013 n. 39”

 

*****

 

Interrogazione a risposta immediata n. 48 del giorno 16 dicembre 2014, del consigliere Simeone, concernente: “”Procedura per la presentazione delle richieste di finanziamento degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico” - Bando del Ministero dell\'Ambiente del 3.10.2014”

 

*****

 

Interrogazione a risposta immediata n. 49 del giorno 17 dicembre 2014, della consigliera Corrado, concernente: “Affidamento appalto manutenzione a Siram spa e Consorzio Nazionale Servizi”

 

******************************

 

 Allegato n. 7

 


Risposte scritte pervenute alle interrogazioni nn. 101, 130, 190, 192, 262, 315, 349, 367, 371, 424, 428, 434, 485, 540, 559, 595, 614, 615 e 723 ed all\'interrogazione a risposta orale n. 95

 

Interrogazione a risposta scritta n. 101 del giorno 26 luglio 2013, del consigliere Fardelli, concernente: “Materiale in uso per lavori in corso strada regionale 630 Cassino - Formia”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 130 del giorno 29 agosto 2013, del consigliere Santori, concernente: “Modifica criteri di partecipazione per bandi assistenza abitativa”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 190 del giorno 8 ottobre 2013, del consigliere De Paolis, concernente: “Lavori per la realizzazione delle barriera di protezione dei resti dell’antico Porto Neroniano di Anzio”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 192 del giorno 9 ottobre 2013, del consigliere Forte, concernente: “No al biogas nel Comune di Maenza”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 262 del giorno 21 novembre 2013, del consigliere De Paolis, concernente: “Interrogazione riguardo la messa in sicurezza della strada Provinciale Valle di Vico”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 315 del giorno 13 gennaio 2014, del consigliere Buschini, concernente: “Realizzazione di un metanodotto a Patrica”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 349 del giorno 30 gennaio 2014, del consigliere De Paolis, concernente: “Discarica Roncigliano”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 367 del giorno 12 febbraio 2014, del consigliere De Paolis, concernente: “Centro congressi Fiuggi”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 371 del giorno 17 febbraio 2014, del consigliere Aurigemma, concernente: “Stato di attuazione opera pubblica”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 424 del giorno 24 marzo 2014, dei consiglieri Denicolò, Porrello, concernente: “Lavori di realizzazione depuratore e adduttrici fognarie in zona Valle Marciana (Grottaferrata)”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 428 del giorno 26 marzo 2014, dei consiglieri Blasi, Porrello, concernente: “Impianto produzione Compost nel comune di Tuscania”

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 434 del giorno 27 marzo 2014, dei consiglieri Tortosa, Petrassi, concernente: “Utilizzo colonne \"Speed check Velo Ok\" sulle strade laziali”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 485 del giorno 6 maggio 2014, del consigli3ere De Paolis, concernente: “Piano Punta Cetarola - Itri”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 540 del giorno 11 giugno 2014, del consigliere De Paolis, concernente: “Azioni urgenti da intraprendere a tutela della salute pubblica e dell’ambiente del comprensorio di Civitavecchia. Proposta di istituzione di SIR (Sito di Interesse Regionale)”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 559 del giorno 27 giugno 2014, del consigliere Santori, concernente: “Monitoraggio dei bacini di acqua circa la presenza di dolcificanti artificiali”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 595 del giorno 27 luglio 2014, del consigliere Sbardella, concernente: “Revoca autorizzazione nuova cava \"Mccubo srl\" - comune di Anguillara Sabazia - delibera Giunta Regionale n. 17, prot. 73761”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 614 del giorno 6 agosto 2014, dei consiglieri Denicolò, Corrado, Porrello, Perilli, concernente: “Accordi sindacali su Groundcare S.p.A. (Già Flightcare Italia S.p.A.) in fallimento”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 615 del giorno 7 agosto 2014, del consigliere Aurigemma, concernente: “Autorizzazione alla Società Viterbese Industria Marmi e Travertini - V.I.M.E.T. Srl di attività di cava per la coltivazione di peperino ad uso ornamentale, ai sensi dell\'articolo 30 della Legge regionale 17/2004. Sito estrattivo in località “Campitella” in territorio del Comune di Vitorchiano (Viterbo)”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 723 del giorno 7 novembre 2014, dei consiglieri Porrello, Corrado, concernente: “Progetto “LIRIS Marco Tullio Cicerone - navigabilità del fiume Liri\" per la costruzione di una traversa di sbarramento - Comune di Sora (FR)”

 

RISPOSTA

 

******************************

 

Nds - Alla seguente interrogazione a risposta orale è stata fornita risposta scritta dalla Presidenza direttamente in Aula alla Consigliera interrogante.

 

Interrogazione a risposta orale n. 95 del giorno 20 novembre 2014 della consigliera Corrado, concernente: “Proposta realizzazione di impianto di Biogas in località Tor Maggiore - Santa Palomba - da parte della società COGEA Srl”

 RISPOSTA

 

 

 

Assessorato alle Politiche del

Territorio Mobilità e Rifiuti

 

Roma, 1° dicembre 2014

Prot. n. AGS 17/1/12/14

 

Daniele Leodori

Presidente Consiglio

Regione Lazio

Sede

 

Valentina Corrado

Consigliere Regione Lazio

Sede

 

Oggetto: Interrogazione urgente a risposta orale n. 95 del Cons. Corrado concernente \"Proposta di realizzazione di impianto a biogas in località Tor Maggiore a Santa Palomba da parte della Società COGEA Srl.\".

 

Con riferimento all\'interrogazione in Aggetto, si trasmette risposta della Direzione di competenza.

 

Cordiali saluti

 

L’assessore

Michele Civita

Direzione Territorio, Urbanistica,

Mobilità e Rifiuti

Arca Ciclo Integrato dei Rifiuti

Prot. 654817

 

Roma, 24 novembre 2014          

All\'assessore alle

Politiche del Territorio

Mobilità e Rifiuti

Michele Civita

Sede

 

Oggetto: Interrogazione  urgente n. 95 del Consigliere Valentina Corrado concernente: “Proposta di realizzazione di impianto a biogas in località Tor Maggiore a Santa Palomba da parte della Società COGEA Srl.”.

 

Con riferimento all\'interrogazione in oggetto si comunica che il procedimento è di competenza della Provincia di Roma, mentre per quanto riguarda lo stato di rilascio della Valutazione di Impatto Ambientale da parte della Regione, risulta in corso presso la competente area della Direzione Ambiente.

Pertanto la scrivente Area nulla può rispondere in merito, non trattandosi di procedimento di competenza.

 

Il Dirigente

Area Ciclo Integrato Rifiuti

Dott. Ing. Flaminia Tosini

******************************

 

Resocontazione

Responsabile Stefano Mostarda



Seduta Pubblica n. 3 (3ª sessione) Di Mercoledì 26 Novembre 2014 (ore 11,00)

CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO 36.

 

SEDUTA DI MERCOLEDI’ 26 NOVEMBRE 2014

(3ª sessione)

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE VALERIANI

INDI

DEL VICEPRESIDENTE STORACE (15,25)

INDI

DEL PRESIDENTE LEODORI (ore 19,00)

 

**********

 

Ufficio di Presidenza

Presidente: Daniele Leodori

Vicepresidenti: Francesco Storace; Massimiliano Valeriani

 Consiglieri Segretari: Maria Teresa Petrangolini; Gianluca Quadrana; Giuseppe Simeone

 

Gruppi consiliari

Centro Democratico: Cd (c.g. Piero Petrassi); Fratelli d’Italia: FdI (c.g. Giancarlo Righini); Gruppo misto: Misto (c.g. Pietro Sbardella); Il Popolo della Libertà: PdL-FI (c.g. Luca Gramazio); La Destra: LaD (c.g. Francesco Storace); Lista Civica Bongiorno Unione di Centro: LcB-Udc (c.g. Marino Fardelli); Lista Civica Nicola Zingaretti: LcZ (c.g. Michele Baldi); Lista per il Lazio: LpL (c.g. Riccardo Valentini); Lista Storace: LS (c.g. Olimpia Tarzia); Movimento 5 stelle Beppegrillo.it: M5s (c.g. Gianluca Perilli); Nuovo Centrodestra: Ncd (c.g. Pietro Di Paolantonio); Partito Democratico: Pd (c.g. Marco Vincenzi); Partito Socialista Italiano: Psi (c.g. Oscar Tortosa); Sinistra Ecologia Libertà: Sel (c.g. Gino De Paolis).

 

Giunta regionale

Presidente: Nicola Zingaretti

Vicepresidente: Massimiliano Smeriglio

Assessori: Formazione, Università, Scuola e Ricerca: Massimiliano Smeriglio; Semplificazione, Trasparenza e Pari opportunità: Concettina Ciminiello; Politiche del Territorio, della Mobilità e dei Rifiuti: Michele Civita; Attività produttive e Sviluppo economico: Guido Fabiani; Cultura e Sport: Lidia Ravera; Infrastrutture, Politiche abitative e Ambiente: Fabio Refrigeri; Agricoltura, Caccia e Pesca: Sonia Ricci; Bilancio, Patrimonio e Demanio: Alessandra Sartore; Lavoro: Lucia Valente; Politiche Sociali: Rita Visini.

 

 

INDICE


Ordine del giorno

 

(La seduta riprende  alle ore 11,19)

 

PRESIDENTE

 

Comunicazioni del Presidente

 

PRESIDENTE

 

Question time - Interrogazioni a risposta immediata

 

PRESIDENTE

 

Ordine dei lavori

 

PRESIDENTE

CANGEMI (Ncd)

 

Interrogazione a risposta immediata n. 38 del giorno 19 novembre 2014, proposta dal consigliere Storace, concernente: “Ulteriori chiarimenti sui gravissimi fatti inerenti l’inchiesta della Magistratura su Lazio service”

 

PRESIDENTE

STORACE (LaD)

REFRIGERI, Assessore

 

Interrogazione a risposta immediata n. 39 del giorno 21 novembre 2014 proposta dai consiglieri Simeone e Forte, concernente: “Accordo di programma finalizzato alla programmazione e al finanziamento di interventi urgenti prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico (DGR n. 313/2010 - DGR 329/2010) - Comune di Ventotene”

 

PRESIDENTE

SIMEONE (PdL-FI)

FORTE (Pd)

REFRIGERI, Assessore

 

Interrogazione a risposta immediata n. 40 del giorno 21 novembre 2014 proposta dal consigliere Denicolò, concernente: “Modalità di nomina Direttore e Vicedirettori dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA)”

 

PRESIDENTE

PORRELLO (M5s)

REFRIGERI, Assessore

 

Interrogazione a risposta immediata n. 41 del giorno 21 novembre 2014 proposta dal consigliere Denicolò, concernente: “Proposta realizzazione di impianto di biogas in località Tor Maggiore - Santa Palomba - da parte della Società COGEA Srl”

 

PRESIDENTE

CORRADO (M5s)

 

Interrogazione a risposta immediata n. 37 del giorno 14 novembre 2014 proposta dal consigliere Fardelli, concernente: “Istituzione di ambulatori per la diagnosi e il trattamento dei disturbi alimentari presso tutte le strutture ASL della Regione Lazio”

 

PRESIDENTE

FARDELLI (LcB-Udc)

CIMINIELLO, Assessore

 

Proposta di legge  regionale n. 145 del giorno 20 marzo 2014, adottata dalla Giunta regionale con delibera n. 130 del giorno 18 marzo 2014, concernente: “Sistema cultura Lazio: sviluppo dello spettacolo dal vivo e della promozione culturale” (Prosecuzione esame)

 

Discussione e votazione dell’articolato

PRESIDENTE

RAVERA, Assessore

 

Ordine dei lavori

 

PRESIDENTE

CANGEMI (Ncd)

PERILLI (M5s)

GRAMAZIO (PdL-FI)

 

(La seduta è sospesa alle ore 12,25 e riprende alle ore 12,30)

 

PRESIDENTE

AURIGEMMA (PdL-FI)

STORACE (LaD)

RIGHINI (FdI)

CANGEMI (Ncd)

PERILLI (M5s)

VINCENZI (Pd)

SIMEONE (PdL-FI)

SBARDELLA (Misto)

 

Discussione e votazione dell’articolato

 

PRESIDENTE

PATANE’ (Pd)

STORACE (LaD)

DI PAOLANTONIO (Ncd)

RAVERA, Assessore

PERILLI (M5s)

 

Verifica del numero legale

 

PRESIDENTE

 

Discussione e votazione dell’articolato

PRESIDENTE

Ordine dei lavori

PRESIDENTE

CANGEMI (Ncd)

Discussione e votazione dell’articolato

PRESIDENTE

RAVERA, Assessore

STORACE (LaD)

CANGEMI (Ncd)

DENICOLO’ (M5s)

CARRARA (LpL)

RIGHINI (FdI)

PATANE’ (Pd)

FORTE (Pd)

PERILLI (M5s)

(La seduta è sospesa alle ore 13,32 e riprende alle ore 15,25)

 

PRESIDENTE

PATANE’ (Pd)

CARRARA (LpL)

TARZIA (LS)

BALDI (LcZ)

 

Verifica del numero legale

 

PRESIDENTE

 

Discussione e votazione dell’articolato

 

PRESIDENTE

RAVERA, Assessore

CANGEMI (Ncd)

GRAMAZIO (PdL-FI) 

TARZIA (LS)

PATANE’ (Pd)

DENICOLO’ (M5s)

SBARDELLA (Misto)

CARRARA (LpL)

(La seduta è sospesa alle ore 16,33 e riprende alle ore 16,46)

PRESIDENTE

DENICOLO’ (M5s)

RAVERA, Assessore

PERILLI (M5s)

SBARDELLA (Misto)

PATANE’ (Pd)

CARRARA (LpL)

GRAMAZIO (PdL-FI)

CORRADO (M5s)

VINCENZI (Pd)

AURIGEMMA (PdL-FI)

TARZIA (LS)

CANGEMI (Ncd)

(La seduta è sospesa alle ore 17,46 e riprende alle ore 17,47)

PRESIDENTE

RAVERA, Assessore

SBARDELLA (Misto)

PATANE’ (Pd)

CORRADO (M5s)

AURIGEMMA (PdL-FI)

PERILLI (M5s)

GRAMAZIO (PdL-FI)

(La seduta è sospesa alle ore 18,19 e riprende alle ore 19,00)

PRESIDENTE

(La seduta è sospesa alle ore 19,01)

Allegati

n. 1 - Proposte di legge presentate

n. 2 - Mozioni presentate

n. 3 - Interrogazioni a risposta orale presentate

n. 4 - Interrogazioni a risposta scritta presentate

n. 5 - Interrogazioni a risposta immediata presentate

n. 6 - Risposte pervenute alle interrogazioni a risposta scritta nn. 109, 149, 256, 307, 308, 344, 389, 392, 496, 525, 574, 587, 593, 609 e 670

 

 

 



La seduta riprende alle ore 11,19

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE VALERIANI

 

PRESIDENTE. Buon giorno a tutti.

            Iniziamo questa prima parte del Consiglio relativa ai question time, prima però do lettura delle Comunicazioni del Presidente.

 

Comunicazioni del Presidente

 

PRESIDENTE. Comunico, ai sensi del Regolamento del Consiglio regionale, che sono stati presentati i seguenti atti:

 

Proposte di legge: dal n. 223 al n. 224 (Allegato n. 1);

 

Interrogazioni a risposta orale: n. 95 (Allegato n. 3);

 

Interrogazioni a risposta scritta: dal n. 737 al n. 741 (Allegato n. 4);

 

Interrogazioni a risposta immediata: dal n. 38 al n. 42 (Allegato n. 5);

 

Mozioni: dal n. 266 al n. 271 (Allegato n. 2).

 

La Giunta regionale ha comunicato il ritiro della Proposta di legge n. 118.

 

Il consigliere Lupi ha ritirato la Proposta di legge n. 222.

 

La Proposta di Legge n. 108 è stata sottoscritta dai consiglieri Baldi, Bianchi e Mitolo.

 

Il consigliere Bianchi ha sottoscritto inoltre le Proposta di legge n. 127 e n. 210.

 

Il consigliere Mitolo ha sottoscritto inoltre le Proposte di legge n. 141 e n. 215.

 

La Proposta di legge n. 125 è stata sottoscritta dal consigliere Sabatini.

 

Sono pervenute le risposte alle interrogazioni a risposta scritta nn. 109, 149, 256, 307, 308, 344, 389, 392, 496, 525, 574, 587, 593, 609 e 670 (Allegato n. 6).

 

Ai sensi dell\'articolo 28 comma 6 della L.R. n. 25 del 20.11.2011 comunico che è pervenuta copia delle deliberazioni Giunta dal n. 796 al n. 798 e dal n. 800 al n. 805 concernenti le variazioni di bilancio ai capitoli di spesa.

 

Comunico infine che il Presidente della Regione, Nicola Zingaretti, sarà assente nella giornata odierna perché impegnato in attività istituzionali; ai sensi dell’articolo 34, comma 5, del Regolamento del Consiglio regionale, sarà computato come presente ai fini della fissazione del numero legale dell’Aula.

 

*****

 

Question time - Interrogazioni a risposta immediata

 

PRESIDENTE. Come comunicato all’inizio iniziamo la parte iniziale relativa ai  question time, la prima interrogazione a risposta immediata  è del consigliere Storace sui fatti inerenti l’inchiesta della Magistratura su Lazio Service.

 

(Interruzione del consigliere Cangemi)

 

Ordine dei lavori

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare sull’ordine dei lavori il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà.

 

CANGEMI (Ncd). Sì, Presidente, qualche seduta fa avevamo richiesto, per lo meno io avevo richiesto insieme a qualche altro collega, di sapere, nel momento in cui il Presidente della Regione comunica la indisponibilità ad essere presente per motivi istituzionali, quali fossero i motivi istituzionali, per capire se poi il Presidente nell’arco della giornata rientrava. E’ una richiesta, perché si rinnova, chiaramente, questa sua indisponibilità a venire per incarichi istituzionali, per capire quali sono gli incarichi che autorizzano il Presidente ad essere presente per il numero legale ma non ad essere presente in Aula.

 

PRESIDENTE. Grazie, consigliere Cangemi. Ci informeremo. Al momento la Presidenza non è in condizione di dare una risposta.

 

Interrogazione a risposta immediata n. 38 del giorno 19 novembre 2014, proposta dal consigliere Storace, concernente: “Ulteriori chiarimenti sui gravissimi fatti inerenti l’inchiesta della Magistratura su Lazio Service”

 

PRESIDENTE. Interrogazione a risposta immediata n. 38 del giorno 19 novembre 2014, proposta dal consigliere Storace, concernente: “Ulteriori chiarimenti sui gravissimi fatti inerenti l’inchiesta della Magistratura su Lazio Service”.

            Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD).     Grazie, Presidente, immagino che sarà chiamato a rispondere l’assessore Refrigeri non vedendo altri oltre l’assessore Ciminiello.

Allora, Assessore, parliamo di una vicenda che torna in Aula per mia iniziativa per la seconda volta e torna in Aula per la seconda volta perché ho letto gli atti che l’Amministrazione Zingaretti ha messo a disposizione del Consiglio regionale…

 

PRESIDENTE. Consigliere De Paolis, siamo in pochi e quindi il brusio si sente molto di più. Prego.

 

STORACE (LaD).     Do atto alla Amministrazione Zingaretti di non avere nascosto nella risposta alla prima interrogazione le carte e poi la Presidenza del Consiglio regionale le ha trasmesse alla Procura della Repubblica.

            Parliamo del caso Di Stefano, che forse è sbagliato chiamare “caso Di Stefano”. E’ più corretto chiamarlo “caso Lazio Service”, e cercherò di spiegarmi, Assessore, perché non deve mai venire meno un garantismo che è valore, anche per me, e cercherò di spiegare perché in questa interrogazione, a cui lei è chiamato a rispondere, il nome di Di Stefano non c’è. E non c’è perché io non mi sostituisco agli inquirenti, mi è capitato di leggere delle carte, sono certo dei  movimenti di denaro verso una persona che è scomparsa, ci sono addirittura  tracce dei bonifici, non so se è vero che c’è questa storia della tangente e voglio dirvi che io mi auguro che non sia vera e che a Di Stefano si possa al massimo imputare, come però al suo successore Scalia, una culpa in vigilando, gravissima culpa in vigilando.

            Lo dico perché vorrei che rispondeste con serietà alle quattro domande che ho posto: la prima è in che termini la Regione sta collaborando con la magistratura. Vedete, se io fossi stato al vostro posto avrei chiamato l’allora direttore generale di Lazio Service, D’Annibale, che è quello che firma i contratti, non è Di Stefano, è D’Annibale che li firma. “Che avete combinato?”. Spero che nella sua risposta lei mi possa dire che l’avete chiamato e vi ha detto cosa ha combinato.  Fossi stato al vostro posto avrei chiamato il senatore Scalia che sostituì Di Stefano nella seconda operazione.

            E’ possibile che con Marrazzo gli assessori dormivano e non si accorgevano che cosa succedeva alla direzione di Lazio Service?

            Leggendo le carte che voi ci avete messo a disposizione abbiamo scoperto delle anomalie nei due contratti incredibili! Le riassumo in pochi secondi.

            Primo: il consiglio di amministrazione si svolge a settembre 2008 dopo il famoso mandato di Marrazzo a Di Stefano ed in quel contratto di locazione, in quella procedura si decide nel consiglio di amministrazione di dare vita alla procedura di gara: “Entro il 22 ottobre a mezzogiorno bisogna che presentiate l’offerta.”, si dice al mondo. E alle 11,56 del 22 ottobre viene presentata un’unica offerta. Il mese di novembre il consiglio di amministrazione, dopo che la commissione aggiudicatrice ha stabilito che c’era una sola offerta, aggiudica.

            Sa quando viene acquistato quel palazzo per cui c’è stata la locazione?

            A dicembre!

            Cioè, Lazio Service si rivolge ad un locatore che non è proprietario di quello stabile, al punto che il giorno prima dell’offerta presenta il compromesso.

            Uno può dire: va bene, aveva forse la disponibilità.

            Ma questa è un po’ dubbia, tant’è vero che a marzo lo rivende e noi paghiamo come Regione.

            La seconda questione è un po’ più grave, in questo caso non c’è più Di Stefano, perché aveva rotto i rapporti con  l’allora presidente Marrazzo e nel contratto di locazione, che voi ci avete messo a disposizione correttamente, ci sono una serie di procedure che fanno impallidire, assessore Refrigeri, stavo per dire assessore Ciminiello, perché ha la delega alla Sicurezza.

            Ma come si fa a decidere di prendere in affitto un palazzo da 3,5 milioni di euro senza gara! Senza una procedura!

            Gliel’avete chiesto al dottor D’Annibale? Se è dottore. “Iscritto ad architettura” ho letto sul curriculum, anche se guadagna più del Presidente della Repubblica, tra vitalizio e appannaggio. Questo è il vero vilipendio al Capo dello Stato, caro Valeriani.

            Allora, sa cosa succede? Che il 9 dicembre 2009 viene riunito il consiglio di amministrazione. Il consiglio di amministrazione è convocato, come capita a voi con la Giunta, dal presidente il 30 novembre, presidente del consiglio di amministrazione Scicchitano, quello dell’Italia dei valori, nel frattempo era diventato assessore Scalia, nel rimpasto tra lui e Maruccio. Arriva il 3 dicembre una mail ai consiglieri del consiglio di amministrazione: discuteremo questi sette punti, un ottavo “eventuali e varie”, questi sette punti con questa documentazione che vi mettiamo a disposizione. Il 7 dicembre, due giorni prima del consiglio di amministrazione e quattro giorni dopo  l’invio della mail con il materiale, questo ce l’avete scritto voi, dalle carte emerge, arriva una lettera della dirigente della logistica che dice che bisogna vendere il palazzo.

            Io la so tutta la storia, la Corte dei conti aveva detto che il palazzo bisognava… Ma la Corte dei conti mica ha detto di…, di dare un posto ai dipendenti, non ha detto di pagare il doppio un palazzo!

            Sa cosa fa il consiglio di amministrazione il 9 dicembre? E’ a verbale: “Sì, sì, direttore, procedi con la ricerca, per carità, non vincolante, per carità!”. L’assessore non si accorge di niente, Scalia,, ecco perché dico attenzione a tirare la croce addosso  all’uno e a dimenticare l’altro. Il 9 dicembre dicono di sì, escono dagli uffici ed il 15 dicembre il futuro proprietario dello stabile che sarà locato corre a comprare lo stabile. Dice: “E’ fatta.”. Il 15 dicembre lo compra.

Passano le meritate feste di Natale 2009, tutti rifocillati, panettoni mangiati, champagne bevuto e il 15 gennaio si riconvoca il consiglio d’amministrazione, l’anno dopo, alla vigilia delle elezioni regionali, a pochissime settimane dall’esplosione dello scandalo Marrazzo.

Com’è finita? “Tonì? No, io ho trovato due palazzi, uno sta a Piazza Civiltà del lavoro”, lo scrivete voi, cioè lo rendete noto voi, “però a Piazza Civiltà del lavoro ci vogliono sette o otto mesi per ristrutturarlo. Un altro sta a Via del Serafico, proprio attaccato. Due settimane e ce lo danno! Ma pigliamo quello, no! E’ ovvio, che ci vuole?” Prendono questa roba, dicono di sì. Dal 15 gennaio al 20 gennaio, passano cinque giorni, si firma il contratto. Sa che succede poi il 4 febbraio? Che lo stesso che aveva comprato il primo, e ha fatto il secondo “biscotto”, vende all’ENPAM, il 4 febbraio. Ce lo ha avuto per quindici giorni a disposizione.

Allora, Assessore, io pretendo di sapere se voi avete chiesto al direttore generale che cosa ha combinato. Io voglio credere, proprio perché sono un garantista, nell’onestà delle persone. Quando in quest’Aula c’erano, dall’altra parte, il consigliere regionale Di Stefano, il consigliere regionale Scalia, non mi è mai passata per la testa l’idea di pensare che ci fossero persone dedite al mercato delle tangenti, tant’è vero che non ne sono certo, però che avessero il dovere di controllare quello che è successo, lui e Scalia, questo sì. O  l’hanno controllato troppo bene, e quindi è l’ipotesi dei magistrati, o l’hanno controllato troppo male e ritorniamo nella politica, nella politica che fa male alle Regioni.

Allora io spero, anzitutto di essere stato chiaro, spero che lei ci possa dare una risposta che continui a dirci la verità, che Zingaretti non vuole coprire nessuno, ma ovviamente vi chiedo anche, e l’ho scritto, non solo sul mio giornale, ma soprattutto sull’interrogazione, che mettiate da parte quelli coinvolti in questa storia. Non si possono guadagnare centinaia di migliaia di euro l’anno dei cittadini con il sospetto di aver favorito qualcuno e continuare a stare lì, perché spostare dalla Direzione generale alla Direzione dell’Amministrazione decurtando di 10.000 euro lo stipendio del poverissimo D’Annibale, a me non interessa proprio nulla.

Vorrei che ci diate la possibilità di continuare a dire che l’Amministrazione Zingaretti si è comportata correttamente perché io finora l’ho detto e non voglio dubitare sul vostro lavoro. Consentitemi di dubitare, e molto, da una parte sull’incapacità dell’Amministrazione Marrazzo e spero di non dover mai dubitare sull’onestà perché, tra parentesi, nessuno si è preoccupato di chiedere a quel Presidente se si è mai accorto di qualcosa.

 

PRESIDENTE. Grazie. Chiedo solo ai colleghi di aiutare la Presidenza. L’ho fatta parlare più del doppio, però aiutiamo la Presidenza.

Ha chiesto di parlare l’assessore Refrigeri. Ne ha facoltà.

 

REFRIGERI, Assessore. L’interrogazione presentata dal vicepresidente Storace è inerente ad una attività della magistratura della quale al momento siamo informati esclusivamente da notizie di stampa, notizie che per la loro gravità seguiamo peraltro con grande attenzione e preoccupazione. Ribadisco a nome della Giunta e dell’Amministrazione regionale la piena disponibilità a collaborare come in ogni occasione con i magistrati inquirenti al fine di rispondere ad ogni richiesta di informazione ed approfondimenti, richieste che allo stato, però, non sono ancora pervenute.

Segnalo, quanto alle determinazioni da assumere in relazione alle valutazioni dei comportamenti tenuti dai singoli dipendenti, che la Regione Lazio in ogni caso analogo ha sempre mantenuto una condotta conforme agli atti ufficiali della magistratura e alle prescrizioni di legge, cosa che intende continuare a fare.

Mi permetto solo a proposito di quanto esplicitamente citato nell’interrogazione di sottolineare come la retribuzione del signor Tonino D’Annibale sia già stata concordata a partire dal 1° gennaio prossimo con una riduzione di oltre il 45 per cento rispetto alla precedente, ciò nell’ambito di una corposa riduzione degli emolumenti di tutto il management della società stabiliti dalla nuova Amministrazione.

Sul piano amministrativo, come ricordato anche nel testo dell’interrogazione odierna, l’assessore Sartore, in sede di risposta alla precedente interrogazione, ha prodotto un’accurata e approfondita ricostruzione documentale, sulla quale il nuovo management della società Lazio Service ha sempre garantito pieno e puntuale spirito di collaborazione.

Confermo che dalla lettura formale degli atti la procedura amministrativa per l’acquisizione di immobili in questione appare ad oggi in piena coerenza con il quadro di disciplina civilistica vigente. Laddove ovviamente l’attività investigativa facesse emergere fatti o elementi ulteriori…

 

(Interruzione del consigliere Storace)

 

PRESIDENTE. Assessore, c’è una richiesta di lettura un po’ più…

 

REFRIGERI, Assessore. Confermo che dalla lettura formale degli atti la procedura amministrativa seguita all’acquisizione degli immobili in questione appare in piena coerenza con il quadro della disciplina civilistica vigente. Laddove ovviamente l’attività investigativa facesse emergere fatti o elementi ulteriori, la cui conoscenza non è oggi nelle nostre disponibilità, ne terremo certamente conto, traendone, ove necessario, le opportune conseguenze.

Tale linea di condotta verrà ovviamente esercitata anche nei confronti di eventuali dipendenti coinvolti nell’azione dell’autorità giudiziaria seguendo la medesima e rigorosa linea di condotta seguita in altri casi.

Al contempo, come già dichiarato in quest’Aula dall’assessore Sartore, in caso di apertura di un processo, la Regione Lazio, come peraltro ha fatto, lo ricordo, in altre occasioni, valuterà di costituirsi parte civile al fine di garantire l’Istituzione da danni di immagine e finanziari eventualmente arrecati.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Presidente Valeriani, non so se nel nostro Regolamento c’è una possibilità di “de-verbalizzare” una risposta.

E’ retorica la mia domanda.

Assessore, quando torna oggi in Regione chieda il licenziamento di chi le ha scritto quella nota! Fatela sparire! Perché è una cosa indecente quella che ci avete letto!

Il fatto che avete concordato su tutto il management la riduzione, abbiamo votato la legge! Ci mancherebbe che Lazio Service si salvava. E’ evidente che lo dovevate fare.

Abbiamo chiesto altro. Lei ci ha risposto - o meglio le hanno fatto rispondere - che voi state seguendo questa vicenda dalle notizie di stampa. Cioè non vi siete preoccupati di andare alla Procura della Repubblica a dire: “Cosa possiamo fare per evitare…

 

(Interruzione del consigliere Perilli: “….alla Corte dei conti…”)

 

Un attimo. I suggerimenti non sono graditi, perché la conosco da me questa storia, visto che voi siete stati zitti e io ne ho parlato.

Non siete andati alla Procura della Repubblica a dire: “Possiamo fare qualcosa? Cosa vi serve?”!

Lei mi vuole far credere che la Procura della Repubblica - lei ha detto che non avete avuto notizie di iniziative - non ha perquisito le sedi? Non sono venuti? Lei sta dicendo che la Procura della Repubblica è inerte su questo scandalo? Che non si sono mossi per niente?

Perché, vede, se sono andati a Lazio Service a prendere un pezzo di carta, immagino che da Lazio Service ve l’avrebbero detto. Se non ve l’hanno detto, è un altro motivo per cacciarvi.

Dovete stare attenti quando date le risposte!

E poi, se mi consente, l’ultima.

Lei ha detto, e spero di poter avere questo pezzo di carta: “Confermo che le procedure sono coerenti con quanto stabilisce la civilistica”, sostanzialmente, se ricordo bene. Assessore Refrigeri, quale Codice civile autorizza un’amministrazione pubblica a prendere un palazzo in affitto senza una gara? Ma che sta dicendo! Perché allora mi dovete dire se hanno sbagliato nella prima o nella seconda, perché sulla prima si fa la procedura di gara e sulla seconda, che riguarda un’altra società, anche se degli stessi soggetti, non si fa la gara.

Ma stiamo impazzendo su questa roba?

Ma lei davvero si sente di sottoscrivere quel pezzo di carta che le hanno fatto leggere?

Fatelo sparire! Dite che non è vero, che lei è un sosia dell’assessore, che non è vera questa risposta! Perché voi state teorizzando, e questo mi preoccupa, altro che Di Stefano, questo mi preoccupa, che si possano affittare stabili senza procedure di gara.

Io credo che questo sia molto grave.

 

PRESIDENTE. Grazie, Presidente Storace.

 

Interrogazione a risposta immediata n. 39 del giorno 21 novembre 2014, proposta dai consiglieri Simeone e Forte, concernente: “Accordo di programma finalizzato alla programmazione e al finanziamento di interventi urgenti prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico (DGR n. 313/2010 - DGR 329/2010) - Comune di Ventotene”

 

PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto 1.4, reca: Interrogazione a risposta immediata n. 39 del giorno 21 novembre 2014, proposta dai consiglieri Simeone, concernente: Accordo di programma finalizzato alla programmazione e al finanziamento di interventi urgenti prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico (DGR n. 313/2010 - DGR 329/2010) – Comune di Ventotene.

Ha chiesto di parlare il consigliere Simeone. Ne ha facoltà.

 

SIMEONE (PdL-FI). Grazie, Presidente. Per la verità, questa interrogazione è a doppia firma, mia e del consigliere Enrico Forte, che poi sicuramente integrerà….

 

PRESIDENTE. Chiedo scusa, interrogazione anche del consigliere Forte.

 

SIMEONE (PdL-FI). Sì, è a doppia firma, mia e del consigliere Forte, che poi sicuramente integrerà questa brevissima introduzione che voglio fare.

Questa interrogazione nasce dal Piano straordinario del 2010 sull’accordo di programma stipulato tra Regione e Ministero dell’ambiente per un importo complessivo di 120 milioni di euro, proprio per la mitigazione del dissesto idrogeologico nella nostra Regione.

Su questo programma ci sono stati diversi interventi che hanno riguardato l’isola di Ventotene, soprattutto all’indomani di quella brutta vicenda che è intervenuta a Ventotene, dove purtroppo hanno perso la vita quelle due ragazze romane per il crollo di una parte del costone.

Le opere che riguardavano Ventotene sono il consolidamento della falesia di Cala Nave, la rifioritura del frangiflutti esterno del molo foraneo, il consolidamento della falesia di Parata Grande, il consolidamento della falesia di Cala Rossano, il consolidamento della falesia di Cala Battaglia e gli interventi di messa in sicurezza di varie zone: il largo di via Iacono, via Polveriera, zona polivalente di Cala Nave, Muro nuovo, Muro Paratella, Muro di fronte e Moggio di terra.

Sono passati quattro anni dalla stipula di questo accordo di programma: qualcosa è stato fatto, altro è ancora tutto sospeso. Oltre alla lentezza burocratica con cui si acquisiscono pareri e quant’altro, dal mese di giugno si è completamente fermi perché questo accordo di programma era stato assegnato al prefetto Santori, che stava portando avanti tutto il programma, dal mese di giugno è scaduta la nomina al prefetto e non ci risulta che a quell’ufficio sia stata preposta qualche persona per poter portare avanti questo programma.

Allo stato dei fatti ci sono diversi interventi che riguardano Ventotene che hanno raggiunto la cantierabilità, quindi possono andare in gara e risolvere alcuni dei grossi problemi che esistono a Ventotene, ma appunto questa non nomina fatta alla direzione di questo ufficio sta creando ulteriori ritardi su ritardi.

Chiediamo allora al presidente Zingaretti, ovvero, all’assessore Refrigeri, qual è il programma di questa Regione, atteso che ci sono diversi interventi che durante questo periodo invernale, a causa di queste abbondanti piogge, stanno creando non pochi problemi all’isola di Ventotene. Non sfugge che l’Isola di Ventotene, per la sua caratteristica, essendo un’isola piccolissima, tra l’altro, ha problemi amplificati rispetto a quanto può essere un Comune “comune” di questa Regione.

Quindi, chiediamo in pratica all’assessore - sto andando veloce, così il consigliere Forte sicuramente interviene per integrare -: quali sono le motivazioni per cui non è stato ancora indicato un referente regionale incaricato degli interventi di cui all’accordo di programma, per programmazione e finanziamento degli interventi; se non ritenga necessario presentarsi in audizione dinanzi alle Commissioni consiliari competenti - non c’è il Presidente Panunzi, però volevo fargli appunto la richiesta di un incontro di Commissione, consigliere Forte, lei è il vicepresidente, in questo momento, proprio per poter vedere meglio qual è lo stato d’attuazione su Ventotene ma su tutto l’intero programma straordinario -, quindi, se non ritenga necessario presentarsi in audizione, dinanzi alle Commissioni consiliari competenti, anche alla presenza del Sindaco di Ventotene, nonché attuare nel più breve tempo possibile, vista l’urgenza e  l’improrogabilità della situazione del territorio a forte rischio idrogeologico, un tavolo tecnico di lavoro con l’Amministrazione comunale di Ventotene, al fine di fare il punto sullo stato di attuazione dell’accordo di programma quadro e dei relativi interventi realizzati, in corso di realizzazione e in fase di progettazione; se intenda assumere iniziative adeguate e urgenti, finalizzate al sollecito delle procedure tecniche e amministrative, relative alla realizzazione dei suddetti interventi, facendo ricorso all’istituzione di una task force che veda il pieno coinvolgimento dell’ARDIS, dell’ABR, nonché di tecnici e professionalità operanti nei comuni, nei parchi, nei consorzi di bonifica, al fine di proseguire il più efficacemente e celermente possibile la concreta realizzazione degli interventi e la messa in sicurezza delle aree ad alto rischio.

Questo ovviamente riguarda Ventotene, ma riguarda l’intero pacchetto del programma straordinario per la mitigazione del rischio idrogeologico nella nostra regione. Grazie.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Forte. Ne ha facoltà.

 

FORTE (Pd). Brevemente, anche perché l’illustrazione del collega Simeone è stata del tutto esauriente, però volevo soltanto sottolineare due aspetti, velocemente. Il primo è che l’Isola di Ventotene, per le caratteristiche geomorfologiche, rischia di “sbriciolarsi”, uso un termine appropriato, nel senso che le caratteristiche di quell’isola, se non c’è un intervento massiccio e straordinario, rischiamo veramente di mettere a repentaglio le condizioni di vita degli abitanti e dei molti turisti che durante tutto il periodo dell’anno si recano in quello splendido posto che è l’Isola di Ventotene, famosa non soltanto per la bellezza del suo territorio, del suo mare, ma come sapete tutti è un patrimonio non solo italiano, ma europeo. Non è un caso che a Ventotene annualmente si tengano le Giornate della gioventù federalista europea, è stato il luogo in cui Spinelli ha scritto la Carta europea. Quindi c’è bisogno di misure straordinarie, non soltanto relative agli interventi già programmati e che non sono stati attuati, quindi immediatamente bisogna procedere alla sostituzione del Prefetto dimissionario, ma nello stesso tempo, occorre costituire rapidamente un tavolo e adottare misure, anche nel bilancio che dovremo approvare, pur conoscendone le ristrettezze, che consentano di mettere in sicurezza l’Isola di Ventotene.

L’altra questione riguarda il programma che il Governo deve attuare e sta attuando per il dissesto idrogeologico. Io penso che su questo ci sia bisogno che l’intero Consiglio regionale, la Giunta e il presidente Zingaretti s’impegnino perché ci sia un’equilibrata distribuzione delle risorse su tutto il territorio nazionale e che si tenga conto delle particolari condizioni che ci sono nel nostro territorio.

Credo che rapidamente si debba procedere alla sostituzione del Prefetto, vada costituito un tavolo che con un cronoprogramma adeguato ed efficace indichi misure e tempi, altrimenti noi in quell’isola, ma anche in altre parti, come ricordava giustamente il collega Simeone,del territorio pontino ma dell’intera regione, stiamo mettendo, per quanto riguarda l’Isola di Ventotene, a repentaglio la sopravvivenza stessa di quell’importante patrimonio che rappresenta l’Isola di Ventotene.

Assessore, io penso che rapidamente bisogna intervenire e procedere con risposte certe che mettano in sicurezza e diano garanzia agli abitanti di Ventotene, ma anche ai tanti che durante tutto il periodo dell’anno si trovano a frequentare l’isola. Grazie.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Refrigeri. Ne ha facoltà.

 

REFRIGERI, Assessore. Farò un po’ il punto su come si è evoluta questa parte delle questioni sollevate nell’interrogazione e poi aggiungerò qualche piccola notizia rispetto all’unità di missione dissesto idrogeologico, tempi e modi e cosa stiamo cercando di fare e cosa possiamo fare tutti insieme.

Riguardo al punto 1 dell’interrogazione, faccio presente che con il decreto legislativo n. 91 del 4 giugno del 2014, convertito con modificazione 116 dell’11 agosto 2014, il Presidente della Regione Lazio è subentrato relativamente al territorio di competenza nelle funzioni di Commissario straordinario delegato per il sollecito espletamento delle procedure relative alla realizzazione di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico individuati nell’accordo di programma. Quindi per legge si sostituisce il Presidente della Regione che diventa Commissario

In attuazione dell’articolo 10 della suddetta legge è stato nominato il 20 novembre 2014, quale soggetto attuatore degli interventi, il Direttore della Direzione regionale infrastrutture ambiente e politiche abitative attribuendo allo stesso tutte le attività tecnico-amministrative riguardanti le fasi per l’attuazione degli interventi, che sono quelli appunto tutti confermati nell’accordo di programma.

Vista però l’urgenza e l’improrogabilità degli interventi nel Comune di Ventotene, al fine di convocare un tavolo tecnico con i RUP e i direttori dei lavori e con il Sindaco del Comune per trovare adeguate e urgenti soluzioni al fine del proseguimento dei lavori già appaltati, è stata richiesta via mail in data 14 novembre 2014 una dettagliata relazione sullo stato di attuazione dei cantieri. Il soggetto attuatore, al fine di intraprendere urgenti e indifferibili iniziative, ha già individuato nelle strutture della Direzione il personale tecnico con elevata esperienza ed adeguata professionalità al fine di proseguire più efficacemente possibile e celermente nella concreta realizzazione degli interventi e la messa in sicurezza delle aree a rischio di dissesto idrogeologico.

Ovviamente sono disponibile a fare anche un confronto più tecnico nella competente Commissione.

Per quanto riguarda i progetti presentati all’Unità di missione sul rischio idrogeologico il termine di scadenza fissato dal Governo è il 4 dicembre. Già abbiamo avuto numerose interlocuzioni, abbiamo differenziato le proposte progettuali che, se volete, potrò rinviare anche al Presidente della Commissione competente ambiente, infrastrutture e politiche abitative con tutti gli interventi sia quelli immediatamente cantierabili, cioè progettazioni esecutive, quindi coinvolgendo ovviamente consorzi di bonifica, ARDIS e tutti coloro che avevano a disposizione progettazioni esecutive su classe R4 di rischio idrogeologico; anche progettazioni preliminari in fase definitiva che invece possiamo far evolvere coerentemente anche con le risorse che ci verranno assegnate.

Quindi credo che ognuno di noi per proprio conto sta facendo il possibile. Invito tutti a fare il possibile affinché ci sia un’adeguata ripartizione non solo sul territorio nazionale, ma in base alle priorità e alla capacità di agire nei tempi più rapidi possibili rispetto a un tema drammatico come quello del rischio idrogeologico.

 

PRESIDENTE. Chi replica?

Ha chiesto di parlare il consigliere Simeone. Ne ha facoltà.

 

SIMEONE (PdL-FI). Mi dichiaro completamente insoddisfatto da questa risposta, assessore, e mi convinco sempre di più che si brancola al buio. Forse non avete la piena contezza delle cose che sono state fatte a Ventotene e delle cose che bisogna ancora fare.

Intanto non mi convince la nomina che avete fatto al direttore Placidi, e non perché non è assolutamente all’altezza, anzi, ma perché anche lui tra poco mi sembra che vada in pensione e quindi siamo di nuovo alla sostituzione… Posso?

 

PRESIDENTE. Prego, prego.

 

SIMEONE (PdL-FI). L’assessore era impegnato. Ho voluto lasciare lo spazio necessario.

Quindi dicevo che evidentemente non è chiaro bene il quadro che è presente a Ventotene. Non mi convince la nomina al direttore Placidi, non perché non sia all’altezza, ma perché anche lui, credo sia prossimo al pensionamento e quindi stiamo di nuovo a sostituire il sostituto. 

Mi sembra a questo punto necessario e urgente, consigliere Forte anche nella sua veste di vicepresidente della Commissione, convocare al più presto la nostra Commissione ambiente, invitando anche il sindaco di Ventotene, così lì può fare il quadro preciso della situazione. Perché credo che il quadro dovrebbe essere già noto agli uffici regionali, ma vedo che c’è un po’ di confusione.

Noi in questa interrogazione lo abbiamo scritto, può leggerlo, non voglio prendere molto tempo, ma in questa interrogazione può vedere l’esatta fotografia degli interventi che stanno fermi e devono andare in gara e degli altri che hanno acquisito tutti i pareri, ci sono anche i finanziamenti, ma necessitano di ulteriori cose, ma evidentemente a voi sfugge il quadro preciso di quello che avviene a Ventotene.

Credo che sarà urgente già la settimana prossima convocare un’apposita Commissione con l’audizione del Comune di Ventotene, alla presenza dell’assessore e soprattutto della struttura, per poter fare un punto su Ventotene ma subito dopo aggiornarci per fare un punto più generale sull’intero accordo di programma dei 120 milioni di euro, per sapere cosa è stato speso, cosa è in corso di progettazione e cosa è in corso di gara d’appalto. Grazie.

 

PRESIDENTE. Grazie a lei.

 

Interrogazione a risposta immediata n. 40 del giorno 21 novembre 2014, proposta dalla consigliera Denicolò, concernente: “Modalità di nomina direttore e vicedirettori dell’Agenzia regionale per la protezione  ambientale (ARPA)”

 

PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto 1.5, reca: Interrogazione a risposta immediata n. 40 del giorno 21 novembre 2014, proposta dalla consigliera Denicolò, concernente: Modalità di nomina direttore e vicedirettori dell’Agenzia regionale per la protezione  ambientale (ARPA).

Ha chiesto di parlare il consigliere Porrello. Ne ha facoltà.

 

PORRELLO (M5S). Grazie, Presidente.

Oggi vogliamo portare in Aula un argomento importante che sono le nomine del direttore generale dell’Agenzia regionale protezione ambiente e dei due vicedirettori generali, nomine che sono avvenute quando quest’Aula era impegnata su un provvedimento importante come la legge di modifica, che poi non ha modificato niente, sul Piano casa.

Che cosa è avvenuto? Descrivo brevemente quello che è successo.

C’è una legge, la n. 45 del 1998, che indica, all’articolo 5, quali sono i passi per la nomina del direttore generale e degli eventuali vicedirettori generali e dice espressamente, al comma 1, che il direttore generale è nominato dal Consiglio regionale, cioè da questa assemblea e più avanti, al comma 5, parla dei due vicedirettori, che anch’essi devono essere nominati sempre da questo Consiglio regionale.

Nel 2008, dieci anni dopo, interviene un’altra norma, la legge n. 1, che all’articolo 8 fa una piccola modifica e pone alcuni enti, tra cui l’Arpa, come enti pubblici dipendenti ai sensi dell’articolo 55 dello Statuto della nostra Regione. Lo stesso articolo, al comma 5, dice che tutte le leggi istitutive di quelle agenzie che vengono confermate come enti pubblici dipendenti della Regione il Consiglio regionale entro sei mesi dall’approvazione avrebbe dovuto adeguarle ai principi determinati dall’articolo 55 dello Statuto. Questo non avviene nella legge n. 45 del 1998. Quindi ad oggi, nonostante ci sia stata una legge che indicava l’adeguamento della legge di istituzione dell’Arpa, quella legge non è stata mai toccata e mai modificata. Quindi è ancora oggi vigente la norma secondo cui il direttore generale e i vicedirettori generali debbono essere nominati da questa Assemblea. Non si può fare riferimento all’articolo 55 dello Statuto, dicendo che si può fare in quel modo, perché quello è un principio, non è una disposizione di legge. Per cui l’adeguamento non c’è stato e invece le nomine, dopo sette anni di commissariamento, avvengono ai sensi dell’articolo 55 dello Statuto, ovvero il Presidente, senza sentire nessuno, fa gli atti di nomina del direttore generale e dei due vicedirettori. Ancora non faccio i nomi, ci arriverò alla fine.

Questa è una procedura totalmente sballata, sia se si vuole mettere in pratica l’articolo 55, sia se vuole seguire la legge. Per il fatto di seguire la legge, mi sono già espresso: è questa Assemblea che deve nominare direttore e vicedirettori. Ma anche se volessimo seguire l’articolo 55 dello Statuto, che è solo di principio e non di normativa, lo stesso dice che le nomine devono passare per la competente Commissione consiliare, cosa che non è neanche avvenuta. Si tratta di nomina del Presidente di organo monocratico, e anche qui comunque avremmo qualcosa da dire, perché l’organo monocratico, faccio un esempio per capirci, è il direttore generale di una Asl, che viene nominato direttamente dal Presidente, il quale direttore poi nomina tutti i suoi direttori, quello amministrativo e quello sanitario. Per l’Arpa non è così: il Presidente nomina il direttore generale, il Presidente nomina i vicedirettori, quindi non è più un organo monocratico, lo dicono le norme stesse.

Quindi, ci troviamo di fronte a un doppio interrogativo: non sono stati seguiti né la legge, né i principi dello Statuto, che essendo principi non vanno neanche seguiti, se non espressamente modificati e integrati in una legge e neanche si parla di organo monocratico, e lo dice il Presidente stesso, facendo tre atti distinti di nomina. L’esempio del direttore generale è perfetto: organo monocratico è la direzione generale di una Asl, perché il presidente fa un atto, non ne fa tre perché si nomina il direttore generale della Asl, il direttore amministrativo e il direttore sanitario, non ne fa tre, ne fa uno, poi gli altri due sono a cascata. Per arrivare poi, assessore, a chi viene messo a ricoprire questi ruoli, e veramente noi qui ci  troviamo in seria difficoltà, perché quando leggiamo alcuni nomi, parto dall’ultimo, il più emblematico, dottoressa Maria Grazia Pompa, e sappiamo tutti chi è e cosa ha fatto questa signora all’interno dell’Amministrazione e in che posizione si trova oggi, di fronte alla giustizia, questa signora, non lo dico io, lo dicono le carte dei magistrati dell’inopportunità di questa nomina, dell’inopportunità del fatto che questa signora, che è stata presso la Direzione regionale ambiente, e che è stata messa in mezzo all’interno di un sistema, il sistema Cerroni, oggi ricopre un incarico all’interno di un’Agenzia che può addirittura manovrare e cambiare le carte in tavola, proprio quella ambientale.

E arriviamo poi alle altre nomine, nomine avvenute, secondo il presidente Zingaretti, e questa è una frase che il Presidente si deve rimangiare, avvenute “nella più completa condivisione di quest’Aula”! Così dichiara il Presidente al Fatto Quotidiano: che queste nomine sono avvenute nella completa e più totale trasparenza e condivisione.

Ma con chi? Ve lo dico io con chi: col centrodestra, e infatti arriva il direttore generale Lupo, arriva il vicedirettore generale Marchi….

 

(Interruzione di un consigliere)

 

Allora, di che cosa stiamo parlando? Qual è questa condivisione? Come fa, il presidente Zingaretti a permettersi, attraverso il suo ufficio stampa, di dire che è avvenuta nella piena condivisione? Ma con chi?

Caro assessore, lei è il titolare dell’Assessorato all’ambiente, è il titolare di quello che succede nella sfera ambientale della Regione Lazio e dovrebbe, secondo noi, anche dare un senso di uguaglianza, di sicurezza, dovrebbe controllarle, queste cose. Noi chiediamo appunto due cose, anzi, veramente tre, però sostanzialmente sono, che questa procedura è totalmente da invalidare, è totalmente da rifare, seguendo la normativa, quindi la legge attuale vigente, che è la n. 45 del 1998, finché non si disponga il cambiamento, come scritto nell’articolo 8 della legge n. 1/2008. Quindi, il Consiglio regionale deve procedere alle nomine del direttore generale e dei vicedirettori, come stabilito nell’articolo 5, comma 1 e comma 5. Non si può fare riferimento all’articolo 55 dello Statuto perché è un articolo di principio. Lo Statuto non è la legge, l’articolo 55 non è un comma di legge o un articolo di legge, è un principio, sancisce un principio e se la normativa non viene adeguata a quel principio dello Statuto non può trovare effetto nelle nomine che sono state fatte.

Attendiamo adesso la risposta dell’assessore su questo delicato tema, perché l’Arpa, tra l’altro, è una delle agenzie, secondo noi, importanti di questa Regione, che deve fare controlli importanti e contro enti che spadroneggiano sul territorio a discapito dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Noi chiediamo quindi una risposta dall’assessore su questo particolare tema. Grazie mille.

 

PRESIDENTE. Grazie, consigliere. Una cortesia prima di lasciare la parola all’assessore, chiedo collaborazione. Ho fatto parlare - l’ho riconosciuto - di più il Presidente Storace all’inizio, però i tempi concessi sono cinque minuti. Grazie.

Ha chiesto di parlare l’assessore Refrigeri. Ne ha facoltà.

 

REFRIGERI, Assessore. Quanto ai punti 1 e 3 dell’interrogazione per quanto concerne la nomina del direttore generale di Arpa si sono applicate le disposizioni dell’articolo 55, comma 3, dello Statuto regionale, le quali prevedono che “I componenti degli organi istituzionali sono nominati dal Presidente della Regione acquisito il parere della Commissione consiliare permanente competente per materia nel caso di organo di amministrazione monocratico o del presidente dell’organo di amministrazione collegiale ovvero dandone comunicazione al Consiglio regionale nel caso degli altri componenti dell’organo di amministrazione”.

Come è noto, le disposizioni statutarie prevalgono su qualsiasi altra fonte regionale. Non è stata pertanto data attuazione alla delibera di Giunta regionale n. 543/2014 nella parte in cui dispone che il direttore generale sarà nominato dal Consiglio regionale su proposta della Giunta regionale. Poiché giustamente si sottolinea come nella previsione statutaria citata il Presidente della Giunta debba procedere alla nomina acquisito il parere della Commissione consiliare permanente competente per materia, appare doveroso segnalare come lo stesso decreto di nomina del direttore rechi all’oggetto per assicurare il funzionamento dell’Agenzia regionale al fine di evitare la vacatio delle funzioni direttoriali anche la nomina nelle more dell’insediamento del direttore generale del commissario straordinario dell’Arpa.

La necessità di dare piena esecutività alla nomina del Commissario ha pertanto comportato l’immediata pubblicazione sul Burl del decreto del Presidente T00367 rendendo impossibile, di fatto, l’acquisizione preventiva da parte del parere della Commissione consiliare competente.

Il Consiglio è stato successivamente informato con nota protocollo GR59808247 del 28 ottobre 2014 e con successiva nota del 29 ottobre 2014.

Quanto al rapporto tra la disciplina recata all’articolo 5 della legge regionale del 1998 n. 45 e quella prevista all’articolo 8 della legge regionale n.1 del 1° febbraio 2008 appare evidente come lo Statuto sciolga il potenziale conflitto laddove dispone, come già evidenziato, che al Presidente spetta la nomina del direttore generale o dell’organo monocratico, mentre al Consiglio è riservata la designazione dei componenti degli organi di amministrazione nei casi in cui la legge regionale istitutiva prescriva la rappresentanza delle opposizioni.

Poiché la legge regionale istitutiva dell’Arpa non caratterizza i due vicedirettori come componenti dell’organo di amministrazione, ma si limita a prevedere che il direttore sia coadiuvato nell’esercizio delle sue funzioni da due vicedirettori, la citata comunicazione del 28 ottobre 2014 e del 29 ottobre 2014 assorbe la disposizione di cui all’articolo 55, comma 3, dello Statuto della Regione Lazio.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Porrello. Ne ha facoltà.

 

PORRELLO (M5s). Grazie, Presidente.

Risposta totalmente fuori tema, risposta totalmente insoddisfacente, una risposta che praticamente ci viene a dire in Aula che loro fanno come gli pare, seguendo forse una cosa che non è neanche giusta e che poi noi dobbiamo starci pure zitti perché comunque la comunicazione all’Aula è arrivata.

Io mi andrò a rileggere tutti i verbali delle precedenti assemblee fino ad arrivare a quelle dove ci sono le date che l’assessore ha riportato e dimostrerò all’assessore, a tutta la Giunta e a tutti gli uffici che non è stata data minima comunicazione, neanche verbale, della scelta dei direttori e dei vicedirettori a questa Assemblea.

Tra l’altro, o lo Statuto vale sempre o non vale mai. Voi non passate neanche in Commissione perché ormai il decreto è stato pubblicato? Ma stiamo scherzando oppure qui ci stiamo veramente prendendo in giro pensando che da questa parte vada bene qualsiasi cosa diciate in quest’Aula?

Siamo totalmente insoddisfatti. Siamo totalmente insoddisfatti della risposta, siamo totalmente insoddisfatti della procedura applicata. Dovrebbero essere procedure veramente trasparenti, normali, che seguono principi sanciti da leggi regionali e invece ci ritroviamo ad avere delle risposte fugaci non proprio condivisibili e che non risolvono il problema nel suo essere, come lo abbiamo posto noi.

Noi veramente davanti a questa vicenda ci troviamo basiti per quello che abbiamo detto fino adesso. Questa cosa non può essere lasciata al caso o a una semplice interrogazione o a una risposta dell’assessore che non è conforme ai dettami dell’ordinamento legislativo regionale.

Chiederemo a qualcun altro se la procedura è stata fatta in maniera consona visto che qui le risposte non sono soddisfacenti, lo chiederemo a qualcun altro. Ci rivolgeremo a quella entità chiamata forse “Procura” che probabilmente indagando su quali sono stati i procedimenti e gli atti…

 

(Interruzione del consigliere Storace)

 

Su Lazio Service già ci sta lei. Lo facciamo ad adiuvandum….

 

PRESIDENTE. Faccio notare che per la replica sono due minuti, consigliere Porrello.

 

PORRELLO (M5s). Finisco qui dicendo che andremo in Procura a chiedere a qualcuno, che forse ci darà maggiori risposte, se l’iter di nomina che avete seguito è regolare oppure no. Grazie.

 

Interrogazione a risposta immediata n. 41 del giorno 21 novembre 2014, proposta dalla consigliera Denicolò, concernente: “Proposta realizzazione di impianto di biogas in località Tor Maggiore, Santa Palomba, da parte della Società COGEA Srl”

 

PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto 1.6, reca: Interrogazione a risposta immediata n. 41 del giorno 21 novembre 2014, proposta dalla consigliera Denicolò, concernente: Proposta realizzazione di impianto di biogas in località Tor Maggiore, Santa Palomba, da parte della Società COGEA Srl. 

Ha chiesto di parlare la consigliera Corrado. Ne ha facoltà.

 

CORRADO (M5s). Grazie, Presidente.

In realtà, sono stata contattata dal Presidente del Consiglio Leodori il quale mi ha riferito che non potendo essere presente oggi l’assessore Civita, che è l’assessore competente nella materia, mi avrebbe risposto l’assessore per iscritto.

Pertanto non posso discutere l’interrogazione per assenza dell’assessore.

 

PRESIDENTE. Quindi, si intende ritirata.

 

CORRADO (M5s). Viene trasformata in interrogazione a risposta scritta. Non ritirata.

 

PRESIDENTE. Certo.

 

Interrogazione n. 37 del giorno 14 novembre 2014, proposta dal consigliere Fardelli, concernente: Istituzione di ambulatori per la diagnosi e il trattamento dei disturbi alimentari presso tutte le strutture ASL della Regione Lazio

 

PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto 1.7, reca: Interrogazione n. 37 del giorno 14 novembre 2014, proposta dal consigliere Fardelli, concernente: Istituzione di ambulatori per la diagnosi e il trattamento dei disturbi alimentari presso tutte le strutture ASL della Regione Lazio.

Ha chiesto di parlare il consigliere Fardelli. Ne ha facoltà.

 

FARDELLI (LcB-Udc). Presidente, con questa mia interrogazione urgente a risposta immediata interrogo il Presidente della Giunta regionale del Lazio Zingaretti in merito all’istituzione degli ambulatori per la diagnosi e il trattamento dei disturbi alimentari presso tutte le strutture Asl della Regione Lazio:

 

“Premesso che

i disturbi del comportamento alimentare rappresentano oggi un fattore dilagante che manifesta disagi e sofferenze interiori e colpiscono molti adolescenti, soprattutto di sesso femminile, mentre si segnalano casi sempre maggiori di ossessioni alimentari anche tra i maschi e nelle donne in periodo menopausale, con l’età di insorgenza che sta diventando sempre più precoce.

 

Considerato che

 

il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare presuppone una rete di intervento completa in tutti i vari livelli di assistenza in grado di garantire un percorso di cura appropriato, la terapia dei DCA deve essere concepita in termini interdisciplinari e integrati e l’accesso principale al percorso terapeutico è quello ambulatoriale che svolge compiti di prima accoglienza, consulenza, diagnosi, rinforzo della motivazione, orientamento dei pazienti.

 

Visto che

 

nella Regione Lazio esistono pochissime strutture pubbliche che affrontano tali problematiche e che la maggior parte di esse sono ubicate nel territorio di Roma lasciando i territori provinciali quasi totalmente scoperti da tali servizi costringendo i pazienti a lunghi spostamenti che costituiscono un deterrente per la cura e la diagnosi di questi disturbi.

 

Visto altresì che

 

l’assenza di una capillare presenza di strutture pubbliche nel territorio regionale incide anche negativamente sulla diffusione di notizie sui disturbi alimentari e quindi sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione dei cittadini.

interroga il Presidente della Regione Lazio On.le Nicola Zingaretti

 

per sapere se intende creare ambulatori per la diagnosi e il trattamento dei disturbi alimentari presso tutte le strutture Asl della Regione Lazio, per la prevenzione, la diagnosi, il trattamento terapeutico e riabilitativo che porterebbe ad eliminare la migrazione cui oggi sono costretti i pazienti verso strutture localizzate a Roma o addirittura fuori dai confini regionali e che permetterebbe la prevenzione di un disturbo in continuo aumento e che coinvolge decine di migliaia di cittadini del Lazio ad oggi non precisamente stimati a causa della difficoltà di diagnosi.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Ciminiello. Ne ha facoltà.

 

CIMINIELLO, Assessore. I disturbi del comportamento alimentare possono essere definiti come persistenti disturbi del comportamento alimentare, o di comportamenti finalizzati al controllo del peso, che danneggiano la salute fisica o il funzionamento psicologico e che non sono secondari a nessuna condizione medico-psichiatrica conosciuta. Comprendono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa, il disturbo dell’alimentazione non altrimenti specificato e il disturbo da alimentazione incontrollata.

Tutte le strutture operanti, pubbliche e private, che prendano in carico pazienti affetti da disturbi del comportamento alimentare sono elementi funzionali di una rete che deve operare in una stretta integrazione con tutti i livelli, strutture di degenza del sistema ospedaliero e con le strutture distrettuali territoriali, sia nella fase subacuta, per i pazienti provenienti dai reparti per acuti, sia per pazienti provenienti dal territorio.

Il ricovero ospedaliero in acuzie è necessario, di norma, nei casi in cui vi siano condizioni cliniche che per la gravità del quadro rappresentato possono compromettere la sopravvivenza del paziente ed è così anche per i pazienti minori, assume funzioni salvavita. Anche in regime di degenza, deve essere assicurato un intervento integrato, sia dal punto di vista internistico nutrizionale, che da quello psicologico e psichiatrico.

Si intende per “rete” l’ambulatorio, il centro diurno, la residenzialità, il day hospital, il ricovero in acuzie.

Il centro diurno, in molti casi, può essere utile quale alternativa al programma residenziale, per evitare l’interruzione delle abituali attività quotidiane e la separazione dal contesto di vita; la semiresidenzialità, con attività terapeutiche multiple, offerte nell’arco della giornata e pasti assistiti.

Nel centro diurno quale struttura di riabilitazione semiresidenziale, si svolgono interventi terapeutici, riabilitativi e risocializzanti. La Regione Lazio, con decreto U0090 del 10 novembre 2010 e successive modificazioni, ha individuato, oltre a percorsi di cure e circuito di accesso alle strutture, anche i requisiti strutturali ed organizzativi delle strutture residenziali, strutture ambulatoriali, nonché day hospital, per la diagnosi e il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare.

Ad oggi, da un monitoraggio espletato dalla direzione, risultano presenti le seguenti strutture territoriali: Asl Rm/A, comunità Ripa Grande, struttura residenziale ad alta intensità terapeutica, accoglie pazienti fra i diciotto e i trent’anni, tre posti-letto, sita in Roma; Asl Rm/B, ambulatorio DCA, disturbi del comportamento alimentare, via di Torrenova 138; Asl Rm/C (UOC) disturbi del comportamento alimentare, presso il CTO, con afferenza organizzativa distretto undicesimo; Asl Rm/D, ambulatorio per le dipendenze alimentari, presso il Servizio intermedio per gli accertamenti e la cura delle dipendenze in Roma; rete professionale disturbi alimentari, trattamento dei DCA, attraverso rete ambulatoriale e ospedaliera, di seguito evidenziati con il pallino e i punti sul territorio; Centro interdipartimentale ambulatoriale DSM, consultorio familiare, TSMREE di Ostia, valutazione, diagnosi e cura dei disturbi del comportamento, per i bambini e gli adolescenti; Ambulatorio nutrizionale presso l’ospedale Grassi, il Poliambulatorio valutazione endocrino nutrizionale e il Poliambulatorio di counseling nutrizionale; Unità operativa semplice dipartimentale, in Piazza Santa Maria della Pietà; Asl Rm/G a Villa Pia, venti posti e quaranta posti nel Centro diurno semiresidenziale; a Frosinone, Dipartimento di salute mentale (DSM), ambulatorio DCA, sito in viale Mazzini; Asl di Rieti, Unità operativa di supporto (US), prevenzione e salute adolescenziale, ambulatorio via del Terminillo 42.

Si elencano invece di seguito le strutture ospedaliere attualmente presenti nella Regione Lazio: Policlinico Umberto I, Bambino Gesù, Azienda Ospedaliera Sant’Andrea, Tor Vergata, Campus Biomedico, San Camillo Forlanini, Gemelli, Ospedale distrettuale ambulatorio Piazza Salvo D’Acquisto, Presidio ospedaliero Ferini, Ospedale di Acquapendente, Ospedale Belcolle, Medicina Ospedale di Acquapendente. Le prime visite vengono effettuate presso il reparto di Psicologia, ospedale Belcolle di Viterbo. La Regione Lazio ha istituito un gruppo di lavoro tecnico-scientifico, costituito da professionisti provenienti dalle strutture dedicate, summenzionate, al fine di stabilire il fabbisogno delle strutture ambulatoriali, ospedaliere e residenziali, con l’obiettivo di predisporre una rete di servizi per la prevenzione e cura, nonché la gestione dei relativi percorsi diagnostico-terapeutico assistenziali delle persone affette da disturbi del comportamento alimentare.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per la replica il consigliere Fardelli. Ne ha facoltà.

Ricordo che ha due minuti.

 

FARDELLI (LcB-Udc). Grazie, Presidente.

La risposta dell’assessore Ciminiello per la prima parte una risposta prettamente tecnica, poi faceva riferimento anche a dei pallini su una mappatura, gentilmente se può farmi avere anche copia della sua risposta, così almeno si capisce forse meglio rispetto a quanto ha elencato.

Non sono assolutamente soddisfatto, mi perdoni, della risposta che le è stata preparata, anche perché nell’elenco che ha appena enunciato, di quegli ambulatori o centri per il trattamento dei disturbi alimentari, ne ha elencati dodici, se non sbaglio undici sono tutti presenti su Roma e quindi questo rafforza la mia tesi che i pazienti sono costretti quindi ad una migrazione verso strutture localizzate appunto a Roma.

L’obiettivo dell’interrogazione era quella di richiamare un’attenzione particolare da parte di questa Giunta regionale ed io mi auguro che forse è un primo momento, un primo step, può darsi che anche con la Commissione competente, presieduta dal collega Lena, si possa in certo qual modo affrontare questa problematica, che è particolarmente sentita.

Ho appreso, dalla risposta, di questo gruppo di lavoro che dovrebbe in certo qual modo monitorare anche il livello e la qualità del servizio erogato nei confronti dei pazienti, ci aspettiamo che dall’enunciazione si passi alla concretezza dei fatti, cercando di capire da chi è composto questo gruppo di lavoro. Grazie.

 

PRESIDENTE. Grazie a lei.

Colleghi, chiudiamo questa prima fase dedicata al question time e riprendiamo la seduta ordinaria per l’analisi della P.l. n. 145.

 

*****

 

Proposta di legge regionale n. 145 del giorno 20 marzo 2014, adottata dalla Giunta regionale con delibera n. 130 del giorno 18 marzo 2014, concernente: “Sistema cultura Lazio: sviluppo dello spettacolo dal vivo e della promozione culturale” (Prosecuzione esame)

 

Discussione e votazione dell’articolato

 

PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al punto 4, reca: Proposta di legge regionale n. 145 del giorno 20 marzo 2014, adottata dalla Giunta regionale con delibera n. 130 del giorno 18 marzo 2014, concernente: Sistema cultura Lazio: sviluppo dello spettacolo dal vivo e della promozione culturale – Prosecuzione.

Riprendiamo dal primo articolo che era stato accantonato.

 

Articolo 1.

 

Art. 1

(Finalità)

 

            1. La Regione, nell’ambito delle proprie competenze, riconosce promuove e sostiene lo spettacolo dal vivo, in tutte le forme di espressione e le attività culturali, quali componenti fondamentali dello sviluppo economico-sociale e strumenti di aggregazione della collettività, di educazione e formazione, di promozione del patrimonio culturale del territorio regionale.

            2. La Regione persegue le finalità di cui al comma 1 anche mediante la collaborazione ed il coinvolgimento di Roma Capitale e degli enti locali per riequilibrare l’offerta culturale territoriale.

            3. La Regione riconosce, altresì, il valore economico, sociale e civile dell’impresa culturale e creativa nonché degli artisti e degli operatori professionali.

 

Ha chiesto di parlare l’assessore Ravera per l’illustrazione. Ne ha facoltà.

 

RAVERA, Assessore. Questo primo articolo riconosce per la prima volta lo spettacolo dal vivo, in tutte le sue forme di espressione, quali componenti fondamentali dello sviluppo economico e sociale del nostro Paese, della nostra Regione, ma anche come strumento di aggregazione, di educazione, di formazione del pubblico e quindi socialmente inclusivo e fondamentale da un punto di vista politico in senso alto, cioè di costituzione dell’ecclesia, della polis.

 

Ordine dei lavori

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà.

 

CANGEMI (Ncd). Presidente, sull’ordine dei lavori. Volevo sapere se può verificare chi ha diritto a presenziare in Aula rispetto alle figure istituzionali e politiche, perché mi sembra che ultimamente sia permesso anche a chi non è dirigente di essere presente in Aula a sostegno degli assessori, quindi verificare chi ha il titolo per poter stare in Aula oppure no.

 

PRESIDENTE. Ha perfettamente ragione. Sarà mia cura fare immediatamente una verifica.

Colleghi, abbiamo ripreso la seduta ordinaria.

Ha chiesto di parlare il consigliere Perilli. Ne ha facoltà.

 

PERILLI (M5s). Presidente, solo per precedere la richiesta del numero legale, visto che la maggioranza è ampiamente assente e non solo, quindi vorrei che lei valutasse anche la pienezza dell’Aula e la composizione perché procedere in queste condizioni ad un esame del testo di legge non è il massimo. Sono pronto anche a ritirare la richiesta di numero legale, però vorrei che lei valutasse se possiamo proseguire nella votazione visto che si sta andando anche speditamente senza neanche però consentire di prendere un attimo consapevolezza del filo del discorso che abbiamo lasciato nella scorsa seduta.

La invito a verificare se è un’Aula che può valutare un testo nella sua pienezza.

 

PRESIDENTE. Penso che nel momento in cui passeremo alle votazioni saremo in numero legale. Mi pare che siamo in un numero abbastanza congruo per continuare i nostri lavori.

Credo che anche il consigliere Gramazio mi avesse chiesto la parola sull’ordine dei lavori.

Prego, ha chiesto di parlare il consigliere Gramazio. Ne ha facoltà.

 

GRAMAZIO (PdL-FI). Il collega Cangemi ha posto un quesito rispetto alla titolarità della presenza in Aula delle persone che non sono elette, quindi, se vuole sospendere due minuti, senza arrivare su cose personali, e dirci quando proseguiamo se ci sono le persone che devono essere in Aula.

 

PRESIDENTE. Accolgo la richiesta. Sospendiamo due minuti.

 

(La seduta è sospesa alle ore 12,25 e riprende alle ore 12,29)

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE VALERIANI

 

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Siamo all’articolo 1, che è stato appena esposto.

Discussione generale sull’articolo 1.

 

(Interruzione del consigliere Storace)

 

Le persone che non sono autorizzate a stare in Aula, come vede, non ci sono più.

Allora, colleghi, se riprendiamo un attimo con un po’ di ordine, sono stati allontanati tutti coloro che non erano autorizzati.

A questo punto apriamo la discussione generale sull’articolo 1, da poco illustrato….

 

(Interruzione del consigliere Storace)

 

Senza battute, consigliere Storace, per cortesia.

Ha chiesto di parlare sull’ordine dei lavori il consigliere Aurigemma. Ne ha facoltà.

 

AURIGEMMA (PdL-FI). Grazie, Presidente.

Presidente, volevo rivolgermi a lei, se mi dà due minuti di attenzione, non di più.

Pochi giorni fa, la scorsa settimana, durante la discussione nel Consiglio straordinario sulla sanità, furono votati una serie di ordini del giorno e di atti da quest’Aula, in particolar modo l’atto che riguardava il direttore generale della Asl di Latina fu votato all’unanimità dal Consiglio, anzi, lo stesso Presidente Zingaretti fece riferimento, stigmatizzando il comportamento del direttore generale che voleva ricorrere, se non ha addirittura ricorso ad una denuncia su delle dichiarazioni fatte dal collega Simeone, dichiarazioni politiche, fatte all’interno di quest’Aula.

Oggi, Presidente, su Il Quotidiano di Latina c’è Zingaretti che viene citato testualmente, virgolettato: “Le polemiche sono ingiustificate. La sanità di questa provincia è stata distrutta da scelte scellerate difendendo il manager Caporossi”. Ora, in qualità di rappresentante, di quest’Aula consiliare, anche di tutti i consiglieri che sono qui presenti e che hanno votato all’unanimità, stigmatizzando quest’atto…

 

PRESIDENTE. Prego.

 

AURIGEMMA (PdL-FI). Io ho difficoltà, Presidente. Io sono un noto frequentatore del mercato di…

 

PRESIDENTE. Ho richiamato l’Aula più volte, anche durante il suo intervento.

 

AURIGEMMA (PdL-FI). Frequento il mercato di Val Melaina tutti i sabati, però mi creda, Presidente, è organizzato un po’ meglio, perché c’è chi vende la frutta, chi la verdura, e viene presieduto…

 

PRESIDENTE. Collega Aurigemma, però mi scusi, lei ha chiesto la parola sull’ordine dei lavori, sta parlando d’altro. Lo faccia fare a me il richiamo.

Colleghi, per cortesia, c’è un collega che sta parlando. Prego.

 

AURIGEMMA (PdL-FI). Io non sto parlando d’altro, Presidente. Con queste dichiarazioni io penso che siano stati offesi tutti i consiglieri presenti all’interno di quest’Aula, che hanno votato un atto all’unanimità, firmato e votato, stigmatizzando il comportamento di una persona nominata dalla Regione, che si è permessa, non di replicare a delle legittime dichiarazioni del collega Simeone, ma si è permesso addirittura di voler denunciare un consigliere regionale soltanto per il fatto di pensarla in maniera diversa.

Questa nota è stata diffusa questa mattina da un articolo di giornale. Gentilmente, chiedo a lei che rappresenta quest’Aula, se i consiglieri che sono all’interno di quest’Aula si permettono di esprimere un giudizio, che confermano firmando e votando un atto, o il Presidente Zingaretti ha rispetto di quest’Aula oppure secondo me è inutile che continuiamo a presiederla, è inutile che continuiamo a parlare perché vengono meno le norme più elementari della democrazia e del rispetto istituzionale che meritano tutte le persone qui presenti, al di là del proprio schieramento e del proprio colore politico.

Lei oggi presiede quest’Aula, quindi, l’invito lo rivolgo a lei. Questa cosa rasenta il ridicolo, secondo me, è una mancanza di rispetto totale. Noi della sanità parliamo una volta all’anno, perché questa Regione è commissariata, oggi vedo che un atto votato all’unanimità e firmato all’unanimità dai consiglieri qui presenti addirittura non è più il direttore generale della Asl, ma è il Presidente della nostra Regione.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Presidente, sono due le questioni, questa e quella precedente, perché io non credo che possiamo far finta di nulla. Quando il Presidente Zingaretti sostanzialmente censura il Consiglio regionale io credo che il Consiglio regionale, nella persona del Presidente, debba far presente al Presidente della Regione che ha sbagliato. Quindi io le suggerirei, Presidente, di segnalare – oggi tanto avremo un Ufficio di Presidenza e avremo modo di parlarne – al Presidente Leodori che c’è bisogno di un suo atto formale nei confronti del Presidente della Regione. Così farebbe il Presidente della Camera nei confronti del Governo. Il Governo non può sbeffeggiare l’Aula, perché questo è quello che è successo, e se la poteva francamente risparmiare.

Una persona solitamente gentile, anche nei modi, come il Presidente Zingaretti uscirsene in questa maniera io credo che abbia commesso un grande svarione.

Vengo all’altra questione. Non me ne voglia l’assessore Ravera, è un tecnico di grande valore, però questa cosa va avanti da tempo. Oggi ci è capitata lei e questo francamente dispiace anche, però c’è un continuo andirivieni che deve cessare. A me è capitato – povera Italia – di fare pure il Ministro, mica avevo l’assistente accanto! Perché hai delle competenze e su quelle competenze in Aula si rispondi. Altrimenti, e questo ve lo anticipo ne parleremo in Ufficio di Presidenza tant’è vero, fossi in lei, sospenderei la seduta fino all’Ufficio di Presidenza per decidere che fare, perché se vogliamo introdurre e innovare come regola, non nella prassi perché nella prassi, almeno in questa legislatura, vedo spesso questo andazzo, nella scorsa non me lo ricordo, ma se vogliamo dire che chi sta qui deve avere l’assistente, ad esempio, perché la spending review ci ha colpito, questo deve valere pure per i consiglieri.

Se l’assessore ha diritto ad avere un assistente in Aula può anche starci, ma ciascuno di noi deve avere il diritto ad avere un assistente che sta seguendo quella materia. Altrimenti davvero non si capisce il motivo per cui ci citano una legge e io ho bisogno di consultarla insieme a chi la sta seguendo.

Presidente, questa è una cosa molto delicata. Stiamo parlando di una grande donna di cultura, quindi è anche brutto parlarne, però ci consentirà l’assessore Ravera, qui purtroppo siamo tutti uguali, lei sarà superiore a tutti noi, qua siamo tutti uguali, lei è persino uguale a me. Pensi! Pensi che orrore le è capitato nella vita! Però non si può fare questa storia.

Per cui, io la prego, Presidente, o sospende la seduta, tanto fra due ore ci rivediamo e stiamo ancora qui su questo argomento, secondo me, al primo incidente. Veda lei, insomma.

 

PRESIDENTE. Mi scusi se interloquisco, però come ha ben visto e come ha visto l’Aula, io ho fatto allontanare…

 

(Interruzione del consigliere Storace)

 

Quando si ripresenta vedrà che mi comporterò con la stessa linearità. Quindi, secondo me, possiamo intanto andare avanti, come vedete la questione mi è stata posta formalmente da qualche collega consigliere ed è stata risolta, quindi io questo punto lo accantonerei a dopo l’Ufficio di Presidenza.

Ha chiesto di parlare il consigliere Righini. Ne ha facoltà.

 

RIGHINI (FdI). Grazie, Presidente. Per associarmi alle considerazioni dei colleghi Aurigemma e Storace. Io sono rimasto francamente sorpreso anche perché, temo di non ricordare male, ma il Presidente Zingaretti stesso ci esortò, una volta segnalato l’episodio, gravissimo, perché un consigliere regionale che esprime un’opinione su un atto aziendale di una Asl penso che sia assolutamente legittimo, è stato il Presidente Zingaretti a esortarci, ritenendo che fosse un dovere del consigliere regionale criticare un atto aziendale e portare il proprio contributo. Adesso, da una censura di tutto il Consiglio regionale, votata all’unanimità e presentata a firma di tutti i Capigruppo dell’Aula, il Presidente ci esorta ad avere uno spirito critico nei confronti degli atti aziendali delle Asl, oggi arriva la censura del Presidente Zingaretti che difende il direttore generale. Francamente mi sembra eccessivo e spero che giunga quanto prima un chiarimento. Grazie.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà.

 

CANGEMI (Ncd). Presidente, ho chiesto all’Ufficio di Presidenza se posso avere una copia di quel Regolamento che l’Ufficio di Presidenza stesso ha praticamente messo a disposizione. Credo che ci sia una norma, o comunque una delibera da parte del Presidente del Consiglio, adesso non ho capito bene cosa, che disciplina e regolamenta le persone che possono entrare in Aula rispetto ad altre.

Io quindi le chiedo di sospendere, così come ha chiesto il consigliere Storace, per qualche minuto, in attesa di capire, anche perché…

 

PRESIDENTE. Lo stanno portando giù, collega Cangemi, siamo stati celeri. Cinque minuti e lo avrà.

 

CANGEMI (Ncd). Grazie.

 

PRESIDENTE. Prego, consigliere Vincenzi.

 

(Interruzione del consigliere Perilli)

 

Scusi, non l’avevo vista, consigliere Perilli. Vuole parlare prima lei? Ci mancherebbe.

Mi scusi, collega Vincenzi.

Ha chiesto di parlare il consigliere Perilli. Ne ha facoltà.

 

PERILLI (M5s). Grazie, Presidente, forse perché ho cambiato postazione. Avrei accettato anche prima il discorso Vincenzi.

Io volevo due precisazioni, Presidente. Va bene questa severità, però ricordo all’Aula che l’assessore Civita discusse l’intero Piano casa con il suo assistente e nessuno ha detto nulla. Adesso mi sembra che ci sia una particolare attenzione, severità con l’assessore Ravera, quando invece abbiamo, nel passato…

 

(Interruzione di vari consiglieri)

 

Consigliere Cangemi, non sono con la maggioranza, ma so, o almeno spero, quando posso parlare con l’altra parte dell’opposizione, cercando di chiarire una volta questa questione. Quindi, per me va bene chiarire…

 

(Interruzione di alcuni consiglieri)

 

…va bene chiarire... - non riesco a parlare, Presidente! -…

 

PRESIDENTE. Prego!

 

PERILLI (M5s). …va bene chiarire chi può stare in Aula, va benissimo, noi siamo per il rispetto del Regolamento, quello che si deciderà.

Io lamento un’altra cosa, consigliere Cangemi, per esperienza nostra di Gruppo, che certi regolamenti vengono fatti valere, ma questo più dalla maggioranza, a fasi alterne, e questo non va bene. Quindi, va benissimo questo spunto di chiarire una volta per tutte, ma che sia applicabile a tutti, se no diventa...

 

PRESIDENTE. Benissimo.

 

PERILLI (M5s). Secondo punto: dovrei correggere quanto dichiarato dal consigliere Righini, nel senso che noi non abbiamo votato all’unanimità il documento che fu proposto. Ci siamo astenuti e non è stato firmato, lo dico perché sono il Capogruppo, neanche come Capogruppo. Una precisazione, ciò non toglie forza alla discussione che comunque si vorrà fare sul comunicato di Zingaretti.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Vincenzi. Ne ha facoltà.

 

VINCENZI (Pd). Grazie, Presidente.

Sul tema sollevato da alcuni consiglieri sulle dichiarazioni di Zingaretti, mi sento di confermare e di ribadire quanto è contenuto nell’ordine del giorno che ho sottoscritto e che ho votato insieme a tutta la maggioranza, mi sento anche, però, di confermare le affermazioni del Presidente Zingaretti, perché le due questioni sono nettamente separate. Il fatto che il direttore generale abbia commesso un grave errore nel fare quelle dichiarazioni e cioè pensare non criticabile il proprio atto aziendale è un fatto certo, che confermo, ma mi sembra che questo non voglia dire che automaticamente l’atto aziendale fosse poi sbagliato. Può essere criticabile da chi ritiene di poterlo criticare, ma può essere difeso da chi, penso, lo ha approvato. Il Presidente Zingaretti ha semplicemente difeso la bontà dell’atto aziendale confermando anche lui in Aula che la risposta del direttore generale a quelle critiche era fuori luogo. Mi sembra che non c’è stata nessuna mancanza di rispetto o cambio di posizione. L’atto aziendale è un atto aziendale che noi difendiamo. Il comportamento del direttore generale e specificatamente quella reazione, quella minaccia nei confronti del consigliere Simeone, è sicuramente sbagliato e lo abbiamo censurato e lo ribadiamo qui, ma consentiteci di difendere l’atto aziendale perché riteniamo che sia un buon atto aziendale. Grazie.

 

PRESIDENTE. Ancora sull’ordine dei lavori. Ha chiesto di parlare il consigliere Simeone. Ne ha facoltà.

 

SIMEONE (PdL-FI). Credo che un giorno o l’altro si arriverà a discutere di questo atto aziendale in quest’aula, perché quello che lamentiamo, quello che lamento io, consigliere Vincenzi, è l’assoluta indisponibilità di questo Einstein della sanità che fa un atto aziendale e non si confronta con nessuno! Questa è la cecità politica che ha quest’uomo! Ha presentato l’atto aziendale solamente settantadue ore prima ai Sindaci! I Sindaci sono i rappresentanti del territorio, non certo questo Caporossi!

Caporossi è un nominato, perché poi tra l’altro non ha vinto nessun concorso per stare su quella sedia, quindi non è che riveste quel posto, riveste quell’incarico perché ha vinto un concorso, è stato nominato, per meriti politici, aggiungo io, però, caspita, ti vuoi confrontare con qualcuno o no? E’ possibile che quello che dice Caporossi è la verità in assoluto?

 

(Interruzione del consigliere Vincenzi)

Ma che viene in Commissione non è una elargizione che ci fa Caporossi. Caporossi dovrebbe sentire il dovere di confrontarsi con il territorio! Ma è strano che su questa vicenda nessuno del territorio entri in soccorso di Caporossi. Come mai? Nessun Sindaco dice che l’atto di Caporossi è buono. Lo dice Zingaretti perché quasi è un atto d’ufficio dirlo, però si rileva l’assoluta indisponibilità di questa persona a confrontarsi con il territorio.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Sbardella. Ne ha facoltà.

 

SBARDELLA (Misto). Ricordiamo che lui come gli altri hanno vinto il concorso Age.Na.S. dei più belli e puliti. Ovviamente tranne chi rimane commissario perché magari non può essere nominato, però questo è un altro piccolo problema che, prima o poi, qualcuno ci chiarirà.

Io penso, e va detto al Presidente Zingaretti, e penso che glielo debba dire il Presidente del Consiglio, che finché la sanità è commissariata non è commissariato tutto il resto. Gli atti dei direttori delle Asl sono atti pubblici a disposizione comunque dei poteri ispettivi del Consiglio e se non avete una Commissione sanità o un vertice nella Commissione sanità che ha il coraggio e la dignità di convocare i direttori a farsi raccontare gli atti aziendali, avevamo chiesto che venissero a raccontarci le linee-guida, vi siete nominati per decreto delle Commissioni interne che valutassero gli atti aziendali in merito alle linee-guida, vi siete fatti tutto da soli, se non esiste una Commissione sanità in grado di salvaguardare la dignità di questo Consiglio, cambiate il vertice, cambiate il Presidente e mettete qualcuno che si prenda la briga di convocare e di pretendere la presenza in questo Consiglio e ci venisse a raccontare come stanno le cose. Magari eviteremmo questi spiacevoli equivoci in cui sembra che gli atti aziendali siano un fatto privato.

Vincenzi dice “Noi lo difendiamo”, ma non sappiamo di che stiamo parlando. Ci piacerebbe in quest’Aula parlare di cose che siamo stati messi in condizione di conoscere. Grazie.

 

PRESIDENTE. Questa questione ovviamente l’affronteremo adesso, tra un’ora, in Ufficio di Presidenza.

 

Discussione e votazione dell’articolato

 

PRESIDENTE. Intanto proseguiamo sull’articolo 1. Siamo in discussione generale.

Ha chiesto di parlare il consigliere Patanè. Ne ha facoltà.

 

PATANE’(Pd). Grazie, Presidente.

Questo è il primo articolo che racconta le finalità della legge che già nei primi interventi di introduzione, di discussione generale della legge stessa avevamo spiegato e illustrato, cioè il tentativo di passare, in questa legge, da una concezione della promozione culturale in quanto tale, che garantisce ovviamente una crescita sociale individuale dei nostri territori e dei singoli, ad una concezione della cultura che ha necessariamente anche un risvolto economico, occupazionale, di crescita e di sviluppo e che  cita al suo interno tutti gli assi sui quali questa legge si muove, quindi lo sviluppo economico e sociale, ma anche la cultura come strumento di aggregazione e la formazione come uno degli architravi fondanti dell’asset culturale.

Noi questo l’avevamo scritto anche nella legge sul cinema e l’audiovisivo, la formazione, non soltanto degli operatori, ma anche del pubblico, unita alla promozione del patrimonio culturale del territorio regionale. E’ ovvio che siccome si parla di un’azione di sistema, quest’azione non può essere svolta dalla sola Regione, ma è necessaria un’interazione di tutte le Istituzioni territoriali che insieme possano concorrere a rendere le politiche che noi definiamo dentro la legge, politiche oltre che efficienti, quindi rese da istituzioni efficienti, anche efficaci. Per questo il coinvolgimento di Roma capitale e di tutti gli altri enti locali.

Come dicevo prima, quindi, al fine di tutto questo, qui c’è il riconoscimento dell’attività di spettacolo dal vivo come valore economico, sociale e civile di uno strumento molto importante che è l’impresa culturale, è la prima volta che noi lo facciamo nella Regione Lazio e quando mi sono permesso di utilizzare un termine non a caso, cioè il termine di legge, questa sugli spettacoli dal vivo, “innovativa”, mi riferivo ad alcuni punti tra i quali questo dell’introduzione del concetto di impresa culturale.

 

PRESIDENTE. Siamo all’articolo 1, discussione generale.

Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Voglio intervenire nella discussione dell’articolo, anzitutto perché mi corre l’obbligo di ringraziare l’assessore e il Consiglio per aver accettato la proposta di spostarlo a stamattina, perché è stata una cortesia che mi è stata fatta e la voglio riconoscere in Aula.

Io ho approfittato di queste ore, assessore, per leggere tutto il complesso della norma, che è largamente positiva e accettabile, non c’è dubbio. Lei troverà, a partire da questo primo articolo, in cui ci sono tre emendamenti, alcune proposte che auspicano una maggiore chiarezza normativa, da un certo punto di vista, e forse, se è possibile, un atto amministrativo e una maggiore ricchezza dal punto di vista proprio culturale, perché il primo articolo è quello dei principi, è fondamentale, lo dice lo stesso titolo, “Finalità”.

Oggi lei si ricorderà, è stato ricordato qui dalla collega Bonafoni, nella discussione generale, quando ci fu chi disse “Con la cultura non si mangia”, in realtà la cultura è vita di una comunità. Se vogliamo, nella politica dovrebbe essere l’elemento che precede qualunque attività della politica, perché ha un’espressione valoriale. Però è chiaro che quando parliamo di un’Amministrazione che investe nella cultura occorre anche porsi il problema di come quei quattrini che noi faticosamente mettiamo da parte per spenderli, poi abbiano una resa, cioè, siano utilizzati in modo che la cultura sia realmente fruibile per il cittadino. Ecco perché in questo primo articolo, ho proposto tre emendamenti, poi ne discuteremo, che vanno proprio in questa direzione. Spero che possa esserle anche chiaro un concetto che vorrei introdurre nella norma, quando si parla degli strumenti di aggregazione della collettività. Ho presentato una proposta emendativa che sostituisce la parola “collettività”, e non è strumentale, in questo caso, con la parola “comunità”, non devo insegnare a lei la differenza, nella collettività ci capitiamo, la comunità è un qualcosa che ci scegliamo, a cui apparteniamo e credo che, forse, sarebbe più ricca la legge se noi cambiassimo questa parola, cioè se la intendessimo proprio anche in un senso di appartenenza, in cui crediamo, non è semplicemente lo stato civile per cui noi sediamo qua dentro, no, è qualcosa in cui vogliamo, come faremmo in una famiglia politica, militare; il tema della promozione del patrimonio, ma anche della sua resa, quindi dov’è che orientiamo la nostra spesa, e poi quella che, secondo me, dovrebbe essere la madre di tutte le battaglie di un’Istituzione che voglia farsi rispettare e che voglia far rispettare i cittadini che non si vogliono far prendere in giro e quell’equivoco rappresentato dagli Enti locali. Lo si ritroverà. Io non so se in alcuni articoli avete già affrontato questo tema, ma, per favore, soprattutto sulla cultura, togliamo di mezzo questo scandalo delle Province. Le risorse, Roma Capitale, i Comuni, è giusto, ma che noi dobbiamo dire “degli Enti locali” in modo da metterci dentro, ancora una volta, Province irresponsabili di fronte al popolo... Faranno come gli pare con quei pochi spiccioli che gli daremo. Ecco perché togliamo “degli Enti locali”. “Dei Comuni” è molto più pulito, molto più trasparente. Anche perché lo stesso Presidente del Consiglio lo ha detto l’altro giorno, lo ha detto il Presidente della Regione: fatte così, queste Province non servono a niente. Zingaretti e Renzi un argomento hanno avuto in comune nell’ultimo periodo, questo delle Province, e però noi continuiamo a finanziarle in questa forma. Ecco, almeno sulla cultura suggerirei di evitarlo.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Di Paolantonio. Ne ha facoltà.

 

DI PAOLANTONIO (Ncd). Signor Presidente, per ribadire, in realtà molto velocemente, alcune riflessioni sia del consigliere Storace che del Presidente Patanè. Ribadisco il nostro orientamento complessivamente favorevole alla proposta di legge, però voglio sottolineare tre aspetti che sono appena emersi e che meritano qualche secondo di ulteriore discussione.

Il primo è quello che metteva in evidenza il Presidente della Commissione, il consigliere Patanè, relativamente all’impresa culturale. Abbiamo ritenuto e riteniamo che non si tratti semplicemente di un passaggio semantico. In realtà, riteniamo che sia un’impostazione, una vocazione condivisibile e opportuna non solo per tenere in piedi il sistema culturale, ma per aprire una prospettiva diversa e più avvincente rispetto alle stagioni precedenti.

Gli altri due aspetti, invece, sono quelli che opportunamente il collega Storace ha appena menzionato nel suo intervento e che sono, se non ho mal capito, oggetto di produzione di emendamenti, cioè evitare o, meglio, specificare che il coinvolgimento degli Enti locali sia esclusivamente ascrivibile ai Comuni e non comprenda questo ibrido istituzionale appena varato, per le motivazioni appena spiegate e perché ritengo che da parte delle Regioni ci debba essere un’attenzione particolare a far sì che le nuove Province, così come costituite, non diventino un mostro ingovernabile.

L’altra cosa che mi ha convinto e che volevo ribadire è questo passaggio, anche questo, poi, specificato da un opportuno emendamento, da un termine di “collettività” a “comunità” che ritengo possa esprimere in maniera più profonda un pezzo della legge stessa. Grazie.

 

PRESIDENTE. Non ci sono altri interventi sulla discussione generale.

Primo emendamento P2/50 a firma del consigliere Storace.

Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Signor Presidente, ho illustrato in linea generale anche gli emendamenti, quindi probabilmente possiamo direttamente passare, tranne che sull’ultimo su cui vorrei spendere qualche parola in più, all’opinione dell’assessore e poi all’eventuale dichiarazione di voto.

 

PRESIDENTE. Parere della Giunta?

 

RAVERA, Assessore. Io sono favorevole alla sostituzione della parola “collettività” con la parola “comunità” esattamente nello spirito che ha illustrato prima il Presidente Storace. Ritengo che sia un miglioramento sostanziale sul concetto della legge.

 

PRESIDENTE. Dichiarazioni di voto?

Ha chiesto di parlare il consigliere Perilli. Ne ha facoltà.

 

PERILLI (M5s). Presidente, grazie.

Io ho colto l’invito ad approfondire, implicito nell’emendamento Storace, la differenza, la sottile linea che separa la definizione di comunità da quella di collettività, peraltro in molti casi dati per sinonimo. Ma partendo dall’idea, che mi piace, che non siano sinonimi, direi che coerentemente a quello che viene detto, cioè strumenti di aggregazione della collettività, sia più proprio “collettiva”, perché l’aggregazione qualora riesca diventa comunità.

In realtà, il presupposto che ha ben esposto il Presidente Storace a difesa e a sostegno del termine “comunità” è proprio la condivisione e l’identità di ideali e quindi di aggregazione, ma questa deve venire a maturazione perché si parli di comunità.

Allora quando si dice che queste forme d’arte possono essere strumenti di aggregazione si getta una luce verso la comunità, ma che deve essere raggiunta. Quindi secondo me, adesso senza voler esagerare nel fare l’esegesi di questi due termini, però secondo me è più proprio parlare di “collettività”, perché non è detto che questi elementi aggreganti alla fine siano efficaci rispetto a quello che si vuole proporre.

Il voto è contrario per questo motivo.

 

PRESIDENTE. Va bene.

Ha chiesto di parlare il consigliere Patanè. Ne ha facoltà.

 

PATANE’ (Pd). Presidente, solo per dire che invece noi ci troviamo d’accordo con quanto ha detto l’assessore. In realtà il termine “collettività” in questo caso a ben guardare è un termine che risulta troppo freddo anche rispetto alle finalità dell’articolo, dentro il quale nella sostanza si sintetizza tutta la legge.

Quando si parla di strumenti di aggregazione e del valore da questo punto di vista culturale del sistema di sviluppo degli spettacoli dal vivo, penso che la parola “comunità” sia più adeguata e contribuisca a rendere meglio anche il significato delle finalità della legge.

 

PRESIDENTE. Bene. Non ci sono altre dichiarazioni di voto.

 

Verifica del numero legale

 

PRESIDENTE. E’ giunta alla Presidenza una richiesta di verifica del numero legale da parte del capogruppo Perilli..

Il consigliere segretario Petrangolini proceda all’appello dei consiglieri per la verifica del numero legale.

 

(Segue l’appello dei consiglieri)

 

Comunico l’esito della verifica:

 

Presenti                                                        30

Assenti per motivi istituzionali                     1

Presenti ai fini del numero legale                    31

 

            Sono presenti i consiglieri: AURIGEMMA Antonio (PdL-FI), BALDI  Michele (LcZ), BONAFONI  Marta (LpL), BUSCHINI Mauro (Pd), CANGEMI Giuseppe Emanuele (Ncd), CARRARA Cristian (LpL), CIARLA Mario (Pd), DE PAOLIS Gino (Sel), FAVARA Baldassarre (LpL), FORTE Enrico Maria (Pd), GIANCOLA Rosa (LpL), GRAMAZIO Luca (PdL-FI), LUPI Simone (Pd), MANZELLA Gian Paolo (LpL), MITOLO Daniele (LpL), PANUNZI Enrico (Pd), PATANE’ Eugenio (Pd), PERILLI Gianluca (M5s), PETRANGOLINI Maria Teresa (LpL), PETRASSI Piero (Cd), QUADRANA Gianluca (LcZ), RIGHINI Giancarlo (FdI), SBARDELLA Pietro (Misto), STORACE Francesco (LaD), TARZIA Olimpia (LS), TORTOSA Oscar (Psi), VALENTINI Riccardo (LpL), VALERIANI Massimiliano (Pd), VINCENZI Marco (Pd), ZAMBELLI Gianfranco (Pd).

 

Sono assenti per motivi istituzionali i ZINGARETTI Nicola (Pd).

 

Comunico che il Consiglio è in numero legale.

 

Discussione e votazione dell’articolato

 

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento P2/50.

 

(Il Consiglio approva)

 

Emendamento successivo.

 

Ordine dei lavori

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà.

 

CANGEMI (Ncd). Signor Presidente, sull’ordine dei lavori vorrei, se è così cortese chiaramente, che leggesse ai colleghi, proprio perché non possa sembrare un capriccio, il Regolamento per l’accesso all’Aula consiliare approvato dall’Ufficio di Presidenza nel 2011, se può leggere l’articolo 5, di modo che tutti i colleghi e gli assessori stessi possano stare tranquilli su quella che è un po’ la polemica che abbiamo innescato oggi, ma proprio perché vogliamo che il Regolamento, io scriverò una lettera al Presidente, sia rispettato e - perché no? - inviata una copia a tutti i colleghi.

Anche perché io intervenni qualche settimana fa su quelle norme di buon contegno che devono osservare nel rispetto dell’Aula sia i dipendenti, ma anche, e soprattutto, nel ruolo dei consiglieri, e qui mi sembra che il Regolamento sia ben fatto e illustri bene quali sono le regole e i comportamenti da tenere in Aula.

Quindi, se lei può leggere all’Aula...

 

PRESIDENTE. Non c’è problema. Io leggerò l’articolo 5, ma provvederò a fornire a tutti i consiglieri adesso tutto il Regolamento, perché gli articoli che ci interessano sono più d’uno. Intanto, rispondo alla sua richiesta di lettura, ma consiglio anche la lettura dell’articolo 7.

L’articolo 5, al primo comma, recita:

 “1. All’Aula consiliare e alle relative pertinenze accedono, per le funzioni di supporto ai lavori assembleari:

a) i dirigenti ed il personale delle strutture consiliari preposte all’attività istituzionale di supporto ai lavori assembleari;

b) ulteriori dipendenti del Consiglio regionale:

1) in forza di specifica disposizione;

2) la cui presenza sia richiesta in ragione degli argomenti trattati.

 

2. Il personale di cui al comma 1 è autorizzato a seguire i lavori assembleari dagli appositi spazi riservati all’interno dell’emiciclo, senza poter utilizzare i banchi riservati ai consiglieri e agli assessori”.

Benissimo.

Chiedo agli uffici di distribuire il testo a tutti i consiglieri e poi sicuramente su questo argomento credo che sarà opportuno che l’Ufficio di Presidenza, una volta per tutte, disciplini, magari in modo più cogente, questo tema. Ribadisco, per non tediare i colleghi, che ci sono anche altri articoli di questo Regolamento che andrebbero consultati.

 

Discussione e votazione dell’articolato

 

PRESIDENTE. Emendamento successivo P2/51, sempre a firma Storace. Lo diamo per illustrato.

Parere della Giunta?

 

RAVERA, Assessore. Parere favorevole, perché mi sembra un ampliamento corretto e reso con grande economia linguistica, con una parola sola, un ampliamento della nostra missione.

 

PRESIDENTE. Interventi?

Pongo in votazione l’emendamento, con il parere favorevole della Giunta.

 

(Il Consiglio approva)

 

Emendamento successivo P2/52, a firma Storace.

Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Grazie, Presidente. Spendo qualche parola in più, perché questo è un emendamento un po’ più politico-politichese rispetto a quelli di politica culturale che abbiamo affrontato poc’anzi e non so oggettivamente qual è l’orientamento né della Giunta né dell’Aula.

Se sto alle parole del Presidente della Regione, credo che questa potrebbe essere la prima legge in cui finalmente togliamo di mezzo l’equivoco rappresentato dalla nuova legislazione.

Io non è che sto dicendo “aboliamo le Province con la legge regionale sulla cultura”. Sto dicendo “non diamo alle Province i fondi della cultura”, che è una cosa diversa. Quei 5 milioni implementati oggi in Commissione bilancio, mi pare a 7, se ho capito bene quelle che sono le risorse, li diamo a Roma Capitale e ai Comuni. Diventa un modo per evitare di dover spendere soldi nelle Province, visto che tutti parlano dei costi della politica, e perché li dobbiamo mandare in quella direzione, li diamo direttamente ai Sindaci, che forse hanno anche un mandato popolare a poter gestire le risorse loro conferite, e la Regione credo che farebbe una figura migliore.

Ovviamente attendo il parere dell’assessore.

 

PRESIDENTE. Parere della Giunta?

 

RAVERA, Assessore. Io sono d’accordo con il senso generale. Mi pare che il presidente Storace, anche in altri emendamenti che incontreremo più avanti, voglia limitare, esautorare in qualche modo concreto il ruolo delle Province.

Io vorrei ricordare che la legge su cui ci siamo basati finora, la n. 32/1978, prevedeva una centralità delle Province nella gestione degli interventi, tanto che il 60 per cento dell’erogazione era affidato alle Province e al Comune di Roma. Nel nuovo testo di legge questo schema è completamente superato, quindi non vengono mai nominate.

Perché preferisco mantenere “Enti locali”? In parte perché mi pare una fase di transizione in cui in molte realtà ancora le Province sono presenti. Quindi, penso che la dizione “Enti locali” più vasta, più larga, per questa fase di transizione, con le Province che sono una specie di concetto periclitante che un giorno c’è e l’altro non c’è, sono con noi negli enti partecipati, quindi ancora si sta completando questa transizione tra la presenza delle Province e l’assenza delle Province. Per cui in questa fase, tenendo conto che comunque ne limitiamo fortemente il senso e usciamo dalla logica di considerarle un interlocutore privilegiato, io manterrei il testo com’è.

Il parere, quindi, è contrario.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà.

 

CANGEMI (Ncd). Chiaramente per esprimere il mio voto favorevole a questo emendamento di Storace proprio perché, ma questo l’ho visto anche nelle altre Commissioni e nella I Commissione, su questo c’è stato un grande dibattito, sul ruolo delle Province.

Le Province non è che sono oggi confermate nel ruolo che hanno sempre caratterizzato la funzione delle stesse. Oggi le Province sono enti di secondo livello, tra l’altro non votate direttamente dai cittadini, ma votate in una maniera incredibile, dai rappresentanti degli Enti locali nei Comuni e soprattutto per il ruolo che ha l’area metropolitana nella città di Roma.

Quindi, voglio dire, sono fortemente ridimensionate, tra l’altro non è vero che non si è esaurita praticamente la rivoluzione all’interno delle Province. E’ bella che fatta! Le Province sono enti di secondo livello. Roma ha un ruolo diverso in quanto città metropolitana, ma, voglio dire, la politica, di fatto, ha finito il suo ruolo di governo, di gestione e di indirizzo, quindi insistere sulle Province, cosa che noi non abbiamo fatto, per esempio, c’è qui l’assessore Ciminiello, abbiamo fortemente discusso sulle Comunità montane, sul ruolo della Provincia, quindi non si può aspettare la definizione rispetto a una legge che sarà votata in questi giorni.

Quindi credo che insistere sia un errore. Per esempio non capisco perché non sono stati inseriti nel Comune di Roma i Municipi del Comune di Roma. Era forse più logico inserire i Municipi del Comune di Roma proprio perché eletti in maniera diretta dai cittadini che scelgono chi deve governare al di là di chi governa la città di Roma e le Amministrazioni territoriali dei nuovi Municipi che sono stati di recente disegnati. Quindi forse sarebbe opportuno, lo dico al Presidente della Commissione, che conosce bene il territorio, inserire i Municipi, perché i Municipi in questo momento, con la difficoltà economica che vivono, con le difficoltà di arrivo di risorse, possono essere aiutati da una legge direttamente e non attraverso. Forse è meglio mettere i Municipi rispetto alla Provincia, che ha un ruolo tutto ancora da definire, se vogliamo, ma che ormai ha una sua gestione indicata. E’ stata eletta da poco l’Assemblea dell’area metropolitana per quanto riguarda Roma, è stata rinnovata Frosinone, Latina e Rieti, manca Viterbo che sta a scadenza naturale, quindi forse è più opportuno pensare ai Municipi rispetto a un Ente di secondo livello come la Provincia.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.

 

DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente.

Un chiarimento: a questo punto anche dopo l’intervento del collega Cangemi ci piacerebbe sapere se per Enti locali intende anche i Municipi di Roma che, come sappiamo, sono entità amministrative da 200-250.000 abitanti.

A questo punto forse sarebbe stato più opportuno lasciare “Enti locali” senza porre l’enfasi su Roma Capitale.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Grazie, Presidente.

Ovviamente non condivido il parere espresso dall’assessore, ma non è una tragedia. Mantengo l’emendamento per la votazione dicendo all’Aula, facendo un ragionamento molto semplice: non saranno tantissime le risorse che abbiamo a disposizione, per carità, un passo in avanti è stato fatto, però, se andiamo nell’accezione più larga, poniamo il caso che avesse ragione il collega Cangemi, che per enti locali intendiamo anche i Municipi, poi per enti locali intendiamo anche la Città metropolitana, per enti locali intendiamo anche le restanti Province. Ma quanti soldi restano? Cioè, noi non abbiamo una torta così larga per cui possiamo permetterci di ampliare lo spettro degli investimenti. Allora, limitarlo a Roma e ai Comuni, probabilmente ci aiuta a spenderli meglio. Altrimenti, daremo… Marino le vorrà spendere due volte, queste risorse, come Sindaco di Roma e come Sindaco della Città metropolitana. Non è un po’ assurdo, tutto questo? Sono questioni sulle quali rischieremmo di doverci riconfrontare fra poco. Sarà l’unico che potrà spenderle due volte, queste risorse. Se non avrà la maggioranza nella Commissione cultura del Comune, se le farà dare da chi nominerà, ancora non so se ha fatto i delegati nella Città metropolitana. Io credo che bisogna starci attenti, perché purtroppo questa è l’evoluzione del quadro normativo e istituzionale sulla quale è bene riflettere prima di stabilire queste risorse.

Per questo forse è più pulita l’espressione che abbiamo proposto, però se l’assessore la pensa diversamente, per carità.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Carrara. Ne ha facoltà.

 

CARRARA (LpL). Semplicemente per sostenere le posizioni che mi paiono di buonsenso dell’assessore Ravera e comprendendo però le ragioni che pone il consigliere Storace.

Effettivamente è un discorso che anche in Commissione abbiamo fatto e su cui ci siamo interrogati. Al tempo stesso, la dicitura “Enti locali” certamente è più ampia rispetto alla dicitura più stringente di enti locali comunali, lascia un arco d’interpretazione più ampio, in un periodo di transizione che ci pare utile tenere presente. Sottolineo, però, come ha già detto l’assessore Ravera, che tutta la legge ha un’impostazione completamente diversa, non cita mai le Province ed è impostata esattamente, nell’intervento, nell’aiuto e nel sostegno dei Comuni. Credo che chi legge la norma nel suo complesso ne abbia un’idea ben chiara. Ci pare utile, in questo momento, mantenere questo atteggiamento prudenziale che però nel complesso della legge ha una sua via ben identificata, che non può far incorrere in contraddizioni.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Righini. Ne ha facoltà.

 

RIGHINI (FdI). Grazie, Presidente. In realtà, la definizione di enti locali e di quali siano gli enti locali è stabilito dal Testo unico degli enti locali. I municipi sicuramente non sono ricompresi. La dicitura “escludere la previsione dell’ente locale” rischierebbe invece di escludere le Unioni dei Comuni, ad esempio, che come sappiamo sono piccoli Comuni che si consorzieranno per gestire alcuni servizi, ed escluderli, togliendo la definizione “enti locali” si rischia di escludere l’Unione dei Comuni dalla possibilità di accesso a questa risorsa, ferme restando le considerazioni, che condivido, del collega Storace, riguardo alle Province. Si rimane infatti in questo grande equivoco: c’è chi si vanta di averle soppresse, poi in realtà le ritroviamo puntualmente negli ordinamenti, sono state rinnovate, continuano a essere centri di spesa e di potere ed allora sarebbe bene che su questa questione è giusto anche costruirci una polemica di carattere politico, perché in realtà, esistono, sono vive e vegete, come ha sottolineato qualcuno, il 27 di questo mese, come è normale e giusto che sia, saranno pagati gli stipendi a migliaia di dipendenti delle province, che in realtà svolgeranno le loro funzioni senza una ben precisa guida politica e soprattutto da persone non elette dai cittadini. Queste sono critiche che rimangono ferme, però, il danno che si arrecherebbe rispetto alla soppressione della definizione di “ente locale” è un danno che pagherebbero piccoli Comuni che sicuramente non meritano questo trattamento.

Di qui allora la proposta, magari per la Giunta, che ovviamente è l’unica che può riformulare questo articolato, è quella di escludere espressamente le Province, citando il Comune di Roma sicuramente, i Comuni e le Unioni dei Comuni. In questo modo, senza escludere l’accezione di “enti locali”, però si preclude la possibilità di accesso di finanziamento alle Province.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Patanè. Ne ha facoltà.

 

PATANE’ (Pd). Grazie, Presidente.

In realtà, questa discussione è stata fatta in Commissione ed è una discussione che ha visto molte delle argomentazioni che sono state oggi rese dai colleghi come argomentazioni condivisibili. Il problema è che noi ci siamo occupati di mantenere una definizione che fosse quanto più larga possibile, per le motivazioni che diceva l’assessore prima e anche il consigliere Carrara, cioè una dicitura che potesse, in questo periodo di transizione, nel quale tra l’altro noi come Regione dovremmo legiferare, cioè ad un certo punto, quando noi dovremo devolvere funzioni, o non devolverle, agli enti sotto ordinati, in particolare all’area metropolitana, ovviamente questa è una discussione che dobbiamo fare. Ma io aggiungo anche un’altra cosa, che la legge costruisce i binari. I piani triennali, quindi i documenti di pianificazione, in questo momento di transizione, costruiscono dove noi dobbiamo andare e verso dove i finanziamenti e gli strumenti operativi debbono portare il treno del sistema culturale. Quindi, noi abbiamo deciso di utilizzare due diciture omnicomprensive. Le cose che dicevano sia il consigliere Cangemi sia il consigliere Storace sia, da ultimo, il consigliere Righini sono cose condivisibili, ma stanno tutte dentro, e ci tengo a specificarlo. La dicitura “Enti locali”, come diceva il collega Righini, tiene dentro le Unioni dei Comuni e i Comuni; è ovvio che non sono tenuti dentro i municipi, ma i municipi stanno dentro la dicitura “Roma Capitale”, perché quando si cita “Roma Capitale” si citano anche le sue organizzazioni territoriali.

Quindi, la doppia dicitura “Roma Capitale” ed “Enti locali” è, è vero, una dicitura omnicomprensiva che comprende tutti e  dentro la quale tutti gli Enti di organizzazione territoriale stanno dentro e non risolve - chiamiamolo così - il tema delle Province, però io penso che quest’Aula abbia due momenti per risolverlo: il primo quando parleremo delle funzioni che dovremo dare, quindi la riorganizzazione della nostra architettura istituzionale regionale; il secondo è il momento della pianificazione dei Piani triennali. Cioè nel momento in cui avremo capito cosa dare e cosa non dare, organizzeremo anche da un punto di vista della pianificazione dei finanziamenti dove dare e dove non dare e questi sono momenti nei quali sia la Commissione sia l’Aula in quanto tale hanno voce in capitolo, voce importantissima in capitolo.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Forte. Ne ha facoltà.

 

FORTE (Pd). Io penso che sia stata posta correttamente una questione. Perché quando, già nella discussione generale e successivamente su un articolo in particolare frutto di un emendamento, è stato deciso di finanziare in via prioritaria gli Enti di esercizio noi dobbiamo porci una questione. Fino ad oggi le Province sono state i soggetti che hanno, attraverso finanziamenti regionali e con diverse leggi, attuato politiche sul territorio. Mi riferisco a leggi come la legge n. 32, la n. 42, la n. 17, la legge sulle città di fondazione. Questi fondi, questi finanziamenti in quali rivoli si disperdono? Cioè il rapporto che si costruisce, diceva bene l’assessore nell’illustrazione della legge, il rapporto che noi costruiamo con il territorio, come avviene, con quale modalità, quali sono gli strumenti attuativi? Peraltro, le funzioni delegate alle Province in materia culturale non ci saranno, nel senso che l’orientamento del Governo, da questo punto di vista, mi sembra molto chiaro e netto. Le Province ormai sono ritenute una sorta di simulacro istituzionale alle quali noi devolveremo qualche funzione, ma certamente non quella in materia culturale.

Quindi, questa questione resta aperta ed è...

 

(Interruzione di un consigliere)

 

Esatto. Quindi, è una questione sulla quale io penso ci sia bisogno di un chiarimento e di un approfondimento ulteriore, perché il rischio che io vedo è che i territori vengano penalizzati. Sì, poi possiamo rimandare ai regolamenti, possiamo rimandare a modalità attuative, ma c’è una questione aperta che secondo me oggi non viene sciolta e quello che è stato proposto a me sembra che colga una difficoltà reale.

Non so se si può accantonare un attimo l’emendamento presentato dal presidente Storace, ma io penso che questo emendamento ponga una questione che noi non si può liquidare in maniera così semplice, ma merita assolutamente un approfondimento perché io vedo rischi seri rispetto alle funzioni che verranno delegate, quali sono gli enti individuati e soprattutto l’utilizzo delle risorse. Noi rischiamo che queste risorse non arrivino in maniera adeguata ed equilibrata ai territori.

 

PRESIDENTE. C’è stata una proposta.

Ha chiesto di parlare il consigliere Perilli. Ne ha facoltà.

 

PERILLI (M5s). Presidente, posto che la consigliera Denicolò aveva chiesto anche, come proposta, l’inserimento della dicitura di allargare ai municipi, però in realtà la migliore proposta pensiamo sia quella del consigliere Forte, accantoniamolo e discutiamo, ne vale la pena piuttosto che liquidarlo con una votazione lampo, quindi raccogliere le idee e vedere se su questo argomento si può essere più precisi, perché il tema è importante.

 

PRESIDENTE. La Presidenza non ha obiezioni. Deve esserci la condivisione intanto del presentatore dell’emendamento…

 

(Interruzione del consigliere Storace)

 

La maggioranza, presidente Patanè?

Allora, faccio una proposta all’Aula. Evitiamo di votare subito l’articolo 1 e sospendiamo i nostri lavori fino alle ore 15.00, anche perché è convocato l’Ufficio di Presidenza e riprenderemo da qui alle ore 15.00.

 

(La seduta è sospesa alle ore 13,32 e riprende alle ore 15,25)

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE

STORACE

 

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Informo di aver ritirato l’emendamento su cui avevamo bloccato la discussione. Quindi, non ci sarebbero più emendamenti all’articolo 1. Prima di procedere alla votazione dell’articolo, chiedo se c’è qualcuno che deve chiedere il numero legale. Altrimenti lo accantoniamo e procediamo con gli altri.

No.

Posso porre in votazione l’articolo o c’è qualcuno che vuole fare una dichiarazione di voto?

Ha chiesto di parlare il consigliere Patanè. Ne ha facoltà.

 

PATANE’ (Pd). Grazie, Presidente.

Solo per esprimere il mio voto favorevole a proposito di questo articolo che noi riteniamo molto importante perché, come ho detto sin dall’inizio, è l’articolo che sintetizza tutti gli obiettivi che noi tentiamo di raggiungere in questa legge e che qui sono contenuti sostanzialmente tutti. Grazie.

 

PRESIDENTE. Ha tre minuti per parlare.

 

PATANE’ (Pd). Come dicevo prima, gli obiettivi sono diversi e il primo è il tema dello sviluppo economico. Questo è certamente l’obiettivo più importante che modifica sostanzialmente il vecchio approccio che la legge aveva, la legge del 1978, e che oggi noi con forza, attraverso sia il primo che l’ultimo comma, tentiamo di introdurre, perché nel primo comma parliamo espressamente di sviluppo economico e sociale e al terzo comma parliamo proprio dell’introduzione del concetto di impresa culturale e creativa, che fa parte non soltanto di quella che comunemente chiamiamo economia della conoscenza, ma anche e più diffusamente di economia della bellezza che sta avendo oggi tanto successo tra i giovani e tra le start-up che stiamo vedendo sorgere giorno dopo giorno.

Accanto a questo, però, perché noi non vorremmo che ci fossero equivoci da questo punto di vista, cioè non soltanto si tratta di una questione squisitamente economica e quindi legata allo sviluppo, alla crescita, all’occupazione, ma anche e soprattutto ad una crescita sociale ed io penso che anche l’approvazione e la votazione di alcuni emendamenti dell’opposizione, e faccio riferimento a quello che ha sostituito giustamente il concetto di “collettività” con il concetto di “comunità”, stessero proprio all’interno di questo quadro. Quindi, penso che l’Aula complessivamente abbia giustamente modificato questo articolo considerando i due aspetti: il primo, quello economico, e il secondo, quello di crescita complessiva, vorrei dire sociale, ma anche individuale.

Mi riferisco anche all’altro emendamento che è stato approvato, relativo anche alla possibilità di valorizzare il nostro patrimonio culturale, quindi non soltanto promuoverlo, ma anche valorizzarlo, data appunto la stretta connessione che c’è tra territorio e cultura.

Vorrei ringraziare anche il presidente Storace per aver voluto ritirare l’emendamento perché penso che questa dicitura, la dicitura del comma 2, possa salvaguardare tutte le esigenze che nell’Aula oggi sono state ripercorse da tutti i consiglieri dell’opposizione.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Carrara. Ne ha facoltà.

 

CARRARA (LpL). Grazie, Presidente. Intervengo anch’io per esprimere il voto favorevole del nostro gruppo a questo articolo che è il primo e che nelle finalità dunque ha intenzione di racchiudere e sintetizzare tutti gli oggetti di analisi degli altri articoli. Sono tre commi in cui effettivamente c’è un po’ tutta la prospettiva di questa legge, certamente la promozione e il riconoscimento dello spettacolo dal vivo in tutte le forme di espressione. E qui c’è un punto interessante, ed è un punto anche che abbiamo dibattuto in Commissione molto spesso, perché se lo spettacolo dal vivo, di fatto, contiene e parla di tre forme d’arte, cioè la danza, il teatro e la musica, è vero che non ci siamo limitati a scrivere solo queste tre forme d’arte, ma in tutte le sue forme d’espressione, perché in realtà ci sono altre forme che sono formate o da teatro, quindi drammatizzazione, o da musica, o da danza, che però formano nuove modalità di espressione.

In Commissione, è stato interessante il dibattito che si è concentrato proprio sul fatto se elencare tutte le forme d’arte, oppure limitarci a dire “in tutte le forme espressive”; mi pare che questa dicitura sia forse più generica, ma è una dicitura sicuramente più lungimirante.

Dicendo che il nostro gruppo voterà “sì” a questo articolo, mi soffermo anche sull’emendamento Storace legato alla sostituzione del termine “collettività” con “comunità”, perché un minimo di dibattito l’aveva prodotto. In realtà, il termine “comunità”, oltre ad essere esteticamente molto più bello di “collettività”, e in una legge che parla di arte forse ha un suo senso, rende giustizia e chiarisce molto bene, anche legandolo all’etimologia della parola che è il mettere in comune le ricchezze, il senso di quello che vuole dire quest’articolo, cioè creare degli strumenti di aggregazione della comunità, dei luoghi in cui si mettono in comune le ricchezze, intese chiaramente non solamente in senso economico.

Mi pare inoltre interessante anche il miglioramento, sempre al comma 1, sempre sull’emendamento presentato dal presidente Storace, dove aggiungiamo a “promozione” il termine “resa”, che è la rendita del patrimonio culturale non intesa generalmente in senso economico ma mettere a frutto il patrimonio culturale può voler dire farlo diventare rigoglioso in termini sociali, farlo vivere, farlo tornare a vivere e non comprenderlo solamente in una logica vecchia e museale, come a volte negli ultimi anni invece si tende a fare.

Per tutte queste ragioni, questo articolo, che contiene in sintesi le finalità della legge, ci pare ora ben scritto e quindi voteremo convintamente a favore.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Tarzia. Ne ha facoltà.

 

TARZIA (LS). Grazie, Presidente, solo per esprimere parere favorevole a questo articolo. E’ stato un lavoro notevole in Commissione, come dicevo già nella discussione generale sulla legge, è  un testo che, arrivato dalla Giunta, in Commissione ha potuto ricevere tanti miglioramenti.

Quindi, sicuramente, l’articolo 1, che sono le finalità, è quello che dà il la a tutta la legge e con gli interventi che ci sono stati in Commissione e con gli emendamenti di oggi credo che sia un articolo assolutamente condivisibile.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Baldi. Ne ha facoltà.

 

BALDI (LcZ). Signor Presidente, il parere è favorevole anche da parte del nostro gruppo, ma soprattutto alla luce di un lavoro fatto in Commissione, lo ricordo a me stesso e a tutti quanti i colleghi, un lavoro condiviso, proprio perché questo è l’articolo 1 di un testo che diventa epocale.

Ho evitato di parlare in queste ore e in questi giorni, e mi riservo poi la dichiarazione di voto finale, ma non posso esimermi dal dire che quest’articolo 1 è quello che va a sostenere, che rappresenta l’innovazione di questa legge rispetto al passato, rispetto a un’assenza che oggi si colma grazie a tutto il Consiglio regionale.

Prima di me ha parlato la collega Tarzia che ha fatto un grande lavoro in Commissione, così come gli altri commissari e c’è stato veramente l’esempio di come un’istituzione politica non va per schieramenti, ma va invece sulla sostanza delle cose.

Lo ha detto lo stesso assessore Ravera, abbiamo cambiato il testo iniziale e questa è stata una svolta importante, è stata una rivoluzione, a dimostrazione che non ci sono state posizioni politiche precostituite, ma che invece c’è stato lo sforzo e la volontà di trovare i presupposti per fare in modo di cambiare e di trovare una risposta adeguata sul piano culturale per questa regione.

Questa è una regione che, con questa legge, può tornare a respirare. Vedete, darò poi la dichiarazione finale, però ne anticipo una parte di questa dichiarazione, la anticipo dicendo che quando io ho messo fretta a questa legge...

 

(Interruzione del consigliere Forte: “Hai messo?”)

 

…fretta a questa legge, ho messo fretta a questa legge perché questa legge ha visto tra le prime audizioni, nella prima giornata di audizioni una persona che si chiama Massimo Monaci e che poco tempo fa, forse troppo per come va il mondo fuori di qui rispetto alla politica, forse troppo tempo, questa persona era proprietaria, gestore, diciamo, di uno dei più grossi e importanti storici teatri di Roma, l’Eliseo, e Presidente dell’associazione. Questa persona oggi non è più né Presidente né tantomeno gestore di quel teatro, proprio perché non le è stato dato nessun supporto.

 

PRESIDENTE. Arrivi alla conclusione, Baldi.

 

BALDI (LcZ). Arrivo alla conclusione. Ecco perché questa legge deve dare risposte...

 

(Interruzione del consigliere Di Paolantonio)

 

PRESIDENTE. Dopo le do la parola, consigliere Di Paolantonio, così può replicare.

 

BALDI (LcZ). Mi risponderà.

Tutto questo significa, e vado alle conclusioni, Presidente, dare risposte a un mondo che ha caricato la cultura e che oggi la politica dice in modo trasparente, non la vedo la gravità, in modo molto trasparente: carichiamoci insieme di queste responsabilità e facciamo in modo che la cultura nella città Capitale d’Italia, nella città universale possa avere delle risposte adeguate, giuste e corrette.

 

PRESIDENTE. Consigliere Di Paolantonio, voleva intervenire?

 

(Interruzione del consigliere Di Paolantonio: “No”)

 

…no.

 

Verifica del numero legale

 

PRESIDENTE. E’ stata avanzata una richiesta di verifica del numero legale da parte del capogruppo Di Paolantonio.

Do il benvenuto al collega Lena. Ben alzato!

Il consigliere segretario Petrangolini proceda all’appello dei consiglieri per la verifica del numero legale.

 

(Segue l’appello dei consiglieri)

 

            Comunico l’esito della verifica:

 

Presenti                                                        26

Assenti per motivi istituzionali                     1

Presenti ai fini del numero legale                27

 

            Sono presenti i consiglieri: AGOSTINI Riccardo (Pd), AVENALI Cristiana (LpL), BALDI  Michele (LcZ), BIANCHI Daniela (LpL), BONAFONI  Marta (LpL), BUSCHINI Mauro (Pd), CARRARA Cristian (LpL), CIARLA Mario (Pd), DE PAOLIS Gino (Sel), DI PAOLANTONIO Pietro (Ncd), FAVARA Baldassarre (LpL), FORTE Enrico Maria (Pd), GIANCOLA Rosa (LpL), LENA Rodolfo (Pd), LUPI Simone (Pd), MITOLO Daniele (LpL), PANUNZI Enrico (Pd), PATANE’ Eugenio (Pd), PETRANGOLINI Maria Teresa (LpL), PETRASSI Piero (Cd), QUADRANA Gianluca (LcZ), STORACE Francesco (LaD), VALENTINI Riccardo (LpL), VALERIANI Massimiliano (Pd), VINCENZI Marco (Pd), ZAMBELLI Gianfranco (Pd).

 

Sono assenti per motivi istituzionali i consiglieri: ZINGARETTI Nicola (Pd).

 

Comunico che l’Aula è in numero legale.

 

Discussione e votazione dell’articolato

 

PRESIDENTE. Procediamo alla votazione.

Pongo in votazione l’articolo 1.

 

(Il Consiglio approva)

 

Articolo 2.

 

Art: 2

(Ambito di applicazione)

 

            1. In attuazione dell’articolo 1, anche al fine di conseguire la razionalizzazione delle risorse economiche e organizzative, la Regione, con la presente legge, fissa gli obiettivi, disciplina le procedure e determina gli interventi in materia di spettacolo dal vivo e di attività culturali e, in particolare, interviene in favore di Roma Capitale, degli enti locali e degli altri enti pubblici e soggetti giuridici privati operanti nel settore  nel rispetto e a tutela delle loro specifiche funzioni ed a garanzia di un equilibrato sviluppo del settore, incentivando, in una logica di sistema, la collaborazione tra gli stessi anche mediante la stipulazione di apposite convenzioni.

 

Passiamo all’illustrazione dell’articolo 2.

Ha chiesto di parlare l’assessore Ravera. Ne ha facoltà.

 

RAVERA, Assessore. Con l’articolo 2 si comincia ad entrare nell’ambito dell’applicazione dei nobili principi dell’articolo 1, in particolar modo si parla degli enti locali come soggetti prioritari del nostro intervento, ma unitamente agli enti locali, anche di soggetti privati, con un particolare incoraggiamento alla collaborazione tra soggetti pubblici e privati e questo ci sta particolarmente a cuore e ci sembra particolarmente essenziale, data la fase storica che attraversiamo, in cui le possibilità economiche pubbliche sono continuamente messe a repentaglio. Noi quindi incoraggiamo protocolli d’intesa tra il pubblico e il privato, e ci riferiamo comunque, fondamentalmente, agli enti locali.

 

PRESIDENTE. Passiamo all’esame degli emendamenti.

Emendamento a pagine 55 a firma del consigliere Storace. E’ identico a quello ritirato per quello che aveva detto Patanè prima.

Emendamento pagina 56 a firma del consigliere Storace.

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Siamo passati al 56, vero?

 

PRESIDENTE. Sì.

 

RAVERA, Assessore. Mi pare che la parola “apposite” sia sostituita da “protocolli d’intesa e conseguenti”.

 

(Interruzione di un consigliere)

 

PRESIDENTE. Non gli dia retta, assessore, dica il parere.

 

RAVERA, Assessore. Favorevole.

 

PRESIDENTE. Non ci sono interventi.

Pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio approva)

 

(Interruzione di un consigliere)

 

Infatti lei ha alzato la mano perché non ha visto la firma dell’emendamento.

Passiamo quindi alla votazione dell’articolo 2.

Non ci sono dichiarazioni di voto.

Pongo in votazione l’articolo 2.

 

(Il Consiglio approva)

 

Articolo 4.

 

Art. 4

(Sostegno a Roma Capitale e agli enti locali)

 

1. La Regione, in attuazione dell’articolo 1, comma 2, sostiene Roma Capitale e gli enti locali nella realizzazione dei seguenti progetti finalizzati:

a) al sostegno dello sviluppo, del recupero e dell’innovazione tecnologica delle strutture di spettacolo dal vivo e di spazi attrezzati, inclusi i teatri tenda e le strutture modulari per spettacoli all’aperto, ivi compresi gli spettacoli viaggianti e circensi;

b) al sostegno di residenze di spettacolo dal vivo;

c) al sostegno dei circuiti regionali, anche favorendo l’attivazione di reti tra enti locali.

 

L’emendamento a pagina 103 a firma del consigliere Storace si intende ritirato ed anche quello a pagina 104 a firma del consigliere Storace.

Ha chiesto di parlare l’assessore Ravera per l’illustrazione. Ne ha facoltà.

 

RAVERA, Assessore. Questo articolo specifica che interveniamo in particolar modo sugli enti locali a favore dello sviluppo delle strutture, del recupero delle strutture, del restauro e dell’innovazione tecnologica per il sostegno alle residenze e ai circuiti regionali. Quindi è qualche cosa che incoraggia l’iniziativa dei cittadini e in qualche modo la rende durevole nel tempo.

 

PRESIDENTE. Ci sono interventi sulla discussione dell’articolo? No.

Gli emendamenti sono stati ritirati. Dichiarazioni di voto sull’articolo? Non ce ne sono.

Pongo in votazione l’articolo.

 

(Il Consiglio approva)

 

Articolo 5.

 

Art. 5

(Spazi per lo spettacolo dal vivo)

 

1. La Regione sostiene i progetti di programmazione e gestione di spazi di spettacolo dal vivo, con particolare riguardo a quelli di piccole dimensioni, caratterizzati da esperienze creative di giovani artisti e da una pluralità di spettacoli interdisciplinari tendenti alla contaminazione di più linguaggi espressivi.

2. Gli spazi stabili di produzione, promozione ed ospitalità sono progetti realizzati in collaborazione con gli enti locali promossi da organismi che svolgono attività di promozione dello spettacolo dal vivo sul territorio di uno o più comuni limitrofi e hanno sede legale in uno di questi.

3. I progetti di cui al comma 2 sono aperti al territorio e realizzano produzioni, residenze artistiche, attività promozionali, ospitalità, eventi, scambi culturali, rassegne, laboratori, workshop e tutte le altre progettualità legate allo spettacolo dal vivo e alle nuove forme di arte contemporanea finalizzate in particolare al superamento del disagio giovanile e dell’impoverimento culturale.

 

Ha chiesto di parlare l’assessore Ravera per l’illustrazione. Ne ha facoltà.

 

RAVERA, Assessore. Questo articolo, secondo me, è particolarmente importante o comunque riguarda una questione che mi sta molto a cuore, che è quella degli spazi per lo spettacolo dal vivo. Già nel corso della relazione generale che ho fatto l’altro ieri vi ho illustrato alcuni degli interventi che abbiamo fatto nei primi diciotto mesi in materia di spazi, il recupero di risorse per la restaurazione dei teatri pubblici e privati della nostra regione e il recentissimo bando per l’innovazione tecnologica rivolto sia ai teatri privati che ai teatri pubblici.

Grazie a questo articolo riusciremo a sistematizzare gli interventi per dare vita agli spazi della cultura e quindi per costruire una rete di infrastrutture culturali che resterà dopo di noi.

 

PRESIDENTE. Ci sono interventi sull’articolo? No.

Passiamo, quindi, all’emendamento a pagina 107, a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone.

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Non mi sembra sostanziale. Per me è accettabile. Il parere è favorevole.

 

PRESIDENTE. Collega Gramazio, l’assessore ha espresso parere favorevole al suo emendamento.

 

(Interruzione del consigliere Gramazio: “Numero?)

 

Pagina 107.

Pongo in votazione l’emendamento, con il parere favorevole della Giunta. Chi è d’accordo? Chi è contrario?

Ripetiamo la votazione perché non ho capito nulla.

Chi è favorevole all’emendamento? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

(Il Consiglio approva)

 

Emendamento a pagina 108, a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone.

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Favorevole.

 

PRESIDENTE. Se non ci sono interventi, pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio approva)

 

Emendamento a pagina 109, a firma dei consiglieri Gramazio, Sbardella, Di Paolantonio, Righini, Fardelli, Santori, Aurigemma.

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. No, a questo emendamento non sono favorevole, perché noi vogliamo effettivamente aiutare soprattutto i più piccoli, i più fragili, i più deboli. 

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà.

 

CANGEMI (Ncd). Grazie, Presidente. Per annunciare il mio voto contrario.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Gramazio. Ne ha facoltà.

 

GRAMAZIO (PdL-FI). Grazie, Presidente.

Teatri di piccole dimensioni rispetto a teatri di media o grande dimensione. Io non credo che la crisi rispetto alla capacità del mondo della cultura possa toccare esclusivamente i piccoli teatri e nulla vieta con questo emendamento che i piccoli teatri possano essere naturalmente aiutati. L’idea però è quella di mettere nelle stesse condizioni teatri di media grandezza o di grandezza importante con i teatri più piccoli. Questo perché? Non solo perché  non si vuole dare, oppure non pensare che possa essere utile l’aiuto a strutture più piccole o di modeste dimensioni, quanto immaginare che naturalmente le difficoltà che attraversano strutture di….

Viene definita dalla legge, chiedo scusa Presidente perché così anch’io riesco a…

 

PRESIDENTE. Ha concluso?

 

GRAMAZIO (PdL-FI). No. Sto riprendendo un pezzo della legge, mi deve perdonare. Eccoci qua, comma 1, articolo 5.

 

PRESIDENTE. Perdonato, e non solo per questo.

 

GRAMAZIO (PdL-FI). No, c’è un perdono che non merito, anche. Ci mancherebbe altro.

Sulla questione dei teatri di piccole dimensioni in realtà noi crediamo di essere di fronte a un momento di difficoltà generale anche nel settore della cultura e la difficoltà generale che attraversa il mondo della cultura, vale naturalmente per i teatri di piccole dimensioni e per quelli di medie o grandi dimensioni e credo che peraltro le difficoltà che possono attraversare i teatri di medie o grandi dimensioni, che naturalmente hanno dei costi maggiori, delle spese di mantenimento maggiori, siano uguali nel momento in cui perseguono gli stessi obiettivi e naturalmente l’idea della valorizzazione delle esperienze creative dei giovani artisti e delle attività di spettacolo interdisciplinare non venga meno nel momento in cui teatri di piccole dimensioni, o di medie e grandi dimensioni, siano messi sullo stesso livello. Questo naturalmente  all’interno della legge permette di non vietare che ci sia un’attenzione sui teatri di piccole dimensioni, ma mette l’impresa cultura tutta sullo stesso livello per potere competere rispetto all’offerta e alla promozione di cultura che i teatri, di qualsiasi dimensione siano, possono offrire al loro pubblico.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Tarzia. Ne ha facoltà.

            Poi Patanè e poi Denicolò.

 

TARZIA (LS). Presidente, per esprimere parere favorevole a questo emendamento, perché tra l’altro l’emendamento successivo è a mia firma ed è identico.

Anch’io sinceramente, dato che questo è un articolo che intende valorizzare le esperienze creative di giovani artisti e anche le attività di spettacolo interdisciplinari, non capisco, ritengo insomma limitante comunque prevederlo solo per i piccoli spazi, tralasciando quelli che sono i teatri medio-grandi. Quindi, riterrei più opportuno, come prevede l’emendamento Gramazio e il mio successivo, tra l’altro identico, di sopprimere queste parole “riguardo a quelli di piccole dimensioni”, perché onestamente nell’economia dell’articolo stonano, a mio parere.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Patanè. Ne ha facoltà. 

 

PATANE’ (Pd). Grazie, Presidente.

In realtà noi abbiamo molto riflettuto in Commissione su questa dicitura. In realtà, durante le audizioni, sono stati molti i riferimenti agli esercizi, alle dimensioni dei teatri, a quello che commercialmente si può fare in alcuni teatri di grandi dimensioni e a quello che invece si può fare in quelle di piccole dimensioni, e non soltanto, ma anche ai tanti progetti, alle tante progettualità che durante le audizioni ci sono state riferite anche al passo con i tempi.

Vedete, un teatro di grandi dimensioni, sopra i 500-600 posti, ha anche la possibilità di offrire al mercato artisti di richiamo, non voglio dire che siano migliori o peggiori degli altri, ma artisti di richiamo che fanno grandi volumi. Io penso che, invece, i teatri di piccola dimensione abbiano un’altra funzione, spesso debbano agire sul mercato in modo differente, anche raggiungendo le finalità che dentro questa legge tentiamo di raggiungere, come abbiamo fatto con la legge sul cinema, cioè la ricerca di nuovi linguaggi,  l’esperienza dei nuovi terreni che non sono stati ancora solcati e, quindi, certe volte, i teatri di piccole dimensioni, non avendo la possibilità di sfondare su livelli commerciali importanti, si trovano a fare avanguardia, si trovano a fare ricerca, si trovano a fare anche programmazione difficile.

Ecco perché non è che noi diciamo che la programmazione dei teatri di grandi dimensioni non vada finanziata, ma diamo un’attenzione maggiore in legge a quelli di piccole dimensioni perché fanno un mestiere molto più difficile e molto diverso da quello che sul mercato avviene.

Voglio dire anche, non è questa la motivazione, ma c’è anche questo piccolo ragionamento a latere, che per esempio c’è un bel progetto che sta andando avanti da un po’ di anni a questa parte, nel silenzio delle istituzioni, che è il teatro in casa, cioè attori professionisti e compagnie professioniste che si ritrovano dentro le case, quindi attivando anche dei tipi di esercizi teatrali laddove luoghi e logistica non ci sono, quindi evitando, anche in questo caso, di proporre territori di serie A e territori di serie B. Questo è il punto fondamentale di questa locuzione, che non vuole discriminare i teatri di grandi dimensioni, perché ci sono, ma pone particolare riguardo a quelli di piccole dimensioni proprio per la loro valenza sociale.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.

 

DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente.

Noi riteniamo di essere sicuramente d’accordo con questo emendamento proposto dal collega Gramazio ed altri e andiamo a spiegare, magari, un attimino il perché.

Se “particolare riguardo” significasse “particolare attenzione”, ovvero andarseli a cercare, andare a vedere gli spettacoli, da parte della Regione Lazio potremmo anche essere d’accordo, perché una particolare attenzione è data, magari, a quelle produzioni, a quei teatri piccoli di cui normalmente non si parla. Però, dato che, come giustamente mi faceva notare il collega Perilli, un “riguardo” è qui inteso in senso di sostegno finanziario, allora la questione è un po’ diversa. Noi riteniamo che ci sia comunque un’attitudine discriminatoria verso i teatri qui. Perché? Perché preferiamo che, comunque, la discriminante sia la qualità, la qualità degli spettacoli, la qualità di tutto quello che poi segue nel periodo delle esperienze creative di giovani artisti, che chiaramente mi sembra non interessino molto ai colleghi del centrosinistra, comunque interessano noi, spettacoli interdisciplinari, eccetera. Quindi, preferiamo che la discriminante, davvero, sia la qualità e riteniamo che gli spettacoli che hanno una certa valenza, una certa qualità e anche delle particolarità poi siano cercati, comunque, dai loro fruitori. Chiaramente lo spettacolo di qualità non è uno spettacolo che si possa definire “di massa”, però i fruitori, le persone che desiderano guardare quello spettacolo lo vanno a cercare dov’è.

Inoltre, c’è anche un altro tema, la difficoltà di gestione, come mi sembra sottolineasse la collega Tarzia, è certo più presente nei grandi teatri che non nei piccoli. E, allora, perché dobbiamo andare a fare questa discriminazione? Non è assolutamente detto, tra l’altro, che lo spettacolo di qualità, l’allestimento di qualità che varrebbe la pena, poi, sostenere e sovvenzionare necessariamente debba essere accompagnato anche da una povertà di allestimenti scenici, eccetera. Ci sono delle bellissime rappresentazioni che avvengono con scarsissimi mezzi e avvengono, giustamente, anche nei teatri piccoli.

Per cui, riteniamo che, comunque, l’inserimento di “piccole dimensioni” qui, parlando di sovvenzioni, sia un tantino discriminante e non ci piace molto, per cui voteremo favorevolmente a questo emendamento.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Sbardella. Ne ha facoltà.

Poi, il consigliere Carrara.

 

SBARDELLA (Misto). Grazie, Presidente. Io ho ascoltato anche l’intervento del Presidente Patanè, però ritengo che questo sia un caso in cui stiamo parlando quasi di due mondi diversi.

E’ ovvio che l’idea è di tenere in vita i piccoli spazi, le espressioni in germe che potrebbero aver bisogno di spazi fisici in cui proporsi, in cui germogliare, in cui progredire, però la verità è che è tutt’altra cosa dalla necessità di spazi grandi che rappresentano, magari, una fetta anche dell’aspetto economico della vita culturale della nostra città e della nostra regione.

E’ ovvio che spazi grandi generano flussi anche...

 

PRESIDENTE. Scusi, consigliere Sbardella.

Colleghi, io apprezzo il dibattito, se lo facciamo dal microfono forse è meglio.

 

SBARDELLA (Misto). Cioè, la verità è che probabilmente una città come Roma, lasciando perdere perché forse nelle altre province è anche peggio, è sostanzialmente povera o poverissima di spazi per lo spettacolo dal vivo di grandi dimensioni dove attrarre grandi artisti e generare flussi turistici commerciali importanti. 

Il Lazio, Roma, è comunque una piazza di serie B. Se leviamo una serie di accrocchi a cui dedichiamo i grandi eventi, io ritengo che probabilmente la cosa su cui la Regione Lazio dovrebbe investire, da questo punto di vista, sono veramente i grandi spazi. Detto ciò, stiamo parlando di due mondi diversi. Quando facciamo le leggi per i piccoli comuni, i comune montani, piuttosto che, stiamo parlando di due mondi diversi. Queste piccole cose hanno bisogno di essere tenute in vita e che gli si dia un ambiente in cui poter crescere anche protette, perché sono espressione in germe, però poi noi abbiamo pure il problema del mondo economico che gira intorno all’attività culturale, che per una città come questa e una regione come questa, probabilmente, è un bel pezzo del PIL.

Ridurci a dire che stiamo attenti solo a quelli di piccole dimensioni è un taglio che a volte sembra quasi cascare nell’ideologico e non tiene conto, invece, del valore economico anche del fare cultura.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Carrara. Ne ha facoltà.

 

CARRARA (LpL). Vorrei chiarire alcuni punti. Innanzitutto qui non si tratta di qualcosa di esclusivo. Se dice “con particolare riguardo”, vuol dire che non è solamente riguardo ai teatri di piccole dimensioni, per cui si va ad avere attenzione per i grandi e per i piccoli.

Ho sentito poi dire delle cose, rispetto alle spese di gestione, su cui non sono particolarmente d’accordo.

Un teatro ha come fonte d’entrata, normalmente, le sponsorizzazioni private, quelle pubbliche, se ce le ha, e la biglietteria, ovvero, l’incasso che riesce a fare, a fronte di spese che sono le spese di produzione e di gestione, corrente elettrica e quant’altro. Se è vero quello che si è detto, cioè che i teatri grandi hanno più spese di gestione, corrente elettrica, maschere e quant’altro, rispetto a quelli piccoli, non è necessariamente vero per le produzioni. Ci sono produzioni molto importanti e blasonate che hanno una scenografia minima, proprio perché hanno un protagonista molto blasonato, che vanno su teatri grandi, riempiono anche con 1.000-1.500 persone, e i costi…

 

PRESIDENTE. Scusi, Carrara.

Colleghi, se vogliamo, possiamo anche interrompere la seduta e ci riposiamo un po’!

Per cortesia, non si riesce a capire chi parla!

 

CARRARA (LpL). Dicevo che i costi di gestione per questi teatri grandi, spesso possono rientrare attraverso la biglietteria, proprio perché un teatro di 1.000-1.200 posti è evidente che riesce ad avere degli introiti di un certo tipo. Per i teatri piccoli non è così. Proporzionalmente le produzioni, seppur costino di meno, un teatro di 150 posti è difficile che riescano a coprire i costi di produzione esclusivamente con la biglietteria.

Secondo punto: c’è una questione geografica. Se noi vogliamo mantenere e sostenere il macrocosmo che c’è anche nelle periferie dove i teatri sono necessariamente più piccoli, sostenendo i teatri piccoli andiamo indirettamente a sostenere anche i teatri grandi, perché la gente che va al teatro  nel teatro piccolo di periferia, sicuramente andrà a vedere lo spettacolo magari più blasonato in quello più grande.

Mi sembra, non essendo esclusiva, appunto, la dicitura della proposta che abbiamo posto nell’articolo, una soluzione di buonsenso, che va ad aiutare certamente i grandi, ma va a sostenere quella maglia che è il tessuto vivente di chi poi vive mantenendo in piedi un teatro e non guadagnandoci chissà che, ma avendo oggettivi problemi strutturali di introito dovuti alle biglietterie, perché un teatro di 150 posti, quegli introiti può fare e non altri, uno di 1.800 ne può fare di altro tipo. Grazie.

 

(Interruzione del consigliere Di Paolantonio)

 

PRESIDENTE. E’ intervenuto già Cangemi, Di Paolo.

Pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio non approva)

 

Decade l’emendamento successivo a firma Tarzia a pagina 110.

Andiamo all’emendamento a pagina 111, a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone.

Ha chiesto di parlare il consigliere Gramazio. Ne ha facoltà.

 

GRAMAZIO (PdL-FI). Ci troviamo di fronte ad una scelta che rispetto alla votazione dell’ultimo emendamento non condividiamo nella maniera più assoluta. Ritengo che le motivazioni che la collega Denicolò ha espresso rispetto anche alla ricerca della qualità che la Regione deve tendenzialmente premiare, anzi dovrebbe premiare, sia la stella polare del comportamento che dovrebbe avere l’Istituzione Regione e non le dimensioni di un teatro. Però, a questo punto immaginiamo anche che rispetto a quello che è stato e quello che voleva essere e che vuole tuttora essere un contributo rispetto a quello che possiamo dare a questa legge in molti altri emendamenti che abbiamo già formulato e consegnato al Presidente della Commissione, al Capogruppo del Pd Vincenzi, abbiano…, non abbiamo capito che destino avranno, speriamo che possano essere accolti differentemente da quello che è successo adesso, come ci stupiamo in maniera abbastanza netta che il collega Baldi, che era sicuramente uno dei principali sostenitori di questo testo di legge, ne conoscevamo e ne conosciamo la forza con la quale l’ha sostenuto all’interno della Commissione e all’interno della Capigruppo e pensavamo fosse anche lui d’accordo con questo emendamento e invece ha scelto una piccola retromarcia rispetto a temi che lui stesso ha riportato con grande caparbietà all’interno di quest’Aula. Ci sta nella politica, ci sono mille questioni che poi fanno cambiare idea alle persone. Ci dispiace che un totem come il consigliere Baldi abbia pensato di dover cambiare e abbandonare in maniera particolare le proprie posizioni rispetto a quello che noi tutti nelle chiacchierate informali rispetto a quello che immaginavamo dovesse essere la legge o quale percorso immaginavamo per questa legge, in realtà quali modifiche immaginavamo per una legge che consideriamo un valore per questa Regione di per sé e alla quale portiamo le nostre idee di modifica, non pensavamo che il nostro vessillo di battaglia politica, Michele Baldi, abbandonasse in questa maniera un po’ goffa le motivazioni che invece l’hanno spinto e hanno spinto lui stesso ad essere uno dei principali motori dell’inserimento di questa legge all’interno del Consiglio regionale.

Resta naturalmente rispetto all’emendamento scorso l’amarezza che non si sia compreso il senso che devo dire meglio ancora di me, come proponente, hanno illustrato la collega Tarzia e la collega Denicolò. Naturalmente abbiamo di fronte gli emendamenti, i prossimi emendamenti per capire anche, e in questo caso sarà utile, tramite l’assessore Ravera e tramite il Presidente Patanè o il Presidente Vincenzi, avere anche una indicazione sui prossimi emendamenti che presentiamo e su quelli che consideriamo vitali per questa legge, anche per moderare il nostro atteggiamento in Aula.

Ci immaginavamo appunto di poter far conto su chi fino a quel momento aveva dato un proprio parere positivo agli emendamenti da noi proposti. Ce ne rendiamo conto. Continuiamo a questo punto nell’illustrazione dei nostri emendamenti, questo compenso.

PRESIDENTE. Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Stiamo parlando dell’emendamento a pagina 111.

 

PRESIDENTE. Sì.

 

RAVERA, Assessore. Sono favorevole.

 

PRESIDENTE. Con il parere favorevole dell’assessore, pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio approva)

 

L’emendamento a pagina 112, a firma del consigliere Storace è precluso.

Emendamento a pagina 113, a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone, sui giovani artisti. Giovani artisti. Conflitto di interesse…

 

(Interruzione del consigliere Di Paolantonio: “Non c’è gloria per gli artisti.”)

 

Ha chiesto di parlare il consigliere Gramazio. Ne ha facoltà.

 

GRAMAZIO (PdL-FI). Grazie, Presidente. “Non c’è gloria per gli artisti”, dice il collega Di Paolantonio.  In realtà dovremmo ragionare su quello che è un cambio di dizione all’interno della legge da noi fatto appunto in programmazione del sostegno dell’emendamento precedente, quello su cui Baldi si è ritirato in maniera meschina…

 

(Interruzione del consigliere Baldi)

 

…ritirato nella battaglia, ma astenuto in maniera un po’ “cerchiobottista”. Non è un problema. Ricordavamo un altro Baldi, ma ognuno ha quel che si merita. E’ naturale che, invece, su questo specifico emendamento sostituire le parole “giovani artisti” con “giovani artisti ovvero giovani operatori di settore” potrebbe essere difficilmente comprensibile, anche per chi andrà a leggere questo testo di legge, perché non tutti i giovani operatori del settore sono giovani artisti. Per cui immaginiamo che la difficoltà su cui questo emendamento potrebbe inficiare il testo di legge rispetto anche all’interpretazione che si può fare di questo, ci consente, ci permette, o magari ci obbliga anche, di fare una riflessione più accurata sull’emendamento da noi proposto, proprio perché vorremmo evitare che una legge che inizialmente e anche tuttora consideriamo un valore per questa Regione, e consideriamo utile anche la battaglia d’opposizione che stiamo facendo, possa essere inficiata da quello che risulta, o potrebbe risultare, un emendamento esclusivamente ostruzionistico. Visto che di battaglia ostruzionistica su questa legge non si è trattato, e nessuno avrebbe intenzione di farla, Baldi ci costringerà a farla, ma cercheremo di evitare, come dicono a Roma: “Chi ha più sale in zucca lo usi”, Michele, tu che sei un romano verace dovresti apprezzare la citazione, resta la questione che questo emendamento, benché proposto dal sottoscritto, con un ragionamento più approfondito, potrebbe portare dubbi interpretativi rispetto al comma 1 dell’articolo 5 al quale si riferisce. Per questo, Presidente, immaginavo di ritirare l’emendamento.

 

PRESIDENTE. Quando si immagina, o lo si ritira…

 

GRAMAZIO (PdL-FI). Signor Presidente, chiarisco. L’immaginazione, e la ringrazio sempre…

 

PRESIDENTE. Quello dell’immaginare è stato un tema…

 

GRAMAZIO (PdL-FI). Ha ragione.

 

PRESIDENTE. Non è carino quando presiedo io, ecco.

 

GRAMAZIO (PdL-FI). Esatto. Poiché ci sono troppe persone che si sono immaginate e troppe persone che sono rimaste deluse, noi non vogliamo deludere con l’immaginazione di Zingaretti e, quindi, ritiriamo il nostro emendamento.

 

(Interruzione della consigliera Denicolò)

 

PRESIDENTE. Denicolò, per quale motivo? L’emendamento è ritirato.

 

DENICOLO’ (M5s). E quindi non lo passo fare mio?

 

PRESIDENTE. Certo che lo può fare suo.

 

DENICOLO’ (M5s). Lo faccio mio.

 

PRESIDENTE. Va bene.

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Io ero favorevole all’emendamento…

 

PRESIDENTE. Quindi rimane favorevole!

 

RAVERA, Assessore. No, io ero favorevole all’emendamento che il consigliere Gramazio ha ritirato.

 

PRESIDENTE. Esatto. L’emendamento Gramazio è stato ritirato. Siccome resta con Denicolò, il suo problema è la firma?

 

RAVERA, Assessore. Sono favorevole.

 

PRESIDENTE. Ah, ecco!

Allora, pongo in votazione l’emendamento, con il parere favorevole dell’assessore.

 

(Il Consiglio approva)

 

Ha chiesto di parlare il consigliere Gramazio. Ne ha facoltà.

 

GRAMAZIO (PdL-FI). Signor Presidente, devo ammettere che la scena è surreale. Mi piacerebbe che capitasse più spesso, nel senso che di solito è il numero e il rischio di mettere emendamenti che portano la maggioranza ad accettare, il fatto che la proposta di ritiro porti ad accettare la maggioranza mi permetterebbe quasi di pensare che siamo disposti a ritirare...

            No, accolgo naturalmente…

 

(Interruzione della consigliera Giancola)

 

Collega Giancola, se mi interrompe… Ho già difficoltà a ragionare con lucidità dopo il triste epilogo della vicenda Baldi, ma vorrei invece cercare di fare un ragionamento compiuto e sfrutto i trenta secondi che mi ha dato il Presidente per dire al presidente Patanè e al presidente Vincenzi se, all’interno degli emendamenti che abbiamo presentato al testo di legge, ci fanno sapere quali sono quelli che intendono approvare, piuttosto che continuare a discuterli tutti.

 

PRESIDENTE. Con una procedura irrituale, si chiede il parere al relatore, prima di arrivare.

            Quindi, prego, Patanè….

 

(Interruzione del consigliere Gramazio)

 

Ho detto una procedura irrituale, non una politica irrituale!

Ha chiesto di parlare il consigliere Patanè. Ne ha facoltà. 

 

PATANE’ (Pd). Ringrazio ovviamente il consigliere Gramazio della forza delle sue argomentazioni relativamente alle questioni poste sin dall’inizio della discussione della legge e…

 

PRESIDENTE. Non siamo più all’emendamento sui giovani artisti, eh!

 

PATANE’ (Pd). Sì, sì, siamo ad una mozione d’ordine sulla legge complessiva.

Io tengo a ribadire questo, che le questioni che sono state poste dall’opposizione, nella generalità della legge, erano quattro o cinque di cui la più importante era la questione sul finanziamento dell’attività di esercizio che la maggioranza ha votata, dimostrando una volontà di venire incontro alle questioni che l’opposizione ha posto. Così come le altre tre questioni che sono state poste dall’opposizione fino a questo momento, sono state accolte dalla maggioranza e abbiamo votato a favore. Ne rimanevano due che il consigliere Gramazio e che l’opposizione avevano posto, una era questa, relativa ai teatri di piccole dimensioni, che francamente mi sembrava una questione un po’, qualcuno avrebbe detto una volta, “sovrastrutturale”, quindi un po’ un orpello rispetto al contesto complessivo della legge. La questione sull’esercizio era una questione sostanziale, quella sui teatri di piccola dimensione era una questione di livello più basso. Allora quella, ovviamente, penso che possa essere anche derubricata. Ne rimane una, che l’opposizione ha posto, sulla quale siamo d’accordo, che è la questione dell’Osservatorio. Su quella c’è ampia volontà di discutere, anche in Aula e di accedere anche alle richieste dell’opposizione. Quindi, da questo punto di vista, c’è una volontà complessiva di accedere comunemente a dei percorsi condivisi.

 

PRESIDENTE. Colleghi, per fare un attimo il punto e cercare di capire che non si sta facendo teatro in Aula, come il teatro in casa, il collega Gramazio è soddisfatto più delle cose che le ha detto Vincenzi che di quelle che le ha detto Patanè, o no? Perché così capiamo come andiamo avanti con il dibattito. E, comunque, le questioni erano anche altre, collega Patanè, c’era anche la questione delle Province, non c’era solo quella. Comunque, le abbiamo ritirate.

Ha chiesto di parlare il consigliere Gramazio. Ne ha facoltà.

 

GRAMAZIO (PdL-FI). Mi perdoni la scarsa reattività, Presidente: mi ha dato la parola per rispondere al collega Patanè...

 

PRESIDENTE. Lei ha posto una questione sull’ordine lavori…

 

GRAMAZIO (PdL-FI). Sì.

PRESIDENTE. …Patanè le ha risposto mentre Vincenzi le parlava.

 

GRAMAZIO (PdL-FI). Sì.

 

PRESIDENTE. L’Aula può sapere cosa vuole fare?

 

GRAMAZIO (PdL-FI). Sono molto interessato a quello che mi dice il collega Patanè e un pizzichino più interessato a quello che avevo chiesto al collega Vincenzi, nel senso che sono i numeri degli emendamenti che noi consideriamo importanti...

 

PRESIDENTE. Avete trovato un’intesa?

 

GRAMAZIO (PdL-FI). Aspetto una risposta, che sicuramente Patanè, con la forza delle sue argomentazioni, non ci farà mancare.

 

PRESIDENTE. Va bene.

Intanto chiediamo all’assessore il parere sull’emendamento a pagina 114, a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone

 

RAVERA, Assessore. Le parole “da una pluralità” sono sostituite dalle parole “dalla realizzazione”. Sono favorevole.

 

PRESIDENTE. Con il parere favorevole dell’assessore, pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio approva)

 

Emendamento a pagina 115, a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone.

Lo illustra?

Ha chiesto di parlare il consigliere Gramazio. Ne ha facoltà.

 

GRAMAZIO (PdL-FI). L’emendamento a pagina 115, Presidente?

 

PRESIDENTE. Sì.

GRAMAZIO (PdL-FI). E’ ritirato.

 

PRESIDENTE. Emendamento a pagina 116 a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone.

Lo illustra?

Ha chiesto di parlare il consigliere Gramazio. Ne ha facoltà.

 

GRAMAZIO (PdL-FI). Grazie, Presidente.

 

(Interruzione di vari consiglieri)

 

No, no, non vivo di emulazioni. Ci mancherebbe altro.

 

PRESIDENTE. L’emendamento a pagina 116 lo sta illustrando?

 

GRAMAZIO (PdL-FI). L’emendamento a pagina 116 è quello che sostituisce la parola “contaminazione” con la parola “all’incontro”. Visto che, anche in questo caso, l’”incontro” mi pare fuorviante rispetto al tema e probabilmente rischia una interpretazione sbagliata rispetto al testo del comma 1 dell’articolo 5 che, invece, mi sembra abbastanza chiaro e sostenibile, Presidente, ritiro questo emendamento.

 

PRESIDENTE. L’emendamento a pagina 116 è ritirato.

Emendamento a pagina 117, a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone.

Ha chiesto di parlare il consigliere Gramazio. Ne ha facoltà.

 

GRAMAZIO (PdL-FI). Qui, in realtà, si tratta di sostituire “linguaggi espressivi” con “linguaggi creativi”. Non credo, invece, che questo crei un grande problema al testo di legge e probabilmente riesca a dare un’accezione più comprensibile...

 

(Interruzione del consigliere Cangemi)

 

…non tanto sul “creativa”, che andrebbe a ripetere, alla fine, lo stesso strumento che abbiamo posto all’interno dell’emendamento, collega Cangemi, quanto realmente il cambio tra “linguaggi espressivi” e “linguaggi creativi”, collega Di Paolantonio, possa generare, rispetto appunto alla creatività del teatro e di quello che stiamo facendo, una possibilità in più che questa legge offre.

 

PRESIDENTE. Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Favorevole.

 

PRESIDENTE. Se non ci sono interventi, pongo in votazione l’emendamento a pagina 117 con il parere favorevole dell’assessore.

 

(Il Consiglio approva)

 

Emendamento a pagina 118 a firma dei consiglieri Carrara, Patanè, Petrassi, Giancola, Bianchi, Bonafoni, De Paolis, Baldi.

Ha chiesto di parlare il consigliere Carrara. Ne ha facoltà.

Merita una illustrazione.

 

CARRARA (LpL). Eccoci qua. E’ molto semplice, migliora l’italiano, nonché specifica meglio i luoghi…

 

PRESIDENTE. Guardi, che alla Ravera lei possa dire che migliora l’italiano, è imperdonabile!

 

CARRARA (LpL). E’ evidente che l’errore non l’ha compiuto lei, anzi, noi, in Commissione. “All’articolo 5, comma 2, dopo le parole “produzione, promozione ed ospitalità” sono aggiunte le seguenti “luoghi in cui vengono posti in essere””. Rileggendo il periodo poi è un po’ più chiaro, forse non bellissimo ma…

 

PRESIDENTE. Sei meno meno.

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Favorevole, grata a nome della lingua italiana.

 

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento semantico.

 

(Il Consiglio approva)

 

Emendamento a pagina 119, a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone.

Gramazio è disturbato da Vincenzi, quindi non lo illustra, vero?

 

(Interruzione del consigliere Gramazio)

 

Lo ritira?

 

(Interruzione del consigliere Gramazio)

 

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Contrario.

 

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio non approva)

 

Emendamento a pagina 120, a firma del consigliere Storace, è sempre la solita storia tolta.

Emendamento a pagina 121, a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone.

Gramazio non lo illustra.

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Favorevole.

 

PRESIDENTE. Gramazio, ha avuto parere favorevole dell’assessore.

Pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio approva)

 

Emendamento Gramazio a pagina 122, a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone.

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Ci sto pensando, ci sto pensando perché…

 

PRESIDENTE. Va bene, ha tutto il tempo!

 

RAVERA, Assessore. No, no, perché per me le questioni sono di sostanza, non di forma, quindi cerco di capire.

No, forse penso che sia meglio mantenere “comuni” rispetto a “territorio regionale”, che è troppo vago.

 

PRESIDENTE. Col parere contrario dell’assessore, pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio non approva)

 

Emendamento a pagina 123, a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone.

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. La soppressione della parola “limitrofi”?

 

PRESIDENTE. Sì.

 

RAVERA, Assessore. Favorevole.

 

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio approva)

 

Statisticamente sono più approvati gli emendamenti di Gramazio che non illustra, di quelli che illustra.

Emendamento a pagina 124, a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone.

Lo illustra?

 

(Interruzione del consigliere Gramazio: “No, mi auguro che venga accettato!”)

 

Esatto, perché di solito è così.

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Sì, infatti sì, il parere è favorevole.

 

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento a pagina 124, col parere favorevole dell’assessore.

 

(Il Consiglio approva)

 

Emendamento a pagina 125, a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone.

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Favorevole.

 

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento col parere favorevole. Chi è favorevole è pregato di alzare la mano. Colleghi, dovete alzare la mano, però. Chi è contrario? Chi si astiene?

 

(Il Consiglio approva)

 

Emendamento a pagina 126, a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone. Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Favorevole.

 

PRESIDENTE. Col parere favorevole dell’assessore, pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio approva)

 

Emendamento a pagina 127, a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone.

Ha chiesto di parlare sull’ordine dei lavori la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.

 

DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Evidentemente c’è qualcosa che mi sfugge, mi piacerebbe sapere chi ha scritto questa proposta di legge e, soprattutto, in Commissione che tipo di lavoro si sia fatto. Non è ironia.

 

PRESIDENTE. E’ difficile derubricarlo come ordine dei lavori questo intervento perché una volta che la Giunta apre agli emendamenti dei consiglieri dovreste essere contenti e non scontenti.

Emendamento a pagina 127, a firma Gramazio.

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Mi sembra ininfluente. No. 

 

(Interruzione del consigliere Gramazio: “Quale?”)

 

PRESIDENTE. Non l’ha illustrato, ha perso la possibilità di…

Se non ci sono interventi, pongo in votazione l’emendamento, con il parere contrario dell’assessore.

 

(Il Consiglio non approva)

 

Emendamento a pagina 128, a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone.

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Contrario.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Gramazio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

 

GRAMAZIO (PdL-FI). Grazie, Presidente. Un po’ per cabala un po’ per disponibilità dell’assessore ho taciuto e forse ho fatto meglio sugli emendamenti precedenti. Invece su questo recito il comma per essere compreso e per comprendere io stesso: “I progetti di cui al comma 2 sono aperti al territorio e realizzano produzioni, residenze artistiche, attività promozionali, ospitalità, eventi, scambi culturali, rassegne, laboratori, workshop e tutte le altre progettualità legate allo spettacolo dal vivo e alle nuove forme di arte contemporanea finalizzate in particolare al superamento del disagio giovanile e dell’impoverimento culturale”. Ora, non solo forme d’arte contemporanea possono essere finalizzate al superamento del disagio giovanile e dell’impoverimento culturale, quindi inserire magari “arte contemporanea”, assessore, rischia di limitare. Noi nel nostro emendamento suggeriamo di utilizzare “forme d’arte” piuttosto che “forme di arte contemporanea”, perché qualsiasi forma d’arte poi si possa prestare al superamento del disagio giovanile, all’impoverimento culturale deve essere sicuramente uno degli obiettivi o delle finalità che questa legge ha.

La cosa che ci pare strana o comunque restrittiva, settoriale, all’interno di questo comma è proprio il fatto che solo le forme d’arte contemporanea possano essere adatte al superamento del disagio giovanile e dell’impoverimento culturale.

Contestiamo questo tipo di affermazione e consideriamo che qualsiasi tipo di forma d’arte può essere utile a finalizzare il superamento del disagio giovanile e dell’impoverimento culturale. Per questo, magari, nonostante il parere negativo dell’assessore, mi faceva piacere, non l’ho illustrato prima per cabala, ma io credo che abbia un senso questo emendamento e che magari si può ragionare anche di lasciare la possibilità all’Aula di votarlo secondo coscienza o magari comprendere qual era la finalità dell’emendamento stesso e avere un parere favorevole dall’assessore.

 

PRESIDENTE. Il parere dell’assessore l’abbiamo già sentito. Ci sono altri interventi? No. L’assessore ha ripensato al parere? Non credo.

 

RAVERA, Assessore. No, il parere è confermato. Volevo provare a spiegarlo meglio, perché si tratta di un elenco di forme d’arte e una in particolare, l’arte contemporanea, non esclude che siano anche tutte le altre. E’ un elenco e questa è “una delle”. Mi premeva mantenere la dicitura “arte contemporanea” perché si tratta di una forma particolare e in genere anche piuttosto negletta.

 

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento su cui l’assessore ha espresso, ribadito e confermato il parere contrario. Chi è favorevole? Gramazio è favorevole. Chi è contrario? Chi si astiene?

 

(Il Consiglio non approva)

 

Emendamento a pagina 129, a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone.

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Mi sembra uguale al precedente.  

 

PRESIDENTE. Esatto. Quindi, parere contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio non approva)

 

Emendamento a pagina 130, a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone.

 

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Non lo illustra? 

 

PRESIDENTE. Lo chiedo io, non si preoccupi lei!

 

RAVERA, Assessore. Mi sembra di nuovo no, perché si tende a levare il termine “arte contemporanea” che credo che sia più preciso di “forme di espressione culturale”.

 

PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

 

(Il Consiglio non approva)

 

L’emendamento a pagina 131 a firma dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone è ritirato.

Siamo all’articolo nel suo complesso.

Non ci sono dichiarazioni di voto lo pongo in votazione.

 

(Il Consiglio approva)

 

Articolo 6.

 

Art. 6

(Impresa culturale e creativa)

 

1. La Regione riconosce il valore economico, sociale e civile di “impresa culturale e creativa” a tutti i soggetti profit e no profit che operano nel settore dello spettacolo dal vivo, attraverso le diverse forme giuridiche.

2. La Regione,  al fine di sostenere quanto previsto al comma 1, promuove:

a) le misure per favorire la partecipazione  degli operatori  delle imprese operanti nel settore dello spettacolo dal vivo ai programmi europei, l’internazionalizzazione del prodotto cultura italiano e la promozione della produzione sul territorio regionale;

b) l’accesso al credito degli operatori e delle imprese dello spettacolo dal vivo, con particolare riferimento alle micro, piccole e medie imprese;

c) lo sviluppo socio-economico del territorio attraverso il potenziamento delle imprese già esistenti, la nascita di nuove imprese di spettacolo dal vivo, il sostegno allo sviluppo dell’imprenditoria giovanile e femminile nel settore dello spettacolo anche attraverso la promozione di partnership tra soggetti pubblici e privati;

d) il sostengo all’innovazione tecnologica, all’ammodernamento, all’adeguamento delle norme di sicurezza e prevenzione delle strutture di pubblico spettacolo.

3. La Regione al fine di promuovere l’impresa culturale e creativa sostiene in particolare i seguenti progetti:

a) di perfezionamento, di aggiornamento, di riqualificazione professionale degli operatori dello spettacolo dal vivo;

b) di rete e di integrazione con il sistema dell’istruzione e di inserimento nel mondo del lavoro;

d) di attività, di ricerca, di studio e divulgazione nell’ambito dello spettacolo dal vivo nonché di valorizzazione della cultura dello spettacolo;

d) di promozione, anche al di fuori del territorio regionale, delle attività realizzate dalle imprese culturali e creative.

 

L’emendamento della Giunta D06/1 è ritirato.

L’assessore illustra l’articolo oppure andiamo avanti?

Va bene, andiamo avanti.

L’emendamento a pagina 134 a firma del consigliere Storace è ritirato.

Emendamento a pagina 135 del consigliere Perilli.

Ha chiesto di parlare il consigliere Denicolò per l’illustrazione. Ne ha facoltà.

 

DENICOLO’ (M5s). Grazie Presidente.

Ci sembrava opportuno qui ricordare che lo sviluppo socio-economico del territorio poteva essere raggiunto anche attraverso alcuni particolari accorgimenti e potenziamenti che riguardano il tema dello spettacolo dal vivo, quindi il potenziamento delle imprese esistenti, lo start up delle nuove imprese, il sostegno allo sviluppo imprenditoriale, sia giovanile che femminile, con tutti i gap che esistono in entrambi i casi, e anche attraverso la promozione di partnership tra soggetti pubblici e privati.

Ci piacerebbe conoscere il parere dell’assessore ovviamente.

 

PRESIDENTE. Assessore, la collega Denicolò ha espresso un desiderio.

 

RAVERA, Assessore. Me lo può ripetere, per favore?

 

PRESIDENTE. Prego, collega Denicolò.

 

DENICOLO’ (M5s). Sì, non credo di riuscire ad esprimerlo con le stesse parole, però più o meno diciamo che si mira a raggiungere uno sviluppo socio-economico dei territori, attraverso il potenziamento delle imprese, per quanto riguarda tutti i divari esistenti con riferimento, ad esempio, all’imprenditoria giovanile e femminile, al potenziamento sia delle imprese già esistenti che di quelle nuove attraverso lo start up delle nuove imprese e anche attraverso lo sviluppo e l’incoraggiamento alle partnership tra soggetti pubblici e privati, sempre facendo la debita attenzione.

 

PRESIDENTE. Colleghi, immagino che ci siano altri interventi. Se posso chiedervi una cortesia fisiologica, ci rivediamo fra dieci minuti, perché anche i Presidenti di turno hanno dei diritti. Ci vediamo quindi alle 16,45.

 

(La seduta è sospesa alle ore 16,33 e riprende alle ore 16,46)

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE STORACE

 

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

Eravamo fermi all’emendamento a pagina 135, che ha illustrato la collega Denicolò.

 

(Interruzione della consigliera Denicolò)

 

Lo ha già illustrato! E il dito per che cos’è?

 

(Interruzione della consigliera Denicolò: “E’ ritirato.”)

 

Ah, è ritirato. Va bene.

Emendamento a pagina 136, a firma Perilli. Vale “ritirato” sempre?

 

(Interruzione della consigliera Denicolò)

 

Ah, no, no, perché quando fa così avevo capito che veniva ritirato, siccome ha copiato il gesto di prima…

Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.

 

DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Credo che lei cerchi di capire, ma da laggiù non è facile.

Di questo emendamento sicuramente non è opportuno il posizionamento. Poteva essere posto forse dopo la lettera a). Quindi, lo ritiriamo.

PRESIDENTE. Allora avevo indovinato.

L’emendamento a pagina 137, a firma Perilli è uguale al 136, è doppio.

Pongo in votazione l’articolo 6 nel suo complesso.

 

(Il Consiglio approva)

 

Articolo 7.

 

Art. 7

(Fondazioni e associazioni di rilevanza statale o regionale)

 

            1. In attuazione di quanto disposto dall’articolo 3 comma 4 la Regione, nel rispetto dell’articolo 56 dello Statuto e della normativa statale e regionale vigente in materia, partecipa, in particolare, alle seguenti associazioni e fondazioni:

a) Associazione Teatro di Roma, ai sensi dell’articolo 30 della legge regionale 3 giugno 1992, n. 36;

b) Fondazione Accademia Nazionale di S. Cecilia, ai sensi dell’articolo 24 della legge regionale  18 maggio 1998, n. 15;

c) Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, ai sensi dell’articolo 24 della legge regionale 18 maggio 1998, n. 15;

d) Fondazione Musica per Roma, ai sensi dell’articolo 52 della legge regionale 15 settembre 2005, n. 16.

            2. La Regione riconosce e sostiene le attività dell’Associazione Teatrale dei Comuni del Lazio (ATCL) ai sensi di quanto previsto dall’articolo 68 della legge regionale 2002, n. 8.

            3. La Regione, nelle more dell’adozione della legge regionale di cui all’articolo 56 dello Statuto, in conformità alle norme del codice civile, in qualità di socio fondatore, partecipa alla Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura, di seguito denominata Fondazione, concorrendo alle finalità previste dallo statuto della Fondazione stessa. I diritti della Regione inerenti alla qualità di socio della Fondazione ed alla rappresentanza permanente nel consiglio di amministrazione sono esercitati dal Presidente della Regione ovvero dall’Assessore regionale competente in materia di cultura, da lui delegato. La Fondazione è tenuta a trasmettere, entro quindici giorni dalla loro approvazione, i bilanci preventivi e consuntivi delle proprie attività alle direzioni regionali competenti in materia di cultura e bilancio.

            4. La Regione Lazio, in qualità di socio dei soggetti di cui al presente articolo, promuove l’adeguamento della disciplina di organizzazione dei medesimi soggetti al fine di sottoporre a certificazione il bilancio di esercizio da parte di una società di revisione legale qualora il totale del valore della produzione riferito all’anno precedente sia superiore a tre milioni di euro.

            La Regione provvede, anche mediante la stipula di specifici accordi, a favorire e promuovere la diffusione sull’intero territorio regionale delle attività e delle opportunità culturali offerte dalle associazioni e dalle fondazioni di cui al presente articolo, in particolare incentivando la produzione e la circuitazione degli spettacoli, nonché l’attività di educazione senza ulteriori oneri a carico della Regione.

 

C’è l’illustrazione dell’articolo?

Ha chiesto di parlare l’assessore Ravera. Ne ha facoltà.

 

RAVERA, Assessore. L’articolo mette a sistema e rende omogenee le nostre partecipazioni nei grandi enti, Teatro di Roma, Teatro dell’Opera, Santa Cecilia, Associazione dei Teatri dei Comuni del Lazio, Fondazione Romaeuropa, Fondazione Musica per Roma.

 

PRESIDENTE. Grazie, assessore.

Ha chiesto di parlare il consigliere Perilli. Ne ha facoltà.

 

PERILLI (M5s). C’è l’emendamento...

 

PRESIDENTE. Siamo in discussione dell’articolo. Sì o no?

 

PERILLI (M5s). Sì. Siccome ci sarà, a proposito di questo articolo, anche un emendamento nostro abrogativo, anticipo quello che riassumeremo, poi, nella presentazione e nell’illustrazione dell’emendamento, cioè che noi siamo per eliminare questo articolo dal corpo generale della legge, perché molto in coerenza con quello che è stato detto precedentemente da noi rispetto al ruolo che le Fondazioni e le Associazioni regionali debbono avere in questa legge., perché riteniamo che la partecipazione della Regione in queste fondazioni sia già regolata, quindi non è il caso neanche che se ne dia atto visto che operano come soci ed è previsto anche il versamento di una quota e che, quindi, sia assolutamente superfluo che vengano menzionate in questa legge. Siamo, invece, preoccupati dal fatto che queste stesse fondazioni ricevano denaro da questo fondo che viene istituito con la presente legge, in quanto, secondo noi, sono sufficienti non solo le erogazioni che sono state finora compiute tramite assegnazione di risorse al bilancio ordinario, ma in realtà anche dal versamento delle quote associative.

Quindi, questo articolo riposiziona il ruolo delle associazioni e delle fondazioni in base a una normativa che esiste, quindi è solo ribadita, ma non cambia nulla. Quello che per noi cambia è che queste associazioni vengano sostenute e promosse, quindi siano destinatarie di assegnazione di risorse sulla base del fondo che, invece, secondo noi dovrebbe essere destinato ad altri soggetti.

Quindi è una posizione che ritornerà, l’abbiamo annunciata già nella giornata precedente, di questo Consiglio, di discussione e la perseguiremo.

Darei per illustrato, Presidente, anche l’emendamento abrogativo.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Sbardella. Ne ha facoltà.

 

SBARDELLA (Misto). Grazie, Presidente.

Io ritengo che questo articolo in effetti sia sostanzialmente ultroneo rispetto al corpo della legge. Noi abbiamo già una serie di leggi e di atti che ci fanno presenti in un certo numero di fondazioni nella nostra regione, da alcune vogliamo uscire, soprattutto in ossequio anche ai criteri di spending review, perché non si capisce se nel momento in cui dimezziamo le società partecipate dalla Regione dovremmo in qualche modo aumentarle quando si tratta di fondazioni culturali.

Noi sappiamo che il destino di alcune di queste fondazioni è legato sia per le piccole, dalle quali stiamo sostanzialmente uscendo, ed è nota la volontà di questa maggioranza, ed da altre per le stesse sostanziali condizioni, ma per un’ovvia maggiore rilevanza nel panorama culturale nazionale e internazionale, non possiamo uscire, ma sostanzialmente, i fatti accaduti al Teatro dell’Opera di Roma sono esattamente gli stessi che sono accaduti ad una fondazione a cui noi partecipiamo, in cui noi mettiamo un nostro rappresentante che ha approvato i bilanci fino all’annualità precedente.

Allora, immaginare che in questo elenco, all’interno delle fondazioni in cui noi siamo tuttora presenti, perché non c’è nessun atto di legge, da cui siamo usciti, non siano presenti, per quanto se ne sappia la volontà di uscire, ma se ne propongano altre. Di questa fondazione non faccio il nome, ma fa parte di un emendamento di cui chiedo l’introduzione, perché finché siamo partecipi, ritengo che dovrebbe stare nell’elenco delle fondazioni citate e ci siamo presenti, dovremmo riapprovare il bilancio di quest’anno e non potremmo uscirne se non alla fine del prossimo, nella migliore delle ipotesi e non è citata, e inseriamo per legge, caso unico nella storia di questa Regione, nell’attività culturale, perché è vero che facciamo una legge di riordino, ma la utilizziamo per entrare in una nuova fondazione.

Signori, dovremmo anche raccontare perché alcune di queste fondazioni hanno la necessità che un ente pubblico entri in maniera stabile all’interno di queste fondazioni, perché la nuova normativa del Ministero delle attività culturali prevede che soltanto a determinate condizioni si possa continuare a usufruire dello stanziamento nazionale. Se noi non facciamo questa cosa, oggi, che è sostanzialmente una forzatura, cioè noi stiamo riordinando, in una legge ben fatta, tutto il mondo dello spettacolo dal vivo, e la utilizziamo come cavallo di Troia per entrare in una nuova fondazione, la quale, se non entriamo, quella stessa fondazione non avrebbe la possibilità di usufruire degli stanziamenti statali. Cos’è questo, più che un “favorone” ad uno piuttosto che ad un altro? Ci sono figli e ci sono figliastri.

Ovviamente noi vorremmo tentare di non scendere nei motivi che fanno della Fondazione Romaeuropa i vostri figli prediletti. Vorremmo non entrarci, perché poi con tutto l’articolo, ma soprattutto con un comma di questo articolo, state distruggendo un lavoro di una qualità che io ritengo ottima, con la partecipazione di tutti, in cui anche l’opposizione ha trovato la modalità per dare il suo contributo.

Allora io adesso nella dichiarazione dell’articolo mi fermo qui. Io ritengo che la maggioranza dovrebbe avere la dignità e il pudore di accettare l’emendamento che prevede la soppressione di uno dei commi che prevede l’ingresso ex novo in una nuova fondazione che ha tutte le caratteristiche per essere identificata nella “figlia” piuttosto che nella “figliastra” del Presidente Nicola Zingaretti.

Io ritengo che il presidente Nicola Zingaretti a questa cosa non si sia prestato e forse non l’avete nemmeno informato, perché nella legge di riordino dello spettacolo dal vivo che dovrebbe essere la legge, come diceva il capogruppo Vincenzi, che traguarda i decenni del nostro panorama culturale nella nostra Regione, noi facciamo quella che, in maniera un po’ barbara, forse, in maniera un po’ sciatta, viene definita una marchetta. Io immagino che la maggioranza e forse la stessa Giunta non è il caso che si presti a questa scena. Grazie.

 

PRESIDENTE. Passiamo all’emendamento a pagina 140, del consigliere Perilli, soppressivo. Perilli ha detto che lo dà per illustrato.

Immagino il parere contrario dell’assessore, vero?

 

RAVERA, Assessore. Contrario.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Patanè. Ne ha facoltà.

 

PATANE’ (Pd). Presidente, intervengo qui, sul primo emendamento a questo articolo, così poi non mi ripeterò in altri punti. Ho sentito parole forti da parte del consigliere Sbardella sicuramente a sottolineare un disagio magari su alcuni commi di questo articolo. In realtà queste parole di disagio non andrebbero ascritte a questa maggioranza né al governo attuale di questa Regione perché per esempio nella Fondazione Romaeuropa Festival la Regione Lazio ci sta dal 1990, anzi, ha contribuito a fondarla. Quindi non è che noi in questa legislatura entriamo nella Fondazione Romaeuropa Festival. Noi facciamo invece una cosa diversa, visto che ci stiamo da ben ventiquattro anni insieme a tutti i comuni, insieme a tutte le ambasciate, insieme ai ministeri, insieme alle università, insieme agli enti pubblici di primo livello facendo una fondazione che è di livello internazionale.

Attenzione quando noi parliamo di questa fondazione e ne parliamo con superficialità, perché noi stiamo parlando di un’eccellenza a livello mondiale.

Ci tengo a dire che noi con questa legge e quindi con questo articolo facciamo una cosa semplice e, cioè, evitiamo che i fondi che oggi sono andati alla Fondazione Romaeuropa Festival attraverso il fondo per lo spettacolo, quindi togliendo i fondi alle altre associazioni, ai privati, a quelle stesse organizzazioni alle quali anche molti colleghi dell’opposizione oggi si sono rivolti volendone giustamente tutelare gli interessi legittimi, noi tentiamo di tutelarli quegli interessi legittimi togliendo quei fondi non all’associazionismo, ma mettendoli dentro un altro fondo, quindi liberando risorse per l’associazionismo e l’impresa privata e creativa che giustamente il collega Gramazio prima, il consigliere Sbardella poi, la consigliera Tarzia, il consigliere Righini, il consigliere Cangemi prima dicevano come interessi legittimi da tutelare. Ecco, noi stiamo semplicemente facendo questo. Se qualcuno non era d’accordo ad entrare nella Fondazione Romaeuropa Festival dovrebbe rivedere qual era la legislatura del 1990 e perché l’hanno creata.

 

PRESIDENTE. Se non ci sono interventi, pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio non approva)

 

(Interruzione di vari consiglieri)

 

Sono 13 a 12. Colleghi, c’è anche la collega Petrangolini qui.

 

(Interruzione di vari consiglieri)

 

Possiamo fare la controprova.

Pongo in votazione l’emendamento. Chi è favorevole all’emendamento? 11 favorevoli. Contrari? 13. 

 

(Il Consiglio non approva)

 

(Interruzione di un consigliere: “E’ questione di trasparenza!”)

 

Però, oggettivamente, con un emendamento con due voti di scarto era giusto chiedere la controprova.

Emendamento a pagina 141, a firma Sbardella.

Ha chiesto di parlare il consigliere Sbardella. Ne ha facoltà.

 

SBARDELLA (Misto). Tutte le fondazioni a cui partecipiamo sono fondazioni in cui non c’è bisogno di inserire il nostro ingresso in una legge generalista come questa. Perciò noi non stiamo all’interno della Fondazione Romaeuropa perché tutte le associazioni a cui partecipavamo e che partecipavano ai bandi sono state costrette a trasformarsi in fondazione prevedendo l’ingresso della Regione.  

Ovviamente sarebbe lunghissimo l’elenco delle associazioni che hanno continuato a partecipare ai bandi come ha fatto Romaeuropa e non ad avere un contributo stabile nel tempo, perché non si sottomettevano alle regole e alle rigidità, tra l’altro imposte male, della Regione.

Questo è uno di quei casi: un’associazione che è stata costretta a trasformarsi in fondazione, a sottostare a una serie di regole abbastanza rigide che l’hanno portata, tra l’altro, non solo queste, le altre sono simili a quelle che hanno portato alla confusione del Teatro dell’Opera di Roma, ma alcune delle rigidità nel rapporto con la Regione hanno portato sostanzialmente alla sospensione dell’attività.

Però noi ancora non siamo usciti, non c’è una legge che ci dice che siamo usciti da questa fondazione. Abbiamo un nostro rappresentante che approva i bilanci e, per legge, noi non potremo uscire comunque, se anche ci sbrigassimo, per tutto il prossimo anno. Non inserirla è un atto di, penso, relativa scortesia, però è proprio questo che continua a fare in questa Regione figli e figliastri e, a seconda delle maggioranze, a inventarsi le più fantasiose partecipazioni a questa o a quella fondazione.

 Utilizzo questo emendamento per dire che non è vero uno degli argomenti principe, per cui si dice che si sottrae quell’altro ingresso nella fondazione dei bandi. Il bilancio dalla cultura è quello. Non è che c’è un bilancio per le fondazioni e quello fa salvo quello che poi tocca alla cultura.

Alla cultura tocca quello per il bilancio e la cultura ha obbligatoriamente, in linea di massima obbligatoriamente, bloccato quella parte di stanziamento. Metterci nella fondazione ci obbliga a partecipare in forma stabile. Non è che sottrae qualcosa. Anzi, lo sottrae in maniera stabile, perché mentre la partecipazione a un bando ha comunque l’aleatorietà del “forse quest’anno li prendo e il prossimo no”, la partecipazione alla fondazione ti dice che tu li prendi comunque, ma all’interno dello stanziamento. Se la cultura avrà 7 milioni, sa che per la partecipazione a questa, questa e quell’altra fondazione, dovrà levare quella parte. Il resto rimarrà a disposizione delle altre attività. Perciò è ovvio che a tante più fondazioni partecipiamo, tanti meno soldi alla cultura rimarranno per tutto il resto delle attività. Questo è un fatto solo di principio, ma è la dimostrazione, visto che verrà bocciato, immagino, che in questa Regione ci sono figli e figliastri e si è disposti ad uccidere realtà che hanno operato in questa Regione per 25 anni e a salvarne altre perché probabilmente hanno natali e sponsor migliori.

 

PRESIDENTE. Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Contrario.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Carrara. Ne ha facoltà.

 

CARRARA (LpL). Signor Presidente, solamente per dire che, anche rispetto a questa vicenda, eventuali responsabilità non sono ascrivibili a questa maggioranza, nel senso che…

 

(Interruzione del consigliere Sbardella: “Ma ci siamo nella fondazione?)

 

… noi abbiamo iniziato…

 

(Interruzione del consigliere Sbardella: “Ma ci siamo nella fondazione?)

 

… noi abbiamo iniziato…

 

(Interruzione del consigliere Sbardella: “Ci siamo?)

 

PRESIDENTE. Sbardella, però, insomma, la invito al suo tradizionale moderatismo.

 

CARRARA (LpL). Credo di poter essere libero di esprimere un pensiero, senza essere…

Dicevo, noi abbiamo iniziato, la Giunta ha iniziato un percorso di uscita che ha bisogno di tempi che andremo a rispettare, tanto più che non ci sono norme nelle abrogazioni che riguardano questo specifico tema in questa legge.

Al tempo stesso, credo che la maggioranza abbia tutto il diritto di inserire in questo articolo le fondazioni e i luoghi dove ritiene utile investire, tanto più che la fondazione di cui si parla in questo emendamento è una fondazione che non fa attività da parecchio tempo, sicuramente da prima che questa maggioranza si insediasse, in cui, senza andare ad attribuire colpe alla proprietà, che tra l’altro conosco bene e stimo, perché è un esimio musicologo, tra la proprietà, la compagine orchestrale e i sindacati sono in corso denunce, querele e c’è di mezzo il Tribunale, per cui stiamo attendendo le risposte e i risultati, è un’attività che ha bloccati i fondi non solo della Regione, ma anche del Ministero dei beni culturali ed è una realtà che non produce attività culturale da parecchio tempo.

C’è una questione, peraltro, lavorativa. C’è qui anche l’assessore al lavoro che ha seguito in parte, perché hanno richiesto degli incontri e delle audizioni anche con l’Assessorato, ma è una cosa le cui responsabilità appartengono ad un’altra maggioranza e ad un altro periodo.

Questa maggioranza si sta assumendo il compito di fare un processo d’uscita legittimo, decide di non inserire, di non forzare in questa legge rispetto a questo tema e di far percorrere i tempi regolari che bisogna percorrere per l’uscita da questa fondazione, mi pare che questi atti vadano a connotare un certo stile nel fare le cose che questa maggioranza ha e che non c’entra nulla con marchette, figli e figliastri, che forse appartenevano ad altre epoche che io non conosco.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Gramazio. Ne ha facoltà.

GRAMAZIO (PdL-FI). Presidente, io non conosco la Fondazione Ottavio Ziino, però suggerirei ai membri del Consiglio d’amministrazione della Fondazione Ottavio Ziino di assumere la moglie di un parlamentare del Partito democratico per essere inseriti all’interno di questo articolo. Perché? Perché non è opportuno...

Romaeuropa è nata sicuramente con i migliori auspici con la legislazione del 1990. Che poi - e poi chiudiamo su Romaeuropa - sia diventata, in realtà, un presidio politico di qualcuno è testimoniato dalle persone che sono passate all’interno di quella Fondazione e che tuttora sono all’interno di quella Fondazione. La moglie di un noto parlamentare del Partito democratico è il direttore generale di quella Fondazione. OK? Così ci cominciamo a capire, quando parliamo di “marchette”, collega Carrara. Perché? Perché noi pensiamo un’altra cosa, assessore. Pensiamo che nel momento in cui l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che è famosa nel mondo, che il Teatro dell’Opera di Roma, che la Fondazione Musica per Roma, che anche l’Associazione teatrale dei Comuni del Lazio e anche la Fondazione Romaeuropa, qualora facciano delle cose di qualità, possano essere tranquillamente sostenute dalla Regione. Ci mancherebbe altro. Ma perché aggiungere in queste...

Per un dato di opportunità politica, è utile che nelle associazioni, ripeto, che la Regione partecipi, rispetto all’articolo 56 dello Statuto e della normativa statutaria regionale vigente in materia, in particolare ad Associazioni e Fondazioni? Non è un attacco a Romaeuropa. E’ una richiesta di opportunità politica per ognuno di voi.

Il Presidente di Romaeuropa, se non mi sbaglio, prima di venire a fare l’assessore alla Regione Lazio, era Fabiani. Fa l’assessore nella Giunta Zingaretti; il direttore generale è la moglie di un parlamentare del Partito democratico. Non va bene! Non è che parentopoli c’era solo quando c’era Alemanno. Ok? C’è una questione di opportunità della quale vi dovete far carico. Non potete pensare di rinfacciare le cose alle altre appartenenze politiche e poi fare questo. E’ vergognoso! E’ vergognoso! Continuate a farlo con un falso moralismo, che veramente incomincia ad essere vigliacco, su tutti gli aspetti di questa amministrazione.

Io non sono per attaccare Romaeuropa, vi pongo un quesito di opportunità politica. Io credo che era assolutamente sana la richiesta di abrogazione dell’articolo 7 firmata dal collega Perilli e sarebbe una pratica igienica in questa norma. Sarebbe igienico togliere l’articolo 7 da questa legge perché, benché sia nata e alcune di queste siano nate con i migliori presupposti, si sono in alcuni casi trasformate in altro. Fatele partecipare ai bandi, fategli fare operazioni di qualità, fategli fare eventi, e a quel punto si finanziano. Non scegliete vie particolari per legge! Non fa bene a voi, non fa bene a noi, non si può più fare! Non si deve fare! Abbiate un sussulto di dignità e non fatelo!

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Corrado. Ne ha facoltà.

 

CORRADO (M5s). Grazie, Presidente. Voglio ringraziare il consigliere Gramazio per aver riportato qui parte delle argomentazioni che avevamo sostenuto, ricordo, anche durante l’esame del collegato, quest’estate, in Commissione bilancio. Perché anche durante l’esame del collegato si tentò in tutti i modi di inserire quest’articolo, oggi è mutato, perché allora vedeva soltanto la Fondazione Romaeuropa, si cercò di inserire questo articolo che aveva a che fare, tra l’altro, con le materie che stavamo esaminando.

Voglio correggere il consigliere Gramazio soltanto su un aspetto. L’assessore Fabiani non si è dimesso dalla Fondazione Romaeuropa, appena diventato assessore qui, nella Regione Lazio, ma proprio in seguito al dibattito che si ebbe in Commissione bilancio, perché ricordo benissimo che durante la seduta notturna elencai i nomi di coloro che siedono all’interno del consiglio di amministrazione, tra i quali - perché non ricordarlo? - ci sono anche Letta, Scarpellini, famoso per gli affitti d’oro, e così via. Quindi il motivo per il quale ovviamente noi chiedevamo l’abrogazione…

 

PRESIDENTE. Letta quale?

 

CORRADO (M5s). Figlio, mi pare. Gianni. Gianni Letta.

 

(Interruzione di vari consiglieri)

 

Nipote.

 

PRESIDENTE. Ce ne sono molti di Letta.

 

CORRADO (M5s). Gianni, Gianni Letta.

 

(Interruzione di vari consiglieri)

 

E’ Gianni Letta. Io ho letto questo su…

 

(Interruzione di vari consiglieri)

 

Va bene, zio.  Va bene, zio, nipote,  scusate io non sono così esperta di parentele politiche…

 

PRESIDENTE. Quando non si è esperti, bisogna stare attenti coi nomi.

 

CORRADO (M5s). So soltanto il nome: Gianni Letta, confermo che è questo il nome. Poi, che sia nipote, figlio, non m’interessa.

Dicevamo, avevamo notato, dalla lettura dei nomi di chi partecipava al consiglio d’amministrazione, qualcosa che non ci piaceva e questo è il motivo per cui vogliamo assolutamente l’abolizione di questo articolo, anche perché non si capisce per quale motivo non si possa, anche per le fondazioni, fare dei bandi oggettivi e non selezionare a quali fondazioni la Regione deve partecipare, inserendole anche in un articolo di legge, e magari escludendone delle altre. Quindi, siamo assolutamente contrari a questo articolo.

 

PRESIDENTE. Però la informo che stiamo votando un emendamento, non l’articolo.

Non ci sono altri interventi.

Pongo in votazione l’emendamento Sbardella col voto contrario dell’assessore.

 

(Il Consiglio non approva)

 

E’ ritirato l’emendamento a pagina 142, a firma Storace.

Emendamento a pagina 143….

Ha chiesto di parlare il consigliere Gramazio. Ne ha facoltà.

 

GRAMAZIO (PdL-FI). La richiesta è di poter accantonare l’articolo 7 e votarlo al termine degli altri articoli. Questa è la richiesta che faccio alla Presidenza, all’assessore, al Capogruppo del Pd e ai Capigruppo di maggioranza.

 

PRESIDENTE. E’ evidente che l’Aula ha la possibilità di determinarsi sulla sua richiesta. I capigruppo vogliono intervenire oppure acconsentiamo alla richiesta del collega Gramazio, che mi sembra ragionevole, visto il tono della polemica?

Ha chiesto di parlare il consigliere Vincenzi. Ne ha facoltà.

 

VINCENZI (Pd). Per noi va bene.

 

PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni, accantoniamo l’articolo 7 e passiamo al successivo articolo 8, a pagina 147 e successive.

Articolo 8.

 

Art. 8

(Albo regionale delle bande musicali e dei gruppi corali, coreutici e teatrali amatoriali)

 

    1. La Regione promuove le attività di cui all\'art. 3, comma 2, lettera I), favorendone la diffusione e l\'eccellenza e, a tal fine, istituisce, presso l\'assessorato regionale competente in materia di cultura, un albo regionale delle bande musicali, dei gruppi corali, coreutici e teatrali, a carattere amatoriale e operanti nel territorio regionale.

    2. L\'albo ha validità triennale ed è articolato in quattro sezioni distinte: una per le
bande musicali, una per i gruppi corali, una per i gruppi coreutici e una per i gruppi teatrali. AI termine del triennio l\'iscrizione all\'Albo si intende rinnovata per un altro triennio previa verifica della permanenza dei requisiti richiesti.

    3. Nell\'albo possono essere iscritti nelle rispettive sezioni:

a) le bande musicali operanti nel territorio regionale, costituite da almeno un anno, in enti senza fini di lucro, per atto pubblico o scrittura privata registrata e riconosciute dal
comune ove hanno sede come bande comunali o di interesse comunale;

b) i gruppi corali operanti nel territorio regionale e costituiti, da almeno un anno, per atto pubblico o scrittura privata registrata, in enti senza fini di lucro ed il cui direttore sia in possesso di titoli attinenti alla materia o di una comprovata esperienza nel settore;

c) i gruppi coreutici operanti nel territorio regionale e costituiti, da almeno un anno, per atto pubblico o scrittura privata registrata, in enti senza fini di lucro ed il cui direttore sia in possesso di titoli attinenti alla materia o di una comprovata esperienza nel settore;

d) i gruppi teatrali operanti nel territorio regionale e costituiti, da almeno un anno, per atto pubblico o scrittura privata registrata, in enti senza fini di lucro ed il cui direttore sia in possesso di titoli attinenti alla materia o di una comprovata esperienza nel settore;

    4. L\'iscrizione all\'albo regionale costituisce condizione indispensabile ai fini
dell\'accesso ai benefici previsti dall\'articolo 3, comma 2, lettera I).

5. La Giunta regionale, sentito il Forum di cui all\'articolo. 18 e la commissione
consiliare competente, stabilisce con propria deliberazione, le modalità e le procedure per
l\'iscrizione all\'Albo e per la sua tenuta, definendo, altresì, i criteri e le procedure per
l\'assegnazione e l\'erogazione dei benefici di cui all\'art. 3, comma 2, lettera I), nel rispetto di quanto previsto dall\'articolo 24.

 

C’è un solo emendamento, pagina 148, del consigliere Storace, su cui l’assessore intendeva esprimere un parere?

Va bene, questo emendamento è ritirato, andiamo direttamente all’articolo.

 

(Interruzione del consigliere Patanè)

 

Ah, siete d’accordo? Per sapere.

Faccio per velocizzare.

Ha chiesto di parlare il consigliere Patanè. Ne ha facoltà.

 

PATANE’ (Pd). Presidente, solo per dire che su questo, cioè sull’emendamento a pagina 151, noi eravamo d’accordo. Stiamo parlando di questo?

 

(Interruzione di alcuni consiglieri)

 

E’ lo stesso, anche sul 148 noi eravamo d’accordo. 

 

PRESIDENTE. Allora, pongo in votazione l’emendamento 148.

 

(Il Consiglio approva)

 

Pongo in votazione l’articolo 8, così come modificato.

 

(Il Consiglio approva)

 

Articolo 9.

 

Art. 9

(Promozione culturale)

 

    1. Per promozione culturale si intendono le attività finalizzate a favorire la conoscenza
e la fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale del Lazio.

    2. La Regione, al fine di garantire un\'equilibrata e qualificata distribuzione dell\'offerta culturale nell\'ambito del territorio regionale, sostiene, in particolare, i seguenti interventi:

a) la realizzazione di circuiti e di eventi espositivi, anche attraverso convenzioni con le maggiori strutture presenti sul territorio regionale, per favorire la conoscenza della storia,dell\'arte e delle tradizioni, nonché l\'accesso e la presenza nei circuiti internazionali;

b) la promozione e il sostegno di convegni, incontri, dibattiti e ricerche sulle tematiche
culturali;

c) le attività finalizzate allo sviluppo della conoscenza della storia, delle tradizioni culturali e popolari, dei beni e delle attività tradizionali e dei dialetti che si tramandano anche attraverso la memoria culturale delle musiche e delle danze popolari di tradizione orale storicamente attestatesi nei suoi territori;

d) le attività finalizzate alla conoscenza delle diverse culture e tradizioni presenti nel
territorio regionale, in modo da consentire un\'integrazione fondata sulla reciproca
conoscenza e sulla salvaguardia e il rispetto delle diversità culturali;

e) la promozione del patrimonio artistico, architettonico e storico del Lazio anche attraverso attività di spettacolo dal vivo in tutte le forme di espressione;

f) lo sviluppo delle attività di promozione della partecipazione del pubblico alle iniziative culturali e di spettacolo dal vivo;

g) la realizzazione di campagne promozionali in Italia e all\'estero con riferimento ai beni ed
alle attività culturali del Lazio;

h) la promozione e lo sviluppo delle reti dei musei, archivi storici e biblioteche delle
fondazioni culturali e istituti culturali degli enti locali;

i) la promozione di forme di spettacolo dal vivo finalizzate alla valorizzazione del repertorio di tradizione greco - romana, ivi compreso il suo patrimonio linguistico.

 

L’assessore intende illustrarlo? Magari esprime il parer sull’unico emendamento presente.

Ha chiesto di parlare l’assessore Ravera. Ne ha facoltà.

 

RAVERA, Assessore. Questo articolo si occupa di normare la promozione culturale che era l’unico intento della vecchia legge, la n. 32. La promozione culturale ovviamente ha lo scopo di favorire la conoscenza, di dare a tutti i cittadini del Lazio le stesse opportunità e le stesse informazioni e le stesse occasioni cognitive di chi abita a Roma e, quindi, ci sembra un articolo molto importante.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Patanè. Ne ha facoltà.

 

PATANE’ (Pd). Grazie, Presidente.

E’ un articolo anche secondo me molto importante e riprende anche alcuni pezzi della legge passata. Mi pare che anche gli emendamenti che sono stati fatti, anzi ce n’è solo uno, siano corretti, cioè vadano nella direzione di ampliare il senso e il significato di questo articolo. Grazie.

 

PRESIDENTE. Passiamo all’esame dell’emendamento,  mi pare che ci sia il consenso dell’assessore sull’emendamento 151 a firma del consigliere Storace. 

 

RAVERA, Assessore. Sì, favorevole.

 

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio approva)

 

Pongo in votazione l’articolo 9, così come modificato.

 

(Il Consiglio approva)

 

Passiamo all’articolo 12, perché gli articoli 10 e 11 li abbiamo già fatti.

 

Art. 12

(Documento di indirizzo regionale per lo spettacolo dal vivo e per la  promozione culturale)

 

    1. La Giunta regionale approva, sentito il Consiglio delle autonomie locali, istituito ai
sensi della legge regionale 26 febbraio 2007, n. 1 (Disciplina del Consiglio delle autonomie locali) e successive modifiche e la commissione consiliare permanente competente per materia e il Forum permanente per la cultura e lo spettacolo dal vivo di cui all\'articolo 18, un
documento di indirizzo regionale per lo spettacolo dal vivo e per la promozione delle attività culturali, di seguito denominato documento d\'indirizzo, con carattere triennale che nel rispetto della programmazione economico-sociale regionale, indica le linee generali
programmatiche in materia di spettacolo e di promozione delle attività culturali e, in
particolare, contiene:

  l\'analisi complessiva del settore in ambito regionale, anche sulla base delle indicazioni e dei dati forniti dall\'Osservatorio regionale della cultura, di cui all\'articolo 16, e dal Forum permanente per la cultura e lo spettacolo dal vivo, di cui all\'articolo 18;

  le linee di indirizzo e gli obiettivi generali dell\'intervento regionale nel settore dello
spettacolo dal vivo e della promozione delle attività culturali, indicando le strategie c le
priorità d\'intervento per l’arco temporale di riferimento.

 le eventuali forme di raccordo con altri piani e programmi regionali per gli aspetti di

comune rilevanza;

d) le risorse finanziarie e strumentali per l\'attuazione del documento di indirizzo.

    2. Il documento di indirizzo ha durata triennale, continua ad applicarsi fino alla
approvazione del successivo e può essere aggiornato dalla Giunta regionale in  tutto o in parte, anche prima della sua scadenza, ove si renda necessario sulla base dell\'evolversi delle esigenze del settore.

    3.Il documento di indirizzo è attuato attraverso il programma operativo annuale degli interventi di cui all\'articolo 13 ed è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione.

 

L’assessore desidera illustrarlo?

Ha chiesto di parlare l’assessore Ravera. Ne ha facoltà.

 

RAVERA, Assessore. Con questo articolo fondamentalmente noi comprendiamo la necessità degli operatori culturali di avere un termine più ampio per poter organizzare la loro attività, per cui prevediamo un documento regionale triennale di indirizzo della politica culturale proposto dalla Giunta. Questo articolo 12 fa coppia con l’articolo 13 che prevede, però, comunque un piano operativo annuale per adeguare annualmente alle nostre risorse il piano di visione che è il piano triennale.

 

PRESIDENTE. Grazie, se non ci sono interventi sull’articolo, passiamo all’emendamento a pagina 160, a firma Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone.

Ha chiesto di parlare il consigliere Aurigemma. Ne ha facoltà.

 

AURIGEMMA (PdL-FI). Grazie, Presidente. Questo emendamento che abbiamo presentato, assessore…

 

PRESIDENTE. Credo che ci sia il parere favorevole dell’assessore.

 

AURIGEMMA (PdL-FI). Va bene, allora rinuncio all’intervento.

 

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio approva)

 

Emendamento a pagina 161 a firma Storace. 

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Favorevole.

 

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio approva)

 

Pongo in votazione l’articolo 12, così come modificato.

 

(Il Consiglio approva)

 

Articolo 13.

 

Art. 13

(Programma operativo annuale degli interventi)

 

            1. Ai fini dell’attuazione del documento di indirizzo di cui all’articolo 12, annualmente con deliberazione della Giunta regionale si procede, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge regionale di bilancio, all’approvazione del programma operativo annuale degli interventi, di seguito denominato programma operativo, in coerenza con le linee generali, le strategie, gli obiettivi e le priorità d’intervento indicate nel documento d’indirizzo.

            2. Il programma operativo di cui al comma 1 definisce, in particolare, per l’anno di riferimento:

a) gli specifici obiettivi operativi di intervento;

b) il riparto delle risorse dei fondi di cui agli articoli 20, 21 e 22;

c) l’ammontare delle risorse necessarie per la realizzazione degli interventi individuati come specifici obiettivi ai sensi della lettera a);

d) l’individuazione delle risorse da destinare agli enti di cui all’articolo 7;

e) gli indirizzi relativi ai criteri e alle modalità di attuazione degli interventi.

 

L’assessore l’aveva parzialmente illustrato. Se non c’è bisogno di aggiungere altro passerei agli emendamenti.

Emendamento a pagina 164, a firma Gramazio, Di Paolantonio, Sbardella, Righini, Fardelli, Santori, Aurigemma.

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Favorevole.

 

PRESIDENTE. Se non ci sono interventi, con il parere favorevole dell’assessore, pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio approva)

 

Gli emendamenti pagina 165 a firma Perilli, 166 a firma Tarzia, 167 a firma Carrara, Patanè, Petrassi, Giancola, Bianchi, Bonafoni, De Paolis, Baldi, 168 a firma Perilli e 169 a firma Storace decadono con l’approvazione dell’emendamento precedente.

Emendamento a pagina 170 del consigliere Perilli.

Ha chiesto di parlare il consigliere Perilli. Ne ha facoltà.

 

PERILLI (M5s). Grazie, Presidente.

Questo è coerente a tutto quello che abbiamo detto sulle fondazioni e sulla destinazione delle risorse, contro chi sostiene che questa legge non assegna altre risorse alle fondazioni, questa lettera stabilisce esplicitamente il raccordo e la destinazione delle risorse anche appunto ai soggetti indicati dall’articolo 7 che avremmo voluto abrogare e quindi, di conseguenza, la lettera d) è esplicitamente abrogata con questo emendamento.

 

PRESIDENTE. Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Contrario.

 

PRESIDENTE. Se non ci sono interventi pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio non approva)

 

Emendamento a pagina 171 dei consiglieri Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone.

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Favorevole.

 

PRESIDENTE. Se non ci sono interventi pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio approva)

 

Passiamo all’articolo 13, così come modificato.

Lo pongo in votazione.

 

(Il Consiglio approva)

 

L’articolo 14 è passato.

Articolo 15.

 

Art. 15

(Soggetti non beneficiari dei contributi)

 

1. Non possono beneficiare dei contributi di cui all’articolo 14 le strutture private che abbiano tra i componenti degli organi sociali soggetti che ricoprono incarichi regionali di carattere amministrativo, elettivo e di governo.

 

            E’ molto breve, non so se c’è bisogno di illustrarlo.

            Assessore…

 

RAVERA, Assessore. Mi sembra molto chiaro.

 

PRESIDENTE. Sì, infatti.

            Allora passiamo agli emendamenti.

Emendamento a pagina 192 dei consiglieri Carrara, Patanè, Petrassi, Giancola, Bianchi, Bonafoni, De Paolis, Baldi.

 

(Interruzione del consigliere Carrara)

 

            Non lo so, scusi, l’assessore lo presenta, la maggioranza è contraria, se lo vuole illustrare ci fa una cortesia.

Ha chiesto di parlare il consigliere Carrara. Ne ha facoltà.

 

CARRARA (LpL). Sì, certo.

Abbiamo deciso di presentare questo emendamento di soppressione di questo articolo, perché in realtà, per come è scritto, esclude la possibilità di ricevere dei contributi, ma in realtà ci sono degli enti che hanno nei propri organi, proprio perché partecipati, dei rappresentanti della Regione; addirittura talvolta il Presidente della Regione o proprio i delegati. Di conseguenza, questo articolo, così come è scritto, creerebbe un conflitto con quanto siamo andati a definire prima.

Quindi, ci siamo permessi di presentare questo emendamento soppressivo.

 

(Interruzione del consigliere Perilli)

 

PRESIDENTE. Sì, Perilli, per l’Aula leggo, così si comprende bene cosa ha detto il collega Carrara, che è stavo bravo, però è la materia: “Non possono beneficiare dei contributi, di cui all’articolo 14, le strutture private che abbiano tra i componenti degli  organi sociali, soggetti che ricoprono incarichi regionali di carattere amministrativo, elettivo e di governo”. Cioè, se la Regione partecipa con propri organi, non possono ricevere contributi. E’ comprensibilissimo.

            Perilli, vuole ancora intervenire?

 

(Interruzione del consigliere Perilli)

 

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Sull’emendamento di abrogazione di questo…

 

PRESIDENTE. Esatto.

 

RAVERA, Assessore. Sì, favorevole.

 

PRESIDENTE. Va bene, allora poniamo in votazione l’emendamento, con vasti consensi dell’Aula immagino.

 

(Il Consiglio approva)

 

Gli emendamenti di pagina 193 a firma Perilli e 194 a firma Storace ovviamente decadono.

Passiamo all’articolo 16.

 

Art. 16

(Osservatorio regionale della cultura)

            1. La Regione istituisce, all’interno della direzione regionale competente in materia di cultura, l’Osservatorio regionale della cultura, di seguito denominato Osservatorio.

            2. L’Osservatorio, anche con la collaborazione di enti locali, università, centri studi regionali, nazionali e internazionali ed operatori culturali, realizza rilevazioni, analisi e ricerche per monitorare, misurare e valutare gli andamenti dei settori della cultura e dello spettacolo e l’efficacia dell’intervento regionale.

            3. L’Osservatorio svolge, altresì, funzioni di raccordo tra le banche dati regionali esistenti in materia di beni e attività culturali del Lazio e cura la realizzazione di nuove banche dati sulle strutture che svolgono spettacolo  dal vivo e attività culturali, anche mediante supporti informatici e multimediali e in collegamento con i siti istituzionali regionali per favorire la fruizione e la divulgazione delle informazioni.

            4. I soggetti beneficiari ai sensi della presente legge sono tenuti a fornire dati e informazioni per lo svolgimento delle attività dell’Osservatorio.

            5.  La raccolta, la comunicazione e la divulgazione dei dati, anche in forma aggregata, avviene nel rispetto della normativa vigente in materia.

 

Ha chiesto di parlare l’assessore Ravera per l’illustrazione. Ne ha facoltà.

 

RAVERA, Assessore. Noi avevamo previsto l’istituzione dell’Osservatorio della cultura pensando ad una funzione di studio e di approfondimento delle dinamiche della domanda e dell’offerta dei consumi culturali, anche di un controllo di come vengono spesi i soldi che noi investiamo in cultura e un approfondimento generale del settore. Noi pensavamo all’Osservatorio come a un ufficio interno della Regione Lazio e quindi senza costi aggiuntivi…

Scusi, Presidente, non riesco a concentrarmi, c’è troppa confusione.

 

PRESIDENTE. Colleghi, se volete, sospendiamo dieci minuti. L’assessore non riesce a parlare, per cortesia!

 

RAVERA, Assessore. No, perché mi pare che questo dell’Osservatorio sia un punto che ha sollevato delle legittime perplessità, per cui vorrei...

 

PRESIDENTE. Sì, sì, non si preoccupi, assessore. La ascolteranno con attenzione.

 

RAVERA, Assessore. Io penso che sia necessario un chiarimento. Questo non sarebbe un ulteriore ente, non avrebbe costi aggiuntivi perché sarebbe composto di personale interno alla Regione, però ho sentito molte perplessità su questo tema, quindi vorrei in qualche modo, invece di esprimere un’opinione, ascoltare prima le vostre per capire questi legittimi sospetti quanto sono reali e razionali ed eventualmente ritirare questa proposta di avere un Osservatorio della cultura ratificato dentro la legge.

Quindi, vorrei ascoltarvi.

 

PRESIDENTE. Ci sono interventi sull’articolo?

Ha chiesto di parlare la consigliera Tarzia. Ne ha facoltà.

Poi, il consigliere Cangemi.

 

TARZIA (LS). Presidente, io intervengo su questo articolo, tra l’altro su sollecitazione dell’assessore, su una riflessione su questo tema. C’è anche un mio emendamento subito dopo il suo, presidente Storace, che coincidono e l’obiettivo,  quello che viene richiesto è proprio la soppressione dell’Osservatorio, per un discorso molto chiaro, principalmente per il fatto che stiamo acquisendo un’abitudine un po’ troppo disinvolta nell’inserire Osservatori in qualsiasi legge ci troviamo ad approvare. Non è questione solo di gettone, è questione di implementare una macchina burocratica di cui non è necessario. Questa legge, così come si presenta, già attraverso i suoi altri organismi previsti, credo abbia la possibilità, e anche attraverso gli emendamenti che sono stati fatti e che coinvolgono la Commissione competente, credo che abbia una serie di elementi di garanzia che consentono un approccio serio, ma nello stesso tempo anche rapido per quello che riguarda tutte le decisioni e le scelte che andranno fatte.

Quindi io insisto sulla volontà di voler sopprimere proprio questo Osservatorio.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà.

 

CANGEMI (Ncd). Io credo che l’Osservatorio, così come tutti gli Osservatori che nascono in tutti gli assessorati della Giunta Zingaretti, possa essere uno strumento in più rispetto a quelle che sono, poi, le scelte di indirizzo che deve fare, in questo caso, l’assessore, sentendo anche il Consiglio, sentendo anche la commissione competente.

Quindi, un altro strumento in più, anche se non ha costi, è uno strumento che rallenta l’attività dell’assessorato nelle scelte strategiche. Bisogna convocarlo, bisogna far sì che ci sia anche motivazione all’interno dello stesso. Quindi, una volta che l’assessore ha la sua legge condivisa con l’Aula, condivisa con la sua maggioranza e ha lo strumento per scegliere linee di indirizzo con il suo staff, con la sua attività organizzativa, non vedo l’opportunità di avere uno strumento in più che, secondo me, rallenterebbe l’attività e l’azione.

Ripeto, non riesco a capire perché in tutte le leggi che la Giunta Zingaretti propone c’è un Osservatorio di mezzo. Lo abbiamo visto con la Ciminiello, lo abbiamo visto con altri assessorati, quindi, sostanzialmente, credo sia uno strumento inutile che possa, comunque, essere anche di freno all’attività dell’assessorato.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Patanè. Ne ha facoltà.

Poi Perilli.

 

PATANE’ (Pd). Presidente, ringrazio innanzitutto l’assessore che ha voluto in qualche modo rimettersi alla discussione dell’Aula nella valutazione di questo articolo 16, che è stato molto dibattuto sia nelle audizioni che in Commissione.

In realtà, trovo condivisibili alcune delle osservazioni che sia la consigliera Tarzia che il consigliere Cangemi, adesso, riservavano all’Aula. Nella realtà noi abbiamo bisogno di valutare e di uno strumento abbiamo bisogno per valutare l’efficacia delle politiche che noi mettiamo in campo, cioè, gli interventi, che siano attraverso il Fondo Unico sullo Spettacolo, che siano attraverso i regolamenti, che siano attraverso tutti gli strumenti che questa legge propone, che non hanno però mai una loro valutazione a valle di quello che accade. Cioè, non soltanto occorre metterli in campo, ma poi anche capire che cosa succede subito dopo che tu li hai messe in campo, se hanno una loro valenza sociale, se hanno una loro valenza culturale sui territori, eccetera.

Per fare questo, però, è ovvio che una delle obiezioni che ci veniva posta era quella di dire, ma insomma se l’Osservatorio è interno, i valutanti sono gli stessi che valutano le politiche che hanno messo in campo, quindi c’è un’aderenza e un’identificazione tra chi fa e chi valuta, allora in questo senso, forse, abrogare questo articolo, sopprimerlo, quindi accogliere i rilievi sia del presidente Storace, sia della consigliera Tarzia, che hanno proposto due emendamenti in questo senso, consente maggiore libertà anche all’Assessorato di poter valutare l’efficacia delle proprie politiche nelle modalità che riterrà più opportune, purché, appunto, questo si faccia, cioè purché ci siano un monitoraggio e una valutazione continua.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Perilli…

Denicolò?

Perilli non parla mai, però.

 

(Interruzione del consigliere Perilli: “Non mi fanno parlare!”)

 

            Forse hanno i loro motivi!

Ha chiesto di parlare la consigliera Denicolò. Ne ha facoltà.

 

DENICOLO’ (M5s). Grazie, Presidente. Siamo un po’ prevaricatrici, noi donne.

Questo Osservatorio regionale ci lascia in effetti un po’ interdetti, perché se effettivamente si tratta di un Osservatorio regionale della cultura, ovvero, di raccolta dati e anche censimento di tutte le attività culturali e i siti culturali, forse la sua giusta collocazione non è all’interno di una legge sullo spettacolo dal vivo. E poi per quanto riguarda invece rilevazioni, analisi, ricerche, statistiche, eccetera, noi abbiamo già la SIAE che fa questo lavoro ottimamente, sui biglietti venduti, e poi anche l’AGIS, l’ANEC, che sono le associazioni generali dello spettacolo, che comprende anche lo spettacolo dal vivo, hanno già le loro banche dati e hanno tutta una serie di entità interne che sviluppano i dati, abbiamo poi anche l’Istat, con le sue indagini a campione, quindi, che cosa dobbiamo raccogliere in tema di dati? Io sono molto scettica, sinceramente, sul ruolo della Regione sulla materia statistica che è già ampiamente sviluppata da altri enti.

 

PRESIDENTE. Grazie. Mi pare che l’assessore si sia rimessa all’Aula.

Pongo in votazione l’emendamento a pagina 198 a firma Storace.

 

(Il Consiglio approva)

 

Decadano quindi tutti gli emendamenti fino a pagina 225: 199 a firma Tarzia, 200 e 201 a firma Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone, 202 e 203 a firma Gramazio, Sbardella, Di Paolantonio, Righini, Fardelli, Santori, Aurigemma, 204 a firma Perilli, 205 a firma Tarzia, 206 a firma Gramazio,  Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone, 207 a firma Storace, dal 208 al 224 a firma Gramazio, Abbruzzese, Aurigemma, Palozzi, Simeone, 225 a firma Carrara, Patanè, Petrassi, Giancola, Bianchi, Bonafoni, De Paolis, Baldi e quindi lo stesso articolo 16.

Articolo 17.

 

Art. 17

(Sportello regionale per i rapporti con l’Unione europea e con altri paesi esteri)

 

1) La Regione istituisce, sentita la commissione competente e le associazioni di categoria maggiormente rappresentative, lo Sportello regionale per i rapporti con l’Unione europea e con altri paesi esteri, in relazione alle attività di spettacolo regionale, con l’intento di garantire una specifica azione di informazione, consulenza, assistenza e coordinamento riguardo:

            a) i finanziamenti e i bandi dedicati alla cultura;

            b) La realizzazione di partenariati per partecipare a progetti comunitari ed extracominutari da parte delle imprese operanti nel settore spettacolo.

2) La Regione sostiene, con bandi o specifiche iniziative, la diffusione delle attività di spettacolo prodotte dagli operatori del Lazio verso i paesi dell’Unione europea e verso altri paesi esteri.

3) L’istituzione dello sportello di cui al presente articolo non comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale e la partecipazione allo stesso è a titolo gratuito: La Regione provvede con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.

 

Non ha emendamenti.

Ha chiesto di parlare l’assessore Ravera per l’illustrazione. Ne ha facoltà.

 

RAVERA, Assessore. Questo è un articolo molto semplice e molto necessario, sul quale infatti nessuno ha espresso perplessità, perché si tratta di uno Sportello regionale che sia sempre aperto per aiutare i cittadini a conoscere i bandi nazionali, regionali ed europei ed aiutarli a comporre correttamente le domande, quindi diciamo che è un doveroso servizio ai cittadini.

 

PRESIDENTE. Se non ci sono interventi sull’articolo, lo pongo in votazione.

 

(Il Consiglio approva)

 

Articolo 18.

 

Art. 18

(Forum permanente per la cultura e lo spettacolo dal vivo)

 

            1. La Regione istituisce, presso l’assessorato regionale competente in materia di cultura, il Forum permanente per la cultura e lo spettacolo dal vivo, di seguito denominato Forum.

            2. Il Forum è costituito con delibera della Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente ed è composto:

a) dall’assessore regionale competente in materia di cultura, con funzioni di presidente;

b) dagli assessori competenti in materia di cultura dei comuni capoluoghi di provincia del Lazio e di Roma Capitale;

c) da tre rappresentanti delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative operanti nel settore dello spettacolo dal vivo;

d) da tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nel settore;

e) da due rappresentanti scelti tra i rappresentanti legali delle associazioni o fondazioni partecipate dalla Regione ed operanti nel settore.

            3. Il presidente del Forum, al fine di favorire il coordinamento interassessorile, può invitare alle riunioni gli assessori regionali competenti nelle materie trattate all’ordine del giorno.

            4. Il Forum è sede di dialogo e confronto fra le istituzioni e gli operatori in materia di cultura e spettacolo dal vivo e, a tal fine, incontra almeno due volte l’anno organismi, operatori e professionisti del settore.

            5. Il Forum fornisce alla Giunta regionale indicazioni per la predisposizione del documento di indirizzo di cui all’articolo 12 , anche sulla base dei dati trasmessi dall’Osservatorio di cui all’articolo 16.

            6. I componenti sono nominati con decreto del Presidente della Regione per l’intera durata della legislatura e, in ogni caso, non hanno diritto ad alcun compenso né alcuna forma di rimborso per l’attività svolta.

            7. Le modalità di funzionamento sono stabilite dal Forum stesso con apposito regolamento interno approvato a maggioranza dei suoi componenti.

 

Emendamento a pagina 230. 

Prima però ha chiesto di parlare l’assessore Ravera per l’illustrazione. Ne ha facoltà.

 

RAVERA, Assessore. Io ho accolto le perplessità sull’Osservatorio, sicuramente era evidentemente anche male espresso nella legge, quindi bisogna risolvere il problema dell’approfondimento, anche teorico, del settore cultura in altro modo. Sono invece molto convinta dell’articolo 18 che parla di un forum. Un forum è come una piazza, sono rappresentati tutti gli addetti ai lavori, gli esponenti del mondo dello spettacolo dal vivo, anche i sindacati, varie rappresentanze, assessorati, consiglieri, insomma è, come dire, la continuazione e la ratificazione della nostra vocazione all’ascolto, quindi penso che sia uno strumento importante.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Carrara. Ne ha facoltà.

 

CARRARA (LpL). Grazie, Presidente. Approfitto della discussione generale solo per comunicare che rispetto a questo articolo ritiro l’emendamento a pagina 231 e quello a pagina 233.

 

PRESIDENTE. Resta il 230, immagino, a firma Carrara, Patanè, Petrassi, Giancola, Bianchi, Bonafoni, De Paolis, Baldi.

Ha chiesto di parlare il consigliere Carrara. Ne ha facoltà.

 

CARRARA (LpL). Questo è molto chiaro, inserisce una lettera b-bis al comma 2, dopo la lettera b, dove si inserisce anche la presenza del Presidente della Commissione consiliare competente in materia o di un suo delegato all’interno degli organi direttivi del Forum.

 

PRESIDENTE. Quindi ci sarà anche un consigliere, non “consiglieri”. L’assessore aveva parlato di consiglieri.

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Favorevole.

 

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio approva)

 

L’emendamento a pagina 231 a firma Carrara, Patanè, Petrassi, Giancola, Bianchi, Bonafoni, De Paolis, Baldi è ritirato, anche l’emendamento a pagina 232 a firma Storace è ritirato, l’emendamento a pagina 233 a firma Carrara, Patanè, Petrassi, Giancola, Bianchi, Bonafoni, De Paolis, Baldi è ritirato, l’emendamento a pagina 234 a firma Bellini è decaduto, l’emendamento a pagina 235 a firma Storace è ritirato.

Emendamento a pagina 236, a firma Carrara, Patanè, Petrassi, Giancola, Bianchi, Bonafoni, De Paolis, Baldi. 

Ha chiesto di parlare il consigliere Carrara. Ne ha facoltà.

 

CARRARA (LpL). Questo emendamento dà un minimo di regolamento almeno per le convocazioni: “All’articolo 18, comma 7, dopo le parole “dei suoi componenti” sono aggiunte le seguenti: “e si riunisce su convocazione del Presidente del Forum o su richiesta di almeno la metà dei propri membri””.

La prima parte è un’ovvietà, la seconda forse un po’ meno.

 

PRESIDENTE. La metà dei propri membri? 

 

CARRARA (LpL). “o su richiesta di almeno la metà”.

 

PRESIDENTE. Parere dell’assessore?

RAVERA, Assessore. Favorevole.

 

PRESIDENTE. Non ci sono interventi.

Pongo in votazione l’emendamento.

 

(Il Consiglio approva)

 

Poi, collega Carrara, le dirò le mie perplessità quali erano in privato.

Pongo in votazione l’articolo 18, così come modificato.

 

(Il Consiglio approva)

 

Articolo 19.

 

Art. 19

(Principi a tutela della trasparenza)

 

1. La Regione si impegna a dare la massima pubblicità ad ogni bando, assegnazione, tabella di finanziamento, relazione, reclutamento di esperti e quant’altro previsto dalle sue attività in questo ambito, nel rispetto della normativa vigente, garantendo l’accessibilità alle informazioni e ai risultati attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche.

 

E’ molto breve.

Assessore, sull’emendamento a pagina 239 a firma Storace qual è il suo parere? 

 

RAVERA, Assessore. Contrario.

 

PRESIDENTE. Allora lo ritiriamo.

Pongo in votazione l’articolo 19.

 

(Il Consiglio approva)

 

Articolo 20.

 

Art. 20

(Fondo unico regionale per lo spettacolo dal vivo)

 

            1. Al fine di sostenere e incrementare le attività di cui agli articoli 3, ,4, 5, 6, 8 e 11 è istituito il fondo unico regionale per lo spettacolo dal vivo, nel quale confluiscono le risorse finanziarie destinate al settore dello spettacolo dal vivo, iscritte nel bilancio della Regione ai sensi dell’articolo 27.

            2. Al riparto del fondo di cui al comma 1 si provvede con il programma operativo di cui all’articolo 13, nel rispetto delle disposizioni del documento d’indirizzo di cui all’articolo 12.

 

Siamo a pagina 242. Ci sono interventi? Non credo.

Lo pongo in votazione.

 

(Il Consiglio approva)

 

Articolo 21.

 

Art. 21

(Fondo unico regionale per la promozione delle attività culturali)

 

1. Al fine di sostenere e incrementare le attività di cui all’articolo 9 è istituito il fondo unico regionale per la promozione delle attività culturali, nel quale confluiscono le risorse finanziarie destinate alla promozione culturale, iscritte nel bilancio della Regione ai sensi dell’articolo 27.

2. Al riparto del fondo di cui al comma 1 si provvede con il programma operativo di cui all’articolo 13, nel rispetto delle disposizioni del documento d’indirizzo di cui all’articolo 12.

 

            Anch’esso eloquentemente chiaro.

Lo pongo in votazione.

 

(Il Consiglio approva)

 

Articolo 22.

 

Art. 22

(Fondo di garanzia per lo spettacolo dal vivo)

 

            1. La Regione facilita l’accesso al credito per gli operatori e le imprese che operano nel settore dello spettacolo dal vivo mediante il fondo di garanzia di cui all’articolo 14, comma 11 della legge regionale 28 dicembre 2006, n. 28 (Bilancio di previsione della Regione Lazio per l’esercizio finanziario 2007) e con l’attivazione di tutti gli altri strumenti necessari a favorire tale scopo, nel rispetto delle norme statali e regionali vigenti e dei vincoli di bilancio.

 

Immagino che anche questo non abbiamo bisogno di illustrazione.

Lo pongo in votazione.

 

(Il Consiglio approva)

 

Articolo 23.

 

Art. 23

(Clausola valutativa)

 

1. La Giunta regionale, in conformità all’articolo 7, comma 2, lettera b) della legge regionale 28 dicembre 2006, n. 27 (Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2007) con cadenza triennale, presenta al Consiglio regionale, una relazione sullo stato di attuazione della presente legge con particolare riferimento:

a) agli obiettivi previsti nella programmazione regionale di cui agli articoli 12 e 13;

b) ai risultati degli interventi effettuati.

 

L’emendamento a pagina 248 a firma Storace è ritirato.

Pongo in votazione l’articolo.

 

(Il Consiglio approva)

 

Articolo 24.

 

Art. 24

(Rispetto della normativa dell\'Unione europea sugli aiuti di Stato)

 

1. I contributi previsti dalla presente legge sono concessi nel rispetto della normativa
dell\'Unione europea vigente relativa agli aiuti di Stato, tenendo conto, in particolare, di quanto disciplinato ai commi 2 e 3.

2. I contributi di cui al comma 1, esentati dall\'obbligo di notifica ai sensi dell\'articolo
108, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell\'Unione europea, sono concessi nel rispetto dei regolamenti della Commissione europea, tenendo conto dei relativi periodi di validità, emanati in virtù del regolamento (CE) n. 994/1998 del Consiglio, del 7 maggio 1998,
relativo all\'applicazione delle disposizioni in materia di aiuti di Stato a determinate categorie di aiuti di Stato orizzontali, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee,serie L 142 del 14 maggio 1998, e successive modifiche.

3. I  contributi di cui al comma 1, soggetti alla procedura di notifica ai sensi
dell\'articolo 108, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell\'Unione europea, sono
concessi previa autorizzazione della Commissione europea ai sensi dell\'articolo 4, paragrafo 3, e  dell\'articolo 7, paragrafi 3 e 4, del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio,del 22 marzo 1999, relativo alle modalità di applicazione delle disposizioni in materia di aiuti di Stato,
pubblicato sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, serie L 83 del 27 marzo 1999,successive modifiche, oppure quando è giustificato ritenere che i contributi siano stati autorizzati dalla Commissione stessa ai sensi dell\'articolo 4, paragrafo 6, del medesimo regolamento. I contributi sono concessi a decorrere dalla data di pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione dell\'avviso relativo all\'autorizzazione esplicita o implicita della
Commissione europea.

 

Immagino che sia quella parte già illustrata in discussione generale. 

Lo pongo in votazione.

 

(Il Consiglio approva)

 

Articolo 25.

 

Art. 25

(Disposizioni transitorie)

 

1. In fase di prima applicazione, nelle more dell\'approvazione del documento di
indirizzo e del programma operativo degli interventi, di cui rispettivamente agli articoli 12 e 13, con deliberazione della Giunta regionale, la Regione individua, su proposta dell\'Assessore regionale competente in materia di cultura e previa acquisizione del parere della commissione consiliare permanente competente in materia di cultura, le risorse da assegnare agli enti di cui
all’articolo 7 e gli interventi da realizzare nell\'anno di riferimento, tra quelli previsti dalla presente legge, ed indica, in particolare:

i beneficiari;

le priorità e i tempi di realizzazione;

le modalità ed i criteri di concessione dei contributi;

le risorse finanziarie necessarie.

2. Gli interventi da realizzare di cui al comma l, alla cui copertura finanziaria si
provvede mediante gli stanziamenti di cui all\'articolo 27, sono attuati attraverso il ricorso a procedure di evidenza pubblica.

3. I procedimenti di concessione dei contributi in corso lilla data di entrata in vigore della presente legge si concludono secondo le disposizioni in base alle quali sono stati avviati.

 

Emendamento della Giunta D06/3.

Lo vuole illustrare assessore o lo diamo per illustrato all’Assemblea? Non essendoci stati subemendamenti, credo che sia molto chiaro, se non ci sono interventi lo pongo in votazione…

 

(Interruzione del consigliere Cangemi)

 

Io ho chiesto, se non ci sono interventi.

Vediamo se l’assessore lo vuole illustrare.

 

RAVERA, Assessore. Stiamo parlando dell’articolo 25.

 

PRESIDENTE. Sì.

            Emendamento D06/3 da lei presentato.

E’ un emendamento tecnico, si vede.

 

RAVERA, Assessore. Sì, molto.

 

PRESIDENTE. Vogliamo ascoltare Cangemi, assessore?

 

RAVERA, Assessore. Sì. Prego.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Cangemi. Ne ha facoltà.

 

CANGEMI (Ncd). Signor Presidente, visto che lei voleva andare avanti, chiedevo di ascoltare la relazione dell’assessore.

 

PRESIDENTE. Allora, ci sono interventi sull’emendamento? No.

Chi è favorevole è pregato di alzare la mano…

 

(Interruzione di vari consigliere)

 

Ma l’assessore lo dice lei se vuole parlare!

 

(Interruzione di vari consigliere)

 

Ricapitolo. Prima ho chiesto all’assessore se voleva parlare e ho detto su questo emendamento tecnico, l’assessore ha ripetuto testualmente: “In effetti è un emendamento tecnico”, e ho detto se volevamo sentire il collega Cangemi. Poi se l’assessore avesse voluto parlare, mi avrebbe chiesto la parola.

Comunque, assessore, se vogliamo accontentare l’Aula, intervenga.

 

RAVERA, Assessore. Signor Presidente, l’ha chiesto il consigliere Cangemi quindi non ho difficoltà a farlo.

 

PRESIDENTE. Prego!

 

RAVERA, Assessore. Qui si parla di dare un termine massimo al periodo transitorio prima della effettiva realizzazione e messa in opera di questa legge, che non deve superare il 31 maggio 2015, per evitare lentezze e lungaggini.

 

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento della Giunta.

 

(Il Consiglio approva)

 

Emendamento a pagina 253 del consigliere Perilli.

Ha chiesto di parlare il consigliere Perilli. Ne ha facoltà.

 

PERILLI (M5s). Grazie, Presidente, anche qui c’era il riferimento all’articolo 7, quindi a cascata, chiedendo l’abrogazione dell’articolo 7 stesso, si chiede anche l’eliminazione delle parole che fanno riferimento appunto alle risorse da assegnare ai soggetti di cui all’articolo 7.

 

PRESIDENTE. Questo per forza.

Assessore, immagino che il parere sia favorevole, perché è conseguente a quello che abbiamo fatto.

 

RAVERA, Assessore. Il parere è contrario.

 

PRESIDENTE. Non abbiamo abrogato l’articolo 7?

 

RAVERA, Assessore. Avendo abrogato l’articolo diventa…

 

(Interruzione di un consigliere)

 

Ah, no, è vero, l’abbiamo accantonato.

 

PRESIDENTE. Perilli, lei mi stava inducendo in errore...

 

RAVERA, Assessore. Mi ero dimenticata che l’avevamo accantonato. Chiedo venia.

 

PRESIDENTE. …le do appuntamento alla prossima volta.

Quindi assessore il parere…

 

RAVERA, Assessore. E’ contrario, l’ho già detto.

PRESIDENTE. Però naturalmente lo dobbiamo votare dopo. Quando rivotiamo l’articolo 7, rivoteremo l’articolo 25. Quindi, mettiamo da parte l’articolo 25.

Perilli, la pagherà.

Siamo all’articolo 26 sulle abrogazioni.

 

            Articolo 26.

 

Art. 26

(Abrogazioni)

 

1. Sono o restano abrogate, in particolare, le seguenti disposizioni:

 legge. regionale 10 luglio 1978, n. 32 (Attività di promozione culturale della Regione Lazio);

 legge regionale 18 maggio 1984, n. 21 (Interventi per lo sviluppo delle strutture culturali nel Lazio);

 legge regionale 22 maggio 1995, n. 31 (Contributi per le bande musicali dei comuni del Lazio);

 legge regionale 8 giugno 1995, n. 44 (Istituzione nel comune di Atina (FR) del \"Centro regionale di arti e tradizioni popolari: folklore, arte, musica, civiltà contadina\");

 legge regionale 10 novembre 1998, n. 49 (Sostegno alle associazioni per la valorizzazione delle tradizioni dei cittadini di altre regioni d\'Italia presenti nel territorio laziale);

 articolo 43 della legge regionale 16 febbraio 2000, n. 12, relativo a \"Centro studi
umanistici Marco Tullio Cicerone nel Comune di Arpino\";

 articolo 174 della legge regionale 10 maggio 2001, n. 10, relativo a \"Contributo ai teatri stabili privati di interesse pubblico per iniziative di interesse regionale”;

h) articolo 62 della legge regionale 16 aprile 2002, n. 8, relativo a \"Grandi eventi culturali\";

 articolo 52, comma 2, della legge regionale 6 febbraio 2003, n. 2, relativo a \"Criteri e procedure per la concessione di contributi per attività culturali. Modifiche all\'articolo 5 della legge regionale 12 agosto 1996, n. 35 \"Istituzione del Centro audiovisivo della Regione Lazio (C.A.R.L.)\" e all\'articolo 64 della L.r. 8/2002) ;

 articolo 56, della legge regionale 27 febbraio 2004, n. 2, relativo a \"Realizzazione grandi eventi culturali\";

 articolo 11 della legge regionale 13 settembre 2004, n.11, relativo a \"Modifica alla legge regionale 22 maggio 1995, n. 31 \"Contributi per le bande musicali dei comuni del Lazio\"\";

 legge regionale 21 febbraio 2005, n. 12 (Tutela e valorizzazione dei dialetti di Roma e del Lazio);

 articolo 52, comma 5, della legge regionale 15 settembre 2005, n. 16, relativo a
\"Partecipazione della Regione alla fondazione \"Musica per Roma\" e contributo
all\' Auditorium Pio di Roma\".

 

Credo sia difficile chiedere l’illustrazione.

Ha chiesto di parlare il consigliere Patanè. Ne ha facoltà.

 

PATANE’ (Pd). Mi pare di ricordare che al primo emendamento sull’articolo 7 che tentava di sopprimere l’articolo abbiamo votato negativamente. Quindi, l’articolo rimane in vita e lo potremmo votare se vogliamo.

 

PRESIDENTE. Sospendo un minuto per confrontarmi con gli uffici su questa questione.

 

(La seduta è sospesa alle ore 17,46 e riprende alle ore 17,47)

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE STORACE

 

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

L’accoppiata Patanè - Perilli è terribile per chi presiede.

Allora, avevamo accantonato  l’articolo 7 per i due emendamenti di Gramazio. Ecco perché bisogna mettere via, insieme all’articolo 7, l’articolo 25. Una volta che abbiamo valutato gli emendamenti di Gramazio, torniamo all’articolo 25.

I vostri tranelli sono stati respinti.

Siamo, allora, all’articolo 26 a cui la Giunta ha proposto un emendamento ulteriormente abrogativo. Immagino che si dia un parere auto-favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento della Giunta. Chi è favorevole?

 

(Interruzione di un consigliere)

 

E’ il D06/4.

Rifacciamo la votazione. Chi è favorevole? Chi è contrario? Chi si astiene?

 

(Il Consiglio approva)

 

Pongo in votazione l’articolo 26, così come modificato.

 

(Il Consiglio approva)

 

Articolo 27.

 

Art. 27

(Disposizioni finanziarie)

 

1. Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 20 si provvede mediante l’istituzione nel bilancio della Regione, nell’ambito del programma 02 “Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale” della missione 05 “Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali”, di un apposito fondo denominato: “Fondo unico regionale per lo spettacolo dal vivo”, destinato al finanziamento degli interventi in conto capitale di cui all’articolo 6, comma 2, lettere a), c) e d), e degli interventi di parte corrente di cui agli articoli 3, 4, 5, all’articolo 6, comma 3, ed agli articoli 8 e 11. Nel predetto fondo confluiscono:

a) per il finanziamento degli interventi in conto capitale, le risorse pari ad euro 1.000.000,00 per ciascuno degli anni 2014, 2015 e 2016 iscritte, ai fini del bilancio triennale 2014-2016, nel fondo speciale di conto capitale di cui al programma 03 “Altri fondi” della missione 20 “Fondi ed accantonamenti”, nonché le residue disponibilità iscritte in bilancio, per il medesimo triennio, nell’ambito dei programmi 01 “Valorizzazione dei beni di interesse storico” e 02 “Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale” della missione 05 “Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali”;

b) per il finanziamento degli interventi di parte corrente, le risorse pari ad euro 1.300.000,00 per l’anno 2014 iscritte, ai fini del bilancio triennale 2014-2016, nel fondo speciale per le spese di parte corrente di cui al programma 03 “Altri fondi” della missione 20 “Fondi ed accantonamenti nonché le residue disponibilità iscritte in bilancio, per il medesimo anno, nell’ambito del programma 01 “Valorizzazione dei beni di interesse storico” e 02 “Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale” della missione 05 “Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturale”. A decorrere dall’anno 2015, alla quantificazione del fondo per gli interventi di parte corrente si provvede nell’ambito delle risorse preordinate con legge di stabilità regionale, ai sensi dell’articolo 11 comma 3, lettera c), della legge regionale 20 novembre 2001, n. 25 (Norme in materia di programmazione, bilancio e contabilità delle Regioni) e successive modifiche.

2. Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 21 si provvede mediante l’istituzione nel bilancio della Regione, nell’ambito del programma 02 “Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale” della missione 05 “Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali”, di un apposito  fondo denominato: “Fondo unico regionale per la promozione delle attività culturali”, destinato al finanziamento degli interventi di parte corrente di cui all’articolo 9. Nel fondo confluiscono le risorse pari ad euro 500.000,00 iscritte, a decorrere dall’anno 2014, nel fondo speciale per le spese di parte corrente di cui al programma 03 “Altri fondi” della missione 20 “Fondi ed accantonamenti”, nonché le residue disponibilità iscritte, per il medesimo anno, nell’ambito dei programmi 01 “Valorizzazione dei beni di interesse storico” e 02 “Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale” della missione 05 “Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali” del bilancio triennale 2014-2016.

3. Al finanziamento degli interventi di cui ai precedenti commi si provvede, altresì, mediante le risorse iscritte nell’ambito dei Programmi operativi della programmazione 2014-2016, finanziati dai Fondi strutturali comunitari, previa verifica della coerenza con le linee di intervento in essi previste, nonché con le eventuali risorse conferite alla Regione da altre istituzioni o enti pubblici e privati.

4. Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 7 si provvede nell’ambito delle risorse finanziarie iscritte in bilancio, disponibili a legislazione vigente a valere sul  triennio 2014-2016, nell’ambito del programma 02 “Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale” della missione 05 “Tutela e valorizzazione dei beni e attività culturali”.

5. Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 10 si provvede, a decorrere dall’esercizio finanziario 2015, mediante l’incremento pari ad euro 100.000,00 del programma 01 “Sviluppo e valorizzazione del turismo” della missione 07 “Turismo” e la corrispondente riduzione del fondo speciale per le spese di parte corrente di cui al programma 03 “Altri fondi” della missione 20 “Fondi ed accantonamenti”.

 

Informo l’Aula che la Commissione bilancio ha esaminato gli emendamenti 79 e D06/5 all’articolo in questione. L’emendamento 79, che era stato presentato dal collega Sbardella, è stato ritirato in Commissione, che ha accettato la riformulazione proposta dalla Giunta. Quindi, l’emendamento è stato, poi, approvato a maggioranza dai presenti in Commissione, con il voto favorevole di tutti i commissari e l’astensione della collega Corrado.

Data la comunicazione della situazione dell’articolo 27, ora dobbiamo ritornare all’articolo 7, perché la norma finanziaria va votata prima dell’entrata in vigore.

Torniamo a pagina 143, emendamento a firma Sbardella.

Quindi, sono rimasti dell’articolo 7 il 143, il 144 e il D06/2. Avete avuto modo, immagino, di valutarli. Se l’assessore ci dà un parere unitario, poi, casomai, vediamo se c’è da discuterli.

Se no ci vuole illustrare il Presidente della Commissione la situazione?

Ah, l’assessore è pronta.

Prego, ha chiesto di parlare l’assessore Ravera. Ne ha facoltà.

 

RAVERA, Assessore. Io sono contraria.

 

PRESIDENTE. Su tutti e tre?

 

RAVERA, Assessore. Sul comma 3 dell’articolo 7.

 

PRESIDENTE. Sulla soppressione.

Allora, facciamone uno alla volta.

Emendamento 143 a firma Sbardella. Parere contrario dell’assessore.

Ci sono interventi?

Ha chiesto di parlare il consigliere Sbardella. Ne ha facoltà.

 

SBARDELLA (Misto). Presidente, io continuo a ritenere che sia ancora salvabile l’articolo 7 se non facciamo questa forzatura, che a leggerla, secondo me, mette i brividi. Una legge quasi elegante nella sua purezza, tranne alcune, forse, scivolate ideologiche, ma ce le siamo perdonate, però se uno legge il comma 3, se voi mi dite che non è una forzatura che avrà bisogno di titoli di giornali... “La Regione, nelle more dell’adozione della legge regionale, di cui all’articolo…., in conformità…, in qualità di socio fondatore partecipa alla Fondazione…, di seguito denominata…, concorrendo… I diritti della Regione inerenti alla qualità di socio della Fondazione… La Fondazione è tenuta a trasmettere, entro quindici giorni… i bilanci preventivi…”. A voi sembra che questa sia una legge quadro dello spettacolo dal vivo? Sembra un tema? Cioè noi all’articolo prima mettiamo le Fondazioni a cui partecipiamo, poi, siccome a questa ancora non abbiamo fatto in tempo a partecipare, l’aggiungiamo. Non ci può stare là, però, in un comma, nelle more dell’adozione della legge, eccetera…

Fateci una legge! Prendetevi il merito o il demerito! Cioè, avete un assessore che mentre questa legge era in discussione era ancora il Presidente della Fondazione Romaeuropa, nulla togliendo alla dirigenza, che sappiamo universalmente di eccellente qualità e di grandi titoli, come tanti altri, però, nella nostra città e nella nostra Regione, però ha delle caratteristiche di inopportunità messe qua dentro. Noi cioè diciamo: noi partecipiamo al Teatro dell’Opera, e ci mancherebbe altro, alla Fondazione Musica per Roma, che è lo spazio che va a finire dentro la creazione dell’Auditorium, parlavamo di grandi spazi, stiamo parlando di Musica per Roma, parliamo del Teatro di Roma, parliamo dell’Accademia di Santa Cecilia e poi, giusto, probabilmente è giusto uscire da tutto quello che abbiamo contribuito a creare in maniera disarticolata, e ci infiliamo Romaeuropa? Noi cioè stiamo dicendo che Romaeuropa a tutti gli effetti ha titolo più di altri, nella nostra regione, non so per quali criteri, a stare accanto al Teatro dell’Opera, all’Accademia di Santa Cecilia e alla Fondazione di Musica per Roma? Io ritengo che facciamo ridere i polli.

Abbiamo già parlato delle inopportunità. Ci sono delle inopportunità. Un assessore faceva fino a sei mesi fa il presidente, un assessore di Zingaretti!

 

PRESIDENTE. Sbardella, concluda.

 

SBARDELLA (Misto). Io continuo a fare un appello accorato, perché anche soltanto levando questo comma, che tra l’altro rende veramente quasi illeggibile quello che si sta facendo, probabilmente salviamo una legge che tutto sommato potremmo aver tutti contribuito a votare, anche velocemente. Grazie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Patanè. Ne ha facoltà.

 

PATANE’ (Pd). Presidente, nell’intervento del consigliere Sbardella, io tra l’altro sono molto d’accordo con quello che lui dice, tant’è vero che con un mio emendamento è successo quello che ha detto la collega Corrado prima, cioè, non è che io di notte ho presentato un emendamento perché mi ero svegliato la notte, durante il collegato, e ho tentato di presentare quest’articolo, perché sapevo che le considerazioni che ha fatto il consigliere Sbardella sono corrette. Siccome stavamo già in discussione, in Commissione, della legge, io dicevo: ma se noi elenchiamo le fondazioni alle quali partecipiamo e poi diciamo nell’articolo che stiamo entrando in una fondazione, o perlomeno mettiamo quella fondazione dentro la legge, è una cosa, da un punto di vista legislativo, sgrammaticata. Perché? Perché noi mettiamo dentro una legge di sistema un cosa contingente.

Allora, come Presidente di Commissione, d’accordo tutti i membri di Commissione, avevo detto: siccome c’è un provvedimento di legge che si chiama Riorganizzazione del sistema della Regione Lazio, che era il collegato, ho detto, stralciamo quell’emendamento che c’è, che era un emendamento di Giunta, lo presentiamo nel posto giusto, che era il collegato, perché parlava della riorganizzazione, e lo discutiamo lì, rendendo più elegante, come dice il consigliere Sbardella ed io sono d’accordo, questa legge.

Ora, quell’emendamento, per un motivo o per l’altro, non voglio ripercorrere quello che è successo quella notte, tengo solo a dire che io non l’ho presentato di notte, l’ho presentato durante i termini, avendone prima discusso nella Commissione bilancio, avendo chiesto pareri a tutti i membri della Commissione bilancio, se erano d’accordo a discutere quell’emendamento lì, poi ovviamente è andato in discussione di notte, ma non è colpa mia se è andato di notte in discussione, diciamo che è andato in discussione di notte perché si è approvato di notte, dopodiché ha ragione Sbardella quando dice: che c’entra questo comma qui? Non c’entra, ma purtroppo siamo costretti a metterlo qui perché qualcuno ha impedito che si discutesse lì, perché se qualcuno avesse acceduto alle nostre ragioni, si sarebbe discusso lì, risolto lì, e oggi qui avremmo un’altra partita e un’altra discussione. Purtroppo oggi siamo costretti a discuterlo qui….

 

(Interruzione di un consigliere)

 

…sì, siamo costretti, nel senso che se noi vogliamo fare gli interessi dell’associazionismo privato, rendendo meno cogente la presenza di una fondazione di eccellenza sui fondi destinati alle associazioni private e alle imprese private, siamo costretti a metterlo qui, perché altrimenti quelli gravano sul Fondo unico per lo spettacolo.

Allora il tema è, mi prendo una piccola rivincita rispetto alla Commissione bilancio dicendo che ha ragione il collega Sbardella, andava discusso lì e infatti io l’avevo proposto lì. Purtroppo non l’abbiamo potuto discutere e quindi siamo costretti, se vogliamo andare incontro alle richieste, tanto per capirci, delle tante associazioni di categoria, dall’AGIS all’ANEC, eccetera, eccetera, siamo costretti a discuterlo qui.

 

PRESIDENTE. Comunico che è in corso di distribuzione l’ordine del giorno presentato.

Ha chiesto di parlare la consigliera Corrado, sempre sull’emendamento. Ne ha facoltà.

 

CORRADO (M5s). Grazie, Presidente, per sostenere l’emendamento del consigliere Sbardella e per ricordare a me stessa e non solo al consigliere Patanè che qui non è che stiamo giocando una partita, dove era più opportuno. Anche le eccezioni sollevate durante l’esame del Collegato non erano legate soltanto al momento della presentazione, ma erano collegate a ragioni di opportunità che abbiamo già ampiamente espresso in maniera chiarissima qui, non soltanto noi, ma anche gli altri consiglieri di opposizione. Cioè, è una fondazione che è del Pd! Ci stava l’assessore come presidente, adesso assessore della Regione Lazio, il consiglio d’amministrazione pullula, se non direttamente, di persone legate a un partito che governa. Cioè, più esplicito di così! Abbiamo terminato anche le parole perché è talmente esplicita la situazione che per ragioni di opportunità questa cosa non doveva essere né qui, né nel Collegato, né da un’altra parte.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Aurigemma. Ne ha facoltà.

 

AURIGEMMA (PdL-FI). Grazie, Presidente.

Colleghi e soprattutto Presidente Patanè, noi abbiamo avuto modo di confrontarci lungamente in Commissione su questa proposta di legge in maniera molto propositiva, gliene do atto così come le ho dato atto anche pubblicamente in Aula su alcuni emendamenti che abbiamo discusso sui quali ci siamo confrontati, è stato un lavoro lungo, però, se mi permette, mi lasciano un po’ perplesso le affermazioni che lei ha fatto all’interno di quest’Aula perché questa legge è un po’ datata in Commissione ed è un problema, che si discuta in Commissione o che si discuta in Aula cambia poco, le cose che noi abbiamo sottolineato all’interno di quest’Aula riguardano semplicemente l’opportunità. Non vorrei aver capito male da quello che lei ha detto, perché il fatto che non si sia potuto discutere in Commissione, ma che qualcuno abbia fatto qualche emendamento di Giunta per inserirlo mentre era in fase di discussione, non vorrei che l’altra opportunità fosse proprio quella che l’ex Presidente che stava ancora in Giunta abbia condizionato l’iter di questa legge.

Allora io le rinnovo l’invito, visto che quest’Aula si è fatta promotrice di importanti leggi come quella della spending review, come quella della proroga o del taglio dei vitalizi dei consiglieri regionali, che senso ha continuare a chiedere sacrifici ai cittadini del nostro territorio vuoi sui tagli alla sanità, vuoi sul taglio di alcuni servizi o prestazioni sanitarie, e lasciare l’ombra, come diceva anche il collega Carrara nell’intervento che ha fatto precedentemente, lasciare l’ombra che qualcuno possa pensare che questa fondazione con un comma a parte e, con tutto il rispetto non me ne voglia la Fondazione Romaeuropa, sicuramente di una statura diversa rispetto all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, al Teatro dell’Opera e alla Fondazione Musica per Roma, venga inserita con un comma a parte lasciando l’ombra o il sospetto o l’opportunità che sia stata inserita, non per i suoi meriti, ma per i suoi rapporti o le sue parentele con qualcuno.

Visto che da quest’Aula sono uscite anche in senso propositivo, al di là dello schieramento, importanti proposte, visto il proposito e soprattutto la formazione con la quale, in maniera propositiva, stiamo licenziando questo testo di legge, io Presidente la invito a rispolverare quel suo lavoro, che ha contraddistinto il percorso della Commissione che lei presiede e di portarlo anche all’interno di quest’Aula, per evitare che la  legge possa essere licenziata e votata con sospetti che sicuramente non fanno onore né a lei, né a noi, né all’Aula consiliare, ma soprattutto alla legge che ci apprestiamo a votare.

 

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento 143 a firma Sbardella.

 

(Il Consiglio non approva)

 

L’emendamento a pagina 144 a firma Storace è ritirato.

Emendamento a pagina D06/2 della Giunta.

Lo pongo in votazione.

 

(Il Consiglio approva)

 

Colleghi fate un po’ di attenzione, per favore.

Passiamo all’articolo 7, così come modificato.

Lo pongo in votazione.

 

(Il Consiglio approva)

 

Articolo 25.

Emendamento a pagina 253 del consigliere Perilli.

Non ha il coraggio di illustrarlo, vero, Perilli? 

Prego, apprezzo che lo presenti lei.

Ha chiesto di parlare il consigliere Perilli. Ne ha facoltà.

 

PERILLI (M5s). Signor Presidente, come le anticipavo, questo emendamento, coerentemente con la nostra posizione sull’articolo 7, che sventuratamente non è stato abrogato come chiedevamo, neanche nella proposta Sbardella, ridotta, che chiede l’abrogazione di un singolo comma,  coerentemente a questo riteniamo che le risorse da assegnare agli enti, e quindi la parola che introduce la possibilità di assegnare risorse alle fondazioni ed a tutti gli enti individuati dall’articolo 7, siano abolite.

Su questo chiediamo all’Aula di esprimersi.

 

PRESIDENTE. Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Il parere è contrario.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Sbardella. Ne ha facoltà.

 

SBARDELLA (Misto). A questo punto però, siccome il presidente Patanè ha usato un argomento per tutta la discussione dell’articolo che a me non risulta essere corretto, forse l’assessore ci potrebbe chiarire cortesemente, sennò poi il giorno in cui arriveremo alla sessione di bilancio, che è molto vicina, ce lo faremo spiegare meglio.

A me risulta che gli stanziamenti alla cultura sono gli stanziamenti alla cultura. Gli stanziamenti alla cultura vengono divisi nei sottocapitoli con un programma che viene proposto dalla dirigenza dell’assessorato in cui l’assessore mette la firma e i soldi vengono spesi. Non è che se io metto meno soldi sulla Sagra delle ugole d’oro di Benevento e la metto dentro una fondazione, quello rimane fuori dal bilancio della cultura.

La cultura ha 5 milioni? 5 milioni li deve mettere nelle fondazioni in maniera quasi obbligatoria, negli impegni… - che è stato fatto passare per legge, negli impegni poliennali? Io ci starei attento - ma comunque negli impegni poliennali e nei bandi.

E’ ovvio che se metto più soldi, semplifico, nelle Fondazioni, nei bandi ce ne vanno di meno, perché se io entro e partecipo a venti fondazioni, scopriremo che i soldi per i bandi non ci stanno proprio!

Allora, se mi sbaglio io, che i soldi che devono andare alle fondazioni sono extragettito, extra fondi della cultura e fanno parte di un fondo oscuro sopra al bilancio, una sorta di nicchietta commissariale, qualcuno ce lo deve spiegare, perché allora facciamone tante di fondazioni, così la cultura, partecipiamo a trenta fondazioni, così la cultura avrà tutto quello che daremo alle fondazioni, ma l’avrà fuori dal bilancio della cultura e in più avrà tutti i soldi liberi “per”.

Siccome ritengo che non sia così, e tanto più impegni stabili abbiamo, tanto più li sottraiamo ai laboratori, ci stiamo affezionando a queste forme nascenti e germoglianti di cultura, tanto meno soldi avremo per i laboratori culturali.

Mi sbaglio?

Non mi sbaglio, però se fosse così cortese l’assessore di confermarcelo, grazie.

 

PRESIDENTE. L’Aula mi consentirà di dire al collega Sbardella che quella frase “non risulta essere corretto” è deliziosa. Quella che ha pronunciato lei.

Ha chiesto di parlare il consigliere Patanè. Ne ha facoltà.

 

PATANE’ (Pd). Solo per sostenere le argomentazioni che ho prodotto finora all’Aula sull’articolo 7.

L’articolo che noi abbiamo approvato, l’articolo 20, che riguarda il Fondo unico regionale per lo spettacolo dal vivo, da questo punto di vista è chiarissimo, cioè dice: “al fine di sostenere e incrementare le attività di cui agli articoli 3, 4, 5, 6, 8 e 11”. Quindi l’articolo 7 non c’è.

Quindi, noi non stiamo, con il Fondo unico per lo spettacolo, sostenendo l’articolo 7, che ha le fondazioni. Quindi, togliendo l’articolo 7 da qui, tanto Roma Festival, quello è il punto, sta sull’articolo 7, l’articolo 7, Roma Festival, non sta nel Fondo unico per lo spettacolo.

E’ tanto semplice! Non credo ci sia null’altro da dire!

 

PRESIDENTE. Colleghi, mi pare che vi sia stato un ampio dibattito.

Prego, ha chiesto di parlare il consigliere Gramazio. Ne ha facoltà.

 

GRAMAZIO (PdL-FI). Presidente, intervengo per correggere il collega Sbardella, che non ha capito che - e mi stupisco - i fondi per le fondazioni culturali stanno sui lavori pubblici, sul capitolo di Refrigeri. Li devi cercare su quello, non sul capitolo della cultura.

Resta il fatto, ed è un’onta per la legge e per il lavoro che voi state facendo, che avete scelto di dare la stessa dignità alla Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia, alla Fondazione del Teatro dell’Opera di Roma, alla Fondazione Musica per Roma e, famosissima nel mondo, la conoscono tutti, alla Fondazione Romaeuropa, che ha un direttore generale che è la moglie di un parlamentare del Pd, che ha un Presidente che era ed è tuttora assessore della Giunta Zingaretti, cioè a una fondazione che, come ha detto il collega Patanè, nel 1990 è nata con i migliori auspici e che nel 2013 è diventata, praticamente, tipo una cooperativa rossa.

In realtà, è questo, in realtà è questo! E’ che avete messo il meglio della cultura che propone la Capitale d’Italia insieme a quello che grossomodo è il dipartimento della cultura del Pd romano! Il che non vuol dire che questa fondazione non sia in grado di fare cultura, ma non avete colto, come al solito...

 

(Interruzione del consigliere Palozzi: “E’ più  una rifondazione!”)

 

…- più una “rifondazione” che una “fondazione”- ma, come al solito, avete scelto di non cogliere un dato di opportunità rispetto all’igiene e all’estetica di questa legge. Avete, naturalmente, dovuto abbassare la testa rispetto a richieste che vi vengono fuori da quest’Aula, avete dovuto garantire un percorso privilegiato non solo per le migliori strutture culturali che ci sono in questa città e che rendono, grazie a Dio, questa città famosa nel mondo, speriamo ancora per molto, anche per grandi opere culturali, però insieme a questo avete rischiato, state rischiando, in realtà avete decretato che una legge intelligente, che serviva alla regione, rischia di diventare una “legge marchetta”, e questo per la spasmodica voglia di inserire per forza una cosa, a cui qualcuno vi ha costretto. La parola “costretto”, la parola “costretto”...

 

(Interruzione di un consigliere)

 

…non ti preoccupare, io non ho nessun tipo di problema né su parentele del Pd né su parentele di Forza Italia. Io lo dico, ci mancherebbe altro! Ero contrario e immagino che questa è la scelta che si è fatta, e di fronte a questa scelta ognuno si assume le responsabilità.

Detto questo, il collega Sbardella dice una verità incontrovertibile. Non è che separando i fondi aumentano i soldi destinati alla cultura, non è che separando i fondi aumentano i fondi alla cultura. Sempre quelli, sul capitolo cultura, sono i soldi che andranno divisi, sempre quelli sono quelli che avranno una via preferenziale, sempre quelli saranno per quelle associazioni, piccole, grandi, di territorio, che dovranno guardare i loro progetti fino alla virgola per paura che qualche dirigente della Regione potrebbe cassarli, mentre qualcuno ha la sua autostrada, non paga il casello e arriva dritto a destinazione. Tra quei qualcuno non ci sono solo i migliori, ma ci sono anche gli amici. Punto. L’avete scelto voi.

 

PRESIDENTE. Pongo in votazione l’emendamento col parere contrario della Giunta.

 

(Il Consiglio non approva)

 

Pongo in votazione l’articolo 25, così come a nostro esame modificato.

 

(Il Consiglio approva)

 

Siamo ora all’articolo 27, c’è la norma finanziaria che è stata approvata in Commissione, con la riformulazione concordata col collega Sbardella, quindi D06/5, che assorbe l’emendamento a pagina 258. Collega Sbardella, in Commissione lei ha ritirato il suo emendamento, era assorbito dall’emendamento della Giunta, credo.

 

(Interruzione del consigliere Sbardella)

 

Ha accettato la riformulazione, sì, sì, va bene. Quindi il parere sarà favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento D06/5.

 

(Il Consiglio approva)

 

Passiamo all’articolo 27 sulle disposizioni finanziarie, così come modificato.

Ha chiesto di parlare la consigliera Corrado. Ne ha facoltà.

 

CORRADO (M5s). Grazie, Presidente.

            Io avrei gradito…

 

PRESIDENTE. Informo l’Aula che mancano due articoli oltre a questo.

 

CORRADO (M5s). Avrei gradito, su questo articolo, l’illustrazione da parte dell’assessore, per un chiarimento che ora chiedo direttamente anche all’assessore.

Qual è il chiarimento?

Volevo capire perché vengono istituiti, a copertura di questa legge, due diversi fondi e perché non è stata prevista invece l’istituzione di un unico fondo che provvede alla copertura degli oneri derivanti dagli articoli, come solitamente abbiamo fatto in altre proposte di legge. A questa osservazione ne aggiungo un’altra che si collega con quello che si è appena discusso riguardo al precedente articolo, ovvero, noi possiamo pure dire, nel fondo unico regionale per lo spettacolo dal vivo, come giustamente ha sostenuto il consigliere Patanè, non si legge, nell’elencazione degli articoli alla cui copertura si provvede con quel fondo, l’articolo 7, che è quello che riguarda le fondazioni. Perfetto. Esiste però un altro fondo, che è il 21, alla cui copertura si provvede con la creazione di un nuovo fondo, Fondo Unico Regionale per la Promozione delle Attività Culturali. Questo fondo attinge le risorse dal programma 02 “Attività culturali…” eccetera, della missione 05. Lo stesso programma e la stessa missione dai quali vengono prese le risorse per coprire gli oneri che derivano dall’attuazione dell’articolo 7 della fondazione. Per cui, anche se nel comma 2 dell’articolo 27 non abbiamo scritto in maniera così esplicita che quel fondo, quell’unico regionale, serve anche a coprire gli oneri derivanti dall’articolo 7, al comma 4. è scritto in maniera implicita, perché comunque, le risorse per coprire gli oneri derivanti da quell’articolo vengono prese sempre dalla stessa missione, dallo stesso programma che alimentano il fondo. Quindi, è come se fosse comunque coperto dal fondo. E poi perché la creazione di due diversi fondi e non di uno unico a copertura con l’eccezione degli articoli che non vengono ovviamente coperti?

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Aurigemma. Ne ha facoltà.

 

AURIGEMMA (PdL-FI). Grazie, Presidente.

Presidente, viste le ultime votazioni sul famoso articolo 7, io le volevo chiedere, come Gruppo di Forza Italia, una sospensione di dieci minuti.

PRESIDENTE. C’è una motivazione particolare?

 

AURIGEMMA (PdL-FI). Sì, dovremmo riunirci per vedere se continuare ad essere complici di questa legge, che è partita benissimo, che condividiamo perfettamente, ma viene oscurata da questo articolo che, secondo noi, ci sembra non solo poco opportuno, ma poco legittimo nell’inserimento…

 

PRESIDENTE. Stiamo parlando dell’articolo 27.

 

AURIGEMMA (PdL-FI). Dell’articolo 7, dell’articolo 7 che abbiamo votato. Allora, secondo noi, siccome questa legge è partita con le migliori intenzioni, vorremmo vederci per vedere se continuare a partecipare alla votazione e al prosieguo…

 

PRESIDENTE. Credo che non ci sia nulla in contrario, nel momento in cui abbiamo votato l’articolo 27 e l’articolo aggiuntivo, prima della votazione finale, a consentire al gruppo una riunione per dieci minuti. Credo che non ci sia nulla di male. Finiamo gli articoli e poi prima dell’approvazione finale….

 

AURIGEMMA (PdL-FI). Se è possibile farlo prima sarebbe meglio, però se lei preferisce farlo dopo…

 

PRESIDENTE. Per levarci di mezzo…

 

AURIGEMMA (PdL-FI). Tanto non cambia nulla. Comunque, come preferisce lei, Presidente.

 

PRESIDENTE. Se è come preferisco io, facciamo come ho detto.

Pongo in votazione l’articolo 27, così come modificato.

 

(Il Consiglio approva)

 

Passiamo adesso all’articolo aggiuntivo a firma Buschini, pagina 263.

Parere dell’assessore?

 

RAVERA, Assessore. Ho un problema tecnico. Non ho gli ultimi due articoli.

 

PRESIDENTE. Forse il collega Patanè può aiutarci. Sull’emendamento a pagina 263 credo che il parere sia favorevole…

 

(Interruzione del consigliere Patanè)

 

            Va bene. 

Pongo in votazione l’emendamento a pagina 263.

 

(Il Consiglio approva)

 

Restano da votare l’entrata in vigore, il titolo e due ordini del giorno. Sospendiamo per dieci minuti la seduta, la riprendiamo alle 18,30 con ben altra presidenza.

 

(La seduta è sospesa alle ore 18,19 e riprende alle ore 19,00)

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE

LEODORI

 

PRESIDENTE. Come in Conferenza dei capigruppo avevamo concordato la chiusura dei lavori odierni alle ore 19,00,  sospendiamo la seduta. Riprenderemo mercoledì 3 dicembre alle ore 11,00 con le dichiarazioni di voto e la votazione finale della legge. Manca anche la votazione del titolo e dell’entrata in vigore.

Pertanto la seduta è sospesa e aggiornata a mercoledì 3 dicembre alle ore 11,00. Grazie.

 

La seduta è sospesa alle ore 19,01 

 

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Servizio Giuridico Istituzionale

Direttore Avv. Costantino Vespasiano

 

Resocontazione

Responsabile Stefano Mostarda

 

Resocontisti

Gabriella Mostarda, Cedat85

 

Revisore

Gabriella Mostarda

 

 



Allegato n. 1

Proposte di legge presentate

 

Proposta di legge n. 223 del giorno 21 novembre 2014, del consigliere Aurigemma, concernente: “Disciplina delle attività nel settore funerario”

 

*****

 

Proposta di legge n. 224 del giorno 24 novembre, del consigliere Lena, concernente: “Disposizioni per la razionalizzazione e il miglioramento del sistema delle prestazioni odontoiatriche e di chirurgia maxillo-facciale del Servizio Sanitario Regionale”

 

 



Allegato n. 2

Mozioni presentate

 

Mozione n. 266 del giorno 20 novembre 2014, dei consiglieri Porrello, Barillari, concernente: “Assistenza sanitaria ospedale \"Padre Pio\" di Bracciano (RM)”

 

*****

 

Mozione n. 267 del giorno 20 novembre 2014, del consigliere De Paolis, concernente: “Alienazione degli immobili di edilizia residenziale pubblica”

 

*****

 

Mozione n. 268 del giorno 21 novembre 2014, del consigliere Gramazio, concernente: “Realizzazione della scuola materna ed elementare in località Colle Barco, Comune di Zagarolo”

 

*****

 

Mozione n. 269 del giorno 21 novembre 2014, del consigliere Manzella, concernete: “Introduzione di un sistema di voucher per l\'acquisto di servizi di carattere creativo (Voucher per la Creatività)”

 

*****

 

Mozione n. 270 del giorno 25 novembre 2014, dei consiglieri Barillari, Denicolò, Perilli, concernente: “Verifica dello stato degli scavi e dei servizi del Parco Archeologico di Ostia Antica, promozione dell\'accoglienza turistica, rilancio del commercio locale a km0”

 

*****

 

 

Mozione n. 271 del giorno 25 novembre 2014, dei consiglieri Barillari, Porrello, concernente: “Radioterapia oncologica: rinnovo urgente apparecchiature ed estensione orari funzionamento per azzeramento liste di attesa”



Allegato n. 3


Interrogazioni a risposta orale presentate

 

Interrogazione a risposta orale n. 95 del giorno 20 novembre 2014, della consigliera Corrado, concernente: “Proposta realizzazione di impianto di biogas in località Tor Maggiore - Santa Palomba - da parte della società COGEA Srl”

 

 

******************************



Allegato n. 4

Interrogazioni a risposta scritta presentate

 

Interrogazione a risposta scritta n. 737 del giorno 19 novembre 2014, del consigliere Perilli, concernente: “Bando “Innovazione: Sostantivo Femminile””

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 738 del giorno 24 novembre 2014, del consigliere Santori, concernente: “Privatizzazione gestione del servizio sanitario di emergenza ARES 118”

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 739 del giorno 24 novembre 2014, del consigliere Simeone, concernente: “Commissariamento del Consorzio per lo Sviluppo Industriale Roma - Latina ASI ai sensi dell\'art. 9, comma 2, della Legge Regionale 29 maggio 1997 n. 13, recante \"Consorzi per le aree e i nuclei di sviluppo industriale\" e revoca convocazione assemblea”

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 740 del giorno 25 novembre 2014, dei consiglieri Barillari, Denicolò, Perilli, concernente: “Parco Archeologico Fiumicino Ostia Antica”

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 741 del giorno 25 novembre 2014, dei consiglieri Pernarella, Porrello, Barillari, concernente: “Complesso immobiliare sito in via Olivetani n. 19, Formia denominato “ex Colonia Di Donato””

 

 

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Allegato n. 5

Interrogazioni a risposta immediata presentate

 

Interrogazione a risposta immediata n. 38 del giorno 19 novembre 2014, del consigliere Storace, concernente: “Ulteriori chiarimenti sui gravissimi fatti inerenti l\'inchiesta della magistratura su Lazio Service”

 

*****

 

Interrogazione a risposta immediata n. 39 del giorno 21 novembre 2014, dei consiglieri Simeone, Forte, concernente: “Accordo di programma finalizzato alla programmazione e al finanziamento di interventi urgenti prioritari per la mitigazione del rischio idrogeologico (DGR n. 313/2010 - DGR 329/2010) - Comune di Ventotene”

 

*****

 

Interrogazione a risposta immediata n. 40 del giorno 21 novembre 2014, della consigliera Denicolò, concernente: “Modalità di nomina Direttore e Vicedirettori dell\'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA)”

 

*****

 

Interrogazione a risposta immediata n. 41 del giorno 21 novembre 2014, della consigliera Denicolò, concernente: “Proposta realizzazione di impianto di Biogas in località Tor Maggiore - Santa Palomba - da parte della Società COGEA Srl”

 

*****

 

Interrogazione a risposta immediata n. 42 del giorno 24 novembre 2014, del consigliere Righini, concernente: “Produzione Olearia stagione 2014”

 

 

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Allegato n. 6

Risposte pervenute alle interrogazioni a risposta scritta nn. 109, 149, 256, 307, 308, 344, 389, 392, 496, 525, 574, 587, 593, 609, 670

 

Interrogazione a risposta scritta n. 109 del giorno 7 agosto 2013, del consigliere Gramazio, concernente: “Abusi edilizi nel Comune di Sant’Angelo Romano”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 149 del giorno 4 settembre 2013, del consigliere Santori, concernente: “Situazione rifiuti raccolta porta a porta nel Comune di Fiumicino”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 256 del giorno 20 novembre 2013, della consigliera Corrado, concernente: “Situazione aeroporto “G. Pastine” di Ciampino (RM)”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 307 del giorno 8 gennaio 2014, dei consiglieri Blasi, Porrello, concernente: “Tracciabilità e trattamento rifiuti Provincia di Roma”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 308 del giorno 8 gennaio 2014, dei consiglieri Blasi, Porrello, concernente: “Autorizzazione e trattamento impianto di tritovagliatura della soc. CO.LA.RI”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 344 del giorno 27 gennaio 2014, del consigliere Sabatini, concernente: “Trattamento e smaltimento dei rifiuti della Provincia di Roma presso impianti e siti insistenti sul Comune di Viterbo”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 389 del giorno 3 marzo 2014, del consigliere Storace, concernente: “Chiarimenti su regolarità nelle procedure di gara per l\'aggiudicazione del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani a Civita Castellana”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 392 del giorno 4 marzo 2014, dei consiglieri Porrello, Blasi, concernente: “Progetto “Capping” per il sito di Malagrotta”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 496 del giorno 9 maggio 2014, dei consiglieri Denicolò, Porrello, Blasi, concernente: “Capacità della discarica nella frazione di Monterazzano - Comune di Viterbo”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 525 del giorno 4 giugno 2014, dei consiglieri Porrello, Pernarella, concernente: “Impianto di gassificazione di Malagrotta, Roma”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 574 del giorno 15 luglio 2014, del consigliere Palozzi, concernente: “Impianto di compostaggio aerobico di AMA Spa”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 587 del giorno 21 luglio 2014, del consigliere Porrello, concernente: “Separazione delle competenze in materia di VIA (Valutazione Integrata Ambientale) e VAS (Valutazione Ambientale Strategica)”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 593 del giorno 27 luglio 2014, dei consiglieri Pernarella, Porrello, concernente: “Trattamento rifiuti non pericolosi impianto RIDA AMBIENTE srl”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 609 del giorno 4 agosto 2014, del consigliere Abbruzzese, concernente: “Applicazione della tassa sui rifiuti TARI alle aziende agricole che esercitano attività agrituristica”

 

RISPOSTA

 

*****

 

Interrogazione a risposta scritta n. 670 del giorno 30 settembre 2014, dei consiglieri Blasi, Porrello, concernente: “Smaltimento illecito di rifiuti in località Pascolaro nel Comune di Graffignano”

 

RISPOSTA

 

******************************

 

Resocontazione

 

Responsabile Stefano Mostarda



Seduta Pubblica n. 36 (2ª sessione)

Di Lunedì 24 Novembre 2014 (ore 11,00)

 

 

Servizio Giuridico Istituzionale

Resocontazione

 

 

CONSIGLIO REGIONALE DEL LAZIO 36.

 

SEDUTA DI LUNEDI’ 24 NOVEMBRE 2014

(2ª sessione)

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LEODORI

INDI

DEL VICEPRESIDENTE VALERIANI (ore 13,22)

INDI

DEL VICEPRESIDENTE STORACE (ore 15,47)

INDI

DEL PRESIDENTE LEODORI (ore 17,07)

 

**********

 

Ufficio di Presidenza

Presidente: Daniele Leodori

Vicepresidenti: Francesco Storace; Massimiliano Valeriani

 Consiglieri Segretari: Maria Teresa Petrangolini; Gianluca Quadrana; Giuseppe Simeone

 

Gruppi consiliari

Centro Democratico: Cd (c.g. Piero Petrassi); Fratelli d’Italia: FdI (c.g. Giancarlo Righini); Gruppo misto: Misto (c.g. Pietro Sbardella); Il Popolo della Libertà: PdL-FI (c.g. Luca Gramazio); La Destra: LaD (c.g. Francesco Storace); Lista Civica Bongiorno Unione di Centro: LcB-Udc (c.g. Marino Fardelli); Lista Civica Nicola Zingaretti: LcZ (c.g. Michele Baldi); Lista per il Lazio: LpL (c.g. Riccardo Valentini); Lista Storace: LS (c.g. Olimpia Tarzia); Movimento 5 stelle Beppegrillo.it: M5s (c.g. Gianluca Perilli); Nuovo Centrodestra: Ncd (c.g. Pietro Di Paolantonio); Partito Democratico: Pd (c.g. Marco Vincenzi); Partito Socialista Italiano: Psi (c.g. Oscar Tortosa); Sinistra Ecologia Libertà: Sel (c.g. Gino De Paolis).

 

Giunta regionale

Presidente: Nicola Zingaretti

Vicepresidente: Massimiliano Smeriglio

Assessori: Formazione, Università, Scuola e Ricerca: Massimiliano Smeriglio; Semplificazione, Trasparenza e Pari opportunità: Concettina Ciminiello; Politiche del Territorio, della Mobilità e dei Rifiuti: Michele Civita; Attività produttive e Sviluppo economico: Guido Fabiani; Cultura e Sport: Lidia Ravera; Infrastrutture, Politiche abitative e Ambiente: Fabio Refrigeri; Agricoltura, Caccia e Pesca: Sonia Ricci; Bilancio, Patrimonio e Demanio: Alessandra Sartore; Lavoro: Lucia Valente; Politiche Sociali: Rita Visini.

 

 

INDICE


Ordine del giorno

 

(La seduta riprende  alle ore 12,20)

 

PRESIDENTE

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE

Proposta di legge  regionale n. 145 del giorno 20 marzo 2014, adottata dalla Giunta regionale con delibera n. 130 del giorno 18 marzo 2014, concernente: “Sistema cultura Lazio: sviluppo dello spettacolo dal vivo e della promozione culturale”

Relazioni

PRESIDENTE

RAVERA, Assessore

PATANE’ (Pd)

Discussione generale

PRESIDENTE

CARRARA (LpL)

STORACE (LaD)

TARZIA (LS)

DENICOLO’ (M5s)

(La seduta è sospesa alle ore 13,46 e riprende alle ore 15,47)

PRESIDENTE

FORTE (Pd)

BONAFONI (LpL)

DI PAOLANTONIO (Ncd)

SBARDELLA (Misto)

Discussione e votazione dell’articolato

PRESIDENTE

CARRARA (LpL)

RAVERA, Assessore

GRAMAZIO (PdL-FI)

PERILLI (M5s)

TARZIA (LS)

AURIGEMMA (PdL-FI)

(La seduta è sospesa alle ore 16,33 e riprende alle ore 17,07)

PRESIDENTE

SBARDELLA (Misto)

PATANE’ (Pd)

PERILLI (M5s)

TARZIA (LS)

AURIGEMMA (PdL-FI)

VINCENZI (Pd)

GRAMAZIO (PdL-FI)

RAVERA, Assessore

CARRARA (LpL)

DENICOLO’ (M5s)

QUADRANA (LcZ)

(La seduta è sospesa alle ore 18,15 e riprende alle ore  18,42)

PRESIDENTE

RAVERA, Assessore

DENICOLO’ (M5s)

PATANE’ (Pd)

GRAMAZIO (PdL-FI)

SBARDELLA (Misto)

(La seduta è sospesa alle ore 18,57 e riprende alle ore  19,04)

PRESIDENTE

SBARDELLA (Misto)

TARZIA (LS)

DENICOLO’ (M5s)

RAVERA, Assessore

PATANE’ (Pd)

PERILLI (M5s)

(La seduta è sospesa alle ore 19,30)

 

 



La seduta riprende alle ore 12,20

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LEODORI

 

PRESIDENTE. Buon giorno.

            Iniziamo i lavori del Consiglio con la Proposta di legge n. 145, punto 4 dell’ordine del giorno.

 

Comunicazioni del Presidente

 

PRESIDENTE. Prima di procedere, comunico che il Presidente della Regione, Nicola Zingaretti, sarà assente nella giornata  odierna perché impegnato in attività istituzionali; ai sensi dell’articolo 34, comma 5, del Regolamento del Consiglio, sarà computato come presente ai fini della fissazione del numero legale dell’Aula.

 

*****

 

Proposta di legge regionale n. 145 del giorno 20 marzo 2014, adottata dalla Giunta regionale con delibera n. 130 del giorno 18 marzo 2014, concernente: “Sistema cultura Lazio: sviluppo dello spettacolo dal vivo e della promozione culturale”

 

Relazioni

 

PRESIDENTE, Procediamo con il punto 4 dell’ordine del giorno che reca: Proposta di legge regionale n. 145 del giorno 20 marzo 2014, adottata dalla Giunta regionale con delibera n. 130 del giorno 18 marzo 2014, concernente: “Sistema cultura Lazio: sviluppo dello spettacolo dal vivo e della promozione culturale”

Do subito la parola all’assessore Ravera per la presentazione della proposta.

 

RAVERA, Assessore. Buon  giorno a tutti.

            “Serve una nuova legge che sostenga tutto lo spettacolo dal vivo come un vero e proprio distretto produttivo, offrendo servizi ed opportunità per la sua  crescita nella regione.”. Così ha detto Nicola Zingaretti.

            Ha detto: “Una speciale attenzione andrà prestata alla dimensione professionale della cultura troppo spesso messa da parte in favore  di una visione meramente ricreativa dell’attività culturale. La cultura produce lavoro e chiede lavoro ed il lavoro culturale va riconosciuto, protetto, tutelato e migliorato.”.

            Seguendo questi buoni proponimenti abbiamo messo mano ad una proposta di legge sullo spettacolo dal vivo, la prima nella Regione Lazio, infatti finora si è normato il settore basandosi sulla legge n. 32 del 1978 che si occupava fondamentalmente di promozione culturale.        Per mettere ordine e sostenere lo spettacolo dal vivo siamo stati costretti di volta in volta a scrivere provvedimenti singoli e ad infilare a forza articoli specifici in normative altre.

            Questa proposta di legge ha un titolo impegnativo: “Sistema cultura Lazio. Norme in materia di spettacolo dal vivo e  promozione culturale”.

            “Sistema”, è questa una delle parole chiave.

            Prima di stendere il testo base abbiamo seguito un percorso di ascolto e condivisione lungo e  sostanzioso iniziato nel giugno del 2013 con una audizione di circa 300 operatori. Tra luglio e novembre del 2013 abbiamo avuto incontri vis à vìs con tutti i rappresentanti del settore - faccio l’elenco, perché è istruttivo - a cominciare dall’Agis, Federculture, Fed.It.Art., C.Re.S.Co., Cgil, Cisl, Uil, CORE, Istituzioni culturali, Teatro di Roma, Opera di Roma, Auditorium Santa Cecilia, Associazione dei teatri comunali del Lazio, Romaeuropa, Conferenza nazionale artigiani, insomma, un po’ tutti, tutti quelli che sono venuti. Abbiamo raccolto pareri, abbiamo integrato il testo  con i contributi degli operatori del settore, abbiamo riscritto, ripresentato e non abbiamo ancora finito perché siamo qui a discutere ogni dettaglio. Quando segui la politica dell’ascolto è difficile mettere la parola “fine”, ma va bene così.

            Il testo, arricchito e perfezionato è quindi stato proposto alla discussione della Commissione cultura del Consiglio regionale presieduta da Eugenio Patanè.

            E’ stato un lavoro proficuo, intenso, intelligente, intelligente e costruttivo è stato il contributo di tutti i consiglieri, dell’opposizione come della maggioranza. Ho apprezzato l’attenzione di merito che le varie rappresentanze  hanno dedicato al testo proponendo miglioramenti, aggiustamenti, integrazioni che hanno reso più completa la proposta che discutiamo oggi. E quindi voglio ringraziare qui pubblicamente il consigliere Patanè e tutti i consiglieri  che hanno lavorato in commissione. Il consigliere Carrara ci consentirà di approfondire in questa sede i temi del dibattito, la sostanza delle audizioni richieste dal Consiglio ma a me premeva dire che si è lavorato bene  e che si è lavorato insieme.

            Si è lavorato così bene che il testo che oggi sottopongo alla vostra attenzione è stato votato all’unanimità in Commissione cultura.

            Questo testo corrisponde ad alcuni principi, il primo è questo: “La Regione Lazio riconosce, promuove e sostiene lo spettacolo dal vivo in tutte le sue forme, finanzia e sostiene anche le attività di produzione culturale”; il secondo: “La Regione Lazio riconosce il valore dell’impresa culturale”, guardate, non è ovvio, tant’è vero che  è la prima Regione italiana che lo afferma nero su bianco in una legge, “il valore dell’impresa culturale”, e non soltanto per gli aspetti economici, il che varrebbe per ogni altra impresa culturale, ma anche per il valore civile, sociale inclusivo delle imprese culturali; il terzo: “La Regione Lazio si propone di riequilibrare l’offerta culturale sul territorio, si impegna, cioè, ad animare culturalmente tutto il territorio laziale, riducendo il gup tra Roma ed il resto della regione, fra i nuclei urbani e le zone rurali, con una particolare attenzione alle località più culturalmente deprivate”; quarto principio, ma non meno importante: “La Regione Lazio riconosce e sostiene l’educazione musicale, l’educazione teatrale, l’educazione alla danza come momenti fondamentali per la formazione di un pubblico consapevole e non solo, anche di una cittadinanza attiva”.

            Gli strumenti che ci diamo per  attuare questo progetto sono innanzitutto economici, quattro fondi: un fondo unico per lo spettacolo dal vivo, 1,3 milioni in parte corrente e 1 milione in conto capitale; un fondo unico per la promozione culturale, dalla convegnistica alle iniziative per la promozione dei beni culturali, 500 mila euro; un fondo di garanzia dedicato alle imprese per lo spettacolo dal vivo perché  possano più  facilmente accedere al credito, perché sappiamo bene che fanno più fatica delle altre, piccole e medie imprese, in quanto producono beni immateriali della cui necessità e centralità non tutti sono ancora convinti; ultimo un fondo per le rievocazioni storiche di 100 mila euro.

            Queste risorse si aggiungono a quelle che già faticosamente abbiamo reperito sul bilancio di quest’anno, come i 2,1 milioni di euro per i bandi, rassegne e festival e officine della cultura, bandi gestiti dalle Province, 1 milione di euro per la digitalizzazione dei teatri, bando scaduto pochi giorni fa, nonché gli oltre 10 milioni di euro per il triennio 2014-2016 per la ristrutturazione di oltre 30 tra teatri  pubblici e privati, abbiamo già incominciato, abbiamo inaugurato il primo ad Arsoli  15 giorni fa.

Ma gli strumenti economici in un settore delicato come la cultura e l’arte non bastano. Bisogna anche studiare, capire, approfondire, adattare le nostre politiche alle mutevoli esigenze di un mercato molto fluido, talvolta contraddittorio, in costante movimento. Ecco, allora, che ci dotiamo di altri tre strumenti conoscitivi, interattivi, di discussione e messa a punto di nuove strategie. Uno: l’Osservatorio sulla cultura, che ha il compito di indagare i flussi di pubblico, la dinamica della domanda e dell’offerta, le difficoltà e i punti di forza e anche, ovviamente, come vengono spesi i fondi stanziati dalla Regione, con quali risultati, seguendo quali criteri. Questo sforzo cognitivo lo dobbiamo ai cittadini, dato che investiamo i loro soldi. L’Osservatorio sarà composto da personale interno alla Regione, quindi senza costi aggiuntivi per i nostri magri bilanci.

Secondo strumento cognitivo: il Forum. Il Forum è una piazza simbolica con poteri di indirizzo e di correzione di tiro. Sì, correzione, consiglio, critica costruttiva, partecipazione. Nel Forum saranno rappresentate tutte le categorie, gli operatori del settore, i sindacati, gli enti locali, le grandi fondazioni. Saranno anche coinvolti, secondo necessità e desiderio, altri assessorati a vario titolo vicini alla cultura, dalla formazione allo sviluppo produttivo, ma anche le politiche sociali, l’ambiente e il lavoro. Il Forum sarà il luogo fisico e/o elettronico in cui continuerà a trovare spazio la vocazione all’ascolto che ci ha sostenuti fin qui.

Terzo strumento: lo sportello regionale della cultura. Sarà sempre aperto e a disposizione di tutti, dagli addetti ai lavori ai cittadini, diffonderà e promuoverà le iniziative regionali, nazionali, europee e farà conoscere le opportunità, come gli eventi, pubblicizzerà i bandi e assisterà chi ha bisogno di assistenza per parteciparvi correttamente.

I beneficiari degli interventi previsti dalla legge saranno gli enti locali, inclusa Roma, le imprese culturali e creative, le fondazioni e associazioni di rilevanza nazionale e regionale di cui siamo soci, cioè l’associazione Teatro di Roma, la Fondazione Musica per Roma, la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma, la Fondazione Accademia nazionale di Santa Cecilia, l’Associazione teatrale dei Comuni del Lazio e sancito da questa nuova legge la Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura. Questo all’apice della piramide, ma alla base della piramide, che vede al vertice le fondazioni d’eccellenza, vi saranno i beneficiari degli interventi, e anche questa è una novità di questa legge, i gruppi di teatro amatoriale, le bande, i cori, le associazioni di cittadini che vogliono misurarsi con la danza, la musica, lo spettacolo dal vivo.

La Regione istituisce un registro regionale delle bande musicali, dei gruppi corali coreutici e teatrali a carattere amatoriale operanti sul territorio. Altro beneficiario sono le associazioni che si impegnano nell’educazione artistica dei bambini e dei ragazzi di età compresa fra i quattro e i diciotto anni. Ci sono molte altre voci in questa proposta di legge e avremo occasione di ripercorrerle nel corso della discussione.

Quella che discutiamo oggi è una legge quadro, è una legge molto accogliente, disegna un sistema dove trovano spazio interventi diversi che rispondono a uno stesso principio: rendere il Lazio culturalmente e artisticamente vivo, vivace, competitivo sul piano della creatività e della qualità della vita.

Nell’attesa dell’approvazione della legge che ordinerà il settore abbiamo già incominciato ad animare il Lazio. Vi faccio degli esempi. Abbiamo ideato un nuovo modo di animare la stagione estiva attraverso le invasioni creative, una pacifica invasione di bande, di teatro, musica e danza per una settimana in tutti gli spazi del comune, un format che abbiamo sperimentato a Rieti nel 2013, che nell’estate scorsa ha contagiato altri due capoluoghi di provincia, Frosinone, dove l’invasione creativa è uscita dal nucleo urbano e ha contaminato i bellissimi scenari dei paesi intorno, e Latina, la città giovane del Lazio, dove si è appena svolto uno dei più importanti eventi di arte contemporanea su scala nazionale e internazionale, che si chiama Digital Life. E’ stata anche questa una prima volta di animazione del territorio. Abbiamo seguito e sostenuto tutti i festival del territorio, abbiamo fatto rinascere dalle ceneri il Festival di Villa Adriana a Tivoli, abbiamo sostenuto la crescita del Festival di Montalto, l’affermazione del Festival di Viterbo tanto da poter pensare davvero di rilanciare la candidatura di Viterbo a Capitale italiana della cultura. E poi gli spazi: abbiamo inaugurato il primo teatro pubblico ristrutturato, quello di Arsoli, e presto potremo inaugurarne altri. I lavori sono ripresi ovunque. Abbiamo sostenuto la prima festa dei teatri che si è svolta il 25-26 ottobre scorso.

Ci siamo mossi con l’obiettivo di stimolare, insomma, nella nostra regione l’amore per l’arte, la bellezza e la cultura.

Liveinlazio è il marchio che segnala, unifica e promuove tutte le iniziative che questa legge incardina.

Mi preme però ora, dopo questo sommario riassunto, richiamare il senso, l’anima se preferite, di questa legge. E’ una legge che unisce la necessità di normare il mondo dello spettacolo dal vivo in tutte le sue diverse forme e professionalità alla necessità di sostenere e promuovere la cultura, offrendo una chance a chi vuole iniziare, dando residenza e continuità a chi da anni si dibatte nel precariato, diffondendo fiducia e sostenendo chi porta avanti il faticoso lavoro della ricerca quasi mai premiato dal mercato; è una legge che immagina orchestre di bambini, orchestre di adolescenti che si trovano insieme per suonare invece che per annoiarsi con una birra in mano, ma è anche una legge che riconosce le imprese private che producono cultura e non le discrimina rispetto alle associazioni senza scopo di lucro, perché il mondo della cultura si nutre di passione, ma anche di danaro e il danaro investito nella cultura, questo è ormai patrimonio e consapevolezza comune, rende più del danaro investito altrove; è una legge che immagina nuove start-up, nuove tecnologie perché le arti possano camminare al passo con i tempi e lavorare al nostro futuro; è una legge che consentirà di restaurare i teatri abbandonati, di portare a termine restauri interrotti, perché non ci sia più un solo borgo, una cittadina, un agglomerato di case senza un luogo dove produrre e consumare prosa, musica, danza;è una legge che riconosce dignità professionale agli artisti di strada, agli artisti circensi.

E una legge che in ogni articolo, in ogni capo, in ogni disposizione, ribadisce un concetto semplice, ma non ancora abbastanza radicato nell’inconscio collettivo, non ancora automatico: l’espressione artistica è una necessità primaria, un bisogno, sia per chi spesso fra mille difficoltà la produce, la distribuisce, la promuove, sia per tutti gli altri che hanno diritto a goderne per migliorare la qualità della propria vita. Grazie.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il Presidente della Commissione competente, Patanè. Ne ha facoltà.

 

PATANE’ (Pd). Grazie, Presidente, grazie Assessore.

Oggi cominciamo la discussione di una proposta di legge che tenta di rispondere in maniera moderna a problemi a cui la vecchia legge, che risale ormai a trentasei anni fa, non riusciva più a rispondere.

Dismetto un attimo i panni di presidente di commissione per affermare un concetto. Certe volte, certe leggi anacronistiche purtroppo portano a decisioni sbagliate anche da parte della magistratura. Voglio esprimere quindi solidarietà politica al nostro collega, Presidente Storace, rispetto a una legge sbagliata e anacronistica che ha portato ad una sentenza altrettanto eccessiva, che si basa su presupposti incomprensibili e rispetto alla quale invece portiamo solidarietà umana.

Noi vorremmo, e rimetto adesso i panni di presidente della commissione, trattare una legge che invece penso che in questo momento storico non sia una legge di secondo piano, tutt’altro. E’ una legge importante, più importante che mai, che anzi, rappresenta un tema centrale di primaria importanza nella nostra Regione, perché parla dei nostri talenti e si fonda sullo sviluppo e sulla potenzialità di crescita della conoscenza, della creatività che i nostri territori possono esprimere. E lo affronta questo sia da un punto di vista economico che da un punto di vista strettamente sociale e, appunto, culturale.

Un dato su tutti: secondo i dati del Rapporto 2014 della Fondazione Symbola Unioncamere, il settore della cultura ha un impatto sull’economia che determina effetti moltiplicativi per 1,67, cioè, ogni euro che noi investiamo in cultura ne attiva 1,67 in altri settori, anche settori molto distanti dalla cultura stessa, persino nell’edilizia. Noi quindi oggi parliamo sì di cultura, sì di crescita, appunto, sociale e culturale, anche individuale, ma parliamo anche di economia, un’economia e un settore importante, che genera crescita e occupazione.

La cultura nelle sue diverse declinazioni è quello che infatti ci permetterà di affrontare e vincere le battaglie difficili che ci aspettano, di conquistarci un futuro alla nostra altezza. Anche qui voglio dire che questa legge, oltre ad essere letta da un punto di vista economico, ci dice che investire in cultura ha anche una forte valenza sociale per il carattere di aggregazione, di formazione dei cittadini, di prevenzione del disagio e dell’esclusione sociale.  

I fatti recenti di Roma ci confermano che laddove la città, intesa come ricchezza di spazio e opportunità, servizi, luoghi d’incontro, si allontana, a quel punto il degrado, la rabbia, la violenza prendono il sopravvento.   

Bisogna tornare a investire nei diversi quartieri, luoghi della città e della Regione per rispondere ai bisogni diversi dei cittadini che vi abitano, facendo sì che la cultura si diffonda in molti canali e sia accessibile a tutti e da tutti, cosa che questa legge permette con la creazione di occasioni per i teatri del Lazio, aprendo le platee a sempre più spettatori, sempre meno costretti a viaggiare verso il centro della Capitale per poter fruire di spettacoli. Ecco, noi tentiamo con questa legge di ridurre il gap che c’è tra Roma e il resto dei territori. E’ una legge regionalista a tutti gli effetti.

La proposta di legge si inserisce in questo quadro tra economia e socialità. Abbiamo detto tante volte in questi mesi che diamo alla regione Lazio una nuova legge sul sistema culturale dopo 36 anni, ma oggi penso che possiamo dire una cosa in più. Non solo diamo uno strumento legislativo al nostro territorio, ma investiamo concretamente nel nostro futuro, valorizzando la cultura anche rispetto alla sua valenza sociale, di aggregazione e di formazione dei cittadini e, appunto, come strumento innovativo rendendolo concreto. Al Lazio, territorio storicamente votato alla cultura, mancava un tassello fondamentale. Oggi, tentiamo di colmare questo vuoto dando nuova linfa all’intero sistema.

Tante le novità della proposta, ma fatemi prima di tutto ringraziare per il grande lavoro svolto tutti i Commissari della V Commissione, i vicepresidenti Carrara e Tarzia per aver, ancora una volta nel percorso di questa legge, abbracciato e sposato il metodo dell’ascolto, della partecipazione e della condivisione. Un grazie anche all’assessorato per aver pazientemente svolto un lavoro prima di ascolto e poi di proposta, ma anche di condivisione insieme alla Commissione di tutte le modifiche. Posso dire che il testo uscito dalla Commissione è un po’ diverso da quello che era uscito dalla Giunta e questo è una conquista non soltanto della Commissione e del Consiglio, ma anche della capacità, appunto, di ascolto dall’assessore Ravera e della Direzione.

Quanto ai contenuti, siamo la prima Regione in Italia a riconoscere l’impresa culturale e creativa di una legge, mettendoci in linea rispetto agli obiettivi e ai contenuti dei programmi comunitari. Il primo punto importante di cambiamento di questa legge è l’inserimento del concetto di “impresa culturale”, cosa che non c’era prima. Basavamo prima la nostra legge semplicemente sulla promozione culturale, oggi lo facciamo sull’impresa culturale, appunto nell’ambito dell’economia della conoscenza, con obiettivi di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Le imprese culturali e creative sono divenute nell’ultimo decennio oggetto di crescente attenzione, tutti ne parlano e noi le abbiamo introdotte nel dettato normativo nella convinzione che siano settori trainanti per l’economia, non solo regionale ma nazionale e globale.

Si pensi che la filiera culturale italiana muove il 15,3 per cento del valore aggiunto nazionale, equivalente a 214 miliardi di euro, e dà lavoro a 1,5 milioni di persone, cioè il 5,8 per cento del totale degli occupati in Italia. Per quanto riguarda la nostra regione, e sempre da dati emersi dal rapporto citato, il Lazio è in testa alla classifica per un’incidenza del valore aggiunto di cultura e creatività sul totale dell’economia con il 6,8 per cento.

Tornando al testo della proposta, se dovessimo riassumerla in alcune parole chiave, potremmo parlare di progettualità e semplificazione, da un lato, rafforzamento del sistema culturale, certezza delle risorse, partecipazione e trasparenza.

E, allora, progettualità e semplificazione: abbiamo introdotto il principio oggettivo, che costituisce il leitmotiv dell’intera proposta, di valutazione delle progettualità anziché di valutazione dei soggetti promotori e razionalizzato il quadro normativo con l’abrogazione di sei leggi esistenti e numerose norme sparse in diversi provvedimenti legislativi nel corso degli anni, quindi questa è una proposta che semplifica il quadro normativo. Ne è risultato un vero e proprio testo unico sul sistema culturale della Regione Lazio.

Secondo punto, il rafforzamento del sistema cultura: per restituire spazio, continuità, stabilità, anche con modalità di intervento pluriennale, e centralità a questo settore e ai suoi protagonisti, abbiamo previsto il sostegno a diverse attività, da quelle di produzione e rappresentazione fino ad arrivare ai laboratori e alle attività di studio, ricerca e sperimentazione, dallo sviluppo di festival e rassegne, al sostegno di misure volte a favorire il riutilizzo sociale e culturale di immobili, aree e strutture pubbliche che versano nell’abbandono e nel degrado, sostegno anche allo sviluppo degli spettacoli viaggianti, degli artisti di strada, nonché ai progetti di contaminazione artistica dei giovani. Ma non solo. Questo è accompagnato anche dalla valorizzazione delle rappresentazioni non convenzionali e della cultura classica, delle rievocazioni storiche, come ha detto l’assessore, e delle iniziative di spettacolo dal vivo destinate ai bambini e all’infanzia. Abbiamo posto attenzione sulle esigenze di riequilibrare l’offerta culturale sull’intero territorio regionale. Ma non solo. Lo sviluppo dell’attività culturale deve diventare importante mezzo di prevenzione di disagio sociale e strumento di inclusione. Per la prima volta, tra l’altro, diamo un riconoscimento anche alle attività amatoriali, come diceva giustamente l’assessore Ravera, e a quelle di educazione e formazione istituendo l’articolo 8, l’Albo regionale delle bande musicali e dei gruppi corali, coreutici e teatrali amatoriali.

Terzo punto: la certezza delle risorse. Qui abbiamo compiuto una vera e propria rivoluzione dentro questa legge. Per costruire fiducia tra le Istituzioni e gli operatori non soltanto abbiamo stanziato nuove risorse, e su questo punto voglio ringraziare l’assessore Sartore per aver reperito un importo superiore a quello sperato, nuove risorse che andranno all’istituzione del Fondo unico per lo spettacolo dal vivo e del nuovo Fondo per la promozione culturale, per un totale di quasi 5 milioni di euro, a ciò si aggiunge un Fondo di garanzia per facilitare l’accesso al credito, cosa che era emersa fortemente anche nelle audizioni, le imprese e le associazioni ci chiedevano come si potesse accedere al credito in maniera più semplice.

Ma la vera rivoluzione su questo punto e di questa legge sta nella certezza dell’attività culturale che i singoli operatori potranno fare nell’anno a venire, perché abbiamo inserito dei termini specifici che vogliamo diventino un imperativo anche nei confronti degli operatori. Abbiamo previsto termini certi per l’erogazione dei contributi e dei finanziamenti, con una formulazione che vuole che i progetti siano presentati entro il 30 giugno, come nelle altre leggi, la cui graduatoria con i punteggi degli operatori ammissibili sia fatta entro il 30 ottobre e poi, trenta giorni dopo il bilancio, possa essere accompagnato il punteggio anche all’erogazione definitiva.

Quanto agli strumenti di programmazione e di attuazione del dettato legislativo, la Giunta è chiamata ad approvare il documento di indirizzo triennale la cui attuazione sarà affidata al programma operativo annuale degli interventi.

Infine, la partecipazione, anzitutto declinata come partecipazione della Regione e delle istituzioni culturali e poi come rafforzamento del dialogo tra operatori del settore e Istituzioni. Abbiamo messo a sistema la partecipazione della Regione e delle principali realtà presenti sul territorio, come l’Associazione Teatro di Roma, la Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma e la Fondazione Musica per Roma, tra le altre, come sosteniamo anche l’Associazione teatrale dei Comuni del Lazio e abbiamo regolamentato la partecipazione della Regione alla Fondazione Romaeuropa Arte e cultura.

Una norma che ritengo particolarmente significativa in un’ottica di trasparenza riguarda la certificazione di bilancio, qualora il totale della produzione di tali Enti sia superiore ai 3 milioni di euro. Questa è una norma introdotta in Commissione dopo le audizioni e in particolare, lo voglio ricordare, dopo le audizioni del Sovrintendente Fuortes, che si è dimostrato, a domanda dei commissari, particolarmente d’accordo con l’introduzione di questa norma di trasparenza.

Ma, come detto, la partecipazione è parola chiave anche nel rapporto tra Istituzioni e operatori culturali. E’ questa la finalità del Forum permanente per la cultura e lo spettacolo dal vivo, luogo di dialogo e di confronto prezioso e fondamentale a supporto dell’azione amministrativa.

In conclusione, con questa legge diamo finalmente pieno riconoscimento a tutte le espressioni culturali presenti sul nostro territorio, a partire dallo spettacolo dal vivo, e riconosciamo agli operatori più diritti, opportunità, trasparenza e regole certe nella convinzione che il Lazio possa crescere di più anche investendo sulla cultura. Soprattutto in questo momento di grande incertezza sul futuro, dobbiamo mostrarci capaci di rinnovarci e recuperare un rapporto vivo con il nostro capitale culturale e superare la parola “crisi” attraverso la creatività, la ricerca e l’innovazione.

Mi ha molto colpito che nell’Afghanistan di oggi, territorio massacrato e ridotto in macerie, all’entrata del Museo di Kabul ci sia una targa che in inglese dice: “A nation stays alive when its culture stays alive”, cioè un Paese resta in vita finché resta in vita la sua cultura.

Non vorrei farla troppo aulica, ma c’era un grande statista, Winston Churchill, che rispose ai suoi funzionari che volevano tagliare la cultura per finanziare lo sforzo bellico, rivolgendosi a loro, chiedendo: “Sì, ma per cosa combattiamo?”. Grazie.

 

Discussione generale

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Carrara. Ne ha facoltà.

 

CARRARA (LpL). Grazie, Presidente.

Io intervengo tentando di non dire di più di quanto hanno già detto benissimo l’Assessore e il Presidente della Commissione cultura perché hanno descritto bene i lineamenti di questa legge. Tento di farmi una domanda che viene forse un po’ prima, perché se sono veri, come sono veri, i numeri del sistema imprenditoriale legato allo spettacolo dal vivo nel Lazio, ritengo utile farmi una ulteriore domanda: ma perché finanziare lo spettacolo dal vivo? Bastano le notizie di carattere economico? Bastano i posti di lavoro? Bastano le imprese che ci sono, certamente fiorenti? Basta dire che serve aiutarle per fare una legge sullo spettacolo dal vivo? La risposta è certamente sì, ma non basta, perché di fatto lo spettacolo dal vivo è qualcosa in più ed è per questo che la legge riconosce e valorizza l’impresa culturale legata allo spettacolo dal vivo, ma dice tanto altro ed era una necessità mettere insieme peraltro un mondo frammentato, frastagliato, fatto di amatori, di gente che va a studiare danza, musica e teatro da bambino, di imprenditori che vivono attraverso la cultura e lo spettacolo dal vivo.

Ma, allora, che cosa è che unisce al fondo questa proposta di legge, ma, di fatto, il tema dello spettacolo dal vivo?

La risposta io la farò un pochino aulica, permettetemelo. La risposta è la struttura narrativa dell’uomo. Lo spettacolo dal vivo, il teatro, la danza e la musica hanno di per sé la fragilità che è la fragilità dell’uomo che si fa delle domande. Perdonatemi una citazione, ma la faccio: Aristotele nella poetica definiva lo spettacolo dal vivo, quindi il dramma greco, come la possibilità dell’uomo, attraverso la rappresentazione drammatica di sé e della propria esperienza, di purificare il proprio essere nella comunità, nella società.

Ed è per questo che bene ha detto il Presidente Patanè, questa legge ma discutere di questi temi ha un’importanza perché effettivamente, se applicati alle periferie, ai disordini, certamente una legge può apparire anche un po’ arida, ma se il tentativo è questo, di andare un po’ oltre le righe della legge, allora è importante e queste forme d’arte possono avere una valenza sociale fondamentale, che va ad implementare il servizio reso dalle imprese, ma dice qualcosa di più. Addirittura dice che gli uomini trasferiscono le proprie verità, le proprie convinzioni attraverso il racconto, l’epopea di Gilgamesh, per i credenti i racconti della Bibbia, che sono delle immense drammatizzazioni della realtà, sono teatro, sono musica, sono danza. E sa benissimo, chi ha un bimbo piccolo, che per un bimbo piccolo la naturalezza del teatro, del muoversi, del ballare e dell’approcciarsi a uno strumento musicale è qualcosa di naturale, anzi direi di innato. Perdonatemi una parentesi  che è proprio del mio campo specifico, ma il bimbo risponde agli stimoli della madre subito dal punto di vista artistico, risponde al ritmo, si affascina di fronte a un teatrino di marionette. Non è una banalità, è tentare di dare un senso ulteriore ad un insieme di regole perché effettivamente discutere su che cos’è lo spettacolo dal vivo dà maggior senso a quello che stiamo facendo qui o tentiamo di fare oggi. Perché se lo spettacolo dal vivo fosse solo impresa o solo intrattenimento mi interesserebbe di meno. Se invece la tutela e la promozione dello spettacolo dal vivo è qualcosa che va a toccare le vite delle persone da zero a novantanove anni, rischiando anche di cambiarle, allora mi interessa un pochino di più e forse vale la pena spenderci un po’ più di tempo, anche se le risorse non sono quelle di altre leggi altrettanto importanti. Sono di meno, ma dire che il Consiglio regionale e la Giunta si interessano a questo tema, come prima non è mai stato fatto, significa che si interessano in profondità alla natura dell’uomo, da piccolo ad adulto ad anziano. Ma lo spettacolo dal vivo ha delle fragilità che altre forme d’arte non hanno. Un quadro, un museo, una statua che vanno a finire in un museo, non hanno bisogno di una produzione. La danza, il teatro, la musica sì. Perché? Perché si sviluppano nel tempo, hanno un inizio e una fine e sono fatte di persone, le persone che si trovano in una compagnia teatrale e mettono in scena uno spettacolo e quello spettacolo esiste solo nel momento in cui viene messo in scena, è per questo che si dice spettacolo dal vivo, perché è vivente, e nel momento in cui muore, cioè finisce, non c’è più, fino ad un’altra rappresentazione. Per questo è fragile, perché ha bisogno di persone, ha costi che altre forme d’arte non hanno. Un romanzo lo si legge, si acquista un libro, una sinfonia la si ascolta se ci sono i musicisti che suonano, se viene messa appunto in scena, se viene resa vivente, e quindi ha un costo che altre produzioni, che altre forme d’arte non hanno. E quindi è evidente che è un sistema molto più fragile di altri, ed è per questo che la politica, al di là dell’impegno e del valore economico che lo spettacolo e il sistema spettacolo dal vivo propongono, deve farsi attenta a queste esigenze.

Un ulteriore punto da approfondire che mi sembrava sottendesse questa legge è un altro punto che è uscito spesso alla ribalta dei giornali nazionali. Oggi spesso si dice che la cultura nel nostro Paese è il nostro petrolio. Vero, ma non basta, perché continuiamo ad associare la cultura e il nostro patrimonio ad aggettivi semplicemente economicistici. A me sta bene dire che la cultura è il nostro petrolio, perché lo sviluppo del turismo, lo sviluppo dell’arte producono economia. Ma c’è qualcosa, ancora qui, di più, e questa legge, in qualche modo, lo dirò alla fine, tenta di dare una risposta, magari in maniera imperfetta, ma tenta di porsi quantomeno l’interrogativo che colse bene il sociologo Pierre Bourdieu negli anni Settanta. Io non ero ancora nato, però ho letto i suoi libri e poi è un concetto che si è sviluppato nel tempo, definendo il concetto di “capitale” o “dotazione culturale”. Il capitale culturale è qualcosa di più rispetto al capitale economico, ed è l’unica cosa che la persona porta con sé. Il capitale economico io posso trasferirlo, il mio milione di euro che ho in banca lo posso dare al Generale Favara, lo posso trasferire, magari non gli serve, ma lo posso fare, il mio capitale culturale, no, è l’unica cosa che porto con me. Lo diceva bene, esemplificando con la chiarezza tipica dei preti di campagna, Don Lorenzo Milani, dicendo che la povertà non si misura a pane, a casa, a caldo, ma si misura sul grado di cultura e sulla funzione sociale.

Ora, quando parliamo di spettacolo dal vivo, della possibilità di fare teatro, di fare musica, di fare danza, significa avere a cuore anche questo, significa avere a cuore il fatto che noi stiamo andando a dare alle persone un proprio capitale culturale che gli produrrà, si spera, vantaggio economico, ma non solo, gli produrrà la possibilità di essere inserito nella società. La possibilità di contemplare la bellezza di Roma e le bellezze di Roma, per una persona che viene da Tor Sapienza, è la possibilità di accedere, appunto, alla formazione di questo capitale, che è l’insieme dell’istruzione, certamente, è l’insieme della provenienza familiare, ma è l’insieme delle occasioni che il pubblico dà a chi vive in periferia - non fatemelo chiamare “povero”, perché povero non è, economicamente magari - le occasioni, quindi, di passare anche da un proprio stato sociale ad un altro. Questo vale molto più dell’economia, ed è bene che la politica se ne renda conto, e mi fa piacere, e concludo, che questa legge, in maniera magari frammentaria, in maniera, magari, che può essere migliorata, tenta di mettere assieme tutti questi aspetti, sostanzialmente creando tre filoni: il primo è quello dell’impresa culturale, ed è stato detto benissimo da chi mi ha preceduto; il secondo è quello di riconoscere il valore di chi fa arte a livello amatoriale, riconoscerlo proprio da un punto di vista di presidio sociale sul territorio. Qui c’era una legge sulle bande, no? Noi con l’Albo ampliamo anche al teatro, alla danza e ai cori. Questi sono presidio sul territorio sociale, perché nei piccoli paesi la banda diventa occasione di educazione, ma non solo, è la forma migliore per educare alla partecipazione, quindi alla creazione degli spettatori, di chi poi andrà a vedere il teatro, ad assistere a uno spettacolo.

Il terzo grande filone, invece, è quello forse a cui più sono legato, perché credo nel valore innovativo di questa proposta, che tra l’altro è una proposta contenuta solamente in questa legge regionale, qualora sarà approvata, e in nessun’altra in Italia, ed è quello cioè delle azioni legate alla propedeutica musicale, teatrale e coreutica. E parte da un principio, cioè che il pubblico ha il dovere di aiutare chi decide, e peraltro per le associazioni sportive già esistono agevolazioni, di mandare i propri bimbi a scuola di musica, di danza o di teatro. Perché? Perché non è un orpello, ma è parte di un’educazione che porta non solo ad essere artisti, pochissimi di loro lo saranno, ma a essere innanzitutto cittadini. Non solo, ma vuol dire valorizzare l’enorme rete di scuole civiche e non che tuttora coinvolgono migliaia di bambini e di famiglie in attività di questo genere. Finalmente ce ne siamo accorti.

Ora, e concludo, i soldi forse saranno pochi, le risorse non saranno tantissime, la Regione non è nella situazione migliore per dire: “Investiamo tutto su questo”, nessuno vuole questo, ma il fatto che dopo poco tempo, perché in fin dei conti un anno e mezzo non è tanto, il Consiglio regionale si trovi a discutere un tema come questo, che parrebbe o potrebbe parere marginale, dimostra che in realtà la politica riesce anche ad invertire le priorità e ad accorgersi che, probabilmente, riorganizzare un sistema complesso come questo, in un futuro che magari vedrà la Regione dal punto di vista economico in una situazione più rosea, lo speriamo tutti, significa porre le basi perché chi governa e chi governerà anche in futuro abbia a cuore questa materia, che è sempre stata considerata molto fragile ed anche probabilmente poco interessante, ma che è una delle poche materie che coglie e colpisce effettivamente il cuore dell’uomo, delle famiglie e contribuisce a fare di un bambino un cittadino. Grazie.

 

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Storace. Ne ha facoltà.

 

STORACE (LaD). Grazie, Presidente.

Presidente Leodori, dividerò il mio intervento in due parti, spero brevi entrambe: la prima doverosamente e istituzionalmente sulla legge, la seconda, me lo consentirà, anche per quello che ha detto il collega Patanè e per quel che ha riguardato la mia situazione di questi giorni.

Perché, vede, assessore, non era facile per me in queste ore leggere queste norme. L’ho fatto con la passione che spero mi riconosciate, con il senso del dovere che ciascuno di noi ha nel momento in cui rappresenta i cittadini in quest’Aula.

Questa è una legge, lo dico subito, tentando poi di lasciare alla discussione sugli articoli le eventuali carenze che si trovavano per proporre qualcosa tra la ventina di emendamenti che ho presentato, che non sono quindi ostruzionistici, ma semplicemente per tentare di migliorare delle norme, ma non è che sono fondamentali, uno di essi sarà particolarmente politico ed è quello che riguarda, al primo articolo, il riferimento alle Province, che continuano a stare in mezzo alla nostra legislazione, però è  una legge che può viaggiare, a seconda del dibattito, tra l’astensione e il voto favorevole, non certo con un’opposizione rispetto a un lavoro che è stato fatto in Commissione, come mi testimoniano anche altri colleghi dell’opposizione. E’ una proposta di legge, come notava anche collega Patanè, che fa riferimento anche a risorse di una certa entità, perché parliamo, se ho capito bene, di 5 milioni di euro ripartiti nei vari capitoli, almeno quanto alla lettura dell’articolo 27, e che sostiene le attività di produzione, di formazione e di gestione degli spazi, di valorizzazione del nostro patrimonio artistico e culturale e Dio sa quanto ce n’è bisogno.

Dico sempre ai giovani che se alla politica si toglie la cultura, restano solo gli affari. Avere Istituzioni che si impegnano da questo punto di vista è comunque positivo, poi vediamo se le norme sono giuste o sbagliate.

In particolare incontrano il nostro favore, assessore, i progetti di programmazione e gestione di spazi di spettacolo dal vivo, con particolare riguardo a quelli di piccole dimensioni, parliamo del quinto articolo, in particolar modo, il riconoscimento dell’impresa culturale e creativa, questo sicuramente è un fondamento che abbiamo letto ed è stato opportunamente segnalato e osservato, lo sportello regionale per i rapporti con l’Unione europea e con gli altri Paesi esteri, è uno strumento che sarà utilissimo per fornire consulenza e assistenza per l’accesso ai finanziamenti regionali e la partecipazione ai progetti comunitari ed extracomunitari.

Poi ci sono delle carenze, ovviamente, ma le elencheremo, io qui solamente per titoli, poi le approfondiremo, se ci riusciremo, nel corso della legge: il riferimento agli Enti locali, noi individuiamo i Comuni; le questioni legate al Teatro dell’Opera; all’articolo 7 c’è il tema dell’adeguamento della disciplina di organizzazione dei vari soggetti che sono elencati, al fine di sottoporre a certificazione il bilancio di esercizio. Ecco, la misura è apprezzabile, ma sembra limitata all’applicazione, proveremo a offrirvi un ventaglio più ampio da questo punto di vista. E così sullo stesso Albo regionale legato alle bande, ci sono probabilmente delle modifiche da fare, ma comunque è una legge che nel suo complesso dà una risposta politica e istituzionale interessante a un problema.

Ovviamente, nella discussione generale di una legge ci sarebbe molto altro da aggiungere, però credetemi, colleghi, rischia di prevalere un sentimento di emozione personale e vorrei descriverla nel rispetto più profondo di un’Istituzione, anzitutto ringraziando il Presidente Zingaretti e il Presidente Leodori, me lo consentiranno, non è un segreto, per due telefonate che ho ricevuto e Patanè per le parole che ho ascoltato in Aula, che francamente non mi aspettavo.

Io voglio raccontarvi una cosa. Venerdì notte volevo dimettermi da consigliere regionale, perché capita che a un certo punto sei stanco: insomma, nel 2006 entri al Senato e ti abbatte la bufera “lady Asl”, la ricorderete, e anni dopo si scopre che io non c’ero; nel 2010, primo Consiglio regionale Polverini, “Laziogate” e la condanna di primo grado, e poi dopo tanti anni l’assoluzione. Ecco, comprenderete, colleghi, che arriva a un certo punto il momento in cui ti viene di dire: “Basta!”. Non ce la fai più. Poi metti insieme altre cose, a partire da tutti voi, nessuno di voi lo sa, mi rivolgo in particolare ai colleghi di centrosinistra e ad alcuni colleghi del Movimento cinque stelle, ma molti di voi singolarmente, chi anche pubblicamente, anche a livello nazionale, ma il rapporto mio è maggiore con voi, persino qualche assessore, privatamente o pubblicamente… Bé, quelle telefonate fanno capire che c’è anche un sentimento quando stai in un’Assemblea elettiva importante come questa, e io le ho apprezzate. Per questo mi ha colpito Patanè che lo ha fatto oggi pubblicamente, perché voi, bene o male, nella vostra storia, a differenza della storia mia, fate riferimento a Napolitano e per voi è meno facile, non dico schierarsi, perché non è che vi siete schierati, ma sostenere le ragioni di uno che ha polemizzato con Napolitano. Queste sono cose che non si cancellano, assessore. Anche questa è cultura, è libertà, è autonomia. Ed ecco perché mi sento di ringraziare tutti, anche chi non ha parlato, ma lo si vede dagli sguardi. Pensi che la dichiarazione che più mi ha colpito… Anzi, sono state due: una di un senatore, ex Presidente di quest’Aula, Astorre, e De Paolis, che è proprio il più lontano di tutti da me.

Allora vuol dire che c’è una politica che non è detto che debba solo menarsi e queste cose, vi assicuro, ve le dico, me le sono scritte a mano mentre ascoltavo Patanè, perché il senso delle Istituzioni resta profondo, anche se c’è quel tipo di sentenza che contesti. Quello fa parte del complesso rapporto tra l’uomo e la giustizia o tra la politica e la giustizia, così come non viene meno, lo voglio dire se è possibile solennemente, per la figura del Presidente della Repubblica, non viene meno quel rispetto. Mi dispiace solo che non abbia detto una parola, ma forse troverà anche lui la maniera, così come sento solo l’ingiustizia dei due pesi e delle due misure rispetto ai tanti e troppi che si sono espressi nella maniera che abbiamo ascoltato finora.

Però la vostra considerazione impegna ciascuno di noi, e me in particolare, a servire con ancora maggiore lealtà le Istituzioni e il popolo che rappresentiamo.

Grazie a tutti.

 

PRESIDENTE. Grazie, consigliere Storace.

Le ribadisco, a nome dell’Aula, la nostra vicinanza umana e politica per questa condanna che, al di là del merito della questione, è dettata da una legge assolutamente ingiusta e ormai ritenuta da tutti arcaica.

Ha chiesto di parlare la consigliera Tarzia. Ne ha facoltà.

 

TARZIA (LS). Grazie, Presidente.

Anch’io, prima di entrare nel merito della discussione di questa legge, desidero esprimere solidarietà al Presidente Storace proprio per una sentenza che, come è stato già detto, nasce da leggi antiche, ma che ci ha lasciato oggettivamente, al di là delle diverse appartenenze e simpatie, esterrefatti. Credo che non sia fuori luogo ricordarlo oggi quando si sta per discutere una legge sulla cultura perché è proprio così. Cultura è rispetto delle Istituzioni, cultura è anche libertà, e questa libertà va rispettata, certamente nell’ambito del rispetto delle Istituzioni.

Entrando nel merito della proposta di legge, questo testo uscito dalla Commissione oggettivamente possiamo considerarlo un buon testo. Naturalmente nell’ambito della discussione vedremo anche come affrontare i diversi emendamenti, ma certamente è un testo che è uscito molto migliorato rispetto al testo che era arrivato dalla Giunta e credo questo si possa dire tranquillamente, diciamo un lavoro di miglioramento fatto insieme, fatto effettivamente con il contributo di colleghi sia di maggioranza che di opposizione, molti miei emendamenti sono stati accolti, ma più che accolti credo condivisi, e questo è importante, quindi ringrazio il presidente Patanè per aver condotto la Commissione e anche tutti gli altri colleghi per aver lavorato effettivamente bene.

Tra gli aspetti positivi da segnalare in questa proposta di legge c’è sicuramente la volontà di fare chiarezza e pulizia tra le tante norme in materia e non a caso le abrogazioni contenute all’articolo 26 sono parecchie. Da anni, potremmo dire per la verità da decenni, nell’ambito dello spettacolo dal vivo si era proceduto con interventi legislativi spot dicendo però da più parti che comunque era necessaria una legge quadro che normasse su tutto il settore in maniera più razionale ed organica. Oggi possiamo dire che con questa proposta di legge questa azione viene fatta, ed anche viene fatta con una certa logica.

Un altro aspetto che ritengo positivo è sicuramente la diversità degli interventi che sono richiesti alla Regione e, cioè, il sostegno al teatro e, come chiederò tra poco con emendamenti, all’esercizio teatrale, alla danza, alla musica, sia in ambito professionale che amatoriale.

Un altro punto che mi sta molto a cuore è che in questo testo viene messo l’accento su due aspetti, sui giovani e sull’eccellenza, sui mescolamenti tra i diversi generi artistici. Soprattutto si cerca di avvicinare il modo con il quale vengono erogati gli stanziamenti regionali allo stesso metodo utilizzato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Sono stati presentati anche da alcuni colleghi della maggioranza degli emendamenti che vanno proprio in questa direzione, a sottolineare ancora di più questa caratteristica per arrivare a una sorta di Fondo unico per lo spettacolo regionale, potremmo dire, assegnato con criteri simili a quelli con i quali si assegna il FUS nazionale.

Lo scorso 1° luglio, infatti, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo ha pubblicato un decreto dal titolo “Nuovi criteri per l’erogazione e modalità per la liquidazione e l’anticipazione di contributi allo spettacolo dal vivo…” eccetera. Ha la forma di un decreto ministeriale, ma si tratta, nella sostanza, per la verità, di una vera e propria legge di riforma, all’interno del settore dello spettacolo dal vivo. Si tratta, anche qui, di un testo di cui si discuteva da anni e che gli uffici del Ministero hanno portato avanti, pur con Ministri diversi, di centrodestra e centrosinistra. Il nuovo sistema sarà chiaramente tutto da provare e da rodare, ma di alcuni elementi la Regione Lazio non può non tener conto, nel momento in cui si appresta a votare una legge in materia. Da un lato, infatti, s’introduce il concetto dei progetti triennali, proprio al fine di dare maggiore stabilità e continuità ai soggetti che fanno attività di spettacolo a livello professionale, dall’altro, si punta a sostenere la produzione che riguardi soprattutto giovani artisti. Potremmo dire quindi che il Ministero va nella direzione di sostenere istituzioni artistiche che facciano spettacolo ad alto livello, e il giudizio sulla qualità artistica è opportunamente demandato a commissioni di esperti esterni, non a funzionari provenienti dai ruoli dell’amministrazione, quindi che facciano spettacolo ad alto livello e il Ministero non intende finanziare progetti spot, quindi officine culturali, piccole manifestazioni, piccoli teatri. Questo non significa però che le strutture minori non debbano essere incoraggiate e sostenute, ma non si può stare nel paradosso che proprio chi fa spettacolo a livello professionale e ha nella qualità artistica la propria stella polare, debba poi alla fine essere paradossalmente svantaggiato. Quindi, si tratta di trovare un equilibrio tra queste due realtà.

Poi dobbiamo anche dircelo, bisogna stare doppiamente attenti alle piccole realtà, perché c’è una sorta di “bandite”, tra virgolette, diffusa in questi anni, cioè, il tentativo di finanziare a pioggia infiniti progetti spot, con le erogazioni che tra l’altro poi arrivano dopo quattro, cinque anni dalla chiusura stessa dei progetti e hanno purtroppo spesso il sapore della clientela politica. Non sarà sempre così, ma il sospetto che troppe volte questo sia avvenuto non riusciamo a scrollarcelo completamente dalle spalle. Quindi, questo tentativo di “professionalizzare”, tra virgolette, l’arte nella nostra Regione, con interventi a favore di chi fa spettacolo ad alti livelli e con qualità artistica oggettivamente riconosciuta, è certamente da condividere pienamente, proprio per uscire, come dicevo prima, da questo finanziamento a pioggia che spesso porta a premiare piccoli teatri e piccole associazioni, secondo logiche più politiche che di valore artistico.

Fatte queste premesse di natura generale positiva rispetto al testo, mi rimangono alcune perplessità, anzi, molte perplessità. La prima, fondamentale, è che le risorse impegnate per finanziare questa legge sono oggettivamente poche. C’è stata sicuramente la buona volontà dell’assessore, ma se noi andiamo a leggere tutto quello che in questa legge vogliamo ottenere, le risorse sono assolutamente esigue. Si dirà, una volta approvato il testo, che la Regione poi rilancia la sua azione in moltissimi ambiti della vita culturale. Ma come potrà farlo, come potrà essere in grado di farlo se la posta di parte corrente è quella indicata qui?

 

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE

VALERIANI

(ore 13,22)

 

Ho poi grosse perplessità sui nuovi organismi burocratici. E mi sono trovata in questa situazione anche in altre proposte di legge, cioè l’ennesimo Osservatorio. Ogni legge, ogni proposta di legge che arriva nelle Commissioni ha il suo bell’Osservatorio. Voglio ribadire la mia contrarietà, già l’ho fatto in Commissione e anche qui in Aula c’è un mio emendamento, è un’ennesima struttura burocratica di cui non si sente assolutamente il bisogno.

Anche sul Forum previsto all’articolo 18 ho grandi perplessità, perché trattandosi proprio di un organo fondamentale che alla luce del testo della legge deciderà in pratica quale indirizzo dare alla vita culturale della nostra regione, io ritengo fondamentale prevedere che venga aperto alle associazioni culturali del settore, quindi certamente ai rappresentanti delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative, ma anche prevedendo la nomina al suo interno di persone che rappresentino associazioni che si occupano di spettacoli dal vivo.

Si potrebbe obiettare che in questo modo si configurerebbe una sorta di conflitto di interessi tra chi decide e chi eventualmente sarebbe il beneficiario delle politiche regionali. A parte il fatto che nel caso si potrebbero sempre prevedere dei meccanismi di garanzia, di incompatibilità in modo da bypassare questo problema, ma in alternativa si potrebbe prevedere la presenza in questo organo semplicemente di personalità di chiara fama, e parlo di compositori, di autori, che non abbiano più alcun incarico in associazioni o fondazioni culturali, ma che appunto siano figure generalmente riconosciute, figure di riferimento per il mondo della musica, del teatro e della danza. Non basta, come è stato fatto, prevedere il Forum almeno due volte all’anno, incontri con organismi, operatori, professionisti del settore. Questa è una previsione generica. Serve, lo ribadisco, invece mettere all’interno di questo Forum dei veri esperti dello spettacolo dal vivo. Va benissimo l’assessore, ma chiediamo che ci siano anche esperti di spettacolo, gente che ha fatto spettacolo, che lo conosce bene per esperienza personale. Dobbiamo fare, come dicevo prima, come il Ministero. Non si può lasciare che siano funzionari interni, con tutto il rispetto per la loro professionalità, ma non si può lasciare che siano funzionari interni a scegliere chi e cosa premiare nella nostra regione. Ci si apra invece realmente alle competenze dei tecnici dello spettacolo dal vivo, alle persone che vivono tutti i giorni questo mestiere, che sono innamorati della sua bellezza e che ne sopportano quotidianamente le mille difficoltà.

Altro capitolo riguarda le fondazioni. Sulle fondazioni come idea sono d’accordo con i colleghi del Movimento cinque stelle, questi enti nascono come importanti soggetti privati che si fondano appunto su beni privati e non dovrebbero in un mondo ideale poggiare sul pubblico. Nello specifico, però, sappiamo che anche questi soggetti non possono prescindere totalmente dall’aiuto pubblico.

Nel caso particolare, la realtà cui si vuole riconoscere oggi lo status di Fondazione regionale può non essere completamente condivisa per le scelte artistiche che fa, ma è certamente un soggetto che fa cultura con la “C” maiuscola, che persegue la qualità e che vive anche degli introiti dovuti allo sbigliettamento. Cioè non stiamo premiando un carrozzone pubblico, ma un soggetto che fa spettacolo e possiamo dire che lo fa bene.

Si obietterà che altre fondazioni regionali invece assomigliano effettivamente ai carrozzoni di cui si diceva e questo forse è vero, ma ormai sarebbe difficile chiederne la chiusura, fosse solo per il rispetto del personale che onestamente lavora al suo interno.

Ancora un altro punto che devo dire non mi convince molto, vista anche l’esiguità dei fondi di cui dicevo prima, è il fatto che la Regione debba farsi carico anche delle rievocazioni storiche. Un po’ rischiosa questa cosa. Stiamo molto attenti, perché non vorrei davvero che le pochissime risorse che abbiamo per lo spettacolo le si debba vedere pure disperse in favore di fenomeni spesso locali, direi, anzi, localistici, che non possono oggettivamente entrare nello spettacolo dal vivo.

Viviamo in un momento che si può definire “drammatico” per la cultura, le attività dello spettacolo e degli operatori. Nel mondo, in Italia, ma particolarmente a Roma abbiamo assistito tutti sgomenti alla crisi del Teatro dell’Opera di Roma, al licenziamento, fortunatamente rientrato, dell’orchestra e del coro, all’addio di Riccardo Muti, avvenuto con modalità e tempi che hanno dell’incredibile, cioè in nessuna città al mondo un direttore principale lascia a stagione pubblicata, a campagna abbonamenti avviata. Allora, possibile che nessuno nel teatro avesse percepito il disagio del maestro? Possibile che l’indegno show down di cui il Paese è stato spettatore incolpevole fosse proprio inevitabile? Questa città solo pochi mesi prima aveva sofferto anche la chiusura dell’Orchestra Sinfonica di Roma, realtà privata, è vero, governata con criteri non condivisi da molti attenti osservatori del settore, ma si tratta in ogni caso di un segnale tristissimo.

Quale futuro possiamo dare ai giovani artisti della nostra regione? Qual è lo stato delle orchestre, dei teatri, delle compagnie di danza e di prosa?

Io credo che questa debba essere la nostra stella polare. Approveremo una legge, cercheremo di farlo nel modo migliore, ma dopo, soprattutto dopo dovremo fare in modo che le poche risorse a disposizione non si disperdano, non si sprechino per progetti e progettucci senza disegno né finalità, non si finanzino 10.000 progetti spot che non portano da nessuna parte, che non segnano culturalmente una città e un territorio, ma si investa, invece, quel poco che c’è laddove si fa cultura, laddove non si sprecano euro inutilmente. Facciamo in modo che ogni euro speso nello spettacolo dal vivo vada ad artisti veri che nobilitano l’arte e contribuiscono al prestigio della nostra regione.

Cerchiamo in questo settore - vado a concludere - di farci guidare esclusivamente dal desiderio di costruire percorsi utili alla collettività. Già in questo modo, facendo qualcosa di utile non solo per chi fa spettacolo, ma anche per chi ne fruisce, avremo fatto moltissimo. Investire nella cultura − chiudo con affermazioni che sono state fatte prima di me e che condivido − è un segnale importante, dà incoraggiamento ai giovani nuovi talenti, ma anche sul piano sociale. Cultura, educare al bello partendo dai piccoli credo che sia il primo passo fondamentale per rimettere al centro una visione antropologica che non si basa esclusivamente sulla visione utilitaristica, economicistic